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giovedì 22 novembre 2012

No alla caccia: le periferie inondate di cartelli "Divieto di caccia"

Sarà un caso, o no, ma dopo che la settimana scorsa Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", a seguito di una segnalazione da parte di alcuni cittadini indignati aveva denunciato alla stampa anche attraverso la fotografia, la presenza di un'esemplare di beccaccia impallinato e grondante di sangue in una via del centro cittadino di Lecce, sono apparsi come funghi in città o meglio ai margini e sui viali della periferia decine e decine di cartelli di "Divieto di caccia".

Un fatto inusuale perché si tratta di segnaletica installata su pali che normalmente si trovano in aperta campagna, nelle riserve e nei boschi.

Vale la pena ricordare che a seguito dell'articolo apparso meno di dieci giorni fa su numerosi media locali anche on line era scoppiata una polemica nei forum tra la ristretta casta dei cacciatori pronti a coalizzarsi ed attaccare lo scrivente attraverso ricostruzioni fantasiose circa la fine del volatile pur di non ammettere l'evidenza dell'uccisione causata da qualche pallino di piombo a ridosso del centro abitato (fatti che possono essere testimoniati da decine di persone presenti) e la stragrande maggioranza dei cittadini indignati anche dal fatto che il drammatico evento fosse stato documentato proprio in pieno centro cittadino.

Dopo l'installazione dei cartelli, quindi, non possiamo, come "Sportello dei Diritti", non esprimere soddisfazione per quella che sembra una vera e propria presa d'atto da parte dell'amministrazione comunale leccese a seguito dell'ennesima denuncia a favore dei diritti da parte della nostra associazione.

 




