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domenica 31 luglio 2016

Calze autoreggenti sposa Calzitaly, ecco le idee pratiche per il grande giorno

Si avvicina il grande giorno e stai completando i dettagli del tuo intimo sposa? Per la scelta delle calze da sposa puoi seguire i consigli di Calzitaly: ti aiuterà a scegliere il collant più adatto a te e al tuo tipo di vestito.



Se c’è un settore in Italia che sembra non subire crisi ma, al contrario, coinvolge nel suo business sempre più tipologie di imprese è senza dubbio quello dei matrimoni. Soprattutto il segmento dedicato all’outfit della sposa: abito, scarpe, velo… ma anche le calze da sposa sono un accessorio dell’intimo sposa veramente importante. In qualunque stagione dell’anno il galateo della calza impone l’utilizzo di questo accessorio per l’eleganza della sposa che sarà al centro dell’attenzione di tutti: collant sposa o autoreggenti, l’importante è che ci siano.
Dovesse capitare di mostrare le gambe per qualche scherzo goliardico pensato da amici e parenti come il lancio della giarrettiera, cosa che capita spesso durante i festeggiamenti, con un paio di collant sposa si è sempre perfette e impeccabili.
Le calze sposa più che un accessorio sono un alleato di bellezza, che rendono la sposa la regina indiscussa del momento. Il bon ton non esime nessuna sposa dall’indossare il classico collant donna 20 den come i classici collant velato effetto nudo di Calzitaly che si adattano a tutti i tipi di abito e colore, ma la sposa sexy non può assolutamente rinunciare alle autoreggenti per il suo grande giorno.
Ma più in generale, come scegliere il tipo di calze sposa in base all’abito ed in base anche al resto dell’intimo sposa? Per le ragazze che hanno un abito attillato o a sirena, il consiglio è quello di optare per un collant senza cuciture 15 den, velato e totalmente invisibile, con un romantico pizzo in vita.
Molte donne amano l’idea di indossare le calze autoreggenti sposa o le calze per reggicalze, il classico simbolo della sensualità femminile, come ci insegna la celebre scena con Sophia Loren, ma è indicato solo per chi sceglie un abito con gonna ampia e tessuti non aderenti. Le calze autoreggenti da sposa di Calzitaly sono disponibili in bianco, avorio e naturale e hanno un’elegante balza in pizzo che avvolge la coscia senza stringere né dare fastidio. Il colore dedicato le rende perfette per essere abbinate con la classica e romantica lingerie da sposa bianca o avorio. Le calze autoreggenti sposa sono un modello ideale per le ragazze che indosseranno un abito che sottolinea il punto vita e si apre in una gonna ampia, per evitare il fastidio dell’elastico dei collant sposa all’altezza della vita.
Se pensi che le autoreggenti possano stringere la gamba o semplicemente non sei abituata ad indossarle, una valida alternativa sono le calze per reggicalze. Le calze per reggicalze Calzitaly hanno una delicata balza in pizzo e possono essere agganciate a reggicalze o bustini, diventando così un dettaglio veramente sexy della tua lingerie da sposa.
Che tu sia la sposa, la mamma della sposa o la testimone, vieni a curiosare tra le calze sposa di Calzitaly e scopri il modello più adatto alle tue esigenze. Calzitaly è l’alleato perfetto per rendere impeccabili anche i piccoli dettagli – come l’intimo sposa – del giorno più bello della tua vita.

Fonte: marketinginformatico.it

sabato 30 luglio 2016

C to Work: all’opera 4 donne di Piano C studiano un piano di comunicazione promosso da Invisalign

Nasce WeSmile lab, un progetto di comunicazione e ricerca sul rapporto tra l'autostima delle donne, la loro capacità di sorridere e la realizzazione professionale. 


Nella sede di via d'Orsenigo 18, a Milano, continua la quarta edizione di C to Work

Il percorso di Piano C, di durata trimestrale, promosso dall'Assessorato alle Politiche per il lavoro e Sviluppo economico del Comune di Milano e sostenuto da Invisalign, ha lo scopo di aiutare le donne che si sono allontanate dal lavoro a sviluppare e a riscoprire la loro identità professionale, nonché a potenziare le loro competenze. 

