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martedì 31 marzo 2020

EmergenzaCovid-19: 10 passi per parlarne con tuo figlio

Emergenza Covid-19: 10 passi per parlarne con tuo figlio

Fondazione Patrizio Paoletti diffonde un vademecum gratuito per aiutare gli adulti ad essere efficaci e guardare al futuro anche quando tutto è incerto



Chiusi in casa senza scuola, giochi con gli amici e vita all'aria aperta, sono i bambini e gli adolescenti, come e prima degli adulti, ad aver bisogno di ritrovare equilibrio e serenità in questo momento senza precedenti. Tutti dobbiamo restare a casa con responsabilità, seguire le indicazioni delle istituzioni per il nostro benessere e quello degli altri. Ma dobbiamo anche prenderci cura della mente e delle emozioni: è fondamentale per noi stessi e per aiutare i più piccoli ad affrontare stress, paura e senso di incertezza che l'emergenza sta generando.


A donare un strumento utile e pratico in questo senso ci hanno pensato gli psicologi, i pedagogisti e i neuroscienziati della Fondazione Patrizio Paoletti, ente di ricerca no profit in campo neuroscientifico e psico-pedagogico, che hanno pubblicato un vademecum e una serie di video-lezioni con 10 chiavi che aiutano i genitori a gestire l'emergenza nel modo giusto con i bambini, mantenendosi lucidi e forti. E' un'iniziativa realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e patrocinata dall'Associazione Italiana Genitori A. Ge. APS. Il vademecum ha inoltre ricevuto l'apprezzamento della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, che ha ringraziato Fondazione Patrizio Paoletti "per quanto sta facendo in questo momento in cui il Paese ha bisogno di sentirsi unito e supportato". Il vademecum, disponibile in 5 lingue, è rivolto principalmente a genitori ed educatori, ma è valido per tutti. Nei prossimi giorni sarà attivo anche lo Sportello telefonico "Parlami, ti ascolto", raggiungibile attraverso un numero verde, a cui risponderanno gli psicologi e gli esperti della Fondazione.


Per leggere il vademecum e vedere gratuitamente le video-lezioni tenute da Patrizio Paoletti, il presidente della Fondazione, basta andare sul sito fondazionepatriziopaoletti.org/prefigurareilfuturo.


L'iniziativa è realizzata nell'ambito del progetto nazionale "Prefigurare il futuro, metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità" con cui dal 2017 l'Ente offre sostegno gratuito alle popolazioni colpite da emergenze, come il sisma in Italia centrale o il crollo del Ponte Morandi, e alle comunità chiamate ad affrontare emergenze sociali (povertà, integrazione culturale, incertezza economica) in tutto il nostro Paese. I pedagogisti, gli psicologi, i neuroscienziati e i formatori della Fondazione Patrizio Paoletti con questo strumento vogliono sottolineare come sia possibile, anche in momenti di crisi e di difficoltà, creare le condizioni per rendere la relazione educativa ancora più significativa. Infatti gli strumenti che il genitore saprà dare al proprio figlio per affrontare le difficoltà sono quelli che imparerà ad utilizzare sempre nella vita, ogniqualvolta si troverà ad incontrare aspetti complessi da gestire.


"Da vent'anni la Fondazione svolge una ricerca interdisciplinare elaborando strumenti per il pieno sviluppo della consapevolezza delle persone, in qualunque contesto o situazione esse vivano. - afferma Patrizio Paoletti, presidente della Fondazione - Questi studi ci insegnano che è possibile produrre intenzionalmente uno stato di sicurezza e capacità, anche quando le condizioni esterne sono difficili e critiche".


Hanno aderito alla diffusione del vademecum la "Bottega del Terzo Settore" e "Cesvol Umbria".


Fondazione Patrizio Paoletti è un Ente di Ricerca no profit accreditato e qualificato per la formazione del personale della scuola italiana. E' nato nel 2000 per volontà di Patrizio Paoletti e di un gruppo di ricercatori, pedagogisti, psicologi, sociologi, medici e imprenditori. Oggi più di 100.000 persone hanno abbracciato il suo progetto: fare ricerca per promuovere la consapevolezza, il benessere e la pace attraverso l'educazione, il più potente mezzo di cambiamento. La sua Mission è la ricerca in campo neuroscientifico, psico-pedagogico, formativo e sociale. Studia come l'uomo cresce, impara, si emoziona, migliora per promuovere la consapevolezza attraverso l'educazione, intesa anzitutto come auto-educazione. 