--
Redazione del CorrieredelWeb.it


mercoledì 21 novembre 2012

LA DIVINA COMMEDIA al Teatro Roma

LA DIVINA COMMEDIA

il viaggio di un uomo tra gl'inferi e il cielo
MATERIALE PER UFFICIO STAMPA
MUSICAL "DIVINA COMMEDIA" di ANTONIO SPAZIANO
Il viaggio dell'uomo tra gl'inferi e il cielo
Dopo il debutto al Teatro Moderno di Latina, approda a Roma il musical "Divina
Commedia" scritto e diretto da Antonio Spaziano, liberamente ispirato all'opera
di Dante Alighieri.
Atmosfere sinfoniche, etniche e pop-elettroniche si fondono in 100 minuti di
spettacolo dalle forti emozioni, in cui l'intera narrazione è affidata
alla voce di
grandi interpreti e alle coreografie stile contemporary-fusion di Antonella
Perazzo.
Con un sapiente lavoro di ammodernamento del testo dantesco e un'affinata
elaborazione musicale, Antonio Spaziano accompagna lo spettatore lungo un
percorso immaginario che affonda negli abissi della perdizione e risale fino a
toccare le più alte sfere celesti, affinché l'uomo di ogni epoca attraverso la
conoscenza del peccato comprenda il vero significato dell'amore.
In questo percorso i versi di Dante costituiscono solo la fonte di
ispirazione delle
musiche e delle liriche di Antonio Spaziano, quanto basta a conferire
ai luoghi, ai
personaggi e alle loro vicende un realismo e una vitalità inattesi.
Con un cast di tutto rispetto (tra gli altri Marco Pasquetti, Serena
Troiani, Marco
Gandolfi Vannini, Andrea Meli, Antonella Perazzo, Pamela Scarponi e Eugenio
Picchiani), una regia pura ed essenziale, un impianto scenografico
misto di forma
e multimedialità e un disegno costumi innovativo, "Divina Commedia" è un musical
che offre una personalissima visione della più importante opera della
letteratura
italiana senza con ciò lanciare una sfida alla critica letteraria,
alla teologia e alla
filosofia.
"Non era mia intenzione dare alla Divina Commedia la mia interpretazione - dice
l'autore e regista - . Ho soltanto provato a guardarla con i miei
occhi, lasciandomi
ispirare dalle migliaia di immagini generate dai versi di Dante, dai luoghi, dai
personaggi e dalle loro vicende. Ho voluto dare a tutto ciò la mia
personale forma".
Lo spettacolo prodotto dalla Akèron Produzioni Teatrali sarà in scena al Teatro
Roma dal 30 novembre al 2 dicembre 2012.
Prevendite e prenotazioni presso il botteghino del Teatro Roma, Via
Umbertide n.3 - Tel. 06.7850626.
Dal 14 al 16 dicembre si replica al Teatro Palarte di Fabrica di Roma (VT) e
via di seguito per tutta la stagione invernale in date di prossima
programmazione.
Ulteriori informazioni su date e prevendite sono sul sito ufficiale
www.divinacommediamusical.it.
PRESENTAZIONE SPETTACOLO
La Divina Commedia come non l'avete mai vista né ascoltata.
Le suggestioni dell'inferno, la poetica del purgatorio e la magia del paradiso
rivivono in un'opera popolare scritta e diretta da Antonio Spaziano, liberamente
ispirata al poema di Dante Alighieri. Atmosfere sinfoniche, etniche e
popelettroniche
si fondono in 100 minuti di spettacolo dalle forti emozioni, in cui
l'intera narrazione è affidata alla voce di grandi interpreti e alle
coreografie stile
contemporary-fusion di Antonella Perazzo.
Con un sapiente lavoro di ammodernamento del testo dantesco e un'affinata
elaborazione musicale, Antonio Spaziano prende per mano lo spettatore e lo
accompagna lungo un percorso immaginario che affonda negli abissi della
dannazione e risale fino alle più alte sfere celesti, affinché
comprenda il significato
dell'amore e della vita attraverso la conoscenza del peccato e della morte.
I passi principali della Divina Commedia, i luoghi, i personaggi e le
loro vicende si
materializzano agli occhi dello spettatore e acquistano realismo e veridicità.
La regia firmata dall'autore, pura ed essenziale, un impianto
scenografico misto di
forma e multimedialità e un disegno costumi innovativo conferiscono a
quest'opera popolare una freschezza ed un fascino inattesi e sorprendenti.
Non era mia intenzione sfidare la critica letteraria di ieri e di
oggi, né dare alla
Divina Commedia la mia interpretazione. Ho soltanto provato a
guardarla con i miei
occhi, lasciandomi ispirare dalle migliaia di immagini generate dai
versi di Dante, dai
luoghi, dai personaggi e dalle loro vicende. Ho voluto dare a tutto ciò la mia
personale forma"
(Antonio Spaziano)
ANTONIO SPAZIANO - AUTORE E REGISTA
Musicista, compositore e arrangiatore, Antonio Spaziano nasce a Roma il 25
gennaio 1973. Dopo gli studi del pianoforte e una lunga carriera di
cantante solista,
approda al teatro verso la metà degli anni '90, dapprima come musicista e
arrangiatore, poi come cantante, attore e infine come regista. In
quest'ultima veste
esordisce nel 2005 con "Cinemania", un musical che ripercorre la
storia del cinema
attraverso le più celebri colonne sonore del grande schermo. Tra il
2005 e il 2008
scrive la "Divina Commedia", un'opera popolare di cui firma le musiche
e le liriche
e che va in scena a partire dal novembre 2009 (regia di Giuseppe Magagnini,
produzione Gruppo GIAD). Autore di commedie musicali e colonne sonore, nel
2012 firma la regia della seconda edizione della sua "Divina Commedia".
"È vano ma anche delittuoso porre un freno alla creatività. La musica
e le parole
nascono nell'anima, alle mani non resta che imprimerle su un foglio di
carta. Non c'è
dubbio, quest'opera era dentro di me, bastava solo che io l'ascoltassi
e me la lasciassi
dettare dall'anima"
(Antonio Spaziano)
TRA INFERI E CIELO
LA DIVINA COMMEDIA NEL MUSICAL DI SPAZIANO
(Articolo tratto da LATINA OGGI del 6 novembre 2012)
C'è la Divina Commedia di Dante e quella di… Antonio Spaziano. La prima ad
ispirare l'altra nelle liriche e nella melodia, quest'ultima a
trasformare in musical il
capolavoro dantesco secondo la visione del regista e autore di musiche
e brani che,
come sottolineato dallo stesso in una recente intervista, può essere considerata
«una personalissima dissacrazione del Sommo poema». Parole che vogliono
rappresentare un atto di «rispetto» nei confronti di un'Opera che non permette
imitazioni, ma anche un gesto d'amore verso quest'ultima, tradotto
nella messa in
scena di personaggi immortali e di un'ambientazione che spazia dagli
inferi al cielo.
Ci saranno, allora, Lucifero («Essere perfetto ma sconfitto»),
Beatrice, concepita nel
suo essere stata una donna reale capace di passioni e sentimenti; ci
saranno Paolo,
Francesca e Caronte sul palco delTeatro Moderno di Latina il 10 e 11 novembre
prossimi (rispettivamente alle ore 21 e alle 18,00), protagonisti di
uno spettacolo
straordinario. L'opera più famosa della nostra letteratura viene presentata
nell'allestimento firmato dal noto musicista, compositore e
arrangiatore Spaziano,
e sotto forma di musical il grande viaggio dell'Alighieri si snoda davanti agli
spettatori con i suoi luoghi, i suoi volti, il suo spirito
ineguagliabile, rivestito di un
abito moderno derivante da un sapiente lavoro di adattamento che punta a
rendere le cantiche con grande efficacia visiva ed emotiva, grazie
alle atmosfere
sinfoniche etniche e pop-elettroniche che lo caratterizzano. Dagli abissi della
dannazione al Regno della Luce, il pubblico guidato da Virgilio prima,
da Beatrice
poi, sempre dall'Amore (indagato nelle diverse forme, dalla sua
negazione alla sua
consacrazione, passando per la passione corporale, il desiderio di
personificazione
dell'anima e la ricerca di fede in Dio), viene condotto lungo un
percorso esaltante,
che è poi quello dell'immaginario di Spaziano. Lo spettacolo traccia il percorso
dell'uomo verso la presa di coscienza della morte, da cui scaturisce il compiuto
significato della vita. Sette i cantanti sul palco, quattro i
ballerini. E a coronare il
tutto i consensi giunti dalla critica. Il musical arriva nel
capoluogo, al «Moderno»
diretto da Gianluca Cassandra, che si conferma così punto di
riferimento anche per
prestigiose compagnie. La data di Latina è la prima del tour 2012-2013 di questa
nuova edizione, dopo l'anteprima assoluta del 26 giugno. Dal 30 novembre al 2
dicembre lo spettacolo sarà in scena al Teatro Roma di Roma, e dal 14 al 16
dicembre al Teatro Palarte di Fabrica di Roma (Viterbo). Le coreografie sono
firmate da Antonella Perazzo, le scenografie da Alessandro Pasquetti.
Il cast: Marco Pasquetti; Serena Troiani; Marco Gandolfi Vannini; Andrea Meli;
Eugenio Picchiani; Pamela Scarponi; Vita Rosa Pugliese; Claudio Crisafulli.
Corpo di ballo: Antonella Perazzo; Roberta Guerrini; Vincenzo Gambuzza; Angelo
Recchia.
Prevendite biglietti: Teatro Moderno Latina – www.ciaotickets.it
Info: 0773/471928; 346/9773339; 335/7351557; 339/8980239.
FRANCESCA DEL GRANDE
INTERVISTA A ANTONIO SPAZIANO PER "SALTINARIA"
PORTALE DI CRITICA E RECENSIONI TEATRALI.
Come le è nata l'idea di scrivere un musical sulla Divina Commedia?
Avevo un sogno nel cassetto: comporre un melodramma in chiave moderna
ispirato ad una grande opera letteraria del passato. Ho scelto come soggetto la
Divina Commedia grazie ad un approccio rinnovato e più maturo verso quest'opera
ed ho provato a dare una mia personale forma alle tantissime immagini generate
dai versi di Dante, dai luoghi, dai personaggi e dalle loro vicende.
Qual è secondo lei l'attualità della Divina Commedia?
Dante ci descrive l'amore in tutte le sue forme, attraverso un
percorso che muove
dalla sua negazione e termina nella sua piena consacrazione. In questo percorso
può identificarsi l'uomo di ogni epoca. Dietro ad ogni singolo verso
si cela un invito
a lasciarsi travolgere dalla forza dirompente dell'amore, a comprenderne le
traiettorie nonostante siano spesso difficili o impercettibili.
Afferrarne il significato
è forse la vera ricchezza che sta in ognuno di noi e che ci rende
uguali al di là delle
differenze. Credo che questo sia un messaggio di grande attualità.
Quali differenze pensa ci siano tra il suo lavoro e quello di Frisina, ovvero:
perché chi ha visto il musical sopraddetto dovrebbe tornare a teatro per
vedere quello di Spaziano?
L'opera di Frisina è fortemente rappresentativa dell'opera originale e
sicuramente
più fedele. Io ho voluto offrire una visione più personale e
liberamente ispirata,
utilizzando un linguaggio attuale e immediato sia nella costruzione
delle liriche che
nella composizione musicale. Non mi sono limitato ad estrapolare i
passi principali
della Divina Commedia ma ho messo in condivisione le mie sensazioni, le reazioni
emotive e una discreta componente di immaginazione. Lo spettatore si trova di
fronte ad una rappresentazione senz'altro innovativa, forse per certi aspetti
dissacrante, ma comunque di facile approccio visivo e uditivo.
Cosa c'è nei testi che nasce dalla vita, dalle esperienze e dal vissuto di
Antonio Spaziano? O c'è solo una rielaborazione tutta personale dei
personaggi danteschi?
Quasi tutti i testi sono imperniati sulla mia idea di libertà che
sorregge le nostre
azioni e di appartenenza del destino a noi stessi. Il passo di
