CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news di Marketing & Comunicazione

Cerca nel blog

venerdì 15 gennaio 2016

Turchia, Amnesty: "L'arresto degli accademici intensifica la repressione della libertà d'espressione". Giovedì 21 a Roma manifestazione

L'arresto di 19 accademici, avvenuto oggi (15 gennaio), rappresenta secondo Amnesty International un nuovo assalto al già vacillante diritto alla libertà d'espressione in Turchia.

Gli arresti hanno riguardato accademici che avevano sottoscritto un appello per la pace e avevano criticato le operazioni militari in corso nel sud-est del paese. I firmatari hanno anche ricevuto minacce di morte sui social media e sono stati paragonati dal presidente Recep Tayip Erdo?an a dei terroristi.

"Le operazioni militari in corso sotto il coprifuoco stanno provocando enorme sofferenza e diffuse violazioni dei diritti umani. Le autorità turche dovrebbero dare ascolto a coloro che ne parlano, anziché arrestarli" - ha dichiarato Andrew Gardner, ricercatore di Amnesty International sulla Turchia.
"Gli arresti e le minacce nei confronti degli accademici sono un oltraggioso segnale del precario stato dei diritti umani in Turchia. Queste persone hanno diritto come chiunque altro a esercitare il loro diritto alla libertà d'espressione, senza essere etichettate come terroristi e minacciate col carcere" - ha aggiunto Gardner.

"Questi arresti, insieme ai commenti del presidente Erdo?an, lasciano intendere che la repressione in corso nelle zone curde del sud-est della Turchia si sta estendendo a chiunque osi criticare le attività del governo" - ha proseguito Gardner.

"Sollecitiamo le autorità turche a porre fine agli arresti degli accademici che esprimono le loro opinioni, annullare le inchieste nei loro confronti e garantire la loro incolumità. Il loro trattamento è una macchia sulla coscienza turca" - ha sottolineato Gardner.

L'inchiesta in corso riguarda oltre 1000 accademici, noti come "Accademici per la pace", che hanno firmato un appello intitolato "Non saremo parte di questo crimine", ossia dell'offensiva militare nel sud-est del paese.

Gli accademici sono indagati in base alla legge che vieta la "propaganda per organizzazioni terroristiche" e a quella che punisce la "denigrazione della nazione turca".

Nel suo discorso odierno, il presidente Erdo?an ha definito gli accademici come "le persone più oscure", aggiungendo che "essi commettono lo stesso reato di coloro che compiono massacri". In precedenza, il presidente aveva parlato dell'appello come di un "tradimento" e aveva equiparato gli accademici a una "quinta colonna" dei terroristi.

Da allora, diversi accademici hanno denunciato di aver subito minacce attraverso i social media, al telefono e in messaggi lasciati alle loro università. Il boss mafioso nazionalista Sedat Peker li ha minacciati con queste parole: "Faremo scorrere il vostro sangue" e "Faremo il bagno nel vostro sangue".

Ulteriori informazioni
Dal dicembre 2015, diverse zone del sud-est della Turchia sono sottoposte a un coprifuoco di 24 ore al giorno, nel corso del quale l'esercito e la polizia portano avanti operazioni contro il Movimento della gioventù patriottica rivoluzionaria, l'ala giovanile del gruppo armato Partito dei lavoratori del Kurdistan.

Nelle zone interessate, che comprendono le città di Cizre e ??rnak, oltre al quartiere di Sur della città di Diyarbak?r, vivono oltre 200.000 persone. Molti non sono in grado di procurarsi il cibo e di ricevere cure mediche e si segnalano marcate interruzioni della fornitura di corrente elettrica e di acqua. Da quando, nell'agosto 2015, è stato applicato per la prima volta il coprifuoco, sono stati uccisi oltre 150 abitanti e almeno 24 tra soldati e poliziotti.

Amnesty International Italia ha aderito alla manifestazione promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana a Roma, giovedì 21 gennaio alle 11, di fronte all'Ambasciata turca, in difesa della libertà d'espressione e d'informazione.




--
www.CorrieredelWeb.it

Nessun commento:

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *