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mercoledì 15 gennaio 2014

Caccia alle streghe in Nigeria: primi arresti e una lista di ricercati dopo la nuova legge omofoba



Amnesty International ha sollecitato le autorita' nigeriane a rilasciare immediatamente oltre 10 persone arrestate all'indomani dell'entrata in vigore dell'Atto sulla proibizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, una legge profondamente oppressiva che lede un'ampia gamma di diritti umani e discrimina sulla base del reale o percepito orientamento sessuale e dell'identita' di genere.

Gli arresti sono stati eseguiti a partire dal 13 gennaio in vari stati della Nigeria, tra cui Anambra, Enugu, Imo e Oyo.

'Le persone arrestate sulla base di questa legislazione draconiana devono essere rilasciate immediatamente e prosciolte da ogni accusa. Imprigionare una persona per il suo orientamento sessuale viola i piu' elementari standard sui diritti umani' – ha dichiarato Makmid Kamara, ricercatore di Amnesty International sulla Nigeria.

'Le notizie secondo le quali in uno stato nigeriano la polizia avrebbe redatto una lista di esponenti della comunita' Lgbti (persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate) da prendere di mira sono particolarmente preoccupanti. Questa legge repressiva dev'essere immediatamente ritirata. Con un tratto di penna, il presidente Goodluck Jonathan ha trasformato la Nigeria in uno dei paesi meno tolleranti del mondo' – ha aggiunto Kamara.

La legge rappresenta un salto indietro, ai tempi delle giunte militari, quando un'ampia serie di diritti umani era trattata con disprezzo. In una societa' dove la corruzione e' dilagante, questa legge potrebbe essere usata dai pubblici ufficiali o dalla gente comune per perseguitare e ricattare le persone Lgbti ed estorcere loro somme di denaro.
       
Tra le persone che hanno fatto le spese dell'entrata in vigore della legge figurano cinque presunti gay arrestati a Ibadan, nello stato di Oyo, poi rilasciati su cauzione. Nella citta' sudorientale di Awka, nello stato di Anambra, sono state arrestate altre sei persone. Secondo i difensori dei diritti umani nigeriani, gli arresti e le intimidazioni nei confronti delle persone Lgbti stanno aumentando in tutto il paese.

I difensori dei diritti umani hanno poi riferito ad Amnesty International che la polizia dello stato settentrionale di Bauchi ha redatto una lista di 167 persone da arrestare a causa del loro reale o presunto orientamento sessuale o della loro identita' di genere.

Il vicecommissario della polizia di Bauchi ha confermato ad Amnesty International che la lista esiste e che e' stata redatta nell'ambito delle attivita' di 'individuazione dei criminali'. Ha aggiunto: 'La polizia ha una lista di presunti gay da sorvegliare. Usiamo la lista per svolgere le attivita' di sorveglianza, ma i nomi sono meno di 167. Inoltre, ci serve anche per scoprire chi sono le loro vittime'.

Amnesty International ha chiesto alle autorita' nigeriane di non procedere a ulteriori arresti e porre immediatamente fine a questa caccia alle streghe.

La nuova legge criminalizza la liberta' di parola, di associazione e di riunione nonche' le attivita' di molte organizzazioni per i diritti umani e della societa' civile. Prevede 10 anni di carcere per chi formi o sostenga un gruppo a favore dei diritti umani delle persone Lgbti o prenda parte alle sue riunioni.

Fwd: Save the Children Stili di vita dei bambini in Italia 1 minore su 4 non fa moto e sport nel tempo libero il 73% sta in casa nel tempo libero

Stili di vita dei bambini in Italia:  1 minore su 4 non fa moto e sport nel tempo libero, nel 28% dei casi (+13%) per difficoltà economiche; 4 ragazzi su 10 si muovono in auto, pochi (24%) a piedi, ancora meno (9%) in bici;  il 73% sta in casa nel tempo libero; diffuso -  riguarda 7 minori su 10 - ma in flessione il consumo quotidiano di frutta e verdura e il 9% non fa colazione mentre l'abitudine di sedersi a tavola è ancora di 9 famiglie su 10 con figli
3 anni fa l'avvio in zone periferiche di 10 città italiane del progetto "Pronti, Partenza, Via!", per la pratica motoria e l'educazione alimentare di bambini e adolescenti, promosso da Save the Children e Mondelez International Foundation e in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP).
Il progetto proseguirà per tutto il 2014: finora 70.000 minori e adulti beneficiari, 10 aree sportive e verdi recuperate. A raccontarlo una mostra fotografica a Roma alle Scuderie di Palazzo Ruspoli il 15 al 16 gennaio


Se delle sane abitudini di vita continuano a riguardare una quota ampia di bambini e adolescenti in Italia, tuttavia – complice anche la crisi – i dati  segnalano come una fetta crescente di minori si ritrova esclusa dalla possibilità di fare per esempio sport e movimento con regolarità, di avere un'alimentazione completa e di godere dei positivi effetti fisici ed emotivi di corretti stili di vita.

A documentarlo è la ricerca su "Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi" realizzata da Ipsos per Save the Children e Mondelez in Italia e presentata oggi, in occasione dei 3 anni di attività di "Pronti, Partenza, Via!", progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelez International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Napoli, Catania, Sassari, Palermo, Bari, Ancona, Aprilia) a favore della pratica motoria e sportiva e dell'educazione alimentare dei bambini.

