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domenica 15 dicembre 2019

Moda solidale, le fashion renter dalla parte dei più deboli: parte la raccolta fondi natalizia a favore dei bambini con disabilità di Bali

MODA SOLIDALE, LE "FASHION RENTER" DALLA PARTE DEI PIÚ DEBOLI: PARTE LA RACCOLTA FONDI A FAVORE DEI BAMBINI CON DISABILITÀ DI BALI


Dal 12 al 24 dicembre DressYouCan ospiterà una speciale Charity XMas Sale in collaborazione con House of Mua Mua. Una parte del ricavato sarà devoluto a sostegno dell'associazione balinese YPAC, scuola residenziale per bambini con disabilità, attiva da oltre 40 anni nell'isola indonesiana.

 

Dal 12 al 24 dicembre l'atelier milanese di DressYouCan, una delle più importanti realtà di fashion renting in Italia, ospiterà una special flash sale natalizia in collaborazione con House of Mua Mua. Niente noleggio quindi, ma acquisti per una buona causa: sostenere l'associazione YPAC di Bali, scuola residenziale per bambini con disabilità, fondata da Nyonya Sukarmen nell'ottobre 1975. Sarà quindi un'occasione imperdibile, incredibilmente fashion, per fare del bene e scegliere un dono natalizio davvero speciale. DressYouCan sarà l'unica realtà milanese ad ospitare il brand, proponendo sconti fino all'86%. Nel negozio di via Gian Giacomo Mora, a due passi dalle Colonne di San Lorenzo, sarà inoltre possibile acquistare le Mua Mua Dolls, creazioni che nascono dalle mani di donne e anziani balinesi: simpatiche bambole cucite a mano all'uncinetto che rappresentano noti volti della moda come Coco Chanel, Anna Wintour, Lady Gaga, Franca Sozzani e Karl Lagerfeld. Da sempre House of Mua Mua ha a cuore Bali ed è proprio sulle spiagge dell'isola che, nel 2006, è nato il marchio dall'intuito della designer italiana Ludovica Virga. Oggi House of Mua Mua è diventato un brand RTW e ACCESSORI donna rivenduto nei più importanti concept store ed e-commerce al mondo e, che ha conquistato numerose celebrities internazionali per il suo spirito ironico e irriverente ma non ultimo per il risvolto umanitario del marchio.




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sabato 14 dicembre 2019

Regus: Flex Economy, 254 miliardi di dollari alle economie locali

   
 

 FLEX ECONOMY:
254 MILIARDI DI DOLLARI ALLE ECONOMIE LOCALI
NEL PROSSIMO DECENNIO

 

 Italia: l'apertura di uno spazio di lavoro flessibile genera in media
più di 15 milioni di dollari di valore aggiunto lordo

 

La crescente migrazione di luoghi e spazi di lavoro flessibili in aree al di fuori delle principali città metropolitane sta dando vita a quella che potremmo definire come "flex economy". Un fenomeno che, nel prossimo decennio, potrebbe contribuire per oltre 254 miliardi di dollari alle economie locali. È quanto emerge dal primo studio mai condotto sugli spazi di lavoro nelle aree extra-urbane e nelle città di provincia. L'analisi, commissionata da Regus a un team di economisti indipendenti, ha preso in esame 19 Paesi (tra cui l'Italia), approfondendo l'impatto economico e sociale degli spazi di lavoro flessibili nelle città di provincia e nelle aree suburbane.

 

La crescita economica a livello locale è in gran parte guidata dalla presenza di grandi aziende, sempre più inclini ad adottare politiche di lavoro flessibile e ad abbandonare il vincolo di un'unica sede centrale, a favore di spazi di lavoro flessibili al di fuori dei grandi hub metropolitani. Oltre a consentire ai dipendenti di lavorare più vicino a casa, aumentare la produttività e risparmiare, ciò determina risvolti importanti anche a livello dell'economia locale.

 
Italia: 200 posti di lavoro ogni volta che si apre uno spazio di lavoro flessibile
 

Nei 19 Paesi analizzati, l'inaugurazione di uno spazio di lavoro flessibile porta mediamente allo sviluppo di 218 posti di lavoro. Una cifra che comprende i lavori temporanei della fase di allestimento, i ruoli permanenti legati alla gestione del centro (reception, manutenzione, pulizia ecc.) e i posti di lavoro legati all'occupazione dello spazio da parte delle diverse aziende.

 

La cifra può variare nei diversi Paesi, in base alla dimensione media degli spazi, alle normative e ai fattori culturali. In Germania, ad esempio, un'alta densità di scrivanie è mal tollerata. Il Giappone, invece, è la nazione in cui un singolo centro ospita il più alto numero di postazioni di lavoro in assoluto: 274. In Italia, si stima che ogni qual volta si apre uno spazio di lavoro flessibile i posti di lavoro che vengono a crearsi siano 200. Di questi, 110 sono a diretto beneficio dei residenti dell'area o della città che ospita lo spazio.