Connettere i più aggiornati saperi offerti dalla ricerca sul cervello (indagine sull'uomo "da dentro") e psico-pedagogica (indagine sull'uomo "da fuori") significa offrire all'educazione e alla didattica saperi e strumenti pratici, immediati, innovativi ed efficaci, che aiutino le persone ad imparare a saper fare, a saper vivere per  "essere" in un mondo che cambia costantemente. 

Tramite i suoi progetti educativi, opera affinché ogni adulto diventi più consapevole delle sue risorse, del suo ruolo e della sua responsabilità verso gli altri. Allo stesso modo si impegna perché ogni bambino, in ogni parte del mondo, trovi le giuste condizioni per esprimere pienamente il suo potenziale.

Dal 2016 è attiva con interventi a supporto della popolazione vittima del terremoto in Centro Italia. Nel 2017, fino a luglio del 2018, realizza il progetto formativo itinerante Prefigurare il futuro: metodi e tecniche per potenziare Speranza e progettualità a favore dei territori feriti dal sisma in centro Italia. A partire da novembre 2018 è attiva la nuova edizione di Prefigurare il Futuro pensata per rispondere all'emergenza non solo nell'ambito delle avversità ma nell'ambito dell'emergenza educativa in Italia.



"Prefigurare il futuro, metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità" è un progetto formativo itinerante ideato da Patrizio Paoletti e realizzato dagli esperti della Fondazione. E' nato nel 2017 per sostenere i territori feriti dal sisma in centro Italia. A partire da novembre 2018 è attiva la nuova edizione di Prefigurare il Futuro pensata per rispondere all'emergenza non solo nell'ambito delle avversità, ma nell'ambito dell'emergenza educativa in Italia. Il progetto vanta nei suoi tre anni di vita la collaborazione con tante istituzioni, università e associazioni in tutta l'Italia, tra cui la Cattedra Unesco dell'Università della Basilicata, l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Acli Genova, la Bottega del Terzo Settore, Fondazione Armonie d'Arte, Associazione Montessori Ma-Mò Cosenza. Hanno inoltre concesso il loro Patrocinio vari enti, tra cui Università Politecnica delle Marche, Unindustria Roma-Frosinone-Latina-Rieti-Viterbo, Coni Marche e Coni Umbria, Regione Umbria, Regione Marche, Comune di Siracusa, Comune di Ascoli Piceno, Comune di Acquasanta Terme, Città di San Benedetto del Tronto, Città di Venosa, Fondazione Matera Basilicata 2019, Stati Generali dell'Innovazione. Nell'ultima edizione il progetto ha visto nel complesso l'adesione di oltre 2.000 persone in 10 tappe formative in tutto il Paese.



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Analisi BVA DOXA: preoccupazioni e opinioni su Covid-19 dei cittadini in Italia, UK, Francia e Germania

CORONAVIRUS: PREOCCUPAZIONI, OPINIONI E PREVISIONI IN ITALIA, FRANCIA, UK E GERMANIA

L'analisi è parte di un ampio sondaggio realizzato da Gallup International, il network del quale BVA Doxa è socio fondatore, in 26 paesi in tutto il mondo

 

Principali highlights della ricerca

 

  • Il 90% degli italiani ha paura del contagio, percentuale più alta tra i paesi europei

 

  • In Italia livelli record di fiducia al governo per la gestione dell'emergenza: il 72% dei cittadini esprime valutazioni positive

 

  • Il 77% degli italiani ritiene che la crisi non vada sottovalutata, mentre la Germania è il paese più scettico: per tre tedeschi su cinque la reazione all'emergenza è esagerata

 

  • Pur di contenere il contagio, il 93% degli italiani è disposto a rinunciare ai propri diritti fondamentali

 

  • Misure precauzionali, gli italiani i più rigorosi in Europa: il 93% resta a casa

 

  • Resistono le teorie del complotto: per un italiano su quattro il virus è frutto di una forza esterna 

 

 

Milano, marzo 2020 – Sono più preoccupati, più fiduciosi nelle iniziative varate dal Governo, più diligenti nel rispetto delle misure precauzionali e più favorevoli alla rinuncia di diritti fondamentali pur di contenere il contagio. È questo l'identikit degli italiani tracciato dall'ultimo sondaggio condotto in Italia da BVA Doxa relativamente alle percezioni, preoccupazioni, opinioni e previsioni dei cittadini in merito all'emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19

 

L'indagine – focalizzata sulla situazione italiana e quella dei principali paesi europei (Francia, Regno Unito e Germania) – si inserisce in un più ampio sondaggio condotto con Gallup International, il network del quale BVA Doxa è socio fondatore, in 26 paesi in tutto il mondo. Le rilevazioni fanno riferimento al periodo 10 – 19 marzo 2020.

