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venerdì 9 marzo 2018

Immigrazione: un decalogo di Roma per salvare l'Europa e i suoi valori

Immigrazione: un decalogo per salvare l'Europa e i suoi valori

L'appello inviato a tutti i Capi di Stato e di Governo del continente


Roma, 9 marzo 2018 - Rimettere al centro l'Europa e i suoi valori per rispondere alle sfide geopolitiche e far fronte alle ondate migratorie, senza indulgere a populismi ed estremismi: questa la sfida proposta dai promotori del Decalogo di Roma ai Capi di Stato e di governo di tutti i Paesi del Continente europeo, dal Portogallo alla Russia, dall'Islanda a Malta.

L'iniziativa, partita in ottobre sia in Italia che Francia, con un primo appello di intellettuali ed esponenti della società civile, ha avuto successivi sviluppi nei due paesi fino a diventare una petizione popolare sui principi contenuti nel Decalogo di Roma;  un documento (che ha tra i suoi primi firmatari il deputato europeo Patricia Lalonde, il senatore onorario Yves Pozzo di Borgo, e il giornalista Arturo Diaconale e su cui sono state raccolte migliaia di firme) in cui si riaffermano in modo sintetico alcuni principi irrinunciabili e si propongono azioni concrete a salvaguardia di valori e identità della cultura occidentale europea.

Si tratta della prima petizione europea a cui seguiranno ulteriori iniziative in altri Paesi del Continente, in attesa che i Governi europei si pronuncino.

Il «Decalogo di Roma»
Noi sottoscritti consideriamo dovere dell'Europa come comunità di paesi e di cittadini, rilanciare e rafforzare i suoi valori fondativi. Nell'era della globalizzazione e delle grandi migrazioni – che consideriamo fenomeni inarrestabili - non è infatti possibile sopravvivere se quei paesi e quei cittadini non ritrovano la forza delle loro migliori tradizioni. Le civiltà e i popoli che investono e attraversano l'Europa nei nostri tempi sono spinti e motivati da potenti valori identitari.

Senza una reazione europea, fatta di consapevolezza e di orgoglio della propria storia, l'esito non può che essere quello dello spegnimento culturale del continente e in definitiva della sua assimilazione ai valori altrui. Non si tratta di invocare uno scontro di civiltà, ma di tornare a essere una civiltà senza per questo indulgere a populismi o a estremismi.

Per questo proponiamo un documento destinato a tratteggiare le basi di una rifondazione politica e culturale dell'Europa, non per contrapporla al resto del mondo ma per tenere fermo il suo posto nel mondo, perché quello è il nostro posto e non ne abbiamo né ne vogliamo un altro.

1.                  L'Europa affonda le sue radici a Gerusalemme, Atene e Roma. La sua linfa sono i valori della democrazia e del patrimonio di civiltà e religiosità del mondo giudaico-cristiano. Le radici europee sono state vivificate e rafforzate dall'innesto di laicità e libertà quali miglior lascito del secolo dei Lumi.

2.                  La conoscenza e il riconoscimento di questi valori, assieme a una preparazione di base di storia, educazione civica, geografia e cultura europea del paese di accoglienza sono alla fondazione di qualsiasi processo di integrazione.

3.                  La conoscenza di una lingua europea è richiesta per ogni persona che intraprenda percorsi di cittadinanza o di asilo. Lo studio e l'apprendimento della lingua specifica del paese di accoglienza è condizione necessaria al rinnovo di qualsiasi permesso individuale.

4.                  La scuola e ogni altro sistema educativo avranno in tal senso un ruolo primordiale. La loro organizzazione e struttura dovranno potere consentire al meglio le condizioni per affermare e diffondere i valori e le conoscenze di cui ai punti precedenti. Sarà scoraggiata la formazione di classi scolastiche dove gli alunni europei risultino in minoranza.

