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mercoledì 13 dicembre 2017

Quanto durerà il terremoto? Ce lo dice la crosta terrestre

 

Quanto durerà il terremoto? Ce lo dice la crosta terrestre


Le sequenze sismiche in aree estensionali mediamente hanno una magnitudo più bassa, ma durano di più rispetto a quelle in ambienti compressivi. A dimostrarlo, uno studio condotto da Sapienza Università di Roma, Ingv e Cnr che spiega anche l'imponente e persistente corteo di repliche dell'Appennino, 80.000 in 15 mesi. Il lavoro è stato pubblicato su Scientific Reports

 

Quanto durerà il terremoto? È una delle domande a cui i ricercatori spesso si trovano a dover far fronte all'inizio di ogni sequenza sismica. Una nuova analisi di repliche (aftershock) dei terremoti ha permesso di dimostrare che gli ambienti estensionali hanno periodi più lunghi e numero di repliche maggiori rispetto agli ambienti compressivi. Lo studio, Longer aftershocks duration in extensional tectonic settings, condotto da un team di ricercatori dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea), e Sapienza Università di Roma, è stato pubblicato su Scientific Reports.

"La ricerca", spiega Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv e professore della Sapienza Università di Roma, "dimostra che nelle zone dove la terra si dilata le sequenze sismiche, nonostante abbiano magnitudo mediamente più basse rispetto agli ambienti compressivi, durano più a lungo, poiché il volume crostale si muove a favore della forza di gravità. Le sequenze quindi terminano solamente quando il volume collassato trova un suo nuovo equilibrio gravitazionale".

Viceversa, negli ambienti compressivi, il volume si deve muovere contro la forza di gravità e quindi l'energia in grado di continuare a sollevare il tetto delle faglie si esaurisce più rapidamente.

"Da un'analisi comparativa di dieci sequenze sismiche", afferma Pietro Tizzani, ricercatore Irea- Cnr, "di cui cinque inserite in un contesto tettonico estensionale e cinque in uno compressivo, è stato possibile dimostrare che, a prescindere dalla magnitudo dell'evento sismico considerato, i terremoti estensionali durano di più rispetto a quelli che si sviluppano in un ambiente compressivo".

Lo studio spiega perché i terremoti dell'Appennino, che sono in buona parte di tipo estensionale, sono seguiti da un corteo di repliche così imponente e persistente nel tempo. Ad esempio, sono passati 15 mesi dall'inizio della sequenza sismica di Amatrice-Norcia e vi sono state circa 80.000 repliche. Questa chiave di lettura della sismicità può avere significative applicazioni nella gestione dell'emergenza post-evento, poiché in funzione del tipo di ambiente tettonico si può avere già una stima approssimativa della durata degli aftershock. Inoltre, conferma che l'energia accumulata nei secoli che precedono la rottura cosismica è diversa a seconda dell'ambiente tettonico, cioè principalmente gravitazionale per quelli estensionali ed elastica per quelli compressivi.

"La comprensione dei diversi meccanismi e relative fenomenologie associate ai vari ambienti geodinamici", conclude Doglioni, "può portare a una più approfondita e utile classificazione dei terremoti, passo indispensabile per arrivare a comprenderne natura ed evoluzione temporale".

 

 

Figura: (a) Modello geologico del possibile ciclo sismico (ossia periodi inter-sismici e cosismici), associato a una faglia normale (sequenza estensionale). (b) Modello geologico del ciclo sismico (ossia periodi inter-sismici e cosismici), associato a una faglia inversa (sequenza compressiva). In entrambi i modelli è stata assunta una velocità di deformazione costante nella crosta inferiore all'interfaccia duttile/fragile. Le sequenze tettoniche estensionali sono caratterizzate da una durata più lunga delle repliche, in quanto il sistema si muove a favore della gravità e, in questo caso, il volume di crosta interessato dalla fratturazione cosismica collassa fino a raggiungere un nuovo equilibrio gravitazionale

 

