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venerdì 31 luglio 2020

Gympass consolida e allarga il proprio network | GetFIT, Heaven Group, Barry’s e Milanosport

Gympass consolida e allarga il proprio network

 

Gympass rinnova il contratto in esclusiva con GetFITHeaven Group e aggiunge le novità Barry's e MilanosportGympass si conferma la soluzione corporate wellness che offre l'accesso al più grande network di palestre e strutture sportive del mondo.

 

Milano, 31 luglio 2020 – Gympass, azienda leader mondiale nell'ambito del Corporate Wellbeing, rinnova i propri contratti in esclusiva con GetFIT e Heaven Group, due tra le più importanti realtà del fitness di Milano e Roma.

Tra le novità, invece, entrano a far parte dell'offerta GympassBarry's il brand di fitness nato a Los Angeles totalmente dedicato all'allenamento HIIT con due sedi nel capoluogo lombardo - Milanosport, società del Comune di Milano che offre la più ampia gamma di servizi sportivi ai cittadini

 

"Nonostante il momento storico che stiamo vivendo siamo orgogliosi di consolidare le collaborazioni in esclusiva con i nostri partner e, contemporaneamente, allargare la nostra offerta con l'introduzione di nuove strutture sportive" - ha dichiarato Luca Galanti, Head of Partnerships di Gympass Italia. "Il nostro obiettivo è quello di aumentare il benessere psico-fisico delle persone e, estendendo e diversificando le opportunità per i nostri utenti, siamo in grado di rispondere in maniera sempre più puntuale alle diverse esigenze e preferenze" - aggiunge Luca Galanti.

 

Proprio per continuare a garantire ai propri utenti questa ampia possibilità di scelta e di soluzioni per il benessere, Gympass ha portato avanti accordi importanti con alcuni dei suoi partner, tra cui GetFIT, catena composta da 11 club a Milano e più di 35.000 soci attivi che da oltre 30 anni mette a disposizione il meglio del personale, degli ambienti e delle attrezzature per accompagnare le persone verso il raggiungimento dei propri obiettivi.

"Come Gympass, anche noi progettiamo le attività per i nostri clienti in base alle loro esigenze e preferenze e con l'obiettivo di garantirgli il raggiungimento di uno stato di salute permanente sia fisico che mentale. Ed è anche per questa condivisione di obiettivi che crediamo fortemente in questa partnership esclusiva" - ha dichiarato Federico Leardi, Direttore commerciale presso GetFIT.

 

Anche Heaven Grouprealtà consolidata nel settore del benessere da oltre un decennio con sette strutture all'avanguardia a Roma e una Poltu Quatu, ha trovato ancora una volta in Gympass un partner esclusivo di successo. A questo proposito Elisabetta Canafoglia, General Manager di Heaven Group commenta: "Collaboriamo da tempo con Gympass perchè, come loro, mettiamo al centro le persone, con le loro necessità e obiettivi cercando di accompagnarli nel raggiungimento del giusto equilibrio fisico e mentale che gli permetta di vivere positivamente la quotidianità".

 

Oltre a rafforzare la relazione con i propri partner, Gympass ha ampliato il proprio network introducendo due importanti novità nell'offerta. La prima è Barry'sfitness boutique con due centri a Milano che propone un workout basato su un high intensityinterval training.

"Abbiamo iniziato a collaborare con Gympass durante il periodo di lockdown offrendo le nostre Live Classes a tutti coloro che desideravano effettuare allenamenti ad alta intensità. Siamo contenti di aver dato continuità a questa collaborazione e pronti ad accogliere gli utenti Gympass nella nostra Red Room" - ha dichiarato Giulia Piombini, General Manager di Barry's.

 

La seconda grande novità è invece Milanosportuna realtà unica, forte di un'impareggiabile presenza territoriale ed un'offerta di servizi di qualità.

 

A proposito di Gympass

 

Su Gympass:

Partendo dalla mission di sconfiggere la sedentarietà, Gympass aiuta le aziende a rivoluzionare il modo in cui i dipendenti inattivi si avvicinano all'attività fisica, accompagnandoli verso uno stile di vita sano continuativo nel tempo.

I nostri oltre 2000 clienti riconoscono la varietà, la convenienza e la flessibilità senza eguali di Gympass che, con la sua soluzione, contribuisce a migliorare il coinvolgimento dei dipendenti, le prestazioni individuali e il complessivo successo aziendale.

 

Presente in 14 paesi e con oltre 54.000 strutture sportive partner, Gympass collabora con le aziende per sviluppare programmi personalizzati che incentivano i dipendenti a  rimanere motivati e a esprimere tutto il loro potenziale.



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giovedì 30 luglio 2020

Energica: Approvata la richiesta di emissione della prima tranche, per un importo complessivo pari a Euro 500.000, del prestito obbligazionario convertibile deliberato dall'Assemblea degli Azionisti in data 11 maggio 2020 riservato a Negma Group Limite

Energica Motor Company: Approvata la richiesta di emissione della prima tranche, per un importo complessivo pari a Euro 500.000, del prestito obbligazionario convertibile deliberato dall'Assemblea degli Azionisti in data 11 maggio 2020 riservato a Negma Group Limited.

Energica Motor Company S.p.A. ("Energica" o la "Società") comunica che in data odierna ha approvato la richiesta di emissione della prima tranche del prestito obbligazionario convertibile cum warrant deliberato dall'Assemblea degli Azionisti in data 11 maggio 2020 e riservato a Negma Group Limited ("Negma"), per un importo complessivo pari a Euro 500.000 ("Prima Richiesta")  nell'ambito dell'accordo di investimento (il "Contratto Negma" o il "Contratto") – stipulato tra Società e Negma, come da comunicato stampa del 15 aprile 2020, cui si rinvia - con il quale Negma si è impegnata a sottoscrivere in diverse tranche e dietro specifiche richieste emissione formulate dalla Società, n. 400 obbligazioni convertibili in azioni, per un controvalore totale pari a Euro 4.000.000. Si rammenta che il Contratto Negma prevede la facoltà della Società di richiedere la sottoscrizione delle obbligazioni stesse in otto tranche.