5.                  Il diritto di asilo deve essere legato specificamente alla situazione politica del paese di provenienza e al comprovato rischio di morte o imprigionamento per reati di opinione, appartenenza etnica o orientamento sessuale. In caso di emigrazione di carattere economico l'accoglienza regolare dovrà essere stabilità in base a quote nazionali e avrà un carattere transitorio.

6.                  La costruzione di nuove moschee sul territorio europeo dovrà essere sottoposta ad un principio di reciprocità nei paesi musulmani coinvolti nel loro finanziamento o nella loro gestione.

7.                  L'uso del burka, del niqab o di altre velature che nascono il viso deve essere proibito nei luoghi pubblici

8.                  L'assegnazione di un posto di lavoro a immigrati regolari sarà soggetta all'applicazione delle norme in vigore nel paese d'accoglienza.

9.                  L'assegnazione di un alloggio a immigrati regolari sarà soggetta all'applicazione delle norme in vigore nel paese d'accoglienza.

10.             La cittadinanza non appartiene alla sfera dei diritti ma a quella dei contratti. Può essere acquisita in base ad una scelta e a una decisione consapevole e attiva del richiedente e in base a regole certe ed evidenti del paese d'accoglienza. Nessun tipo di automatismo è dunque giustificabile.


Redazione del CorrieredelWeb.it

domenica 25 febbraio 2018

Cultura, innovazione sociale e sostenibilità. Fondazione Unipolis: al via la quinta edizione del bando culturability

450 mila euro per gli spazi rigenerati con il bando culturability di Fondazione Unipolis. 

La nuova edizione della call è aperta dal 22 febbraio al 20 aprile

Prende il via la quinta edizione del bando "culturability" promosso dalla Fondazione Unipolis: 450 mila euro per progetti culturali innovativi ad alto impatto sociale che rigenerano e danno nuova vita a spazi, edifici, ex siti industriali, abbandonati o sottoutilizzati. 

Cultura, innovazione e coesione sociale, collaborazione, sostenibilità, occupazione giovanile: questi gli ingredienti chiesti per riempire di creatività questi vuoti e restituirli alle comunità territoriali di riferimento.

Fino al 20 aprile organizzazioni no profit, cooperative r imprese culturali, team informali, composti in prevalenza da under 35, potranno candidare i propri progetti online sul sito www.culturability.org.
Fra le proposte pervenute, ne saranno selezionate 15 che avranno l'opportunità di partecipare a un percorso di formazione nei mesi di giugno e luglio. 

Tra queste, nel mese di settembre, una Commissione di Valutazione selezionerà i 6 progetti finalisti che riceveranno 50 mila euro ciascuno e continueranno l'attività di accompagnamento e mentoring. Gli altri 150 mila euro stanziati saranno utilizzati per realizzare le attività di formazione e accompagnamento per l'empowerment dei team, rimborsi spese per partecipare ai programmi di supporto.

Grazie alla collaborazione iniziata lo scorso anno, la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT mette a disposizione ulteriori risorse economiche che consentiranno di selezionare un sesto progetto tra i 15 finalisti. Il bando culturability  si avvale, inoltre, della partnership di Avanzi/Make a Cube³ e Fondazione Fitzcarraldo.

L'edizione 2018 del bando è stata presentata ieri, 22 febbraio, nel corso di un'iniziativa pubblica a Bologna. Sono intervenuti: Matteo Lepore – Assessore alla Cultura Comune di Bologna, Daniela Patti – Eutropian, Carlo Roccafiorita – fondatore di Periferica ed Evocava (uno dei progetti selezionati con "culturability" 2017), Pierluigi Stefanini – Presidente Gruppo Unipol e Fondazione Unipolis.

Nel suo intervento, l'assessore Lepore ha sottolineato come culturability rappresenti "un 'esperienza di vera politica territoriale".

