Cerca nel blog
giovedì 6 novembre 2014
Ucraina, Amnesty: attacchi indiscriminati da entrambe le parti
Granarolo ottiene la Certificazione BRC anche per lo stabilimento Casearia Podda s.r.l. di Sestu (CA)
Il nuovo Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona apre sabato 15 novembre
Spazi moderni e interattivi accoglieranno da sabato 15 novembre i visitatori del Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, che sarà riaperto al pubblico dopo un progetto di ammodernamento e nuovo allestimento delle sale. Il volto rinnovato del Museo Civico sarà svelato alle ore 16 nella struttura al piano terra del Palazzo comunale di Cetona, nel centro storico del borgo chianino.
Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, che fa parte della Fondazione Musei Senesi, raccoglierà in nove sale espositive una vasta collezione di reperti recuperati quasi completamente nell'area di Belverde, sulle pendici del Monte Cetona, dove si trova anche l'omonimo. Qui, nel 1927, avviò le sue prime ricerche l'archeologo perugino Umberto Calzoni, Parco archeologico-naturalistico che scoprì quasi casualmente le testimonianze dell'intensa frequentazione preistorica e l'imponente formazione di travertino, la cosiddetta "scogliera", composta da blocchi accatastati gli uni sugli altri.
Dal 2007 il Parco archeologico-naturalistico di Belverde ospita anche l'Archeodromo, dove sono stati riprodotti un villaggio dell'età del Bronzo (secondo millennio a.C.), con due capanne a grandezza naturale arredate con oggetti dell'epoca, e un insediamento in grotta del Paleolitico medio (oltre 50 mila anni fa), collegati da un sentiero immerso nel verde. Franco Pecci: Le compagnie italiane rischiano di perdere la sfida dei cieli
Oggi l’immagine degli aeroporti assediati da migliaia e migliaia di viaggiatori è quotidiana. Volare è diventata prassi comune, quasi come prendere un autobus. Merito dei voli low cost che offrono la possibilità di viaggiare in aereo anche ai più giovani poiché le tariffe sono accessibili e permettono di raggiungere le mete più lontane. E i voli low cost non conoscono crisi, anzi, sono in continuo aumento e hanno fatto decollare anche i piccoli scali.
Lo scrittore e poeta Guy de Maupassant affermava: “Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno”. Tutto il mondo è in movimento, si va ovunque e in qualunque periodo dell’anno. “Il mondo è un libro. Chi non viaggia ne legge una pagina soltanto”. Come non condividere il pensiero di Sant’Agostino? Il mondo è grande, va bene aldilà della nostra immaginazione.
“Certamente, per quanto riguarda le destinazioni da sogno, la domanda di clienti top spender, cioè quelli che spendono di più, c’è sempre, mentre per i viaggi di lavoro e di costo più accessibile si assiste in realtà a una contrazione che è inesorabile come il ciclo economico complessivo attuale del nostro Paese”.
“Di santi in paradiso non ce ne sono più, purtroppo, però le capacità manageriali e di tutto lo staff sono una condizione necessaria, ma non sufficiente al successo di un’azienda. Oltre a un mercato che offre delle potenzialità, serve un contesto favorevole al fare impresa perché, per quel che riguarda il settore del trasporto aereo, l’Italia si è distinta purtroppo per l’irrazionalità degli interventi e l’amplificazione delle minacce competitive provenienti da contesti economici più dotati. Ci troviamo in una situazione di grande difficoltà con l’avvento di compagnie straniere che hanno facilitazioni superiori alle nostre del mercato italiano”.
“Sì, in Italia il personale specializzato per il momento si reperisce con una certa facilità ma ho dei dubbi che ciò possa avvenire ancora nel futuro”.