 

VAL per centro. Nel Bel Paese 8 milioni di dollari "immessi" nell'economia locale per anno

 

Oltre alla creazione di posti di lavoro, i benefici per le aree locali derivanti dal lavoro flessibile si traducono anche in un aumento del Valore Aggiunto Lordo (VAL), la misura del valore di beni e servizi prodotti in un'area. Si stima che uno spazio di lavoro flessibile medio generi 16,47 milioni di dollari ogni anno, con un'iniezione media di 9,63 milioni di dollari a livello dell'economia locale (legati in parte alle necessità di aziende e dipendenti, in parte alle migliori possibilità di carriera e guadagno per residenti e aziende dell'area).
In Italia i valori si attestano su livelli grossomodo in linea con la media, pari a 15,23 milioni di dollari per anno, di cui 8,24 milioni di dollari "trattenuti" a livello locale. Gli Stati Uniti registrano il valore di VAL più alto, con 18,88 milioni di dollari immessi a livello locale per singolo spazio.

 
Abbattimento delle ore di pendolarismo
 

Oltre all'impatto finanziario diretto, gli spazi di lavoro flessibile generano anche benefici "sociali", sia per i lavoratori, sia per la regione che li ospita. Tra questi, la riduzione del tempo dedicato agli spostamenti, con 7.416 ore di pendolarismo mediamente risparmiate all'anno. In Italia, la cifra si attesta a 6.735 ore. Gli americani, nuovamente, spiccano per il massimo beneficio, "salvando" 10.892 ore all'anno.

 

Un ufficio ubicato in un'area facile da raggiungere, inoltre, ha anche altri vantaggi a livello sociale giacché offre opportunità occupazionali anche a chi altrimenti avrebbe difficoltà o non sarebbe in grado di recarsi in un ufficio. Si pensi per esempio a persone diversamente abili o a chi ha responsabilità di assistenza.

 
Outlook a 10 anni
 

Oltre a valutare l'impatto dei singoli spazi, lo studio ha anche esaminato il potenziale di qui a 10 anni per ciascun mercato, tenendo conto degli attuali trend di sviluppo degli spazi di lavoro flessibile, dei cambiamenti demografici, tecnologici e nelle pratiche aziendali. Si stima che la "flex economy" possa generare 3 milioni di posti di lavoro - l'equivalente di una città come Buenos Aires - con un'iniezione di valore aggiunto lordo a livello locale pari a 254 miliardi di dollari.

 

Per l'Italia, la preview è di oltre 110.000 persone impiegate negli spazi di lavoro flessibili locali, con un valore aggiunto lordo per anno stimato in 8.678 miliardi di dollari, di cui circa 4.512 "trattenuti" dalle economie periferiche.

 

Steve Lucas di Development Economics, autore del rapporto, ha commentato: "Lo studio mette in evidenza uno spostamento dei posti di lavoro e della crescita del capitale dal centro delle città - dove si è concentrato negli ultimi decenni - verso la periferia, con vantaggi per le imprese e per le persone, che vanno dal miglioramento della produttività, alla riduzione dei tempi di spostamento a beneficio di salute e benessere".

 

Mark Dixon, CEO di Regus - gruppo IWG, ha dichiarato: "Quando i professionisti si spostano verso le città più grandi, il loro potere di spesa si sposta insieme a loro: questo studio dimostra che dare la possibilità di lavorare vicino a casa può avere un effetto enorme, non solo sulle persone, ma anche sull'area in cui vivono. Stiamo assistendo a un aumento della domanda da parte di aziende di ogni dimensione per spazi di lavoro flessibili anche nelle città più piccole. Le aziende più grandi stanno infatti optando per un modello 'hub and spoke', mentre le piccole imprese vogliono fare networking e scelgono quindi gli spazi di lavoro flessibili per essere vicine alle altre aziende".

 

Mauro Mordini, Country Manager per l'Italia di Regus - gruppo IWG, ha spiegato: "In Italia, IWG è già presente non solo nelle principali aree metropolitane, ma anche in molte altre città: oltre ai 32 centri di Milano e agli 11 di Roma, offriamo spazi di lavoro a Torino, Napoli, Bergamo, Padova, Bologna, Brescia, Verona, Genova e Firenze. Per il futuro, intendiamo proseguire questo trend per andare incontro alle esigenze delle aziende di oggi: gli spazi di lavoro flessibili diventeranno sempre più numerosi e diffusi in ogni zona del Paese."

 


Note

Lo studio di Regus analizza l'impatto socioeconomico del lavoro flessibile in 19 Paesi: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, le Filippine, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Regno Unito e USA.

 
Regus

Regus, fondata nel 1989, è stata una fra le prime aziende a dedicarsi al settore degli spazi di lavoro flessibili, aiutando le imprese a scegliere il modo di lavorare più adatto ai loro dipendenti.
La rete globale di Regus, ora estesa in tutto il mondo con oltre 3.000 sedi, offre spazi di lavoro luminosi e di grande ispirazione per consentire alle aziende moderne di lavorare in modo più agile dove, quando e come vogliono. Regus garantisce alle aziende la flessibilità di cui hanno bisogno per crescere senza rischi o impegni a lungo termine e si rivolge a una rete diversificata di 2,5 milioni di utenti, da liberi professionisti e piccole e medie imprese a grandi aziende di punta.
Regus è un marchio operativo di IWG plc, il gruppo proprietario di numerosi importanti fornitori di spazi di lavoro. Altri marchi del portfolio IWG sono Spaces, HQ, No18 e Signature by Regus.