Si precisa che, in occasione dell'emissione della Prima Tranche del Prestito, l'accordo di investimento prevede, inoltre, l'emissione a favore di Negma di un numero di warrant abbinati alle obbligazioni. Con la Prima Tranche saranno emessi warrant per un controvalore totale pari a Euro 250.000 nel numero da determinarsi come previsto dal Contratto Negma, cui si rinvia (si veda comunicato del 15 aprile 2020). Si ricorda che lo stesso controvalore sarà emesso anche in occasione della Seconda Tranche, mentre dalla Terza Tranche in avanti il controvalore complessivo dei warrant emessi dalla Società sarà pari a Euro 100.000.

L'emissione delle obbligazioni dovrà avvenire entro 10 giorni lavorativi dalla data della Prima Richiesta.

La Società comunicherà con apposito comunicato l'avvenuta emissione.

Si ricorda infine che le obbligazioni, che non matureranno interessi, e i warrant saranno emessi solo in forma cartacea e rappresentati da certificati rilasciati dall'Emittente. Né le obbligazioni né i warrant saranno ammessi alle negoziazioni su alcun mercato regolamentato o su sistema multilaterale di negoziazione.

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Energica Motor Company S.p.A.

Energica Motor Company S.p.A. è la prima casa costruttrice al mondo di moto elettriche ad elevate prestazioni e il costruttore unico della FIM Enel MotoE™ World Cup. Le moto Energica sono attualmente in vendita presso la rete ufficiale di concessionari ed importatori.



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martedì 28 luglio 2020

Motori e dolori, crescita di incidenti (+35%) e "postumi da lockdown" aumentano il rischio d'infortuni su 2 e 4 ruote: dagli esperti i 10 consigli per prevenirli e curarli

MOTORI E DOLORI, CRESCITA DI INCIDENTI (+35%) E "POSTUMI DA LOCKDOWN" AUMENTANO IL RISCHIO D'INFORTUNI IN AUTO E MOTO: DAGLI ESPERTI I CONSIGLI PER PREVENIRLI E CURARLI

Indossare equipaggiamenti di protezione adeguati, seguire un regime alimentare equilibrato, allenarsi con esercizi di psicocinetica per migliorare i riflessi. Ecco alcuni dei consigli degli esperti per prevenire e curare i più frequenti traumi e dolori legati alla guida, in forte aumento dopo il lockdown. Raccomandazioni utili anche a piloti di Formula 1 e MotoGP colpiti da dolori derivanti da patologie croniche e postumi di incidenti.

 

La fine del lockdown ha sancito per milioni di persone la possibilità di tornare liberamente a viaggiare sulle strade, ma la ripresa della mobilità urbana ha causato un aumento del rischio di infortuni legato a moto e auto. Basti pensare che secondo una ricerca americana del National Safety Council pubblicata su Reuters gli incidenti stradali sono aumentati del 35% nel mese di maggio e tenderanno a crescere durante la stagione estiva. E ancora, stando a un'indagine pubblicata su Times Record News, le lesioni e i dolori cronici più frequenti riguardano gli arti superiori come clavicola e spalla, accentuati dal prolungato isolamento e dalla disabitudine alla guida di auto e moto. Problematiche fisiche che hanno riguardato e stanno interessando piloti di Formula 1 e MotoGP, campionati appena ripresi: da Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton, che da anni convivono con dolori cronici alla schiena, al giovane Lando Norris, di recente finito sotto il radar medico per problemi a schiena e torace. Per il mondo delle due ruote, invece, da Valentino Rossi, che in passato si è lamentato di dolori alla gamba destra, a Joan Mir, che ha riportato dolori alle braccia dopo non aver guidato per mesi, fino a Danilo Petrucci, vittima di un trauma cranico dopo una caduta a 150km/h, Andrea Dovizioso, che ha subito un infortuno alla schiena dopo un incidente in motocross, e Marc Marquez, che ha rimediato una frattura totale dell'omero dopo una caduta nel corso del Gran Premio di Spagna. Ma quali sono i consigli degli esperti per prevenire e curare i più frequenti infortuni in moto e in auto? La prevenzione inizia in palestra con esercizi di psicocinetica mirati a migliorare i riflessi e continua una volta saliti a bordo con l'ausilio di equipaggiamenti di protezione adeguati. Per ridurre i tempi di recupero degli infortuni un valido aiuto arriva dalla laserterapia Theal Therapy di Mectronic. "Dopo mesi di prolungato isolamento molti hanno ripreso a viaggiare in auto e in moto, e saranno sempre di più quelli che lo faranno durante la stagione estiva. La ripresa della mobilità, però, sta causando un aumento del rischio d'infortuni ed è per questo motivo che bisognerebbe prendere degli accorgimenti necessari per evitarli – ha spiegato Paolo Tenconi, medico/preparatore atletico professionista – Oltre a seguire un regime alimentare equilibrato che consenta di rimanere in forma e svegli durante l'intero arco della giornata, diventa fondamentale indossare equipaggiamenti di protezione adeguati e allenare i propri riflessi in palestra con esercizi mirati di psicocinetica. Per ridurre i tempi di recupero in caso di gravi infortuni, infine, un valido aiuto arriva dalla Theal Therapy che, grazie al controllo termico e alla fotobiomodulazione, può essere utilizzata sin da subito in fase acuta e agisce sulla rigenerazione del tessuto muscolare, nervoso e connettivo". Ma quali sono gli infortuni più comuni in moto e in auto? Secondo uno studio della National Highway Safety Administration (NHTSA) viaggiare su due ruote rende più vulnerabili gli arti superiori, soggetti a lesioni traumatiche come frattura della clavicola, distorsione del gomito. Gli infortuni legati alle quattro ruote, invece, riguardano prevalentemente traumi diretti dovuti a scontri con altre vetture: nello specifico, gli infortuni più frequenti interessano la colonna vertebrale e il tratto cervicale (25,8%), seguite da fratture del bacino (25,3%), lesioni agli arti inferiori come femore, rotula e tibie (20,3%) e contusioni (5,5%). Ma non è tutto, perché anche le commozioni cerebrali sono in costante aumento (+45%).

