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martedì 16 ottobre 2018

Com'è cambiato il mestiere di giornalista in mezzo secolo? Glocal ricostruisce i fatti del Sessantotto e della Legge Basaglia guardandoli dalla redazione


Com'è cambiato il mestiere del giornalista in mezzo secolo? Glocal ricostruisce i fatti del Sessantotto e della Legge Basaglia guardandoli dalla redazione

La settima edizione del Festival del giornalismo digitale (Varese 8-11 novembre) dedica due incontri alla rivoluzione che ha portato la tecnologia ad essere emblema di libertà e presenta documenti unici sulla chiusura dei manicomi dei bambini a Torino e Bizzozero - Varese

Il Sessantotto e la Legge Basaglia. Due eventi storici che, a distanza rispettivamente di 50 e 40 anni, Glocal vuole ricordare con un occhio particolare: quello di chi li ha vissuti dall'interno delle redazioni. La settima edizione del Festival del giornalismo digitale, in programma a Varese dall'8 all'11 novembre, fa un salto nel passato con l'intenzione di guardare a due momenti che hanno cambiato la società per trarne spunti per il futuro. «In mezzo secolo sono cambiati gli strumenti, ma è cambiato anche il modo di raccontare gli eventi», ricorda Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews. «Dal passato però possiamo trarre importanti spunti per capire come si è evoluto il mestiere del giornalista; come è cambiato il giornalismo di inchiesta e come alcuni fenomeni hanno modificato il nostro modo di guardare e raccontare i fatti e la società».

Tra i 60 eventi in programma nei quattro giorni di festival, due sono dedicati in particolare a questi momenti storici. Con "Liberi tutti: giornalismo d'inchiesta, letteratura e ricerca a 40 anni dalla Legge Basaglia", il 9 novembre nella Sala Varesevive Glocal affronta la prima ricorrenza. Come è stata raccontata la vita nei "manicomi"? Quanto è stato importante il lavoro dei giornalisti per arrivare alla fine di una legislazione speciale e alla restituzione di diritti ai malati? Le risposte sono affidate ad Alberto Gaino, esperto di cronaca giudiziaria e autore del libro "Il manicomio dei bambini. Storie di istituzionalizzazione" nel quale ricostruisce le storie di alcuni giovanissimi internati a "Villa Azzurra" nella provincia di Torino. Grazie alla cartelle cliniche, Gaino ripercorre la vita di alcuni dei bambini reclusi non perché realmente malati ma perché avevano problemi a scuola o solamente facevano parte di una famiglia troppo numerosa. L'ospedale psichiatrico di Torino è stato nei suoi centocinquant'anni di vita un'immensa "discarica" umana in cui sono state rovesciate, come rifiuti organici, generazioni di uomini e donne, e bambini, tutti vulnerabili. Accanto a Gaino, Isidoro Cioffi, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze negli ospedali dell'Asst Sette Laghi, nonché strenuo sostenitore della lotta allo stigma e della rivoluzione culturale introdotta dalla Legge Basaglia. Una legge che «fu scritta per scopi economici, un allegato della legge di bilancio», osserva il medico. «Era legata al contenimento della spesa, troppo elevata. Gli sviluppi, però, sono stati rivoluzionari, hanno sgretolato un muro che ha garantito a tutti pari diritti e dignità».
Nel corso dell'incontro prevista la proiezione di video con le immagini raccolte nell'ex ospedale di Bizzozero poco prima che fosse chiuso e smantellato.

Un'intera serata è invece dedicata al "Sessantotto in redazione". L'8 novembre al teatrino Santuccio, Michele Mezza, Michele Brambilla e Raffaele Fiengo presentano una performance multimediale per incontrare i personaggi e le idee che hanno costruito la società dell'informazione. Attraverso filmati e drammatizzazioni è possibile rivivere il percorso avviato nel 1968 che ha determinato la transizione dai giornali alla rete così come la conosciamo oggi. Come ha detto Mezza in una recente intervista pubblicata sulla rivista Pandora: «Il '68, o meglio il '64 americano, è il momento in cui la palla di neve del digitale diventa una vera valanga. Il momento che io considero topico è proprio alla fine del '64, quando Mario Savio, a Berkeley lancia il movimento del free speech. In pochi mesi, negli stessi posti, le stesse persone, con gli stessi valori, e gli stessi obiettivi, passano dalla mobilitazione anti autoritaria al free software, aprendo una nuova era in cui appunto l'informatica diventa tecnologia di libertà».


Il Festival Glocal è un'iniziativa organizzata da Varesenews in collaborazione con l'Ordine dei giornalisti della Lombardia grazie al prezioso supporto di un gruppo di partner tra cui i main sponsor Google e Sea; gli sponsor Caffè Chicco d'oro, BTcino, Ubi banca, Openjobmetis, Coop Lombardia, Elmec, EOLO e Tigros. Il festival è patrocinato dalla Provincia di Varese, dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti e dall'Ordine dei Gior-nalisti della Lombardia; dall'Università degli Studi dell'Insubria e dalla LIUC- Università Cattaneo. Glocal è realizzato con la preziosa collaborazione della Camera di Commercio, del Consiglio Regionale della Lombardia, del Comune di Varese, di FAI - Villa Panza, Eo Ipso, Hagam e Anso. Un ringraziamento va inoltre all'Unione Industriali della provin-cia di Varese, a CNA, Confartigianato, Uniascom, Teatro Santuccio, Presscommtech, Lindt, Disaronno, Cartolibreria centrale Boragno, SSML di Varese e Studio Volpi.




