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venerdì 2 marzo 2018

Elezioni. COME E COSA COMUNICANO I POLITICI SUI SOCIAL? Analisi di Reputation Manager

Reputation Manager: analisi dei profili Facebook e Twitter dei principali esponenti politici in campagna elettorale
(Periodo di riferimento: gennaio 2018)

ELEZIONI 4 MARZO: COME E COSA COMUNICANO I POLITICI SUI SOCIAL

Reputation Manager ha analizzato post e tweet dei principali politici durante la campagna elettorale per identificare la loro "personalità social"

·         Silvio Berlusconi, "Il poliedrico", preferisce Twitter e parla di tutto, Italia e tasse in testa
·         Luigi Di Maio, "L'antagonista", è l'unico che punta metà della comunicazione sull'attacco agli avversari
·         Matteo Renzi, "Il concreto", parla alla platea social (la più ampia) di risultati e di avversari
·         Matteo Salvini, "Il bulimico", comunica ad altissima intensità e frequenza, dal programma politico alla vita privata
·         Pietro Grasso, "L'istituzionale", parla di programma politico e ha un alto tasso di engagement
·         Giorgia Meloni, "La pasionaria", dà ampio spazio ad antagonismo e ai valori di partito

Milano, marzo 2017 -  Idee programmatiche (39%) e antagonismo (35%): sono queste le modalità di comunicazione social più utilizzate dai politici in campagna elettorale; non si parla mai di leadership, poco di valori legati al partito/coalizione (9%).

Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dall'analisi condotta da Reputation Manager, principale istituto italiano nell'analisi e misurazione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, che ha analizzato la comunicazione (Twitter e Facebook, nel mese di gennaio) dei principali politici in vista delle elezioni del 4 marzo, al fine di capire come e cosa comunicano i canditati e indentificare la loro "personalità social". 

Le modalità comunicative dei leader sono identificate in 6 macrocategorie: idee programmatiche, antagonismo, valori, slogan, risultati e sfera personale. Ogni esponente politico è stato identificato secondo il suo carattere comunicativo saliente.

Silvio Berlusconi, "Il poliedrico" - Il leader di Forza Italia sui social parla soprattutto di programma politico (il 44,4%): il cavallo di battaglia è la riduzione delle «tasse», seconda parola da lui più utilizzata dopo «Italia». Nel 28,9% di post e tweet Berlusconi attacca gli avversari, bersagli preferiti Di Maio e Renzi: l'uno giudicato incompetente, l'altro una promessa mancata. I suoi valori di riferimento sono veicolati dal 7% dei suoi messaggi: ottimismo, autodeterminazione e famiglia. La sua comunicazione social punta principalmente su Twitter (318 tweet), ma i suoi fan però sono molto più attivi su Facebook dove a fronte dei suoi 54 post, si sono registrate in totale 443.588 interazioni tra post, commenti e like, un numero 7 volte superiore alle interazioni su Twitter.

Luigi Di Maio, "L'antagonista" - Il suo programma elettorale sui social si sviluppa principalmente sull'antagonismo (50%) rispetto alle altre forze politiche in campo. I suoi contenuti sono quindi costruiti «contro»: il PDL e i professionisti della politica; i privilegi della casta; i dinosauri della politica come Berlusconi, tutte le idee programmatiche degli oppositori Berlusconi e Renzi. Per quanto riguarda invece le idee programmatiche riferite al suo movimento, Di Maio parla di scuola, Italia, qualità della vita, e dell'abolizione di leggi ritenute inutili. Tutto gira intorno al concetto di «cittadini», assente nel linguaggio degli avversari. Spesso fa ricorso a slogan (13,33%), ad esempio «Partecipa, scegli, cambia», «Nessuno deve rimanere indietro!», #Rally invece è l'hashtag utilizzato nel 17% dei contenuti per promuovere la campagna elettorale itinerante per il Paese.