 

Ecco infine il decalogo degli esperti per prevenire e curare i più frequenti dolori cronici e postumi da infortuni legati all'utilizzo di moto e auto:

 

  1. SOTTOPORSI A UN'ATTENTA VALUTAZIONE FISICA

Eseguire un corretto check up fisico è utile per valutare eventuali squilibri posturali e prevenire lesioni e infiammazioni.

 

  1. SEGUIRE UN REGIME ALIMENTARE EQUILIBRATO

Mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato, senza eccedere in alcun modo, rappresenta un ottimo alleato per rimanere informa e ridurre il rischio d'infortuni.

 

  1. INDOSSARE EQUIPAGGIAMENTI DI PROTEZIONE ADEGUATI

Caschi, giubbotti e cinture di sicurezza devono essere sempre indossati per diminuire il rischio di incidenti fatali e lesioni muscolari.

 

  1. NON SOTTOVALUTARE LO STRETCHING

Svolgere un buon riscaldamento è importante per prevenire i rischi, ma altrettanto lo sono tutte le esercitazioni di stretching e le posture atte a mantenere una certa elasticità dei distretti muscolari. 

 

  1. IDRATARSI PRIMA DI METTERSI IN VIAGGIO

Mantenersi correttamente idratati è il monito principale per garantire la corretta produzione di elettroliti e rimanere concentrati alla guida della propria vettura.

 

  1. ALLENARSI CON ESERCIZI DI PSICOCINETICA

Le sedute di allenamento dovrebbero concentrarsi su esercizi finalizzati a migliorare il controllo dei riflessi e le capacità motorie.

 

  1. SOTTOPORSI A MASSAGGI DECONTRATTURANTI

Per scongiurare contratture, stiramenti e strappi è utile sottoporsi periodicamente a massaggi che permettano il rilassamento dei muscoli.

 

  1. EVITARE DANNI DA SOVRACCARICO FUNZIONALE

In palestra è fondamentale ascoltare il proprio corpo e dosare i carichi di lavoro durante l'allenamento per evitare stress da sovraccarico che si ripercuoterebbe alla guida.

 

  1. EFFETTUARE UNA MANUTENZIONE PERIODICA DELLA VETTURA

Controllare il corretto funzionamento della propria moto e auto prima di mettersi in viaggio è fondamentale per prevenire ulteriori problematiche.

 

  1. ACCELERARE I TEMPI DI RECUPERO CON LA LASERTERAPIA

L'ausilio del laser Theal Therapy si è rivelato estremamente utile nella cura e nel recupero in tempi più rapidi di patologie acuto-croniche.



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lunedì 27 luglio 2020

BDO intervista i top manager italiani ed europei, dalla crescita alla sopravvivenza: le parole d’ordine sono agilità e resilienza

BDO intervista i top manager italiani ed europei

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE

Dalla crescita alla sopravvivenza: le parole d'ordine sono agilità e resilienza

"Sarà un autunno complesso ma sono dell'opinione che supereremo le sfide internazionali".

  • Digitalizzazione, smart working, valorizzazione dei talenti, sostenibilità, innovazione di prodotti e servizi, ma anche taglio dei costi e supporto delle istituzioni, le leve per la ripresa
  • 3 manager italiani su 5 ritengono che il supporto ricevuto dal Governo sia stato, e sarà, importante
  • Impatto significativo della pandemia in tutta Europa

 

Milano, 27 luglio 2020 - Qual è stato l'impatto della crisi sulle aziende italiane ed europee in questi primi mesi? E quali sono le strategie più efficaci per superarla?

Per rispondere a queste domande, BDO ha condotto un'indagine su 244 senior manager di aziende europee di differenti settori in 8 Paesi (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna e UK).

 

Il nostro Paese nella ricerca condotta da BDO è rappresentato da 31 manager di aziende che operano nei settori manifatturiero, tecnologia e telecomunicazioni, servizi professionali, trasporti e logistica, energetico, sanità, farmaceutico, media e spettacolo, con fatturati superiori 20 milioni di euro.

 

L'Italia è stato uno dei primi Paesi europei ad essere colpito dalla pandemia e il 38% delle nostre aziende intervistate ha giudicato "rilevante" o "grave" l'impatto del Covid-19, con conseguenze che vanno da significative perdite in termini di introiti a difficoltà finanziarie che hanno richiesto un importante taglio dei costi.

 

Per rispondere nell'immediato all'emergenza, l'Italia, storicamente in ritardo sulla digitalizzazione, ha adottato nell'84% dei casi lo smart working per tutelare la salute dei propri dipendenti e, al contempo, garantire la continuità operativa del business.

Si tratta di un dato interessante anche in ottica futura, dal momento che la metà di questi (42%) ha dichiarato che intende incrementare il numero di lavoratori in regime di smart working rispetto ai livelli pre-Covid. Una scelta, questa, che sicuramente avrà un impatto anche sulle città ridisegnandone il tessuto urbano in termini di mobilità e occupazione degli spazi.

