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giovedì 6 novembre 2014

Ucraina, Amnesty: attacchi indiscriminati da entrambe le parti


L'uccisione di un alunno e di un 18enne nel corso del bombardamento di una scuola di Donetsk, il 5 novembre, fa parte secondo Amnesty International di una più ampia serie di attacchi indiscriminati che potrebbero costituire crimini di guerra.

"Sia il governo ucraino che le forze separatiste devono immediatamente porre fine a questi attacchi indiscriminati, commessi in violazione delle leggi di guerra. La continua morte di civili, risultato prevedibile di attacchi del genere, è ingiustificabile e i responsabili da entrambi i lati del conflitto devono essere chiamati a risponderne"  - ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

Nel corso di una missione di ricerca svolta nell'Ucraina orientale tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, Amnesty International ha registrato la morte di oltre 20 civili, a causa di bombardamenti e lanci di razzi a Donetsk, Avdiivka e Debaltseve. La maggior parte delle vittime, che viveva in zone residenziali, è stata provocata da attacchi indiscriminati, con armi non idonee a distinguere tra obiettivi civili e militari.

Buona parte delle vittime si trovava a Donetsk, controllata dai separatisti, e con ogni probabilità è stata uccisa dalle forze governative, mentre le forze separatiste paiono essere responsabili di diverse uccisioni a Avdiivka e Debaltseve, aree sotto controllo governativo.

In almeno un caso, Amnesty International ha notato postazioni di artiglieria delle forze governative collocate in un centro abitato.

"Durante il conflitto, entrambe le parti si sono rese responsabili di attacchi indiscriminati contro centri abitati. Hanno ucciso e ferito civili e distrutto abitazioni private. Non pare vi sia un grande desiderio, da ambo i lati, di porre fine a queste violazioni" – ha commentato Dalhuisen.

Il diritto internazionale vieta attacchi diretti contro i civili e le strutture civili, così come attacchi in aree civili che non possono essere indirizzati verso uno specifico obiettivo militare. Entrambe le parti in conflitto hanno violato questi divieti utilizzando mortai e razzi privi di guida che non possono in alcun modo mirare a un obiettivo preciso in zone fittamente popolate.

Inoltre, collocando truppe, armi e altri obiettivi militari in centri abitati, il governo ucraino e le forze separatiste sono venuti meno all'obbligo di prendere tutte le misure possibili per proteggere la popolazione civile, mettendola al contrario pericolo in violazione delle leggi di guerra.

Ulteriori informazioni

Nonostante fosse stato dichiarato il cessate-il-fuoco, tutte le città visitate da Amnesty International risultano tuttora contese tra le forze ucraine e quelle separatiste. A Donetsk, il più grande dei centri controllati dai separatisti nell'Ucraina orientale, gli scontri proseguono intorno all'aeroporto internazionale, a nord della città.

Avdiivka, a 10 chilometri da Donetsk, è controllata dalle forze pro-Kiev, che la usano per portare rifornimenti alla zona dell'aeroporto del capoluogo. Debaltseve, a sua volta controllata dalle forze pro-Kiev, è un importante snodo ferroviario e stradale tra l'Ucraina e la Russia.

A Donetsk, gli obiettivi colpiti da attacchi indiscriminati riscontrati da Amnesty International comprendono:
- la nota autofficina di via Kuybisheva, centrata da colpi di mortaio il 15 settembre, con tre morti;
- un'abitazione in via Rustaveli 22, colpita da un mortaio o da un razzo che ha ucciso un uomo di 64 anni mentre stava guardando la televisione;
- la miniera Trudovskaya, nel quartiere di Petrovskyi, presso la quale oltre 60 persone avevano trovato riparo in un vecchio rifugio antiaereo; il 28 settembre, una donna è stata colpita da un colpo di mortaio;
- un'abitazione in via Pugacheva 16, centrata il 29 settembre da un razzo che ha ucciso tre donne.

I ricercatori di Amnesty International hanno potuto osservare come le aree residenziali di Donetsk siano state utilizzate dai separatisti come postazioni di lancio per colpire le forze governative che si trovavano nella zona dell'aeroporto. Il 27 settembre hanno notato un pezzo d'artiglieria collocato a meno di cinque metri da una casa del quartiere Kuybishevskiy, mentre il 30 settembre un altro pezzo d'artiglieria sparava da sotto un ponte del Kievskiy Prospect, a meno di un chilometro da una scuola e dalle abitazioni, successivamente colpite in vari attacchi che hanno ucciso almeno un civile.

Gli abitanti hanno riferito ad Amnesty International che i separatisti usano postazioni lanciarazzi mobili, spostandole da un'area abitata a un'altra.

Ad Avdiivka, il 3 settembre un colpo d'artiglieria ha colpito l'ospedale cittadino, uccidendo una donna ricoverata perché rimasta ferita in un altro attacco, lo stesso giorno.

Nel centro di Debaltseve, in via Leningradskaya, una coppia è morta dopo essere stata colpita dalle schegge di un razzo. A Zavodskoy Poselok, nella periferia della città, il 22 settembre, una donna è stata colpita in pieno da un razzo mentre stava tornando a casa, avendo approfittato di una breve pausa nei bombardamenti per rifornirsi di acqua.

Granarolo ottiene la Certificazione BRC anche per lo stabilimento Casearia Podda s.r.l. di Sestu (CA)


Sempre più Qualità per garantire prodotti in linea con lo standard europeo più richiesto dai mercati internazionali.

Il nuovo standard igienico-qualitativo per lo stabilimento sardo, produttore di formaggi duri, si inserisce nell’ambito delle azioni previste dal piano di internazionalizzazione del Gruppo
  
Bologna, 6 novembre 2014 – Granarolo S.p.A., il maggiore operatore agro-industriale del Paese a capitale italiano, ha raggiunto la Certificazione BRC per lo stabilimento produttivo Casearia Podda s.r.l.
Casearia Podda, fondata da Ferruccio Podda e oggi controllata da Granarolo, da oltre mezzo secolo produce latte, yogurt e formaggi stagionati di grande qualità - fiore all’occhiello dell’azienda sono i pecorini romani e sardi DOP - apprezzati sempre più dal mercato estero.