Roma, 13 dicembre 2017

 La scheda

Chi: Irea-Cnr, Sapienza Università di Roma, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Che cosa: Le sequenze sismiche in aree estensionali mediamente hanno una magnitudo più bassa, ma durano di più, rispetto a quelle in ambienti compressivi. Studio pubblicato su Scientific Reports 


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GOOGLE PREMIA AGI PER IL PROGETTO VIDEOMATE - Il fondo Digital News Initiative di Google finanzierà lo sviluppo di una nuova piattaforma digitale di Agi al servizio della "digital transformation" nelle redazioni

GOOGLE PREMIA AGI PER IL PROGETTO VIDEOMATE

Il fondo Digital News Initiative di Google finanzierà lo sviluppo di una nuova piattaforma digitale di Agi al servizio della "digital transformation" nelle redazioni

 

Roma, 13 dicembre 2017 - Creare "on-the-fly" video editoriali partendo da testi, immagini, dati o elementi grafici. Fare giornalismo digitale puntando sulla produzione di qualità. Trasformare rapidamente le redazioni raccogliendo le sfide imposte dal digitale e dall'informazione di oggi, coniugando velocità e affidabilità in un nuovo linguaggio multimediale. Il tutto con una piattaforma tecnologica - pensata specificamente per l'utilizzo da parte delle redazioni - in grado di creare automaticamente videoclip a forte connotazione giornalistica partendo da "ingredienti" base come un testo, un titolo, una foto o una collezione di dati che divengono, ad esempio, una infografica animata da pubblicare sul sito. Questi sono gli obiettivi del progetto "Videomate" premiato dal Digital News Initiative Fund di Google per la sua capacità di supportare l'innovazione nel settore dell'editoria digitale con un finanziamento da 218 mila euro. Un progetto che sarà realizzato in stretta collaborazione con D-Share, digital company italiana leader nello sviluppo di tecnologie per i media con clienti in otto nazioni del mondo.

La Digital News Initiative, nata nel 2015 grazie alla partnership tra Google e diversi editori europei, mira a premiare quelle realtà che fanno giornalismo di qualità confrontandosi con le nuove regole imposte dalla rete. Un progetto che, nell'era della post-verità e delle fake news, sostiene chi vuole mantenere alta la qualità della propria proposta giornalistica affidandosi costantemente a nuovi strumenti e a nuovi modi per raccontare il mondo che ci circonda.

Nell'ambito del quarto round di finanziamenti dei progetti editoriali europei, i cui risultati sono stati annunciati questa mattina, Google ha valutato 685 progetti da 29 Paesi. Dei 102 progetti finanziati 47 sono prototipi, 33 di media dimensione e 22 di grandi dimensioni. Per un totale complessivo che supera i 20 milioni di euro.

Il progetto presentato da Agi parte dal presupposto che il video è oggi un contenuto indispensabile all'interno di una vasta e ricca produzione editoriale. Una modalità di espressione in grado di fare la differenza in termini di creazione, narrazione e generazione di audience. Una strada, però, che molti editori non possono percorrere per gli elevati costi di produzione o a fronte di limitate capacità operative interne.

La piattaforma, che al termine della fase di sviluppo verrà impiegata in prima istanza dalle redazioni di Agi, verrà messa anche a disposizione del mercato e sarà dunque utilizzabile da parte dei clienti dell'Agenzia.

Con "Videomate" si rafforza, quindi, il percorso di digital transformation a 360° di Agi, che da agenzia di stampa tradizionale si trasforma nella prima agenzia italiana mobile first per giornalisti e utenti, in grado di coniugare innovazione e velocità con le regole deontologiche ed etiche dell'informazione per rimettere al centro, e alla base di qualsiasi modello di business, il giornalismo.

 "Siamo particolarmente felici per questo importante riconoscimento del Digital News Initiative Fund di Google. Grazie al progetto Videomate sarà possibile produrre, con modalità nuove e originali, contenuti giornalistici affidabili ed autorevoli, dal momento che sono tante le storie che possono essere raccontate più facilmente attraverso i video" – ha dichiarato Riccardo Luna, direttore di Agi.