Il presidente Stefanini ha messo in evidenza come "il bando culturability e i progetti che ha sostenuto e sostiene, siano la concreta dimostrazione di come la cultura possa diventare un fattore che contribuisce a creare benessere sociale", ed ha aggiunto: "è un bel modo di fare rete, di lavorare insieme, di collaborare. Indica una strada, un percorso che sollecita le istituzioni, a tutti i livelli, a promuovere politiche che aiutino e sostengano le iniziative culturali, soprattutto giovanili, come strumento di sviluppo innovativo, di integrazione e inclusione sociale".

Già negli scorsi anni, "culturability" ha riscontrato ottimi risultati di partecipazione, in termini di progetti aderenti e di qualità delle proposte, come dimostrato dai successi delle realtà sostenute che continuano i loro percorsi di sviluppo. Complessivamente, per le quattro edizioni Fondazione Unipolis ha investito un milione e 500 mila euro e oltre 2.770 sono stati i progetti partecipanti.


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sabato 18 novembre 2017

Cultura. Effettofestival 3. L'impatto di comunicazione dei festival di approfondimento culturale. Il caso Pistoia - Dialoghi sull'uomo 2017 (Milano, 18 novembre 2017)

I festival culturali fanno bene alle città che li ospitano. 
Non è più solo un'intuizione o una supposizione: ora lo dimostrano i risultati della ricerca Effettofestival 3. L'impatto di comunicazione dei festival di approfondimento culturale. Il caso Pistoia – Dialoghi sull'uomo 2017 realizzata dal prof. Guido Guerzoni dell'Università Bocconi di Milano per la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
È la prima volta che in Italia viene realizzata un'indagine per valutare il valore economico della ricaduta comunicazionale di un evento culturale. 
Guido Guerzoni ha utilizzato metodologie innovative, già sperimentate all'estero ma mai nel nostro paese, che permettono ai finanziatori pubblici e privati degli eventi culturali di comprendere a pieno il posizionamento reputazionale e il valore economico della copertura mediatica dei festival, così come l'impatto positivo che questa ha sulla promozione turistica del territorio che li ospita.
Guerzoni ha preso in esame in particolare l'VIII edizione del festival Pistoia – Dialoghi sull'uomo, ideato e diretto da Giulia Cogoli, promosso da Fondazione Caript e dal Comune di Pistoia. 
Cifre e numeri attestano che i benefici per il territorio pistoiese sono stati 4-5 volte più elevati del costo di produzione del festival. Pistoia è stata menzionata, con un consistente numero di immagini della città, nel 90% degli articoli o servizi radiotelevisivi usciti sulla manifestazione, dimostrando come Pistoia nel suo anno da Capitale Italiana della Cultura, abbia saputo con i Dialoghi sull'uomo, egregiamente valorizzarsi.
La ricerca è stata presentata, sabato 18 novembre 2017, a Palazzo Mezzanotte, in occasione del convegno Investire in titoli, nell'ambito di Bookcity Milano.






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mercoledì 1 novembre 2017

Santa Margherita main sponsor di TTozoi per il progetto Genius Loci - con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali – MIBACT – DIREZIONE GENERALE MUSE

Santa Margherita main sponsor di TTozoi per il progetto Genius Loci

Santa Margherita, cellula originaria dell'omonimo Gruppo Vinicolo, annuncia la partnership con il duo artistico TTozoi per il progetto Genius Loci che sia per il suo valore di veicolazione culturale sia la compatibilità filologica con i progetti già in essere, si fregia del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali – MIBACT – DIREZIONE GENERALE MUSEI.

Il progetto consiste in un'iniziativa artistica innovativa: TTozoi propone in chiave contemporanea una rilettura della storica committenza per la realizzazione di opere nelle cattedrali e nei palazzi nobiliari, rielaborando quell'osmosi creativa e fisica tra l'artista, l'opera, la tecnica e l'identità del luogo di esecuzione.

