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giovedì 10 dicembre 2015

Tarcisio Bertone ecco la 2°parte dell'intervista al Cittadino di Genova

Cardinale Bertone, Segretario di Stato emerito: “Una delle esperienze più belle della mia vita è stato il rapporto con Cuba. Conoscevo già da anni il Vescovo di Santa Clara ed ho fatto poi ben cinque viaggi a Cuba. Uno memorabile è stato nel 2004 come Arcivescovo di Genova.”
Cuba's President Raul Castro shakes hands with Vatican Secretary of State Cardinal Tarcisio Bertone during a meeting at the Revolution Palace in Havana
DON GRILLI
E’ appena terminato il Convegno Ecclesiale di Firenze: un appuntamento a metà del cammino della Chiesa Italiana nel decennio 2010-2020 dedicato al tema dell’educazione con il Documento “Educare alla vita buona del Vangelo”. Ci pregiamo di consegnarle una pubblicazione che riassume il programma pastorale messo in atto dalla Diocesi genovese in questi cinque anni vissuti in comunione con il Santo Padre e con la Chiesa italiana.
C’è qualche particolare sinergia tra Vaticano/Segreteria di Stato e Conferenza Episcopale Italiana, che dal 2007 è guidata dall’Arcivescovo di Genova, il Card. Bagnasco?
CARDINALE BERTONE
E’ ovvio che il Papa e i suoi più stretti collaboratori, pur guardando il panorama di tutte le Chiese e della comunità internazionale, hanno una particolare attenzione verso la Chiesa che è in Italia. Sia per la naturale funzione del Papa come Vescovo di Roma, sia per i rapporti evidenti di vicinanza con il territorio italiano e con le sue popolazioni.
La Conferenza Episcopale Italiana nell’esercizio delle sue funzioni e delle sue competenze è strettamente unita alla Santa Sede ed ai suoi rappresentanti e posso testimoniare personalmente che ciò si è verificato anche nel periodo di presidenza dal Cardinale Bagnasco. L’episcopato italiano, nella sua storia anche più recente, è sovente punto di riferimento di altri episcopati sparsi nel mondo ed ha una missione preziosa verso la comunità internazionale in una rete di relazioni, soprattutto di carattere umanitario. Il Cardinale Bagnasco ha avuto ed ha frequenti udienze personali con il Santo Padre, sia con Papa Benedetto XVI, sia oggi con Papa Francesco. Con il sottoscritto abbiamo avuto molteplici incontri durante i quali è naturale che, oltre ai problemi della Chiesa italiana, si parlasse anche della nostra cara Diocesi di Genova, per interscambio di informazioni, di suggerimenti, di aiuto reciproco.
DON GRILLI
Papa Benedetto XVI la richiamò a Roma questa volta come Segretario di Stato. Cosa può dirci degli anni vissuti al suo servizio e a servizio della Chiesa Universale?
CARDINALE BERTONE
Penso che tutti ricorderanno la lettera che Papa Benedetto XVI scrisse ai genovesi per annunciare la mia chiamata a Roma come Segretario di Stato. Fu una sorpresa per me quando me lo confidò la prima volta e fu una sorpresa per tutti. Ma l’esperienza vissuta accanto a Papa Benedetto XVI che in qualche modo continuava la collaborazione avuta alla Congregazione per la Dottrina della fede, fu una scuola di umanità, una scuola di fede, una scuola di spiritualità.
Oltre alle udienze settimanali del lunedì chiamate “di tabella”, ricordo anche gli altri incontri casuali, occasionali, per riunioni, ad esempio “interdicasteriali”, per problemi emergenti della Chiesa o della comunità mondiale. Ricordo i viaggi internazionali fatti con lui, sempre preceduti da qualche paura o da qualche previsione negativa, ma poi realizzati con grande partecipazione di popolo, con ammirazione universale per il suo pensiero e i suoi messaggi. Cito ad esempio i viaggi in Turchia, nel Regno Unito, a Berlino, in Libano, a Cuba, in Africa, ecc…
Cito anche le due Giornate Mondiali della Gioventù a Colonia, con la celebre adorazione eucaristica notturna, e in Spagna, con la moltitudine impressionante di giovani e la bufera che si scatenò nell’arena dell’assemblea serale ma che non spaventò l’eroica resistenza del Papa e dei giovani.
DON GRILLI
Dopo il ritiro di Papa Benedetto XVI, Lei ha collaborato con Papa Francesco, cessando nell’incarico di Segretario di Stato nell’ottobre 2013, ben al di là della scadenza canonica dei 75 anni d’età…