Lucifero è emblematico
in questo senso: nell'animo umano vi è una predisposizione naturale ad amare, ma
è la volontà che ci fa muovere nell'una o nell'altra direzione. Il
libero arbitrio è il 16
dono più prezioso ricevuto dall'uomo, farne buon uso dipende dalla coscienza di
ognuno. Anche se alcuni personaggi che descrivo mostrano una certa
rassegnazione al destino, essi esprimono comunque la consapevolezza delle loro
azioni e le inevitabili ripercussioni sull'anima.
Quale tipo di contaminazione musicale troviamo nelle sue composizioni?
Mi sono formato musicalmente negli anni '80 ed essendo un pianista e tastierista
c'è una notevole contaminazione pop-elettronica. Per le sonorità mi ispiro molto
ad Alan Parsons e al suo modo di miscelare i suoni acustici con i
sintetizzatori,
mentre nelle melodie sono vari i nomi dai quali mi lascio influenzare,
da Morricone
a Hans Zimmer, da Vangelis a Tangerine Dream.
Gli arrangiamenti sono interamente realizzati da lei. Che tipo di strumenti o
strumentazioni ha utilizzato?
Mi sono avvalso di tastiere, sintetizzatori e ovviamente di un
pianoforte. Prediligo i
suoni d'archi e d'orchestra in genere, mantenendo per quanto possibile la loro
purezza e realtà. Per questo limito all'essenziale l'utilizzo di
effetti sonori e della
programmazione. Mi piace suonare tutto ciò che fa parte dei miei arrangiamenti.
Lei ha voluto dare una nota tutta sua al rapporto tra Dante e Beatrice. Senza
svelare nulla al pubblico, cosa le è piaciuto pensare riguardo al legame tra i
due?
Nell'immaginario collettivo la figura di Beatrice è vista
prevalentemente con gli
occhi di Dante, nella sua veste celestiale ed angelica. Io ho voluto
indagare nella
dimensione terrena della Beatrice realmente vissuta, nei suoi sentimenti e nelle
sue passioni, e l'ho fatto con i miei occhi, prescindendo dai canoni e
dalla reale
collocazione storica. Nel legame tra i due c'è un senso assoluto di
incompiutezza a
cui io ho dato la sola giustificazione nella morte prematura di lei.
L'amore rimane
materialmente incompiuto, pur trovando corresponsione nei sentimenti di
Beatrice. Credo che nel rappresentare l'aspetto umano di Beatrice non
vi sia nulla
di profano.
INTERVISTA ALL'AUTORE DAL SITO WWW.DIVINACOMMEDIAMUSICAL.IT
Chi, venendo ad assistere alla "Divina Commedia" di Antonio Spaziano,
si aspetta di
trovarsi di fronte ad una rappresentazione teatrale pedissequa e
fedele del testo
antesco rimarrà probabilmente deluso. O forse piacevolmente sorpreso. Lo
spettacolo scritto e diretto da Antonio Spaziano è decisamente un'opera
liberamente ispirata in cui i versi di Dante costituiscono solo la
fonte d'ispirazione
delle liriche e delle musiche, quel tanto che basta a conferire ai luoghi, ai
personaggi e alle loro storie una vitalità e un verismo inattesi.
Antonio Spaziano ci
conduce nel suo immaginario ove la sua "Divina Commedia" ha preso forma,
illustrandoci come si possa offrire una personalissima visione della
più importante
opera della letteratura italiana senza con ciò lanciare una sfida alla critica
letteraria, alla teologia e alla filosofia.
C'è un'aura di sacralità quasi inviolabile attorno alla Divina Commedia di
Dante Alighieri che impone delle regole ben precise a chi intende effettuarne
una trasposizione, come mantenere fede all'opera originale, assicurarne
l'integrità e conservarne il linguaggio. Pensi che una rilettura dei personaggi
come quella da te effettuata possa essere interpretata come una
dissacrazione della Divina Commedia?
Io stesso giudico la mia "Divina Commedia" come una personalissima dissacrazione
dell'opera originale, ma non per le specifiche tematiche che affronto
nelle liriche e
nelle musiche, piuttosto perché credo che qualunque forma di trasposizione e
rielaborazione del testo dantesco non può che risultare fallimentare e
grottesca a
prescindere dal risultato. Devo dire però che la Divina Commedia non appartiene
soltanto ai dantisti o ai critici letterari in genere che spesso,
usando un protezionismo
a mio parere quasi morboso, ne hanno fatto un limite invalicabile se non
inavvicinabile fin tanto da ostacolarne la divulgazione popolare.
Credo che tutta la
letteratura italiana sia un patrimonio universale di cui tutti abbiamo
il diritto di
beneficiare e che nessuno può dirsi custode della nostra tradizione
culturale. Nel
descrivere i personaggi di Beatrice, Paolo e Francesca, Caronte e
Lucifero non con le
parole di Dante Alighieri ma con i miei occhi, nello stesso modo in cui la mia
immaginazione me li ha mostrati, non ho voluto affatto sfidare la
critica dantesca ma
soltanto far conoscere il mio modo di amare la Divina Commedia e
quanto piacere c'è
in me nel raccontarla.
Iniziamo da Lucifero a cui non solo tu hai dato voce (e non è il solo
personaggio "muto" a cui concedi la parola) ma hai anche assegnato il ruolo
di precettore del genere umano, di colui che invita l'uomo a rivolgere la sua
volontà nella giusta direzione. Qual è l'elemento che nella descrizione di
Lucifero offerta da Dante ha ispirato la tua immaginazione?
Nella Divina Commedia il senso dell'orrido è reso attraverso il
racconto cosmogonico
della ribellione di Lucifero e la descrizione dei suoi tratti
esteriori. Egli è confitto
nella Giudecca, ha tre facce da ciascuna delle quali fuoriescono due
ali di pipistrello e
le tre bocche dilaniano i tre sommi peccatori: Giuda, Bruto e Cassio.
Dante descrive
senza commentare, offrendoci una visione tanto oggettiva quanto impersonale. Ma
poi aggiunge un particolare che restituisce a Lucifero una buona dose
di umanità e di
realismo: i suoi occhi lacrimano ed il pianto, seppure non è umano, è
simile a quello
degli uomini vivi. È un pianto di rabbia canina, sfogo d'ira
impotente, ma più di tutti è
un pianto di avvilimento e di corruccio. Di qui la mia intenzione di raffigurare
Lucifero come un essere perfetto ma sconfitto, che ha perduto la
propria dignità e di
ciò è consapevole e pentito. Al mio Lucifero offro questa opportunità
che non è di
redenzione di se stesso, ma di farsi appunto precettore dell'uomo di
ieri e di oggi,
affinché ponderi con la ragione ogni azione di libertà che il dono del
libero arbitrio
gli concede.
Un altro personaggio che diviene soggetto attivo della narrazione e non più
solo spettatore silenzioso, o come dice De Sanctis "espressione muta" di
Francesca, è Paolo Malatesta. C'è nelle parole di quest'ultimo un tentativo di
salvare la passione corporale dal giudizio complessivamente negativo della
fede cristiana?
Nell'affrontare la tematica dell'amore ho cercato di descriverne le
varie forme ed
espressioni: passione corporale, amore spirituale, desiderio di personificazione
dell'anima e ricerca di fede in Dio. Ma non credo di aver dimostrato
una predilezione
o un'avversione verso l'una o l'altra forma. Quando ho concepito la
scena di Paolo e
Francesca ho voluto essere il più possibile in sintonia con Dante il
quale, proprio
attraverso Francesca, esalta la passione irresistibile, critica la
filosofia amorosa dello
stilnovismo e denuncia i valori negativi della propria fede. Allo
stesso modo io non
chiedo a Francesca di giustificare le sue responsabilità di donna e di
sposa per aver
ceduto al peccato ma lascio che la passione sublimi e diventi in vita
il dono che non
sopravvive alla morte. Per rendere tangibile tutto ciò ho pensato che
il ricordo o la
semplice narrazione non fossero abbastanza efficaci, per questo ho costruito un
dialogo in cui Paolo non è più solo l'uomo tremante che "piange e
dice" e che Dante ci
descrive, bensì l'uomo che annienta il pudore di Francesca, che le mostra
l'immortalità sottoforma di paradiso e che la disarma in vita come la disarmerà
nell'inferno.
Oltrepassata la porta dell'inferno incontriamo la figura di Caronte, il
traghettatore degl'inferi. Egli da un lato esprime il desiderio di sottrarsi al
suo compito ingrato a cui tuttavia egli lega indissolubilmente la sua
esistenza, dall'altro mostra rassegnazione al ruolo affidatogli dalla giustizia
divina. In questo senso non vi è un'antitesi con la tua idea di appartenenza a
noi stessi del destino e di libertà che sorregge le nostre azioni?
Probabilmente Caronte è la sola figura che sfugge alla mia accezione
del destino in
cui la volontà umana svolge un ruolo determinante, essendo colei che
ci fa muovere
nell'una o nell'altra direzione. Ma Caronte è e rimane una figura
mitologica che, per
quanto io abbia rappresentato in maniera difforme rispetto
all'iconografia infernale
classica, etrusca in particolare, non potrebbe mai scindere il legame
indissolubile che
c'è tra la sua esistenza e il male terreno. È chiaro che l'immortalità
alla quale egli
ardisce di rinunciare, indipendentemente da quale sarà la sua
condanna, sta proprio
nell'eternità del suo andirivieni sul fiume Acheronte, un moto che
riceve la spinta dal
peccato commesso dall'uomo. Ma è altrettanto vero che Caronte è essere
razionale e
intellettivo che contrappone alla legge divina un desiderio
sovrannaturale. In altri
termini, pur avendo coscienza dell'immutabilità delle cose, in lui
prevale la volontà di
sottrarsi al destino a cui mostra di non rassegnarsi.
Qual è l'idea di base da cui scaturisce la figura di Beatrice, che non è più
l'angioletta giovanissima "venuta da cielo in terra a miracol mostrare" ma
un'architettura complessa in cui si mescolano vari stili e in cui convivono
forme d'amore spesso in antitesi tra loro?
Beatrice rimane la congiunzione tra la razionalità riacquistata da Dante lungo
l'impervia discesa negl'inferi, la risalita della montagna del
Purgatorio e la definitiva
conoscenza dell'amore supremo. Ma Beatrice è, secondo la mia concezione,
soprattutto una donna realmente vissuta, è quella Beatrice Portinari
di cui la storia
ci ha consegnato solo notizie brevi e frammentarie e che ebbe passioni e provò
sentimenti veri. Pur nel Paradiso ella manifesta il suo desiderio di
personificazione
dell'anima per poter restituire a Dante l'amore che questo prova per
lei. Sarà la
ritrovata integrità morale di Dante, unita alla loro diversa
condizione di uomo e di
anima, a far si che tutto rimanga invariato, che l'amore resti
incompiuto e che non vi
sia un finale diverso da quello scritto dal poeta.
DATI TECNICI
CAST:
Marco Pasquetti (Dante)
Serena Troiani (Beatrice)
Marco Gandolfi Vannini (Virgilio)
Pamela Scarponi (Lonza, Francesca, Anima)
Eugenio Picchiani (Leone, Caronte, Paolo, Lucifero, Anima)
Vita Rosa Pugliese (Anima)
Claudio Crisafulli (Anima)
CORPO DI BALLO:
Antonella Perazzo
Roberta Guerrini
Vincenzo Gambuzza
Angelo Recchia
Con l'amichevole partecipazione di Andrea Meli (cover Virgilio)
Musiche, liriche e arrangiamenti ANTONIO SPAZIANO
Coreografie ANTONELLA PERAZZO
Scenografie ALESSANDRO PASQUETTI
Sfondi scenografici FABRIZIO LE ROSE
Costumi SILVANA DIONISI
Produzione esecutiva GIORGIO SCIARRINI
Produzione AKÈRON PRODUZIONI TEATRALI
Regia ANTONIO SPAZIANO