L'intervento è realizzato in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) e – l'annuncio ufficiale è stato dato stamani da Save the Children insieme a Mondelez in Italia – il progetto "Pronti, Partenza, Via!" proseguirà per tutto il 2014.
Un quarto circa dei bambini e adolescenti italiani  - pari al 23% (+2% rispetto al 2012) - non fa alcuna attività motoria nel tempo libero a fronte del 77% di minori che invece fa sport e movimento, si legge nella ricerca.
Tra le cause dell'inattività  - secondo il 35% di genitori intervistati - la mancanza di voglia e di interesse da  parte dei bambini e ragazzi, quindi il costo eccessivo delle strutture,  per il 28% di madri e padri, con un aumento del 13% rispetto al 2012,  l'incompatibilità degli orari  - per il 13% del campione.

A conferma dell'impatto crescente delle difficoltà economiche sugli stili di vita di minori e famiglie anche il dato su cosa fanno gli stessi genitori nel tempo libero: fra le attività che registrano un ridimensionamento (non lo praticano mai o raramente) vi è infatti lo sport a cui rinuncia il 44% dei genitori (a fronte del 37% nel 2012).
Analizzando l'opinione dei ragazzi, colpisce l'incremento di coloro che assegnano scarsa rilevanza e valore all'attività fisica: alla domanda "tra i tuoi amici e compagni come viene considerato uno che pratica sport, fa attività fisica", il 39% (+7% rispetto al 2012) risponde "in nessun modo particolare, non se ne parla quasi" a fronte invece di un 40% (-6% in confronto al 2012)  di under 18 che dichiara un'opinione positiva del fare sport e moto.
Rilevante si conferma, secondo la ricerca, il ruolo della scuola nella promozione delle attività sportive anche se si registra una maggiore indisponibilità di spazi a ciò destinati: il 91% dei ragazzi  pratica attività nel contesto del programma scolastico, prevalentemente con la classica frequenza bi-settimanale, riferiscono i genitori intervistati

Un 9% di minori, tuttavia, non fa pratica motoria a scuola e ciò si deve, nel 39% dei casi, alla assenza di uno spazio attrezzato (+10% rispetto al 2012).
Per quanto riguarda altre occasioni di sport o movimento, la ricerca rileva come la crisi non abbia scalfito il grande utilizzo dell'automobile, anche per percorsi brevi come l'andare a scuola: in media 4 minori su 10 si muovono in auto (6 su 10 tra gli alunni della primaria)  mentre solo il 24% a piedi (-6% rispetto al 2012) e il 9% (a fronte dell'11% del 2012) in bici.

Gli adolescenti, più autonomi nello spostamento e non ancora "motorizzati", impiegano i mezzi pubblici in misura superiore agli studenti degli altri gradi di scuola (59% versus 16% della secondaria inferiore) ma anche presso questo gruppo di età l'uso della bicicletta è limitato al 12%, come del resto presso i pre-adolescenti (11-13 anni) che tuttavia si muovono a piedi in un terzo delle occasioni.
Gli spostamenti a piedi, sebbene decisamente più limitati per i 14-17enni (11%), tendono ad esser un po' più lunghi, ma permane l'abitudine a camminare poco, massimo mezz'ora per due ragazzi su tre (66%) e più di un'ora solo per un segmento limitatissimo di giovani (4%), senza mutamenti d'abitudini rispetto agli anni passati. L'ascensore per raggiungere i piani alti si conferma la scelta di un terzo dei ragazzi (32%).
A incentivare alcune abitudini sedentarie dei bambini e adolescenti italiani c'è poi la fruizione dei media: il tempo trascorso davanti alla TV si conferma significativo : sulla totalità dei minori che la vedono  quasi la metà (47%) la vede per un tempo compreso fra 1 e 3 ore al giorno.

E aumenta, anche se di poco, il tempo dedicato dai ragazzi ai video-game: dell'85% che vi gioca (il 15% no), il 57% lo fa mediamente per un tempo compreso fra 1 e le 3 ore. Internet è legato all'età: lo utilizza il 100% degli over 14 anni e il 30% vi passa anche più di tre ore, contro un 80% degli 11-13 enni e il 59% dei minori di 10 anni, che ne fanno un uso più morigerato: rispettivamente in media un'ora e mezz'ora.

Tempo libero al chiuso
In generale i minori italiani stanno moltissimo a casa: il 73%  passa qui (a casa propria o di amici) il proprio tempo libero, a fronte di un 27% che lo trascorre fuori casa all'aperto con gli amici. Il 36% dei genitori, a fronte del 26% nel 2012, motiva lo stare a casa dei figli con la mancanza di "spazi all'aperto dove incontrarsi con gli amici", e questo sembrerebbe legato ad un leggero calo della disponibilità di campi sportivi (-6% secondo i genitori, -3% secondo i figli). In generale, comunque, gli spazi pubblici permangono a disposizione di bambini e adolescenti essenzialmente nelle proporzioni indicate in passato (cioè in 9 casi su 10, è disponibile uno spazio di ritrovo o aggregazione) e sono giudicati in condizioni accettabili o più che accettabili da 3 intervistati su 4.