CARDINALE BERTONE
Papa Francesco, appena dopo l’elezione mi ringraziò per la generosità, la dedizione e la fedeltà avute nel servizio di Segretario di Stato e mi confermò per alcuni mesi al suo servizio con lo stesso incarico. Ha scritto poi nella prefazione ad un mio libro: “La sua pacata e matura esperienza di servitore della Chiesa ha aiutato anche me, chiamato alla Sede di Pietro da un Paese lontano, nell’avvio di un insieme di relazioni istituzionali doverose per un Pontefice”.
Ho seguito la sua vulcanica attività e le sue direttive fino al 15 ottobre 2013. L’ho anche accompagnato nel viaggio a Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù. Lo stile e la versatilità di Papa Francesco sono conosciuti da tutti e si può immaginare quanto sia interessante e impegnativo stargli accanto.
Egli invita frequentemente a pregare per lui e credo che tutti lo facciamo di cuore.
DON GRILLI
Per Sua iniziativa, negli anni in cui era Arcivescovo di Genova, nel 2005, la nostra Diocesi, insieme alla Diocesi di Chiavari, aprì una missione a Cuba. Alla luce dei passi avanti, anche recenti, compiuti da quella Nazione sulla via della libertà democratica e del rispetto dei diritti umani, compresi quelli religiosi, quella scelta è stata significativa…considerando poi il suo ruolo di Segretario di Stato
CARDINALE BERTONE
Una delle esperienze più belle della mia vita è stato il rapporto con Cuba. Conoscevo già da anni il Vescovo di Santa Clara ed ho fatto poi ben cinque viaggi a Cuba. Uno memorabile è stato nel 2004 come Arcivescovo di Genova. Andai per presentare i due primi sacerdoti fidei donum alla Diocesi di Santa Clara e fui ricevuto personalmente dal Comandante Fidel Castro in una memorabile e lunga udienza che toccò una molteplicità di argomenti di carattere sociale e formativo (ad esempio valori e disvalori nella gioventù) e di carattere internazionale.
Poi, come Segretario di Stato tornai nel 2008, nel decimo anniversario della famosa visita di San Giovanni Paolo II, e fui ricevuto come prima autorità estera, da Raul Castro che nel frattempo era diventato Presidente, e infine tornai a Cuba nel 2012 con Papa Benedetto XVI e non fu l’ultima volta.
Si può dire quindi che il rapporto con Cuba, con le Chiese locali e con le Autorità dell’Isola si sviluppò in diversi anni attraverso incontri e contatti che prepararono senza dubbio il terreno ai successivi sviluppi che con l’avvento di Papa Francesco si sono realizzati, e che promettono altri traguardi che ci auguriamo e per i quali preghiamo.
DON GRILLI
Come si svolge la sua giornata ora che è libero dalle responsabilità universali della Segreteria di Stato?
CARDINALE BERTONE
Continua il ritmo di preghiera, di vita comunitaria, come di partecipazione alle celebrazioni pontificie nella Basilica di San Pietro. Ho ancora un po’ di lavoro istituzionale come Membro della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli che si raduna normalmente ogni quindici giorni, e poi accetto inviti per attività pastorali, esercizi spirituali, o iniziative culturali come convegni, conferenze, ecc.
Quest’anno ho raccolto in un libro i miei discorsi di carattere sociale e economico. Sono in cantiere altre raccolte: per esempio omelie tematiche o interventi sullo sport, ecc.
Ho dato diverse interviste, soprattutto sul bicentenario della nascita di Don Bosco.
L’anno scorso a dicembre sono ancora stato a Cuba a inaugurare il Santuario della Virgen de la Caridad a Santa Clara e durante l’estate sono stato in Guatemala e in Messico con diversi impegni pastorali.
DON GRILLI
Grazie Eminenza per il tempo che ci ha dedicato con questa intervista, il Cittadino e Teleradiopace di Chiavari Le augurano ogni bene
CARDINALE BERTONE
Ringrazio voi della bella occasione che mi avete dato di incontrarvi. Voglio salutare tutti i Vescovi della Liguria, in modo speciale il Metropolita Sua Eminenza il Cardinale Bagnasco, tutti i telespettatori di Teleradiopace di Chiavari con il Vescovo Monsignor Tanasini, tutti i collaboratori del glorioso settimanale “Il Cittadino”. Mi raccomando alle preghiere di tutti e su tutti invoco la benedizione del Signore.