Matteo Renzi, "Il concreto" – Parla attraverso i suoi social a una platea di oltre 4,5 milioni di seguaci (la più ampia tra quelli monitorati), il 75% dei suoi contenuti si concentrano su Twitter. Fa spesso riferimento a idee programmatiche (30,43%), in particolare parla di tasse, di vaccini, lavoro e ricerca. Tra i politici analizzati è quello che dedica più spazio ai risultati, forte dell'esperienza di governo del PD appena conclusa. Tra le parole che utilizza di più c'è appunto «fatto». Anche lui come altri leader punta sull'antagonismo (28,26%), i suoi bersagli preferiti sono Di Maio e il M5S e Silvio Berlusconi. Il 15% dei suoi messaggi si basa sui valori legati alla propria coalizione, in questo caso le parole d'ordine sono concretezza, cultura e Italia.
Renzi è anche il leader che dà maggiore visibilità sui social alla sua sfera personale. Gli aggiornamenti sulla sua vita privata occupano quasi il 9% dei contenuti: il post sul suo compleanno è certamente quello che ha avuto maggior successo di pubblico, guadagnando oltre 72mila like tra Facebook e Twitter.

Matteo Salvini, "Il bulimico" - Ha un approccio "sistematico" alla comunicazione social: scrive con la stessa intensità su Twitter e Facebook, qui in particolare gli utenti sono molto attivi infatti a gennaio la sua Fan Page ha registrato ben 1.869.578 interazioni.  I social sono per lui senz'altro un mezzo per affermare la propria leadership e comunicare in modo autoreferenziale (indicativo il fatto che la parola da lui più usata sia proprio #Salvini). Parla soprattutto del suo programma politico (42%). Una fetta considerevole dei suoi messaggi è impregnata di antagonismo: il nemico numero uno è Renzi. Il 7% dei messaggi è fatto di slogan (uno su tutti l'hashtag #4marzovotolega), mentre il 6% è dedicato alla sua vita privata: spesso condivide momenti con la sua famiglia, in particolare con la figlia Mirta.

Giorgia Meloni, "La pasionaria" - Sui social dà un colpo al cerchio e uno alla botte: il 38% delle volte attacca (principalmente chiunque faccia iniziative o proposte a favore degli immigrati); il 36% parla del suo programma, cavalcando il suo slogan di battaglia «Prima gli Italiani». Il livello di audience su Facebook e Twitter è simile, ma il suo mezzo di comunicazione preferito è la sua Fan Page, dove a gennaio ha postato 152 messaggi a fronte di 21 tweet. Considerevole il discorso sui valori (11,3%), in cui mette costantemente al centro l'italianità e la sua difesa, non solo attraverso le sue proposte politiche, ma anche attraverso il commento dell'attualità e di ricorrenze storiche.

Pietro Grasso, "L'istituzionale" - È certamente il politico che ha la comunicazione più istituzionale, basata sulle idee programmatiche (56,25%), sui valori (28,13%) e sugli slogan (12,50%), con un tono pacato, che dà grande risalto alla forza costruttiva e non distruttiva della politica e al ruolo delle Istituzioni. È lui stesso a definirsi infatti «Uomo delle istituzioni». Parla di legalità ed è l'unico che usa la parola «giovani», focalizzando il discorso sulle loro problematiche e su possibili soluzioni, sul valore dell'istruzione, del lavoro, della squadra e della responsabilità. Tra tutti è quello che ha il più alto tasso di engagement con la propria audience, che si concentra maggiormente su Twitter (599.190), il mezzo preferito dal leader anche per comunicare. L'antagonismo verso gli avversari politici gioca un ruolo marginale nella sua comunicazione social (3,13%). Quando lo fa, non colpisce un avversario specifico, ma il diverso modo di fare campagna elettorale delle altre forze politiche. 


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venerdì 26 gennaio 2018

Domani Convenzione "TOGETHER Per un'Europa federale. Il ruolo e le responsibilità dell'Italia in Europa" a ROMA

27 Gennaio 2018

CONVENZIONE PER UN'EUROPA FEDERALE
IL RUOLO E LE RESPONSABILITA' DELL'ITALIA

Centro Congressi Roma Eventi, Piazza di Spagna  - Via Alibert 5 A, Roma


Domani, sabato 27 gennaio, si terrà  a Roma, presso la Sala Congressi Roma Eventi di Piazza di Spagna, una Convenzione dal titolo Per un'Europa federale - Il ruolo e le responsabilità dell'Italia, organizzata dal Movimento federalista europeo in collaborazione con la Gioventù federalista europea, l'Unione europea dei federalisti e il Gruppo Spinelli, con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