In questo caso, il medium artistico scelto è il processo naturale delle muffe, fortemente influenzato dalle specifiche caratteristiche microclimatiche del luogo di esecuzione. La realizzazione delle opere d'arte avviene nello specifico attraverso la proliferazione naturale di muffe su juta (intelaiata su pannelli speciali), successivamente colorizzate con pigmenti naturali. 


L'impostazione viene rigorosamente realizzata a "quattro mani" con l'utilizzo di materia organica (farine varie, acqua e pigmenti naturali). 

Una volta ultimato il gesto creativo, la tela viene riposta in una teca e consegnata agli effetti ambientali. 
Le particolari condizioni che si vengono a creare all'interno della teca, infatti, favoriscono la proliferazione di muffe, che, nutrendosi della sola parte organica, interagiscono con l'opera secondo uno schema ignoto e apparentemente caotico.

I siti selezionati per il progetto artistico sono il Complesso Monumentale della Reggia di Caserta, il Parco Archeologico di Pompei – Anfiteatro e il Parco Archeologico del Colosseo. 


Le opere, realizzate direttamente sul posto, "cattureranno" l'anima di ogni singolo sito, trasferendo sulla tela la sua memoria, il "genius" che in esso è custodita.

L'iniziativa si inserisce nel percorso legato al mondo dell'arte intrapreso da Santa Margherita: testimone ultimo la mostra SOLO, personale del giovane pittore italiano Thomas Braida, inaugurata a maggio 2017 nel quadro della 57° Esposizione Internazionale d'Arte a Venezia.




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lunedì 9 novembre 2009

"Le radici storiche dell' antisemitismo - Nuove fonti e ricerche"

Lunedì 9 novembre 2009, ore 16.30

Archivio di Stato di Roma, Sala Alessandrina

Corso del Rinascimento, 40

Da muro a muro: origini dell'antisemitismo e stereotipi antiebraici

Dibattito in occasione della presentazione del volume

a cura di Marina Caffiero

Le radici storiche dell'antisemitismo – Nuove fonti e ricerche

    Intervengono

    Eugenio Lo Sardo, Lutz Klinkhammer, Fabio Isman,

    Michele Luzzati, Paolo Mieli, Eugenio Sonnino


Lunedì 9 novembre 2009 ricorre il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, data-simbolo della speranza in un mondo nuovo e libero da barriere di razza, di religione, di sesso, di civiltà tra i popoli. Nell'ambito delle celebrazioni dell'evento l'Archivio di Stato di Roma propone nella Sala Alessandrina del Complesso di S. Ivo alla Sapienza un incontro-dibattito sul tema Da muro a muro: origini dell'antisemitismo e stereotipi antiebraici. Al centro la presentazione del volume Le radici storiche dell'antisemitismo – Nuove fonti e ricerche, curato da Marina Caffiero per la Casa Editrice Viella. L'opera, che raccoglie gli Atti del Seminario di Studi svoltosi presso l'Istituto Storico Germanico nei giorni 13-14 dicembre 2007, avvia una riflessione di lungo periodo – dal Medioevo al Novecento – sulla nascita e sull'evoluzione del fenomeno, inserendolo in una visione più ampia che aiuti a leggere il contemporaneo con maggiore consapevolezza storica. Dagli atti emerge quanto sia fuorviante continuare a considerare l'antigiudaismo religioso e l'antisemitismo razzista come fenomeni non comparabili, perché appartenenti a epoche diverse e fondati su logiche differenti. Entrambi, invece, hanno avuto forti implicazioni politiche legate alla costruzione dell'identità di un gruppo di individui rispetto ad un altro, percepito come diverso e quindi come pericoloso. L'antigiudaismo cristiano, coltivato sul suolo europeo e italiano nel corso di secoli, si riversò senza ostacoli nell'antisemitismo moderno che, rivestito di distruttive suggestioni biologiche, antropologiche e razziali, avrebbe portato nel XX secolo alla tragedia della Shoah.