"La pratica sportiva e motoria dovrebbe essere una parte fondamentale nel processo di crescita di ogni bambino e adolescente. Al contrario, i dati rilevano un numero crescente di minori esclusi da attività così importanti non solo per lo  sviluppo fisico, ma anche cognitivo, relazionale, in una parola per il benessere generale di un bambino o un ragazzo", commenta Valerio Neri Direttore Generale Save the Children Italia. "Le difficoltà economiche che attanagliano sempre più famiglie sicuramente sono una delle cause del minor numero di bambini che ha la possibilità di fare sport e attività fisica, in aggiunta alle poche ore di pratica motoria in orario scolastico e alla scarsa educazione al movimento. Bambini più sedentari, disabituati all'incontro e confronto con i pari, che passano molto tempo a casa, rischiano più di altri non solo di sviluppare patologie ma anche di essere più tristi, depressi, soli".
Le abitudini alimentari

Due genitori su tre (64%) dichiarano di conoscere le regole alimentari di base tuttavia, per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura, la ricerca evidenzia una flessione nel numero dei bambini e adolescenti che ne mangia ad ogni pasto (35% a fronte del 37% nel 2012) o una volta al giorno (35% contro il 39% dell'anno precedente) e un aumento di coloro che non l' assumono o lo fanno un massimo di 2 volte a settimana (31% contro il 24% del 2012).
Per quanto riguarda il numero e regolarità dei pasti, dalla ricerca emerge un dato particolarmente critico circa la prima colazione che ben un quarto dei ragazzi non consuma regolarmente: in particolare il 9% mai e il 16% a volte sì, a volte no; inoltre con il crescere dell'età questo pasto perde il suo fondamentale ruolo e ben il 14% dei 14-17enni non lo consuma mai a casa ma al bar.
Per ciò che concerne il pranzo, circa metà dei ragazzi ha l'opportunità di consumarlo con almeno un genitore (49%) o comunque a casa in compagnia di qualcuno (14%). La mensa scolastica serve solo un quarto dei ragazzi intervistati, che sale a metà circa (48%) tra i 6-10enni.

La presenza della famiglia intorno al tavolo a cena risulta invece una costante nel tempo per quasi il 90% delle famiglie con bambini e ragazzi, anche se  un convitato che risulta spesso presente è la TV, accesa sempre in 4 famiglie su 10, occasionalmente nel 35% dei casi e assente soltanto in un quarto dei casi. La presenza della TV non è certo legata all'assenza di vigilanza genitoriale, ma è anzi una presenza bene accetta nella metà dei casi o comunque tollerata (41%)

Il fuori pasto è un'abitudine che riguarda il 70% circa dei giovani intervistati, con maggiore occasionalità al crescere dell'età. Pomeriggio e metà mattina risultano alternativi per circa il 40% dei ragazzi intervistati, mentre solo 1 ragazzo sui 5 fa due break al giorno.

Il sovrappeso: percezioni e opinioni
L'obesità minorile in Italia appare per i genitori un problema visibile e consueto: i genitori continuano a ritenere - in linea con il passato - che più di un terzo di bambini italiani sia sovrappeso od obesi ed un altro terzo che questa percentuale stia comunque tra il 20% e il 30%. I bambini più piccoli sono, secondo la percezione dei nostri intervistati, colpiti in misura quasi doppia rispetto agli adolescenti.
Tuttavia, quando si tratta di valutare lo stato di salute del proprio figlio, solo un genitore circa su 10 ammette un sovrappeso, mentre per l'80% delle famiglie i propri figli sono assolutamente nella norma.
"Anche per quanto riguarda  l'alimentazione, accanto a delle buone abitudini, sembrano consolidarsi delle tendenze poco sane, come non mangiare la frutta e verdura, saltare la colazione, concentrare i pasti piuttosto che fare i 5 consigliati al giorno, o mangiare con la tv accesa", spiega ancora Valerio Neri. "Se a delle cattive abitudini alimentari si associa, come spesso, accade, l'assenza di un'adeguata pratica sportiva e motoria, le conseguenze sul benessere di un bambino o un adolescente, sia sul piano fisico che emotivo, possono diventare rilevanti".

Per tali ragioni Save the Children ha deciso di intervenire e nel 2011 insieme a Mondelez International Foundation e in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l'Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) ha avviato il progetto  Pronti, Partenza, Via!". L'intervento ha inteso sensibilizzare, informare e coinvolgere bambini, genitori, insegnanti e operatori del settore per promuovere stili di vita più salutari in aree particolarmente disagiate di 10 città italiane distribuite su tutto il territorio nazionale: Torino, Genova, Milano, Aprilia, Ancona, Sassari, Napoli, Bari, Palermo e Catania.

 "A distanza di 3 anni sono 70.000 i bambini e gli adulti raggiunti, 10 le aree sportive e verdi anche pubbliche riqualificate e utilizzate per attività motorie, ricreative ed educative, 1.400 i professionisti coinvolti, fra operatori, insegnanti, pediatri, nutrizionisti e cruciale è stato il contributo dei due partner che sin dall'inizio hanno partecipato alla definizione del progetto e ne hanno curato l'implementazione: il Centro Sportivo Italiano e l'Unione Italiana Sport Per tutti ", spiega Raffaela  Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. "'L'intervento è consistito nel recupero e messa in opera di spazi come campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili, con l'obiettivo di farne dei luoghi aperti a tutto il quartiere, contribuendo così a contrastare fenomeni di emarginazione ed esclusione sociale. Inoltre sono state organizzate sessioni informative su alimentazione e stili di vita salutari, all'interno delle scuole primarie e sono stati aperti 10 punti informativi dove le famiglie possono incontrare professionisti, quali nutrizionisti e pediatri", spiega ancora Raffaela Milano.
"Il progetto ha ricevuto anche una valutazione da un ente esterno e indipendente, coadiuvato dall'Università La Sapienza di Roma. Attraverso la somministrazione di questionari ai genitori dei bambini e agli operatori, sono state valutate le ricadute delle varie azioni portate avanti ed è emerso, tra l'altro, come nei bambini coinvolti sia aumentata la propensione a fare quotidianamente attività che implichino movimento e ci sia stato un aumento nella consapevolezza delle scelte alimentari".