"Aikido Mentale" Come Gestire le Emozioni e Difendersi dalle Persone Negative

Ti sei mai chiesto perché due persone, di fronte allo stesso problema, reagiscono in maniera diversa? Perché uno si arrabbia, sbraita, urla, mentre l’altro mantiene la calma?
Se la domanda ti incuriosisce continua a leggere per scoprire perché ciò accade.

La decisione che prendiamo per rispondere a un problema delinea la qualità della nostra vita. Decidere è un grande potere ma non sappiamo controllarlo, nessuno ci ha insegnato a farlo. Ci troviamo così a prendere decisioni su basi infondate, su preconcetti, su abitudini e attitudini fuorvianti. Questo grande potere lo buttiamo via per la nostra deleteria attitudine a credere in cose che non conosciamo affatto.
I politici, i media, le religioni, gli uomini di marketing, i collaboratori, gli amici, i familiari, chi in buona, chi in cattiva fede, cercano tutti di indurci a decidere secondo le loro esigenze.
Cadere in queste trappole è facile: fanno tutte leva sulle nostre emozioni. Le emozioni sono più veloci del pensiero razionale e ci impongono una reazione istantanea. La nostra parte emotiva guida le decisioni che prendiamo giornalmente in stretta sinergia con quella razionale. Questo connubio crea e libera in noi energie immense: sta poi a noi indirizzarle nella giusta direzione. Queste energie possono ritornarci utili o limitarci nella nostra esistenza quotidiana.
L’Aikido Mentale, interviene proprio nel momento in cui un’emozione monta. Questo metodo ti aiuta a controllare le emozioni che possono portarti a decisioni sbagliate procurando un senso di malessere psicologico.

Con l'audiocorso Aikido Mentale imparerai a rielaborare le emozioni indirizzandole nella direzione per te più potenziante, ti abituerai a ottimizzare la circolazione emotiva. Imparerai a equilibrare le emozioni sia penose che esaltanti, per raggiungere uno stato dinamico di benessere psicologico.

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Aikido Mentale. Come Gestire le Emozioni e Difendersi dalle Persone Negative

 

martedì 20 novembre 2012

Crociere per single a Capodanno

Per tutti i single che stanno cercando un’idea per festeggiare il prossimo capodanno Msc Crociere per il 2013 sta organizzando una crociera dedicata alla ricerca dell’anima gemella, nata dalla collaborazione di MSC Crociere con l’agenzia di viaggi Prima Rete. Infatti a partire dal 28 dicembre dal porto di Civitavecchia salperà la prima nave, successivamente vi saranno altri imbarchi il 27 da Palermo e il 29 da Genova. La crociera dei single avranno una durata di 8 giorni e 7 notti. L’itinerario previsto, nel Mar Mediterraneo, toccherà le città di Genova, Marsiglia, Barcellona, La Goulette e Palermo.

La crociera Splendida sarà un’esperienza davvero unica: a bordo della nave potrete divertirvi grazie all’intrattenimento previsto, con vip, musica, serate danzanti ma anche cene nei ristoranti più lussuosi e particolari (romantici e dalla vista mozzafiato, con cucina italiana o messicana) e dall’ambientazione romantica, oppure vedere spettacoli di burlesque o cabaret, dove poter incontrare gli altri single, e cercare tra loro l’anima gemella. Inoltre potrete scegliere la vostra sistemazione tra cabine singole e matrimoniali (a disposizione anche per i single), interne o esterne, e con balcone o senza, oppure puntare su suite da 30 metri quadri dotate di TV interattiva, vasca e internet. Scopri le nostre offerte per il 2013, clicca qui per vedere le nostre proposte.

lunedì 19 novembre 2012

Gelmini Monti bis: favorevole per non consegnare il Paese nelle mani delle sinistre


L’on. Mariastella Gelmini, in un’intervista al Messaggero, si dice favorevole ad un Governo Monti bis, se questo servisse a non consegnare il Paese nelle mani delle sinistre: «noi moderati dobbiamo essere chiari con noi stessi e con i nostri elettori: il rischio di avere tra qualche mese al governo una sinistra tutt’altro che riformista e teleguidata dalla CGIL è più di un’ipotesi, e con questa dobbiamo fare i conti».
Roma, 19 nov. – L'ex ministro Mariastella Gelmini è favorevole ad un Monti bis per non consegnare il governo del Paese nelle mani della sinistra. In un’intervista al Messaggero Gelmini sostiene che «noi moderati dobbiamo essere chiari con noi stessi e con i nostri elettori: il rischio di avere tra qualche mese al governo una sinistra tutt’altro che riformista e teleguidata dalla CGIL è più di un’ipotesi, e con questa dobbiamo fare i conti». Di fronte a questo rischio Gelmini dice di «vedere positivamente» la possibilità di un Monti bis, «anche se non è ancora concreta».
«Personalmente – spiega – sono sorpresa che Monti continui a dire di non volersi candidare. Ha tutto il diritto di farlo dopo quello che ha fatto per il Paese».
Comunque, aggiunge Gelmini, «ora lavoriamo per rafforzare il nostro partito e recuperare elettori dall'astensione. Poi lavoriamo insieme a tutti per impedire la vittoria della sinistra nel solco del Ppe», perché «non possiamo correre il rischio di essere schiacciati a destra».
Mariastella Gelmini, è deputato del PdL. Inizia la propria carriera politica nel 1998, quando è prima tra gli eletti al Comune di Desenzano del Garda, per Forza Italia. Dal 2002 diviene Assessore al Territorio della Provincia di Brescia e dal 2004 all'Agricoltura. Nel 2005 è consigliere regionale della Lombardia e coordinatrice regionale di Forza Italia. Deputato nel 2006 e nel 2008 (Lombardia II), è stata Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel Governo Berlusconi IV (8 maggio 2008-16 novembre 2011).
Nell’attuale legislatura, è componente della X Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati.
Fonte: ASCA

domenica 18 novembre 2012

Al Vecchio Mulino di Sassari retrospettiva su Gian Maria Volontè


Il Circolo Culturale Enogastronomico “Il Vecchio Mulino”,
in collaborazione con con l'Associazione AttivaMente e con TeleSassari,
presenta
Lo sguardo ribelle di Gian Maria VolontèRetrospettiva su un attore contro
Image
Lunedì 19 Novembre 2021 ore 20,00

presso Il Vecchio Mulino, via Frigaglia 5, Sassari

Inaugurazione retrospettiva con la proiezione del film:

"Un uomo da bruciare"(regia di Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani - 1962 - durata 92')
Presentazione a cura di Lucia Cardone
"Un uomo da bruciare" è un film del 1962, il primo film diretto da Valentino Orsini insieme ai fratelli Taviani, liberamente ispirato alla vita del sindacalista socialista Salvatore Carnevale. Premiato dalla critica a Venezia. E' la pellicola dove Volontè ha il primo ruolo da protagonista assoluto della sua carriera.
Salvatore, giovane contadino, dopo due anni di continente torna in Sicilia per riprendere la lotta contro la mafia, i privilegi, l'ingiustizia. Lo eliminano. Le intenzioni dei registi esordienti non sono sempre risolte ma la sincerità e l'energia morale da una parte, la forza plastica delle immagini e la compattezza della narrazione dall'altra approdano a esiti di incontestabile vigore espressivo. 

Guarda il promo video del film: http://www.youtube.com/watch?v=nUH0sxYPx7I&feature=youtu.be

Contributo di 10€ ogni singola proiezione, cena-buffet-bibita compresa.
Abbonamento intera rassegna 40€ per 5 proiezioni.
Posti limitati, è preferibile prenotazione 079 4920324 – 339 3407008.




Saranno cinque i film proiettati al Circolo Il Vecchio Mulino di Sassari dal 19 Novembre al 17 Dicembre con esperti di cinema che di volta in volta presenteranno i film.
A partire da "Un uono da bruciare" di Valentino Orsi e dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani (Lunedì 19 Novembre) con Lucia Cardone, proseguendo poi "Sacco e Vanzetti" di Giuliano Montaldo  (Lunedì 26 Novembre) con Gabriele Peru, passando per "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri (Lunedì 3 Dicembre) con Emiliano Di Nolfo, "Sbatti il mostro in prima pagina" di Marco Bellocchio (Lunedì 10 Dicembre) con Alessandro Cadoni e per chiudere con "Giordano Bruno" di Giuliano Montaldo (Lunedì 17 Dicembre) con Sergio Scavio.

La retrospettiva è ideata e organizzata da: Gabriele PeruGiovanni Salis e Andrea Scotto.
Attraverso la proiezione di questi film legati alla prima parte della sua carriera l'intento di questa prima retrospettiva è principalmente quello di dare ancora una volta risalto alla coerenza di un attore straordinario come Gian Maria Volontè e alla forza delle sue scelte artistiche e di vita. In queste pellicole continua incessante la ricerca di un cinema altro, slegato dalle convenienze del mercato e dalla sudditanza nei confronti di un facile consenso e interpretate magistralmente da quello che è stato, e resta, uno dei più grandi attori del cinema mondiale di tutti i tempi. Gian Maria Volonté è il simbolo della fusione tra arte e impegno civile ed è giustamente stato il protagonista delle pellicole più importanti della migliore stagione cinematografica italiana e non solo.
Al termine di ogni proiezione seguirà un dibattito con gli esperti di cinema che di volta in volta presenteranno i film in programma.
Ogni proiezione sarà accompagnata da un momento gastronomico con una cena a base di prodotti sardi, allo scopo di far conoscere e valorizzare le aziende e i prodotti locali.
L'appuntamento è per le 20.00, in via Frigaglia n.5 a Sassari.
Posti limitati, è preferibile prenotazione: 079 4920324 – 339 3407008.
Questo il calendario delle proiezioni in programma:
Lunedì 19 Novembre
1962 - Un uomo da bruciare
(regia di Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani - durata 92')
Presentazione a cura di Lucia Cardone
Lunedì 26 Novembre
1971 - Sacco e Vanzetti
(regia di Giuliano Montaldo - durata 119')
Presentazione a cura di Gabriele Peru
Lunedì 3 Dicembre
1970 - Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
(regia di Elio Petri durata 112')
Presentazione a cura di Emiliano Di Nolfo
Lunedì 10 Dicembre
1972 - Sbatti il mostro in prima pagina
(regia di Marco Bellocchio - durata 82')
Presentazione a cura di Alessandro Cadoni
Lunedì 17 Dicembre
1973 - Giordano Bruno
(regia di Giuliano Montaldo - durata 115')
Presentazione a cura di Sergio Scavio
Circolo Il Vecchio Mulino
via Frigaglia n. 5
Sassari
Apertura ore 20.00 - inizio proiezione massimo 20.30

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/453948907984954/



GIAN MARIA VOLONTE'
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Nasce a Milano nel 1933, si diploma all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma nel 1957, e dopo tre anni di lavoro intenso tra teatro (con le opere di Goldoni e Shakespeare) e televisione (con "L'Idiota" di Dostoevskij e il "Caravaggio") si spalancano le porte del mondo del cinema.
Nel 1964 cercò di portare in scena in un teatrino di Roma, l'opera di Rolf Hochhuth "Il Vicario", che denunciava l’atteggiamento acquiescente di Papa Pio XII verso il regime nazista e la Shoah; la rappresentazione venne però impedita da un intervento delle forze dell'ordine per violazione di un articolo del Concordato. Sempre in quell'anno è chiamato da Sergio Leono nel cast di "Per un pugno di dollari": la sua interpretazione del cattivo entra nella leggenda del western all'italiana.
Attore troppo duttile ed intelligente per lasciarsi rilassare in ruoli standard, e rimanere quindi ingabbiato nel cinema di genere; dà vita ad una galleria di personaggi che rimarranno impressi nella memoria del cinema e nell'immaginario collettivo. Incarnò un tipo di recitazione intensa, perfezionista: ogni suo personaggio viveva di vita propria con proprie caratteristiche fisiche, lessicali e culturali, tutto giocato su di un immediato tracollo nervoso.
In un epoca in cui primeggiavano i quattro "mostri" della commedia all'italiana (Gassman, Sordi, Manfredi e Tognazzi) e furoreggiavano i Latin Lover (Mastroianni, Nero, Gemma); Gian Maria Volontè è stato il volto e il corpo di quell'illusione di cui si faceva vece il cinema di quegli anni, di scrostare cioè il Paese da quella placida acquiescenza dettata dalla fine dello Scudo Crociato.
Il 1967 fu il suo anno di svolta, Elio Petri lo diresse in "A ciascuno il suo" dove interpretava i panni di un intellettuale di sinistra che indagava sui loschi affari della mafia siciliana; lo stesso regista lo chiamerà tre ani dopo, ad interpretare il ruolo del capo della Squadra omicidi di Roma in "Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto" (vincitore dell'Oscar come miglior film straniero 1970).
Film come "Banditi a Milano"(Carlo Lizzani), "Sotto il segno dello scorpione" (fratelli Taviani), "Uomini contro", "Il caso Mattei", "Lucky Luciano", "Cristo si è fermato a Eboli" (Francesco Rosi), "A ciascuno il suo", "La classe operaia va in paradiso" (Elio Petri), "Sacco e Vanzetti", "Giordano Bruno" (Giuliano Montaldo), "Sbatti il mostro in prima pagina" (Marco Bellocchio), "Il sospetto"(Francesco Maselli), "Io ho paura" (Damiano Damiani) e "Ogro" (Gillo Pontecorvo) rappresentano un corpus assai significativo di un momento della storia del cinema italiano in cui si primeggiava per qualità e quantita di film prodotti, quando a Cannes vennero premiati ex-aequo due film italiani ("Il caso Mattei" e "La classe operaia va in paradiso") .
E fu durante la lavorazione de "Lo sguardo di Ulisse" nel 1994, del greco Theo Angelopoulos, che Volontè morì sul set colpito da un'infarto.