 

 

Paura del contagio: preoccupata l'Italia, tranquilla la Germania

 

La stragrande maggioranza degli italiani esprime preoccupazione: il 90% teme di essere contagiato, con un'accentuazione nell'area Sud e Isole, dove la preoccupazione arriva al 94%. Nonostante una prevalenza di contagiati estremamente più elevata, la Lombardia non mostra segnali di maggior preoccupazione probabilmente grazie all'efficienza del sistema sanitario lombardo e alla fiducia in esso riposta (per l'89% degli intervistati).

 

Seppur inferiore rispetto all'Italia, anche in Francia e Regno Unito il livello di preoccupazione per il rischio di contagio è elevato e sfiora l'80% (UK 78%, Francia 76%). In questo quadro, i tedeschi sono quelli meno allarmati dalla situazione: in Germania, meno della metà della popolazione, il 46%, esprime preoccupazione.

 

A livello mondiale la preoccupazione è inferiore a quella riscontrata a livello europeo e pari al 62%.

 

 

In Italia è alta la fiducia nel Governo

 

A fronte di una situazione particolarmente difficile e incerta rispetto al resto d'Europa, in Italia si registrano livelli record di fiducia nella capacità del Governo di gestire la crisi sanitaria: il 72% degli italiani esprime valutazioni positive al Governo Conte, con qualche punto di differenza tra Nord e Sud (68% al Nord e 77% al Sud; centro 74%).

 

Diversa la situazione degli altri governi europei, che non registrano livelli di fiducia altrettanto importanti: poco più della metà in Regno Unito e in Francia (rispettivamente 59% e 52%) e ancora meno nella Germania di Angela Merkel (addirittura meno della metà, il 47%). Segno che in Europa le misure introdotte siano state in buona parte ritenute tardive o inadatte per gestire efficacemente l'emergenza in corso.

 

 

Coronavirus: per la Germania è "solo un'influenza"

 

Per alcuni, la reazione dei media all'emergenza sanitaria è stata esagerata. In Italia ne è convinto il 29% della popolazione, mentre al contrario il 67% è dell'opinione opposta e ritiene che gli organi di informazione stiano riportando correttamente l'emergenza.

 

Ma è la Germania a essere la più scettica: tre tedeschi su cinque ritengono che la situazione venga dipinta in modo più grave di quello che sia realmente. Più esigue le percentuali nel Regno Unito (26%) e in Francia (17%).

 

 

Per ridurre il contagio "whatever it takes": il 93% degli italiani limiterebbe i propri diritti fondamentali

 

Pur di contenere la pandemia e osservare finalmente una netta inversione del trend dei contagi, quasi la totalità degli italiani, il 93%, è favorevole a rinunciare ad alcuni diritti fondamentali, come per esempio il diritto alla privacy. Un dato estremamente elevato, il più alto in Europa e trasversale e valido su tutte le fasce di età e le aree geografiche incluse nell'analisi.

 

Seppure con percentuali inferiori, anche gli altri paesi europei sono disposti a limitare i diritti fondamentali per reagire alla diffusione del coronavirus: in Francia ha espresso opinione favorevole l'84%, in Regno Unito il 72% e in Germania il 71%.

 

Risultati in linea con il resto del mondo: tre quarti (il 76%) degli intervistati a livello mondiale sono disposti a sacrificare parte dei propri diritti fondamentali se ciò dovesse essere utile a contenere il contagio.

 

 

Quasi la metà degli italiani mostra segnali di ottimismo mentre in Europa ci si prepara al peggio

 

Polarizzata la previsione degli italiani per i prossimi mesi: il 43% ritiene che il peggio debba ancora venire e il 45% è invece più ottimista e ritiene che in breve tempo la situazione mostrerà dei miglioramenti. Il restante 12% si aspetta una situazione invariata. A livello regionale, i più pessimisti sono al Nord-Est, dove il 52% degli intervistati ritiene che non si abbia ancora toccato il fondo (addirittura il 55% in Veneto), mentre nelle regioni del Sud emerge maggiore positività, nonostante il graduale diffondersi del contagio dal Nord al Centro-Sud: solo il 37% guarda al futuro con negatività.