"Mondelez International ha tra le proprie priorità la sicurezza alimentare, la salute e il benessere dei consumatori, il rispetto dell'ambiente e la sua sostenibilità. In quest'ottica è fondamentale la promozione di stili di vita salutari, dell'attività fisica, dell'equilibrio e del benessere psicologico e dell'attenzione all'alimentazione. È proprio su quest'ultimo aspetto che possiamo fare la differenza: in qualità di Gruppo leader globale nel mercato dello snacking abbiamo il compito di contribuire a migliorare la vita delle persone attraverso i nostri prodotti, attraverso il modo in cui li produciamo e indirizzandole a seguire stili di vita più sani grazie a progetti della portata di Pronti, Partenza, Via! Questa responsabilità si traduce in impegno costante nelle comunità in cui operiamo e, in questa logica, si inquadra questa nostra iniziativa al fianco di Save the Children. Sono stati raggiunti risultati importanti in questo triennio; i bambini sono senza dubbio il bene più prezioso, rappresentano il nostro futuro! Per questo siamo davvero lieti di annunciare che la nostra Fondazione continuerà anche per tutto il 2014 a sostenere e proseguire in questo eccezionale Progetto"  ha dichiarato Stefano Robba Direttore Corporate Affairs Mondelez Southern Europe.
"Il progetto Pronti, Partenza, Via! ha un approccio olistico  e coinvolge non solo i singoli bambini ma i genitori e l'intero quartiere e comunità – ha proseguito Robba.  Come la stessa ricerca Ipsos conferma, lo 'stare bene' ha una forte connotazione sociale, per noi molto importante".

Oggi e domani (ingresso gratuito, dalle 10.00 alle 18.00) sarà anche possibile visitare la Mostra fotografica ""Pronti, Partenza, Via!". Le foto sono state scattate da Francesco Alesi in varie città italiane e rappresentano "I luoghi restituiti ai bambini" - con foto delle strutture sportive, educative o degli spazi cittadini recuperati o riqualificati -,  ritratti dei bambini  -  nella sezione "I protagonisti del progetto"; l'ultima parte della mostra accoglie le foto scattate dai dipendenti di Mondelez in Italia.

lunedì 13 gennaio 2014

Marketing non convenzionale: uno dei metodi di comunicazione più innovativi

Con l’espressione marketing non convenzionale s’intende un insieme di strategie pubblicitarie, differenti dai classici sistemi di promozione. La differenza rispetto alle strategie di marketing tradizionali, consiste in una presentazione alternativa del prodotto o di un’azienda: il principio di base del marketing non convenzionale risiede nella concezione che i consumatori sarebbero abituati alle pubblicità classiche diventandone quasi indifferenti. Partendo da questo principio, i sistemi di Marketing Non Convenzionale, grazie alle loro caratteristiche peculiari, sarebbero in grado di catturare nuovamente l'attenzione del consumatore e permettere una maggiore efficacia del messaggio.

Quali sono i sistemi di Marketing non convenzionale?

I sistemi principali del marketing non convenzionale sono: YouTube, la creazione di situazioni bizzarre per ottenere la citazione del brand in un servizio giornalistico oppure l'inserimento peculiare della merce in punti strategici delle città ed il passaparola. Quest’ultimo strumento è uno dei più importanti perché è il pubblico stesso a diffondere il messaggio pubblicitario, perché trova la pubblicità particolarmente divertente, interessante o utile.

Altre tipologie di marketing non convenzionale:
  • Guerrilla marketing
  • Marketing virale
  • Product placement
  • Buzz marketing
  • Ambush marketing
  • Ambient marketing
  • Street marketing
  • Visual marketing
  • Agenzia di rappresentanza

Perché scegliere di promuovere un prodotto con campagne di marketing non convenzionale

Con questo tipo di strategie alternative ed innovative le aziende riusciranno a coinvolgere efficacemente i consumatori a condizione che la pubblicità sia davvero interessante e/o divertente. Per far ciò è necessario rivolgersi a un’agenzia di comunicazione che pianificherà nel dettaglio la strategia pubblicitaria da seguire in funzione del target e degli obiettivi. Le classiche propagande non tengono conto delle cosiddette “qualità sociali di una pubblicità (quante volte è stata ignorata una pubblicità, quanti ne hanno parlato agli amici) ed è qui che entrano in gioco le agenzie di comunicazione, alle quali spetterà il compito di realizzare una pubblicità efficace ed originale rendendo l’advertising una forma d’intrattenimento piacevole.



Trattamento e depurazione acque: prodotti e soluzioni

Cosa s’ intende per  trattamento e depurazione dell’ acqua?

Con il termine depurazionedell’ acqua s’ intende liberare l'acqua da qualsiasi genere di impurità in essa contenuta, agenti inquinanti o microrganismi.
La depurazione dell’ acqua è un processo strutturato sui più fasi. Il numero di fasi che verranno eseguite varia a seconda del genere di impurità che si trovano nell'acqua.
In commercio esistono varie tipologie di sistemi per il trattamento  e depurazione acque, adatti sia per i sistemi domestici che per gli impianti industriali. Data la varietà di soluzioni è consigliabile rivolgersi  a dei professionisti del settore, in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza: dal supporto alla progettazione fino alla fase del collaudo dell’ impianto.
Gli impianti per il trattamento delle acque possono svolgere diverse funzioni:
  • Filtrazione
  • Addolcimento
  • Demineralizzazione
  • Ultrafiltrazione
  • Dissalatori
  • Impianti ad osmosi inversa
  • Trattamenti antilegionella
  • Prodotti chimici

Perché gli impianti di depurazione e trattamento acque sono importanti?