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Casa e innovazione, nasce l'app che semplifica l'affitto. Algoritmo anti-frode nella piattaforma con tutti i servizi


Parte la raccolta su Crowdfundme per la società accelerata da Seed Money e Aquarium Ventures

 

CASA, DAL CONTRATTO ALL'ASSISTENZA LEGALE:

ECCO LOCARE, LA APP CHE SEMPLIFICA L'AFFITTO
UN ALGORITMO SEGNALA LE LOCAZIONI A RISCHIO
PER LA STARTUP CROWDFUNDING DA 500MILA EURO

 

Tutti i servizi in un'unica piattaforma che rende più facile il lavoro di proprietari
e intermediari immobiliari. Il founder Andrea Napoli: «Pronti a diventare leader di un mercato
dalle enormi potenzialità»

Creare con pochi clic e a un costo estremamente contenuto un contratto di affitto precompilato, registrarlo e tutelarlo. Un servizio pratico e innovativo, che punta a rivoluzionare il mercato della gestione delle locazioni: a fornirlo è Locare, una giovane startup innovativa che per continuare il suo percorso di sviluppo ha lanciato oggi una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, unico portale quotato in Borsa.


Locare è nata da un'intuizione dell'imprenditore padovano Andrea Napoli, Ceo e fondatore della società. Il servizio, online o su smartphone grazie a una app presente su Google Play e App Store, si rivolge sia al mercato b2b – i professionisti del settore – sia a quello b2c – i proprietari di appartamenti e altri immobili.

Locare, nata nel maggio del 2018 a Vigonza nel Padovano e accelerata da Seed Money e Aquarium Ventures, sta facendo passi da gigante e in poco più di un anno ha già raccolto 58 soci investitori, raggiungendo un valore di 2,2 milioni di euro.  Con la campagna su CrowdFundMe, la startup innovativa punta a un primo obiettivo di raccolta pari a 100.000 euro e un massimo di 500.000 in 60 giorni. Due gli obiettivi dell'investimento: perfezionare e lanciare un innovativo algoritmo predittivo, che la società sta già definendo, in grado di supportare i proprietari di immobili nell'identificare per tempo possibili situazioni di rischio nella locazione, sulla base dell'analisi di Big Data; rendere più capillare la diffusione del servizio, già presente in tutte le regioni italiane.

«Grazie al lavoro svolto dal nostro team e alla solidità dei piani di crescita, siamo stati capaci fin qui di attirare un grande interesse tra gli investitori italiani – afferma Andrea Napoli, Ceo e fondatore di Locare -. Ora siamo pronti e determinati a compiere un ulteriore passo in avanti per affrontare la sfida che ci attende nell'immediato futuro: quella di diventare i leader di un mercato che mostra ogni giorno enormi potenzialità di sviluppo».

Con pochi clic l'affitto facile, dalla A alla Z

Locare è la prima società in Italia che si occupa di Rent Care e di Rent Warranty, prendendosi cura della locazione e di tutto ciò che la circonda e la compone, dando risposte puntuali e precise alle esigenze di tutti gli attori coinvolti. Lo fa offrendo ai proprietari o agli intermediari immobiliari dei servizi di consulenza sulle varie tipologie di contratti di locazione, partendo dalla compilazione, passando alla registrazione e infine alla loro tutela grazie ai suoi tre servizi Compilaffitto, Registraffitto e Salvaffitto.

Con Compilaffitto basta inserire i dati dell'immobile, del locatore e dell'inquilino e il contratto è pronto per essere stampato e firmato. Registraffitto permette poi di registrare telematicamente tutti i contratti, in modo semplice e veloce davanti al proprio computer, eliminando così le code agli uffici dell'Agenzia delle Entrate. Grazie a Salvaffitto, infine, i proprietari possono beneficiare di un servizio di assistenza legale e di tutela della locazione che interviene fin dalla prima morosità da parte dell'inquilino, intervenendo anche nel ripristino di eventuali danni arrecati all'immobile.



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venerdì 13 dicembre 2019

Natale magico e low cost: qualche idea per rendere speciali le feste, senza spendere una fortuna. Dai biscotti fatti in casa, a PNP, l'app gratuita per inviare auguri fatti da Babbo Natale

Natale magico e low cost: qualche idea per rendere speciali le feste, senza spendere una fortuna

Dai biscotti fatti in casa insieme ai bambini, ai regali fai-da-te, fino a PNP, l'app gratuita per inviare auguri personalizzati fatti da Babbo Natale e al baratto. Alcuni spunti per riscoprire il significato profondo di questa festa

 

 

Natale si avvicina, il periodo più amato dai bambini, ma anche dai più grandi. Strade e negozi sono ormai addobbati con alberi, presepi e luci di ogni sorta e in molte piazze si vedono già i primi mercatini.