La struttura che ospita il progetto è composta da un'area coworking, una piccola cucina, uno spazio cobaby e le sale dedicate alle riunioni.  

C to Work di Piano C, in collaborazione con Invisalign e con l'agenzia Energie Sociali Jesurum Lab, si focalizza per questa edizione sulla formazione nell'ambito della comunicazione

Un percorso finalizzato ad indagare il delicato rapporto tra sorriso, autostima e lavoro al femminile, proposto da Invisalign, partner del progetto e leader nel mercato dell'ortodonzia invisibile.

Le candidate si presentano

A Piano C sono arrivate 115 candidature. Ne sono state selezionate 5 e ora ne sono in campo 4 (una, nel mentre, ha trovato lavoro): Erika, Elena, Beatrice e Maddalena, donne diverse per età, formazione, esperienza professionale e aspirazioni, ma con in comune un patrimonio di competenze incredibili.



Erika Farese, giornalista, con la passione per la comunicazione politica e il mondo digitale. 

Laureata in Scienze Politiche e con un Master in giornalismo, ha maturato esperienze in digital communication e ufficio stampa. 

In particolare è stata Direttore di una web tv e responsabile dell'Ufficio Stampa per un consigliere della Regione Campania. 

Nata a Benevento, ma cresciuta in Brianza, da alcuni mesi è a Milano. Se dovesse scegliere tra mare e montagna non avrebbe dubbi: è nata per conquistare la vetta passo dopo passo ed intraprendere sempre nuove sfide. 


Elena Cattaneo, diplomata in drammaturgia teatrale alla Civica Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi, è stata assistente alla regia, ha insegnato italiano a stranieri e co-gestito una libreria. 

Oggi si occupa di ricerche bibliografiche per uno studio di psicologia. Ama la letteratura e il teatro, e scrive recensioni per Sul romanzo

La sua passione attuale è lo studio degli albi illustrati. Vive a Milano, in Chinatown e, quando ha bisogno di pensare, fa lunghe passeggiate al parco Sempione. 


Beatrice Selleri, giornalista pubblicista, laureata in marketing e direzione aziendale, mamma di Sofia dal 2011. 

Dopo la laurea è riuscita a coniugare la passione per la scrittura e i suoi studi in  economia lavorando per tre anni in una società che si occupa proprio di studi di economia e comunicazione. 

Nata e cresciuta a Bologna dove ha studiato e lavorato fino all'anno scorso, a gennaio si è traferita a Milano pronta a vivere una nuova avventura e cogliere al volo tutte le opportunità che questa città può offrire. 


Maddalena Limonta, laureata in Scienze Linguistiche Italiane alla Statale di Milano, consegue un master in organizzazione di eventi ed inizia a lavorare all'interno di agenzie di comunicazione, maturando significative esperienze nel settore delle pubbliche relazioni per il cinema, il beauty e il design. 

Di indole curiosa ed entusiasta; appassionata di cinema, serie tv e letteratura contemporanea – con un debole per Jonathan Franzen  –, scrive (giorno più, giorno meno) da quando la maestra le insegnò l'alfabeto. 


Un patrimonio di competenze variegato e consolidato messo ora in rete e in campo, per studiare e realizzare insieme un piano di comunicazione per Invisalign. 

Prima di tutto, formazione

Un impegno complessivo di 3 mesi . in cui le partecipanti hanno potuto scegliere alcuni corsi fra quelli offerti (dal corso per Social Media a quello di Public Speaking, fino a Photoshop e alle partite IVA) e tenuti da diversi docenti accreditati da Piano C (qui tutte le informazioni relative ai corsi www.pianoc.it/school).

Inoltre, una coach professionista offre a ciascuna donna la possibilità di valorizzare i propri punti di forza, di focalizzarsi sui propri obiettivi professionali e sulle strategie, anche da mettere in atto per raggiungerli. 


Un lavoro di squadra, nasce WeSmile lab

Le quattro donne sono impegnate nell'elaborazione della campagna di comunicazione, un progetto che coinvolge tre partner: Invisalign-Energie Sociali Jesurum Lab, Piano C e il Comune di Milano. 

