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giovedì 28 settembre 2017

La creatività di Gruppo icat veste i nuovi blend naturali Dr. Shrub di Acetum

Gruppo icat
Gruppo icat ha curato il progetto creativo del brand Dr. Shrub, il nuovo blend naturale di Acetum, azienda leader nella produzione di aceto balsamico di Modena. 

Gli shrub sono la nuova tendenza nel mondo del bartending e dell'arte della mixology: un prodotto innovativo creato da una base naturale di frutta, mosto e aceto, ideale per chi vuole personalizzare cocktail o dar vita a nuove e sorprendenti creazioni. 

L'agenzia ha ideato tutta la creatività del packaging, costruendo uno storytelling di marca che collega la pianura modenese con gli Stati Uniti.  

Storytelling: una storia di amicizia e passione

«Il concept scelto – commenta Viviana Segantin, Copywriter Senior di Gruppo icatpropone un mood vintage che ha trovato espressione in tutti i processi creativi: studio del naming, ideazione dello storytelling, realizzazione del packaging e del cocktail paper. 
Lo storytelling racconta l'incontro di Franco Mazzetti, pioniere della diffusione dell'aceto balsamico di Modena in America, con un farmacista botanico, uno statunitense geniale, soprannominato Dr. Shrub per le sue ricette segrete di infusi di frutta, erbe e spezie in aceto. 
Una storia tanto originale, quanto emozionante, che culmina con il ritrovamento da parte di Cesare, fondatore di Acetum, delle ricette segrete che il botanico statunitense aveva donato, tanti anni prima, all'amico italiano»

Da questa scoperta nasce Dr. Shrub, una gamma speciale di blend innovativi, dedicata al mitico botanico americano e creata per portare la tradizione degli shrub nel mondo del bartending europeo.

Una scelta vintage per dare forza alla drink art
Il Packaging che Gruppo icat ha ideato per Dr. Shrub dona forma ai valori espressi su ogni etichetta. 

La scelta dei colori è in sintonia con il gusto della frutta e con le proprietà balsamiche dell'aceto. Ogni declinazione cromatica delle differenti bottiglie rappresenta ciascuno dei nove gusti della gamma. Tutto ruota attorno al tratto grafico, elegante e nello stesso tempo vintage, che ritrae in maniera stilizzata l'icona del farmacista botanico statunitense. 

L'impatto estetico è molto forte soprattutto nel cocktail wallpaper che rappresenta tutta la gamma e testimonia come Dr.Shrub soddisfi anche i clienti più esigenti e i maestri mixologist, ampliando le possibilità d'uso dell'aceto: il blend, infatti, diventa un ingrediente irrinunciabile per i bartender più inclini alla sperimentazione e per gli amanti della drink art. 

Tutto questo grazie al progetto studiato da Gruppo icat, che ha armonizzato storia e innovazione all'interno di una creatività molto iconica e riconoscibile.


venerdì 2 luglio 2010

I Segreti della Creatività. Come Far Emergere il Creativo che c'è in Te Migliorando la Tua Vita


Creatività non è caos!

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giovedì 13 maggio 2010

Funamboli tra mercato e idee: la tecnocreatività è il messaggio emerso dal convegno “Creatività & innovazione: attrazione fatale”

Il convegno si è svolto il 12 maggio a Fieramilanocity; hanno partecipato Lorenzo Marini, Aldo Cernuto, Giuseppe Mascitelli, Massimo Soriani Bellavista, Massimo Giordani, Fabrizio Bellavista e Angelo Faravelli, che hanno definito e esemplificato il legame tra questi due driver del progresso

Il 12 maggio a Fieramilanocity si è svolto il convegno “Creatività & innovazione: attrazione fatale”. I relatori, importanti rappresentanti del settore della comunicazione, sono intervenuti dando la propria personale definizione di questi due driver del progresso.

Fabrizio Bellavista, partner dell’Istituto Psycho Research ed esperto di new media, co-promotore di numerosi format di successo (Innovative Day, Round Minds, Aperitivo 2.0, Conversazioni Interattive e altri), è stato il moderatore del convegno e l’ha introdotto, salutando il pubblico presente, affermando che “la creatività è l’unica risposta che proviene dal basso ed aiuta a risolvere i problemi”. E’ intervenuta poi Donatella Consolandi di Unicom che, unendosi al saluto di Bellavista, ha precisato: “questi incontri servono a sviluppare nella società la cultura della comunicazione, centrale nello sviluppo economico”.