La certificazione BRC per Casearia Podda s.r.l. va ad aggiungersi a quelle ottenute per gli stabilimenti produttivi di Bologna, Usmate Velate (MB) e Castrovillari (CS).

I principali benefici derivanti dalla certificazione consistono in un migliore accesso ai mercati europei, che richiedono sempre più spesso standard qualitativi internazionali, in un controllo dei processi interni più agevole e rigoroso che consente di minimizzare ulteriormente i rischi nonché in una riconoscibilità internazionale in materia di sicurezza alimentare.

“Il processo di forte internazionalizzazione che abbiamo avviato - e che ha nei formaggi stagionati DOP e freschi Made in Italy il suo più importante elemento di riconoscibilità – prevede, sul fronte della produzione, la ricerca dei più rigorosi standard qualitativi riconosciuti ed apprezzati sui mercati internazionali” ha commentato Gianpietro Corbari, il Direttore Generale del Gruppo Granarolo, che prosegue: “Siamo in corsa verso il raggiungimento di standard internazionali su tutti i 10 stabilimenti del Gruppo che consentiranno di aggiungere un ulteriore elemento di forza ai nostri prodotti per competere sui mercati esteri”.


Il BRC (British Retail Consortium) è uno standard globale igienico-qualitativo specifico per la sicurezza dei prodotti agroalimentari, da tempo richiesto dai retailer europei per accedere alla catena distributiva come prerequisito indispensabile a garanzia della sicurezza dei prodotti forniti e della messa in opera di tutte le precauzioni necessarie da parte del fornitore. Obiettivo della norma è fare in modo che i fornitori e i rivenditori della Grande Distribuzione Organizzata siano in grado di assicurare la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari proposti ai consumatori.

Nato in Inghilterra, dove ormai è istituzionalizzato, lo standard BRC prevede audit di certificazione da parte di organismi di terza parte, e adotta un sistema di valutazione per gradi di conformità: nel periodo di validità del contratto sono previste verifiche di sorveglianza in funzione del grado raggiunto ogni 6 mesi (grado C) o 12 mesi (grado A e B).


***
Gruppo Granarolo

Il gruppo Granarolo, uno dei principali player dell’agroalimentare italiano, comprende due realtà diverse e sinergiche: un consorzio di produttori di latte - Granlatte - che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima - e una società per azioni - Granarolo S.p.A. - che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 8 siti produttivi dislocati su tutto il territorio nazionale e 2 siti produttivi in Francia.

Il gruppo Granarolo rappresenta così la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti circa 1.000 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 1.200 automezzi per la distribuzione, che movimentano 750 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente più di 60 mila punti vendita presso i quali 11 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo.

Il Gruppo Granarolo conta circa 2100 dipendenti al 31/12/2013. Il 77,48% del Gruppo è controllato dal Consorzio Granlatte, il 19,78% da Intesa Sanpaolo, il restante 2,74% da Cooperlat.


Nel 2013 la Società ha realizzato 993 milioni di Euro di fatturato.

Il nuovo Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona apre sabato 15 novembre

Alle ore 16 la presentazione dei nuovi spazi, resi più moderni, accoglienti, funzionali e interattivi
Cetona: sabato 15 novembre l'apertura del nuovo Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona
Il Museo completa la riscoperta della Preistoria insieme a Parco archeologico-naturalistico e Archeodromo di Belverde
Spazi moderni e interattivi accoglieranno da sabato 15 novembre i visitatori del Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, che sarà riaperto al pubblico dopo un progetto di ammodernamento e nuovo allestimento delle sale. Il volto rinnovato del Museo Civico sarà svelato alle ore 16 nella struttura al piano terra del Palazzo comunale di Cetona, nel centro storico del borgo chianino. 

Gli interventi - promossi nei mesi scorsi dall'amministrazione comunale grazie a un finanziamento ricevuto nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale PSR 2007-2013 della Regione Toscana - hanno portato ad arricchire il Museo con nuove vetrine espositive, postazioni multimediali e pannelli didascalici.
Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona è stato inaugurato nel 1990 ed è sempre stato un punto di riferimento nella vita culturale cetonese e nella conoscenza della storia di questi luoghi fin dai tempi più remoti. 

L'ammodernamento e il nuovo allestimento delle sale permetteranno di valorizzare ulteriormente il patrimonio storico e archeologico esistente, coinvolgendo in maniera dinamica i visitatori nel viaggio alla scoperta della preistoria del Monte Cetona. 

Il nuovo volto del Museo Civico, inoltre, segna una tappa importante nella promozione storica e culturale dell'area, che conta anche sul Parco archeologico-naturalistico e sull'Archeodromo di Belverde, con l'opportunità di vivere un'esperienza di archeologia sperimentale. 
Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, che fa parte della Fondazione Musei Senesi, raccoglierà in nove sale espositive una vasta collezione di reperti recuperati quasi completamente nell'area di Belverde, sulle pendici del Monte Cetona, dove si trova anche l'omonimo. Qui, nel 1927, avviò le sue prime ricerche l'archeologo perugino Umberto Calzoni, Parco archeologico-naturalistico che scoprì quasi casualmente le testimonianze dell'intensa frequentazione preistorica e l'imponente formazione di travertino, la cosiddetta "scogliera", composta da blocchi accatastati gli uni sugli altri. 