WeSmile labun nuovo storytelling emozionale del sorriso, un progetto di comunicazione e ricerca sul rapporto tra l'autostima delle donne, le loro capacità di sorridere e la realizzazione professionale. Per analizzare, e raccontare, il sorriso. 

Un piano di lavoro articolato in tre progetti operativi che Erika, Elena, Beatrice e Maddalena presenteranno alla stampa, insieme a Piano C e Invisalign, a settembre. 

Innanzitutto la realizzazione e studio di un'indagine statistica per indagare il rapporto delle donne con la propria  autostima, la capacità di sorridere e la realizzazione professionale. 

Il questionario aperto a uomini e donne è già online sul sito di PianoC (www.pianoc.it/blog/donne-lavoro-autostima-sorriso-rapporto-ce). 

Contemporaneamente le ragazze si cimenteranno nella produzione di un video che, attraverso lo storytelling di donne e professionisti con storie diverse, racconti quanto autostima e  benessere personale (che passa anche attraverso il sorriso) influenzino e vengano influenzati dal percorso lavorativo di ciascuno di noi.

WeSimlelab è anche una pagina facebook (www.facebook.com/weSmilelab/)
dedicata al racconto di questa esperienza. 

Nel mese di settembre, in occasione di una conferenza stampa, Erika, Elena, Beatrice e Maddalena presenteranno ai media, insieme a Piano C e Invisalign, lo studio, la progettazione e la campagna realizzata. 


Invisalign per Piano C: un circolo virtuoso con l'azienda

Invisalign crede che un sorriso aperto e fiducioso verso il futuro sia fondamentale per rimettersi in gioco, in tutti i campi della vita. 

Per questo, ha deciso di aiutare le donne di Piano C ad affrontare con serenità il cammino di ricostruzione della loro vita professionale. 

In un momento storico in cui le donne hanno difficoltà ad accedere al mondo del lavoro oppure vengono emarginate, offrire loro l'occasione per riscoprire la centralità del proprio ruolo come professioniste è importante.

Un circolo virtuoso, dunque, che Invisalign ha deciso di mettere in campo perché possa alimentarsi e, allo stesso tempo, alimentare l'azienda. 


Ora, in via d'Orsenigo 18, si lavora! 

Ci vediamo a settembre, con un racconto a più voci… 



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venerdì 29 luglio 2016

Siria: Save the Children, profonda indignazione per il bombardamento. 2 vittime e numerosi feriti. Alle 18 la stuttura era ancora sorvolata da aerei di combattimento.

Save the Children è indignata di fronte all’attacco aereo che oggi ha colpito un ospedale ostetrico a Idlib, gestito dai nostri partner.

Il bombardamento ha avuto luogo intorno alle ore 13 (ora italiana) e ha colpito la parte anteriore della struttura ospedaliera. Due persone sono state uccise dall’attacco. Diversi bambini sono stati feriti quando le incubatrici sono crollate in terra e una donna incinta di sei mesi ha perso una gamba. Altre due donne hanno ferite allo stomaco causate dalle schegge e molti pazienti e persone dello staff hanno subito lesioni più lievi.

Il vice direttore dell’ospedale ci ha riferito che verso le 18 (ora italiana) aerei da combattimento stavano ancora sorvolando la struttura ospedaliera. Al momento del bombardamento erano in corso due interventi chirurgici e una donna era in travaglio. Attualmente l’ospedale ha smesso di funzionare ad eccezione del pronto soccorso e il generatore è stato danneggiato durante l’attacco. Questo ospedale – che Save the Children sostiene da due anni - è l’unica struttura di maternità del suo genere nella zona e serve più di 1.000 tra donne e bambini in un mese e fa nascere centinaia di bambini