I lavori saranno articolati in due sessioni. La prima, cui sono state invitate le forze politiche europeiste, è sul tema "Rilanciarre l'Europa: Sovrana, Democratica, Federale" e prevede gli interventi degli esponenti del Gruppo Spinelli Elmar Brok Co-Presidente dei Parlamentari europei del Gruppo Spinelli e Presidente dell'Unione Europea dei Federalisti, Mercedes Bresso, Board del Gruppo Spinelli, Parlamentare Europeo e Andrew Duff, Presidente del Gruppo Spinelli, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi, del Presidente europeo del Council delle città e delle regioni europee Stefano Bonaccini e di esponenti sia del centrosinistra che del centrodestra - tra cui Piero Fassino, Benedetto Della Vedova, Gaetano Quagliariello, Stefano Parisi, PierFerdinando Casini. Nella seconda sessione "Un bilancio dell'Eurozona per politiche europee, per l'economia, l'industria, il lavoro, l'ambiente , il welfare" si confronteranno invece le forze economiche e sociali. Tra gli esponenti di queste ultime ci sarà anche il Segretario generale della UIL Carmelo Barbagallo.

Lo scopo di questo evento, che si colloca proprio all'avvio della campagna elettorale, è innanzitutto quello di far emergere il tema europeo come centrale nel confronto tra le forze politiche. L'Europa infatti è la dimensione indispensabile per il futuro del nostro paese. 

Come ricorda il Presidente Macron, non solo perché oggi è la nostra unica possibilità per tornare ad essere realmente sovrani, cioè capaci di difendere i nostri valori e i nostri interessi nel mondo; ma anche perché è indispensabile rafforzarla dotandola degli strumenti politici e delle risorse che le permettano di fare le politiche necessarie in campo economico e nel campo della politica estera e della sicurezza.

Ora che la Francia ha avanzato proposte chiare e coraggiose in questo senso, e che la Germania si prepara a rispondere, è evidente che la posizione e il ruolo dell'Italia saranno decisive, per il paese e per l'Europa.

Per questo, in vista delle imminenti elezioni politiche nazionali, il Movimento Federalista Europeo ritiene indispensabile che le forze, sia politiche che economiche e sociali, riconoscano la centralità di questa sfida e si schierino con fermezza a sostegno del progetto di un'Europa federale.


Roma, 26 gennaio 2018
Movimento Federalista Europeo
Presidenza nazionale: Via Poloni, 9 – 37122 VERONA,
tel. (+39) 045.8032194 – fax. (+39) 045. 8032194
Segreteria nazionale: Via Villa Glori, 8 – 27100 PAVIA,
tel. (+39) 0382.530045 – fax. (+39) 0382.578875
  • Sito Web: www.mfe.it
  • Facebook: www.facebook/MovimentoFederalistaEuropeo
  • Email: mfe@mfe.it​



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lunedì 6 novembre 2017

Grande riconoscimento per il Forum Nazionale del Terzo Settore: riconosciuta l’autonoma soggettività politica. - CorrieredelWeb.it




Risultati immagini per Forum Nazionale del Terzo Settore

Roma 6 novembre, 2017 – Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto nei giorni scorsi che il Forum Nazionale del Terzo Settore, a conclusione della procedura di avviso pubblico per l’attuazione degli articoli 59 e 64 del Codice del Terzo Settore, risulta essere l’associazione di enti del Terzo settore maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale, in ragione del numero degli enti aderenti. 

Il Codice prevede, tra le altre cose, che l’organismo maggiormente rappresentativo possa indicare direttamente una propria rappresentanza per il Consiglio nazionale del Terzo settore.

“Si tratta di un momento importante per il Terzo settore italiano – dichiara la Portavoce del Forum Claudia Fiaschi – che per la prima volta esprime una rappresentanza autonoma all’interno di un organo istituzionale. E siamo molto soddisfatti per questo riconoscimento che segna un passaggio culturale ed un rilevante risultato politico e che realizza pienamente il principio di sussidiarietà, introdotto dall’articolo 118 della nostra Costituzione.”


“Da vent’anni il Forum si impegna perché venga riconosciuto il suo ruolo di rappresentanza unitaria di tutto il Terzo settore – conclude la Portavoce – . Il nostro auspicio è che questo riconoscimento rafforzi l’autonoma soggettività politica del nostro mondo e serva a costruire relazioni positive con le istituzioni pubbliche nazionali e locali sui tanti temi di iniziativa in cui sono impegnate, ogni giorno, le organizzazioni del Terzo settore italiano.”