 

Dopo una prima fase di sottovalutazione del problema, il Regno Unito invece si prepara al peggio: l'82% dei britannici esprime previsioni negative per i prossimi mesi. La percentuale, seppur sempre molto alta, cala in Francia (70%) e in Germania (54%). Ancora più significativo è sottolineare la percentuale di ottimisti nei vari paesi europei: se in Italia il 45% degli intervistati sia convinto che il peggio sia ormai alle spalle, in Germania ne è convinto appena il 9%, in Francia il 5% e in UK solo il 3%.

 

 

Restare a casa: gli italiani i più diligenti

 

Restare a casa, lavarsi le mani, usare gli igienizzanti. Gli italiani hanno ormai imparato a memoria le regole d'oro per prevenire il contagio. Secondo l'analisi, la totalità dei nostri connazionali ha adottato una o più misure precauzionali. L'arma principale è soprattutto il rimanere a casa: il 93% sta rigorosamente rispettando questa disposizione cruciale per ridurre il trend dei contagi. L'87% indica di lavare frequentemente le mani e il 63% fa uso di igienizzanti. Meno usati, complice anche la scarsa reperibilità, ma comunque ben diffusi sono le mascherine (44%) e i guanti (40%).

 

Se gli italiani sembrano essere particolarmente diligenti per quanto riguarda la raccomandazione di stare a casa, negli altri paesi la situazione è diversa: in Francia l'85% degli intervistati rimane a casa e in Regno Unito il 71%. Fanalino di coda la Germania, con una percentuale di appena il 43%.

 

L'unico comportamento adottato ovunque e in maniera diffusa è il frequente lavaggio delle mani, con valori fra l'80% e il 90% in tutti gli altri paesi europei.

 

Se lavarsi le mani più frequentemente è la misura largamente più adottata a livello mondiale (75%), solo il 45% ha limitato i contatti sociali e il 14% non ha preso alcuna misura né modificato ancora alcun comportamento. 

La raccomandazione di stare a casa in alcuni paesi è stata praticamente ignorata, complice una carente comunicazione a livello governativo: solo l'11% in Turchia, il 20% in Pakistan e il 34% in Afghanistan.

 

 

Coronavirus e teoria del complotto: per un quarto degli italiani la pandemia è frutto di una forza esterna

 

In alcuni paesi le teorie alternative sull'origine del Covid-19 – che ne attribuiscono la genesi per esempio alla Cina, agli USA, a un laboratorio o a un piano di natura politica / economica o dell'industria farmaceutica – hanno trovato terreno fertile.

 

In Italia appena la metà degli intervistati (il 47%) sostiene che il Covid-19 sia stato originato per cause naturali, mentre quasi un quarto (il 23%) crede invece che sia frutto di una forza esterna. Un'idea condivisa in maniera ancora più forte dai cittadini d'oltralpe, con il 29% degli intervistati che è convinto dell'esistenza di forze esterne, e da altri paesi europei, ma in misura minore: il 18% sia in Germania che in Regno Unito.

 

A livello mondiale, poco meno della popolazione (il 46%) ritiene che il virus si sia originato e diffuso in modo naturale e oltre un terzo (il 36%) ritiene che sia il prodotto di forze esterne.



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Blogmeter attiva il suo Osservatorio “Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus”

Blogmeter attiva il suo Osservatorio "Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus"

La società leader in social media intelligence ha avviato un Osservatorio di analisi continua, attraverso la Blogmeter Suite, per comprendere come stiano cambiando le abitudini degli italiani durante l'attuale emergenza sanitaria e come queste si riflettano sui social

 

Milano, marzo 2020. In questo particolare momento di emergenza sanitaria e di misure restrittive atte al contenimento della diffusione del contagio da COVID-19, i social diventano i luoghi dove si concentrano le conversazioni e, oggi più che mai, sono lo specchio del cambiamento delle abitudini degli italiani.

Blogmeter, grazie alla Blogmeter Suite – la piattaforma integrata di Social Listening, Social Analytics e Social Influencer – ha attivato un Osservatorio continuo su "Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus", per meglio comprendere l'evoluzione della vita (social e non) e dei consumi nel Paese.