Fonte Il Cittadino

giovedì 3 dicembre 2015

Cardinale Bertone, il contributo del Cardinale all'Assemblea della Cep

La prima relazione all’Assemblea plenaria della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Cep), che si è aperta ieri (vedi Fides 27 e 30/11/2015), è stata tenuta dal Cardinale Tarcisio Bertone sul tema “Coscienza Ecclesiale e Capacità Evangelizzatrice nelle Chiese Giovani”.
Tarcisio Bertone
“Le Chiese Giovani con i loro problemi e i loro difetti – ha evidenziato il Cardinale Tarcisio Bertone- , ma con le loro risorse di vocazioni sacerdotali e religiose e di entusiastica adesione al Vangelo, sono diventate soggetti di missione per le vecchie Chiese, soprattutto europee, in un interscambio di persone e di opere da un continente all’altro”.
Accennano quindi al lavoro di inchiesta fatto dalla Cep in vista dell’Assemblea plenaria, che ha interessato 1.120 soggetti missionari, ha proseguito: “Riguardo alla coscienza ecclesiale e alla capacità evangelizzatrice, le 262 circoscrizioni prese in considerazione dall’inchiesta hanno evidenziato nel decreto Ad gentes le idee-motrici sintetizzate in sei parole chiave: missione, testimonianza, annuncio, catechesi, apostolato, inculturazione”.
Parlando della capacità di evangelizzare, il Cardinale Bertone ha indicato una serie di elementi da considerare centrali: l’affermazione del primato di Dio, l’entusiasmo di far conoscere Cristo, il coraggio di dare testimonianza, l’opzione per i poveri, il dialogo, il rendere visibile la Chiesa nella promozione umana, il vivere il senso autentico della comunità, il buon rapporto tra Chiesa e Stato, la progettazione della formazione alla missione, la collegialità episcopale, la prevalenza del clero autoctono, il senso del dovere di evangelizzare, la collaborazione con le Pontificie Opere Missionarie, l’appartenenza alla Chiesa locale.
“Dobbiamo coniugare l’annuncio con una comunicazione accessibile e convincente e con una vita santa, ma nello stesso tempo con la piena condivisione della vita di coloro a cui annunciamo” ha detto nella conclusione il Cardinale Bertone. (CE) (Agenzia Fides, 01/12/2015)
Fonte FIDES