L’ installazione di tali impianti in molti casi può contribuire ed influenzare:
Il Benessere e Salute per la casa: infatti, avere acqua potabile, pura, cristallina, insapore,  incolore per bere, cucinare e per l’igiene personale è una delle cose più importanti per una famiglia. Un’ altro fattore da tenere in considerazione è la protezione  degli elettrodomestici : in molti casi le tubazione possono essere corrose dal calcare. Avere un impianto di depurazione e trattamento delle acque impedirà la formazione di tali incrostazioni calcaree e le corrosioni riduce il consumo energetico e proteggere l’impianto idrotermosanitario, riducendo così i costi energetici .
Esigenze produttive: Nel caso del settore industriale l’ istallazione di tali impianti per l’ acqua è obbligatoria, come nel caso di ospedali, alberghi, piscine.  Il settore industriale può necessitare di acqua specifica: Acqua di processo (destinata ad ottimizzare e standardizzare le caratteristiche del prodotto ed a mantenere l’efficacia del macchinario) e acqua di servizio (per le caldaie, il condizionamento, i sanitari).


Il WFP amplia l'assistenza alimentare ai sud-sudanesi in fuga dal conflitto e condanna i saccheggi delle scorte umanitarie 13-01-14


IL WFP AMPLIA L'ASSISTENZA ALIMENTARE

AI SUD-SUDANESI IN FUGA DAL CONFLITTO E CONDANNA I SACCHEGGI DELLE SCORTE UMANITARIE

 

JUBA – Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha lanciato una nuova e più ampia operazione d'emergenza per assistere le persone colpite dalla crisi in Sud Sudan mentre lavora per superare le difficoltà nel raggiungere con urgenti beni di soccorso quanti hanno bisogno.

 

L'operazione, della durata di tre mesi e del valore di 57,8 milioni di dollari, prevede di fornire assistenza alimentare d'emergenza a 400.000 sfollati, incluso un supporto nutrizionale speciale per le neo mamme e i bambini, i più a rischio nel caso di problemi nell'approvvigionamento alimentare.

 

"Il WFP ha iniziato a fornire cibo agli sfollati a pochi giorni dall'inizio dei combattimenti. Da metà dicembre, quando è scoppiata la crisi, il WFP ha fornito assistenza ad almeno 100.000 persone", ha dichiarato Valerie Guarnieri, Direttore Regionale del WFP per l'Africa Centrale e Orientale, in visita a Juba. "Noi, insieme ai nostri partner, assistiamo ogni giorno sempre più persone, ma abbiamo ancora difficoltà a raggiungere alcune aree. Inoltre, i saccheggi di cibo e di altri beni da una serie di compound e depositi nel paese, come successo giovedì a Bentiu, complicano notevolmente la situazione".

 

La crisi ha costretto almeno 200.000 persone ad abbandonare le proprie case in cerca di salvezza, in un periodo dell'anno che, in molte zone del paese, corrisponde alla stagione del raccolto. Il WFP teme un significativo e lungo impatto sulla sicurezza alimentare anche se i colloqui di pace dovessero andare a buon fine. In Sud Sudan l'insicurezza alimentare rappresentava un grave problema anche prima del conflitto e i disordini hanno causato l'interruzione dell'approvvigionamento dei mercati locali in gran parte del paese.

 

A causa del protrarsi dei combattimenti,  le agenzie umanitarie hanno difficoltà a raggiungere molte zone in Sud Sudan. Le scorte pre-posizionate di cibo del WFP, in circa 100 località nel paese, facilitano le operazioni di soccorso ma anche queste scorte sono a rischio. Finora, il WFP stima che il 10 per cento delle proprie scorte alimentari nel paese – sufficienti a sfamare circa 180.000 persone per un mese -  siano state saccheggiate.

"Il WFP invita tutte le parti a proteggere i civili e a salvaguardare i beni umanitari - come le scorte di cibo – che servono a fornire soccorsi vitali, specialmente a donne e bambini colpiti dalle violenze", ha detto il Vice Direttore del WFP in Sud Sudan, Eddie Rowe. "Insieme ai nostri partner facciamo appello ad entrambe le parti affinché consentano un accesso sicuro alle agenzie umanitarie per fornire assistenza a chi ne ha bisogno".

 

Durante la stagione delle piogge, circa il 60% del territorio del Sud Sudan è inaccessibile via terra. In condizioni normali, il WFP comincerebbe il lavoro annuale di pre-posizionamento del cibo nelle zone remote prima dell'inizio delle pioggie, ad aprile o maggio. Il conflitto rende questa operazione difficile o impossibile in alcuni zone. Ė quindi probabile che alcune comunità che hanno bisogno di assistenza umanitaria saranno raggiungibili solo via aerea.

 

Oltre al sostegno alle persone colpite dal conflitto all'interno del paese, il WFP sta anche assistendo decine di migliaia di rifugiati fuggiti nei paesi vicini, come in Uganda, Etiopia e  Kenia.

 

"Ci siamo attivati rapidamente per fornire un aiuto immediato alle persone in cerca di salvezza oltre i confini del Sud Sudan", ha dichiarato Guarnieri. "Tuttavia, i nostri programmi di assistenza dei rifugiati nella regione stavano già soffrendo gravi carenze di finanziamento prima di questa crisi. Un nuovo afflusso di rifugiati peserà ancora di più su questo deficit di risorse".