“ In questo momento, i nostri pensieri sono rivolti a tutti il nostro coraggioso staff operatori siriani che lavorano nell’ospedale e a tutte le famigle colpite. Bombardare un ospedale con un reparto maternità, dove si stanno aiutando tante donne che vivono all’ombra della guerra a dare alla luce in sicurezza i loro piccoli è un atto vergognoso, sia che sia stato compiuto intenzionalmente, sia che sia accaduto perché non è stata prestata la dovuta attenzione a non colpire aree civili”, ha dichiarato Sonia Khush, Direttore di Save the Children in Siria. “Non ci sono scuse e questo purtroppo è solo l’ultimo di una lunga serie di attachi a strutture sanitarie inel Paese. Condanniamo nel modo più assoluto possibile questi attacchi, contrari alla legge internazionale. È necessario un immediato cessate il fuoco in tutta la Siria e occorre intervenire per porre fine agli spaventosi bombardamenti di strutture mediche”.

PowerLogo: dal posizionamento alla call to action, per le Pmi italiane tutto da rifare. I consigli del logo designer

In Italia il 67% delle pmi ha un sito internet e solo il 25% utilizza Facebook, Twitter o Youtube

Il ruolo del branding e del marketing digitale in Italia non ha ancora assunto un peso di rilievo, come invece accade nel resto del mondo, dove in questa particolare fase di crisi e di nuove sfide di mercato, tali strumenti vengono considerati preziosi alleati per lo sviluppo della propria attività imprenditoriale.

Secondo i dati Eurostat In Italia, il 67% delle pmi ha un sito internet e solo il 25% utilizza Facebook, Twitter o Youtube. Inoltre, dalle statistiche risulta come le pmi italiane non siano riuscite ancora a padroneggiare la comunicazione aziendale in tutte le sue forme. 

"Le pmi da una parte scaricano tutto il marketing sugli agenti di vendita, dall'altra si affidano ad agenzie "creative" che spesso danno un messaggio del tutto estetico (sia a livello di branding che di marketing) oppure sono troppo attenti all''originalità fine a se stessa che finisce il più delle volte per essere incomprensibile e fuori target. - Spiega Patrizia Parca, Graphic Designer di Powerlogo, azienda specializzata nella creazione di logo professionali efficaci e funzionali - che continua –inoltre, il problema delle piccole aziende sta nel fatto che, in molti casi, non hanno un posizionamento e di conseguenza un'idea differenziante che le distingua dalla concorrenza".

Gli errori più comuni delle pmi in ambito marketing e comunicazione sono proprio da rintracciare in una mancata consapevolezza della propria attività che si ripercuote nella comunicazione che non raggiunge il target desiderato:

"Per esperienza ho constatato come le pmi italiane non sono sempre in grado di rispondere ad una domanda apparentemente semplice: "Perché dovrei comprare da te e non dal tuo concorrente?". Molti rispondono "perché i miei prodotti sono di qualità alta ad un prezzo più basso"; tuttavia, la qualità espressa in questo modo non è un vero valore differenziante perché nessuno dirà "ho i prodotti di bassa qualità a prezzo alto", quindi è un messaggio che non aggiunge nulla e costringe l'azienda nella nicchia della corsa del prezzo al ribasso. Il consiglio è di declinare la qualità in qualcosa di percepibile: tirate fuori premi ricevuti, certificazioni o brevetti, e le testimonianze dei clienti - continua Patrizia Parca - Trovate una qualità o attributo su cui puntare".
Ma le agenzie specializzate, sono in grado di rispondere alle reali esigenze delle pmi?

"Spesso le agenzie non questionano sul posizionamento o sul target - spiega Patrizia Parca - di conseguenza, per la realizzazione di un logo, nel migliore dei casi, si avrà un lavoro esteticamente valido, ma inefficace e, nel peggiore dei casi, si potrà produrre un risultato creativo ma incomprensibile. Per questo prima di iniziare a lavorare consiglio alle pmi un'analisi preventiva, se non sono disposte a questo passaggio, per me essenziale, evito di prenderli come clienti".

Targettizzate i vostri messaggi. Secondo Patrizia Parca le pmi spesso mancano di specializzazione, così si crea una comunicazione che va bene per tutti; tuttavia: "Se va bene per tutti, vuol dire che in fondo non va bene a nessuno - fa notare Parca - tale procedimento può essere adottato solo dalle aziende molto grandi, che hanno milioni di euro da spendere in pubblicità, un discorso diverso va fatto per una pmi, che deve di volta in volta ponderare il messaggio e calibrarlo il più possibile,'cucirlo' sul potenziale cliente".




