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giovedì 12 luglio 2018

La scienza è sottovalutata. A rivelarlo lo State of Science Index di 3M

La scienza è sottovalutata.

A rivelarlo lo State of Science Index di 3M.

 

La maggioranza della popolazione mondiale ha un atteggiamento estremamente positivo nei confronti della scienza. Tuttavia, sono ancora molte le persone inconsapevoli di come la scienza influisca nelle loro vite. E' questo quanto emerge dallo State of Science Index, una ricerca indipendente commissionata da 3M, azienda che traduce la scienza in soluzioni capaci di migliorare concretamente la vita di tutti i giorni, e condotta da Ipsos in 14 Paesi al mondo[1]. Lo studio esplora l'immagine della scienza a livello globale: agli intervistati è stato chiesto della loro percezione, conoscenza e apprezzamento della scienza, nonché delle loro aspettative sulla sua evoluzione in futuro.

 

Secondo i risultati dello State of Science Index, l'87% delle persone ritiene la scienza una tematica affascinante e la maggioranza preferirebbe andare a cena con Bill Gates piuttosto che con Taylor Swift. Tuttavia quasi il 40% degli intervistati crede che la propria vita di tutti i giorni non sarebbe molto diversa se la scienza non esistesse. La maggior parte delle persone (66%), infatti, non si sofferma a pensare all'impatto che la scienza ha sulla propria quotidianità. Di fatto, meno di un quarto degli intervistati afferma senza esitazioni che la scienza esercita un impatto positivo sulla società o sulla vita di tutti noi.

 

La scienza acquista più importanza, peso e apprezzamento quando vista da lontano, a un macro livello. È così che ne riconosciamo maggiormente gli effetti che ha sul mondo e la capacità di risolvere i problemi. Scopriamo, quindi, che la scienza non deve avere un impatto immediato o personale sulla vita quotidiana affinché le persone riescano a cogliere l'importanza che riveste per la società nel suo insieme. Tre intervistati su quattro credono infatti che la scienza possa contribuire a risolvere sfide globali quali la cura delle malattie (75%), l'accesso a fonti di energia rinnovabile (75%), l'approvvigionamento di acqua pulita (73%) e l'accesso a Internet (73%).

 

Viceversa, quando la scienza ci è più vicina in termini di impatto, tanto meno la apprezziamo. Tendiamo ad avere un atteggiamento di inconsapevolezza e indifferenza rispetto al ruolo e agli effetti della scienza nel quotidiano, ad esempio, in termini di sicurezza, praticità, comfort domestico, connettività, comunicazione, mobilità. È come se la scienza che viviamo nella nostra quotidianità fosse talmente diffusa da renderci insensibili alla sua presenza.

 

Un paradosso, questo, che diventa ancora più marcato se consideriamo che oltre metà della popolazione adulta (54%) non si pente di aver coltivato un percorso professionale in ambito non scientifico, anche se poi la stragrande maggioranza (82%) dichiara che incoraggerebbe i figli a perseguire una carriera in campo scientifico. Quest'ultimo dato indica che gli adulti di oggi stanno affidando l'impatto futuro della scienza alla generazione dei propri figli. In effetti, quando si parla di futuro, l'ottimismo regna sovrano: circa due terzi degli intervistati (66%) definiscono "entusiasmante" il futuro della scienza e il 62% crede che il meglio della scienza debba ancora venire.



[1] Il sondaggio è stato condotto nei seguenti Paesi: Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Giappone, Messico, Polonia, Arabia Saudita, Singapore, Sudafrica, Regno Unito, Stati Uniti, su ~1.000 intervistati per Paese, per un totale di 14.036 intervistati a livello globale.



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