sabato 28 novembre 2015

Cardinal Bertone, intervista al “Cittadino” e Teleradiopace

Cardinale Bertone, Segretario di Stato emerito: “… ho presenti tutti, specialmente nella preghiera quotidiana, nella quale ricordo i Vescovi che mi hanno preceduto e i sacerdoti vivi e defunti, insieme alla necessità di tante famiglie. Le perfette celebrazioni liturgiche nella Cattedrale, i pellegrinaggi mensili al Santuario della Madonna della Guardia, le processioni nella città, gli incontri con le Confraternite, gli incontri negli Ospedali (cito in modo speciale il Gaslini e il Galliera, che hanno un rapporto, oltre che affettivo, istituzionale con l’Arcivescovo di Genova), gli incontri con le fabbriche preparati dai valorosi Cappellani del lavoro…”
Tarcisio Bertone - Vatican Insider
DON GRILLI
Buon giorno, Eminenza,
innanzitutto la ringraziamo per questa intervista che concede a Il Cittadino, settimanale cattolico di Genova e a Teleradiopace di Chiavari. E’ di questi giorni l’inizio di una sinergia tra Il Cittadino – che produce anche dei servizi televisivi – e Teleradiopace di Chiavari, emittente che trasmette i nostri servizi anche sul territorio genovese. A novembre Il Cittadino, che sappiamo Lei riceve e legge, compie 40 anni. Ci fa piacere ricordarLe come sia stato Lei, negli anni in cui era Arcivescovo di Genova, a riconsegnare al settimanale il glorioso nome de Il Cittadino che per oltre cent’anni era stato il quotidiano dei cattolici genovesi…
CARDINALE BERTONE
Sono lieto di unirmi nei festeggiamenti del 40° del settimanale “Il Cittadino” che è stato fondato dal sempre ricordato Cardinale Siri e che è stato testimone di tante battaglie per la custodia della fede, per la tutela dei diritti e l’efficace azione sociale dei cattolici genovesi.
Proprio in relazione alla sua gloriosa storia, ho voluto riprendere l’antica denominazione per farne un punto di riferimento esplicito ai cittadini di Genova, come racconto delle loro vicende liete e tristi e come stimolo a realizzare con fedeltà i progetti pastorali che via via si andavano affermando.
DON GRILLI
Genova ha sempre voluto bene ai suoi Vescovi e non l’ha dimenticata. In un’intervista che aveva rilasciato a Il Cittadino nei giorni del suo commiato aveva affermato che le saremmo sempre rimasti nel cuore. Sono passati da allora quasi dieci anni. Quale ricordo serba della Chiesa e della città?
CARDINALE BERTONE
Devo confessare che ho rivisto tante volte la cronaca dei brevi anni della mia permanenza a Genova ed ho potuto così rivivere gli incontri con le parrocchie, con le comunità religiose, con le associazioni laicali, con i giovani, con le forze del lavoro, le autorità civili e con gli sportivi. Ho davanti a me la galleria di tanti volti, di tante persone buone che si sono prodigate per il bene della città e della Diocesi. Ho presenti tutti, specialmente nella preghiera quotidiana, nella quale ricordo i Vescovi che mi hanno preceduto e i sacerdoti vivi e defunti, insieme alla necessità di tante famiglie. Le perfette celebrazioni liturgiche nella Cattedrale, i pellegrinaggi mensili al Santuario della Madonna della Guardia, le processioni nella città, gli incontri con le Confraternite, gli incontri negli Ospedali (cito in modo speciale il Gaslini e il Galliera, che hanno un rapporto, oltre che affettivo, istituzionale con l’Arcivescovo di Genova), gli incontri con le fabbriche preparati dai valorosi Cappellani del lavoro…
C’è poi una iniziativa che ho promosso e che continua lietamente ogni anno, cioè il pellegrinaggio dei cresimandi a Roma, con la preghiera nei Giardini Vaticani davanti alla Grotta di Lourdes, e con l’appuntamento dell’Angelus del Papa in Piazza San Pietro.