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Games Time rinnova la corporate identity e lancia le fidelity card per le famiglie con 50 punti vendita in franchising


Alla convention annuale con gli affiliati, Games Time ha presentato la nuova corporate identity, il rinnovo del sito web e lacollaborazione con l'agenzia di marketing e comunicazione Atlas Group


Bologna29.07.2016Games Time lancia le nuove fidelity cardcon il piano di accumulo dei punti familiare; inoltre i giochi potranno essere provati prima dell'acquisto. 

Sono alcune novità della catena italiana operante nel settore del gaming, illustrati nel corso della Convention annuale di Bologna con gli affiliati, dove sono stati presentati anche il rinnovo del sito web aziendale (www.videogamestime.com), della brand identity e delle strategie di comunicazione realizzate in collaborazione con l'agenzia Atlas Group di Milano

Rimane confermata la partnership con GTI (Gaming Team Italia)  per l'organizzazione dei Tornei di videogames a squadre. 

Dopo aver diffuso in Italia la formula dello Store al cui interno viene abbinata un'area con postazioni di gioco dedicate ai tornei, la catena ha lanciato anche nell'ottobre dello scorso anno Games Time Cafè, nuovo format per gli affiliati che comprende all'interno del punto vendita un'area Bar con posti a sedere e prodotti di caffetteria e ristorazione veloce.

La società ha aperto di recente nuovi punti vendita in grandi città come Roma e Napoli e continua ad espandere la propria rete ad una media 15 nuove aperture all'anno

Oggi sono oltre 60 i negozi attivi in tutte le Regioni, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Lazio al Piemonte.

Games Time che ha fatto il suo debutto sul mercato nel giugno 2012 - nasce dall'intuizione del management della società di consulenza DF Consulting di Bologna affianca alla vendita di videogiochi, accessori, abbigliamento e carte collezionabili anche la compravendita dell'usato e uno spazio Tornei dedicato. 

Un format distintivo, pensato come luogo di intrattenimento a 360 gradi per giovani, adulti e gruppi di amici dove condividere la passione per il gaming. 

A dare valore aggiunto al progetto sono inoltre lo stretto rapporto di partnership con i fornitori, uno staff dinamico e professionale a supporto dei negozi e il livello minimo di investimento richiesto dall'affiliato per aprire il punto vendita che non prevede fee d'ingresso.


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Continua la campagna acquisti estiva di TRUE COMPANY

New entries in casa TRUE COMPANYche aggiunge al proprio team creativo Fabrizio Grillo, Andrea Sgarro e Matteo Zilio.


Figure giovani e talentuose che vanno dunque ad accrescere l'expertise e l'organico di TRUE COMPANY.

"Il reparto creativo che cresce è il risultato del buon lavoro fatto da tutti fin qui e un'ottima vibrazione per l'intera agenzia: nuovi punti vista, esperienze e stimoli che entrano in circolo" afferma Simone Cristiani, Executive Creative Director di TRUE COMPANY.

Matteo Zilio, laureato in Art Direction all' Istituto Europeo di Design (IED) di Milano, si inserisce  nell' organico di TRUE COMPANY come Art Director.

Fabrizio Grillo, chedopo la laurea allo IED di Milano e tre anni presso Inventa CPM, aveva già precedentementecollaborato con TRUE COMPANYentra in qualità di Art Director del team social dell' agenzia.