“La sfida è concepire una gamma di prodotti e servizi più ampia di quella attuale che, lasciando completamente in mani estere la produzione di velivoli commerciali, le relative attività di assistenza post vendita, i sistemi di distribuzione elettronica, di e-commerce aeronautico e purtroppo i relativi strumenti di finanziamento a lungo termine, lascia nel nostro Paese ben poco del valore aggiunto. Un prodotto con la sua attività principale che è quella di far volare i passeggeri”.
“L’attività di lungo raggio non ha subito grosse riduzioni e questo per una compagnia come la nostra è estremamente importante”. (…)
mercoledì 5 novembre 2014
Diocesi di Roma: la Giornata per la custodia del creato domenica 9 novembre a piazza dei Santi Apostoli
Domenica 9 novembre (Dedicazione della basilica Lateranense, Cattedrale di Roma, e 64ª Giornata nazionale del Ringraziamento) piazza dei Santi Apostoli ospiterà la Giornata diocesana per la custodia del creato. L'iniziativa, nata da un'idea di padre Adriano Sella, missionario e coordinatore della rete interdiocesana "Nuovi stili di vita", è promossa dal settore Centro della diocesi di Roma in collaborazione con i Frati Minori Conventuali della parrocchia dei Santi XII Apostoli, il Centro diocesano per la cooperazione tra le Chiese e la Caritas diocesana.
Per un'intera giornata la piazza sarà animata da stand espositivi e laboratori educativi «che aiuteranno a conoscere e a interagire con nuovi modi di vivere fondati sulla qualità delle relazioni umane, sul rispetto dell'altro e dell'ambiente, per costruire ponti di interculturalità e di fratellanza nella scoperta delle reciproche ricchezze culturali», spiegano gli organizzatori. Che aggiungono: «Alla base di questa iniziativa c'è la volontà di riaffermare l'importanza dell'alleanza tra l'uomo, custode del creato, e il suo Creatore, celebrandone alcuni aspetti al fine di generare una nuova mentalità improntata al Vangelo e basata sui rapporti tra le persone, le cose, la natura e la mondialità, valorizzando le tipicità con cui Dio ha costruito l'armonia dei colori, delle lingue, delle culture e dei volti».
Il via al programma è fissato alle 9.30 con l'apertura dei 16 stand espositivi e laboratoriali. Alle 10.30, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Matteo Zuppi, ausiliare per il settore Centro, nella basilica parrocchiale dei Santi XII Apostoli. Alle 11.45 la performance teatrale "Dove sei Adamo?" di Alessio De Caprio, con Francesca Giorgini e musiche popolari del sud Italia dei Damadakà. Seguirà un momento di presentazione dell'evento con il parroco dei Santi XII Apostoli, padre Agnello Stoia, l'intervento di padre Adriano Sella e del vescovo Zuppi, e il saluto di Estella Marino, assessore all'Ambiente di Roma Capitale. Quindi i laboratori per bambini e adulti e l'apertura degli stand gastronomici con prodotti eco-sostenibili e di aziende agricole locali. Il pomeriggio proseguirà con musiche e danze delle comunità etniche in abito tradizionale: gruppi da Romania, Ucraina, India, Sri Lanka, Filippine, Bolivia, Perú, Ecuador, un coro di afro-italiani e la "Sveglia francescana" del Seraphicum, presentati da Antonella Mattei.
Alle 16 spazio al dibattito. Moderati dalla giornalista Rai Isabella Di Chio si alterneranno con i loro interventi il docente dell'Università Tor Vergata Leonardo Becchetti, su "Il Voto nel portafoglio: cambiare consumo e risparmio per cambiare l'economia", Flaminia Giovannelli, sottosegretario del pontificio Consiglio della giustizia e della pace, e padre Adriano Sella. Al termine del confronto la preghiera ecumenica per il creato e la proiezione del video "Il Cantico delle Creature" del francescano conventuale padre Giuseppe Franco. Stesso titolo del filmato anche per la mostra di Angela Nasone allestita nel chiostro dei Santi XII Apostoli e a ingresso libero.
