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giovedì 3 marzo 2016

Daneco Impianti sceglie Utopia per le media relations

Milano, 03 marzo 2016. Utopia, società di relazioni istituzionali, comunicazione, affari legali e lobbying, da oggi si occuperà della comunicazione e delle media relations di Daneco Impianti.

Nata più di 40 anni fa, Daneco Impianti è tra gli operatori leader nella progettazione, realizzazione e gestione di impianti per il trattamento dei rifiuti solidi urbani.

La holding, che opera sia in Italia sia all'estero, è specializzata nella lavorazione degli scarti mediante produzione di CDR (combustibile derivato da rifiuti) e compost, nonché attraverso l'uso di impianti di valorizzazione energetica e di giacimenti controllati.

In questi ultimi anni, Daneco ha investito anche nella produzione di energia eolica e fotovoltaica.

Da sempre attenta all'ambiente, ha chiuso il 2015 con 60 milioni di euro di fatturato.

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Siria, Amnesty: i bombardamenti degli ospedali da parte di Russia e Siria sono una stategia di guerra


Sulla base dell'analisi dei bombardamenti compiuti negli ultimi tre mesi dalle forze aeree siriane e russe contro ospedali e altre strutture mediche della zona nord della provincia di Aleppo, Amnesty International è giunta alla conclusione che si sia trattato di attacchi deliberati e sistematici per favorire l'avanzata delle truppe di terra.

Persino mentre veniva negoziato il fragile cessate-il-fuoco, le forze siriane e quelle alleate hanno intensificato gli attacchi contro le strutture mediche.
"Le forze siriane e russe hanno deliberatamente attaccato strutture mediche in flagrante violazione del diritto internazionale umanitario. Ma quello è che davvero oltraggioso è che centrare gli ospedali pare essere diventato parte della loro strategia militare" – ha dichiarato Tirana Hassan, direttrice del programma Risposta alle crisi di Amnesty International.

"L'ultima serie di attacchi contro le strutture mediche della zona nord della provincia di Aleppo pare seguire lo stesso schema, in attuazione di una strategia che dall'inizio del conflitto ha distrutto decine di strutture mediche e ucciso centinaia di medici e infermieri" – ha proseguito Hassan.

Amnesty International ha raccolto prove schiaccianti su almeno sei attacchi deliberati lanciati nelle ultime 12 settimane contro ospedali, ambulatori e altre strutture mediche situate nella zona nord della provincia di Aleppo. Questi attacchi, che hanno causato la morte di almeno tre civili tra cui un sanitario e ferito altre 44 persone, perpetuano uno schema di attacchi contro strutture mediche in varie parti della Siria e costituiscono crimini di guerra.

I ricercatori dell'organizzazione per i diritti umani hanno parlato con operatori sanitari delle sei strutture colpite e con vari organismi umanitari, tanto in Turchia quanto in Siria. Tutti hanno descritto le estreme difficoltà che stanno affrontando a causa dell'alto numero di civili bisognosi di cure mediche dopo la recente escalation, a febbraio, degli attacchi aerei nella zona.

Numerosi operatori sanitari di Anadan e Hreitan, due centri a nord-ovest di Aleppo, hanno dichiarato che la strategia del governo siriano di svuotare intere città o villaggi colpendone ospedali e altre infrastrutture serve a facilitare l'offensiva da terra.

Un medico di Anadan ha dichiarato: "Gli ospedali e i servizi per la fornitura di acqua ed elettricità sono i primi a essere attaccati. Dopo, la gente non ha più modo di sopravvivere. Questo è quello che è accaduto ad Anadan. A seguito degli attacchi del 2 febbraio contro l'ospedale da campo e l'ambulatorio medico, intorno alla metà di febbraio la maggior parte della popolazione era già andata via. L'ospedale da campo opera a stento, l'ambulatorio è chiuso. Il problema è che non tutti sono in grado di lasciare la città, in particolare gli anziani che hanno disperato bisogno di essere curati".

"Gli ospedali delle zone controllate dall'opposizione intorno ad Aleppo sono diventati un obiettivo primario per le forze russe e per quelle del governo siriano. In questo modo, vengono eliminate strutture fondamentali per la vita dei civili nelle zone di guerra. Non rimane altra scelta che andare via" – ha spiegato Hassan.

Tutte le persone intervistate da Amnesty International hanno riferito che nei pressi degli ospedali colpiti non c'erano veicoli militari, posti di blocco, combattenti o linee del fronte e che gli ospedali stavano svolgendo unicamente la loro funzione umanitaria.

Gli attacchi deliberati contro i civili che non prendono parte alle ostilità e contro obiettivi civili - compresi gli ospedali e le altre strutture mediche - violano il diritto internazionale umanitario e costituiscono crimini di guerra. Secondo le leggi di guerra, gli ospedali e le strutture mediche beneficiano di una protezione speciale dagli attacchi, che perdono solo quando vengono usati al di fuori della loro funzione umanitaria per commettere "azioni dannose per il nemico", ad esempio utilizzati come depositi di armi.