Questi, con il passare del tempo, hanno creato cunicoli e gallerie collegati fra loro da una sorta di labirinto naturale, usati in epoca preistorica come rifugi, luoghi di culto e di sepoltura e oggi visitabili in piccoli gruppi e con una guida. Le indagini archeologiche nell'area hanno restituito reperti di vario genere, tra cui resti di orso speleo, utensili in selce utilizzati dall'Uomo di Neanderthal, raffinato vasellame, oggetti in metallo, osso e pietra risalenti al secondo millennio a.C. e altri oggetti testimonianza di vita quotidiana. 
Dal 2007 il Parco archeologico-naturalistico di Belverde ospita anche l'Archeodromo, dove sono stati riprodotti un villaggio dell'età del Bronzo (secondo millennio a.C.), con due capanne a grandezza naturale arredate con oggetti dell'epoca, e un insediamento in grotta del Paleolitico medio (oltre 50 mila anni fa), collegati da un sentiero immerso nel verde. 

A completare l'offerta culturale e didattica sono le attività che è possibile compiere nel Parco e nell'Archeodromo, rivolte soprattutto ai bambini, che possono trasformarsi in "archeologi per un giorno" imparando a scavare alla ricerca di reperti, ad accendere il fuoco, a macinare il grano o a costruire capanne come faceva l'Uomo nella Preistoria.
Il Museo Civico sui canali social, per seguire da vicino la riapertura. Per seguire da vicino la riapertura del Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona e scoprire il patrimonio storico e archeologico di Cetona, è possibile seguire la pagina Facebook Museo Civico Cetona, il profilo Twitter MuseoPreistCetona e il profilo Instagram, MuseoPreistoriaCetona, seguendo l'hashtag #PreistoriaCetona.

Franco Pecci: Le compagnie italiane rischiano di perdere la sfida dei cieli

L’idea del viaggio accompagna da sempre l’uomo, volare è diventata prassi comune e anche coloro che mettono a disposizione dei viaggiatori mezzi e opportunità devono essere all’altezza delle richieste. Secondo Franco Pecci, fondatore Blue Panorama Airlines: “La sfida è concepire una gamma di prodotti e servizi più ampia di quella attuale che, lasciando completamente in mani estere la produzione di velivoli commerciali, i sistemi di distribuzione elettronica, di e-commerce aeronautico e purtroppo i relativi strumenti di finanziamento a lungo termine, lascia nel nostro Paese ben poco del valore aggiunto”.
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Sempre più aerei stanno puntando sull’Italia. E’ in atto un’offensiva operativa. Il nostro Paese è al centro di interesse di numerose compagnie aeree di linea e vettori low cost. L’idea del viaggio ha sempre accompagnato l’uomo, desideroso di varcare i limiti dello spostamento sia fisico sia intellettuale. Superata la primordiale necessità di spostamenti determinata da motivi di sopravvivenza, l’uomo si è scoperto grande viaggiatore, un po’ per motivi legati al lavoro e molto per diletto, per il piacere di scoprire il mondo e prendere maggiore consapevolezza di se stesso. Ma viaggiare è un’arte e se l’impulso a muoversi è irrefrenabile, anche coloro che mettono a disposizione dei viaggiatori mezzi e opportunità devono essere all’altezza delle richieste, sempre nuove e via via più consapevoli ed esigenti.
Prendere l’aereo fino a non molti anni fa era prerogativa delle persone agiate. Agli aeroporti si andava per ammirare i colossi dell’aria che, con rombo di motori, si innalzavano dal suolo leggeri come libellule facendo volare anche la fantasia di tanti sognatori impossibilitati dal costoso biglietto a concretizzare il loro desiderio di volo.
Oggi l’immagine degli aeroporti assediati da migliaia e migliaia di viaggiatori è quotidiana. Volare è diventata prassi comune, quasi come prendere un autobus. Merito dei voli low cost che offrono la possibilità di viaggiare in aereo anche ai più giovani poiché le tariffe sono accessibili e permettono di raggiungere le mete più lontane. E i voli low cost non conoscono crisi, anzi, sono in continuo aumento e hanno fatto decollare anche i piccoli scali.
Lo scrittore e poeta Guy de Maupassant affermava: “Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno”. Tutto il mondo è in movimento, si va ovunque e in qualunque periodo dell’anno. “Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto”. Come non condividere il pensiero di Sant’Agostino? Il mondo è grande, va bene aldilà della nostra immaginazione.
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Franco Pecci – Fondatore Blue Panorama Airlines
Non si ferma, alla faccia della crisi, la voglia di movimento, di conoscenza. L’era del turismo globale vede l’uomo andare, porsi in cammino alla ricerca ognuno di una propria dimensione, di incontri e di luoghi da ricordare.
Nonostante la crisi economica, quindi, gli italiani continuano a concedersi almeno una vacanza all’anno. È quanto emerge da un’indagine del Touring Club Italiano sull’evoluzione del turismo. Si può risparmiate su tutto, dunque, ma è difficile rinunciare a fare le valigie e partire.
Dal 1998 in Italia è attiva Blue Panorama Airlines, compagnia aerea a capitale privato totalmente italiano con base presso l’aeroporto di Fiumicino che opera con voli di linea intercontinentali, internazionali e domestici, nel mercato dei charter inclusive tour a lungo, medio e breve raggio. La sua strategia è quella di fornire un servizio ai massimi livelli di cortesia e affidabilità rivolto alla clientela privata, ai tour operator e alle aziende. Blue Panorama Airlines si è da subito affermata nel mondo leisure aprendo successivamente basi operative e commerciali a Milano Malpensa e in altri scali italiani (Bologna, Catania e Torino). La compagnia opera attualmente con una flotta di tre Boeing 767-300ER, cinque Boeing 737 e due Piaggio P180 Avanti e si posiziona come una delle prime compagnie italiane nonché come vettore di riferimento del mercato nazionale per le più incantevoli destinazioni turistiche. Fondatore del gruppo Blue Panorama Airlines e Blu-express è il combattivo e alacre Franco Pecci.
Signor Pecci, la sua compagnia aerea è diventata in pochi anni leader del mercato internazionale. Vuol dire che se si interviene nel mercato in modo adeguato si può raggiungere il successo anche con la crisi economica?
“Certamente, per quanto riguarda le destinazioni da sogno, la domanda di clienti top spender, cioè quelli che spendono di più, c’è sempre, mentre per i viaggi di lavoro e di costo più accessibile si assiste in realtà a una contrazione che è inesorabile come il ciclo economico complessivo attuale del nostro Paese”.
Capacità manageriali e organizzative sono sufficienti per portare al successo un’impresa oggi o occorrono quelli che una volta venivano chiamati santi in paradiso?
“Di santi in paradiso non ce ne sono più, purtroppo, però le capacità manageriali e di tutto lo staff sono una condizione necessaria, ma non sufficiente al successo di un’azienda. Oltre a un mercato che offre delle potenzialità, serve un contesto favorevole al fare impresa perché, per quel che riguarda il settore del trasporto aereo, l’Italia si è distinta purtroppo per l’irrazionalità degli interventi e l’amplificazione delle minacce competitive provenienti da contesti economici più dotati. Ci troviamo in una situazione di grande difficoltà con l’avvento di compagnie straniere che hanno facilitazioni superiori alle nostre del mercato italiano”.
Blue Panorama Airlines si avvale di conoscenze tecnologiche molto avanzate. Il personale con idonee specializzazioni si reperisce con facilità in Italia?
“Sì, in Italia il personale specializzato per il momento si reperisce con una certa facilità ma ho dei dubbi che ciò possa avvenire ancora nel futuro”.
Un’Italia aperta alle nuove idee e alla nuova imprenditoria è possibile con il mercato italiano del capitale e con gli attuali sistemi bancari?
“La sfida è concepire una gamma di prodotti e servizi più ampia di quella attuale che, lasciando completamente in mani estere la produzione di velivoli commerciali, le relative attività di assistenza post vendita, i sistemi di distribuzione elettronica, di e-commerce aeronautico e purtroppo i relativi strumenti di finanziamento a lungo termine, lascia nel nostro Paese ben poco del valore aggiunto. Un prodotto con la sua attività principale che è quella di far volare i passeggeri”.
Il turismo verso destinazioni mondiali di lusso non ha subito arresti nonostante la crisi. Quanto conta per una compagnia aerea questa fascia di viaggiatori?
“L’attività di lungo raggio non ha subito grosse riduzioni e questo per una compagnia come la nostra è estremamente importante”. (…)
I siti Internet del gruppo sono www.blu-express.com e www.blue-panorama.com.

