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mercoledì 16 settembre 2015

Tarcisio Bertone: La diplomazia pontifica in un mondo globalizzato

La diplomazia pastorale che ha al centro le persone. Un esempio è la mediazione della Santa Sede tra Usa e Cuba. Presentazione presso l’aula magna del rettorato dell’università di Catania del volume del card. Tarcisio Bertone “La diplomazia pontificia in un mondo globalizzato”.
Tarcisio Bertone a Catania
Brani dell’intervista rilasciata dal cardinale Tarcisio Bertone a La Sicilia e apparsi su La Sicilia il 16 gennaio 2015
Più che una diplomazia tout court, una diplomazia pastorale. In grado, sì, di lavorare a delle mediazioni, di portare avanti un lavoro diplomatico classico. Ma soprattutto in grado di occuparsi della comunità, di prendersi cura delle persone. Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano merito, spiega così il senso della diplomazia pontificia. Lo ha fatto in un libro, “La diplomazia pontificia”, curato con il professore Vincenzo Buonomo con prefazione di Papa Francesco (Libreria editrice Vaticana), che è stato presentato a Catania nell’aula magna del rettorato dell’università di Catania. E un esempio straordinario di successo della diplomazia pontificia è il lavoro fatto a Cuba, prima e dopo la revoluciòn che ha portato al potere il “mangiapreti” Fidel. L’ultima volta a Cuba del cardinale Bertone è stata dal 4 al 12 dicembre scorsi. Nemmeno due giorni dopo, Stati Uniti e Cuba annunciavano il ripristino delle relazioni diplomatiche. E sia il presidente Usa, Barack Obama, che quello cubano Raul Castro plaudivano all’aiuto dato loro dalla Santa Sede, impersonata da Papa Francesco.
Spiega il cardinale Benone: “In generale secondo la storia dei rapporti tra gli Stati, la diplomazia si potrebbe definire l’arte di curare le relazioni tra i rappresentanti delle nazioni e delle organizzazioni internazionali per costruire una pacifica convivenza, evitare i conflitti e, nel caso, di risolverli attraverso incontri e trattative opportunamente istituzionalizzate”. Ma “la diplomazia pontificia ha una connotazione peculiare. Anzitutto perché la Santa Sede è al centro della Chiesa Universale per la missione attribuita dal Divino Fondatore al Vescovo di Roma, successore di Pietro; ma è anche collegata geo-politicamente con la comunità delle nazioni di cui è un soggetto preminente, soprattutto per l’indiscussa autorità morale del suo vertice”.
E dunque, spiega il segretario di Stato emerito, “la diplomazia pontificia non si interessa prevalentemente di problemi economico-politici, anche se non li ignora, ma svolge una attività al servizio della dignità di ogni persona umana, per la promozione della pace e dello sviluppo integraledei popoli, e per una maturazione etica dell’umanità”. (…)
Racconta il cardinale: “Se pensiamo alla storia della Chiesa, ai numerosi e straordinari arbitrati e mediazioni a cui è stata chiamata e all’autorità anche istituzionalmente riconosciuta che ha acquisito, non si può accettare una simile proposta minimale. La Santa Sede e la Chiesa Cattolica devono conservare il loro posto e la loro funzione consolidata nella Comunità internazionale e nello stesso tempo mantenere la caratteristica umanitaria e pastorale che, soprattutto dal secolo XX in poi, l’hanno contrassegnata”.
Nel libro del cardinal Bertone figura anche una mediazione della Santa Sede per risolvere un antico conflitto tra Stati Uniti e Cuba, al tempo della guerra ispano-americana. Segno che l’impegno della Santa Sede nella regione è iniziato molto tempo fa. Recentemente, la Santa Sede ha avuto un ruolo preminente nella storica decisione di riaprire le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba, dopo anni di “bloqueo”, di embargo. Una decisione arrivata proprio nel momento in cui il cardinale Bertone, un protagonista delle ultime vicende, era tornato da un viaggio a Cuba.
Racconta Bertone: “Nonostante le apparenze di immobilismo e di congelamento dello status quo, il processo di apertura era in azione lento ma inesorabile. Non si tratta ovviamente di improvvisazioni ma di un lungo lavoro di preparazione a vari livelli e con vari contributi, che ha subìto una accelerazione per la convergenza di due volontà, propiziata dall’accorta e ben accetta mediazione dell’” americano” Papa Francesco. In questo senso la famosa dichiarazione “Todos somos americanos” risuona con un accento particolarmente simpatico”.
Il cardinale Bertone è stato cinque volte a Cuba, potendo così “verificare e in qualche modo accompagnare i processi di consolidamento e di sviluppo della società nel quadro dell’organizzazione civile e religiosa dell’isola caraibica”. (…)
FONTE: La Sicilia.it

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