Ma persino in caso di questo uso improprio, dev'essere dato un preavviso a ragionevole distanza di tempo e un attacco può essere avviato solo dopo che quel preavviso è rimasto inascoltato.

"Amnesty International ha ripetutamente chiesto ai governi della Siria e della Russia di rispettare il diritto internazionale umanitario e ha sollecitato la Russia a svolgere indagini credibili e indipendenti sugli attacchi delle sue forze contro gli ospedali e su altre gravi violazioni" – ha sottolineato Hassan.

"Tutti gli operatori sanitari e le strutture mediche devono essere rispettati e protetti invece di essere colpiti. I feriti e gli ammalati sono bloccati al confine con la Turchia o stanno morendo in Siria da quando gli ospedali sono diventati il nuovo fronte di guerra nell'offensiva che è in corso nella zona nord della provincia di Aleppo. Non può esservi alcuna giustificazione per un governo che nega alla popolazione l'accesso alle cure mediche. Non può esservi alcuna giustificazione per colpire deliberatamente un ospedale dopo l'altro" – ha proseguito Hassan.

Ulteriori informazioni e testimonianze
Secondo la Rete siriana per i diritti umani, un gruppo di osservatori locali, almeno 27 ospedali - otto dei quali nella provincia di Aleppo - sono stati colpiti dalle forze siriane e russe a partire da settembre 2015. La Società siro-americana di medicina ha riferito ad Amnesty International che, nella stessa zona, da dicembre 2015 almeno 13 ospedali sono stati colpiti da attacchi aerei e uno, il 15 febbraio, da un missile di superficie. In totale, nei 14 attacchi sono stati uccisi 45 civili e quattro operatori sanitari.

Secondo Psysicians for Human Rights, dall'inizio del conflitto le varie parti coinvolte hanno portato a termine almeno 346 attacchi contro strutture mediche, in cui sono stati uccisi 705 operatori sanitari. Le forze governative siriane e i loro alleati sono responsabili della schiacciante maggioranza di questi attacchi.
I ricercatori di Amnesty International hanno esaminato in dettaglio sei attacchi portati a termine nella zona nord della provincia di Aleppo tra dicembre 2015 e febbraio 2016.

L'offensiva nella zona nord della provincia di Aleppo
Durante l'ultima settimana di gennaio, le forze governative siriane col sostegno degli attacchi aerei russi hanno avviato un'offensiva terrestre nella zona nord della provincia di Aleppo, per porre fine all'assedio imposto da gruppi armati non statali nelle città di Nubul e Zahraa e per interrompere i collegamenti verso la città di Aleppo. Il 1° febbraio si sono unite all'offensiva le Forze democratiche siriane che comprendono gruppi armati curdi, arabi e assiri.

Civili in fuga verso il posto di frontiera di Bab el-Salam e diretti in Turchia hanno denunciato ad Amnesty International che gli attacchi aerei siriani e russi sono aumentati nella prima settimana di febbraio, costringendo alla fuga migliaia di persone. Non essendovi più alcun ospedale funzionante, molti dei feriti sono stati costretti a fare lunghi viaggi in automobile per ricevere cure mediche. Dalle interviste con medici e personale sanitario nella città e nei dintorni di Aleppo risulta che le strutture mediche sono state tra i primi edifici colpiti nella serie di attacchi aerei con cui è iniziata l'offensiva, allo scopo di ridurne l'operatività e impedire ai feriti di ricevere cure mediche.

Tel Rifaat
Due medici e un attivista di Tel Rifaat, fuggiti dalla città due giorni prima che questa, il 15 febbraio, finisse sotto il controllo delle Unità per la protezione del popolo (Ypg), componenti delle Forze democratiche siriane, hanno raccontato ad Amnesty International che le tre strutture mediche esistenti - che comprendevano un ospedale da campo, un centro per la riabilitazione e un centro per la dialisi - sono state deliberatamente centrate dai missili nella settimana iniziata l'8 febbraio, proprio in coincidenza con l'inizio dell'offensiva terrestre. Negli attacchi sono rimasti feriti sei operatori sanitari e tre pazienti. La popolazione è rimasta senza servizi medici a disposizione.

"All'inizio di febbraio, i curdi hanno iniziato a prendere il controllo dei villaggi della zona nord della provincia di Aleppo e hanno avanzato verso Tel Rifaat. In quel momento le forze siriane e russe hanno preso a bombardare le strutture mediche. Siamo stati costretti a trasferire verso il confine con la Turchia i civili feriti negli attacchi" - ha dichiarato il dottor "Faraj" (il cui vero nome è celato per ragioni di sicurezza), che dirigeva l'ospedale da campo e i centri per la riabilitazione e la dialisi.

Diverse settimane prima dell'inizio dell'offensiva, alle 14.45 del 19 dicembre 2015, un attacco aereo aveva distrutto un centro che assisteva bambini bisognosi di cure mediche speciali. Il centro era stato inaugurato nel 2014 e riceveva in media 250 bambini al mese da tutta la zona nord della provincia di Aleppo.