Fabrizio Bellavista è poi intervenuto parlando dell’importanza della creatività: “la creatività italiana si posiziona in basso nelle classifiche dei brevetti, ma è forte nel tessuto della PMI e nell’artigianalità; è spesso più applicata che brevettata” e ha specificato che “internet non annulla i media precedenti ma li rinnova. Oggi esistono applicazioni nuove della creatività come il QR Code e il V.I.P. ™ che fanno da ponte tra il digitale e la stampa”. Il Qr Code (acronimo per quick response”, risposta rapida) è un codice bidimensionale a matrice e rappresenta l'evoluzione del tradizionale barcode; la tecnologia V.I.P.™ (Video In Print) rende possibile ai lettori di una rivista guardare i video direttamente dalla pagina stampata attraverso i cellulari di nuova generazione come l’Iphone. Bellavista ha concluso che “creatività significa pensare e quindi usare il cervello perché tutto ciò che vediamo è stato prima pensato; le nuove idee nascono da un cambiamento del punto di vista”.

Aldo Cernuto, fondatore Cernuto Pizzigoni & Partner, in “Pubblicità geniale, dove sei?” ha proposto alcuni ‘pensieri spettinati’ adatti alla confusione del momento attuale: “il paradosso del 2.0 è l’overflow, ovvero l’eccesso di comunicazione e informazione che legittima l’ignoranza. Il device fondamentale è il cervello dal quale passano tutte le informazioni; un profondo gap generazionale è in atto; nel prossimo futuro saranno protagonisti i new brains che adottano un nuovo e diverso modo di ragionare”.

Massimo Soriani Bellavista, AD Creattività srl, è intervenuto con“Il pensiero laterale per il Marketing”. Ha illustrato il Lateral Marketing di Philip Kottler e la Surpetition di Edward De Bono: “De Bono ritiene che si debba accantonare la competizione a favore della surpetizione, in cui ognuno fa gara a sé. Nel pensiero laterale lo studioso afferma che non si può essere creativi senza riconoscere il valore delle idee: oggi domina non tanto la crisi ma soprattutto la paura che impedisce di valorizzarle. Il processo del Lateral Marketing presuppone il focus, la generazione delle idee (per cui la quantità genera la qualità), la raccolta, la valutazione e alla fine l’implementazione delle idee. Spesso queste ultime vengono generate per impollinazione, dal successo che hanno avuto in un altro settore. La creatività si diffonde in modalità virale”.

Massimo Giordani, Ceo Time & Mind, presidente Popai Digital, membro CdA Torino Wireless, nell'intervento “Sistemi complessi e networked creatività”, constatando che siamo affetti dalla ‘sindrome di iperinformazione’ e dal caos che modifica le abitudini, suggerisce l’utilizzo dell’ecosistema digitale che “migliora l’efficacia della comunicazione e del marketing, grazie anche al comportamento degli utenti. Consiste nell’interazione multicanale che entra nella rete ramificandosi nelle piazze digitali dove le persone si incontrano, ovvero i social networks. Oggi è importante assimilare le buone idee degli utenti, incanalare la comunicazione online e presidiare la long tail. L’ecosistema digitale è quasi uno stile di vita che risponde alle esigenze delle persone adeguandosi ai mutamenti comportamentali e, siccome la tecnologia non è democratica, si sta allargando il digital divide che è divenuto una questione culturale separando chi coglie le opportunità del mondo digitale e chi no”.

Lorenzo Marini, presidente Lorenzo Marini & Associati, ha sostenuto in “Il tulipano è un fiore: come la mente, ha il suo momento migliore quando si apre” che cambiano i mezzi ma non i contenuti: “i concetti sono sempre gli stessi; ciò che porta la tecnologia è solo l’abbordabilità dei mezzi. Viviamo in un’era schizofrenica non comunicante connotata dal ‘più nuovo’ – ‘più vecchio’, ‘più piccolo’ – ‘più grande’ ma alla fine (e anche all’inizio), c’è l’idea. I pensieri sono spesso già pensati, si può essere creativi senza essere innovativi anche se ognuno possiede le potenzialità per essere unico. Si sceglie una marca per il coinvolgimento emotivo e il web aiuta a raccontare storie. Negli anni Ottanta e Novanta negli Stati Uniti era importante la big idea; oggi è l’idea adattabile che vince, quella spalmabile su tutti i media”.

Giuseppe Mascitelli AD Mediolanum Comunicazione, ha portato nell'intervento “Il cigno nero e l'imprevedibile: la comunicazione che sorprende” la sua idea di tecnocreatività, cioè la tecnologia con un approccio umanistico e concettuale: “l’innovazione consiste nell’andare incontro ai desideri della gente prima che se ne renda conto. Internet è un ottimo esempio di tecnocreatività perché ha interrotto la distinzione tra creatività e tecnologia. L’autore del libro ‘Il cigno nero’ Taleb Nassim N. è un esempio eccellente di tecnocreatività: laureato in filosofia ha fatto l’analista di borsa per poi indirizzarsi alla scrittura. Il titolo del suo libro fa riferimento a quei fenomeni imprevisti che sconvolgono la vita, come i cigni neri che gli Europei videro per la prima volta approdando in Australia. La comunicazione, per poter essere definita tale, deve possedere la capacità di sorprendere che le permette di rimanere impressa nella mente dell’utente”.