Il volume fornisce anche interessanti notazioni rispetto alla genesi dei cognomi ebraici in rapporto alle trasformazioni della vita sociale della comunità, legate anche alla costituzione del ghetto, voluta da Paolo IV Carafa nel 1555 con la bolla Cum nimis absurdum. Esempio emblematico è Astrologo, la cui formazione, in realtà di origine francese, si confonde, nell'evoluzione del linguaggio quotidiano, con la pratica delle arti astrologiche.

In occasione della manifestazione saranno esposti documenti conservati nell'Archivio di Stato di Roma e nella Sede succursale di Via Galla Placidia.

Marina Caffiero insegna Storia moderna alla Sapienza-Università di Roma. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Religione e modernità in Italia, secoli XVII-XIX (Pisa-Roma 2000), La Repubblica nella città del papa. Roma 1798 (Roma 2005). Con la Viella ha pubblicato Battesimi forzati. Storie di ebrei, cristiani e convertiti nella Roma dei papi (2004) e ha curato Rubare le anime. Diario di Anna del Monte ebrea romana (2008).

Marina Caffiero, Introduzione (p. 9-18).

Paolo Evangelisti, Il bene della res publica, la legittimità del mercato e l'infidelitas giudaica. Testi e discorsi francescani nel Mediterraneo bassomedievale (p. 19-39).

Serena Di Nepi, Dall'astrologia agli Astrologo. Ebrei e superstizioni nella Roma della Controriforma (p. 41-70).

Matteo Al Kalak, Convertire e sostenere. Archeologia ed esordi dell'Opera pia dei catecumeni di Modena (p. 71-105).

Samuela Marconcini, La Pia Casa dei catecumeni di Firenze (p. 107-127).
Ilaria Pavan, Una premessa dimenticata. Il codice penale del 1930 (p. 129-157).
Amedeo Osti Guerrazzi, Il nemico perfetto. Il Guf di Roma e l'antisemitismo (p. 159-187).
Tommaso Dell'Era, L'Università di Roma e le leggi razziali: il processo di epurazione di Sabato Visco (p. 189-238).

Francesca Cappella, Gli ebrei stranieri in Italia: 1940-1943 (p. 239-265).
Lutz Klinkhammer, Antisemitismo di Stato, antisemitismo "chiassoso" e antisemitismo collaborazionista. Un commento (p. 267-275).





Per informazioni:

Archivio di Stato di Roma, Servizio manifestazioni culturali

tel. 06-68190830-95 fax. 06-068190871

e-mail: as-rm.mostre@beniculturali.it
http://www.archiviodistatoroma.beniculturali.it/

giovedì 5 novembre 2009

COMUNICATO STAMPA: PER VOCE SOLA 2009


Torna, all’interno della manifestazione letteraria cuneese Scrittorincittà, lo spettacolo di premiazione del Concorso per autori di monologhi teatrali «Per voce sola». L’appuntamento è per venerdì 13 novembre alle ore 21 presso il Teatro Toselli di Cuneo.
Nella serata, i testi vincitori saranno recitati dall’attrice Giuliana Musso, accompagnata dagli interventi musicali dei jazzisti Antonello Salis e Furio Di Castri. I monologhi premiati, insieme a quelli segnalati dalla giuria presideuta da Guido Davico Bonino, saranno pubblicati nell’antologia del premio edita da Nerosubianco, disponibile a partire dalla serata di premiazione.
Il concorso è giunto al suo quarto anno di vita, forte del successo delle tre precedenti edizioni che hanno visto la partecipazione di centinaia di autori da tutt’Italia, e ha acquisito una funzione di talent-scouting a livello nazionale nei confronti dei giovani autori teatrali, confermata ad esempio nel 2008 dalla vittoria del premio Dante Cappelletti da parte del monologo Angelo, di Roberta Sferzi, già premiato da Per voce sola nel 2007.
Ideato e coordinato da Federico Faloppa e Pier Mario Giovannone, Per voce sola ha rappresentato nel 2006 una novità assoluta nel panorama culturale italiano, promuovendo la scrittura teatrale e dando voce a chi, attraverso il monologo – genere che in Italia gode di una radicata e feconda tradizione, da Dario Fo, a Giorgio Gaber, a Paolo Rossi, Lella Costa, Ascanio Celestini – cerca spazi di espressione libera, critica e creativa.
Per Voce Sola è promosso dall’Istituto Storico della Resistenza, ed è sostenuto dall’assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, dal Comune di Cuneo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