 

Tuttavia, è stato significativo il ricorso anche a ulteriori azioni per affrontare la crisi e limitare i danni economici, soprattutto in Italia rispetto all'Europa: il 39% ha attuato una riduzione dei salari, fondo di integrazione salariale e piani di contingenza; il 39% ha rinegoziato i contratti con i fornitori e il 35% è stato costretto a sospendere temporaneamente le attività.

 

E il futuro?

"Sarà un autunno complesso ma sono dell'opinione che supereremo con rinnovato vigore le sfide internazionali.I dati emersi dallo studio che abbiamo realizzato ci danno la misura della situazione che stanno vivendo le nostre aziende e quelle europee nell'era Covid-19. Si tratta di un banco di prova senza precedenti che ha richiesto flessibilità e capacità di prendere delle decisioni importanti in tempi rapidi. L'impatto della pandemia ha inevitabilmente costretto le aziende a rivedere le proprie priorità ma, allo stesso tempo, ha creato una grande opportunità per ripensare, in maniera costruttiva, a nuovi modelli di business. Resilienza, è questa la chiave per vincere la sfida del post", sottolinea Simone Del Bianco, Managing Partner di BDO in Italia. "Sono fiducioso, credo nella capacità delle aziende italiane di adattarsi a scenari mutevoli e, in situazione complesse, di tirare fuori il meglio. È una grande occasione per puntare su innovazione, digitalizzazione e talento delle persone.  Infine, le difficoltà che si sono mostrate sulla supply chain a filiera lunga, difficoltà di approvvigionamento e costi, faranno ripensare l'intero sistema favorendo il reshoring.  Questo sarà tanto più vero per l'Italia, nel manifatturiero in particolare" ha concluso Del Bianco.

 

I manager italiani riconoscono, più dei colleghi europei 65%, l'importanza del ruolo del Governo rispetto alle misure messe in atto per sostenere le imprese durante i mesi di crisi.

Il 77%, infatti, ritiene importante il supporto ricevuto dal Governo e dalle istituzioni per la sopravvivenza della propria azienda. In particolare, lo considera utile per far fronte alle pressioni dovute alla gestione dei flussi di cassa nel breve periodo.

 

Dalla "crescita" alla "resilienza"

Se nel 2019 il focus delle aziende era rivolto agli investimenti finalizzati alla crescita del business (come emerso dai risultati della prima edizione della survey condotta nel terzo trimestre 2019), la pandemia ha necessariamente cambiato la situazione e costretto le imprese a rivedere le proprie priorità per i prossimi sei mesi.

In Europa, il 31% di tutte le aziende intervistate, infatti, mira, in primis, a garantire la stabilità finanziaria e il 27% ha come obiettivo quello di mantenere la propria quota di mercato.

 

E in Italia qual è la priorità delle aziende?

Il 26% dichiara che lavorerà per la stabilità finanziaria e un altro 26% punta a mantenere la propria quota di mercato.

Il 33% dei manager italiani ritiene, tuttavia, che sarà necessario rivedere il proprio business model nei prossimi mesi così come la supply chain, messa a dura prova durante la crisi, che il 23% ha valutato essere molto più vulnerabile di quanto pensassero.

 

Infine, il 32% dei rispondenti italiani dichiara come la sostenibilità sia diventata, dopo la crisi, ancora più importante per il business. Considerando che un altro 35% conferma la sua importanza rispetto alla precedente survey, si ottiene una percentuale pari al 67% che evidenza il significativo aumento di attenzione da parte, soprattutto, di CEO e COO (80%) che si dedicheranno con grande attenzione alla ricerca di un nuovo equilibrio ambientale, sociale ed economico.


Come uscire dalla crisi, dunque?

Adozione di nuove tecnologie e soluzioni digitali (71%); valorizzazione dei talenti (61%); nuovi prodotti e servizi (61%); incremento della produttività e miglioramento dei processi di gestione (61%); riorganizzazione della supply chain (52%) e riduzione dei costi (45%), le principali iniziative proposte dalle aziende italiane per i prossimi sei mesi.

BDO è tra le principali organizzazioni internazionali di revisione e consulenza aziendale con più di 88.000 professionisti altamente qualificati in 167 paesi. In Italia BDO è presente con oltre 800 professionisti e 18 uffici, una struttura integrata e capillare che garantisce la copertura del territorio nazionale.



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venerdì 24 luglio 2020

Nubifragio, Russo di Gruppo CAP: "Il Recovery Fund è un’opportunità formidabile per mettere in sicurezza idraulica i comuni, ma anche l'intero Paese"

Nubifragio nei Comuni della Città Metropolitana di Milano: Gruppo CAP al lavoro dalle prime ore del mattino per riportare la situazione alla normalità

Russo, Presidente di Gruppo CAP e vicepresidente di Utilitalia: "Il Recovery Fund è un'opportunità formidabile per mettere in sicurezza idraulica da eventi climatici estremi i Comuni della Città metropolitana di Milano, ma anche l'intero Paese".

 

In seguito al nubifragio avvenuto nelle prime ore della mattinata odierna a Milano e nei Comuni della Città metropolitana, il funzionamento dell'impianto del depuratore di Bresso si è interrotto per circa 2 ore a causa della sospensione della corrente elettrica, dovuta al blackout provocato dall'esondazione del fiume Seveso. I tecnici di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sono intervenuti subito, ripristinando la corrente elettrica in breve tempo. Una forte grandinata ha inoltre provocato l'ostruzione delle caditoie stradali e di conseguenza l'allagamento di alcuni sottopassi, strade e box, nella zona a nord di Milano, in particolare a Cinisello Balsamo, Parabiago e Cernusco sul Naviglio, dove Gruppo CAP ha subito mandato il proprio personale per risolvere i disservizi.