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venerdì 13 aprile 2012

Gelmini, PdL: incoraggiare le imprese ad assumere. Obiettivo è crescere

Mariastella Gelmini, deputato PdL, interviene a margine dell’incontro tra rappresentanti degli imprenditori e PdL: «Deve cadere il pregiudizio negativo nei confronti delle imprese e la presunzione di illegittimità dei contratti a termine. Gli imprenditori devono essere incoraggiati ad assumere non costretti a licenziare. La direzione va corretta l'obiettivo è crescere, crescere, crescere ».
Roma, 12 apr. – «Dall’incontro con le rappresentanze datoriali, alla presenza del segretario Alfano e con il coordinamento di Renato Brunetta, emerge la forte preoccupazione per l’aumento del costo del lavoro e l’irrigidimento burocratico delle forme contrattuali». Lo ha dichiarato in una nota l’on. Mariastella Gelmini, PdL.
«Deve cadere il pregiudizio negativo – ha aggiunto – nei confronti delle imprese e la presunzione di illegittimità dei contratti a termine. Gli imprenditori devono essere incoraggiati ad assumere non costretti a licenziare. La direzione va corretta l'obiettivo è crescere, crescere, crescere».
Mariastella Gelmini, è deputato del PdL. Inizia la propria carriera politica nel 1998, quando è prima tra gli eletti al Comune di Desenzano del Garda, per Forza Italia. Dal 2002 diviene Assessore al Territorio della Provincia di Brescia e dal 2004 all'Agricoltura. Nel 2005 è consigliere regionale della Lombardia e coordinatrice regionale di Forza Italia. Deputato nel 2006 e nel 2008 (Lombardia II), è stata Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel Governo Berlusconi IV (8 maggio 2008-16 novembre 2011).
Nell’attuale legislatura, è componente della X Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati.

sabato 25 giugno 2011

Solo 22 parlamentari disposti a rinunciare al vitalizio.


Solo 22 parlamentari erano disposti a rinunciare al vitalizio. Ben 498 hanno votato no.

E la notizia non ha fatto neanche tanto "notizia".

Dovrebbe sembrarci incredibile, indignarci. O pensiamo che se fossimo stati in Parlamento, anche noi avremmo pensato solo ai nostri interessi personali?

Ogni anno si stima che paghiamo 150 milioni di euro per la casta politica.
Sono tanti, troppi.
Questo non è populismo.
E' semplice buon senso.



Nè a destra, nè a sinistra e senza qualunquismi.

Se questo è il costo per un Parlamento che, oltretutto non riesce a legiferare, è ora che ci indignamo anche noi.

Ma soprattutto serve da parte di ciascuno di noi un maggiore impegno civico e responsabilità personale per costruire un nuovo e vero senso della cosa pubblica.

Rimbocchiamoci le maniche.
Il nostro Paese può essere sistemato, se la spinta parte dalla base della piramide.


Andrea Pietrarota del CorrieredelWeb


mercoledì 25 agosto 2010

Elezioni: perche' non voto piu'.

Due miei cari amici hanno condiviso sulla pagina Facebook del CorrieredelWeb, la loro disillusione sull'utilità di votare alle prossime.. "minacciate" elezioni.. quasi oramai fosse una colpa di noi cittadini..
Ho quindi piacere di condividere il mio pensiero in proposito con tutti. Molto ben accolti i pareri contrari.

Ma quale opposizione, questi mangiano tutti insieme e ci portano x il c**o !!!
    • CorrieredelWeb Di Andrea Pietrarota
      Io non mi presento più da due elezioni.
      voti bianchi o nulli non vengono più classificati come astenuti o voti di protesta..ma vanno assurdamente conteggiati nel premio di maggioranza.
      quindi se non si vuole votare per "nessuno dei suddetti...", l'unica è non ritirare la scheda.
      Sennò è come dire.. "fate voi, io sto col vincitore".
      In teoria di potrebbe anche andare all'urna presentarsi e far verbalizzare tale atto. Ma a che scopo? Poi c'è il rischio che votano al tuo posto.
      Non sono fiero della mia scelta del non voto. Votare è un diritto/dovere.. ma se la legge elettorale ha svilito la volontà popolare, che mi esprimo a fare?
      Non mi esprimo. E mi tolgo da solo il diritto di lamentarmi.
      Un non voto che arrivasse a quasi la metà dei cittadini potrebbe avere un duro significato politico.
      Ma visto il caratere da sudditi di di noi italiani che ci ricordiamo di essere cittadini solo quando esigiamo i nostri diritti, e siamo bravi contribuenti solo se costretti (altrimenti tutti ci arrangiamo come è possibile, anche per aver uno sconticino su un acquisto non chiediamo lo scontrino).. le derive populiste sono molto pericolose.
      Abbiamo già avuto una dittatura.
      Per me la parola ha un significato intrinsecamente negativo.
      Anche se pure la democrazia è l'espressione solo della maggioranza.
      E in Italia.. in effetti già dal referendum tra monarchia e repubblica.. ancora non si sa chiaramente quale fosse la maggioranza.