mercoledì 7 gennaio 2009

Arrejonada publica subra s'atividade de iRS

Arrejonada publica subra s'atividade de iRS



Fiscalità, impresa, energia, scuola e cultura: sono questi i temi principali dei quali si discuterà
venerdì 9 gennaio 2009 alle ore 19, presso il Centro sociale di Ploaghe in via Pietro Salis n.26.

Ampio spazio, sarà dedicato al dibattito sui temi in programma.

L'iniziativa fa parte di una lunga serie di eventi che ha portato gli attivisti di iRS nelle piazze dei paesi di tutta la Sardegna.

Interverranno:
Giovanni Marco Ruggiu/ Assemblea Nazionale iRS
Gianmaria Bellu / Assemblea Nazionale iRS
Gavino Sale / Esecutivo Nazionale iRS
Frantziscu Sanna / Esecutivo Nazionale iRS
Andrea Peruzzu / Tzda Tàtari iRS

info
347 5889623
346 1444488
irs_sassari@googlegroups.com
www.iRS.sr



iRS - indipendèntzia Repùbrica de Sardigna


Chi siamo e cosa vogliamo.

Chi?
Noi siamo iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna.
Un movimento politico che attraverso l’elaborazione intellettuale e l’agire concreto vuole fare emergere e dare forma alla coscienza nazionale, sociale e ambientale del popolo sardo al fine di portarlo alla realizzazione della Repubblica libera di Sardegna.

Cosa?
Noi vogliamo proporre al mondo, a partire dalla nostra terra, un nuovo modo di vivere e di intendere il rapporto tra gli esseri umani, i popoli, l’ambiente e tutti gli esseri viventi.
iRS dunque fa parte di quell’insieme di forze che in ogni angolo della Terra, sperimentando vie ancora impensate, si battono per l’indipendenza e la dignità dei popoli e delle culture. Quelle forze che sono ancora alla ricerca di una forma di convivenza umana pacifica basata sul rispetto reciproco, il senso di solidarietà e di ospitalità, la giustizia sociale, la comunicazione e la condivisione dei saperi a livello planetario, lo sviluppo delle facoltà di immaginazione e di creatività di ogni singola persona.

Perché?
Perché per tanti secoli abbiamo vissuto in libertà ed in libertà abbiamo sempre creato cultura, intelligenza, prosperità, comunicazione fra noi stessi e con gli altri.
Perché per tante volte il nostro popolo, le figlie e i figli migliori di questa terra, ha combattuto per la libertà della nostra nazione e noi non possiamo schierarci dalla parte di quei sardi che hanno venduto la loro anima, il loro cuore, la loro dignità, la loro terra.
Perché da secoli poteri esterni, con la complicità delle classi dirigenti sarde, cercano di farci credere attraverso le loro istituzioni, la loro scuola e la loro informazione che siamo un popolo destinato alla sconfitta, che la nostra totale libertà significherebbe la nostra rovina, che abbiamo bisogno di qualcuno che ci mantenga e che decida al posto nostro cosa è bene, giusto e utile per noi.
Perché da secoli questi poteri ci insegnano, umiliandoci, che la nostra cultura è improduttiva, inutile e dannosa per noi stessi, che dobbiamo omologarci alla loro cultura per esistere nel mondo, perché la loro cultura è infinitamente migliore, perché la loro cultura ha vinto.
Noi sappiamo invece che è solo riscoprendo ed elaborando la nostra cultura che potremo vivere degnamente tra gli uomini.