 

Di che cosa parlano e come reagiscono gli italiani sui social in tempo di Coronavirus secondo i dati raccolti dalla Blogmeter Suite

 

A seguito dei diversi Decreti emessi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che hanno via via istituito misure sempre più stringenti nel tentativo di contenere la diffusione del Coronavirus, le reazioni degli italiani sui social hanno sovvertito quelle dei primi giorni dell'epidemia - quali l'assalto ai supermercati e a beni come gel igienizzanti per mani e mascherine - e hanno visto una positiva trasformazione: dall'analisi di Blogmeter, emerge infatti che sui social a prevalere siano la solidarietà, il senso di responsabilità civile e la necessità di far fronte comune contro questa grave emergenza, anche in termini economici. Questi sono i dati emersi dall'analisi effettuata da Blogmeter nel periodo 8 – 11 marzo, in cui l'hashtag #iorestoacasa è stato il più utilizzato con una ricorrenza pari a 131,5k rispetto all'hashtag #coronavirus, che registra circa 92k citazioni.

 

VUOI SAPERNE DI PIÚ? 

Questi sono solo alcuni dei temi e dei risultati ottenuti dalle indagini svolte da Blogmeter sulle conversazioni online che hanno registrato l'utilizzo del termine "coronavirus", nell'ultimo mese. Per rimanere sempre informati e non perdersi nessun aggiornamento, è sufficiente seguire l'Osservatorio "Italiani e Social Media in tempo di Coronavirus" di Blogmeter sulla sua pagina dedicata e iscriversi alla newsletter settimanale: sarà così possibile ritrovare tutte le interessanti indagini sugli italiani e le loro reazioni sui social media in tempo di coronavirus.



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Coronavirus e social: come cambiare la comunicazione aziendale

Coronavirus e social: come cambiare la comunicazione aziendale

"È il momento per l'umanità, non per l'assalto di azioni commerciali" Marino Pessina e Chiara Porta, Ceo e direttore responsabile dell'agenzia di comunicazione giornalistica Eo Ipso

 

L'attuale pandemia richiede che soprattutto le aziende, sui social, adottino contenuti, tono di voce e azioni adeguate.

«I social media sono un luogo dove le persone vanno primariamente a parlare di ciò che gli accade nella loro vita privata, soprattutto con le persone che contano per loro. Le aziende sono sempre state un ospite necessario, e non sempre felicemente invitato, perché mentre tutti abbiamo i nostri interessi lavorativi, nessuno va sui social media per consumare intenzionalmente la pubblicità - spiegano Marino Pessina e Chiara Porta, Ceo e direttore responsabile dell'agenzia di comunicazione giornalistica Eo Ipso - In questo momento le tradizionali strategie aziendali messe in atto sui social rischiano di essere inadeguate. Alla luce della situazione attuale, le aziende che già utilizzano regolarmente i social devono apportare profonde modifiche al linguaggio usuale e quelle che tendono a ignorare o utilizzare poco i social hanno la necessità di creare una conversazione con il pubblico, sfruttando l'intero ecosistema digitale e tutte le diverse tessere all'interno di ciascuna piattaforma. Stare zitti in attesa che tutto passi non aiuterà, servirà solo a farvi scomparire a poco a poco. Comunicare, quindi, ma farlo con uno scopo. Promuovendo al contempo un senso di sostegno, comunità e riconoscimento di ciò che il mondo sta vivendo in questo momento».

Si lotta per sopravvivere, anche se si è chiusi. La domanda che tutte le aziende si dovrebbero porre in questo momento per impostare una strategia di comunicazione sui social è: "Come posso usare la mia presenza sui social media per supportare la mia comunità?" L'obiettivo non è quello di promuovere la propria attività, ma di offrire leadership e supporto durante questo periodo senza precedenti. Questa è un'opportunità fenomenale per creare connessioni significative. Un'opportunità che, lo speriamo vivamente, non si ripeta più in questo modo.

 