 

Le forti piogge hanno fatto esondare Seveso e Lambro, causando allagamenti e grandissimi disagi in molti Comuni del territorio metropolitano. Disagi che, secondo Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP e vicepresidente di Utilitalia necessitano di un intervento strutturale che nasce da un'azione comune tra Governo, gestori del servizio idrico e amministrazioni locali. "Noi di CAP nel nostro piano industriale 2020-2024, abbiamo destinato per i prossimi 5 anni oltre 160 milioni di euro per efficientare il sistema fognario e renderlo performante rispetto a eventi climatici sempre più intensi e frequenti", commenta Russo. "Ma per mettere in sicurezza idraulica da eventi climatici estremi tutti i Comuni della Città metropolitana di Milano servirebbe oltre 1 miliardo di euro, per l'intero Paese il fabbisogno è addirittura di circa 7 miliardi*. Il Recovery Fund è un'opportunità formidabile che non possiamo farci scappare".

 

"Servono le risorse e occorre chiarire il nodo delle competenze, continua Russo: noi gestori del servizio idrico siamo pronti ad accettare la sfida e prendere in carico la sicurezza idraulica del territorio. Ma non basta aumentare gli investimenti, serve un patto d'Intesa tra Governo, gestori del servizio idrico e amministrazioni locali per superare le resistenze della tortuosa macchina della burocrazia e del vizio italico dei ricorsi e controricorsi. Oggi abbiamo sotto gli occhi la prova tangibile dei danni provocati da questi continui ritardi dei territori".

 

Per quanto riguarda la situazione nei singoli Comuni della Città Metropolitana, Gruppo CAP è prontamente intervenuto a Cinisello Balsamo dove il sottopassaggio all'altezza di via Stalingrado si è allagato, facendo prima ripartire la stazione di sollevamento, poi con le operazioni di spurgo, l'azienda ha ripristinato la normale viabilità già dal primo pomeriggio. Allagamenti anche nei sottopassi di via Matteotti e via D'Annunzio a Parabiago, dove gli operatori hanno già terminato gli interventi ripristinando la corretta circolazione stradale. CAP è inoltre al lavoro per ripulire le caditoie ostruite dalla vegetazione trasportata dalle forti piogge.  



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7 MILIONI DI ANNI FA IL COCCODRILLO AFRICANO ATTRAVERSÒ L’ATLANTICO E COLONIZZÒ IL NUOVO MONDO - I RISULTATI DELLO STUDIO, SVILUPPATO DAL PROF. MASSIMO DELFINO DI UNITO SONO STATI PUBBLICATI SULLA RIVISTA SCIENTIFIC REPORTS

7 MILIONI DI ANNI FA IL COCCODRILLO AFRICANO ATTRAVERSÒ L'ATLANTICO E COLONIZZÒ IL NUOVO MONDO

 

La ricostruzione in 3D dei resti del cranio di un coccodrillo, ritrovato ad As Sahabi (Libia) e conservato per quasi un secolo presso il Museo Universitario di Scienze della Terra (MUST) della Sapienza Università di Roma, ha permesso di identificare nel rettile sahariano l'antenato degli attuali coccodrilli americani. I risultati dello studio, sviluppato da Massimo Delfino dell'Università di Torino in collaborazione con La Sapienza, l'Università di Firenze e altri ricercatori italiani, sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports, permettendo di ripercorrere milioni di anni di storia evolutiva.

Dopo una lunga traversata dell'Oceano Atlantico, l'esploratore scorge in lontananza la terra ferma, un continente fino a quel momento sconosciuto, dove presto però sarebbe stata scritta una nuova storia.

Sembra la narrazione dell'approdo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo circa 500 anni fa, eppure si tratta di quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports grazie al quale viene ricostruito un tassello della storia evolutiva dei coccodrilli. È possibile che alcuni esemplari di coccodrilli siano partiti circa 7 milioni di anni fa dal Nord Africa, e abbiano verosimilmente attraversato l'Oceano Atlantico per arrivare sulle coste del Sud America, dove si sono adattati e diversificati dando origine alle specie di Crocodylus, che ancora oggi abitano il continente americano.

La ricerca colloca il reperto africano del Miocene, identificato come Crocodylus checchiaialla base dell'albero evolutivo dei coccodrilli americani.

Il lavoro, sviluppato da Massimo Delfino dell'Università di Torino e coordinato da Raffaele Sardella, Direttore del Museo Universitario di Scienze della Terra (MUST) della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con l'Università di Firenze, ha permesso di ricostruire in 3D l'unico "superstite" dei cinque crani fossili ritrovati agli inizi degli anni '30 nel corso di una spedizione scientifica in Libia, in una località del Sahara settentrionale chiamata As Sahabi. Il fossile studiato è stato conservato nelle collezioni del museo romano per quasi un secolo.

"L'esemplare di Crocodylus checchiai – spiega Raffaele Sardella – è il cranio meglio conservato di questa specie vissuta nel Miocene, oltre 7 milioni di anni fa, in Africa, quando il Sahara era un territorio molto diverso da come appare oggi, popolato da grandi mammiferi e ricco di vegetazione e corsi d'acqua".

"Abbiamo visto che il coccodrillo di As Sahabi condivide con le specie americane numerose particolarità anatomiche" - commenta Massimo Delfino, del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Torino"Ma non solo, abbiamo confrontato, grazie a specifici software, i dati ottenuti con le caratteristiche anatomiche di altre specie sia esistenti che fossili con lo scopo di realizzare una analisi filogenetica che ha chiarito che questa specie rappresenta una sorta di anello di congiunzione fra le specie africane e quelle americane".

"Il nostro è un risultato di estrema importanza – afferma Lorenzo Rook dell'Università di Firenze – che valorizza le collezioni storiche di un giacimento paleontologico unico per la comprensione dei popolamenti faunistici dell'area circum-mediterranea alla fine del Miocene".