Come?
Noi vogliamo raggiungere l’indipendenza nazionale della Sardegna con una rivoluzione nonviolenta, con la volontà del popolo sardo, non contro di essa; volontà che va riaccesa attraverso una presa di coscienza che mobiliti la conoscenza, la creatività, la speranza e ogni energia di noi sardi: coinvolgendo tutto il nostro popolo per esercitare il diritto all’autodeterminazione nazionale sancito dalle leggi e dai trattati internazionali.

Scopi, contenuti e mezzi.

Lo scopo principale del movimento è di portare la Nazione Sarda ed il suo Popolo alla conquista dell’Indipendenza Nazionale attraverso metodi nonviolenti e democratici e dunque alla sua costituzione in Repubblica indipendente nel più ampio consesso dei popoli che compongono l’umanità.

In tal senso la lotta indipendentista punta ad utilizzare il mezzo dell’autoproclamazione nazionale del popolo sardo, da ottenere tramite la mobilitazione e la partecipazione collettiva, in vista del vero e proprio referendum istituzionale per l’autodeterminazione nazionale.

Consci delle dinamiche che hanno favorito storicamente i processi indipendentisti ma pronti a recepire gli stimoli provenienti dalla realtà odierna e a trasformarli in prassi culturale creativa vengono abbozzati i seguenti progetti che faranno da mezzi e da sostanza della creazione della coscienza nazionale e indipendentista dei sardi, vale a dire il risveglio, laddove è sopito, o l’elaborazione, laddove i processi di integrazione e di distruzione della propria individualità storico-culturale ne abbiano impossibilitato la crescita, del sentimento e della coscienza della propria irriducibile presenza di popolo, della propria diversa (ma umanamente simile) composizione culturale, dell’irrinunciabile diritto alla propria esistenza al mondo come nazione indipendente.

I diritti di iRS e del popolo sardo.
Sos deretos de iRS e de su Pòpulu sardu

Sulla via della nostra completa ed irrinunciabile indipendenza nazionale, iRS e il Popolo sardo, ritengono e sanciscono di essere garanti e possessori di diritti inalienabili che ci appartengono in quanto singoli, in quanto popolo e in quanto appartenenti al genere umano nella sua totalità.
iRS - Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna, ritiene suo compito irrinunciabile dare realizzazione a tali diritti primi:

- affermare il diritto all’autodeterminazione nazionale del Popolo sardo;

- affermare la sovranità dei sardi su tutto il territorio della nazione sarda;

- affermare la difesa della Terra di Sardegna e dei suoi abitanti da ogni lesione, minaccia o servitù, proveniente sia dall’interno che dall’esterno;

- affermare la dignità delle donne e degli uomini di Sardegna come singoli e come collettività, in quanto esseri umani liberi e in quanto portatori di una cultura unica ed originale;

- affermare il diritto di ogni donna e ogni uomo di Sardegna alla prosperità economica e alla opportunità di realizzarsi socialmente come appartenenti al genere umano e al Popolo sardo, in conformità ai valori irrinunciabili di giustizia, di uguaglianza e fratellanza tra tutti gli uomini;

- affermare il diritto a decidere la forma della propria democrazia ovvero di elaborare un proprio modello di società, di economia, di rapporti tra gli uomini, il territorio e tutti gli esseri viventi.

iRS si impegna a nome del suo Popolo e davanti al suo Popolo ad agire per affermare questi diritti.
iRS si impegna ad affermare i diritti inalienabili dei sardi attraverso azioni nonviolente, decise e radicali.
iRS ritiene un suo diritto e un suo dovere disobbedire civilmente e politicamente ad ogni legge imposta che nega i nostri diritti.

Davanti all’umanità iRS si impegna a far crescere la coscienza nazionale e sociale del Popolo sardo fino all’indipendenza e alla costituzione della Repubblica indipendente di Sardegna.

Tàtari, su 10 'e Martu 'e su 2005

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