 "Nel giornalismo digitale e nella moderna produzione di notizie, la tecnologia è uno dei fattori competitivi più importanti – ha sottolineato Salvatore Ippolito, Amministratore Delegato di Agi – "In qualità di organizzazione che raccoglie le notizie, vogliamo stimolare lo sviluppo del digital business nell'industria editoriale non solo offrendo servizi tradizionali, ma lanciando anche gli strumenti digitali per supportare il lavoro giornaliero delle redazioni".

"Sul mercato esistono già alcune soluzioni, disponibili sul web come software-as-a-service, che consentono l'assemblaggio di videoclip e altri oggetti multimediali - commenta Alessandro Vento, amministratore delegato di D-Share - ma ciò che manca è una piattaforma con queste caratteristiche che sia incentrata sulle news, ovvero specificamente pensata per la produzione di videoclip a forte connotazione editoriale. Siamo lieti di affiancare Agi in questa iniziativa di valore tecnologico elevato e di straordinario interesse per gli editori".

 

 

Agi  è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale. Con 9 redazioni sul territorio italiano, una rete attiva di corrispondenti e partnership in oltre 50 paesi nelle principali aree strategiche mondiali e news prodotte in 4 lingue (italiano, inglese, cinese e arabo), 7 giorni su 7, Agi assicura la creazione di valore attraverso notizie, interviste, inchieste, factchecking con numeri e dati certificabili, dirette streaming e servizi video per dare ai giornalisti di radio, tv e giornali tutti gli strumenti per andare oltre gli slogan. Perché la verità conta. Dal factchecking all'arte dello storytelling, AgiFactory è la divisione di Agi dedicata al branded content che unisce contenuti di alta qualità, tecnologia e capacità di leggere i dati.

D-Share è una tech company italiana specializzata nelle soluzioni per il digital media. Realizza progetti digitali, piattaforme software e servizi tecnologici a favore di editori, broadcaster e brand in otto paesi del mondo, con particolare specializzazione nelle aree di digital transformation, content management e digital product development.




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lunedì 11 dicembre 2017

Teamleader vince il premio Deloitte's Technology Fast 50 come miglior azienda tech

 


TEAMLEADER VINCE IL PREMIO DELOITTE'S TECHNOLOGY FAST 50 E SI AGGIUDICA IL 53° POSTO NELLA CLASSIFICA DELOITTE FAST 500

Grazie ad una crescita che negli ultimi 4 anni si è attestata su uno straordinario + 2097%, Teamleader si è aggiudicata il podio Fast 50 come miglior azienda tecnologica belga nella categoria software e il 53° come azienda tech nella classifica EMEA Fast 500.

Milano, 11 dicembre 2017 Alla sua storia di successo Teamleader aggiunge due ulteriori importanti tasselli: il prestigioso riconoscimento Deloitte's Technology Fast 50 come miglior azienda belga con più alto tasso di crescita nella categoria software e il 53°posto nella classifica generale Deloitte Fast 500

I due traguardi sono frutto della straordinaria performance di crescita di Teamleader che negli ultimi 4 anni ha registrato un +2.097% nelle vendite.

Nel corso della cerimonia di premiazione del Deloitte Fast 50 che si è svolta il 14 novembre 2017, Jeroen de Wit-  CEO di Teamleader (al centro della foto, in alto) - ha dichiarato entusiasta che: "Vincere il premio Deloitte Fast 50 è un risultato straordinario: rappresenta la ciliegina sulla torta dell'incredibile viaggio cominciato qualche anno fa e un riconoscimento importante al grande lavoro di squadra fatto in questi anni.  Non saremmo arrivati qui senza i nostri dipendenti, partner e clienti. Questo premio è un grande onore, che ci induce a concentrarci sui nostri obiettivi futuri: continuare il nostro percorso di valorizzazione delle PMI europee che vogliono crescere e aiutarle nel loro processo di digitalizzazione. Lo faremo andando verso nuovi paesi, continuando a innovare il nostro prodotto e rafforzando il nostro team internazionale."

