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giovedì 4 febbraio 2016

LA CONFERENZA DI PACE A GINEVRA SI FERMA - SOS VILLAGGI DEI BAMBINI IN SIRIA CONTINUA A PROTEGGERE I BAMBINI E I RAGAZZI SOLI

"NESSUNA SORPRESA. I SIRIANI NON AVEVANO FIDUCIA NEI COLLOQUI DI PACE"


Milano 4 febbraio 2016 - La terza tornata di negoziati di pace sulla Siria è stata sospesa temporaneamente per "garantire progressi sul fronte umanitario". A dichiararlo è stato l'inviato speciale dell'Onu Staffan de Mistura, al termine di un colloquio con la delegazione delle opposizioni siriane a Ginevra. "Non siamo sorpresi. I siriani non erano affatto fiduciosi. La paura c'è e continua ad aumentare. Il 31 gennaio, la città di Damasco è stata teatro di terribili esplosioni e di attentati suicidi nella zona di Zainab e nell'Area Sud: 45 sono state le vittime e 110 i civili feriti per ora accertati" – racconta un nostro collaboratore in Siria – Noi però non ci fermiamo, non l'abbiamo mai fatto in 5 anni di guerra. Siamo riusciti a entrare, seppur con grandi difficoltà, a Madaya e stiamo cercando di capire come far evacuare i minorenni non accompagnati o separati dalle famiglie. E' un inferno. Non sappiamo quanti siano ma li porteremo via!"

L'altra faccia della guerra è la crisi umanitaria, emergenza nell'emergenza. Mancano cibo, acqua potabile e medicine. I numeri dei siriani assediati e a rischio di morte per malattie e malnutrizione sono altissimi. Si stima che circa 12.500 siriani siano assediati nei villaggi di Foah, Kafraya e nel governatorato di Idleb, 45.000 siriani a Madamiyet Elsham. A metà novembre 12.733 siriani sono stati sfollati a Lattakia; 1.200 stanno fuggendo in questi giorni verso Jisr al-Shagour e Kharbat al-Joz mentre centinaia di persone stanno tentando di attraversare la Turchia. Non meno drammatica è la situazione a Dei-ez-Zor dove 200mila persone residenti sono a rischio malnutrizione. 3.200 famiglie si stimano fuggite. Circa 2,1 milioni di ragazzi e altri 700.000 hanno cercato rifugio in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia.

"Stiamo sostenendo più di 8.000 bambini e ragazzi a Damasco ed Aleppo e più 700 bambini e ragazzi nei nostri centri SOS. Il lavoro più urgente ora è evacuare i bambini non accompagnati dalla città assediata di Madaya. Non è chiaro quando il trasferimento potrà avere luogo e quanti bambini saranno evacuati. Le condizioni continuano a peggiorare nella città. Sono 45.000 le persone sono sotto assedio, da otto mesi" – conclude il collaboratore.

SOS Villaggi dei Bambini Siria ha firmato un protocollo d'intesa con UNICEF al fine di rifornire di abbigliamento invernale tutti i bambini accolti e sostenuti nei Villaggi SOS di Damasco e Qudsaya.  Continua la distribuzione di pacchi alimentari e beni di prima necessità: 559 pacchi alimentari alle famiglie di Damasco, giacconi e scarpe a 713 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, 349 kit invernali per i bambini di Qudsaya.

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Il calore di una casa per ogni bambino

SOS Villaggi dei Bambini è la più grande organizzazione a livello mondiale, impegnata nel sostegno di bambini privi di cure familiari o a rischio di perderle. Nasce nel 1949 e, ad oggi, è la sola Associazione che ha la capacità di accogliere, all'interno dei suoi Villaggi SOS, 82.300 bambini, ai quali garantisce istruzione, cure mediche e tutela in situazioni di emergenza. Promuove programmi di supporto alle famiglie in stato di necessità ed è presente in 134 paesi e territori nel mondo, dove aiuta quasi 2.000.000 di persone.
In Italia è membro dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e aiuta 642 bambini e ragazzi e le loro famiglie attraverso 7 Villaggi SOS - rispettivamente a Trento, Ostuni (BR), Vicenza, Morosolo (VA), Roma, Saronno (VA) e Mantova - e un Programma di rafforzamento familiare a Torino, rivolto alle famiglie in stato di necessità. Sostiene, inoltre, il Centro Estivo Internazionale SOS di Caldonazzo (TN).

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