Il villaggio di Maskan
Un medico dell'Associazione medica indipendente (Ida) della Turchia ha riferito ad Amnesty International che il 1° febbraio l'ospedale da campo del villaggio di Maskan, sostenuto dalla stessa Ida, è stato costretto a evacuare pazienti e personale a causa dell'intensificarsi degli attacchi aerei e dell'imminente offensiva terrestre. Il giorno dopo, l'Ida ha ricevuto le immagini della distruzione dell'ospedale da campo.

Il governo siriano ha assunto il controllo del villaggio, ormai deserto, il 15 febbraio. Amnesty International ha esaminato le immagini della distruzione e un video in cui soldati siriani vengono ripresi tra le rovine dell'ospedale da campo affermando che quella struttura era usata dai terroristi per prestare soccorso ai feriti di guerra. Il diritto internazionale umanitario protegge gli ospedali e le altre strutture mediche che portano avanti la loro funzione umanitaria, compresa la fornitura di cure mediche ai combattenti feriti.

Anadan
Alcuni medici e un operatore sanitario di Anadan hanno riferito ad Amnesty International che due attacchi aerei portati a termine il 27 gennaio e il 2 febbraio da aerei russi o siriani hanno parzialmente distrutto un ospedale da campo e hanno reso inagibile un centro di riabilitazione.

"Gli attacchi aerei si sono intensificati il 1° febbraio. Il giorno dopo, alle 8.30, il centro è stato colpito da un missile. Stavo andando al lavoro quando ho visto e sentito l'esplosione. Quando sono arrivato, ho notato all'ingresso il corpo privo di vita dell'autista e due pazienti e cinque medici gravemente feriti. Abbiamo dovuto trasferirli fuori da Anadan. Ora il centro è fuori servizio e abbiamo perso molte apparecchiature costose. Dal 2014, avevamo fornito cure a chiunque ne avesse bisogno" – ha raccontato un fisioterapista del centro di riabilitazione.

Hreitan
Il 25 dicembre l'ospedale Baghdad è stato gravemente danneggiato da cinque missili partiti da un aereo siriano o russo. Un medico e un operatore sanitario hanno riferito ad Amnesty International che un operatore sanitario di nome Ali Hamedo è rimasto ucciso e altri 10 operatori sanitari e 20 pazienti sono rimasti feriti. Da allora l'ospedale ha cessato di funzionare.

"Nemmeno gli ospedali negli scantinati sono al sicuro. Ci eravamo trasferiti in un sotterraneo un anno fa, sperando che in questo modo saremmo stati protetti dagli attacchi aerei. Ma i missili sono in grado di penetrare fin là sotto. Avevamo speso centinaia di migliaia di dollari per equipaggiare l'ospedale e poter curare i malati e i feriti ma ora Hreitan è priva di ospedali" – ha riferito il dottor "Abdullah" (il cui vero nome è celato per ragioni di sicurezza).

Una famiglia che aveva lasciato Hreitan il 6 febbraio ha raccontato ad Amnesty International di essere stata l'ultima a fuggire dalla città. Il capofamiglia ha detto: "Avevo vissuto tutta la vita a Hreitan e non l'avevo mai vista deserta. Sono rimaste pochissime famiglie, quelle che non ce la fanno a lasciare la città. Gli attacchi aerei hanno distrutto le infrastrutture, compresi gli ospedali, e ora non ci sono più servizi a disposizione per sopravvivere".

Secondo il ministero della Difesa della Russia, gli attacchi aerei russi compiuti nella provincia di Aleppo dal 4 all'11 febbraio hanno colpito "obiettivi del terrorismo", senza uccidere civili o danneggiare infrastrutture civili. Tuttavia, prove stringenti indicano che questi attacchi hanno causato centinaia di morti tra i civili e danneggiato edifici civili. L'11 febbraio, il ministro della Difesa russo ha accusato la coalizione guidata dagli Usa di essere responsabili degli attacchi nella zona nord della provincia di Aleppo, accusa respinta da Washington. Secondo il Comando centrale statunitense (Centcom), la coalizione guidata dagli Usa ha portato a termine attacchi contro il gruppo "Stato islamico" a Mar'a, sempre nella zona nord della provincia di Aleppo, tra l'1 e il 4 febbraio.

                                                                                  
Roma, 3 marzo 2016




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Roma si prepara alla prima edizione del Welfare Index PMI. L’evento di presentazione è firmato The Next Event

L'8 marzo al Salone delle Fontane la presentazione della ricerca promossa da Generali Italia che fotografa lo stato del welfare nelle PMI italiane