Ecco le 15 mosse che si possono fare

  1. Riformulate i vostri messaggi in modo che parlino davvero delle difficoltà che le persone stanno affrontando in questo momento.
  2. Controllate tutti i contenuti già programmati in precedenza che devono essere pubblicati in questo periodo e assicuratevi che siano ancora pertinenti e sensibili alla luce di ciò che sta accadendo.
  3. Fate attenzione al tono usato: ci deve essere empatia e compassione. L'ultima cosa da fare come imprenditore è apparire sordo durante quello che è un momento molto difficile per molte persone. Chiedete: "Cosa posso fare per te?", "Che cosa hai bisogno da me e dalla mia azienda in questo momento?", "In che modo la nostra azienda può alleviare il tuo dolore in questo momento di perdita?".
  4. Rimuovete qualsiasi emoji "giocoso" e qualsiasi linguaggio eccessivamente esuberante.
  5. Fate attenzione alle immagini che usate. Per esempio, invece di pubblicare foto di persone che camminano sulla spiaggia, in questo momento sono meglio persone che giocano nel loro cortile.
  6. Se siete aperti, mettete dei post per ringraziare i vostri dipendenti, chiedendo di fare delle foto in azienda, dove si veda che vengono rispettare tutte le regole di sicurezza anti-contagio. 
  7. Se siete in smart working, mostrate alle persone come voi e il vostro team state affrontando questo momento. "Normalmente saremmo in ufficio, ma ora tutto è cambiato". Pubblicate un post con una foto o un video del vostro incontro mattutino tenuto sulle piattaforme digitali che permettono di collegarsi con i colleghi o gli amici.
  8. Offrite competenze specifiche. Usate i vostri social come canale educativo per far sapere alle persone, o ad altre aziende, come potete supportarli. Chiedetevi: i vostri post educano i vostri follower su un argomento rilevante? Potete aiutarli a conoscere le risorse nella vostra nicchia che li aiuteranno in questo momento difficile? Cosa potete offrire gratuitamente che fornirà valore educativo alla vostra comunità? 
  9. Offrite un modo per rimanere in contatto mentre tutti praticano il distanziamento sociale, fate uno sforzo supplementare per potenziare e supportare la comunità. Avete o potete creare una community personalizzata per aiutare i vostri follower in questo periodo? Per esempio, le palestre possono mettere a disposizione corsi video (per i loro iscritti ma non solo), i ristoranti offrire corsi di cucina. Le idee possono essere tante. 
  10. Utilizzate i video per comunicare in modo più approfondito con il vostro pubblico. Aiutano a connetterci in modo più efficace con il mondo esterno.
  11. Promuovete e condividete tutte le azioni che state facendo contro la pandemia, come le donazioni fatte o la riconversione per produrre mascherine o altri dispositivi di protezione.
  12. Se avete un ufficio stampa, condividete quello che i media dicono di voi anche sui social: è un modo per aumentare la propria reputazione.
  13. Pubblicate citazioni motivazionali, storie di ispirazione e strumenti pratici.
  14. Utilizzate più canali social e formati diversi. La combinazione di formati sia brevi che lunghi aiuterà i marchi a mantenere una stretta affinità con il proprio pubblico durante questi tempi senza precedenti.
  15. Da ultimo, per la programmazione editoriale dei prossimi mesi, considerate che gli elementi di questa pandemia potrebbero rimanere. 

 

Da non fare mai

  1. Occorre astenersi dall'usare un linguaggio che potrebbe causare paura o apparire come se si stesse capitalizzando sul caos (ad esempio: "Fine dei giorni in vendita!" oppure "Offerta limitata nel tempo! Coronavirus!"). Il marketing basato sulla paura può forse essere efficace nell'immediato, ma è sicuramente dannoso nel lungo periodo.
  2. Sui social ci sono in questo momento moltissime citazioni ed esempi esilaranti di "sopravvivenza COVID-19". Tenete quelle battute sui feed personali, non su quelli aziendali. E' un momento molto impegnativo per tutti, quindi è fondamentale garantire che la vostra strategia sia ponderata, empatica e di supporto in ogni momento.
  3. Evitate i messaggi che potrebbero far sembrare che state sfruttando la crisi piuttosto che fornire valore al pubblico. Ad esempio, se offrite servizi finanziari non è il caso di farvi pubblicità, piuttosto, potreste fornire consigli utili e confortanti su ciò che sta realmente accadendo nei mercati.
  4. Molti di noi con i compleanni di marzo - aprile 2020 ricevono e-mail che non hanno senso nella situazione attuale. "Comprane uno, ne ottieni due" (…solo in negozio)? Offerte come questa non solo risultano impersonali e totalmente sorde alla situazione attuale, ma possono ritorcersi contro il vostro marchio.

 

Dopo la crisi

«Ricordate che il mondo è ancora sotto shock e che i vostri messaggi dovranno essere elaborati con la stessa empatia e saggezza usata in questi giorni. –ricordano Marino Pessina e Chiara Porta, Ceo e direttore responsabile dell'agenzia di comunicazione giornalistica Eo Ipso - Ad un certo punto, le persone si stancheranno di parlare della crisi e saremo tutti in grado di tornare ad una nuova normalità. Alla fine, lo spettacolo (e la vita) dovranno continuare. Ad un certo punto, dovremo tutti tornare a lavorare come popolazione all'interno di un'economia. Quando, non si sa ancora. Ma non aspettate troppo a lungo per comunicare. Non lasciate che la vostra azienda sia un'altra vittima del coronavirus».