Nata nel 2012 a Ghent - Belgio e oggi presente con filiali in diversi paesi europei tra cui l'Italia, Teamleader porta CRM, Project Management e fatturazione in una soluzione software immediata e intuitiva che consente alle PMI di organizzare e costruire il loro business. 

Da startup innovativa, oggi Teamleader conta oltre 170 dipendenti, un parco clienti che supera le 7.000 unità e si pone come obiettivo quello di diventare leader indiscusso in Europa nella diffusione di strategie di crescita intelligenti.

La vincita del Premio Deloitte's Technology Fast 50 ha qualificato Teamleader per il successivo Technology Fast 500 EMEA e la 53° posizione nella classifica generale delle 500 aziende più innovative e in crescita nell'area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). 

Entrare in questa classifica significa aver conseguito una crescita straordinaria, ma anche aver saputo creare innovazione e posti di lavoro pregiati in settori dinamici ed all'avanguardia.
#WORKSMARTER con Teamleader
Continua il ciclo di incontri che Teamleader dedica alla digitalizzazione d'impresa.
Il prossimo appuntamento è domani, martedì 12 dicembre, c/o Copernico sala B08, building B (Milano, Via Copernico 38) con il
workshop #WorkSmarter, ottimizzare i tuoi processi aziendali e guadagnare tempo ed efficacia 
9:30 Perché la tua azienda dovrebbe avere un CRM
11:00 Ottimizza la gestione dei tuoi progetti
12:30 Migliora il tuo processo di vendita con CRMO
Ingresso gratuito. 
Ultimi posti disponibili e iscrizioni qui


Redazione del CorrieredelWeb.it

Due nuovi ingressi in IQVIA Italia: entrano Isabella Cecchini responsabile Primary Market Research e Alice Pisapia Data Privacy Officer

Isabella Cecchini
Due nuovi ingressi in IQVIA Italia

Isabella Cecchini entra come responsabile Primary Market Research e Alice Pisapia come Data Privacy Officer


Milano, 11 dicembre 2017_ In un'ottica di continua crescita e nel percorso di consolidamento della propria struttura, IQVIA, provider leader a livello globale nel fornire informazioni, tecnologie innovative e servizi di ricerca clinica, specializzato nell'utilizzo di dati e competenze scientifiche nata dalla fusion di IMS Health e Quintiles, ha deciso di potenziare il proprio organico con due nuovi ingressi: Isabella Cecchini che andrà a ricoprire il ruolo di responsabile Primary Market Research, e Alice Pisapia in qualità di Data Privacy Officer.


Alice Pisapia
Isabella Cecchini, con oltre 25 anni di esperienza nel mercato della ricerca farmaceutica sia qualitativa che quantitativa, entra in azienda in qualità di Principal, PMR, Italy nell'ambito dell'area Primary Market Research della direzione Services. 

Isabella Cecchini è cresciuta professionalmente in GfK – Eurisko dove ha gestito prima il dipartimento di Ricerche Qualitative e dal 2000 in poi ha guidato l'intera Divisione Healthcare in qualità di Director. 

In IQVIA assumerà la guida dell'area Primary Market Research e avrà la responsabilità di guidare il business developement e promuovere l'innovazione dell'offering PMR in un'ottica di sempre maggior integrazione con le altre aree aziendali.



Alice Pisapia, Vice Presidente dal 2014 UAE (Union des Avocats Européens), Professoressa di EU Law and Competition Law all'Università dell'Insubria e Partner Fondatrice dello studio legale AP EU Law&Projects, in IQVIA sarà Data Privacy Officer e avrà il compito di valutare e organizzare la gestione del trattamento di dati personali, e dunque la loro protezione, affinché questi siano trattati nel rispetto delle normative privacy europee e nazionali.