Si terrà l'8 marzo a Roma, presso il Salone delle Fontane, l'evento di presentazione del Welfare Index PMI 2016. Un'iniziativa promossa da Generali Italia, con la partecipazione di Confagricoltura e di Confindustria, e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio, realizzata grazie a una ricerca condotta su 2140 PMI operanti nei diversi settori produttivi, che fotografa per la prima volta lo stato del welfare nelle piccole-medie imprese italiane.
L'evento, aperto al pubblico su prenotazione dal sito www.welfareindexpmi.it e rivolto in particolare a una platea di imprenditori, opinion leader, consulenti, professionisti e istituzioni, è organizzato da The Next Event, la divisione creativa di Next Group. Obiettivo dell'incontro è la condivisione delle esperienze di welfare aziendale che hanno ottenuto i migliori risultati nel corso dell'anno da poco concluso, a dimostrazione di come investire nel benessere dei dipendenti faccia crescere l'azienda, il territorio e la comunità.
L'evento di presentazione vedrà The Next Event coinvolta a tutti i livelli: dall'organizzazione alla produzione, dalla regia alla realizzazione dei contributi multimediali. L'evento, caratterizzato dal claim "Dove cresce il welfare, cresce l'impresa" e modellato sul format di un talk show televisivo, si articolerà in tre momenti, introdotti dall'intervento delle istituzioni.
In apertura, una tavola rotonda partecipata dai promotori dell'indagine, incentrata sul welfare come strumento di crescita. A seguire, la presentazione dei risultati della ricerca. Per finire, la premiazione delle best practice di welfare delle PMI. Un premio verrà assegnato alle prime tre imprese classificate per ogni categoria – agricoltura, industria, commercio e servizi – e alle cento migliori PMI.
"È una grande soddisfazione per noi prendere parte a un progetto di così alto livello istituzionale", commenta Simone Coggi, Client & Creative Director di The Next Event. "Fare parte della squadra che presenterà il primo rapporto nazionale sul livello di welfare nelle PMI italiane vuol dire per noi contribuire in prima persona allo sviluppo della cultura d'impresa".



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Nobili Rubinetterie Partner al Convegno di Action Group a Milano

PALAZZO DELLE STELLINE - CORSO MAGENTA, 61 - MILANO

8 MARZO 2016 DALLE 9,00 ALLE 18,00

Logo Nobili Rubinetterie Carlo Nobili Rubinetterie, azienda specializzata nella produzione di rubinetteria da bagno e da cucina, sarà presente a Milano il prossimo 8 marzo presso il Palazzo delle Stelline in qualità di partner alla giornata di formazione organizzata da Action Group. Il convegno dal titolo "INTERNI: SPAZI DEL LAVORO E SPAZI ABITATIVI. Luce, colore, texture, condizioni di comfort ambientale e arredo" vuole essere un momento di confronto tra interlocutori tecnici, architetti ed imprese del settore. Obiettivo primario dell'evento milanese è quello di rivedere la definizione classica di design allo scopo di creare interni abitativi funzionali, indipendentemente dall'uso ultimo degli spazi (pubblico o privato). Nobili Rubinetterie tramite queste partnership vuole rafforzare il rapporto diretto con gli opinion leader del settore e consolidarne l'attività di collaborazione creando una relazione continuativa e fidelizzata con il target più importante del settore. All'evento saranno infatti presenti 300 architetti e 150 ingegneri.   Action Group nasce come casa editrice di riviste specializzate nel settore dell’architettura e della progettazione. Dal 2006, Action Group si è affermata come società coordinatrice di eventi; in particolar modo, è divenuta l’ideatrice e organizzatrice dei workshop di Infoprogetto. Per ulteriori informazioni: Digital PR a cura di Blu Wom Milano www.bluwom-milano.com p.fabretti@bluwom-milano.com

Collezione Ray di Teknobili

PULIZIA DELLE LINEE E SENSUALITA' TAGLIENTE
[caption id="attachment_10771" align="aligncenter" width="466"]Collezione Ray di Teknobili Collezione Ray di Teknobili[/caption]   La collezione Ray (Design Centro Stile) di Teknobili è un omaggio alla pura essenza delle linee. Una gamma di prodotti elegante che si caratterizza per la silhouette della bocca e della leva del miscelatore curva. Linee precise e impeccabili ne esaltano ancora di più il minimalismo. Il design a spigolo vivo è realizzato grazie all'innovativa tecnologia da barra robotizzata, che lavora l'ottone fin nei più piccoli dettagli.Ray teknobili Bagno Il miscelatore di Ray dispone di un getto a cascata altamente spettacolare, reso possibile dall'aeratore rettangolare Neoperl® PL RC he, in appena 28 x 7 mm, riesce a riprodurre la leggerezza di una cascata senza intaccare però il rigore del design. Il cuore del miscelatore Ray è tutto nella cartuccia a immersione Nobili Widd® 28 che in soli 28 millimetri di diametro sintetizza il massimo della ricerca tecnologica permettendo un notevole risparmio idrico e garantendo un’impareggiabile affidabilità. La collezione Ray comprende una gamma completa di prodotti per il bagno.   Per ulteriori informazioni: Digital PR a cura di Blu Wom Milano www.bluwom-milano.com p.fabretti@bluwom-milano.com

