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venerdì 11 agosto 2017

VENEZUELA. Governo contro l'opposizione eletta: Amnesty International denuncia ondata di arresti

L'arresto di quattro dirigenti dell'opposizione, la rimozione dall'incarico di altre 11 persone e il mandato d'arresto spiccato nei confronti di ulteriori cinque dimostrano per Amnesty International che il governo Maduro sta stringendo sempre più la morsa nei confronti di ogni forma di dissenso e innalzando la repressione a nuovi, spaventosi livelli.

"Rimuovendo esponenti dell'opposizione dai loro incarichi senza alcun motivo legittimo, l'amministrazione Maduro sta oltrepassando una linea molto delicata", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe.

"Il sistema giudiziario non dovrebbe mai essere strumentalizzato per mettere a tacere gli oppositori, soprattutto quelli eletti", ha proseguito Guevara-Rosas.
"Prima è andato ad arrestarli nelle strade, poi chi li rappresenta nelle istituzioni. Quanto oltre vorrà spingersi il governo venezuelano per ridurre al silenzio chi la pensa diversamente? La risposta è terribile", ha sottolineato Guevara-Rosas.

"In Venezuela sembra che vincere le elezioni e far parte di un partito che si oppone al governo siano motivi sufficienti per finire in prigione. Le autorità devono interrompere immediatamente il tentativo di ridurre al silenzio coloro che vogliono semplicemente attirare l'attenzione sulla crisi dei diritti umani nel paese", ha continuato Rosas.

"L'ipotesi che una commissione per la verità istituita dal governo possa indagare imparzialmente sulle violazioni dei diritti umani che l'amministrazione Maduro nega di aver commesso nel modo più assoluto è semplicemente assurda", ha concluso Guevara-Rosas.

                                                                      
Roma, 11 agosto 2017




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Terna Ferraris consumi elettrici a giugno +7,6%

I consumi elettrici di giugno, conferma Terna, sono stati pari a 27,2 miliardi di chilowattora, con un aumento del 7,6% rispetto al giugno 2016. Più normale la crescita dei primi sei mesi del 2017, quando la richiesta di corrente risulta in crescita del +1,4%.

Il caldo, la domanda dell’industria e i prezzi più robusti hanno gonfiato in giugno i consumi di energia, e i consumi hanno spinto anche il dato della produzione di energia. Così l’estate 2017 si è aperta assegnando al segmento dell’energia il primato di crescita della produzione industriale, +9,8% rispetto al giugno 2016.

Il caldo infatti spinge i consumi elettrici quando si accendono i condizionatori e quando la catena del freddo (dai grandi centri refrigerati di logistica fino ai banchi dei latticini dei negozi) fa marciare a piena forza i compressori per seguire gli ordini dati dai termostati. Ma il caldo fa crescere anche i consumi di benzina e gasolio non solamente perché gli italiani vengono indotti dal clima a cercare il refrigerio nelle gite fuoriporta ma anche perché i climatizzatori delle auto, quando sono accesi, fanno consumare più carburante in modo sensibile.

L’Istat ha rilevato in giugno un aumento fortissimo di attività per le raffinerie (“fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati” +12,1%) e le per utility locali (“fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria” +10,8%). Più lenta e fisiologica la crescita dell’attività di estrazione di petrolio e metano dai giacimenti nazionali (“attività estrattiva” +2,7%).

I consumi elettrici di giugno, conferma Terna (la Spa dell’alta tensione) sono stati pari a 27,2 miliardi di chilowattora, con un aumento fortissimo del 7,6% rispetto al giugno 2016. Più normale la crescita dei primi sei mesi del 2017, quando la richiesta di corrente risulta in crescita del +1,4%.

Qualche dettaglio sulle centrali elettriche. In giugno produzione elettrica nazionale netta (24,6 miliardi di chilowattora) è stata composta per il 42% da fonti rinnovabili d’energia, con una crescita del +8,7% per la produzione fotovoltaica (poche nubi hanno oscurato i pannelli) ma un crollo addirittura del -19,8% per la produzione idroelettrica (pochissima pioggia, soprattutto nel Triveneto) ed eolica (-18,7%).