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Export, il sottosegretario Della Vedova a Firenze nell’appuntamento col Roadshow ICE

Export, il sottosegretario Della Vedova a Firenze nell'appuntamento col Roadshow ICE
Rilevazioni Prometeia, oltre il 41% delle esportazioni provinciali è nei settori della moda
Firenze, 11 dicembre 2017 – Il Roadshow "Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri" si prepara alla tappa di Firenze. L'appuntamento per scoprire le opportunità dell'export è per il 13 dicembre dalle 9 alle 18 alla Fortezza da Basso, in viale Filippo Strozzi, 1
L'iniziativa, promossa e sostenuta dal Ministero dello Sviluppo Economico e organizzata da ICE-Agenzia in collaborazione con CNA Firenze, partner di tappa, vede insieme tutti i soggetti pubblici e privati del Sistema Italia a fianco delle imprese per vincere la sfida nei mercati mondiali ed individuare nuove opportunità di business. 
Sono già molte le aziende che si sono iscritte per partecipare all'appuntamento di Firenze, sintomo di una vivacità imprenditoriale e di una apertura al confronto col mercato estero che è ben evidenziata anche dai numeri dell'export.
Stando alle rilevazioni di Prometeia, oltre il 41% dell'export della provincia di Firenze è legata ai settori della moda che ritroviamo nelle prime 4 posizioni. La provincia di Firenze ospita sia grandi marchi, sia imprese dell'indotto. 
Il secondo settore, in termini di export, è la fabbricazione di macchine di impiego generale; il terzo la fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici. Per ciò che riguarda i mercati, si nota che la provincia risulta molto più esposta rispetto alla media italiana verso la Svizzera, che è diventato negli anni un vero e proprio hub europeo del comparto moda ed è la sede di centri distributivi che poi esportano in tutta Europa. Interessante, in termini di domanda "reale", l'attrattività degli Stati Uniti per i settori dell'abbigliamento e le calzature. 
Guardando alle prospettive dei settori oltre agli Stati Uniti, buone le previsioni per la Cina e, in Europa, per il Regno Unito, nonostante la Brexit. Anche per le macchine di impiego generale si nota che il mercato più importante risulta essere quello statunitense che vale circa il 15% dell'export provinciale del settore. Rimanendo in questo comparto hanno un peso rilevante alcuni paesi come Algeria e Arabia Saudita. 
I mercati più importanti per il settore della farmaceutica sono Germania e Francia che rappresentano rispettivamente il 28.5% e il 26.8% dell'export della provincia.
Obiettivo del Roadshow è quello di affiancare le aziende sui temi dell'internazionalizzazione, per sostenere quelle realtà che intendono aprirsi ai mercati esteri per individuare nuove opportunità di business. In questa maniera si punta ad aumentare il numero delle imprese che esportano stabilmente o che si affacciano per la prima volta sui mercati esteri.
Il format prevede, dalle 9.30 alle 11.30, una prima introduzione di Vivilla Zampini, Vice Presidente di CNA Firenze Metropolitana, seguita dal saluto di Stefano Ciuoffo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Toscana. Prenderà poi la parola Benedetto Della Vedova, Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Istituzionale. 
Subito dopo ci sarà la presentazione degli scenari internazionali con Alessandra Lanza, di Prometeia
A presentare gli strumenti nazionali di supporto all'internazionalizzazione ci saranno Fabrizio Lucentini, Direttore Generale per le Politiche di Internazionalizzazione e la Promozione degli Scambi del Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Nicoletti, Capo Ufficio Internazionalizzazione delle Imprese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonino Laspina, Direttore Ufficio di Coordinamento Marketing dell'ICE-Agenzia, Pietro Petrucci, Responsabile Toscana di SACE, Carlo De Simone, Responsabile Servizio Marketing Territoriale di SIMEST, mentre per gli strumenti regionali di supporto all'internazionalizzazione interverrà Donatella Cicali, della Direzione Generale Attività Produttive - Settore Politiche di Sostegno alle Imprese della Regione Toscana. 
Ultimo intervento previsto è quello di Marco Landi, export manager di Landi Confezioni e presidente di CNA Federmoda, che parlerà della case history di successo nell'export. 
Subito dopo verranno avviati incontri individuali di approfondimento delle opportunità di internazionalizzazione tra gli imprenditori e le organizzazioni pubbliche e private presenti.