Crociere in barca a vela nella Grecia Ionica
Isole baciate dal sole per oltre 300 giorni all'anno, spiagge luminose e un mare caldo dai colori vividi, paesaggi da cartolina che promettono di stupire gli occhi e di conquistare il cuore: è la Grecia Ionica, una destinazione magica per una crociera da sogno in barca a vela.
Crociere Vela Favero organizza entusiasmanti crociere in barca a vela nella Grecia Ionica, con imbarchi settimanali che portano alla scoperta di vere e proprie perle come Corfù, Murtos, Paxoi, Antipaxoi, Lefkas, Skorpion, Itaca, Cefalonia.
A bordo della Penelope I, barca a vela di 16 metri modello Sun Odissey, gli skipper Eugenio Favero e Paola Brocca accompagnano i propri ospiti in un'avventura emozionante lungo le rotte che furono di Ulisse e del suo mitico viaggio verso casa. Tra il mare azzurro e i paesaggi coloratissimi, veleggiando sospinti dal Maestrale che in queste zone è il padrone di casa, è possibile vivere giorno dopo giorno il fascino e il senso di libertà che solo la barca a vela sa offrire. Non mancheranno gli scali a terra, con l'occasione di conoscere la straordinaria cultura di queste isole e di lasciarsi avvolgere dalla calda ospitalità della gente del luogo. La crociera nella Grecia Ionica è anche sinonimo di un viaggio senza tempo, tra le rovine e i siti archeologici della Grecia Antica e della sua eredità di oltre 7000 anni di storia.
Dai momenti di navigazione agli ancoraggi in baia, ogni istante viene vissuto tra divertimento e totale relax, un'esperienza unica per immergersi tra i colori, i sapori e le tradizioni di questo angolo di Mediterraneo.
Per maggiori informazioni sugli itinerari di questa e delle altre crociere in barca a vela visita il sito all'indirizzo www.crocierevelafavero.it.
"Famiglie sotto le macerie" Rapporto Amnesty su Gaza
In un nuovo rapporto sull'ultima operazione militare nella Striscia di Gaza, Amnesty International ha accusato le forze israeliane di aver ucciso decine di civili palestinesi in attacchi contro abitazioni piene di famiglie: attacchi che, in alcuni casi, hanno costituito crimini di guerra.
Il rapporto, intitolato "Famiglie sotto le macerie", analizza otto casi in cui, durante l'operazione Margine protettivo, le forze israeliane hanno attaccato senza preavviso abitazioni familiari, causando almeno 104 morti, tra cui 62 bambini. Il rapporto evidenzia uno schema di attacchi frequenti con bombe lanciate dagli aerei per radere al suolo abitazioni civili, in cui in alcuni casi sono rimaste uccise intere famiglie.
"Le forze israeliane hanno ignorato sfacciatamente le leggi di guerra compiendo una serie di attacchi contro le abitazioni civili e mostrando una profonda indifferenza per le stragi causate" – ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.
"Il nostro rapporto denuncia uno schema di attacchi contro le abitazioni civili da parte delle forze israeliane, con uno sconvolgente disprezzo per le vite dei palestinesi, che non hanno avuto alcun preavviso e alcuna possibilità di fuga" – ha proseguito Luther.
Il rapporto di Amnesty International contiene numerose testimonianze di sopravvissuti che hanno descritto l'orrore di scavare tra la polvere e le macerie delle loro case distrutte, alla ricerca dei corpi dei bambini e degli altri parenti.
In alcuni dei casi documentati nel rapporto, Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari. Tuttavia, la devastazione di vite e proprietà personali è stata in tutti i casi sproporzionata rispetto al vantaggio militare ottenuto con gli attacchi.
"L'eventuale presenza di un combattente in una delle abitazioni private colpite non avrebbe assolto Israele dall'obbligo di prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere le vite dei civili intrappolati nei combattimenti. Gli attacchi ripetuti e sproporzionati contro le abitazioni dimostrano che le attuali strategie militari israeliane sono profondamente viziate e fondamentalmente in contrasto coi principi del diritto internazionale umanitario" – ha commentato Luther.