Sui prodotti petroliferi, rileva l’Unione Petrolifera, in giugno i consumi complessivi sono ammontati 5 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,7% rispetto al giugno 2016. La domanda di benzina e gasolio è risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento del 2% (53mila tonnellate in più) rispetto allo stesso mese del 2016.

FONTE: Ilsole24ore.com

giovedì 10 agosto 2017

Il food delivery, grande opportunità (anche in Italia) per il packaging out-of-home - Un contributo di L.Barreiro, Asia Pulp & Paper Group (APP)

Un contributo di Laura Barreiro, Sustainability and Stakeholder Engagement Europe, Gruppo Asia Pulp & Paper (APP). 

Le vacanze estive sono iniziate e secondo le ultime previsioni FIPE la ristorazione fuori casa nel periodo varrà oltre 5,6 miliardi di euro, anche se rimangono non dettagliati i dati dei consumi nella ristorazione attraverso il canale online con i servizi di food delivery. Tuttavia dati interessanti emergono dagli operatori già attivi sul mercato. Just Eat, in collaborazione con l'Università Bocconi, ha effettuato dei sondaggi negli scorsi giorni nelle maggiori aree turistiche che rivelano, per esempio, come nelle Riviere Liguri le ordinazioni siano aumentate in media complessivamente del 63%.

 

Anche l'Italia, dunque, il Paese della buona cucina casalinga, si apre alla consegna di pasti a domicilio e ci si attende che il periodo estivo fornirà nuovi impulsi a questo segmento di mercato. I servizi di asporto, tra i quali Deliveroo, Just Eat, Foodora, UberEATS, per citarne alcuni -  sono ormai un mercato in continua espansione, in cui diversi player si stanno affacciando rapidamente come Amazon o le catene di supermercati, piccole aziende locali o ristoranti digitali. Di fatto, l'ordinazione digitale sta conquistando il mercato. 

Se guardiamo ai dati di Just Eat, servizio di e-food delivery arrivato in Italia nel 2011, gli italiani sembrano apprezzare sempre più il gustare cibo gourmet di alta qualità non cucinato in casa e senza necessariamente recarsi al ristorante. Just Eat rivela che in Italia ci sono 5.500 ristoranti affiliati all'azienda, oltre 105 dipendenti e 5.500 ristoranti partner ed è presente in 550 Comuni, con un numero di clienti in continua crescita.
Secondo il Censis (dati marzo 2017) sono già 19,4 milioni gli Italiani che acquistano cibo take-away online, da inquadrare in un trend di rinnovata attenzione al fattore cibo, dopo un drastico calo della spesa alimentare a causa della crisi economica.

Secondo i dati dell'Osservatorio ecommerce B2c del Politecnico di Milano, in Italia le consegne di cibo a domicilio valgono ben 812 milioni di euro e di questi 200 milioni sono riconducibili agli ordini ai ristoranti, cresciuti del 66% in dodici mesi.

I nuovi player di Food Delivery hanno, tuttavia, una strategia differente rispetto al colosso danese Just Eat: la piattaforma Just Eat si occupa, infatti, esclusivamente di mettere in contatto i clienti e i ristoranti che già dispongono di un servizio di consegna a domicilio; gli altri player come Foodora, Foodinho e Deliveroo, invece, offrono un servizio di delivery per i ristoranti che originariamente non prevedevano la consegna.

Dal punto di vista tecnico dell'offerta, queste piattaforme hanno come primo punto di forza la velocità: questo tipo di servizi garantisce la consegna del cibo ordinato in media entro un massimo di circa 30 minuti. Tutto ciò è possibile grazie ad autisti dedicati, suddivisi nelle zone nevralgiche delle città in cui operano. Un secondo punto di forza è la facilità di pagamento, che avviene attraverso carta di pagamento o in-app, i cui dati vengono registrati dal sito per eventuali futuri pagamenti. Un altro punto di forza è la geolocalizzazione, che permette al cliente di controllare in tempo reale lo stato del suo ordine fino alla consegna dello stesso e di verificare l'effettiva rapidità del servizio.