HA DETTO:
"Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un'invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c'è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l'arte e la vita."
(Gian Maria Volontè nel 1984; citato nel documentario "Un attore contro. Gian Maria Volonté. I film e le testimonianze.", a cura di Franco Montini e Piero Spila, ed. BURsenzafiltro)



HANNO DETTO DI LUI:
"Era un grandissimo attore, e un uomo estremamente sensibile, pronto a fare qualsiasi sacrificio per le cause e i film in cui credeva."
(Carlo Lizzani)

"Ha regalato se stesso ai personaggi che ha interpretato, e ce li ha lasciati. Riscoprirli è una lezione di cinema, di vita, di rigore. Ne abbiamo bisogno."
(Carla Gravina)
"Mentre giravo mi accorsi che una delle due guardie che gli stavano accanto, piangeva. Fermai tutto e quella comparsa mi bisbigliò "A dottò, me scusi, ma 'sto Volontè me commuove davvero".
(Giuliano Montaldo sulle riprese di Sacco e Vanzetti, frammento di un'intervista pubblicato sul sito ufficiale dell'attore.)
"È stato, e resta, uno dei più grandi attori del cinema mondiale."
(Francesco Rosi, citato in Un attore contro: Gian Maria Volonté)
"Posso dirvi che, vedendo Gian Maria Volonté, capirete cosa vuol dire il mestiere dell'attore."
(Giuliano Montaldo, citato in Un attore contro: Gian Maria Volonté)
"Era dolce, era radicale, era... era... impenetrabile. Ma era sempre un altro."
(Margarethe von Trotta, citata in Un attore contro: Gian Maria Volonté)

Mariastella Gelmini: estranea a vicenda “Pillole del Sapere”

L’on. Mariastella Gelmini risponde, in una nota, alle accuse lanciate da un articolo apparso nell’edizione online del Corriere della Sera, riguardo presunte responsabilità dell’ex Ministro nell’assegnazione di fondi per una produzione multimediale: «alla data dell’assegnazione non ero più ministro, non ero e non potevo o dovevo essere quindi a conoscenza della attività di dirigente del dr. Zennaro con il quale, peraltro, da tempo avevo interrotto ogni comunicazione».
Roma, 16 nov. – «La notizia del Corriere.it – che anticipa un servizio della trasmissione Rai Report – sembra suggerire una mia responsabilità anche indiretta nell’assegnazione di fondi per una produzione multimediale. Desidero osservare che alla data dell’assegnazione non ero più ministro e che non ricoprendo più tale incarico non ero e non potevo o dovevo essere quindi a conoscenza della attività di dirigente del dr. Zennaro con il quale, peraltro, da tempo avevo interrotto ogni comunicazione. Tutto ciò senza voler entrare nel merito della legittimità o qualità dell’atto amministrativo, ma solo per ribadire la mia totale estraneità alla vicenda in oggetto». Così l’on.Mariastella Gelmini risponde alle accuse apparse sul quotidiano di via Solferino, che anticipa in un articolo le tematiche della trasmissione Report di domenica prossima.
«A ciò si aggiunga – prosegue l’ex Ministro – che i progetti passano al vaglio del CTS (Comitato Tecnico Scientifico) l’organo che seleziona gran parte dei progetti di ricerca che vengono finanziati dal MIUR e che il Comitato stesso è composto non solo da esperti e tecnici indicati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ma da ben altri 5 ministeri (Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali; Ministero dell’Economia e delle Finanze; Ministero della salute; Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare; Ministero dello Sviluppo Economico)».
Mariastella Gelmini, è deputato del PdL. Inizia la propria carriera politica nel 1998, quando è prima tra gli eletti al Comune di Desenzano del Garda, per Forza Italia. Dal 2002 diviene Assessore al Territorio della Provincia di Brescia e dal 2004 all’Agricoltura. Nel 2005 è consigliere regionale della Lombardia e coordinatrice regionale di Forza Italia. Deputato nel 2006 e nel 2008 (Lombardia II), è stata Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel Governo Berlusconi IV (8 maggio 2008-16 novembre 2011).
Nell’attuale legislatura, è componente della X Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati.

sabato 17 novembre 2012

"Libero dai Debiti" Come Liberarsi Finanziariamente dai Debiti e Risollevare la Propria Condizione Economica

Sei sommerso dai debiti? La tua situazione economica ha subito un forte calo nell'ultimo periodo? Non riesci a risollevare le tue finanze? Allora questo è sicuramente il corso che fa per te! Tutti i puntuali e preziosi consigli di un esperto del settore per migliorare la tua condizione economica e pianificare il risanamento di situazioni debitorie. 

Vuoi liberarti dai debiti e gestire serenamente il tuo denaro?
Se vuoi difenderti dalla crisi e imparare ad amministrare i tuoi soldi senza preoccupazioni hai bisogno di strategie specifiche: scoprire come colmare i debiti, risollevare la tua condizione economica, progettare il tuo futuro economico e imparare a gestire le tue finanze.

Libero dai Debiti
Come Liberarsi Finanziariamente dai Debiti e Risollevare la Propria Condizione Economica 

"Questo corso è dedicato a chi sente di aver smarrito un po' la strada, a chi si ritrova in gravi condizioni finanziarie e lotta ogni mese per la sopravvivenza. Questo corso è dedicato a chi è sommerso dai debiti e percepisce di essere con l'acqua alla gola e teme di affogare. Questo corso ti aiuterà finalmente a uscire dal tunnel di debiti e rivedere la luce!" - Antonello Mela


Libero dai Debiti
Come Liberarsi Finanziariamente dai Debiti e Risollevare la Propria Condizione Economica
Ebook 138 Pagine , PDF
Compatibile: Pc, Mac, Iphone, Ipad, Ereader...
ISBN: 9788861745032 (Anno: 2012)
Categorie: Economia, Psicologia
9,97 euro

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TOUR 2012-2013: "Orazione civile per la Resistenza" di Daniele Biacchessi con Gang e Michele Fusiello

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Caporedattore di Radio24-Il Sole24ore.

TOUR 2012-2013: "Orazione civile per la Resistenza" di Daniele Biacchessi con Gang e Michele Fusiello

Cosa è accaduto in Italia tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945? 
Una guerra civile oppure una guerra di Liberazione contro la dittatura fascista e l'occupazione tedesca? 
I termini sono importanti per definire l'esito della Storia.

http://www.peacelink.it/pace/a/37245.html

http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

TOUR 2012-2013:  "Orazione civile per la Resistenza" di Daniele Biacchessi con Gang e Michele Fusiello

TOUR 2012-2013: "Orazione civile per la Resistenza"

di Daniele Biacchessi con Gang e Michele Fusiello

 LE DATE

17/11/12. Fabriano, Circolo Arci Corto Maltese, ore 19. Daniele Biacchessi in "Orazione civile per la Resistenza". Organizzazione: Circolo Arci Corto Maltese

18/11/12. Milano, Biblioteca piazzale Accursio, "Bookcity", ore 15. Daniele Biacchessi in "Orazione civile per la Resistenza". Organizzazione: Comune di Milano, Consiglio di zona 8.

