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Milano, 16 luglio 2009. Il Presidente Obama avra' un motivo in piu' per ricordarsi, in modo particolare, del G8 de L'Aquila, ma anche del design italiano.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, infatti, gli ha fatto un dono davvero speciale: un prezioso tavolo, realizzato interamente in cristallo ed in unico esemplare, raffigurante la bandiera americana.
Il pezzo, che fara' bella mostra di se' alla Casa Bianca, era stato collocato nella Sala Meeting dell'appartamento privato del Presidente Obama durante il suo soggiorno al Vertice.
Il tavolo, ideato e progettato dal giovane designer Guido Gallovich, rappresenta una scrivania ottenuta dalla stratificazione di tre distinte lastre di cristallo temperato, in ciascuna delle quali e' inserito uno dei tre colori della bandiera statunitense. La lavorazione conferisce all'immagine un suggestivo effetto tridimensionale ed e' arricchita dal nome del Presidente USA inciso con polvere d'oro.
L'opera di Gallovich, oltre ad essere una concreta dimostrazione della creativita' e straordinaria perizia nella lavorazione dei materiali, che contraddistinguono il made in Italy nel mondo, e' anche una testimonianza dell'industria italiana dell'arredo e dell'appuntamento fieristico clou, che ogni anno riunisce a Fiera Milano architetti, designer, aziende e studenti di tutto il mondo: il Salone Internazionale del Mobile.
Il tavolo donato al Presidente Obama, infatti, si ispira alla collezione FLAG TABLE, presentata da Gallovich al Salone dello scorso aprile. In onore dell'evento, i FLAG TABLES mod. USA, saranno prodotti in una serie limitata di soli 10 pezzi, alcuni dei quali verranno battuti all'asta sia in Italia che negli States e il ricavato andra' a beneficio della popolazione de L'Aquila.
Diffuso da:Gas
Realacci (PD): "Per ora siamo tranquilli, ma adesso il governo faccia ciò che serve al paese"
"E' vero che abbiamo avuto una riduzione dei consumi, ed è vero che abbiamo rispetto alla precedente emergenza degli stoccaggi superiori, dunque penso che il ministro Scajola abbia buone ragioni, anche se è intollerabile il modo che ha la Russia di utilizzare politicamente l'arma del gas. Visto che Berlusconi vanta i suoi buoni rapporti con Putin, sarebbe il caso di vedere se questo è vero." A dirlo è Ermete Realacci, ministro ombra dell'ambiente del Partito Democratico, nel corso di un'intervista a Econews, commentando le rassicurazioni di Claudio Scajola sulle nostre forniture di gas.
"Questa è un'occasione in più per affrontare con serietà questo problema. Da un lato c'è la necessità di avere forniture di gas più diversificate e più abbondanti. Serve avere anche un numero di rigassificatori tale da mettere in sicurezza l'Italia sia rispetto ai rifornimenti sia rispetto ai prezzi, potendo approvvigionarsi in aree politiche e in paesi diversi in giro per il mondo."
"L'altra priorità", prosegue Realacci, "è quella di utilizzare questo campanello d'allarme per avviare politiche energetiche intelligenti: d'inverno il gas si usa soprattutto per il riscaldamento, e da questo punto di vista il nostro paese ha un enorme spazio per consumare meglio l'energia. Se avviassimo una seria politica di contenimento dei consumi otterremmo un effetto in vari campi. Su questo c'è un banco di prova per il governo, che nel decreto anticrisi ha compiuto una scelta sbagliatissima, ovvero ha sterilizzato una misura di grandissima efficacia, quel 55% di detrazioni fiscali previste per famiglie e imprese che riducevano i propri consumi energetici. Il ministro Prestigiacomo ha detto di muoversi nella direzione del ripristino di questa misura. In queste ore si decide, vedremo se il governo parla con lingua biforcuta o ha capito cosa serve all'Italia."
Sul rilancio del nucleare, Realacci dice: "Il ministro Scajola dall'inizio della legislatura continua a usare come propaganda il rilancio del nucleare, ha riempito paginate di giornali e decine di servizi televisivi. In realtà il rilancio del nucleare era già debole prima, e se avverrà sarà alla fine del prossimo decennio, e in più ha molte controindicazioni che si sono aggravate nell'ultimo periodo. Il prezzo del petrolio più basso e la crisi della finanza globale, tenendo conto che le centrali nucleari richiedono enormi investimenti, e quindi piani finanziari complessi, rendono quella prospettiva difficile e ancora meno conveniente. Anziché affrontare ipotesi improbabili, è bene fare da subito ciò che serve al paese."
Roma, 5 gennaio 2009. "Il nuovo calo dell'inflazione al 2,2 in dicembre, rispetto al 2,7 di novembre e il 3,5 di ottobre, rappresenta un indubbio sollievo ai bilanci delle famiglie, pur in un quadro di preoccupazione per il rallentamento dell'economia globale. Alla decisa riduzione dei prezzi dei prodotti energetici, e delle bollette di luce e gas, ribassi che proseguiranno anche nei prossimi mesi, comincia a sommarsi anche una riduzione della dinamica dei prezzi alimentari, come dimostrano le variazioni congiunturali di pane e pasta che, per la prima volta nell'anno, hanno il segno negativo.