Tutto ciò ha lasciato una traccia indelebile nella mia memoria e nel mio cuore. Non manco di seguire ancora il cammino delle due squadre di calcio della città: il Genoa e la Sampdoria.
Sono rimasto toccato quando c’è stata l’alluvione a Genova che purtroppo ha lasciato delle ferite non ancora risolte e in qualche modo ho voluto rendermi vicino con un contributo per le famiglie più colpite.
DON GRILLI
Ogni anno Il Cittadino offre ai suoi abbonati un’agenda, come segno di amicizia e gratitudine. Ci pregiamo in questa circostanza di consegnarne una copia anche a Lei. L’Agenda porta il titolo “Genova nella storia dei suoi Vescovi”, tra i quali c’è naturalmente sunteggiata anche la sua biografia…
CARDINALE BERTONE
La pubblicazione dell’Agenda, direi così “tematica”, è diventata una tradizione del Cittadino e credo che sia un dono molto gradito. Ho ancora con me l’Agenda del 2015 sulle Confraternite di Liguria e sono grato per il dono dell’Agenda 2016 con la storia del Vescovi di Genova.
Potrò così rivivere le tappe di sviluppo della nostra comunità credente e ringraziare Dio per il dono di tanti esimi Pastori. Ringrazio anche per la presentazione della mia biografia che offrirà alla popolazione un ricordo visivo del loro precedente Arcivescovo.
DON GRILLI
Dal 2002 al 2006 è stato anche Presidente della Conferenza Episcopale Ligure. Pensiamo che anche i Vescovi e le Chiese che sono in Liguria le siano rimasti nel cuore, ma in particolare i sacerdoti genovesi, dodici dei quali oggi sono Vescovi e tra loro tre sono Cardinali… I volti dei sacerdoti genovesi li può rivedere nell’annuario che Le consegniamo…
CARDINALE BERTONE
L’Arcivescovo di Genova normalmente è eletto Presidente della Conferenza Episcopale Ligure e per le misure di questa Circoscrizione ecclesiastica è facile per lui accogliere gli inviti di partecipare alle manifestazioni più significative, pensiamo ad esempio agli anniversari delle apparizioni della Madonna o della dedicazione dei Santuari, ad esempio Arma di Taggia, Montallegro, Tortona, Savona…
E quindi è facile percorrere i capoluoghi da La Spezia, Chiavari fino a Ventimiglia San Remo.
Però vi ringrazio in maniera speciale dell’Annuario aggiornato dei Sacerdoti, sia diocesani, sia religiosi. Rivedrò volentieri i loro volti e per ognuno avrò un ricordo e una preghiera speciale.
DON GRILLI
Vogliamo pensare che i suoi “anni genovesi” siano stati “anni impegnativi ma sereni”, se confrontati con le fatiche, i problemi, che – insieme alle gioie – ha sperimentato a Roma con il gravoso incarico di Segretario di Stato…
CARDINALE BERTONE
E’ vero! Il lavoro pastorale a Genova è stato intenso e i miei segretari sanno qualcosa delle scorribande tra una parrocchia e l’altra, tra un appuntamento e l’altro, tra una celebrazione e un incontro con le autorità civili, o una adorazione notturna, o la recita serale del rosario…
Non posso dimenticare l’anno della visita personale a tutti i Sacerdoti e ai loro cari, con il famoso “maggiolino” guidato da Monsignor Di Gregorio.
Però non c’è dubbio che il lavoro di Segretario di Stato apre lo sguardo e la dedizione ai problemi di tutto il mondo, alle Chiese di tutto il mondo, soprattutto alle situazioni di conflitto nei vari Paesi e ai punti cruciali ove l’impegno della Chiesa per la pace e per la riconciliazione è più attivo e più appassionato.
Sia nei contatti personali, come ad esempio le visite di stato in Vaticano, sia nei miei viaggi pastorali, o accompagnando i Papi nei viaggi apostolici, ho potuto constatare da vicino le necessità, le attese, la riconoscenza per l’opera della Chiesa in tutte le sue componenti distribuite geograficamente sulla faccia della terra.
Si può immaginare come tutto ciò influisca sulle preoccupazioni e sulle intenzioni di preghiera di una persona.