Attraverso l'uso di scansioni tomografiche i ricercatori hanno ottenuto le immagini 3D sia dell'interno, sia dell'esterno del cranio. Le dimensioni della testa hanno permesso di stabilire che il coccodrillo fosse di età adulta e lungo poco più di 3 metri.

"L'uso di queste tecnologie - aggiunge Dawid A. Iurino, ricercatore del team che ha elaborato le TAC realizzate sul cranio libico, ora all'Università di Perugia - apre grandi prospettive nel campo della ricerca paleontologica e permette di analizzare elementi altrimenti impossibili da osservare".

I risultati dello studio trovano infatti conferme anche da un punto di vista cronologico. Nel Nuovo Mondo infatti, i fossili più antichi di Crocodylus risalgono all'inizio del Pliocene (5 milioni di anni fa) risultando ben più recenti della specie studiata. È quindi possibile che durante il Miocene alcuni esemplari di C. checchiai (o una forma affine e ancora sconosciuta) abbiano attraversato l'Oceano Atlantico approdando sulle coste del sud America.

L'attraversamento di un così ampio tratto di mare, che nel Miocene era comunque più breve di oggi, potrebbe apparire sorprendente, ma tra i coccodrilli attuali esistono specie in grado di tollerare l'elevata salinità dell'acqua marina e di compiere ampi spostamenti in mare aperto sfruttando le correnti di superficie. Studi con tracciamento satellitare condotti su alcuni esemplari di coccodrillo marino australiano (Crocodylus porosus), hanno rivelato come, sfruttando le correnti, questi rettili siano in grado di percorrere in diversi giorni oltre 500 km in mare aperto.

I risultati di questo studio rappresentano un importante contributo per ricostruire la storia evolutiva e la paleobiogeografia dei coccodrilli, ovvero le modalità e i tempi con i quali questi rettili hanno colonizzato i diversi continenti raggiungendo la loro attuale distribuzione geografica.




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Spesa online: il Covid-19 ha catapultato gli italiani un paio di anni in avanti

Spesa online: il Covid-19 ha catapultato gli italiani un paio di anni in avanti

 

Secondo le ultime analisi di Bain & Company, in Italia il canale online rappresenta ora almeno il 3% delle vendite alimentari, con una quota raddoppiata rispetto ai livelli antecedenti alla  pandemia. E il settore alimentare deve sempre più puntare sull'e-commerce

 

Milano, 23 luglio 2020. Da oltre due decenni, la spesa di generi alimentari si sta progressivamente spostando sull'online. L'emergenza Covid-19 ha radicalmente accelerato questa transizione digitale, portando i consumatori nel giro di pochi mesi a prediligere il canale online per la propria spesa. Negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Regno Unito e Italia, si stima che nel 2020 ci saranno circa 350 milioni di ordini di generi alimentari online in più rispetto al 2019, con un apporto delle vendite attraverso questo canale di circa 36 miliardi di dollari all'anno.

 

Questo inaspettato cambiamento rappresenta una sfida per l'industria. Per la stragrande maggioranza dei negozi di generi alimentari, le consegne a domicilio sono strutturalmente meno redditizie delle transazioni fisiche e, in molti casi, gli ordini sono in perdita. 

 

"In Italia il canale online rappresenta oggi almeno il 3% delle vendite alimentari, con una quota raddoppiata rispetto a prima della pandemia. In pratica, l'accelerazione legata al Covid-19 ha catapultato i consumatori un paio di anni in avanti in termini di abitudini d'acquisto. Questo modello si consoliderà? Nel breve termine, ciò dipende da diversi fattori, come la qualità della shopping experience, l'offerta di prodotti freschi, la capacità di evadere gli ordini in modo affidabile e veloce, la rapidità di rilascio delle restrizioni antiCovid", spiega Andrea Petronio, Partner di Bain & Company.

 

Se si verificasse una seconda ondata della pandemia da Covid-19, e se il vaccino non fosse pronto prima della metà del 2021, il contesto incoraggerebbe ulteriormente i consumatori alla spesa online. In questo scenario, la penetrazione della spesa online potrebbe toccare, nei prossimi cinque anni, quota 8-9% in Italia. 6-7% invece se il ritorno alla normalità sarà più rapido

 

"Coloro che sceglieranno di non adattarsi ai nuovi canali, eviteranno le perdite nel breve termine, ma dovranno fronteggiare la mancanza di infrastrutture digitali, che potrebbe renderli non competitivi nel lungo termine. Chi si rivolge a terzi per soddisfare la domanda sarà altrettanto vulnerabile se la partnership dovesse terminare. Ed è possibile invece portare a profitto il canale. Come? Lavorando su 4 aspetti chiave dove concentrare i propri sforzi: ottimizzare la rete in ottica omnicanale, modificare le logiche contrattuali e promozionali con l'Industria, rimuovere le insostenibili sovvenzioni al canale attraverso il dynamic pricing, investire sull'automazione dove la scala lo consente", sottolinea Luca Manfioletti, Expert Partner di Bain & Company



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Ambiente e rifiuti: Post Millennials più attivi ma anche più sfiduciati sul futuro sostenibile delle città

Il sondaggio lancia la campagna #IoLaButtoLi, per il corretto smaltimento dei rifiuti di piccole dimensioni

AMBIENTE E RIFIUTI: POST MILLENNIALS PIÙ ATTENTI E ATTIVI, MA ANCHE PIÙ SFIDUCIATI SUL FUTURO SOSTENIBILE DELLE CITTÀ.