19/11/12. Bologna, Sala del Silenzio, ore 21. Daniele Biacchessi in " Orazione civile per la Resistenza" in versione solista. Organizzazione: SEL Bologna.

30/11/12. Cologno Monzese, Villa Casati, sala Pertini, or 21. Daniele Biacchessi in "Orazione civile per la Resistenza" con Laura Tussi e Fabrizio Cracolici . Organizzazione: Comune di Cologno Monzese.

07/12/12. Marchirolo, Comune, ore 21. Daniele Biacchessi in "Orazione civile per la Resistenza". Organizzazione: Anpi Marchirolo.

11/01/13. San Miniato, Teatrino dei Fondi, ore 21. Daniele Biacchessi, Gang, Michele Fusiello in "Orazione civile per la Resistenza- La rossa primavera". Organizzazione: Teatro Comunale di San Miniato.

25/01/13. Nova Milanese, auditorium, ore 21. Daniele Biacchessi, Gang, Michele Fusiello in "Orazione civile per la Resistenza- La rossa primavera". Organizzazione: Comune Nova Milanese.

26/01/13. Pavia, Spazio Musica, "Daniele Biacchessi racconta", ore 21. Daniele Biacchessi, Gang,Michele Fusiello in "Orazione civile per la Resistenza- La rossa primavera". Organizzazione: Spazio Musica.

27/01/13. Arcore, Villa Borromeo, ore 21. Daniele Biacchessi, Gang, Michele Fusiello in "Orazione civile per la Resistenza- La rossa primavera". Organizzazione: Comune di Arcore.

28/01/13. Milano, Teatro della Cooperativa ,"La città dei narratori", ore 21. "Racconto concerto" con Marino e Sandro Severini dei Gang, ospite Daniele Biacchessi. Organizzazione: Associazione Ponti di Memoria, Teatro della Cooperativa.

09/03/13. Milano Niguarda, Centro Documentazione Anrtifascista, ore 21. Daniele Biacchessi in "Orazione civile per la Resistenza" nell'anniversario degli scioperi del ' 44. Organizzazione: Centro Documentazione antifascista.

16/04/13. Busto Arsizio, Teatro Sociale, 21. Daniele Biacchessi, Gang, Michele Fusiello in "Orazione civile per la Resistenza- La rossa primavera". Organizzazione: Associazione Amici di Angioletto

22/04/13. Carpineti (Reggio Emilia), auditorium, ore 21. Daniele Biacchessi, Gang, Michele Fusielloin "Orazione civile per la Resistenza- La rossa primavera". Organizzazione: Comune di Carpineti.

23/04/13. Arcore, strade della città. Daniele Biacchessi racconta le storie dei partigiani di Arcore davanti alle lapidi in loro memoria. Organizzazione: Comune di Arcore.

27/04/13. Noli, ore 21. Daniele Biacchessi, Gang, Michele Fusiello in "Orazione civile per la Resistenza - La rossa primavera". Organizzazione: Comune di Noli, assessorato alla cultura.

 

SCRIPT

 

Cosa è accaduto in Italia tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945?

Una guerra civile oppure una guerra di Liberazione contro la dittatura fascista e l'occupazione tedesca?

I termini sono importanti per definire l'esito della Storia.

La guerra civile è un conflitto armato nel quale le parti belligeranti appartengono alla popolazione di un unico Paese.In Inghilterra (1642 - 1660), America (1861 - 1865), Spagna (1936 - 1939), si sono combattute vere guerre civili. Tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, il nostro Paese é invece occupato dalle forze armate della Germania nazista e il nostro territorio trasforma in un distretto militare alle dirette dipendenze di Adolf Hitler, tramite la Repubblica Sociale Italiana di Benito Mussolini, un protettorato tedesco, sfruttato dai nazisti per legalizzare alcune loro annessioni e per ottenere mano d'opera a basso costo. In Italia si è dunque combattuta una guerra di Liberazione contro la dittatura nazista e fascista.

A nord organizzata sul piano logistico e militare da tutti i partiti e movimenti antifascisti italiani (comunisti, socialisti, democristiani, azionisti, demo laburisti, monarchici, anarchici), da buona parte dei soldati e ufficiali del disciolto esercito italiano dopo l'8 settembre 1943.

Una guerra di Liberazione sostenuta dalle forze anglo - americane. Fino alla vittoria finale.

Daniele Biacchessi racconta la Resistenza in un libro di Promo Music Corvino Editore collana Paperback, distribuzione Messaggerie Musicali.

E dal vivo attraverso il teatro civile, la musica, la poesia, l'emozione. E' un'orazione civile frutto di uno studio durato dieci anni su documentazione di archivio, documentazione giudiziaria e storica, libri, materiale multimediale. Si snoda attraverso il racconto dei luoghi dove sono stati uccisi i partigiani e dove si conserva ancora oggi la loro memoria attraverso lapidi e monumenti, musei, istituti storici. Per Milano, vengono narrate le testimonianze degli antifascisti torturati dal reparto Speciale di Polizia di Pietro Koch a Villa Triste, dalla Legione Muti e XMAs in via Rovello. Le altre tappe della narrazione sono Fosse Ardeatine, Sant'Anna di Stazzema, Benedicta, Fondotoce, La storta, Montesole e Marzabotto, Fivizzano, Fucecchio, Vinca, Monzuno, via Tasso a Roma e molte altre ancora.

Lo spettacolo aderisce all'associazione "Ponti di memoria" che riunisce i principali artefici del teatro e della musica di impegno civile.

 

BIOGRAFIA

 

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Vicecaporedattore di Radio24-Il Sole24ore.Premio Cronista 2004 e 2005 per il programma "Giallo e nero". Premio "Raffaele Ciriello" 2009 per il libro "Passione reporter". Premio Unesco 2011 per lo spettacolo "Aquae Mundi" con Gaetano Liguori.

Ha pubblicato decine tra libri, prefazioni e interventi. "La fabbrica dei profumi" (Baldini&Castoldi,1995), "Fausto e Iaio" (Baldini&Castoldi, 1996), "Il caso Sofri" (Editori Riuniti, 1998), "L'ambiente negato" (Editori Riuniti,1999), "10,25 cronaca di una strage" (Gamberetti, 2000), "Il delitto D'Antona" (Mursia, 2001), "Un attimo..vent'anni" (Pendragon, 2001), "Ombre nere" (Mursia, 2002), "Punto Condor. Ustica, il processo" (Pendragon,2002), "L'ultima bicicletta, il delitto Biagi" (Mursia, 2003), "Cile 11 settembre 1973″ (Franco Angeli, 2003), "Vie di fuga. Storie di clandestini e latitanti" (Mursia 2004), "Roberto Franceschi: processo di polizia" (Baldini Castoldi Dalai,2004), "Walter Tobagi. Morte di un giornalista." (Baldini Castoldi Dalai, 2005), "Una stella a cinque punte. Le inchieste D'Antona e Biagi" (Baldini Castoldi Dalai, 2007), "Il paese della vergogna" (Chiarelettere, 2007), "Fausto e Iaio, trent'anni dopo", capitolo "I fatti" (Costa&Nolan, 2008), "Passione reporter" (Chiarelettere, 2009),"Attentato imminente", prefazione al libro di Simona Mammano e Antonella Beccaria (Stampa Alternativa, 2009), "Per non dimenticare, il teatro civile di Daniele Biacchessi (Associazione LaLokomotiva, 2010), "Maledetta fabbrica" a cura di Simona Mammano, capitolo sulle morti bianche (Stampa Alternativa, 2010), "Teatro civile, nei luoghi della narrazione e dell'inchiesta" (Edizioni Ambiente collana Verdenero inchieste, 2010),"Orazione civile per la Resistenza" (2012, Promomusic).