mercoledì 2 marzo 2016

Barbara Blasevich (DesignWine) soddisfatta per l'ingresso di H-FARM

Barbara Blasevich, consigliere di amministrazione di DesignWine, la società partecipata da Veronafiere che coordina Vinitaly Wine Club e l’app mobile Vino, esprime profonda soddisfazione per l’ingresso di H-FARM – con una partecipazione del 36,5% – nella società.
Barbara Blasevich DesignWine
“Grande soddisfazione per un accordo che va nella giusta direzione di cogliere le enormi opportunità che il digitale rappresenta per il settore vinicolo” con queste parole Barbara Blasevich, membro del CdA di DesignWine esprime il suo apprezzamento per la decisione diH-FARM di entrare con una partecipazione del 36,5% nella società che coordina Vinitaly Wine Club e l’applicazione mobile Vino.
H-FARM è una piattaforma di innovazione recentemente quotata ad AIM Borsa Italiana in grado di supportare la creazione di nuovi modelli d’impresa e la trasformazione ed educazione delle aziende italiane in un’ottica digitale.
L’obiettivo di questo nuovo ingresso è legato alla volontà di H-FARM e di Veronafiere di sviluppare ulteriormente il progetto e-commerce VINITALY WINE CLUB, orientato alla promozione ed alla vendita online del vino italiano in Italia ed all’estero. Grazie ad un’importante esperienza maturata negli anni, l’e-commerce Vinitaly Wine Club si è affermato nel settore del vino italiano online, valorizzando l’importanza dell’innovazione, dell’alta qualità dei prodotti e di un accurato servizio d’assistenza e gestione, elementi fondamentali per la vendita online.
H-FARM crede fortemente nelle opportunità di questo settore, in grado di esprimere potenziali interessanti ma soprattutto ha trovato in Veronafiere un partner d’eccezione che è riconosciuto a livello mondiale per la sua importanza e conoscenza anche in questo mercato.
Nel Consiglio di amministrazione di Design Wine siedono – accanto a Barbara Blasevich – Alessandro Olivieri (Presidente), Timothy O’Connell, Stevie Kim e Gianni Bruno. Sindaco unico della società è Luciano Giarola.
Barbara Blasevicè fondatrice, presidente e amministratore delegato di Euroconsulting, società di consulenza specializzata nell’assistenza tecnica e nella gestione dei rapporti tra Enti pubblici, Amministrazioni locali, aziende operanti nell’ambito agricolo ed agroindustriale e le istituzioni comunitarie.
Dal 2011 è consigliere di amministrazione e membro del Comitato Esecutivo di Cattolica Assicurazioni e siede nel CdA di Vinitaly Wine Club e di Fata Assicurazioni, rispettivamente dal 2013 e da giugno 2014. Lo scorso ottobre è stata riconfermata consigliere di amministrazione dell’ente Veronafiere per il triennio 2015-2018.

Collezione Move di Teknobili

INTUIZIONE CREATIVA, EQUILIBRIO FORMALE ED INNOVAZIONE TECNOLOGICA

[caption id="attachment_10754" align="aligncenter" width="470"]Collezione Move di Teknobili Collezione Move di Teknobili[/caption]   La collezione Move (Design Marco Venzano) di Teknobili è un progetto al cento per cento italiano e unico al mondo. L'innovativo sistema di funzionamento ed il suggestivo equilibrio formale valorizzano l'esperienza nell'ambiente cucina, semplificando le operazioni sul piano lavello. Rubinetto Move Con il suo design minimalista ed elegante, Move è l'unico rubinetto al mondo con centro di rotazione anteriore. L'ampio raggio d'azione della doccetta, ruotabile a 360°, indipendente dalla bocca di erogazione tra getto aeratore e getto spray permette la più totale libertà di movimento sul piano lavello. Altro aspetto tecnologico che rende unica questa collezione è la presenza dell'attrazione magnetica, uninnovativo sistema che permette di prelevare ed utilizzare la doccetta con una sola mano. La superficie del miscelatore rimane quindi completamente liscia: l’appoggio e la tenuta sono regolate da un potente magnete interno alla doccetta. Premendo il pulsante di controllo, una valvola d’arresto blocca il getto aeratore e permette l’erogazione del getto spray e rilasciando il pulsante, l’erogazione riprende autonomamente dall’aeratore. Il cuore del miscelatore Move è tutto nella cartuccia ad immersione Nobili Widd® 28 che in soli 28 millimetri di diametro sintetizza il massimo della ricerca tecnologica permettendo un notevole risparmio idrico e garantendo un’impareggiabile affidabilità. La collezione Move è disponibile per la cucina con 4 varianti di miscelatore per il lavello.   Per ulteriori informazioni: Digital PR a cura di Blu Wom Milano www.bluwom-milano.com p.fabretti@bluwom-milano.com

SOS VILLAGGI DEI BAMBINI IN PALESTINA ACCANTO AI BAMBINI E ALLE FAMIGLIE VULNERABILI

"Vivono sotto la minaccia quotidiana di violenza e morte. Hanno paura di andare a scuola. Noi li aiutiamo a elaborare il trauma"


Milano 2 marzo 2016 - La violenza, gli arresti e le restrizioni alla libera circolazione a Hebron e nelle altre aree palestinesi occupate, continuano ad avere un terribile impatto sull'infanzia.
Alcuni bambini, beneficiari dei Programmi SOS, sono tra le vittime della efferata violenza che si sta consumando in quelle zone. Una bimba di 11 anni è stata colpita ad una gamba da un lacrimogeno mentre usciva di casa. La ferita è guarita ma ora lei ha paura di andare a scuola.