mercoledì 5 novembre 2014

Diocesi di Roma: la Giornata per la custodia del creato domenica 9 novembre a piazza dei Santi Apostoli

L'evento è promosso dal settore Centro della diocesi di Roma in collaborazione con i Frati Minori Conventuali della parrocchia dei Santi XII Apostoli, il Centro diocesano per la cooperazione tra le Chiese e la Caritas diocesana. Il programma prenderà il via alle 9.30 con l'apertura degli stand espositivi e laboratoriali. Alle 10.30 è prevista la Messa nella basilica dei Santi XII Apostoli celebrata dal vescovo Matteo Zuppi, ausiliare per il settore Centro. Dalle 12 stand gastronomici laboratori per bambini e adulti. Nel pomeriggio il dibattito con Leonardo Becchetti,Flaminia Giovannelli e padre Adriano Sella, missionario e coordinatore della rete interdiocesana "Nuovi stili di vita", che ha ideato l'iniziativa

 

Domenica 9 novembre (Dedicazione della basilica Lateranense, Cattedrale di Roma, e 64ª Giornata nazionale del Ringraziamento) piazza dei Santi Apostoli ospiterà la Giornata diocesana per la custodia del creato. L'iniziativa, nata da un'idea di padre Adriano Sella, missionario e coordinatore della rete interdiocesana "Nuovi stili di vita", è promossa dal settore Centro della diocesi di Roma in collaborazione con i Frati Minori Conventuali della parrocchia dei Santi XII Apostoli, il Centro diocesano per la cooperazione tra le Chiese e la Caritas diocesana.

 

Per un'intera giornata la piazza sarà animata da stand espositivi e laboratori educativi «che aiuteranno a conoscere e a interagire con nuovi modi di vivere fondati sulla qualità delle relazioni umane, sul rispetto dell'altro e dell'ambiente, per costruire ponti di interculturalità e di fratellanza nella scoperta delle reciproche ricchezze culturali», spiegano gli organizzatori. Che aggiungono: «Alla base di questa iniziativa c'è la volontà di riaffermare l'importanza dell'alleanza tra l'uomo, custode del creato, e il suo Creatore, celebrandone alcuni aspetti al fine di generare una nuova mentalità improntata al Vangelo e basata sui rapporti tra le persone, le cose, la natura e la mondialità, valorizzando le tipicità con cui Dio ha costruito l'armonia dei colori, delle lingue, delle culture e dei volti».

 

Il via al programma è fissato alle 9.30 con l'apertura dei 16 stand espositivi e laboratoriali. Alle 10.30, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Matteo Zuppi, ausiliare per il settore Centro, nella basilica parrocchiale dei Santi XII Apostoli. Alle 11.45 la performance teatrale "Dove sei Adamo?" di Alessio De Caprio, con Francesca Giorgini e musiche popolari del sud Italia dei Damadakà. Seguirà un momento di presentazione dell'evento con il parroco dei Santi XII Apostoli, padre Agnello Stoia, l'intervento di padre Adriano Sella e del vescovo Zuppi, e il saluto di Estella Marino, assessore all'Ambiente di Roma Capitale. Quindi i laboratori per bambini e adulti e l'apertura degli stand gastronomici con prodotti eco-sostenibili e di aziende agricole locali. Il pomeriggio proseguirà con musiche e danze delle comunità etniche in abito tradizionale: gruppi da Romania, Ucraina, India, Sri Lanka, Filippine, Bolivia, Perú, Ecuador, un coro di afro-italiani e la "Sveglia francescana" del Seraphicum, presentati da Antonella Mattei.