 

Alcune persone, però, sembrano aver perso di vista quale sia il vero significato di questa festa, persi dietro la caccia al regalo perfetto, con i conti in banca che in questo mese vengono messi a dura prova, soprattutto quando si hanno molte persone care alle quali si vorrebbero fare dei doni. Il Natale dovrebbe essere principalmente amore, condivisione e dono, e per rendere magiche le feste, non è necessario spendere una fortuna, basta solo l'idea giusta.

 

Ecco, dunque, qualche spunto low cost.

 

PNP, L'APP PER CREARE AUGURI PERSONALIZZATI FATTI DA BABBO NATALE

PNP - Polo Nord Portatile è un'app scaricabile gratuitamente per iOS e Android, che consente di creare video messaggi di auguri personalizzabili, fatti direttamente da Babbo Natale! Un'originale alternativa al classico messaggino su WhatsApp. Sono disponibili scenari per grandi e per bambini, che sicuramente resteranno a bocca aperta, sentendo Babbo Natale pronunciare il loro nome! È, inoltre, disponibile anche una versione Premium, che consente maggiori opzioni di personalizzazione e più scenari tra i quali scegliere, compresa la chiamata da Babbo Natale in diretta dalla slitta la sera della Vigilia! PNP, inoltre, devolve parte del ricavato dalla vendita dei servizi Premium ad ospedali e reparti pediatrici. Non solo, dunque, un modo per fare degli auguri diversi dal solito e molto creativi, ma anche un'occasione per aiutare tanti bambini che stanno affrontando un momento difficile.

 

IDEE REGALO FAI-DA-TE

Se avete molti amici ma poco budget, potete realizzare voi stessi i regali. Sciarpe fatte a mano (su YouTube si trovano moltissimi tutorial, che rendono il lavoro semplicissimo), centro tavola realizzati con fiori veri lasciati ad essiccare e qualche pigna, o collane realizzate intrecciando fili di perline. Largo alla fantasia! In questo modo, ciò che state regalando non è soltanto un oggetto, magari acquistato frettolosamente, ma il vostro tempo e il vostro affetto.

 

BARATTO, LO SCAMBIO DI REGALI ALTERNATIVO

Tutti noi siamo pieni di oggetti superflui, che non usiamo o, addirittura, che non ricordiamo di avere. Perché, allora, non organizzare uno scambio dei regali diverso, dove ognuno dona qualcosa di suo, purché funzionante e in buono stato? Un'idea divertente può essere quella di raccontare anche la storia di come si è venuti in possesso di quel determinato oggetto. Così facendo, stiamo donando qualcosa di nostro, di personale, condividendo anche una parte di vita.

 

I BISCOTTI FATTI IN CASA

I dolci piacciono a tutti, e in questo particolare periodo dell'anno diventiamo tutti un po' più golosi. Fare i biscotti fatti in casa, magari facendosi aiutare dai bambini ad impastarli e decorarli, è un idea dolcissima per trascorrere del tempo insieme, facendo qualcosa di divertente e creativo. Mettete anche dei canti natalizi come sottofondo, creerete un'atmosfera davvero magica! I biscotti poi, disposti in sacchetti natalizi, possono diventare anche un'originale idea regalo, o lo snack da lasciare sotto l'albero a Babbo Natale, quando verrà a portare i doni.

 

ORGANIZZATE UNA GRANDE CENA CON GLI AMICI

Un'alternativa allo scambio dei regali può essere quella di organizzare una grande cena in cui ognuno porta qualcosa da bere o da mangiare, ad esclusione del padrone di casa, che offrirà ospitalità. In questo modo, si potrà festeggiare il Natale con chi si ama, condividendo il proprio tempo e il cibo. Per rendere la cena ancora più speciale, si potrebbe invitare una persona che non si vede da tanto, con la quale si vorrebbero riallacciare i rapporti, o chi è solo o in difficoltà, e non avrebbe la possibilità di sedere ad una tavola imbandita.



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Lo SNAC a favore della iniziativa SIAE per aiutare Venezia


Il Sindacato Nazionale Autori e Compositori, presieduto dal direttore e compositore Franco Micalizzi, ha aderito alla iniziativa proposta dalla Società Italiana degli Autori ed Editori per aiutare la città di Venezia in seguito ai recenti danni riscontrati per il fenomeno dell'acqua alta. 

"Abbiamo aderito in prima persona alla raccolta fondi per aiutare le librerie e le biblioteche di Venezia, rispondendo prontamente alla proposta dell'ente SIAE" - hanno dichiarato all'unisono i membri del consiglio direttivo SNAC tramite il loro Presidente.

Completamente sommersa dall’incredibile marea dei giorni scorsi, la libreria "Acqua Alta" si trova ad affrontare una situazione che questa volta non è gestibile solo con l’entusiasmo e l’amore per i libri dei proprietari, ed è per questo che la Società Italiana degli Autori ed Editori ha deciso di mettersi al fianco di coloro che ogni giorno sono in prima linea per la difesa della cultura italiana. 