PER OLTRE IL 50%, SUL 'LITTERING' NON BASTA IL SINGOLO

Survey Save The Planet: l'abbandono dei rifiuti è un problema per 9 italiani su 10. Under 30 i più responsabili e 'paladini'. Si condanna di più la plastica, al secondo posto una new entry da post lockdown: le mascherine

Milano, 22 luglio 2020Un enorme problema di piccole dimensioni. Dopo tre mesi di lockdown (in cui si era gridato al miracolo ambientale) e con la stagione estiva in pieno corso, si torna a parlare di littering, un termine di cui solo 3 italiani su 10 conoscono il significato, ma che nonostante questo rappresenta un problema serio per 9 su 10. Sono i risultati del sondaggio condotto da Save The Planet per lanciare la campagna di sensibilizzazione #IoLaButtoLi di Save the Planet e di JTI Italia (Japan Tobacco International Italia), con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.

La ONLUS ha lanciato, in collaborazione con l'azienda operante nel settore del tabacco, il sondaggio Quanto Sei Green Quando Esci?per misurare la percezione del fenomeno littering e valutarne l'impatto sul giudizio dell'opinione pubblica in Italia. Dai dati emerge che sono i giovani i più intolleranti all'abbandono dei rifiuti per strada, negli spazi naturali o nelle aree pubbliche – ovvero, appunto, il littering – con il 44% corrispondente alla fascia 18-34 anni, rispetto al 33% dei 35-44 e al 23% dei 55-65 anni. Di questo primo cluster, il 52% riguarda la Generazione Z, tra i 18 e i 24 anni, con una netta rappresentanza al femminile (71%) e una propensione alle buone condotte che non si limita al solo rispetto individuale delle regole per il corretto smaltimento dei rifiuti. Sono coloro che, nel 99% dei casi rilevati, se si trovano una cartaccia tra le mani la tengono in tasca fino a quando non hanno la possibilità di smaltirla correttamente, spesso (quasi la metà delle volte) addirittura fino a casa. Non solo, sono i 18-24enni a dichiarare di intervenire se vedono qualcuno gettare cartacce per terra, andando dal responsabile per redarguirlo.

Per il 64% dei Post Millenials si tratta di una questione di non curanza delle conseguenze ecologiche e ambientali, la restante parte si divide tra mancanza di educazione civica (21%) e poco rispetto per il decoro urbano (15%). A ciò si lega un sentimento di prevalente disillusione, almeno tra i più giovani, riguardo la speranza di superare il problema con l'impegno personale: se per una discreta metà di tutto il campione preso in esame (46%) il littering è una questione risolvibile con l'impegno del singolo, per i 18-24enni è una cosa impossibile da pensare. Ciononostante, il 54% di questi confida in una maggiore presa di coscienza a lungo termine, grazie a percorsi di responsabilizzazione e sensibilizzazione, soprattutto legati alle regole di civiltà in generale. Bocciate sanzioni e punizioni: solo il 3% di tutto il campione crede che sia utile mettere le mani in tasca ai cittadini per non vedere più spazzatura in città o al mare.

"Questo particolare momento storico sarà ricordato come l'epoca in cui i giovani hanno dato una scossa alle generazioni precedenti! Per tanto, troppo tempo abbiamo vissuto come se avessimo risorse infinite, come se la nostra casa comune fosse "autopulente" – osserva Elena Stoppioni, Presidente di Save the PlanetCi stiamo accorgendo, a caro prezzo, che non è così. I nativi americani dicevano che 'La terra non ci è stata data in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli'. Come ci sentiamo nel leggere (i numeri raccolti nel sondaggio ne sono conferma) che proprio i nostri figli disprezzano i nostri comportamenti? È giunto il momento di passare dall'opinione all'azione: abbiamo il compito di aprire gli occhi, utilizzare gli strumenti a nostra diposizione per misurare e pianificare e, infine, dare precedenza alle azioni davvero incisive per salvare il pianeta. Save The Planet si è data come missione quella di contribuire all'ecologia tutta, attraverso azioni concrete, educative e misurabili. Con grande entusiasmo abbiamo lavorato a questa campagna di sensibilizzazione, siamo grati a JTI per la dimostrazione di grande concretezza valoriale e siamo orgogliosi che anche il MATTM ci abbia voluto riconoscere con un patrocinio. Adesso ciascuno può fare la propria parte, nessuno potrà fare finta di nulla e nel proprio quotidiano tutti potranno fare propria una semplice ma efficace espressione: #IoLaButtoLi, per il bene proprio e delle generazioni future."

Nella classifica dei rifiuti più intollerabili c'è certamente la plastica, più nello specifico le bottigliette (21%, dato che però potrebbe potenzialmente aumentare se si considera plastica anche una parte di quel 15% che ha indicato l'imballaggio di cibo da asporto). Al secondo posto, una new entry palesemente legata al momento di emergenza sanitaria che il mondo sta attraversando, ovvero le mascherine di protezione, con il 20%, a cui non si può non considerare direttamente legato l'8% che vede nei guanti in lattice un rifiuto intollerabile da trovare sulla propria strada. Chiudono la classifica i mozziconi di sigarette (16%), le cartacce (8%), i chewing gum e il vetro, entrambi con il 6%. Sul luogo in cui è più percepito il fastidio di trovare questo genere di rifiuti, sono spiagge e montagna (91%) a staccare – e di tanto – marciapiede (6%) e parchi (3%).

"I numeri raccolti ci dicono che quello dei rifiuti è considerato un problema concreto non solo per aziende e associazioni green, ma anche per i cittadini stessi, soprattutto i più giovani. Emerge chiaramente che non servono le sanzioni per correggere una brutta abitudine, ma la responsabilità civica individuale, che può nascere solo dall'educazione al rispetto per l'ambiente – ha dichiarato Lorenzo Fronteddu, Direttore Corporate Affairs & Communication di JTI Italia Ci rendiamo conto che si tratti di un cambio di mentalità netto e profondo, a ogni livello, da quello sociale a quello produttivo, passando per il politico e l'economico. Ma siamo convinti che, grazie anche all'impegno di Save The Planet, con cui siamo felici di collaborare in questo progetto, si possa andare oltre gli slogan e contribuire realmente alla diffusione di una maggiore sensibilità ai temi della sostenibilità e della tutela del patrimonio ambientale."