Fonte Il Cittadino

lunedì 19 ottobre 2015

Cardinal Tarcisio Bertone, la memoria di Don Bosco prete-educatore

Il Cardinale Tarcisio Bertone: abbiamo appena concluso le celebrazioni dell’Anno Bicentenario della nascita di Don Bosco e noi non ci stanchiamo mai di riflettere sui suoi insegnamenti ed i suoi esempi, per applicare il progetto educativo nella complessa società del nostro tempo. Per rinnovare la memoria della straordinaria testimonianza di Don Bosco, prete-educatore, riandiamo agli anni della sua formazione e della sua carità sconfinata verso i giovani poveri e abbandonati.
Tarcisio Bertone cosa direbbe Don Bosco
Brano del Discorso del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato emerito, tenuto presso l’Istituto Salesiano “Manfredini”, Este, Padova, il 3 ottobre 2015
Nella festa della famiglia a Filadelfia, Papa Francesco ha lanciato un grande messaggio sulla centralità della famiglia e ha detto: “La famiglia ha una carta di cittadinanza divina. Gliel’ha data Dio stesso perché nel suo seno crescesse sempre di più la verità, la bellezza, l’amore. La famiglia è una fabbrica di speranza. Nella famiglia ci sono difficoltà, però queste difficoltà si superano con l’amore. E l’amore è festa, gioia, è andare avanti” (Incontro mondiale delle famiglie, 26 settembre 2015). Pensiamo alla famiglia di Don Bosco.
Vorrei rievocare, anzitutto, il clima di intimità familiare ove ha operato, insieme allo Spirito Santo la mamma di Don Bosco: poiché Mamma Margherita ha impartito a Giovanni alcune significative lezioni. Papa Francesco nel suo discorso a Torino Valdocco nel giugno scorso, ha ricordato alcune caratteristiche di Don Bosco e ha evidenziato proprio questo: “Amava la Chiesa, la Madonna e la sua mamma… Pensate a questo collegamento: la Chiesa madre; la Madonna, madre; Margherita, madre”.
Sui vent’anni Giovanni Bosco a Chieri pensa di diventare francescano. Il parroco di Castelnuovo va da Mamma Margherita e la invita ad opporsi alla decisione del figlio. Mamma Margherita parte per Chieri, e, incontrando il figlio, gli dice: «Sentimi bene Giovanni, io voglio che tu ci pensi bene e con calma. Quanto avrai deciso, segui la tua strada senza guardare in faccia a nessuno. La cosa più importante è che tu faccia la volontà del Signore. Il parroco vorrebbe che io ti faccia cambiare idea, perché in avvenire io potrei avere bisogno di te. Ma io ti dico: in queste cose tua madre non c’entra. Dio è prima di tutto».
Divenuto sacerdote, la sera della prima messa solenne, Margherita dice al figlio: «Sei prete; da qui in avanti sei dunque più vicino a Gesù Cristo. Ricordati però che cominciare a dire Messa, vuol dire cominciare a patire. Non te ne accorgerai subito, ma a poco a poco, vedrai che tua madre ti ha detto la verità… Tu da qui innanzi pensa solamente alla salvezza delle a¬nime e non prenderti nessun pensiero di me».
Mamma Margherita è stata indiscutibilmente la prima e importante guida spirituale di Don Bosco.
Don Bosco diventato prete che farà? Conosciamo lo smisurato lavoro che ha svolto in 47 anni di sacerdozio: ha incontrato migliaia di giovani e di adulti; ha fondato una Famiglia apostolica originale in tre grandi Gruppi di impegno: i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice ed i Cooperatori, suscitando milioni di Exallievi; ha costruito tre grandi chiese; ha lanciato una rivista mensile, ha scritto un centinaio di volumi ed opuscoli (opere edite… ed inedite); ha organizzato otto spedizioni missionarie; ha svolto missioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Governo italiano; ha fatto viaggi, predicazioni, ha confessato ininterrottamente; ha avuto delle giornate stracariche di lavoro dalle 4.30 del mattino alle 23 di sera. Ε tutto con una fede, con una gioia, con un coraggio sigillato da quella incrollabile fiducia che gli fu propria e che ha cercato di comunicare ai suoi figli e figlie.
La fama di Don Bosco giovane e il ricordo delle sue gesta avventurose e prodigiose hanno raggiunto tutto il mondo e i più grandi personaggi, che ne hanno assimilato lo spirito. Vorrei rievocare, ad esempio, ciò che mi confidava Papa Benedetto XVI del suo rapporto con Don Bosco. E’ stato suo padre a raccontargli le memorie del giovane Giovanni Bosco: la presenza di Mamma Margherita, l’accompagnamento del cane “Grigio” nelle sue vicissitudini, ecc. Tanto che quando lo accompagnai nella visita alle camerette di Don Bosco a Torino, e si vide davanti il grande quadro di Mamma Margherita con in basso il “Grigio”, subito ebbe un lampo di sorriso e ricordò.
Per il Cardinale Bernardin Gantin, grande Presule africano, fu invece la mamma, nel lontano Benin, a raccontargli la storia di Don Bosco.
Per Azeglio e Franca Ciampi, la devozione a Don Bosco era una costante della loro vita di genitori. Mi confessarono che lo hanno invocato in ogni momento difficile della loro vita.
Vorrei ricordare che anche il giovane Jorge Bergoglio – diventato Papa Francesco – è stato influenzato positivamente da Don Bosco e dai suoi figli ed ha avuto un rapporto familiare con i primi salesiani di Buenos Aires ed egli stesso cita colui che lo ha battezzato e poi lo ha seguito: il salesiano Don Enrique Pezzoli.
Il papà di Jorge Bergoglio era in grande amicizia con Don Lorenzo Massa il fondatore della più grande squadra di calcio dell’Argentina: il San Lorenzo, con i colori della Madonna: rosso e blu.
All’età di tredici anni, prima di entrare nella Compagnia di Gesù, ha passato un anno come interno al collegio salesiano Colegio Wilfrid Barón de los Santos Ángeles a Ramos Mejía, nel Gran Buenos Aires. Ha rievocato in una famosa lettera questa straordinaria esperienza formativa: una lettera del 1990 scritta al salesiano Cayetano Bruno, lo storico della Chiesa argentina.
Mi sembra che ci siano affinità molto marcate tra Don Bosco e Papa Francesco. Don Bosco parte dalla periferia, cerca i ragazzi sbandati e i ragazzi di strada, sta insieme a loro e donerà la vita a loro. Papa Bergoglio ci invita continuamente non solo a dialogare, ma a stare con la gente, anzi a camminare insieme. Pensiamo alla cultura dell’incontro, al rispetto e all’amore che ha per ogni persona, specialmente per quella più debole e bisognosa, e quindi a rifiutare la cultura dello scarto. Bisogna dire che nell’originalità creazionale di Dio, ci sono dei tratti comuni che si trasmettono di generazione in generazione attraverso i santi e attraverso i doni che lo Spirito continua ad elargire alla sua Chiesa.
FONTE: DailyFocus