Un'altra caratteristica che contraddistingue questo tipo di servizi è l'offerta alimentare di buono e alto livello con un costo medio-alto. Il target a cui si rivolgono è, dunque, differente in termini di status sociale ed economico rispetto ai player locali che effettuano consegne a domicilio o che sono affiliati al network Just Eat. Il servizio è spesso utilizzato da una categoria di persone con buona o alta retribuzione, abituata a lavorare quasi non-stop e, solitamente con poco tempo a disposizione per la pausa pranzo o la cena. Secondo Just Eat, per esempio, sono in particolare i professionisti degli studi di consulenza tra i clienti leader del loro servizio per volumi di spesa, che detengono anche il primato per ordinazioni con l'app.

 

L'apprezzamento dei servizi di food & beverage delivery e la loro rapida espansione vanno oltre la mera comodità del servizio stesso e sono principalmente da attribuirsi al concept che risiede nel cuore di queste attività: da una parte offrono ai consumatori l'opportunità di ricevere un ordine richiesto su misura e customizzato; dall'altro lato permettono ai ristoranti, ai catering e ad altri operatori food di ampliare il bacino di clienti.

Quale tra i competitor potrà avere la meglio lavorando in un mercato così competitivo e proponendo molti di essi un'offerta praticamente identica dipenderà da diversi fattori, tra i quali la comunicazione del brand, sia del servizio, che deve necessariamente rimanere impresso nella mente dei consumatori, in modo da creare un'associazione automatica quando i consumatori decidono di usufruire di un servizio di food delivery, sia degli operatori di ristorazione associati a questi servizi che devono rendere riconoscibile il brand legato al prodotto alimentare anche al di fuori delle mura del ristorante stesso.


E' qui che entra il gioco il packaging. La
nuova ricerca dell'istituto Smithers Pira, commissionata dal Gruppo Asia Pulp & Paper (APP), rileva che il mercato europeo del packaging out-of-home (OOH) crescerà del 6% per raggiungere un valore totale di 6 miliardi € entro il 2020, proprio grazie all'incremento dei mercati fast food e fast-casual. Solo in Italia, il ritmo medio di crescita è pari all'1,2% annuo.

 

In generale, i mercati del packaging sono stimati in crescita sia nell'Europa Occidentale sia in quella Orientale. Secondo la ricerca, il valore totale del mercato del packaging nell'Ovest Europa nel 2016 è stato pari a 184 miliardi di dollari, con un'attesa di crescita del 2,8% annuo fino al 2020. Per l'Est Europa, un mercato senz'altro meno saturo rispetto a quello dell'Europa Occidentale, la crescita stimata è ancora più promettente: +3% annuo a partire da un valore base di 48,1 miliardi di dollari registrato nel 2016. In tutto il continente, la popolarità crescente della consegna a domicilio e dei fast food porta a prevedere entro il 2020 un sorpasso da parte di tali settori sulla quota di mercato dei ristoranti full-service.

 

Il packaging per il mercato OOH è da sempre un segmento importante della linea di prodotti di Asia Pulp & Paper, che ai pasti a domicilio dedica Foopak e Sinar Kraft. La gamma della linea Foopak è costituita da imballi a contatto con cibo e bevande per il retail food & beverage. La gamma di prodotti spazia dalle carte ai cartoni e cartoncini oleati, cupcake e altri prodotti da forno. L'intera gamma Foopak è conforme ai più elevati standard internazionali per igiene e salute. SinarKraft è una gamma di packaging multistrato in cartone e cartoncino. Il prodotto, a tre strati, è costituito da strati kraft composti da fibre di legno duro sbiancate e uno strato interno in kraft non bianchito. SinarKraft è certificato PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification) e offre massima resistenza alle temperature fredde, rendendolo ideale per il confezionamento di bevande e per il packaging dei surgelati.

 

                           




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mercoledì 9 agosto 2017

Ferraris Terna, dobbiamo rafforzare le magliature della rete

Se c’è una sfida che sembra stargli a cuore più delle altre «è far crescere Terna come una squadra». Non a caso, dopo la nomina, il nuovo ceo Luigi Ferraris ha trascorso i primi due mesi sul territorio. «Abbiamo ingegneri molto capaci e operai in grado di intervenire sulla rete sotto tensione – spiega nella sua prima intervista da capo-azienda -. Li ho visti all’opera ed esprimono al meglio il concetto di squadra. E, solo se saremo una squadra coesa, con un approccio integrato e sostenibile, riusciremo a rispondere efficacemente a un mondo in trasformazione».