 

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Il WFP è la più grande agenzia umanitaria del mondo e l'organizzazione delle Nazioni Unite che combatte la fame nel mondo. In media, il WFP fornisce assistenza alimentare a oltre 90 milioni di persone in 80 paesi ogni anno.

 

Visita il sito web in italiano: www.wfp.org/it, seguici su

Twitter: @WFP_IT

Facebook:  World Food Programme

 


venerdì 10 gennaio 2014

Rep. Centrafricana, Amnesty International: urgente bisogno di altri peacekeeper

REPUBBLICA CENTRAFRICANA, AMNESTY INTERNATIONAL SOTTOLINEA L'URGENTE BISOGNO DI ALTRI PEACEKEEPER
 
Secondo Amnesty International, le dimissioni del presidente ad interim Michel Djotodia potrebbero comportare ulteriori rischi per la popolazione civile della Repubblica Centrafricana. L'organizzazione per i diritti umani ha sottolineato l'urgente bisogno di aumentare il numero dei peacekeeper presenti nel paese.
 
Il fatto che l'Unione africana non abbia mantenuto l'impegno di schierare tutti i peacekeeper previsti significa che le truppe attualmente presenti nel paese non sono in grado di proteggere una popolazione gia' fortemente vulnerabile.
 
'Piu' di un mese dopo il voto delle Nazioni Unite, nella Repubblica Centrafricana vi sono meno di 4000 peacekeeper dell'Unione africana oltre ai 1200 uomini francesi. Nel frattempo, sono morte oltre 1000 persone e centinaia di migliaia di civili sono intrappolati nei campi per gli sfollati e hanno troppa paura per tornare a casa' – ha dichiarato Joanne Mariner, alta consulente di Amnesty International per la risposta alle crisi.
 
'Sulla scia delle dimissioni del presidente ad interim, la tensione e' destinata a essere particolarmente alta. Le dimissioni di Michel Djotodia potrebbero dar luogo ad attacchi a scopo di vendetta da parte delle milizie cristiane anti-balaka contro la comunita' musulmana. Le forze musulmane ex-Seleka, a loro volta, sono pesantemente armate e potrebbero causare un'ulteriore aumento della violenza. La salvezza e la protezione dei civili devono essere la priorita' fondamentale' – ha aggiunto Mariner.
 
'Mentre il sospetto e l'odio tra le comunita' si acuiscono, occorre che la popolazione civile sia messa a piena conoscenza delle misure di sicurezza che si intendono prendere. Questa violenza incessante e' durata troppo tempo. Ora e' giunto il momento che la comunita' internazionale svolga azioni concrete per riportare calma e sicurezza nel paese' – ha concluso Mariner.

giovedì 9 gennaio 2014

Gianni Rufini è il nuovo direttore generale di Amnesty International Italia


Gianni Rufini e' il nuovo direttore generale di Amnesty International Italia.
 
Gianni Rufini e' nato e vive a Roma, e' sposato, con due figli. Dal 1985 ha lavorato come esperto di diritti umani e aiuto umanitario in Africa, Medio Oriente, Asia, Balcani e America Latina.
 
Dal 1997 al 2001 e' stato direttore del coordinamento europeo delle Ong umanitarie 'VOICE', con sede a Bruxelles. Ha lavorato per numerose Ong italiane e straniere, per diverse agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali. 
 
Dal 1996 e' Senior Associate della Post-war Reconstruction and Development Unit dell'Universita' di York. E' stato direttore di ricerca per il CeSPI e coordinatore di corsi presso l'ISPI a Milano. Insegna in numerose universita' italiane e internazionali ed e' autore di varie pubblicazioni.
 
'Sono grato ad Amnesty International Italia per avermi offerto l'opportunita' di dirigere l'organizzazione che, in quasi 30 anni di lavoro internazionale nel campo dei diritti, e' stata per me un punto di riferimento fondamentale' – ha dichiarato Gianni Rufini. 'Il mondo nei prossimi anni subira' trasformazioni straordinarie e radicali sotto la pressione congiunta del cambio climatico, della globalizzazione e della migrazione: trasformazioni il cui esito dipendera' in buona parte dalla nostra capacita' di guidarle nella direzione dei diritti, della giustizia e della pace, in contrapposizione a quanti ritengono e affermano che i diritti, soprattutto in tempi di crisi, bisognerebbe invece limitarli o cancellarli'.
 

Francia: Amnesty International contraria all'estradizione di Mukhtar Ablyazov

FRANCIA: AMNESTY INTERNATIONAL CONTRARIA ALL'ESTRADIZIONE DI MUKHTAR ABLYAZOV
 
Amnesty International ha sollecitato il governo francese a non consentire l'estradizione di Mukhtar Ablyazov, banchiere ed esponente dell'opposizione del Kazakistan.
 
'La decisione con cui oggi un tribunale francese ha dato via libera all'estradizione di Ablyazov in Russia o in Ucraina per rispondere di accuse di frode, sembra non conoscere la realta' sul terreno. I servizi di sicurezza russi e ucraini collaborano regolarmente con l'apparato di sicurezza del Kazakistan' – ha dichiarato Julia Hall, esperta di Amnesty International su antiterrorismo e diritti umani.
 
'Non solo temiamo che Ablyazov non sarebbe processato in modo equo in Russia o in Ucraina, ma vi e' anche il pericolo concreto che egli venga rinviato in Kazakistan, dove correrebbe il rischio di subire maltrattamenti e torture. Le autorita' francesi non devono estradare Ablyazov verso paesi in cui andrebbe incontro a gravi violazioni dei diritti umani o dai quali potrebbe essere rinviato in Kazakistan' – ha proseguito Hall.
 