Rizzoli Emanuelli presenta la campagna di comunicazione “Non disturbate Babbo Natale”



La magia del Natale al centro della nuova campagna dell’azienda di Parma che si sviluppa su un mix di strumenti tradizionali e digital per valorizzare le alici in salsa piccante, protagoniste dello spot on air in Corso Garibaldi e nei principali centri commerciali milanesi.


Parma, 11 dicembre 2017 – Non è Natale senza il gusto inconfondibile dei Filetti di alici in salsa piccante. Rizzoli Emanuelli, storica azienda di Parma dal 1906 punto di riferimento delle conserve ittiche di qualità, presenta la campagna natalizia “Non disturbate Babbo Natale”

Un piano, sviluppato dall’agenzia di comunicazione BAM, che coinvolge stampa, web e outdoor, dedicato alle celebri alici in salsa piccante nella storica lattina dorata, il prodotto di punta dell’azienda che da 111 anni accompagna i migliori Natali degli italiani.

Da 13 dicembre per 28 giorni, il tram linea 2 Milano si trasformerà in una “barca” speciale “guidata” da Babbo Natale che condurrà i viaggiatori nell’appetitoso mondo Rizzoli Emanuelli attraverso il claim “con il gusto delle alici viaggiamo tutti più felici”.

Le alici Rizzoli saranno on air, con uno spot da 30” per il web, declinato anche in formati da 10” per i centri commerciali milanesi e un digital wall in Corso Garibaldi 81, in un formato di grande impatto che giocherà sulla soddisfazione del gusto. Protagonisti dello spot una serie di Babbi Natale curiosamente addormentati. Finché la voce coinvolgente di uno speaker fuori campo dice: 


“Non disturbate Babbo Natale. A rendervi felici ci pensano le nostre Alici”. Lo spot prosegue con delle scene natalizie di tavolate allegre che culminano con il primo piano di una donna che gusta le alici e una scritta che dice: “Mmm... erry Christmas.”

Il piano di comunicazione prevede anche una campagna pubblicitaria offline su alcune delle principali riviste di cucina e online con video out-stream su Cucchiaio d' Argento e altri portali di informazione e lifestyle.

Inoltre, per il Natale 2017 sono state realizzate due confezioni regalo con le migliori referenze Rizzoli: “Delizie di mare” e per gli amanti del mondo Bio “Linea bio Rizzoli. Un mare di gusto” in olio extra vergine Bio.

Non poteva mancare una comunicazione in store, nei principali centri commerciali milanesi saranno presenti totem che trasmetteranno il visual natalizio Rizzoli “non disturbate Babbo Natale”.

All’interno dei punti vendita ci saranno dei box personalizzati “L’esperienza ci rende unici” con tre diversi crowner Natalizi “buone Alici a tutti”.

“L’obiettivo di questa campagna è rinnovare la tradizione per i nostri abituali consumatori che vivono le Alici in Salsa piccante come un must have sulle proprie tavole a Natale.
Abbiamo comunque voluto stupire anche il nuovo consumatore gourmet attraverso una comunicazione che va a distaccarsi da quelle tradizionali. Per chi vive la cucina come un piacere e una scoperta continua, le alici in salsa piccante rappresentano l’ingrediente segreto che stupisce da oltre 111 anni!”, ha dichiarato Federica Siri, Marketing & Trade Marketing Manager di Rizzoli Emanuelli.
Con sede a Parma, Rizzoli Emanuelli è un’azienda storica nel mercato delle conserve ittiche, attiva dal 1906. 