L’ultimo intervento “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!...” di Angelo Faravelli, AD Advance, è stato focalizzato sul packaging: “l’innovazione troppo spesso è solo apparente”.

Alle 13.15 si è conclusa la maratona delle idee. Creatività e innovazione riducono sempre di più i gradi di separazione tra loro e si avviano a diventare un termine unico… In chiusura, dal pubblico, una giovane ha invitato tutti, soprattutto le agenzie, a riscoprire la curiosità e la sperimentazione.

venerdì 30 aprile 2010

Creatività e innovazione: dire e fare con i grandi del web e della comunicazione in un convegno non convenzionale

I due driver del progresso verranno esaminati in diversi ambiti (pubblicità, comunicazione, tecnologia, editoria e marketing) attraverso speech e dimostrazioni pratiche in un incontro non convenzionale con i grandi della comunicazione dal titolo “Creatività & innovazione: attrazione fatale”. 12 maggio ore 10 Fieramilanocity, Sala Omnicom Expo

Creatività & innovazione: attrazione fatale”, l’appuntamento del 12 maggio alle 10 nella sala Omnicom Expo di Fieramilanocity è un convegno ‘non convegno’, una nuova modalità d’incontro per esaminare il rapporto tra due concept strettamente legati: i grandi nomi della comunicazione approfondiranno il rapporto tra creatività e innovazione attraverso speech e prove concrete di innovazione tecnologica e creatività applicata.
Ecco cosa pensano di questi due concept e come li vedono relazionati i grandi della comunicazione che interverranno a “Creatività & innovazione: attrazione fatale”.
“La creatività sembra un concetto teorico ma poi scopri che è molto pratico, come l'atto del cucinare. Più lo pratichi e meglio è” sostiene Lorenzo Marini, presidente Lorenzo Marini & Associati e in questo momento animatore con Dario Vergassola della trasmissione di Radiodue sulla creatività “Il giorno della marmotta”, che lui stesso definisce “non necessariamente creativa, ma con un linguaggio divertente e croccante come dovrebbe essere la pubblicità”.
A proposito di pubblicità e creatività Aldo Cernuto, co-fondatore Cernuto Pizzigoni & Partner e vincitore di 6 Leoni nei Festival di Cannes, ritiene che “in pubblicità conta la sostanza, che ha il ruolo di protagonista, mentre la forma è un elemento di contorno. In realtà i due elementi contribuiscono sempre, in misure variabili, al confezionamento del messaggio e oggi in molti casi la forma - a seconda di mode o di tendenze - si è affiancata alla sostanza, spesso addirittura sopravanzandola. È l'epoca del ‘liberi tutti’ e quindi si vede in giro un po' di tutto ma mi pare che la sostanza stia vivendo un momento di crisi. Anche perché le idee, alla fine, richiedono coraggio. Merce quanto mai rara di questi tempi”.
Fabrizio Bellavista, partner Istituto Psycho Research e moderatore dell’incontro, vede invece nella cultura occidentale “una dicotomia tra creatività/umano e tecnologia/robot; essa è fasulla e frutto della radice culturale che fa della sequenzialità logica il suo perno. Un vecchio detto della terra degli Uan dice testualmente: ‘Chi ti fa lo sgambetto è lo stesso che ti aiuterà ad alzarti’. E’ una dinamica a noi sconosciuta: siamo abituati a separare il nemico dall’amico, il giorno dalla notte, difficilmente cogliamo il fluire ininterrotto di questi aspetti”.
Anche Giuseppe Mascitelli, AD Mediolanum Comunicazione, considera necessaria la compenetrazione tra l’aspetto culturale e antropologico e quello creativo e tecnologico: “La creatività non può essere lontana dalla profonda conoscenza tecnica. Assieme alla creatività servono studio e grande lavoro. Vorrei però sottolineare che oggi è necessaria, anche in ambito creativo, una visione attenta all’antropologia culturale declinata con l’uso coerente delle nuove tecnologie e dei social media. Il mondo della comunicazione ha necessità di attingere nel profondo di una cultura antropologica, di trovare nuovi elementi e linfa e di connettersi all’innovazione, di interpretare le ambivalenze e di coniugare i nuovi saperi alle tendenze sociali: questa è la creatività attuale”. Il concetto di creatività è cambiato: serve, condensata in una stessa persona, un’anima tecnica e tecnologica insieme ad una creativa e umanistica. Il creativo di oggi deve dare del tu alla tecnologia, in sintesi deve essere tecnocreativo.