"Come non essere d'accordo con questa nobile iniziativa. Già a fine novembre è stato dato consenso favorevole ad un contributo da parte del nostro Sindacato, ed invitiamo tutti - autori e non - ad aderire ad una richiesta di aiuto di cui necessita una delle città più belle del mondo"

“Libri, dischi, opere d’arte, pellicole sono beni materiali e immateriali – ha dichiarato sin dall'inizio dell'emergenza veneziana il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol - e come tali incarnano la nostra cultura".

La Cultura va difesa ed aiutata: il Sindacato Nazionale Autori e Compositori ne è da sempre convinto, e le battaglie sostenute già dall'inizio a favore del diritto d'autore  lo dimostrano.

"Associazioni o privati cittadini : coraggio, aiutiamo insieme Venezia!" è il proclama solenne ed energico di  Micalizzi a nome del suo Sindacato.


giovedì 12 dicembre 2019

Elena Ferrari tra i 58 nuovi fellow Acm nel mondo

Prestigioso premio internazionale informatico a Elena Ferrari, nominata fellow dell'Acm

Varese e Como, 12 dicembre 2019 – La più grande e prestigiosa associazione internazionale nel settore dell'informatica, l'Association for computing machinery con sede a New York, premia l'Università dell'Insubria: Elena Ferrari, professoressa ordinaria di Informatica del dipartimento di Scienze teoriche e applicate, è tra i nuovi 58 fellow appena nominati. Si tratta di uno dei massimi riconoscimenti della materia, che dal 1993 Acm attribuisce ogni anno all'uno per cento circa dei suoi 110mila membri per l'impatto e l'innovatività delle loro ricerche e che finora era stato ricevuto in Italia solo da dieci studiosi.  La cerimonia di premiazione si svolgerà a San Francisco nel giugno del 2020.

Elena Ferrari ha ottenuto l'Acm Fellownship per il suo lavoro nell'ambito della sicurezza e della privacy dei dati e delle reti sociali. In particolare, è stata tra i primi al mondo a comprendere le implicazioni sulla privacy delle reti sociali, sviluppando insieme al suo team un approccio per la condivisione sicura di informazioni.

Le ricerche più recenti sono invece concentrate nell'ambito della sicurezza e privacy dei Big Data e dei sistemi Iot (Internet of things), argomenti che sono anche al centro del progetto europeo Rais, ovvero «Real-time analytics for the internet of sports» a cui collabora il gruppo insubrico.

Elena Ferrari non è nuova ai riconoscimenti. Nel 2018 è stata nominata nella stretta cerchia delle 50 donne italiane più influenti nel campo delle nuove tecnologie (Inspiring Fifty) e fa inoltre parte delle 100 maggiori scienziate italiane nell'ambito Stem. Per le sue ricerche nell'ambito della security e della privacy ha ottenuto nel 2009 il Technical Achievement Award, premio attribuito ogni anno dall'Institute of electrical and electronics engineers, quinta donna al mondo a riceverlo dal 1985, anno della sua istituzione. Dal 2013 è fellow della Ieee. Le sue ricerche nell'ambito delle reti sociali sono state premiate da Google nel 2011, mentre nel 2014 ha ottenuto l'Ibm research award per le sue ricerche nell'ambito dei Big Data.



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Caregiver e welfare aziendale: un dipendente su tre si fa carico della cura di un familiare anziano o non autosufficiente. In crescita la generazione sandwich

I caregiver e il welfare aziendale: la ricerca di Jointly in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell'Università Cattolica di Milano

1 dipendente su 3 si fa carico della cura di un familiare anziano o non autosufficiente. In crescita la generazione sandwich. 

 

  •        L'indagine è stata condotta su un campione di oltre 30.000 lavoratori di aziende italiane medio grandi.
  •        1 dipendente su 3 si fa carico della cura di un familiare anziano o non autosufficiente e nel 77% dei casi il lavoro di cura lo occupa spesso o quotidianamente diventando praticamente una seconda occupazione.
  •        Il 25% deve gestire, contemporaneamente al familiare non autosufficiente, anche figli piccoli o adolescenti (il 25% fino a 16 anni, il 75% oltre i 16 anni).
  •        L'impatto dei caregiver sui costi aziendali è rilevante sia in termini di assenteismo e uscita anticipata dal mondo del lavoro sia per quanto riguarda il rischio di burnout legato a maggiore stress, preoccupazione e fatica emotiva.
  •        Jointly offre il servizio Fragibilità, con lo scopo di supportare le organizzazioni che vogliono sostenere nel concreto i propri dipendenti che devono conciliare il proprio lavoro e la necessità di assistere un famigliare non autosufficiente.
  •        Jointly è partner del progetto ecosistema di Microsoft "Ambizione Italia per l'Inclusione e l'Accessibilità": un'alleanza strategica con aziende, istituzioni e associazioni per sviluppare insieme nuove idee a supporto dell'Accessibilità e dell'Inclusione nella vita quotidiana e in azienda.