Nel più sanguinoso degli attacchi documentati nel rapporto, contro il palazzo al-Dali, un edificio di tre piani di Khan Yunis, sono morte 36 persone – tra cui 18 bambini – appartenenti a quattro famiglie. Israele non ha spiegato le ragioni dell'attacco ma Amnesty International ha identificato possibili obiettivi militari all'interno dell'edificio.
Il secondo peggiore attacco è stato contro un membro delle Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, che si trovava all'esterno dell'abitazione della famiglia Abu Jame', nei pressi di Khan Yunis. L'attacco ha raso al suolo l'edificio uccidendo 25 civili, tra cui 19 bambini.
A prescindere dall'obiettivo che si voleva colpire, in entrambi i casi si è trattato di attacchi enormemente sproporzionati. Secondo il diritto internazionale umanitario, quando divenne evidente che negli edifici si trovava un gran numero di civili, ciascun attacco avrebbe dovuto essere cancellato o rinviato.
Le autorità israeliane non hanno fornito alcuna giustificazione per questi attacchi. In alcuni dei casi menzionati nel rapporto, Amnesty International non è riuscita a identificare alcun possibile obiettivo militare, giungendo alla conclusione che si sia trattato di attacchi diretti e deliberati contro civili od obiettivi civili, che costituirebbero crimini di guerra.
In tutti i casi illustrati nel rapporto, chi si trovava nelle abitazioni non ha ricevuto alcun preavviso. Se fosse stato dato, si sarebbero evidentemente potute evitare così tante perdite di vite umane.
"È tragico pensare che queste morti avrebbero potuto essere evitate. Sta alle autorità israeliane spiegare perché abbiano deciso di abbattere deliberatamente abitazioni piene di civili, quando avevano l'obbligo di ridurre al minimo i danni ai civili e avevano i mezzi per farlo" – ha sottolineato Luther.
Il rapporto di Amnesty International mette in luce le catastrofiche conseguenze degli attacchi israeliani contro le abitazioni, in cui è andata distrutta la vita di intere famiglie. Alcune delle abitazioni attaccate erano piene di parenti che erano fuggiti da altre zone di Gaza in cerca di riparo.
I sopravvissuti all'attacco contro l'abitazione della famiglia al-Hallaq, a Gaza City, hanno riferito ad Amnesty International le orribili scene dei corpi smembrati nella polvere e nel caos, dopo che l'edificio era stato centrato da tre missili.
Khalil Abdel Hassan Ammar, un dottore del Centro medico palestinese e abitante nell'edificio, ha raccontato: "Era terribile, non riuscivamo a salvare nessuno. Tutti i bambini erano bruciati, non riuscivo a riconoscere i miei da quelli dei vicini. Abbiamo caricato chi potevamo sulle ambulanze. Ho riconosciuto Ibrahim, il più grande dei miei figli, dalle scarpe che portava. Gliel'avevo comprate due giorni prima…"
Ayman Haniyeh, uno dei vicini, ha descritto il trauma della ricerca dei sopravvissuti:
"Tutto ciò che ricordo sono le parti dei corpi, denti, teste, braccia, organi interni, tutto fatto a pezzi e sparpagliato".
Un'altra sopravvissuta ha raccontato di aver raccolto e portato via in una borsa i "brandelli" del corpo di suo figlio.
Finora, Israele non ha riconosciuto neanche uno degli attacchi descritti nel rapporto e non ha risposto alle richiesta di Amnesty International di fornire chiarimenti sulle ragioni di tali attacchi.