Le rinnovabili crescono e si chiudono gli impianti termoelettrici, non sufficientemente compensati però da nuova capacità “green”. Che rischi ci sono?

coperta dalle fonti “verdi” è in costante aumento, viaggiamo su una media annua del 34% con picchi, a maggio, anche dell’87 %. E l’incremento della componente rinnovabile vuol dire un aumento dell’erraticità della risorsa che copre la domanda perché le condizioni climatiche comportano maggiore volatilità e maggiori sollecitazioni per la rete che Terna gestisce. Senza contare che, per via del progressivo spegnimento delle centrali, siamo passati da un eccesso di capacità a un margine di riserva che va assottigliandosi. E, dunque, servono delle contromisure.
Di che tipo?
Una delle risposte possibili è l’avvio del mercato delle capacità, affiancato però da una pianificazione stringente ed è qui che entra in campo Terna. L’ultima nostra pianificazione decennale prevedeva già degli interventi per far fronte a questa situazione, ma credo ci sia spazio per azioni più incisive e per maggiori investimenti nel mercato domestico. Dobbiamo rafforzare le magliature della rete, ma dobbiamo favorire altresì forme di stoccaggio dell’energia. Tutto questo guardando sempre alla sostenibilità come elemento chiave per coniugare investimenti e crescita del paese.
Volete diventare i gestori delle batterie per il futuro?
Non abbiamo quell’ambizione, ma è chiaro che le batterie sono necessarie. E dobbiamo aumentare anche la capacità d’interconnessione con l’estero. Già oggi siamo un hub dell’energia del Mediterraneo: l’Italia può contare su 25 linee elettriche, di cui quattro verso paesi affacciati sul Mediterraneo. Abbiamo poi le interconnessioni con Francia e Montenegro, che vedranno la luce a fine 2019, nonché il progetto con la Tunisia – per il quale sarà richiesto un contributo alla Ue che potrebbe materializzarsi a inizio 2018 – e ulteriori rafforzamenti sono previsti verso Svizzera e Austria. Tutto ciò si trascinerà un piano di investimenti più robusto.
Quanto più robusto?
Credo si possa fare di più e dobbiamo fare di più per accompagnare questa transizione. Pensi solo alle situazioni climatiche degli ultimi mesi soprattutto al sud e al centro-sud dove abbiamo avuto, nella prima parte dell’anno, precipitazioni violente, anche nevose, non previste. Dobbiamo dunque anticipare certi interventi il più possibile per evitare alla popolazione i disagi provocati da condizioni climatiche estreme.
Lei ha anche promesso una politica di dividendi «più generosa» dell’ultimo piano.
Metodologicamente va individuato un parametro in grado di far partecipare i nostri azionisti alla crescita futura degli utili attraverso i dividendi. Poi il quantum lo dobbiamo definire, con l’attuale politica (crescita media annua del 3% fino al 2021, ndr) che rappresenterà un floor e senza perdere di vista la sostenibilità finanziaria.
Veniamo alle acquisizioni. In Europa, sono parole sue, le opportunità sono limitate. Nessuna occasione in vista?
Ci sono delle aree in cui si potrebbero verificare delle razionalizzazioni di portafogli di qualche operatore regionale. In questo senso, guardo sempre al centro-Europa: se ci fossero opportunità di dismissioni, le valuteremmo con attenzione sempre considerando un profilo di rischio basso e un limitato impiego del capitale.
In Sudamerica avete messo piede in diversi paesi. Ci sono ulteriori possibilità?
Il Perù lancerà un’altra asta per una nuova linea nell’ultimo trimestre e parteciperemo. In Cile, c’è una pipeline di progetti che potremmo valutare con attenzione. L’Uruguay vuole costruire altre linee, siamo stati i primi a entrare e abbiamo una posizione di vantaggio. In Brasile, il tema delle interconnessioni è all’ordine del giorno.
Intravvede chance in Africa oltre alla Tunisia?
Se si normalizzerà la situazione in Nordafrica, Terna può giocare un ruolo di supporto alla creazione di un mercato dell’energia, a partire dalla Libia. Che è l’area più critica, ma anche la più strategica perché è di fronte a noi. E quindi va guardata con grande attenzione.
C’è spazio per altre acquisizioni oltre a Europa e Sudamerica?
Direi di sì e potrebbero riguardare, per esempio, società di servizi di eccellenza nell’efficienza energetica, che andrebbero ad arricchire le competenze tecnologiche che abbiamo sviluppato.