      In conclusione credo solo all'impegno civico, personale, quotidiano. La responsabilità singolare per il Bene comune in ogni piccolo gesto. E provo con coerenza verso me stesso a vivere con questi principi. Andrea

venerdì 17 luglio 2009

Da Berlusconi a Obama, un dono dal design italiano

Regalato al Presidente americano un tavolo di cristallo di Gallovich raffigurante la bandiera statunitense. Fara' parte dell'arredo della Casa Bianca.

Milano, 16 luglio 2009. Il Presidente Obama avra' un motivo in piu' per ricordarsi, in modo particolare, del G8 de L'Aquila, ma anche del design italiano.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, infatti, gli ha fatto un dono davvero speciale: un prezioso tavolo, realizzato interamente in cristallo ed in unico esemplare, raffigurante la bandiera americana.

Il pezzo, che fara' bella mostra di se' alla Casa Bianca, era stato collocato nella Sala Meeting dell'appartamento privato del Presidente Obama durante il suo soggiorno al Vertice.

Il tavolo, ideato e progettato dal giovane designer Guido Gallovich, rappresenta una scrivania ottenuta dalla stratificazione di tre distinte lastre di cristallo temperato, in ciascuna delle quali e' inserito uno dei tre colori della bandiera statunitense. La lavorazione conferisce all'immagine un suggestivo effetto tridimensionale ed e' arricchita dal nome del Presidente USA inciso con polvere d'oro.

L'opera di Gallovich, oltre ad essere una concreta dimostrazione della creativita' e straordinaria perizia nella lavorazione dei materiali, che contraddistinguono il made in Italy nel mondo, e' anche una testimonianza dell'industria italiana dell'arredo e dell'appuntamento fieristico clou, che ogni anno riunisce a Fiera Milano architetti, designer, aziende e studenti di tutto il mondo: il Salone Internazionale del Mobile.

Il tavolo donato al Presidente Obama, infatti, si ispira alla collezione FLAG TABLE, presentata da Gallovich al Salone dello scorso aprile. In onore dell'evento, i FLAG TABLES mod. USA, saranno prodotti in una serie limitata di soli 10 pezzi, alcuni dei quali verranno battuti all'asta sia in Italia che negli States e il ricavato andra' a beneficio della popolazione de L'Aquila.

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sabato 17 gennaio 2009

Roma: guerra allo sballo, Alemanno ci prova. Ma basteranno le restrizioni?

Guerra allo sballo, Alemanno ci prova. Ma basteranno le restrizioni?