 

Alle 16 spazio al dibattito. Moderati dalla giornalista Rai Isabella Di Chio si alterneranno con i loro interventi il docente dell'Università Tor Vergata Leonardo Becchetti, su "Il Voto nel portafoglio: cambiare consumo e risparmio per cambiare l'economia", Flaminia Giovannelli, sottosegretario del pontificio Consiglio della giustizia e della pace, e padre Adriano Sella. Al termine del confronto la preghiera ecumenica per il creato e la proiezione del video "Il Cantico delle Creature" del francescano conventuale padre Giuseppe Franco. Stesso titolo del filmato anche per la mostra di Angela Nasone allestita nel chiostro dei Santi XII Apostoli e a ingresso libero.

Crociere in barca a vela nella Grecia Ionica

Isole baciate dal sole per oltre 300 giorni all'anno, spiagge luminose e un mare caldo dai colori vividi, paesaggi da cartolina che promettono di stupire gli occhi e di conquistare il cuore: è la Grecia Ionica, una destinazione magica per una crociera da sogno in barca a vela.

Crociere Vela Favero organizza entusiasmanti crociere in barca a vela nella Grecia Ionica, con imbarchi settimanali che portano alla scoperta di vere e proprie perle come Corfù, Murtos, Paxoi, Antipaxoi, Lefkas, Skorpion, Itaca, Cefalonia.

A bordo della Penelope I, barca a vela di 16 metri modello Sun Odissey, gli skipper Eugenio Favero e Paola Brocca accompagnano i propri ospiti in un'avventura emozionante lungo le rotte che furono di Ulisse e del suo mitico viaggio verso casa. Tra il mare azzurro e i paesaggi coloratissimi, veleggiando sospinti dal Maestrale che in queste zone è il padrone di casa, è possibile vivere giorno dopo giorno il fascino e il senso di libertà che solo la barca a vela sa offrire. Non mancheranno gli scali a terra, con l'occasione di conoscere la straordinaria cultura di queste isole e di lasciarsi avvolgere dalla calda ospitalità della gente del luogo. La crociera nella Grecia Ionica è anche sinonimo di un viaggio senza tempo, tra le rovine e i siti archeologici della Grecia Antica e della sua eredità di oltre 7000 anni di storia.

Dai momenti di navigazione agli ancoraggi in baia, ogni istante viene vissuto tra divertimento e totale relax, un'esperienza unica per immergersi tra i colori, i sapori e le tradizioni di questo angolo di Mediterraneo.

Per maggiori informazioni sugli itinerari di questa e delle altre crociere in barca a vela visita il sito all'indirizzo www.crocierevelafavero.it.

"Famiglie sotto le macerie" Rapporto Amnesty su Gaza


RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SUGLI ATTACCHI ISRAELIANI CONTRO LE ABITAZIONI DI GAZA

In un nuovo rapporto sull'ultima operazione militare nella Striscia di Gaza, Amnesty International ha accusato le forze israeliane di aver ucciso decine di civili palestinesi in attacchi contro abitazioni piene di famiglie: attacchi che, in alcuni casi, hanno costituito crimini di guerra.

Il rapporto, intitolato "Famiglie sotto le macerie", analizza otto casi in cui, durante l'operazione Margine protettivo, le forze israeliane hanno attaccato senza preavviso abitazioni familiari, causando almeno 104 morti, tra cui 62 bambini. Il rapporto evidenzia uno schema di attacchi frequenti con bombe lanciate dagli aerei per radere al suolo abitazioni civili, in cui in alcuni casi sono rimaste uccise intere famiglie.

"Le forze israeliane hanno ignorato sfacciatamente le leggi di guerra compiendo una serie di attacchi contro le abitazioni civili e mostrando una profonda indifferenza per le stragi causate" – ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

"Il nostro rapporto denuncia uno schema di attacchi contro le abitazioni civili da parte delle forze israeliane, con uno sconvolgente disprezzo per le vite dei palestinesi, che non hanno avuto alcun preavviso e alcuna possibilità di fuga" – ha proseguito Luther.

Il rapporto di Amnesty International contiene numerose testimonianze di sopravvissuti che hanno descritto l'orrore di scavare tra la polvere e le macerie delle loro case distrutte, alla ricerca dei corpi dei bambini e degli altri parenti.

In alcuni dei casi documentati nel rapporto, Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari. Tuttavia, la devastazione di vite e proprietà personali è stata in tutti i casi sproporzionata rispetto al vantaggio militare ottenuto con gli attacchi.

"L'eventuale presenza di un combattente in una delle abitazioni private colpite non avrebbe assolto Israele dall'obbligo di prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere le vite dei civili intrappolati nei combattimenti. Gli attacchi ripetuti e sproporzionati contro le abitazioni dimostrano che le attuali strategie militari israeliane sono profondamente viziate e fondamentalmente in contrasto coi principi del diritto internazionale umanitario" – ha commentato Luther.

Nel più sanguinoso degli attacchi documentati nel rapporto, contro il palazzo al-Dali, un edificio di tre piani di Khan Yunis, sono morte 36 persone – tra cui 18 bambini – appartenenti a quattro famiglie. Israele non ha spiegato le ragioni dell'attacco ma Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari all'interno dell'edificio.

Il secondo peggiore attacco è stato contro un membro delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, che si trovava all'esterno dell'abitazione della famiglia Abu Jame', nei pressi di Khan Yunis. L'attacco ha raso al suolo l'edificio uccidendo 25 civili, tra cui 19 bambini.

A prescindere dall'obiettivo che si voleva colpire, in entrambi i casi si è trattato di attacchi enormemente sproporzionati. Secondo il diritto internazionale umanitario, quando divenne evidente che negli edifici si trovava un gran numero di civili, ciascun attacco avrebbe dovuto essere cancellato o rinviato.