"Tutti i bambini e ragazzi di Hebron, Betlemme, Beit Ummar, Dura e Saer, aree che hanno visto un aumento della violenza e scontri tra palestinesi e israeliani, sono drammaticamente traumatizzati. Gli effetti dei checkpoint, degli arresti domiciliari, dell'utilizzo di proiettili di gomma e lacrimogeni sui bambini, sono l'aumento di angoscia, paura, crisi di panico, insonnia e incubi, sentimento di morte e distruzione della sfera simbolica affettiva nel vedere la morte o l'umiliazione dei propri genitori impotenti. Il movimento dentro e fuori dalla città di Hebron e nei villaggi circostanti è limitato. Le strade sono bloccate, le scuole chiuse" -  racconta un nostro collaboratore.

L'ONU ha segnalato nel dicembre 2015 che 4.200 bambini di Hebron sono stati costretti a passare attraverso i checkpoint per andare a scuola. Secondo gli insegnanti, i bambini non sono in grado di concentrarsi e mostrano gravi segni di disagio psico-sociale.

"I bambini che stiamo proteggendo a sostenendo hanno visto i loro padri e fratelli arrestati dall'esercito israeliano. Alcuni hanno anche assistito all'uccisione di parenti o amici. SOS Villaggi dei Bambini sta rafforzando la sua attività proprio nelle zone occupate per dare sostegno psicologico alle vittime di traumi. Ci stiamo occupando delle famiglie vulnerabili per aiutarle a superare il dramma  del vivere continuamente sotto la minaccia di violenza e morte. Ci stiamo occupando di circa 400 bambini e di 81 famiglie".

Nel mese di febbraio un alto funzionario delle Nazioni Unite ha condannato la detenzione da parte di Israele di oltre 525 palestinesi, molti dei quali minorenni. Da oltre una decina di anni i maltrattamenti dei bambini palestinesi nel sistema detentivo militare israeliano sono ampiamente diffusi e sistematici. Anche UNICEF ha pubblicato un rapporto in tal senso. 

"Anche il sistema militare detentivo di Israele che colpisce i bambini è una anomalia" – ha concluso il nostro collaboratore.


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Il calore di una casa per ogni bambino

SOS Villaggi dei Bambini è la più grande organizzazione a livello mondiale, impegnata nel sostegno di bambini privi di cure familiari o a rischio di perderle. Nasce nel 1949 e, ad oggi, è la sola Associazione che ha la capacità di accogliere, all'interno dei suoi Villaggi SOS, 82.300 bambini, ai quali garantisce istruzione, cure mediche e tutela in situazioni di emergenza. Promuove programmi di supporto alle famiglie in stato di necessità ed è presente in 134 Paesi nel mondo, dove aiuta quasi 2.000.000 di persone.

In Italia è membro dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza e aiuta 336 bambini e ragazzi e le loro famiglie, per un totale di 537 persone. Lo fa attraverso 7 Villaggi SOS - rispettivamente a Trento, Ostuni (BR), Vicenza, Morosolo (VA), Roma, Saronno (VA) e Mantova - e un Programma di rafforzamento familiare a Torino, rivolto alle famiglie in stato di necessità. Sostiene, inoltre, il Centro Estivo Internazionale SOS di Caldonazzo (TN). www.sositalia.it


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martedì 1 marzo 2016

Campagna ‘Make in India’: Frost & Sullivan è al centro dell’attenzione

Centinaia di poster pubblicitari del governo indiano evidenziano il primo posto di Frost & Sullivan nella classifica indiana per crescita, innovazione e leadership 

MILANO – 1 marzo 2016 – Centinaia di poster pubblicitari esposti in posizioni strategiche nelle principali città dell'India celebrano il primo posto di Frost & Sullivan in India per crescita, innovazione e leadership. 

La campagna pubblicitaria del governo indiano fa seguito a un potente discorso tenuto di fronte al Primo Ministro britannico David Cameron, alle Autorità britanniche e a leader aziendali internazionali presso la Guildhall di Londra lo scorso novembre. 

Durante la sua visita nel Regno Unito, il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha evidenziato l'incredibile tasso di crescita dell'economia del paese (secondo la Banca Mondiale, +7,5% nel 2016) e le grandi opportunità per gli investimenti futuri nella regione.

Citando il pionieristico studio di Frost & Sullivan sui 100 paesi più importanti per la Crescita, l'Innovazione e la Leadership nel mondo, il primo ministro Modi ha osservato la posizione al primo posto in India dell'azienda di consulenza per la crescita. 

Le prospettive positive per gli investimenti indiani sono state ribadite dai recenti rating di Moody, dall'indice competitivo globale del Forum Economico Mondiale e dalle raccomandazioni dell'ONU.