La campagna lanciata da Save The Planet e JTIItalia ha l'obiettivo di riportare in auge il tema dell'abbandono dei rifiuti e, soprattutto, sensibilizzare sul loro corretto smaltimento. Con l'hashtag #IoLaButtoLi, il progetto prevede un piano di coinvolgimento rivolto soprattutto al pubblico dei social network, grazie anche al contributo delle web star di Casa Surace, collettivo di content creator che lancerà il video spot annesso alla campagna che sarà on air il 5 agosto. All'iniziativa è dedicato anche il sito ufficiale iolabuttoli.green, realizzato per informare e promuovere le abitudini virtuose anti-littering sia in spiaggia, sia in città, o al parco. La collaborazione tra Save The Planet e JTI Italia non si esaurirà solo con la campagna #IoLaButtoLi, ma proseguirà anche oltre il periodo estivo con ulteriori iniziative e attività di sensibilizzazione.Il sondaggio lancia la campagna #IoLaButtoLi, per il corretto smaltimento dei rifiuti di piccole dimensioni



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giovedì 23 luglio 2020

Renergetica: deliberata emissione di un mini bond sino a 12 milioni di Euro per il consolidamento dei mercati di riferimento e il finanziamento di una pipeline di 1,2 GWp in Italia, USA, Cile e Colombia

Renergetica: deliberata emissione di un mini bond sino a 12 milioni di Euro per il consolidamento dei mercati di riferimento e il finanziamento di una pipeline di 1,2 GWp in Italia, USA, Cile e Colombia

IR TOP CONSULTING ADVISOR FINANZIARIO DELL'OPERAZIONE

Genova, 23 luglio 2020

Il Consiglio di Amministrazione di Renergetica S.p.A. ("Renergetica", o la "Società"), società operante nello sviluppo di progetti a fonti rinnovabili sul mercato internazionale, comunica di aver deliberato in data odierna l'emissione di un prestito obbligazionario, ai sensi dell'art. 2410 del codice civile, (il "Bond") del valore complessivo sino a Euro 12 milioni, volto al finanziamento della pipeline in corso di sviluppo sui mercati di riferimento (Italia, USA, Cile e Colombia) per un totale di circa 1,2 GWp, e all'implementazione del business su nuovi mercati europei.

Il Bond sarà sottoscritto entro la prima decade del mese di agosto 2020 da primari investitori professionali ai sensi del regolamento intermediari adottato dalla Consob con delibera n. 20307 del 15 febbraio 2018, come successivamente modificato ed integrato, per una tranche "senior" del valore di 8 milioni di Euro e, per una tranche subordinata e postergata nel rimborso rispetto alla tranche "senior" (rimborso che avverrà in unica soluzione alla scadenza del prestito) di 4 milioni di Euro, dal socio di controllo della Società, Exacto S.p.A., in sostituzione del finanziamento soci attualmente in essere.

In considerazione della qualità di socio rilevante di Renergetica da parte di Exacto S.p.A., la stipula del sopracitato Bond - che costituisce operazione con parti correlate ai sensi dell'art. 2391-bis c.c., nonché del Regolamento Consob in materia di parti correlate approvato con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e s.m.i. – è stata valutata ed approvata dal Consiglio di Amministrazione in data odierna, previo parere favorevole del Comitato Parti Correlate, in conformità con le disposizioni della Procedura per le Operazioni con Parti Correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione di Renergetica S.p.A. in data 20 Luglio 2018. L'emissione del Bond – di durata quinquennale, tasso fisso 5,70%, cedola semestrale - ha l'obiettivo di aumentare la disponibilità finanziaria di Renergetica per lo sviluppo e l'implementazione del business, e conferma al contempo la fiducia e il commitment del socio di controllo Exacto S.p.A. nei confronti della Società.

L'operazione si configura come significativa ai sensi dell'Art. 12 del Regolamento Emittenti AIM Italia. Hanno preso parte all'arrangement dell'operazione IR TOP Consulting S.p.A. nel ruolo di advisor finanziario e Grimaldi Studio Legale quale legal advisor.

Davide Sommariva, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Renergetica, ha così commentato: "L'emissione del Bond costituisce un altro importante passo nel percorso di crescita di Renergetica, e conferma – da un lato – il forte committment del socio di controllo e di tutto il management e – dall'altro – la continua e crescente attenzione del mondo finanziario verso il settore dell'energia rinnovabile. Grazie al nuovo finanziamento, forti di una visibilità pluriennale sui ricavi, avremo l'opportunità di avviare un importante step up, che ci consente di aumentare in modo considerevole la nostra capacità di avviare nuovi progetti e soddisfare un mercato che sta attraversando una fase di forte crescita a livello internazionale."

RENERGETICA, costituita a Genova nel 2008, PMI Innovativa da ottobre 2016 e quotata da agosto 2018 sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana, opera nel settore delle energie rinnovabili in qualità di Developer e IPP coprendo tutte le attività della value chain a esclusione dell'EPC. Ha sviluppato un importante track-record di sviluppo e competenze in tutti i segmenti delle energie rinnovabili (in particolare fotovoltaico, eolico, mini-idro). È attiva in Italia, Cile, Stati Uniti e Colombia. Nel 2019 ha realizzato ricavi a livello consolidato pari a 9,4 Eu mln con EBITDA margin pari al 44%. Ha sviluppato internamente Hybrid Grid Smart Controller (HGSC), innovativo software di controllo per l'ottimizzazione delle reti ibride, caratterizzato da elevate prestazioni e affidabilità.



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