Le autorità israeliane non hanno fornito alcuna giustificazione per questi attacchi. In alcuni dei casi menzionati nel rapporto, Amnesty International non è riuscita a identificare alcun possibile obiettivo militare, giungendo alla conclusione che si sia trattato di attacchi diretti e deliberati contro civili od obiettivi civili, che costituirebbero crimini di guerra.

In tutti i casi illustrati nel rapporto, chi si trovava nelle abitazioni non ha ricevuto alcun preavviso. Se fosse stato dato, si sarebbero evidentemente potute evitare così tante perdite di vite umane.

"È tragico pensare che queste morti avrebbero potuto essere evitate. Sta alle autorità israeliane spiegare perché abbiano deciso di abbattere deliberatamente abitazioni piene di civili, quando avevano l'obbligo di ridurre al minimo i danni ai civili e avevano i mezzi per farlo" – ha sottolineato Luther.

Il rapporto di Amnesty International mette in luce le catastrofiche conseguenze degli attacchi israeliani contro le abitazioni, in cui è andata distrutta la vita di intere famiglie. Alcune delle abitazioni attaccate erano piene di parenti che erano fuggiti da altre zone di Gaza in cerca di riparo.

I sopravvissuti all'attacco contro l'abitazione della famiglia al-Hallaq, a Gaza City, hanno riferito ad Amnesty International le orribili scene dei corpi smembrati nella polvere e nel caos, dopo che l'edificio era stato centrato da tre missili.

Khalil Abdel Hassan Ammar, un dottore del Centro medico palestinese e abitante nell'edificio, ha raccontato: "Era terribile, non riuscivamo a salvare nessuno. Tutti i bambini erano bruciati, non riuscivo a riconoscere i miei da quelli dei vicini. Abbiamo caricato chi potevamo sulle ambulanze. Ho riconosciuto Ibrahim, il più grande dei miei figli, dalle scarpe che portava. Gliel'avevo comprate due giorni prima…"

Ayman Haniyeh, uno dei vicini, ha descritto il trauma della ricerca dei sopravvissuti:
"Tutto ciò che ricordo sono le parti dei corpi, denti, teste, braccia, organi interni, tutto fatto a pezzi e sparpagliato".

Un'altra sopravvissuta ha raccontato di aver raccolto e portato via in una borsa i "brandelli" del corpo di suo figlio.

Finora, Israele non ha riconosciuto neanche uno degli attacchi descritti nel rapporto e non ha risposto alle richiesta di Amnesty International di fornire chiarimenti sulle ragioni di tali attacchi.

Durante l'ultimo conflitto, almeno 18.000 abitazioni sono state distrutte o rese inabitabili e oltre 1500 civili palestinesi – tra cui 519 bambini – sono stati uccisi dagli attacchi israeliani. I gruppi armati palestinesi hanno a loro volta commesso crimini di guerra, lanciando contro Israele migliaia di razzi indiscriminati, che hanno ucciso sei civili tra cui un bambino.

"Ora è veramente importante che chi ha commesso violazioni del diritto internazionale umanitario sia chiamato a renderne conto. Le autorità israeliane devono fornire risposte. La comunità internazionale deve agire con urgenza per porre fine al perenne ciclo di gravi violazioni e completa impunità" – ha chiarito Luther.

Poiché le autorità israeliane e palestinesi non sono state in grado di indagare in modo indipendente e imparziale sulle denunce di crimini di guerra, è fondamentale che la comunità internazionale sostenga la necessità del coinvolgimento della Corte penale internazionale (Icc).

Pertanto, Amnesty International rinnova la richiesta a Israele e alle autorità palestinesi di accedere allo Statuto di Roma e di autorizzare l'Icc a investigare sui crimini commessi in Israele e nei Territori palestinesi occupati. L'organizzazione per i diritti umani chiede inoltre al Consiglio di sicurezza di deferire all'Icc la situazione di Israele e nei Territori palestinesi occupati in modo che la procuratrice possa investigare sulle denunce di crimini di diritto internazionale attribuiti a tutte le parti coinvolte.

Israele continua a negare l'accesso a Gaza alle organizzazioni internazionali per i diritti umani, compresa Amnesty International, che pertanto ha dovuto condurre le sue ricerche a distanza, assistita da due operatori presenti sul campo. Israele ha anche reso noto che non collaborerà con la Commissione d'inchiesta istituita dal Consiglio Onu per i diritti umani.

"Non consentire un monitoraggio indipendente sui diritti umani a Gaza sa di uno smaccato tentativo, deliberatamente orchestrato, di coprire le violazioni o nasconderle allo scrutinio internazionale. Per dimostrare il suo impegno in favore dei diritti umani, Israele deve cooperare pienamente con la Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite e consentire l'immediato accesso a Gaza alle organizzazioni internazionali per i diritti umani come Amnesty International" – ha concluso Luther.
                                                             
Roma, 5 novembre 2014

Il rapporto "Famiglie sotto le macerie" è disponibile online all'indirizzo:
http://www.amnesty.it/Famiglie-sotto-le-macerie-rapporto-sugli-attacchi-israeliani-contro-le-abitazioni-di-Gaza

martedì 4 novembre 2014

Il segreto del successo delle vendite temporanee

Negli ultimi tempi, complice il perdurare della crisi economica, negozi ed esercizi commerciali registrano un progressivo calo degli acquisti. È una tendenza che interessa generalmente tutte le aree merceologiche: le abitudini dei consumatori sono cambiate e nemmeno saldi di fine stagione, outlet e mercatini dell'usato sembrano essere in grado di invertire il trend negativo e di incrementare gli incassi in modo profittevole.

Il consumatore moderno infatti è sempre più attento: cerca la qualità al miglior prezzo e utilizza svariati canali per conoscere e acquistare il prodotto interessato. Sono quindi necessarie nuove metodologie di vendita, in linea con strategie capaci di comprendere e soddisfare le esigenze del consumatore di oggi.

La soluzione consiste nel seguire l'esempio di una strategia che arriva dagli Stati Uniti e che ha fatto registrare ottimi successi in ogni ambito merceologico: l'organizzazione di vendite temporanee attraverso l'allestimento di Temporary Shop.