Garantire la sicurezza nel centro storico di Roma, soprattutto nelle ore notturne, è diventata una questione sempre più urgente. Tra risse, accoltellamenti, palloni che volano in aria e lanci di bottiglie del "triangolo delle sbronze" (Campo dei fiori, Piazza Navona e Piazza Trilussa nella vicina Trastevere) si torna a parlare ogni volta quando è "emergenza" e così tra un'ordinanza anti vetro e l'altra nei periodi più "caldi" (nel senso climatico del termine ma anche a livello di rischio disordini) il problema viene rimandato all'infinito.
Questa volta Campidoglio e Prefettura sembrano fare sul serio: divieto di vendere alcolici da asporto dopo le 21 e di somministrarli alla clientela a partire dalle 2, aumento della videosorveglianza e dell'illuminazione pubblica, controlli fiscali e delle licenze di circoli privati e associazioni culturali, utilizzo massiccio dell'etilometro nelle strade frequentate dal "popolo dello sballo".
Il nuovo pacchetto sicurezza, arriva come al solito, dopo che la frittata si è rotta: lo stupro di una ragazza al maxi-veglione di Capodanno alla Fiera di Roma, l'accoltellamento di un turista americano fuori da un pub e il pestaggio di tre minorenni da parte di una banda di bulli a Campo de' Fiori.
Per ora i primi a dover subire le conseguenze del giro di vite messo in atto dal Comune, non saranno i tanti teppistelli che popolano il centro durante la notte facendosi guidare dai vapori dell'alcool ma gran parte dei gestori dei pubblici esercizi della zona che già dal prossimo weekend, non potranno vendere alcolici dopo le 21; idem supermercati e le pizzerie al taglio del centro storico.
Sette sono già "osservati speciali" che rischiano multe fino a 5mila euro.
Qualcosa si muove dicevamo. I presidi della polizia per esempio non saranno fissi, ma con pattuglie in movimento anche tra le strette viuzze della movida romana, anzi, fra i provvedimenti c'è proprio la chiusura degli archi delle mura romane e degli acquedotti perché "anfratti dove di notte si spaccia e si consuma droga".
Gli etilometri poi "accompagneranno" il rientro di chi si muove in macchina: da piazza Trilussa, al lungotevere (soprattutto quello dei Tebaldi), attorno a Campo de' Fiori, all'uscita da via dei Pettinari, in via Nazionale, a via del Tritone, e a Monte de' Cocci, a Testaccio. E poi a Trastevere, San Lorenzo e Ponte Milvio.
Da lunedì partirà la mappatura per aumentare la videosorveglianza e si studieranno interventi per una maggiore illuminazione pubblica nelle aree a rischio, lì dove ora non c'è o non ancora sufficiente. Campidoglio e Prefettura questa volta fanno sul serio e già pensano di estendere i divieti non solo nel week end.
Insomma "divertimento sì, ma secondo regole e autocontrollo per contrastare la cultura dello sballo" sintetizza Alemanno. Ma allora ci chiediamo, basta vietare ai commercianti di vendere bevande in bottiglie di vetro o aumentare a dismisura gli occhi elettronici delle telecamere ai quattro angoli delle piazze per fermare teppisti e ubriachi?
Non sarebbe più facile isolare quei dieci idioti di turno e lasciare che la stragrande maggioranza dei ragazzi e turisti si godano le bellissime piazze e vicoletti del centro senza avere la sensazione di trovarsi in una città sotto assedio?
Non è certamente militarizzando le zone "calde" della movida romana per periodi brevi legati al "casus" o colpendo chi lavora che il centro potrà riacquistare quel decoro e sicurezza invocati da anni.
Intanto loro, i bravi ragazzi della settimana ma teppisti del sabato sera, continuano indisturbati a fare il loro comodo ogni week end a suon di "violence" (il gioco del pallone sparato in aria) e di "vaffa" alle forze dell'ordine. Tanto una bottiglia si può sempre portare da casa o comprarla ai chioschetti a quattro ruote che circondano le notti romane.

Daniele Memola

link:www.opinione.it




giovedì 8 gennaio 2009

Gas: Realacci (PD): Per ora tranquilli, ma il governo faccia ciò che serve al paese

Gas

Realacci (PD): "Per ora siamo tranquilli, ma adesso il governo faccia ciò che serve al paese"

"E' vero che abbiamo avuto una riduzione dei consumi, ed è vero che abbiamo rispetto alla precedente emergenza degli stoccaggi superiori, dunque penso che il ministro Scajola abbia buone ragioni, anche se è intollerabile il modo che ha la Russia di utilizzare politicamente l'arma del gas. Visto che Berlusconi vanta i suoi buoni rapporti con Putin, sarebbe il caso di vedere se questo è vero." A dirlo è Ermete Realacci, ministro ombra dell'ambiente del Partito Democratico, nel corso di un'intervista a Econews, commentando le rassicurazioni di Claudio Scajola sulle nostre forniture di gas.

"Questa è un'occasione in più per affrontare con serietà questo problema. Da un lato c'è la necessità di avere forniture di gas più diversificate e più abbondanti. Serve avere anche un numero di rigassificatori tale da mettere in sicurezza l'Italia sia rispetto ai rifornimenti sia rispetto ai prezzi, potendo approvvigionarsi in aree politiche e in paesi diversi in giro per il mondo."