Il programma Mega Trends include studi e prospettive visionarie su Crescita, Innovazione e Leadership, tra cui:

The Future of the United States

New Mega Trends in India  

Mega Trends in Africa

Durante la sua visita, il Primo Ministro Modi ha sottolineato come i flussi di investimento diretto in India siano aumentati del 40% quest'anno, rispetto all'anno scorso, ristabilendo la fiducia degli operatori a livello globale.

"L'India è sulla soglia di una grande rivoluzione informatica", osserva il Primo Ministro Modi. "La stiamo incoraggiando per velocizzare la diffusione dei servizi ai nostri 1,25 miliardi di abitanti. Nuove tecnologie ed energie rinnovabili sono il nostro nuovo mantra. Qualsiasi cosa facciamo, la faremo in modo più pulito e più 'green'. L'efficienza energetica, il riciclo dell'acqua, la termovalorizzazione e i programmi 'clean India' e per la pulizia dei fiumi fanno parte di queste iniziative, che forniscono nuove opportunità di investimento nelle tecnologie moderne e nelle risorse umane."

Sono stati avviati anche diversi programmi strategici, come l'iniziativa manifatturiera 'Make in India', le campagne 'Digital India' e 'Skills India' e la campagna 'Start Up India'.

Secondo Aroop Zutshi, Global President e Managing Partner di Frost & Sullivan, "La manifattura globale sta andando verso la quarta generazione della rivoluzione manifatturiera (Manufacturing 4.0) che ridefinirà i termini di differenziazione tra i diversi paesi. L'iniziativa Make in India promossa dal Primo Ministro Modi non solo darà slancio al potenziale manifatturiero indiano, ma ristabilirà anche l'immagine del paese a livello globale come polo di innovazione altamente tecnologico."

Chi siamo
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?    


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CARESTIA IN AFRICA: 11 MILIONI DI BAMBINI RISCHIANO DI MORIRE DI FAME

"SOS VILLAGGI DEI BAMBINI ETIOPIA ATTIVA IL PROGRAMMA DI EMERGENZA"

 

Milano 1 marzo 2016 - La presenza de El Niño, nella sua forma più intensa, ha portato alla perdita di diversi raccolti, decimato il bestiame e affamato milioni di persone ma, secondo le Nazioni Unite, gli effetti più drammatici si paleseranno nei prossimi mesi. "La furia di El Niño apre scenari finora sconosciuti" aveva avvertito, in una conferenza stampa al Palazzo di Vetro, Stephen O'Brien, vice-segretario generale e coordinatore degli interventi di assistenza umanitaria dell'Onu.


Secondo le Nazioni Unite, le persone a rischio fame a causa delle siccità sono circa 30 milioni. Il Sudafrica ha dichiarato lo stato di calamità e in Angola, Botswana, Malawi, Zambia, Zimbabwe, Lesotho, Swaziland e Mozambico l'emergenza potrebbe aggravarsi. Preoccupante è la situazione in Etiopia dove più di 10milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari immediati.


"I bambini sono i più vulnerabili in tempi di penuria alimentare acuta. Abbiamo bisogno di rispondere immediatamente, prima che la crisi alimentare e la grave malnutrizione li tocchino in maniera irreversibile. Ma la risposta umanitaria dovrebbe avere una visione a lungo termine. Occorre sviluppare una strategia per ridurre sistematicamente la malnutrizione e i fattori chiave che causano vulnerabilità infantile" – afferma Dereje Wordofa, Direttore Internazionale SOS dell'Africa orientale e meridionale.


SOS Villaggi dei Bambini Etiopia è parte attiva della nuova task force di protezione dell'infanzia guidata da UNICEF e da Population Fund (UNFPA). La task force si concentrerà sulla cura e sostegno psicologico delle vittime della siccità e proteggerà 1 milione di bambini vulnerabili attraverso: il potenziamento dei servizi di protezione dell'infanzia, dei programmi di rafforzamento familiare, del sostegno e del ricongiungimento dei minorenni non accompagnati, del sostegno psicologico all'infanzia.


"E' incoraggiante vedere che il governo etiope abbia preso provvedimenti tempestivi. Ha cominciato a procurarsi e distribuire cibo un anno fa. La siccità causerà sicuramente un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e non alimentari che inciderà negativamente sui bilanci familiari. Potrebbe esserci un impatto negativo anche sui nostri programmi di rafforzamento familiare ma la politica di prevenzione messa in atto insieme al governo e alle altre agenzie umanitarie ci induce a pensare che riusciremo ad affrontare la crisi." – conclude Dereje Wordofa.


SOS Villaggi dei Bambini ha iniziato la sua attività in Etiopia proprio nel 1974, anno in cui il paese venne colpito da una siccità terribile. Oggi opera a Jimma, Addis Abeba, Harrar, Hawassa, Gode, Bahir Dar e Makallè. L'Etiopia ha sperimentato una grave carestia dal 1983 al 1985 che ha ucciso 1 milione di persone. La siccità del 2011 ha colpito 4,6 milioni di persone in Etiopia, 4 milioni di persone in Somalia, 3,8 milioni di persone in Kenya e 180.000 a Gibuti.