FONTE: Ilsole24ore.com

venerdì 4 agosto 2017

GLOBAL STRATEGY INSIEME A IC&PARTNERS PER L¹INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

Milano, 4 agosto 2017 - Global Strategy, società di consulenza strategica e finanziaria per le aziende familiari di media capitalizzazione, ha sottoscritto una partnership con IC&Partners, società attiva nella consulenza per l'internazionalizzazione,  per accompagnare e supportare le aziende clienti nei progetti di crescita, diretta e tramite acquisizioni, all'estero.

Global Strategy è stata fondata nel 2006 da Antonella Negri-Clementi con l'obiettivo di affiancare le imprese nelle fasi di crescita, cambiamento strategico, risoluzione di crisi industriali e finanziarie, operazioni di corporate finance e M&A. 

Con sedi operative a Milano, Varsavia e Praga, Global Strategy si distingue per una profonda esperienza e conoscenza delle aziende di media capitalizzazione che affianca con pragmatismo proponendo soluzioni operative che creino valore per il cliente. 

Da nove anni attraverso l'Osservatorio PMI monitora ed analizza il mondo delle mid-cap, individuando i casi di eccellenza. Dal 2012, Global Strategy è Partner Equity Markets di Borsa Italiana.

IC&Partners è una società che si occupa da più di vent'anni di consulenza per l'internazionalizzazione d'impresa e opera con una struttura che conta oggi 24 sedi dirette in 16 Paesi. 

IC&Partners offre un'ampia proposta consulenziale in ambito fiscale, legale, contabile, di gestione delle risorse umane e di entry strategy, per supportare le imprese che vogliono entrare o consolidarsi sui mercati internazionali. 

E' forte di un team di professionisti che operano in Italia e presso le sedi estere, con competenze e relazioni specifiche sui mercati di destinazione. 

Da oggi, Global Strategy e IC&Partners, che condividono valori e principi comuni, rafforzati da competenze qualificate, uniscono le forze in ambiti tematici complementari per creare una proposta consulenziale di elevata specializzazione nei progetti di internazionalizzazione delle imprese: Global Strategy apporterà un know-how di consulenza strategica finanziaria e industriale, a cui si aggiungeranno le competenze in ambito fiscale, legale, expat e contabile di IC&Partners.

La partnership avrà una particolare valenza in Polonia, dove Global Strategy è presente dal 2011 e IC&Partners opera dal 1999 con quattro sedi a Varsavia, Lodz, Katowice e Potznam: in particolare, è stato rinnovato il Board di Global Strategy Poland, composto da Marco Marinoni (Partner di Global Strategy) e Stefano Battistini (Country manager di  IC&Partners Poland ).

"Siamo certi che questa nuova e così importante collaborazione - dichiara Antonella Negri-Clementi, Presidente e AD di Global Strategy - permetterà alle nostre società di proporsi alle aziende clienti come veri e propri partner strategici a 360°, soprattutto nell'area del Central and Eastern Europe e in tutti quei paesi dove si registra il maggior dinamismo delle imprese italiane."

"Siamo molto orgogliosi della partnership con Global Strategy - aggiunge Roberto Corciulo, Partner e Presidente IC&Partners - sono certo che sapremo costruire una  proposta progettuale completa e integrata da offrie ai nostri  clienti, attivi in molteplici industry, dalla meccanica alla moda, dalla logistica al pharma, dalla chimica all'arredo."
                                                                                      

giovedì 3 agosto 2017

UC: Gartner posiziona Mitel nel suo Magic Quadrant per il quarto anno consecutivo

Mitel, azienda di primo piano a livello mondiale nelle Business Communication, è stata riconosciuta per il quarto anno consecutivo come Leader nel Quadrante Magico Gartner per le Unified Communication, UC.

Nel recente Report di luglio, Gartner evidenzia: "È importante che le organizzazioni che investono nella tecnologia UC centralizzata abbiano un chiaro percorso di migrazione verso i servizi cloud, con partner che siano affidabili sia commercialmente sia per le capacità operative".