"L'altra priorità", prosegue Realacci, "è quella di utilizzare questo campanello d'allarme per avviare politiche energetiche intelligenti: d'inverno il gas si usa soprattutto per il riscaldamento, e da questo punto di vista il nostro paese ha un enorme spazio per consumare meglio l'energia. Se avviassimo una seria politica di contenimento dei consumi otterremmo un effetto in vari campi. Su questo c'è un banco di prova per il governo, che nel decreto anticrisi ha compiuto una scelta sbagliatissima, ovvero ha sterilizzato una misura di grandissima efficacia, quel 55% di detrazioni fiscali previste per famiglie e imprese che riducevano i propri consumi energetici. Il ministro Prestigiacomo ha detto di muoversi nella direzione del ripristino di questa misura. In queste ore si decide, vedremo se il governo parla con lingua biforcuta o ha capito cosa serve all'Italia."

Sul rilancio del nucleare, Realacci dice: "Il ministro Scajola dall'inizio della legislatura continua a usare come propaganda il rilancio del nucleare, ha riempito paginate di giornali e decine di servizi televisivi. In realtà il rilancio del nucleare era già debole prima, e se avverrà sarà alla fine del prossimo decennio, e in più ha molte controindicazioni che si sono aggravate nell'ultimo periodo. Il prezzo del petrolio più basso e la crisi della finanza globale, tenendo conto che le centrali nucleari richiedono enormi investimenti, e quindi piani finanziari complessi, rendono quella prospettiva difficile e ancora meno conveniente. Anziché affrontare ipotesi improbabili, è bene fare da subito ciò che serve al paese."

lunedì 5 gennaio 2009

Scajola: inflazione in calo, sollievo per le famiglie

Inflazione: Scajola, dal calo dell'inflazione sollievo per i bilanci
delle famiglie


Roma, 5 gennaio 2009. "Il nuovo calo dell'inflazione al 2,2 in dicembre, rispetto al 2,7 di novembre e il 3,5 di ottobre, rappresenta un indubbio sollievo ai bilanci delle famiglie, pur in un quadro di preoccupazione per il rallentamento dell'economia globale. Alla decisa riduzione dei prezzi dei prodotti energetici, e delle bollette di luce e gas, ribassi che proseguiranno anche nei prossimi mesi, comincia a sommarsi anche una riduzione della dinamica dei prezzi alimentari, come dimostrano le variazioni congiunturali di pane e pasta che, per la prima volta nell'anno, hanno il segno negativo.
Questo conferma che nel 2009 le famiglie spenderanno meno rispetto ai picchi del 2008 e potranno quindi mantenere il proprio stile di vita e di consumo, come sta del resto già avvenendo in queste settimane, con la tenuta dei consumi natalizi e con il buon andamento del turismo."
Lo ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, commentando i dati Istat sui prezzi al consumo di dicembre. "Bisogna ora ­ ha proseguito il Ministro - accentuare gli sforzi per arginare la recessione e sostenere la crescita economica e l'occupazione: il calo dell'inflazione in tutta Europa pone da questo punto di vista le premesse per una nuova significativa riduzione dei tassi d'interesse, fattore fondamentale per sostenere il sistema produttivo e il commercio."
"Il governo ­ ha concluso il Ministro - con il decreto anti-crisi e con lo sblocco di 16,6 miliardi per le infrastrutture, deciso dalla riunione del Cipe di dicembre, ha adottato un ampio ventaglio di misure per sostenere le famiglie, le imprese e i lavoratori a rischio occupazionale, misure a cui si aggiungeranno lo sblocco degli investimenti per l'innovazione tecnologica, l'ambiente, la sicurezza, la banda larga, l'edilizia scolastica, carceraria e sanitaria, i beni
culturali."

lunedì 1 dicembre 2008

Assolterm: "A rischio le aziende italiane del solare termico"



Pacchetto anticrisi manda in crisi il settore delle rinnovabili.
Il presidente di Assolterm: "A rischio le aziende italiane del solare termico"


Con il decreto legge 185/2008 (art. 29) approvato venerdì 28 novembre dal Governo, entra in crisi il settore delle rinnovabili. Diventa più difficile usufruire dello sconto del 55% su Irpef e Iras per gli interventi di riqualificazione energetica.

Ad un più complicato iter burocratico per accedere agli sgravi, si aggiunge anche il problema della copertura economica: i privati e le imprese intenzionati a chiedere il bonus dovranno sbrigarsi a presentare la propria domanda perché la possibilità della sgravo è legata alla copertura economica messa in campo dal governo.

Per le agevolazioni sugli interventi energetici sono stati stanziati 82,7 milioni di euro per il 2008; 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010. Una volta terminati i fondi non sarà più possibile accogliere le domande dei cittadini e delle imprese.