 

Milano, 12 dicembre 2019 - 1 dipendente su 3 si fa carico della cura di un familiare anziano o non autosufficiente e nel 77% dei casi il lavoro di cura viene svolto quotidianamente diventando praticamente una seconda occupazione. È il risultato dell'indagine condotta su 30.000 lavoratori di aziende italiane medio grandi dall'azienda specializzata in servizi di welfare JOINTLY-Il welfare condiviso con il supporto del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell'Università Cattolica di Milano circa la situazione dei lavoratori caregiver nelle aziende.

Ciò che è emerso in maniera preponderante è la crescita della cosiddetta "sandwich" generation, ovvero quella di chi non ha ancora raggiunto l'autonomia dei figli, e deve iniziare a prendersi cura organizzativamente ed economicamente di familiari anziani o non autosufficienti. In Italia ci sono 8 milioni di persone che si occupano di familiari non autosufficienti e la maggior parte lo fa in parallelo al proprio lavoro principale. Tra le evidenze più interessanti dell'indagine, emerge inoltre che il 25% dei caregiver deve gestire, contemporaneamente al familiare non autosufficiente, anche figli piccoli o adolescenti.

I dati evidenziano inoltre altri aspetti rilevanti, destinati a cambiare l'assetto delle politiche di welfare delle aziende:

 

  •        Nonostante il carico di cura tende più frequentemente a ricadere sulle donne, costringendole spesso ad abbandonare il posto di lavoro per far fronte alle esigenze dei propri cari, il fenomeno dei lavoratori che si occupano di familiari non autosufficienti riguarda in misura sempre maggiore anche gli uomini. Secondo la ricerca la divisione per genere dei caregiver vede un 61% di uomini e il 39% di donne. (L'incidenza degli uomini sul campione totale è del 61%).
  •        A differenza delle politiche a sostegno della neo-genitorialità che impattano mediamente un target ben definito (30-40 anni), l'età in cui i lavoratori affrontano la necessità di assistere un familiare è estremamente variabile. Il 2% è sotto i 30 anni, il 13% è tra i 30 e i 40 anni, il 28% è tra i 40 e i 50 anni, il 57% è oltre i 50 anni;
  •        A complicare ulteriormente la precaria situazione del lavoratore caregiver, si aggiunge il fatto che il suo status ha una durata indefinita: il bisogno di assistenza evolve secondo uno schema non definito ed è impossibile da prevedere.
  •        Spesso il parente da assistere non si trova vicino al lavoratore: la distanza è un fattore che incide sui tempi di spostamento del caregiver e implica inevitabilmente una maggiore flessibilità in termine di orari lavorativi da parte delle aziende.

 

Questi fattori impattano notevolmente            sui costi delle aziende in termini di assenteismo (secondo i dati dell'Osservatorio Jointly, in media chi beneficia della legge 104 si assenta 15 giorni in più all'anno), uscita anticipata dal mondo del lavoro (nel 15% delle famiglie si valuta l'uscita di uno dei due familiari per far fronte ai carichi di cura – Dati Censis), rischio di burnout legato a maggiore stress, preoccupazione e fatica emotiva.

JOINTLY-Il welfare condiviso, per rispondere alle necessità che emergono da questo scenario, ha sviluppato il servizio Jointly Fragibilità, nato con lo scopo di supportare le organizzazioni che vogliono sostenere nel concreto i propri dipendenti che devono conciliare il proprio lavoro e la necessità di assistere un famigliare non autosufficiente. Nello specifico Jointly Fragibilità offre strumenti di supporto, quali:

  •        un consulente qualificato che ascolta, risponde e orienta il lavoratore, fornendogli un aiuto mirato sul suo bisogno e su quello del suo familiare;
  •        un'ampia rete di servizi socio assistenziali, diffusi in tutta Italia: assistenza in casa, conricerca e selezione di badanti, ricerca di trasposto e ausili, professionisti a domicilio; assistenza fuori casa, attraverso strutture residenziali (RSA), centri diurni e soggiorni climatici; informazioni e supporto al caregiver per quanto riguarda aiuti economici, supporto legale e amministrazione di sostegno, supporto psicologico, mediazione familiare, gruppi mutuo aiuto, gestione del bisogno.
  •        un portale web che facilita l'accesso ai servizi della rete, consentendo l'acquisto direttamente on line e la possibilità per l'azienda di partecipare con un contributo welfare finalizzato.

Grazie alla sua efficacia Jointly Fragibilità è stato scelto da numerose aziende che hanno individuato nel sostegno ai caregiver una leva fondamentale per migliorare il benessere dei dipendenti. Inoltre, Jointly Fragibilità è stato selezionato da Microsoft come partner del progetto ecosistema Ambizione Italia per l'Inclusione e l'Accessibilità, lanciato in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani. È prioritario dare un supporto alle famiglie per gestire le diversità e alle aziende per realizzare una strategia di conciliazione vita-lavoro aiutando i lavoratori caregiver non solo nella quotidianità, ma anche a valorizzare le soft skill derivanti dal percorso di cura.

mercoledì 11 dicembre 2019

Gabetti, un passo deciso nel mobile adv grazie all’accordo con AdMove.com

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Gabetti: un passo deciso nel mobile adv  

grazie all'accordo con AdMove .com


Il Gruppo leader nel settore immobiliare sceglie le opportunità del volantino digitale con la piattaforma di proximity marketing AdMove.