La domanda di soluzioni flessibili e convenienti è in aumento e Mitel si basa sulla sua profonda esperienza per garantire che i clienti possano facilmente migrare verso il cloud. 

MiCollab e MiTeam offrono una suite completa di applicazioni collaborative disponibili con differenti modelli di implementazione e forniscono la stessa esperienza utente da qualsiasi dispositivo. 

MiTeam, un ambiente di lavoro collaborativo e context-aware, in cloud, integrandosi perfettamente anche con soluzioni ibride.

Tramite la nuova soluzione CloudLink, Mitel è inoltre in grado di abilitare al cloud quelle realtà che hanno già una infrastruttura (Mitel o di altri fornitori), nonché di investire in una strategia di integrazione per alimentare lo sviluppo di ulteriori applicazioni verticali di produttività.

Citazioni
"La disponibilità di soluzioni basate su cloud - ha dichiarato Torre Bookout, Presidente del Mitel User Group per la Regione Americas - sblocca significative opportunità per aumentare la produttività e ridurre i costi. L'infrastruttura di comunicazione non è più qualcosa da considerare come fine a se stessa ma ha il potenziale per offrire un vantaggio competitivo strategico".

"Sempre più aziende - ha dichiarato Rich McBee, CEO di Mitel - privilegiano la trasformazione digitale e vogliono passare al futuro, ma devono farlo in modo da sfruttare gli investimenti esistenti. Mitel le aiuta a farlo, fornendo loro strumenti di collaborazione avanzati e di alto valore per migliorare i processi aziendali, accelerare la produttività e contribuire a una maggiore collaborazione".

Un fatto significativo
Mitel Secure Collaboration ha svolto un ruolo di sostegno alle squadre di sicurezza pubbliche durante il SuperBowl 2017, uno dei più grandi eventi sportivi del mondo. 

Informazioni su Mitel
Leader mondiale di mercato nelle comunicazioni aziendali che alimentano più di due miliardi di connessioni aziendali, Mitel (Nasdaq: MITL) (TSX: MNW) aiuta i fornitori di servizi a connettere, collaborare e fornire servizi innovativi ai clienti. 
I suoi esperti di innovazione e comunicazione servono più di 60 milioni di utenti business in più di 100 Paesi. 




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Nasce Wineplan per prenotare tour enogastronomici nelle migliori cantine

Wineplan è la prima piattaforma online che offre a enoturisti di tutto il mondo la possibilità di prenotare tour enogastronomici nelle migliori cantine.

Wineplan.it
 è la prima piattaforma online che offre alle aziende vitivinicole la possibilità di vendere tour in cantina a enoturisti provenienti da ogni parte del mondo


Il portale consente di avere una vetrina in più, personalizzabile, che possa essere utilizzata non solo per raccontare la propria storia, promuovendo la qualità del vino e le eccellenze del territorio, ma anche per proporre le proprie offerte enogastronomiche e disporre gratuitamente di uno strumento online di prenotazione e gestione delle prenotazioni.

L’idea nasce 4 anni fa. “Avevo voglia di esplorare e conoscere il mondo del vino attraverso le cantine, ma non riuscivo a trovare il modo, perché non c’era un servizio che ne riunisse le offerte e spesso ero costretto a contattarle singolarmente” – spiega il CEO Daniele Siena

Da questa esigenza, l’idea di provare a creare un marketplace online, su modello di Booking.com o Airbnb.com, che potesse aggregare l’offerta enoturistica per gli enoappassionati e, nel contempo, dare visibilità alle aziende vitivinicole che offrono tour e degustazioni. 

Grazie al lavoro e al sostegno dei soci Giuseppe Mura, Claudio Cammarata ed Eliana Romano, di Giovanni Quaglino, Strategic Advisor, e alla partnership con Starboost, Company Creator e co-founder del progetto, Wineplan ha preso finalmente forma.

Wineplan è online da pochissimi giorni ed è partito con due regioni pilota, Sicilia e Sardegna, ma sta già catturando l’interesse di molte aziende in tutte le regioni italiane che hanno scelto di aderire al progetto, registrandosi gratuitamente e cominciando a vendere i propri tour.

Quello dell’enoturismo è un mercato da circa 3 miliardi e mezzo di euro l’anno.