Già da alcuni anni Temporary Shop e Temporary Store si stanno diffondendo anche in Italia, soprattutto nelle grandi città dove un evento come la vendita straordinaria ha la possibilità di raggiungere ottimi risultati. Ora la tendenza comincia a interessare anche i centri più piccoli.

Si tratta di creare nuovi spazi di vendita dove l'attenzione venga focalizzata su alcuni prodotti specifici. Tali prodotti vengono presentati in modo persuasivo e in contesti curati sotto l'aspetto del design. Il fattore determinante è però il periodo limitato nel tempo in cui tale vendita viene effettuata: solitamente la durata è di alcuni mesi ma non sono rari i casi di temporary shop aperti solo per qualche giorno.

Il segreto sta nel curare l'iniziativa nei minimi dettagli: dalla scelta della posizione ideale all'allestimento interno del negozio temporaneo, dall'ideazione e diffusione del piano marketing all'espletamento delle pratiche amministrative legate alle varie normative locali in materia di commercio.

Individuare la location perfetta è fondamentale: la superficie di vendita va allestita in modo tale da poter accogliere il numero di persone desiderato, presentare un design accattivante, essre visibile e facilmente raggiungibile. Non è da meno poi la promozione dell'evento, attraverso una campagna pubblicitaria pianificata attentamente.

I negozi temporanei hanno successo perché giocano sulla psicologia legata all'acquisto: la disponibilità limitata nel tempo di un prodotto e l'idea di base che si tratti di un evento unico e irripetibile stimolano il processo d'acquisto suggerendo al consumatore la necessità di un'occasione da cogliere al volo.

L’importanza di rivolgersi ad un’Agenzia di Web Marketing a Palermo

All’interno di un’Agenzia di WebMarketing a Palermo vengono svolte tutta una serie di attività legate alla pubblicità su internet, che sfruttano il canale del web con lo scopo di dare risalto, visibilità, a un sito internet,  dando così lustro ad un marchio aziendale ed ai suoi prodotti.  
L’era del web è ormai arrivata da un po’, per cui è impensabile per ogni azienda non essere presente su internet. Ma essere soltanto presenti non basta, bisogna che il sito aziendale venga continuamente aggiornato, e soprattutto posizionato ai primi posti, meglio ancora se al primo, delle pagine di risposta dei motori di ricerca (Google in primis). Lasciare un sito web in balìa di sé stesso non è per nulla conveniente, ecco quindi perché è importante rivolgersi ad un’agenzia di web marketing a Palermo.

Cosa fa un’Agenzia di Web Marketing a Palermo

All’interno di un’agenzia di web marketing a Palermo vengono svolti diversi compiti da diverse e qualificate figure professionali: copywriter, esperto seo, programmatore, web developer, grafico, esperto di web marketing strategico etc.
Nonostante le diverse mansioni svolte, un’agenzia di Web Marketing a Palermo, dà maggior risalto ad attività come:
·      Posizionamento sui motori di ricerca: come detto precedentemente, essere semplicemente presenti su internet non è sufficiente, ma bisogna un sito web venga trovato tra i primi risultati delle pagine di risposta dei motori di ricerca. Ciò avviene grazie alle tecniche di Seo (Search Engine Optimization), che fa si che il sito di un’azienda cliente venga trovato ai primi posti, in alcuni casi proprio al primo, della prima pagina di risposta del motore di ricerca.
·      Direct email marketing: (DEM) si tratta della diffusione di un messaggio pubblicitario attraverso la posta elettronica. Attenzione  non confonderlo con la SPAM, che è posta indesiderata.
·      Campagne advertising: gli strumenti più usati per la pubblicità online sono i banner, ovvero delle pagine animate che appaiono sui siti d’appoggio.

·      Pay per click: consiste in annunci testuali che compaiono sui motori di ricerca o su siti tematici. Dei veri e propri annunci pubblicitari per  i quali l’inserzionista è disposto a pagare per ogni click.

lunedì 3 novembre 2014

Fino al 15 novembre: pasti caldi e servizio di ascolto per 1.000 indigenti


Dal 2 al 15 novembre 2014
Campagna con SMS solidale al 45509 della Fondazione Patrizio Paoletti

Pasti caldi e servizio di ascolto
per mille persone in momentaneo stato di indigenza

La campagna si inserisce all'interno del programma internazionale "1 Milione di Pasti"


Mille uomini e donne in momentaneo stato di indigenza - di età compresa tra 35 e 60 anni, nelle 5 città italiane di Milano, Roma, Sassari, Napoli e Catanzaro - sono i beneficiari della nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione Patrizio Paoletti.

Con un SMS solidale inviato dal 2 al 15 novembre 2014 al 45509 è possibile infatti sostenere una parte del programma di sostegno sociale e alimentare "1 Milione di Pasti" che, pensato prima per i Paesi in Via di Sviluppo e poi avviato in Italia nel 2012 per far fronte al fenomeno dilagante delle nuove povertà*, offre sostegno a persone senza dimora e in momentaneo stato di indigenza, con l'obiettivo di creare una rete d'aiuto e solidarietà che agevoli l'uscita dallo stato di difficoltà.

Il programma si sviluppa affiancando alla distribuzione di pasti caldi un'assistenza garantita da volontari con la qualifica di counselor (professionisti delle relazioni di aiuto), attraverso uno servizio di ascolto che attiva un dialogo e orienta la persona in difficoltà a un processo di recupero.

Da quanto è stato avviato due anni fa, il progetto "1 Milione di Pasti" ha distribuito in Italia 129mila pasti destinati nel complesso a 4mila persone senza dimora accolte nei centri di accoglienza o raggiunte dai servizi di primo soccorso in strada, collaborando con organizzazioni sul territorio.
L'obiettivo per il periodo autunno-inverno 2014-2015 è di distribuire 36mila pasti e raggiungere mille persone che versano in stato di momentanea indigenza.