lunedì 12 ottobre 2015

Cardinal Tarcisio Bertone a Este, Premio Guariento alla memoria di suor Boggian

Este, conversazione del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Sua Santità emerito, dal titolo “Cosa direbbe don Bosco oggi a genitori e figli”
Tarcisio Bertone - Immagine Il Mattino di Padova
Articolo de Il Mattino di Padova, 03 ottobre 2015
ESTE. Don Orlando Zampieri porta a Este un altro “big” della Chiesa. Questa sera, alle 20.30, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Sua Santità emerito, terrà una conversazione nell’auditorium del Manfredini dal titolo “Cosa direbbe don Bosco oggi a genitori e figli”.
Domani, invece, celebrerà alle 10.30 la messa patronale nella chiesa di San Girolamo, dove amministrerà anche la Cresima.
Sarà inoltre l’occasione per ricordare i quarant’anni di fondazione della parrocchia.
Sempre domani, alle 17, Bertone consegnerà alle Opere parrocchiali il premio “Fernanda Guariento”: il riconoscimento per l’impegno ecclesiale andrà alla memoria di suor Bernardetta Boggian, la religiosa di Ospedaletto Euganeo trucidata un anno fa in Burundi.
Il cardinale benedirà quindi il tabernacolo artistico della chiesa parrocchiale e assisterà poi, alle 18, a un concerto vocale e strumentale dell’orchestra da camera Gentile Ensemble.
Lunedì mattina, infine, sarà al Manfredini per incontrare gli studenti.

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