Durante l'ultimo conflitto, almeno 18.000 abitazioni sono state distrutte o rese inabitabili e oltre 1500 civili palestinesi – tra cui 519 bambini – sono stati uccisi dagli attacchi israeliani. I gruppi armati palestinesi hanno a loro volta commesso crimini di guerra, lanciando contro Israele migliaia di razzi indiscriminati, che hanno ucciso sei civili tra cui un bambino.
"Ora è veramente importante che chi ha commesso violazioni del diritto internazionale umanitario sia chiamato a renderne conto. Le autorità israeliane devono fornire risposte. La comunità internazionale deve agire con urgenza per porre fine al perenne ciclo di gravi violazioni e completa impunità" – ha chiarito Luther.
Poiché le autorità israeliane e palestinesi non sono state in grado di indagare in modo indipendente e imparziale sulle denunce di crimini di guerra, è fondamentale che la comunità internazionale sostenga la necessità del coinvolgimento della Corte penale internazionale (Icc).
Pertanto, Amnesty International rinnova la richiesta a Israele e alle autorità palestinesi di accedere allo Statuto di Roma e di autorizzare l'Icc a investigare sui crimini commessi in Israele e nei Territori palestinesi occupati. L'organizzazione per i diritti umani chiede inoltre al Consiglio di sicurezza di deferire all'Icc la situazione di Israele e nei Territori palestinesi occupati in modo che la procuratrice possa investigare sulle denunce di crimini di diritto internazionale attribuiti a tutte le parti coinvolte.
Israele continua a negare l'accesso a Gaza alle organizzazioni internazionali per i diritti umani, compresa Amnesty International, che pertanto ha dovuto condurre le sue ricerche a distanza, assistita da due operatori presenti sul campo. Israele ha anche reso noto che non collaborerà con la Commissione d'inchiesta istituita dal Consiglio Onu per i diritti umani.
"Non consentire un monitoraggio indipendente sui diritti umani a Gaza sa di uno smaccato tentativo, deliberatamente orchestrato, di coprire le violazioni o nasconderle allo scrutinio internazionale. Per dimostrare il suo impegno in favore dei diritti umani, Israele deve cooperare pienamente con la Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite e consentire l'immediato accesso a Gaza alle organizzazioni internazionali per i diritti umani come Amnesty International" – ha concluso Luther.
Roma, 5 novembre 2014
Il rapporto "Famiglie sotto le macerie" è disponibile online all'indirizzo:
http://www.amnesty.it/Famiglie-sotto-le-macerie-rapporto-sugli-attacchi-israeliani-contro-le-abitazioni-di-Gaza
martedì 4 novembre 2014
Il segreto del successo delle vendite temporanee
Negli ultimi tempi, complice il perdurare della crisi economica, negozi ed esercizi commerciali registrano un progressivo calo degli acquisti. È una tendenza che interessa generalmente tutte le aree merceologiche: le abitudini dei consumatori sono cambiate e nemmeno saldi di fine stagione, outlet e mercatini dell'usato sembrano essere in grado di invertire il trend negativo e di incrementare gli incassi in modo profittevole.
Il consumatore moderno infatti è sempre più attento: cerca la qualità al miglior prezzo e utilizza svariati canali per conoscere e acquistare il prodotto interessato. Sono quindi necessarie nuove metodologie di vendita, in linea con strategie capaci di comprendere e soddisfare le esigenze del consumatore di oggi.
La soluzione consiste nel seguire l'esempio di una strategia che arriva dagli Stati Uniti e che ha fatto registrare ottimi successi in ogni ambito merceologico: l'organizzazione di vendite temporanee attraverso l'allestimento di Temporary Shop.
Già da alcuni anni Temporary Shop e Temporary Store si stanno diffondendo anche in Italia, soprattutto nelle grandi città dove un evento come la vendita straordinaria ha la possibilità di raggiungere ottimi risultati. Ora la tendenza comincia a interessare anche i centri più piccoli.