*Secondo gli ultimi dati Istat (ottobre 2013), in Italia nel quinquennio 2007-2012 il numero di individui in povertà assoluta è raddoppiato da 2,4 a 4,8 milioni. Di questi poco più di 1 milione sono minori.

Numero di SMS solidale: 45509. Periodo: dal 2 al 15 novembre 2014.
Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca. Sarà di 2 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TeleTu e TWT; sarà invece di 2/5 euro con chiamata da rete fissa Telecom Italia e Fastweb.

Fondazione Patrizio Paoletti nasce ad Assisi nel 2000 con l'obiettivo di promuovere il benessere sociale e la crescita personale, attraverso due concetti fondamentali: l'educazione e la ricerca. Grazie all'educazione è infatti possibile produrre un innalzamento della qualità della vita dell'individuo, nell'interesse generale della società. Nel campo della ricerca invece, la Fondazione è attiva in ambito neuroscientifico e psicopedagogico, con particolare attenzione allo studio del funzionamento del processo di apprendimento.
La Fondazione promuove programmi socio-educativi, come "1 Milione di Pasti", che mettono in campo professionisti delle relazioni d'aiuto e un ampio coinvolgimento del volontariato.
È attiva anche nel sostegno sociale e scolastico sia in Italia che nei Paesi in Via di Sviluppo (Brasile, Congo RDC, Haiti, India, Indonesia, Perù), ed opera in contesti d'emergenza, come in Indonesia (tsunami 2004) e Haiti (terremoto 2010), Abruzzo (terremoto 2009), Emilia Romagna (terremoto 2011).


domenica 2 novembre 2014

Perchè la vittoria del Napoli non può essere dedicata a Ciro Esposito

Ieri il Napoli ha stravinto giocando molto bene su di una Roma inesistente.

Ma cosa c'entra la dedica di Benitez della vittoria a Ciro Esposito?

Il Napoli dovrebbe dedicare tutte le sue vittorie alla memoria del suo tifoso eroe ucciso in occasione della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli a Roma.

Ancora una volta siamo costretti a ribadire che la Roma e i suoi tifosi non hanno nulla a che vedere con quegli incidenti.

Perchè hanno molto più in comune con quel dramma tutti gli ultras violenti e farabutti delinquenti travestiti da pseudo-tifosi armati di spranghe e tondini e gli abituali criminali da cronaca nera.

Perchè il "Gastone"  è molto più simile e vicino al "Genny 'a Carogna" di quanto tutti i normali tifosi romanisti. 

Perchè un normale romanista è colluso con chi ha pistole, coltelli e spranghe quanto un normale napoletano è colluso con la camorra.

Demonizzando Roma e i tifosi della Roma come "i responsabili" di quella tragedia si travisa completamente la realtà ma soprattutto si perde di mira il vero obiettivo di condannare e combattere uniti contro la violenza nel mondo del calcio italiano.



UNA SQUADRA CHE STA GIOCANDO MALE

Il disfattismo non vogliamo farlo assolutamente.. Siamo in ottima posizione di classifica e sarebbe assurdo dire che è tutto da buttare. Ma noi dovremmo essere quelli che vincono lo scudetto a spasso, e quindi qui un esame di coscienza si impone. Quindi per quelli che diranno, a commento del presente post, la solita litania di inutili cretinate (sempre a criticare, tutti allenatori, mai schiavi del risultato, pensate a tifare), premettiamo che le parole che seguono, dovrebbero diventare elogi e complimenti sperticati se l'obiettivo dell'anno 2014-2015 fosse solo un posto in Europa. In quel caso la Roma sarebbe eccezionale. Ma qui, per nostra fortuna, si è detto altro.. E allora si impongono riflessioni..
La squadra gioca da tempo male, in molte partite malissimo.
Il portiere dopo molte sicurezze, appare a volte incerto e fuori tempo.
La difesa è prepotente con squadre di modesto spessore, concede poco, assicurando la vittoria quasi sempre, ma si fa travolgere dalle squadre di rango superiore. Quando squadre potenti pressano alte, riconquistano e partono in velocità, non capiamo più nulla e prendiamo gol. I centrali, in rotazione, senza Castan, non sembrano valere la coppia titolare dello scorso campionato Castan-Benatia.
I terzini lasciano a desiderare sia in difesa che in attacco. Molti dicono che tre greci in difesa sembra troppo. Non è sicuramente questione di nazionalità, ma francamente Holebas Manolas Torosidis non sembrano avere la qualità di una squadra che deve vincere lo scudetto.
Il centrocampo è abbastanza solido, Nainngolan e Keita sembrano giocatori tosti e di difficile superabilità, ma Pjanic sembra dall'inizio del campionato assolutamente insufficiente. De Rossi non sembra portare né la necessaria qualità né il necessario furore. Florenzi alterna cose ottime a errori grossolani.
L'attacco è evanescente in troppe partite. Totti solo a sprazzi (giustamente) mostra le sue capacità, Destro compare raramente in partita e grazie a Dio in quei pochi momenti fa gol. Gervinho più prevedibile dello scorso anno, mentre Iturbe non si è ancora inserito.
Mancano tantissimo Maicon e Castan, e su questo si innesta la conduzione dei preparatori atletici e la serie spaventosa di infortuni che abbiamo avuto. Solo sfortuna?
Su tutto una lentezza cronica insostenibile in moltissime partite specialmente in trasferta, ma da alcune giornate pure in casa. Una fame di vittorie che sembra annacquata. Determinazione latente. Patimento quasi costante con squadre di rango.
E soprattutto, ciò che non ci va giù assolutamente, una presunzione che sembra far rivivere i proclami di pallottiana, zanziana, baldiniana memoria.
Cari Signori. Noi cerchiamo di essere moderati e costruttivi con le critiche. Ma voi, testa bassa, pedalare tanto, parlare poco, perché sennò non si va d'accordo per niente.

Romanisti incazzati.

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