Andrea Sgarro, laurea in Graphic Design, Art Director & Photography alla NABA di Milan


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BlackRock donne italiane 37% ottimista sul futuro finanziario

Il 37% delle donne italiane si dimostra ottimista sul futuro finanziario, superando le spagnole (34%), le francesi (28%) ma meno rispetto alla media europea (43%). In merito alla capacità di prendere decisioni nel medio lungo termine le italiane rappresentano il 33% verso il 41% della media europea mentre sulla propensione a decisioni di lungo termine, le italiane seguono la Francia (53%) con il 52% e a fronte di una media europea del 51%. Sono alcune delle evidenze dell’“Investor Pulse 2016” di BlackRock, ricerca che indaga le abitudini di risparmio ed investimento degli Italiani


Le preoccupazioni
. Tra le principali vanno segnalate: l’andamento economico del paese (53% rispetto ad una media europea del 42%), le politiche fiscali e l’elevato costo della vita (51%). Spicca inoltre rispetto agli altri paesi esaminati, l’apprensione per la forte incidenza della volatilità dei mercati (16% rispetto al 10% della media europea).
Le priorità finanziarie. Su questo tema le donne italiane non si discostano dalle europee in merito al risparmio in generale e al risparmio/investimento per la pensione, che in media si attesta intorno al 32%, mentre si distinguono per l’educazione dei figli, dove occupano il secondo posto con il 27%, dopo le spagnole al 32%, e rispetto ad una media europea del 19%. L’Italia è anche il paese che mostra, sempre con la Spagna, una significativa propensione alla cura degli anziani (7% verso 5% di media europea).
Come si risparmia e si investe. Per quanto concerne la capacità di detenere sia risparmi sia investimenti, l’Italia insieme alla Svezia mostra una maggiore propensione della media europea (35%), rispettivamente con il 38% e il 58%.Le donne italiane si collocano invece ai vertici della classifica, distanziando la media europea di ben 16 punti percentuali (45% verso 29%), nell’esprimere interesse nella gestione dei loro investimenti. E sono sempre le italiane ad occupare il vertice della classifica europea per quanto riguarda la diversificazione del portafoglio, seppure il cash detenuto superi il 50%, laddove la media europea è pari al 70%, con punte massime nei Paesi Bassi (89%), seguiti da Belgio (77%) e Regno Unito (73%).
Il cash in portafoglio. Le italiane si collocano in una buona posizione, alle spalle delle spagnole, anche per ciò che riguarda il cash realmente detenuto rispetto a quello che idealmente sarebbe opportuno allocare. Infatti alla domanda “Qual è la percentuale ideale sul totale dei risparmi/investimenti che dovrebbe essere detenuta in cash?”, le italiane hanno risposto indicando un valore del 32%, che confrontato con quello realmente detenuto evidenzia una discrepanza di 21 punti, inferiore alla media europea (29 punti) e superata solo dalla Spagna con 19 punti.
La consulenza finanziaria. Se solo il 26% delle donne europee intervistate dichiara di aver condotto una revisione annuale del proprio patrimonio finanziario negli ultimi 12 mesi, le tedesche e le italiane appaiono più attente a questo aspetto, rispettivamente con il 35% e il 31%. Viceversa il 29% del totale delle intervistate italiane ha dichiarato di non aver avuto motivo per effettuare tale revisione. Italiane e spagnole si avvalgono frequentemente di un professionista finanziario per la gestione degli investimenti, risultando le europee che maggiormente usufruiscono di tali servizi (25% rispetto alla media europea del 19%). Per quanto riguarda le fonti di informazione in questo ambito, a livello europeo il principale interlocutore rimane la banca (42%), seguito da internet e famiglia ed amici (32%), valori ai quali le italiane sono mediamente allineate. Spicca invece una propensione da parte delle nostre connazionali nella raccolta di suggerimenti e consulenze presso le assicurazioni (13% verso 7% media europea).
L’investimento per la pensione. Se si guarda infine al tema delicato delle pensioni, le donne italiane accompagnate dalle spagnole si classificano ultime in Europa per quanto riguarda il risparmio destinato alla pensione (rispettivamente 40% e 43%), mentre le punte massime sono toccate da Svezia e Germania (69% e 68%). Conseguentemente, il 42% delle italiane non ripone fiducia nel raggiungere un reddito congruo per il periodo della pensione (la media europea è invece pari al 28%), con Spagna e Paesi Bassi che si attestano al 22%, seguiti dalla Germania al 21%. Tra le motivazioni c’è una scarsa comprensione su quanto destinare alla pensione e poca chiarezza sulla definizione dei piani pensionistici.
FONTEIl Sole24Ore
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