Solo in Italia sono 10 milioni gli enoappassionati che hanno scelto di vivere una esperienza in cantina nell’ultimo anno. Tra questi, una percentuale sempre crescente effettua la propria ricerca online, tramite dispositivi mobile o pc. 

Tuttavia, non tutte le aziende che propongono offerte enoturistiche sono aggiornate digitalmente e spesso non riescono a fornire informazioni sufficientemente dettagliate. 


Wineplan può essere d’aiuto offrendo la possibilità di avere online uno spazio in più – personalizzabile e gratuito – e testarsi sul campo. Il portale, inoltre, dà la possibilità di consultare la piattaforma per approfondire la propria conoscenza sul mondo del vino, sulle cantine e sulle loro offerte, individuare il tour più interessante – grazie anche a filtri di ricerca avanzati – ed effettuare la prenotazione con pochi click. 


Per informazioni rivolgersi a Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni:

social@wineplan.it
tel. +39 0924041361
cell. +39 3398872853

mercoledì 2 agosto 2017

Luigi Ferraris Terna: cresciamo senza aumentare il profilo di rischio

Semestrale di Terna sopra le attese degli analisti, numeri in crescita per le principali grandezze del conto economico. Al giro di boa del 2017 la compagnia presenta un consistente aumento dell’utile netto e dei principali indicatori dell’efficienza operativa quali il Mol e il risultato operativo. Ne parliamo con l’amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris.


Luigi Ferraris, AD Terna: “Abbiamo battuto le attese di mercato e abbiamo consegnato risultati in crescita, compreso l’utile netto che è risultato in crescita dell’8%. Cosa c’è dietro questo miglioramento? C’è sicuramente una miglioramento della performance operativa, lo scorso anno Terna ha acquisito degli asset dalle Ferrovie consolidando un perimetro più ampio di reti di alta tensione e nel processo di integrazione ha conseguito anche dei risparmi mantenendo i ricavi fermi. Quindi questo ha portato un contributo sicuramente alla redditività operativa. Inoltre abbiamo beneficiato anche di un costo del debito più basso rispetto all’esercizio precedente. Complessivamente quindi abbiamo consegnato un 350 milioni di utile netto”.

Nei radar anche un miglioramento della politica dei dividendi.

“L’aspettativa rispetto a un possibile aumento dei dividendi parte innanzitutto da una situazione patrimoniale-finanziaria solida con margini di maggiore utilizzo della risorsa finanziaria e quindi di possibilità di investire in crescita e quindi rendere partecipi i nostri azionisti a questa crescita. Attualmente abbiamo una dividendo policy che è basata su un valore, non c’è una percentuale applicata all’utile netto ma c’è’ un valore assoluto al quale è stato associato una ipotesi di crescita del 3% annuo. I numeri li dovremmo svelare a marzo dell’anno prossimo quando presenteremo il piano industriale”.

Sulla distribuzione geografica degli investimenti la compagnia guarda lontano e non esclude novità nella seconda parte dell’anno.

“In Europa evidentemente ci sono meno di frequente opportunità di crescita legate ad acquisizioni, in Sud America siamo già presenti con dei progetti che abbiamo vinto, diciamo, in un percorso competitivo e nella seconda metà dell’anno potrebbero esserci altri progetti di questo genere e quindi legati a una cosiddetta crescita organica che potrebbero consentire a Terna di rafforzarsi in termini di presenza in Sud America. Ovviamente, l’ho detto in conference call, lo ridico anche adesso, il tutto deve essere coniugato o per lo meno deve rispettare prima di tutto una stretta e rigida disciplina finanziaria nella valutazione dell’investimento e secondo deve seguire un bassissimo assorbimento di capitale. In altri termini voglio dire che il profilo di Terna come operatore domestico e con un rischio molto contenuto non deve cambiare”.
Nel carnet della spesa per investimenti c’è anche il mercato italiano, il backbone della compagnia.
Riteniamo che ci siano delle opportunità di maggiori investimenti organici nella nostra rete elettrica nel mercato italiano, quindi come dicevo prima in Italia, per assicurare una qualità del servizio costante assecondare la crescita delle rinnovabili e anche fronteggiare queste variazioni climatiche che sono sempre più esasperate”.

FONTE: ILSOLE24ORE
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