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mercoledì 10 ottobre 2018

La comunicazione nell'era dell'ascolto globale

70 anni di Grande Fratello: reputazione e cronaca nell'era dell'ascolto globale

Al via la collaborazione tra L'Eco della Stampa e Ferpi con un evento che vuole fare luce sui cambiamenti nel mondo della comunicazione

15 ottobre, ore 17.00, Terrazza Martini (MI) - In occasione della ricorrenza della stesura da parte di George Orwell del romanzo "1984" lunedì 15 ottobre, alle ore 17.00, si terrà il primo incontro figlio della collaborazione tra L'Eco della Stampaazienda leader in Italia e punto di riferimento internazionale della Media Intelligence- e Ferpi Federazione Relazioni Pubbliche Italiana

1984 di Orwell è ambientato in uno dei periodi di massima rivoluzione per la comunicazione: quando radio e televisione entrarono per la prima volta nelle case delle persone. 

Sul finire del secolo, però, siamo stati protagonisti di una nuova rivoluzione del mondo della comunicazione: l'avvento di internet - e poi dei social network - ha sconvolto le carte in tavola amplificando la possibilità di trasmettere contenuti liberi da costrizioni e abbattendo di fatto l'asimmetricità che ancora caratterizzava mezzi (seppur di massa) come radio e tv. 

Infatti, grazie ai nuovi mezzi, ogni individuo ha avuto la possibilità di diventare un piccolo giornalista e un piccolo editore. E così la comunicazione, nell'arco degli ultimi anni, si è trasformata in una conversazione multipolare.

Come si è adattato il mondo dei professionisti della comunicazione a questa rivoluzione? E, soprattutto, è riuscito a comprendere e cogliere il cambiamento in tutti i suoi aspetti?

Nel corso dell'incontro si cercherà di dare una risposta a queste domande guardando ad altri campi della conoscenza e dell'agire umano. Saranno infatti protagonisti alcuni non-professionistidella comunicazione. Persone che fanno lavori per i quali dover raccontare e interpretare il mondo ha valore tanto quanto ne ha per chi lavora nella comunicazione, ma in una prospettiva completamente diversa. 

InterverrannoRuben Oddenino, chirurgo plastico;Silvio Bulgariscultore;Elisa Bryner, fotografa;Gabriele Mamotti, violoncellista;Giuseppe Calabreseimprenditore della sicurezza. 
È infine giuntala conferma della partecipazionediLivia Pomodoroex presidente del Tribunale di Milano epresidente dell'Accademia di Brera.

Questi professionisti parleranno di tecniche e loci tipici delle professioni della comunicazione: crisis management, scelta di un messaggio caratterizzante e distintivo, gestione delle personalità degli executive, orchestrazione di tutte le risorse dell'organizzazione, interne ed esterne, per dare voce al messaggio; presentandole sotto una luce nuova e inedita.

Per registrarsi all'evento: 
www.eventbrite.it/e/biglietti-70-anni-di-grande-fratello-reputazione-e-cronaca-nellera-dellascolto-globale-50533135970

giovedì 24 febbraio 2011

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martedì 14 dicembre 2010

Cartucce per stampanti e carta? Si risparmiano con .wwf: il formato digitale ecologico

Cartucce per stampanti e carta? Si possono risparmiare salvando i file digitali in formato WWF.

"Un po’ velleitario, forse, il formato .WWF proposto dal Fondo mondiale per la natura (WWF), ma tutte le buone idee, all’inizio, sono sempre state giudicate così. Il formato .WWF è un PDF privo del comando di stampa. Il documento creato e salvato in .WWF può essere letto e condiviso ma non stampato.

Serve per evitare quella miriade di fogli e documenti che invadono uffici e scrivanie, spesso inutilmente. Serve per tagliare meno alberi e consumare meno cartucce per stampanti e toner. Serve per porsi, anche nei piccoli gesti quotidiani, il problema dell’ambiente che se ne va ramengo. Velleitario, si, ma educativo.

Peccato che il WWF abbia pensato solo ai computer Apple, per la diffusione gratuita del suo software. E’ vero, la versione per Windows è annunciata, ma non si poteva attendere il lancio contestuale? La campagna SAVE AS WWF avrebbe avuto maggiore e migliore impatto".
(da http://risorse-naturali.blogspot.com/2010/12/wwf-un-formato-digitale-ecologico.html)

lunedì 21 giugno 2010

Dalla collaborazione con TN&D nasce la newsletter AIRP

Informazione, dialogo e partecipazione con i malati di rene policistico nella newsletter AIRP sulla rivista scientifica trimestrale TN&D - Giornale di Tecniche Nefrologiche e Dialitiche
Da alcuni mesi ha preso avvio, grazie al Dr Marco Lombardi, una collaborazione editoriale di grande prestigio tra AIRP - Associazione Italiana Rene Policistico - e il "Giornale TN&D - Giornale di Tecniche Nefrologiche e Dialitiche", che riserva su ogni numero della rivista scientifica trimestrale una rubrica interamente dedicata all’Associazione.
Articoli di approfondimento e presentazione delle attività AIRP sono i principali contenuti della rubrica, che ora diventa a tutti gli effetti una vera e propria newsletter: le pagine riguardanti AIRP su TN&D vengono infatti scorporate dalla rivista per formare una pubblicazione a sé stante, che è già in corso di spedizione a tutti i soci e ai pazienti affetti da ADPKD.
In questo modo AIRP mette a punto un altro rilevante contributo di informazione, dialogo e partecipazione per tutti coloro che vivono quotidianamente con la malattia policistica. La newsletter rappresenta un nuovo appuntamento con tutti i soggetti coinvolti in questa patologia, che si aggiunge al sito web http://www.renepolicistico.it e alle numerose iniziative di comunicazione alle quali AIRP dedica le sue energie.

A.I.R.P. onlus
Associazione Italiana Rene Policistico
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