 



Calais, Amnesty: lo sgombero non rappresenta la soluzione

Il 29 febbraio, dopo l'autorizzazione del tribunale amministrativo allo sgombero della settimana precedente, è iniziata la demolizione di una parte della "Giungla", il campo informale dei migranti e dei rifugiati a Calais.

Tra scene di violenza, circa 200 residenti sono stati sgomberati. Nel pomeriggio, le operazioni sono state interrotte. Ulteriori sgomberi sono previsti nelle prossime settimane, fino a quando il campo non sarà stato completamente demolito.

"Le autorità francesi devono garantire che non passeranno col bulldozer anche sui diritti dei migranti e dei rifugiati, molti dei quali con ogni probabilità sono in condizioni di estrema vulnerabilità" - ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

"La situazione a Calais non è evidentemente sostenibile, ma gli sgomberi non rappresentano alcuna soluzione a una crisi cui le autorità francesi e britanniche hanno voltato le spalle per anni. Occorre esaminare la situazione in chiave complessiva: non solo dai singoli aspetti del controllo delle frontiere, dell'alloggio e dell'igiene. A Calais ogni persona ha necessità e diritti che devono essere protetti" - ha proseguito Dalhuisen.

"Le autorità francesi devono assicurare che le persone di cui è previsto lo sgombero siano consultate in modo reale e che siano considerate tutte le opzioni a loro disposizione, tra cui facilitare l'accesso alla procedura d'asilo in Francia e fornire visti per il Regno Unito per i ricongiungimenti familiari o per altri buoni motivi che giustifichino l'ammissione. Sebbene vi sia il canale della Manica di mezzo, non è una questione di cui il governo di Londra si può lavare le mani" - ha concluso Dalhuisen.
                                      
Roma, 1 marzo 2016

Cambio alla Presidenza Ucif. La finitura italiana ora viene guidata da Marco Leva. Resterà in carica fino al 2019

Milano, 1 marzo 2016 – All’unanimità, il Consiglio dell’associazione Ucif, Unione dei Costruttori di Impianti di Finitura, ha eletto Marco Leva alla presidenza, già VicePresidente per due mandati.

Leva nasce nel 1962, si laurea in ingegneria elettrotecnica e fin da subito inizia a lavorare nell’azienda di famiglia fondata dal padre nel 1977. La società IMF ENGINEERING srl è specializzata nella realizzazione di impianti di finitura ad elevata automazione per i settori imballaggi metallici in alluminio e acciaio, ruote in lega leggera per autovetture e mezzi pesanti, pastiglie freni per autoveicoli.

Così si racconta il Presidente Leva. “Una volta completati gli studi, ho deciso di rimanere in azienda seguendo da vicino la fase di installazione e avviamento degli impianti di verniciatura, per passare poi alla parte tecnico-commerciale. Da qualche anno ho preso in mano la gestione completa  dell’azienda”.

“Essere eletto alla presidenza di Ucif è un incarico che mi onora e che accetto volentieri. - dichiara Leva - Durante il mio mandato, con l’aiuto di tutto il Consiglio, intendo rafforzare ancora di più il contatto con le aziende del comparto che da oggi rappresento. So di poter contare su imprenditori molto validi con cui abbiamo tracciato un percorso per incrementare l’attenzione verso l’internazionalizzazione dell’Associazione e delle aziende partecipanti”.

L’associazione della finitura, dopo avere maturato un’esperienza molto positiva nel campo della formazione tecnica per i propri associati negli ultimi quattro anni, ha anche impostato un corso sulla ‘comunicazione’ per sviluppare la capacità di recepire e trasferire le informazioni sia in azienda che all’esterno.

“Abbiamo in questi anni spinto molto sul concetto di ‘orgoglio di appartenenza a Ucif’ e il messaggio che vogliamo trasmettere ancora oggi è proprio che ci si associa per partecipare e trarre vantaggio dalla collaborazione tra aziende”.

 

UCIF – Unione Costruttori Impianti di Finitura A partire dal 1973 anno di fondazione come associazione autonoma aderente ad ANIMA, UCIF è cresciuta nel corso degli anni fino ad arrivare oggi a rappresentare oltre il 50% della produzione italiana di macchine e impianti di finitura, importante comparto industriale che in Italia conta oltre 2000 addetti per un fatturato annuo di circa 600 milioni di euro e una quota export consolidata del 70%.
ANIMA - Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine – è l'organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 210.000 addetti per un fatturato di 44 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 59% (dati riferiti al pre-consuntivo 2015). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: macchine ed impianti per la produzione di energia e per l’industria chimica e petrolifera - montaggio impianti industriali; logistica e movimentazione delle merci; tecnologie ed attrezzature per prodotti alimentari; tecnologie e prodotti per l’industria; impianti, macchine prodotti per l’edilizia; macchine e impianti per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente; costruzioni metalliche in genere.

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