 

Milano, dicembre 2019 Per il Gruppo Gabetti è AdMove .com, piattaforma leader nel proximity marketing, la soluzione innovativa per far evolvere il tradizionale volantino cartaceo di promozione degli annunci immobiliari. Le sofisticate tecnologie di business intelligence e geomarketing di AdMove consentiranno ad ogni agenzia del Gruppo - con le insegne GabettiGrimaldi Immobiliare e Professionecasa - di trasformare gli annunci immobiliari in un "volantino digitale" personalizzato, pronto per essere veicolato presso un target accuratamente geo-localizzato a livello locale attorno ad ogni punto vendita o nelle zone di interesse del franchisee.

 

Ideata da Enrico Majer e Max Willinger, fondatori di Hic Mobile (azienda leader nella realizzazione di campagne di marketing e advertising su dispositivi mobile), e frutto di importanti investimenti nelle più avanzate tecnologie di business intelligence e machine learning, AdMove è la prima piattaforma di proximity marketing interamente automatizzata, in grado di creare campagne pubblicitarie su misura per ogni tipologia di esercizio commerciale e rete di punti vendita. 

"Il Gruppo Gabetti disporrà di un altro canale di comunicazione digitale, che raggiunge i clienti mentre utilizzano le App del proprio smartphone. Infatti, i messaggi geo-localizzati transitano sul bouquet di oltre 9.000 app,  disponibili alla tecnologia di AdMove. Una modalità innovativa ed estremamente misurabile, che darà grande visibilità alle nostre agenzie a livello localeSi tratta di un altro tassello della nostra strategia di comunicazione a supporto delle nostre agenzie, che potranno pianificare campagne pubblicitarie in modo rapido e miratotargettizzando i propri annunci veicolandoli in modo molto più efficace rispetto al tradizionale volantino cartaceo. L'obiettivo, oltre a ridurre l'impiego di carta, è quello di  incrementare l'effetto drive-to-store e ricevere una dettagliata reportistica, valutandone così la performance." ha dichiarato Stefania Binda, responsabile Marketing e Comunicazione del Gruppo Gabetti.

"Gabetti era alla ricerca di una soluzione efficace e conveniente che permettesse all'organizzazione di rinnovare la propria modalità di comunicazione attraverso l'ausilio del digitale, senza che ciò comportasse procedure complicate per le agenzie del Gruppo sparse sul territorio", ha commentato Enrico Majer, Co-Fondatore di AdMove insieme a Max Willinger. "Le funzionalità avanzate e la grande flessibilità della nostra piattaforma ci hanno consentito di rispondere alle esigenze del Gruppo Gabetti semplificando al massimo l'iter di preparazione delle campagne da parte delle agenzie del network che saranno in grado di caricare sul proprio volantino digitale gli annunci immobiliari compilando un semplice form con i dati delle singole offerte, corredati delle immagini. Ciò rappresenta un perfetto esempio della semplicità e versatilità della nostra piattaforma, che si dimostra in grado di adattarsi ad ogni richiesta specifica del cliente". 

 

 

AdMove .com è la piattaforma di proximity marketing consente alle attività commerciali di realizzare campagne pubblicitarie e promozionali su smartphone, in modo autonomo, semplice e veloce. AdMove è un progetto sviluppato da Hic Mobile, società fondata nel 2013 da Max Willinger ed Enrico Majer, la prima marketing agency italiana interamente dedicata alle soluzioni di advertising su mobile. Anni di ricerca e sviluppo supportati da importanti investimenti hanno reso le migliori tecnologie semplici e fruibili anche per le persone meno digitalizzate, finalmente al servizio anche dell'advertising per piccole attività commerciali in ambito locale. 

NVP SI AGGIUDICA UN CONTRATTO DA 4 MILIONI DI EURO CON UNA PRIMARIA CASA AUTOMOBILISTICA ITALIANA

NVP SI AGGIUDICA UN CONTRATTO DA 4 MILIONI DI EURO CON UNA PRIMARIA CASA AUTOMOBILISTICA ITALIANA

Le gare del campionato Monomarca e la Finale mondiale saranno realizzati in 4K con un alto livello di innovazione

 

NVP S.p.A. (NVP:IM), PMI Innovativa attiva nella realizzazione end-to-end di contenuti per network televisivi e servizi broadcasting, comunica di essersi aggiudicata un contratto del valore complessivo di circa 4 milioni di euro con una primaria casa automobilistica italiana.

 

L'accordo ha una durata di 3 anni, rinnovabile per ulteriori 12 mesi, e riguarda la produzione e post produzione TV del campionato Europeo Monomarca e della finale mondiale che, grazie all'utilizzo degli OB Van, saranno realizzati in 4K con un elevato livello di innovazione. Il contratto prevede alcune opzioni di attivazione di servizi aggiuntivi ad elevato contenuto tecnologico in favore del Cliente.