'I governi europei, compreso quello francese, devono dare l'esempio e garantire che i diritti umani di Ablyazov siano rispettati e protetti. Altrimenti, l'Europa finira' per essere implicata nelle violazioni che piagano le repubbliche dell'Asia Centrale, tra cui il Kazakistan, dove la tortura e i maltrattamenti degli esponenti dell'opposizione politica sono all'ordine del giorno' – ha concluso Hall.
 
Mukhtar Ablyazov, banchiere in esilio, riconosciuto rifugiato politico e gia' figura di spicco dell'opposizione politica al presidente kazako Nursultan Nazarbayev, e' stato fermato dalla polizia francese il 31 luglio nel corso della perquisizione di un appartamento nei pressi di Cannes.
 
In un rapporto diffuso nel luglio 2013, Amnesty International ha denunciato la continua cooperazione di Russia e Ucraina con le repubbliche dell'Asia Centrale, compreso il Kazakistan, nei trasferimenti di persone verso queste ultime, spesso in grave violazione dei loro diritti umani.

Ancora pochi giorni per sostenere AMREF insieme a Phoenix Contact



Si concluderà venerdì 10 gennaio l’iniziativa natalizia promossa anche quest’anno da Phoenix Contact a supporto dei progetti idrici di AMREF in Africa Orientale. Un’occasione da non perdere per contribuire in modo divertente ad una grande opera. 
Come gli scorsi anni, anche in quest’edizione Phoenix Contact ha deciso di adottare un meccanismo di donazione che coinvolge in modo simbolico il pubblico, per diffondere l’attenzione su un tema fondamentale quale quello delle risorse idriche. Pertanto Phoenix Contact ha deciso di donare 1 euro ad AMREF per ogni persona che aderirà all’iniziativa. 
Partecipare è semplicissimo e non costa nulla: basta accedere alla pagina Facebook di Phoenix Contact Italy - https://www.facebook.com/PhoenixContactIT - ed inviare una immagine a tema natalizio. Ogni fotografia ricevuta verrà utilizzata dall’azienda per creare uno speciale fotomosaico benefico e contribuirà a  far incrementare l’importo della donazione effettuata da Phoenix Contact. Chi non dispone di Facebook potrà comunque inviare la propria immagine dal modulo all’indirizzo http://www.primaklasse.biz/amref-2013/.
Grazie al folto numero di partecipanti alle precedenti iniziative sono stati già realizzati  pozzi in Kenya, Nord Uganda e Tanzania, migliorando la vita di interi villaggi. Non perdete l’occasione di contribuire anche voi.

 

mercoledì 8 gennaio 2014

Coltello.biz festeggia 10 anni e apre collaborazione con Amazon

Coltello.biz, azienda leader europea per la vendita di articoli di coltelleria e outdoor compie 10 anni e festeggia aprendo un’importante collaborazione con Amazon per la vendita dei propri prodotti in tutta Europa.
coltello_biz.png
Con il nuovo anno sono previste importanti novità per i nostri rivenditori in dropshipping, con la possibilità di avere e-commerce personalizzati con i quali si avrà la possibilità di vendere in maniera automatica i nostri prodotti anche su ebay e amazon.
Da qualche giorno è partito il lancio pubblicitario per la fornitura di e-commerce replica,  completi al 100%, che avranno sede sui nostri server. Tra le principali caratteristiche quella di poter usufruire di una struttura tecnica tale da poter inserire tutti i prodotti su ebay Italia e sugli Amazon europei.
amazon_coltello.biz
Gli store online avranno un costo di noleggio di 25 euro al mese. Ci sarà la possibilità di scegliere un dominio e una grafica personalizzata, tra alcune di base già create. La gestione dello store sarà a cura del rivenditore interessato, che però sarà agevolato nelle funzioni, avendo l’assistenza e il collegamento diretto con il sito madre.
I cataloghi saranno sempre aggiornati con l’effettiva disponibilità dei prodotti. La gestione clienti sarà a cura del rivenditore e il ruolo di coltello.biz sarà quello di fornire la merce in dropshipping. Il servizio partirà dal 02 gennaio 2014 e tutti gli interessati potranno chiedere informazioni contattandoci sul sito oppure mandando un’email a info@coltello.biz.
vendita coltelleria online
I nostri attuali rivenditori in dropshipping che hanno già testato il nostro sistema sugli Amazon europei hanno potuto constatare un aumento verticale delle proprie vendite. Coltello.biz vi aspetta numerosi per poter crescere insieme.

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Ufficio Stampa – Become Italia

Paola Giacoppo
Email digitalpr@become.eu
Tel. 02.43982530

martedì 7 gennaio 2014

Siria: Save the Children, insieme ad una rete di organizzazioni internazionali lancia l’iniziativa globale “No Lost Generation” per raccoglirere un milione di dollari e fornire istruzione, proteggere dallo sfruttamento, l’abuso e la violenza, e l’assistenza psicologica ai bambini siriani



Siria: Save the Children, insieme ad una rete di organizzazioni internazionali lancia l'iniziativa globale "No Lost Generation" per raccoglirere un milione di dollari e fornire istruzione, proteggere dallo sfruttamento, l'abuso e la violenza, e l'assistenza psicologica ai bambini siriani
L'Organizzazione insieme ad UNICEF, UNHCR, World Vision ed altre ong chiede ai Governi, alle ONG e all'opinione pubblica di diventare "campioni" dell'infanzia in Siria e sostenere gli sforzi tesi a proteggere un'intera generazione da una vita di disperazione e da un futuro privo di ogni opportunità
www.championthechildrenofsyria.org, #childrenofsyria