Questo conferma che nel 2009 le famiglie spenderanno meno rispetto ai picchi del 2008 e potranno quindi mantenere il proprio stile di vita e di consumo, come sta del resto già avvenendo in queste settimane, con la tenuta dei consumi natalizi e con il buon andamento del turismo."
Lo ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, commentando i dati Istat sui prezzi al consumo di dicembre. "Bisogna ora ha proseguito il Ministro - accentuare gli sforzi per arginare la recessione e sostenere la crescita economica e l'occupazione: il calo dell'inflazione in tutta Europa pone da questo punto di vista le premesse per una nuova significativa riduzione dei tassi d'interesse, fattore fondamentale per sostenere il sistema produttivo e il commercio."
"Il governo ha concluso il Ministro - con il decreto anti-crisi e con lo sblocco di 16,6 miliardi per le infrastrutture, deciso dalla riunione del Cipe di dicembre, ha adottato un ampio ventaglio di misure per sostenere le famiglie, le imprese e i lavoratori a rischio occupazionale, misure a cui si aggiungeranno lo sblocco degli investimenti per l'innovazione tecnologica, l'ambiente, la sicurezza, la banda larga, l'edilizia scolastica, carceraria e sanitaria, i beni
culturali."
Sergio Vicini, autore del libro "Le stelle del Duce", illustrerà il
ruolo decisivo delle stelle del cinema e dello sport nella costruzione
del consenso durante il regime fascista, con particolare riferimento
al grande pugile Primo Carnera.
Interverrà nel dibattito anche Alberto Francescut, corrispondente
della Gazzetta dello Sport e redattore del settimanale Il Popolo di
Pordenone, nonché coautore, con Marco Sartini, del libro "Con i pugni
e con il cuore - Primo Carnera oltre le corde del ring". L'incontro
vedrà inoltre la partecipazione straordinaria, in qualità di
testimonial d'eccezione proveniente dal mondo del pugilato, del peso
massimo goriziano Paolo Vidoz.
Al centro della discussione sarà il modo in cui Mussolini colse
appieno il valore propagandistico del fenomeno del divismo (ovvero
l'adorazione di massa dei personaggi più famosi) sorto in Italia negli
anni Trenta, ed utilizzò le stelle del cinema e dello sport di allora
come simboli viventi della superiorità della razza italica e della
grandezza del Fascismo. Attori e atleti, come Primo Carnera,
diventarono così i campioni dell'Italia mussoliniana e,
indipendentemente dalle posizioni politiche personali, si unirono
strettamente al Regime: lo sostennero, lo abbellirono, lo
mistificarono; funzionarono da specchi che restituivano un'immagine
costruita a tavolino, eppure, proprio per questo, densa di significati
nascosti.
La scelta di Sergio Vicini di illustrare uno degli ingranaggi
essenziali della macchina totalitaria di Benito Mussolini, il divismo
in camicia nera, tramite il caso del pugile di Sequals (PN) non è
casuale. Nel corso dell'incontro, infatti, l'autore fornirà
rivelazioni esclusive sul rapporto che legava Carnera al Regime,
ricavate dall'analisi da lui condotta sui documenti originali
dell'archivio del Duce. Il caso Carnera offrirà infine lo spunto per
comparare l'era della propaganda fascista con i meccanismi di
promozione e pubblicità odierni che contemplano l'uso dei testimonial.
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voti bianchi o nulli non vengono più classificati come astenuti o voti di protesta..ma vanno assurdamente conteggiati nel premio di maggioranza.
quindi se non si vuole votare per "nessuno dei suddetti...", l'unica è non ritirare la scheda.
Sennò è come dire.. "fate voi, io sto col vincitore".
In teoria di potrebbe anche andare all'urna presentarsi e far verbalizzare tale atto. Ma a che scopo? Poi c'è il rischio che votano al tuo posto.
Non sono fiero della mia scelta del non voto. Votare è un diritto/dovere.. ma se la legge elettorale ha svilito la volontà popolare, che mi esprimo a fare?
Non mi esprimo. E mi tolgo da solo il diritto di lamentarmi.
Un non voto che arrivasse a quasi la metà dei cittadini potrebbe avere un duro significato politico.
Ma visto il caratere da sudditi di di noi italiani che ci ricordiamo di essere cittadini solo quando esigiamo i nostri diritti, e siamo bravi contribuenti solo se costretti (altrimenti tutti ci arrangiamo come è possibile, anche per aver uno sconticino su un acquisto non chiediamo lo scontrino).. le derive populiste sono molto pericolose.
Abbiamo già avuto una dittatura.
Per me la parola ha un significato intrinsecamente negativo.
Anche se pure la democrazia è l'espressione solo della maggioranza.
E in Italia.. in effetti già dal referendum tra monarchia e repubblica.. ancora non si sa chiaramente quale fosse la maggioranza.
In conclusione credo solo all'impegno civico, personale, quotidiano. La responsabilità singolare per il Bene comune in ogni piccolo gesto. E provo con coerenza verso me stesso a vivere con questi principi. Andrea