 

Dopo essere stata selezionata da Olimpic Broadcast Service per le Olimpiadi di Tokyo, che si terranno nel mese di luglio 2020 in Giappone, con l'aggiudicazione di questa commessa NVP consolida ulteriormente la presenza nella realizzazione di eventi sportivi internazionali, ampliando il proprio portafoglio con un cliente Corporate di standing mondiale.

 

Massimo Pintabona, Amministratore Delegato di NVP: "Siamo stati selezionati come fornitore tecnologico per le produzioni video da un brand automobilistico di livello mondiale, che ha creduto nel nostro progetto e riconosciuto l'alto valore innovativo della nostra proposta progettuale. Abbiamo affidato alla nostra area di ricerca e sviluppo interna la sfida di migliorare e innovare il prodotto di questa casa automobilistica e ciò rappresenta per noi una grande occasione. Un risultato importante a pochi giorni dalla nostra quotazione e un tassello ulteriore al nostro progetto di crescita. Il nostro obiettivo per il 2019 è mantenere un incremento del Valore della Produzione coerente con quello registrato nel primo semestre 2019."

 

 

San Piero Patti (ME), 11 dicembre 2019



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Alpac rinnova la propria brand identity e si prepara al 2020

Alpac, azienda leader nel settore dei monoblocchi e del comfort indoor, risponde alla forte crescita degli ultimi anni ripensando le proprie strategie di comunicazione e di business con un nuovo pay-off, un nuovo sito web e un nuovo direttore commerciale di Gruppo.

ThinkIN, BuildIN, LivIN: Alpac rinnova la propria brand identity e punta su nuove strategie commerciali

Un nuovo pay-off dinamico, un sito essenziale ed incisivo e un nuovo direttore commerciale del Gruppo: in riposta alla forte crescita degli ultimi anni Alpac ripensa le proprie strategie di business e di comunicazione.

Il 2020 si prospetta un anno di cambiamenti e nuove strategie per Alpac, azienda leader nel settore dei monoblocchi per il foro finestra e del comfort indoor. È l'inizio di un'importante fase, caratterizzata da un positioning più forte, una nuova brand identity e una visione commerciale coerente e coesa, volta a consolidare la forza vendita e a delineare nuovi obiettivi di business. 

 

La nuova identità comunicativa di Alpac prende forma conun pay-off più deciso e consapevole – ThinkIN, BuildIn, LivIN – che racchiude in sé la mission aziendale: progettare e realizzare soluzioni ad alta efficienza che possano contribuire significativamente al miglioramento del comfort indoor di chi, quotidianamente, vive gli edifici. 

 

"Siamo un'azienda dinamica, che cresce e si rinnova ogni giorno" – sottolinea Matteo Grisi, direttore Marketing del Gruppo Alpac. "Abbiamo deciso di ripensare la nostra immaginea partire dal nostro Payoff e dal nostro sito, per creare una nuova identità di Alpac diretta e incisiva. Nella particella inglese IN, abbiamo individuato l'elemento essenziale più adatto a definire le nostre soluzioni, che lavorano per migliorare il comfort indoor in modo intelligente ed invisibile. Il nuovo pay-off ThinkIN BuildIN LivIN racconta la nostra storia quella di chi sceglie le nostre soluzioni, con cui collaboriamo dalla progettazione alla posa".

 

Segue nell'evoluzione della comunicazione dell'azienda anche il sito web, che riflette il mood del pay-off in modo efficace e si propone di consolidare la percezione del brand come specialista di soluzioni per l'isolamento del foro finestra e la gestione del comfort indoor, trasmettendo agli interlocutori dell'azienda un'immagine fresca e, allo stesso tempo, professionale. Progettato in chiave responsiva per essere fruibile comodamente da qualunque device, Alpac .it è una piattaforma intuitiva, un luogo d'incontro per scoprire la gamma di soluzioni Alpac, approfondire le tematiche ad esse legate e leggere dettagliati resoconti sulle grandi realizzazionidi cui il brand è stato protagonista.

 

Alla rinnovata immagine del brand fa eco il recente arrivdi Frederic Lechanoine come Direttore Commerciale del Gruppo Alpac. Alle spalle una carriera nel comparto edile in posizioni di spicco nell'area vendite e marketing in aziende di rilevanza internazionale – come Sain-Gobain – Lechanoine entra a far parte del Gruppo con l'obiettivo di implementare una strategia commerciale sinergica nel lungo termine. "Alpac è una realtà altamente innovativa – spiega Lechanoine – e credo che il mercato in cui opera abbia grandi margini di sviluppo. Per promuoverla al meglio è necessario agire su tutta la filiera, dal committente all'impresa, fino all'installatore e per far questo sarà necessario lavorare da un lato ad una maggior coesione dei reparti interni, dall'altro ad un deciso consolidamento di una forza vendita specializzata".



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