Un'iniziativa globale dal nome "No lost Generation"per raccogliere 1 milione di dollari: questo l'invito lanciato oggi da alcune delle più grandi organizzazioni umanitarie e agenzie delle Nazioni Unite come Save the Children, Unicef, UNHCR, World Vision e altre Ong per chiedere ai Governi e all'opinione pubblica mondiale di concentrare i propri sforzi e gli interventi a favore dell'infanzia siriana, strappandola alla miseria, all'isolamento e ai continui traumi che hanno annullato le speranze di un'intera generazione. Un'iniziativa che vuole trasferire tutta la sua urgenza attraverso varie azioni, come un obiettivo di raccolta fondi importante, il coinvolgimento della rete sotto l'hashtag #childrenofsyria per il "reclutamento" di influencers e donatori privati, un sito dedicato (www.championthechildrenofsyria.org) per raccontare le storie dei bambini vittime del conflitto e illustrare al mondo come gli interventi per l'infanzia siriana rappresentino un investimento fondamentale non solo a favore delle piccole vittime del conflitto, ma per il futuro stesso dell'intero Paese.
Più di un milione di rifugiati siriani infatti sono bambini, dei quali oltre 425.000 hanno meno di cinque anni. La maggior parte di questi piccoli rifugiati sono scappati verso il Libano, la Giordania, la Turchia, l'Egitto e l'Iraq. Circa 8.000 bambini sono stati identificati come soli, separati dalle loro famiglie. All'interno del perimetro siriano, la situazione per gli oltre 3 milioni di bambini sfollati è ancora più disastrosa.
 "Siamo prossimi ad un ennesimo amaro anniversario del conflitto siriano, non possiamo più stare assistere inerti alla scomparsa di un'intera generazione" dichiara Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. "Per quasi 3 anni, i bambini della Siria sono state le vittime più vulnerabili del conflitto, hanno assistito all'assassinio delle loro famiglie e dei propri cari, alla distruzione delle loro scuole e all'erosione di ogni speranza. L'infanzia siriana è diventata vulnerabile anche alle peggiori tipologie di sfruttamento incluso il lavoro minorile, i matrimoni precoci e l'arruolamento nei gruppi e nelle forze armate."

Il milione di dollari che le Organizzazioni si impegnano a raccogliere servirà a finanziare l'accesso all'educazione per i minori siriani, oltre a sostenere fondamentali interventi di protezione contro lo sfruttamento, l'abuso e la violenza, e l'assistenza psicologica ai bambini gravemente colpiti dai traumi della guerra. Verranno pertanto rafforzati i sistemi di protezione per l'infanzia a livello nazionale e di comunità, per rispondere ai bisogni di delle bambine, dei bambini e delle famiglie ad alto rischio di abuso, abbandono, sfruttamento e violenza. L'iniziativa accrescerà inoltre l'accesso ad un'educazione di qualità per i bambini rifugiati che sono scappati dalla Siria e anche per quelli rimasti nel Paese. L'iniziativa "No Lost Generation" assicurerà un'educazione terapeutica e il supporto psicologico attraverso attività extra-scolastiche rivolte a bambini in età pre-scolare e anche ai minori che hanno terminato gli studi. La maggior parte dei fondi per l'iniziativa "No Lost Generation" attinge da due appelli già in essere: il Piano di Risposta Regionale rivolto ai bisogni dei bambini siriani rifugiati e il Piano di Risposta per l'Assistenza Umanitaria in Siria, che risponde ai bisogni dei bambini siriani dislocati all'interno del Paese.

Nell'intera regione, lo staff di Save the Children finora ha aiutato oltre 600.000 bambini rifugiati e loro familiari, tra cui 230.000 persone tra bambini e famiglie all'interno dei confini siriani con cibo, acqua potabile, cure mediche e rifugi.


giovedì 2 gennaio 2014

Energia e ambiente: l'impianto fotovoltaico



Un impianto fotovoltaico permette di trasformare l’energia solare in energia elettrica pulita, istantaneamente e senza il ricorso ad alcun tipo di combustibile.

Installare un impianto fotovoltaico nella propria abitazione o azienda vuol dire ottenere un risparmio netto in bolletta e dare un’importante mano all’ambiente. Grazie all’impianto fotovoltaico, infatti, nessuna emissione viene rilasciata nell’atmosfera e l’inquinamento da CO2 viene ridotto di circa 500gr ogni KWh prodotto. Inoltre, gestione e manutenzione dell’impianto sono ridotte al minimo.

Per poter installare un impianto fotovoltaico è necessario soddisfare 2 requisiti fondamentali: la superficie disponibile e l’esposizione alla radiazione solare.

Grazie allo studio di fattibilità sarà possibile verificare al presenza dei requisiti e stabilire il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico (la superficie coperta dai moduli), che va definito sulla base dei consumi di energia elettrica del cliente e sulla base della finalità dello stesso, ovvero:

•Regime di scambio sul posto: impianti finalizzati all’utilizzo dell’energia prodotta per i propri fabbisogni (risparmio energetico)

•Regime di vendita: impianti finalizzati alla vendita dell’energia prodotta

Nonostante il Conto Energia (il programma statale di incentivi che remunerava l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici) non sia più in vigore è comunque prevista la possibilità di detrarre le spese dell’impianto fino al 50% grazie al bonus ristrutturazioni.

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