Si tratta di creare nuovi spazi di vendita dove l'attenzione venga focalizzata su alcuni prodotti specifici. Tali prodotti vengono presentati in modo persuasivo e in contesti curati sotto l'aspetto del design. Il fattore determinante è però il periodo limitato nel tempo in cui tale vendita viene effettuata: solitamente la durata è di alcuni mesi ma non sono rari i casi di temporary shop aperti solo per qualche giorno.
Il segreto sta nel curare l'iniziativa nei minimi dettagli: dalla scelta della posizione ideale all'allestimento interno del negozio temporaneo, dall'ideazione e diffusione del piano marketing all'espletamento delle pratiche amministrative legate alle varie normative locali in materia di commercio.
Individuare la location perfetta è fondamentale: la superficie di vendita va allestita in modo tale da poter accogliere il numero di persone desiderato, presentare un design accattivante, essre visibile e facilmente raggiungibile. Non è da meno poi la promozione dell'evento, attraverso una campagna pubblicitaria pianificata attentamente.
I negozi temporanei hanno successo perché giocano sulla psicologia legata all'acquisto: la disponibilità limitata nel tempo di un prodotto e l'idea di base che si tratti di un evento unico e irripetibile stimolano il processo d'acquisto suggerendo al consumatore la necessità di un'occasione da cogliere al volo.
L’importanza di rivolgersi ad un’Agenzia di Web Marketing a Palermo
Cosa fa un’Agenzia di Web Marketing a Palermo
lunedì 3 novembre 2014
Fino al 15 novembre: pasti caldi e servizio di ascolto per 1.000 indigenti
domenica 2 novembre 2014
Perchè la vittoria del Napoli non può essere dedicata a Ciro Esposito
UNA SQUADRA CHE STA GIOCANDO MALE
Il portiere dopo molte sicurezze, appare a volte incerto e fuori tempo.
La difesa è prepotente con squadre di modesto spessore, concede poco, assicurando la vittoria quasi sempre, ma si fa travolgere dalle squadre di rango superiore. Quando squadre potenti pressano alte, riconquistano e partono in velocità, non capiamo più nulla e prendiamo gol. I centrali, in rotazione, senza Castan, non sembrano valere la coppia titolare dello scorso campionato Castan-Benatia.
I terzini lasciano a desiderare sia in difesa che in attacco. Molti dicono che tre greci in difesa sembra troppo. Non è sicuramente questione di nazionalità, ma francamente Holebas Manolas Torosidis non sembrano avere la qualità di una squadra che deve vincere lo scudetto.
Il centrocampo è abbastanza solido, Nainngolan e Keita sembrano giocatori tosti e di difficile superabilità, ma Pjanic sembra dall'inizio del campionato assolutamente insufficiente. De Rossi non sembra portare né la necessaria qualità né il necessario furore. Florenzi alterna cose ottime a errori grossolani.
L'attacco è evanescente in troppe partite. Totti solo a sprazzi (giustamente) mostra le sue capacità, Destro compare raramente in partita e grazie a Dio in quei pochi momenti fa gol. Gervinho più prevedibile dello scorso anno, mentre Iturbe non si è ancora inserito.
Mancano tantissimo Maicon e Castan, e su questo si innesta la conduzione dei preparatori atletici e la serie spaventosa di infortuni che abbiamo avuto. Solo sfortuna?
Su tutto una lentezza cronica insostenibile in moltissime partite specialmente in trasferta, ma da alcune giornate pure in casa. Una fame di vittorie che sembra annacquata. Determinazione latente. Patimento quasi costante con squadre di rango.
E soprattutto, ciò che non ci va giù assolutamente, una presunzione che sembra far rivivere i proclami di pallottiana, zanziana, baldiniana memoria.
Cari Signori. Noi cerchiamo di essere moderati e costruttivi con le critiche. Ma voi, testa bassa, pedalare tanto, parlare poco, perché sennò non si va d'accordo per niente.
Disclaimer
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.
Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).
Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.
L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.
Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.
Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.
Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.
Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.




