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giovedì 27 aprile 2017

Dialogo interreligioso all'eremo di San Biagio a Subiaco cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, induisti per la Pace: insieme è possibile

I lavori sono stati aperti, per i cristiani, da suor Maria Pia Giudici.

Tanti i partecipanti provenienti da diverse regioni d'Italia, per tutti un'importante e costruttivo dialogo di pace


Una calda giornata di sole, in uno splendido contesto naturale qual è l'eremo di San Biagio, a Subiaco, nella casa delle salesiane di Don Bosco, ha fatto da splendida cornice al dialogo interreligioso sulla pace. Si sono dunque riuniti sotto lo stesso tetto cristiani musulmani ebrei buddisti e induisti. 

È stata Una giornata fortemente desiderata e organizzata da questa piccola Comunità di San Biagio con la collaborazione intelligente e generosa di Stefania Terracciano e di altri, come lei, vivaci Sanbiagini. 

Nell'improvvisa esplosione primaverile di foglioline "pur mo' nate" e di un colorato tripudio di fiori, sono giunti quassù Marco Cassuto Morselli rappresentante della Comunità ebraica, Fatima Mohammad per i musulmani, Roberto Aushin Coslovi per i buddisti e un inviato per gli induisti, oltre ad un folto pubblico (80 persone) appositamente arrivato per l'evento. 

Ad aprire i lavori quale rappresentante per la religione cristiana, suor Maria Pia Giudici ha focalizzato un'idea guida dell'incontro: "La strada della verità della bontà e della bellezza è identificabile come una strada dello Spirito di Dio". Subito dopo, la cantillazione gregoriana del "Veni CreatorSpiritus" colmò di pacifica attesa l'ambiente. Marco Cassuto Morselli, rappresentante della Comunità ebraica di Roma, ha parlato della storia d'Isacco e d'Ismaele. Importante idea centrale dell'intervento: "l'amore di Dio li abbraccia entrambi. La sua misericordia infatti si estende a tutte le creature e i fratelli possono vivere in pace nelle loro diversità". 

In seguito abbiamo ascoltato la cantillazione ebraica del kiddush (Benedizione del sabato). 

Anche l'intervento di Fatima Mohammad per i musulmani è stato illuminante: "islam e pace sono due parole che hanno la stessa radice in arabo. Islam vuol dire pace con se stessi, con le altre persone, con tutte le creature e con Dio. L'Islam e il suo Profeta ci hanno insegnato a vivere in armonia e in pace con noi stessi e con gli altri". Abbiamo partecipato alla loro preghiera vedendo il video "Mecca: la chiamata islamica alla preghiera". 

Roberto Aushin Coslovi rappresentante della Comunità buddista così si espresse: "Ringraziò le organizzatrici di questo incontro ed in particolar modo la iniziatrice di questa comunità, Sr Maria Pia che,nella sua introduzione,che ha sottolineato come la semplicità del modo di vivere sia importante componente di tutte le religioni. Nostro compito, in un mondo di complicazioni di conflitti e guerre, di cambiamenti rapidi a cui è difficile adattarsi, è "esserci", offrendo a noi stessi e agli altri questa "scommessa": la possibilità di vedere le cose e le persone sotto l'aspetto dell'unità, della compassione e dell'amore invece che sotto le pressioni dell'egoismo, dell'egocentrismo, del consumismo e conseguente degrado della natura. Proprio per ottenere ciò, bisognerà valorizzare nuovamente la nostra "intimità" (interiorità), non correre dietro l'uso smodato di cose e persone, saperci ricollocare con semplicità e autenticità nelle nostre relazioni. Bisognerà dimostrare con la vita che le vie spirituali,pur diverse tra loro,non si oppongono le une alle altre, ma percorse con rettitudine,sospingono verso l'ideale di una vita migliore (cristianamente parlando si potrebbe dire una vita di santità)".

È seguito il video "Sutra del cuore": un aiuto nella preghiera dolcemente cantillata. 
Infine prestandosi a rappresentare gli induisti, Claudio Del Brocco ha letto un testo che mette a fuoco questa idea: "Dio è Uno, anche se i saggi lo chiamano con molti nomi". 

Il "Mantra Aum" ci ha coinvolti tutti in un'unica armonia di preghiera. Nella seconda parte della mattinata, un contributo video dell'arpista Valeria Carissimi, ha introdotto la declamazione di una poesia da parte di ogni rappresentante delle varie religioni sempre sul tema della pace. 

Interessante e originale anche la sottolineatura ai testi poetici realizzata dal senegalese Madia Diebate con la kora (arpa africana). 

Dopo il pranzo abbiamo potuto vedere il Film "il mio nome è Malala" così capace di aprirci alla più viva (e sofferta) attualità socioculturale. 

I relatori sono stati omaggiati da stampe rare di Subiaco dalla dott.ssa Antonietta Orlandi, La danza sacra "Jubilate Deo" (cara alle consuetudini del sabato a San Biagio) ha chiuso la giornata in gioia di comunione con una bella foto di gruppo.

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