L'agenzia delle Entrate esaminerà le domande in base all'ordine cronologico di invio e comunicherà entro 30 giorni l'esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento «l'assenso si intende non fornito» e il cittadino non potrà usufruire della detrazione.

Secondo il presidente di Assolterm, Sergio D'Alessandris, "questo pacchetto anticrisi del governo avrà l'effetto contrario e aprirà una grossa crisi per le aziende italiane del solare termico ".

Nello specifico si pone il rischio che gli acquirenti di impianti solari termici, a cui sono stati garantiti dai venditori gli sgravi secondo legge; si vedano negare per l'attuale decreto, le agevolazione promesse. Ci potremo trovare, quindi, di fronte ad una possibile rivalsa da parte dell'acquirente per la mancata agevolazione garantita. Eventualità questa che metterebbe in serio pericolo le aziende del settore.

Altro punto che riteniamo ambiguo, oltre alla reale adeguatezza di copertura economica per le richieste di sgravio, è la strana formula del "silenzio dissenso": l'agenzia dell'entrate, che vaglierà e giudicherà le richieste, ha a disposizione 30 giorni per comunicare l'accettazione delle richieste, richieste vagliate in base all'ordine cronologico di invio. La mancata comunicazione da parte dell'agenzia dell'entrate significa automaticamente la bocciatura della richiesta senza possibilità di appello o di spiegazioni in proposito.

Il presidente D'Alessandris sottolinea inoltre la contraddizione insita in questo piano del governo che va controcorrente rispetto a tutti i piani d'azione ambientali/energetici promossi dall'unione europea, primo fra tutti l'obbiettivo 20 20 20.

Un piano che si definisce anticrisi nella realtà si ribalta in un piano di crisi per le aziende delle rinnovabili e per le famiglie. Assolterm comunque confida in una apertura da parte della politica, per sciogliere al meglio le ambiguità presenti nel decreto.



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Responsabile Comunicazione: Bartolo Scifo
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mercoledì 29 ottobre 2008

Divismo in camicia nera: l’uso politico dell’immagine nel caso di Primo Carnera

Giovedì 30 ottobre alle ore 11, presso la sede goriziana
dell'Università degli Studi di Udine sita in via Diaz n° 5, si terrà
l'incontro "L'uso politico dell'immagine - il caso di Primo Carnera".

Sergio Vicini, autore del libro "Le stelle del Duce", illustrerà il
ruolo decisivo delle stelle del cinema e dello sport nella costruzione
del consenso durante il regime fascista, con particolare riferimento
al grande pugile Primo Carnera.

Interverrà nel dibattito anche Alberto Francescut, corrispondente
della Gazzetta dello Sport e redattore del settimanale Il Popolo di
Pordenone, nonché coautore, con Marco Sartini, del libro "Con i pugni
e con il cuore - Primo Carnera oltre le corde del ring". L'incontro
vedrà inoltre la partecipazione straordinaria, in qualità di
testimonial d'eccezione proveniente dal mondo del pugilato, del peso
massimo goriziano Paolo Vidoz.

Al centro della discussione sarà il modo in cui Mussolini colse
appieno il valore propagandistico del fenomeno del divismo (ovvero
l'adorazione di massa dei personaggi più famosi) sorto in Italia negli
anni Trenta, ed utilizzò le stelle del cinema e dello sport di allora
come simboli viventi della superiorità della razza italica e della
grandezza del Fascismo. Attori e atleti, come Primo Carnera,
diventarono così i campioni dell'Italia mussoliniana e,
indipendentemente dalle posizioni politiche personali, si unirono
strettamente al Regime: lo sostennero, lo abbellirono, lo
mistificarono; funzionarono da specchi che restituivano un'immagine
costruita a tavolino, eppure, proprio per questo, densa di significati
nascosti.

La scelta di Sergio Vicini di illustrare uno degli ingranaggi
essenziali della macchina totalitaria di Benito Mussolini, il divismo
in camicia nera, tramite il caso del pugile di Sequals (PN) non è
casuale. Nel corso dell'incontro, infatti, l'autore fornirà
rivelazioni esclusive sul rapporto che legava Carnera al Regime,
ricavate dall'analisi da lui condotta sui documenti originali
dell'archivio del Duce. Il caso Carnera offrirà infine lo spunto per
comparare l'era della propaganda fascista con i meccanismi di
promozione e pubblicità odierni che contemplano l'uso dei testimonial.

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