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lunedì 30 marzo 2020

Guarnera Advogados: acquisizione leader automotive italiana Prima Sole Components_Batz


 

Guarnera Advogados assiste Prima Sole Components nell'acquisizione della branch brasiliana automotive di Batz

 

  • Una trattativa articolata, che ha visto il signing a dicembre 2019, consente al Gruppo italiano PSC, leader nella produzione di componentistica per l'automotive e con fatturato 2019 superiore a € 700 milioni, di consolidare la propria posizione nel mercato automobilistico brasiliano

 

San Paolo, Brasile, 30 marzo 2020 – Guarnera Advogados, studio legale internazionale italo-brasiliano, ha assistito la società automotive italiana Prima Sole Components (PSC) nell'acquisizione della branch brasiliana del Gruppo spagnolo Batz, leader nella fornitura di componenti per il mercato automobilistico.

 

L'acquisizione, frutto di una complessa trattativa risoltasi con il signing nel mese di dicembre 2019, consolida la presenza di Prima Sole Components nel settore dei componenti in plastica per auto, moto ed elettrodomestici e rafforza la posizione della società come riferimento nel mercato internazionale.

 

Guarnera Advogados ha agito con i propri team M&A, composti dall'Avvocato Giacomo Guarnera, Socio Fondatore, Anna Lucia Gonçalves e Marco Aurelio Cunha. Per la parte relativa alla due diligence, ha operato la GSA Advice, con il Dott. Wagner Rapace.

 

"Quest'acquisizione conferma l'interesse e la vitalità dell'imprenditoria italiana per il Brasile ed è un segnale ancora più importante di positività in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo in queste settimane a seguito della crisi da Covid-19" - commenta l'Avvocato Giacomo Guarnera, Socio Fondatore della Guarnera Advogados - "soprattutto perché viene dal Paese più duramente colpito, ma che ha sempre dimostrato di avere la forza, lo spirito e la creatività per potersi rialzare ed essere da esempio per tutti."

 

Prima Sole Components è attiva, a livello nazionale e internazionale, nella produzione di componenti e sistemi in materiali plastici e termoplastici per automotive (Truck, Veicoli commerciali ed Agriculture), motorbike e appliances, attraverso cinque business unit. In particolare, la società realizza i propri mezzi di produzione, progetta e ingegnerizza i sistemi di assemblaggio e montaggio dei componenti utilizzati dal cliente industriale.

 

Il Gruppo Prima Sole consolida, quindi, la sua presenza in Brasile, dopo l'avvio delle attività nel Paese nel 2015, con la costituzione di PSMM, società per la produzione di componenti in plastica per il settore automotive, con sede a Gojana nello Stato del Pernabuco, detenuta in modo paritetico da Prima Sole Components e da FCA e fornitrice della fabbrica modello FCA di Goiania Pernambuco.

 

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GA Guarnera Advogados

Studio legale internazionale italo-brasiliano, Guarnera Advogados è specializzato in investimenti internazionali, operazioni di M&A, rappresentanza e consulenza day by day di imprese operanti in Italia e in Brasile e conta oltre 40 professionisti esperti di diritto societario, contrattuale, contenzioso, immigrazione, giuslavoristico, tributario e rapporti con la banca centrale.

 

GSA Advice & Accounting

GSA Advice & Accounting é la società del Gruppo Guarnera di consulenza internazionale e di interim management che si occupa di revisione, organizzazione e gestione amministrativo-finanziaria, advisory, affari e grandi progetti.

In Italia come nel resto del mondo le persone cercano di tenersi in forma mentre restano a casa - Crescono gli acquisti di articoli legati al fitness

#iorestoacasa – In Italia come nel resto del mondo le persone cercano di tenersi in forma mentre restano a casa

 

30 Marzo 2020 - AliExpress, uno dei marketplace retail globali di Alibaba Group, ha recentemente condiviso alcuni dati sulle abitudini dei suoi consumatori in tutto il mondo che mostrano come le persone, nel corso dell'ultimo mese, abbiano speso molto di più nell'acquisto di prodotti per il fitness, dimostrando così la volontà di tenersi in forma e salvaguardare la propria salute in questo periodo in cui sono costretti a stare in casa.

 

Un esempio: il volume generato delle vendite di cyclette su AliExpress, a livello globale, è aumentato del 989% negli ultimi 30 giorni e del 1.238% se comparato con lo stesso periodo dell'anno scorso; mentre quello degli acquisti di manubri sulla piattaforma è aumentato dell'815% nell'ultimo mese e del 1.679% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato.

 

In particolare, gli utenti italiani di AliExpress preferiscono fare esercizi con le fasce elastiche: il valore totale delle vendite è aumentato più del 600% nell'ultimo mese e del 464% anno su anno. Anche le vendite di t-shirt e pantaloncini sono cresciute, rispettivamente, del 293% e del 286% nell'ultimo mese. Gli italiani dimostrano di preoccuparsi in generale del proprio aspetto, non solo della forma fisica: il volume generato dalle vendite di piastre per capelli è aumentato del 308% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

 

Per celebrare il decimo anniversario di AliExpress, iniziato il 27 marzo, i clienti potranno approfittare di ulteriori sconti e coupon per acquistare prodotti per il fitness o per il divertimento per poter passare il tempo mentre sono a casa. Questi comprendono anche offerte provenienti da aziende e PMI locali, che permettono così ai clienti di ricevere i prodotti in tempi più brevi.

 

 

AliExpress:
Lanciato nel 2010, AliExpress è il global retail marketplace che permette ai consumatori di tutto il mondo di acquistare direttamente da produttori e distributori principalmente cinesi, che mira a diventare la piattaforma globale attraverso la quale i merchant di tutto il mondo potranno vendere a livello globale e locale. AliExpress opera in diverse lingue, comprese inglese, russo, portoghese, spagnolo, italiano e francese.

SoloAffittiBrevi: una task force e una landing page, per aiutare gratuitamente chi voglia ricominciare come Property Manager

SoloAffittiBrevi mette in campo una task force che attraverso una landing page offre assistenza a chi voglia ricominciare come Property Manager

 

Un servizio rivolto a tutti, anche ai non affiliati, per poter gestire al meglio il proprio business o ripartire puntando su un settore strategico, che potrebbe superare l'attuale crisi senza troppe perdite

 

 

È ormai appurato che l'emergenza da coronavirus non sia soltanto sanitaria, ma anche economica. Tra i settori maggiormente colpiti, sicuramente figura quello turistico, soprattutto gli alberghi. Con ogni probabilità, invece, le case vacanza e gli affitta camere riusciranno a superare il periodo di crisi, con la possibilità di uscirne addirittura più forti.

 

Per questo motivo, SoloAffittiBrevi, parte del gruppo SoloAffitti, azienda leader in Italia per il settore degli affitti, mette in campo una task force di professionisti che, attraverso una landing page, offre assistenza gratuita a chi voglia gestire al meglio il proprio business o avvicinarsi a questo mercato, ricominciando come Property Manager. L'offerta di aiuto è rivolta a tutti, anche a chi non è affiliato del gruppo.

 

"L'affitto breve è una formula molto elastica, che permette di massimizzare i guadagni nei momenti di alta stagione, e di ridurre le perdite durante la bassa stagione. – Spiega Massimo Magni, co-founder di SoloAffittiBrevi Italia e ideatore dell'iniziativa – Il mercato del Real Estate rivolto al turismo, in Italia, è sempre stato un segmento ricco, anche se ora sta subendo un inevitabile e drastico calo. In economia le aziende che riescono a sopravvivere alle contrazioni di mercato e ai momenti di forte crisi economica sono solitamente quelle che hanno una gestione snella e scalabile dei costi passivi ricorrenti, caratteristiche tipiche del nostro mercato, per questo credo che possa essere un buon punto da cui ripartire per molte persone".

 

SoloAffittiBrevi Italia, dunque, ha deciso di mettere a disposizione di chiunque abbia bisogno una vera e propria task force, rappresentata da un team di professionisti ed esperti di gestione imprenditoriale e di marketing, per dare supporto a chi voglia condividere le sue criticità legate all'attuale emergenza o avvicinarsi a questo settore.

 

A supporto di tale iniziativa, anche lo Studio legale dell'Avvocato Donatella Marino, che offre pro bono agli operatori del settore qualche indicazione per affrontare le criticità di carattere contrattuale legate alla crisi, e l'Avvocato Tributarista Simonetta Marchesi, il Dottor Alfredo Imparato e il Dottor Carlo Rezzani, parte dello stesso team di fiscalisti.

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