Elevati standard qualitativi, grande attenzione alla selezione delle materie prime, la scelta di una pesca sostenibile rispettosa dell'ecosistema marino, l’utilizzo di packaging innovativi sono gli asset distintivi di questa società che coniuga nuove tecnologie di produzione con una lavorazione artigianale per mantenere inalterato tutto il gusto fresco di mare e le proprietà nutrizionali dei propri prodotti.

Rizzoli Emanuelli propone un’ampia selezione premium che comprende alici, tonno e sgombro in diverse linee per la famiglia e la ristorazione.

Pesca sostenibile. Unione Europea: dal prossimo anno l'Italia avrà un ulteriore taglio del 3% di quote pesce spada


(Roma, 11 dicembre 2017) "Per i pescatori italiani di pesce spada a San Silvestro ci sarà poco da brindare. 
Con l'inizio del nuovo anno, infatti, vedranno ridursi di un ulteriore 3% la quota di pesca per il pesce spada, fissata attualmente a 3.736 tonnellate, in virtù di un piano pluriennale di ricostituzione dello stock."  
Così Federcoopesca-Confcoperative alla vigilia della riunione del Consiglio dei ministri europeo chiamato ad esprimersi, l'11 e il 12 dicembre, sulle possibilità di pesca delle flotte comunitarie nel 2018, tra cui le quote per il pesce spada, introdotte per la prima volta lo scorso anno.

"Il quantitativo assegnato dall'Ue al nostro paese -afferma Federcoopesca- è al di sotto di quanto tradizionalmente pescato dalla nostra flotta, la più importante per la pesca al pesce spada nel Mediterraneo".

Secondo l'associazione una ulteriore contrazione dei quantitativi massimi di cattura non è sostenibile. 

"Per questo chiediamo all'Italia di adottare una linea dura e votare contro la proposta del Consiglio europeo. 
Una scelta perfettamente in linea con il ricorso alla Corte di giustizia Ue che il Governo italiano ha presentato nei mesi scorsi per impugnare il quantitativo assegnato al nostro paese nel 2017 e che con il nuovo anno vedrà ridursi ulteriormente".  

E sempre sulla pesca dello spada, segnala l'associazione, l'Unione europea ha adottato un regolamento che non recepisce le raccomandazioni più recenti della Commissione consultiva per i grandi pelagici (Iccat) in fatto di taglia minima e calendario di pesca per il pesce spada, di fatto prevedendo misure di gestione meno rigide rispetto a quelle già esistenti. 

Per Federcoopesca "è un passo indietro della Commissione europea sulla strada della pesca sostenibile". 

Quello che preoccupa l'associazione è la gran confusione che tutto ciò genererà nei nostri pescatori e nelle Autorità di gestione e controllo. 

"Visto che si tratta di un regolamento adottato con procedura di co-decisione, occorrerà tempo per ristabilire ordine, a meno che la Commissione Europea non decida di intervenire con un proprio atto delegato, la cui gestazione richiederà però sessanta giorni di tempo prima che entri in vigore, non facendo così in tempo prima dell'inizio del nuovo anno. Federcoopesca chiede che "venga fatta chiarezza perché gli operatori hanno bisogno di regole chiare e certe, nell'interesse delle imprese, dei lavoratori e della tutela delle risorse ittiche". 

Il nuovo regolamento di fatto riporta la taglia minima dai 100 centimetri previsti dall'Iccat a 90 centimetri. Si potranno, quindi, pescare esemplari più piccoli. Per quanto riguarda il calendario, le "nuove", per così dire, disposizioni adottate dall'Europa vietano la pesca in due periodi differenti (1-31 marzo e dal 1 ottobre al 30 novembre) invece che un unico stop di tre mesi. 

"Tutto ciò poteva essere evitato con un po' più di attenzione da parte di Bruxelles, contribuendo così a ridurre le distanze fra i territori, le marinerie e l'Eurocrazia" conclude Federcoopesca.



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