Massimo Giordani, Ceo Time & Mind, presidente Popai Digital e membro CdA Torino Wireless, ritiene che la creatività sia stimolata dalla connessione e dalla condivisione: “la connessione globale moltiplica gli spunti creativi. Più stimoli aiutano la creatività e il confronto con realtà lontane è sempre positivo. La networked creatività funziona inoltre meglio rispetto all’iniziativa del singolo perché vale il principio dell'intelligenza collettiva. A parte fortunati casi di persone eccezionalmente brillanti, è con la condivisione che possono nascere buone idee”.
Mette in rapporto la creatività con la comunicazione aziendale, sostenendo che debba seguire precise regole, Angelo Faravelli, AD Advance: “all’interno della ‘comunicazione aziendale’ la creatività deve seguire delle regole che vanno insegnate. Attenzione però, si può insegnare ad una persona motivata a lavorare come creativa, ma non le si può spiegare in nessun caso come diventare una grande creativa”.
Ribatte alla posizione di Faravelli, Massimo Soriani Bellavista, AD Creattività srl, che tratteggia invece una ‘formazione alla creatività’: “la creatività non si può insegnare (sarebbe un paradosso). È un po’ come voler insegnare alle persone ad essere spontanei. Una strada può però essere quella di focalizzarsi su tecniche e processi operativi che insegnano ad avere maggiori idee e più creative (brainstorming, lateral thinking, 6 cappelli per pensare, mappe mentali etc). Sicuramente, vi sono molti contributi che possono venire dal mondo della psicologia per lo sviluppo della creatività ma ritengo che ad oggi, tolti i contributi di Edward de Bono e di pochi altri psicologi, non vi è stata una declinazione di strumenti operativi semplici per lo sviluppo della creatività nel lavoro”.
Il rapporto tra creatività e innovazione è per tutti strettamente legato, una vera e propria attrazione fatale: “oggi viviamo in un sistema complesso ma creatività e innovazione sono fuori da questa logica. Si tratta di concetti che esulano dal contesto, si può essere creativi e innovativi in una società complessa anche con idee semplici” afferma Massimo Giordani, che porterà a Fieramilanocity case histories sul ‘digital signage’ e sull'ecosistema digitale sino a testare, in diretta, nuove applicazioni per iPhone. Proprio il sistema complesso con cui dobbiamo confrontarci oggi e la tecnologia in primis aiutano il processo e il legame tra creatività e innovazione: “in certi ambiti, in particolare internet, l'innovazione è un elemento quasi imprescindibile dalla creatività. Direi anzi che le due cose finiscono con il coincidere perfettamente” sostiene Aldo Cernuto.
Concorda sul legame tra creatività, innovazione e tecnologia anche Fabrizio Bellavista: “L’ultima idea geniale di Steve Jobs, un creativo paragonabile a Leonardo da Vinci, traccia passo dopo passo l’evoluzione di ‘tecne’; nei giorni nostri, dopo l’iPad è il momento dell’ iAdv, l’adv via cellulare, per portarci velocemente (come successe con iTunes nei confronti della musica scaricabile) nell’era dell’adv delocalizzato. Se la concezione ‘Freemium’ (metà contenuti a pagamento, metà gratis per generare i numeri) si appresta a sbarcare sul mercato, Steve ne sarà l’imperatore”.
Anche Moreno Poli di NGWay ritiene che tecnologia e innovazione siano strettamente legate: ”i prossimi tre anni saranno molto stimolanti; le nuove tecnologie, soprattutto l’RFID, unite ad una ripresa dell’economia e ad un ritorno degli investimenti, porteranno grande fermento; non dimentichiamo” aggiunge “che l’innovazione e la tecnologia devono aiutare i mezzi tradizionali come l’editoria, che altrimenti è destinata al declino”. Fabrizio Bellavista e Moreno Poli porteranno infatti esempi pratici di due tecnologie di frontiera, l’RFID e le applicazioni QR Code applicate all'editoria.
Tira le fila del discorso Angelo Faravelli che riflette sugli aspetti lenti e veloci dell’innovazione: “L'innovazione, per essere definita tale, è un processo che non finisce mai, è difficile dire se sia veloce o lenta. Se per innovazione intendiamo passare da una release ad un'altra di un software, il processo è (fin troppo) veloce. Se invece intendiamo un avvenimento veramente rivoluzionario, come Internet, allora il processo non è così rapido. Certamente veloce deve essere l'azienda, o la persona, a capire che un'innovazione le porterà grandi benefici e quindi ad appropriarsene immediatamente”.
Fieramilanocity, Sala Omnicom Expo, 12 maggio, ore 10
Per informazioni:
http://www.omnicomexpo.com/VisitareCalendarioConvegniWorkshopDettagli.aspx?id=148

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