Nel 2001 scrive e dirige il docufilm "Il filo della memoria" (montaggio di Gianfranco Vietti), sui familiari delle vittime delle stragi e del terrorismo.

Daniele Biacchessi é autore, regista e interprete di teatro narrativo civile.
"La storia e la memoria" (2004) , "Fausto e Iaio, la speranza muore a 18 anni" (2005), "La Fabbrica dei profumi. Il racconto di Seveso" (2006), "Storie d'Italia. I diari" (2006), "Punto zero, frammenti di underground americano" (2008), "Piazza Fontana, il giorno dell'innocenza perduta" (2009), Ustica Punto Condor" (2011), con il sassofonista Michele Fusiello.
"Orazione civile per la Resistenza" (2011) in solista. "Orazione civile per la Resistenza – La rossa primavera" (2012) con  Marino e Sandro Severini dei Gang e Michele Fusiello. "Roberto Franceschi. Processo di polizia" (2005), "Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato" (2006),"Aquae Mundi, l'acqua è un bene comune" con il pianista Gaetano Liguori.
"Il paese della vergogna" e "Passione reporter" con Marino e Sandro Severini dei Gang.
"I ventitré giorni della città di Alba" (2007) e "Il sogno e la ragione. Storie del '68″, con Gaetano Liguorie Michele Fusiello.
"Il lavoro rende liberi" (2010) con il cantautore Andrea Sigona.
"Cento passi contro la mafia" (2010) con Tiziana Di Masi e Gaetano Liguori.
"Storie dell'Altra Italia" con Gang e Massimo Priviero.
In forma di solo reading, ha scritto "Luigi Tenco, morte di un cantautore" e "Le crepe della memoria" per le vittime del terremoto dell'Aquila.

 

RASSEGNA STAMPA

 

"Daniele Biacchessi racconta un'Italia che sembra ormai vivere in una perenne ri(e)mozione forzata. Con la voce e la potenza di uno scrittore che è l'unico erede della narrativa civile di Pier Paolo Pasolini."

Gian Paolo Serino, La Repubblica.

"Non gli servono effetti speciali. Bastano la sua voce e la musica di un paio di amici. Perché è la storia d'Italia, quella più fosca, più scomoda, più vergognosa, ad accapponare la pelle del pubblico."

Bruno Ventavola, La Stampa.

"Le pièce teatrali d'impegno civile di Biacchessi vorrebbero essere un contributo a scostare le ante del Paese da quel muro che ne impedisce l'apertura «perché – riflette l'autore – una società che non può fare i conti col passato, non comprende il proprio presente e non può progettare il futuro."

Lionello Mancini, Il Sole 24ore.

"Il suo stile comunicativo usa moduli differenti, spaziando tra musica e teatro. Quanto ai contenuti, resta coerente con l'idea che linguaggi diversi possano rendere più efficace la ricostruzione e la denuncia delle tante malefatte italiane. In nome di una verità che dovrebbe coincidere con la giustizia."

Diego Carmignani, Terra.

"La parola di Daniele Biacchessi è netta. Intagliata in una voce pastosa e un filo affannata, perfetta per la radio, ma non priva di efficacia in scena."

L'Eco di Bergamo.

"La sua vitalità artistica è un continuo fluire tra teatro e musica. Due mondi paralleli e di medesima estensione della sau poliedrica identità che da sempre corre su tre binari: ricerca della verità, memoria e identità, ovvero le persone al centro dei racconti"

Maddalena Tuffarulo, Tabloid.

"Daniele, allora, porta in giro per l'Italia il suo racconto con un tenace piglio da fresco cantastorie della memoria che attira e tira verso promettentissime prospettive di rigenerazione. Scrive all'inizio del libro "Orazione civile per la Resistenza: "Dedico questo libro agli studenti che nei teatri e negli auditorium sono venuti in camerino a cercare da me spiegazioni, percorsi bibliografici e informatici… A quanti in silenzio hanno ascoltato le mie narrazioni". Gli studenti, i ragazzi."

Andrea Liparoto, Anpi.it

"Storia, e orazione, intessute prima di tutto dai luoghi delle stragi (da Boves in Piemonte all'Hotel Meina sul Lago Maggiore, da Marzabotto a Sant'Anna di Stazzema fino alle Fosse Ardeatine), poi di date e di cifre di morte. Numeri disegnati col sangue di partigiani e semplici civili, donne, vecchi e bambini, condannati a morte da un esercito invasore che in un triennio esercitò un'inaudita violenza cancellando dalla faccia della terra l'essenza stessa del senso dell'esistenza umana."

Davide Turrini, Il Fatto Quotidiano

"Biacchessi è curioso, un cercatore di verità. Da buon cronista, si era sempre chiesto chi fosse il fascista con le mani dietro la nuca , trascinato per le strade di Milano da alcuni partigiani armati, ritratto nella fotografia sulla copertina del saggio "Il sangue dei vinti" di Giampaolo Pansa. Nella didascalia del libro di Pansa, in seconda di copertina, si parla genericamente di "fascista ucciso il 28 aprile 1945". Biacchessi non si è accontentato. Così è andato negli archivi e si è messo alla ricerca di questa immagine. Scartabella che scartabella, eureka!, l'ha trovata. Ed ha scoperto che si trattava di Carlo Barzaghi, l'autista di Franco Colombo, il comandante della legione autonoma mobile Ettore Muti di Milano. Barzaghi non è quindi un fascista qualsiasi, un innocente ucciso nei giorni dell'aprile 1945. È un esponente di spicco della Repubblica di Salò e si è macchiato di vari reati."

Mario Avagliano, storico

"Biacchessi dedica l'Orazione Civile per la Resistenza ai giovani che ha incontrato al termine dei suoi spettacoli di teatro civile. A tutti i giovani che gli hanno fatto perdere treni per soddisfare domande, dubbi e che hanno implicitamente o anche involontariamente, suggerito idee, richiesto spiegazioni, percorsi bibliografici e informatici e che hanno ascoltato in silenzio le narrazioni."

Laura Tussi, PeaceLink

 

INTERVISTE

 

" Molti anni fa dalle mie parti, la zona di Monte Sole, vicino a Marzabotto, ogni sera il nonno si metteva vicino al camino, caricava la pipa, beveva un goccio di grappa. Poi si girava e diceva a noi bambini: "allora…". E iniziava un racconto: il vento che si infilava nella porta, lo scalpiccio dei soldati nazisti lungo i sentieri di Monte Sole, gli spari, le urla, il silenzio. Ogni sera lo stesso racconto, ma c'era sempre un particolare che lo rendeva diverso. Questo è il teatro civile, raccontare storie per non dimenticare. "

Silvana Mazzocchi, Repubblica.

 

"Dimenticare mai. Per questo ho deciso di trasferire in teatro ciò che ho conosciuto, letto e ho anche trovato in termini di testimonianza. Perché penso che alla fine dei conti, soprattutto per le nuove generazioni, ma non solo, il teatro come l'arte in generale, può dare la possibilità di far nascere una nuova coscienza civile, un nuovo impegno civile nel nostro Paese."

Paolo Salvatore Orrù, Tiscali.it.

 

" Sento una partecipazione fortissima intorno a me, le mani che mi stringono, che mi accarezzano in segno di ringraziamento. Se leggo i miei spettacoli nella sala d'attesa della stazione di Bologna, con i familiari delle vittime, o tra i superstiti della strage nazista di Sant'Anna di Stazzema, la commozione è naturale. La cornice aiuta. Ma lo stesso accade nelle piazze di provincia, nei paesini e nelle scuole. Quando racconto agli studenti le stragi impunite del nostro Paese percepisco una commozione fortissima. Mista a uno stupore indignato. Perché di tutto questo nei testi ministeriali non c'è traccia"

Bruno Ventavola, La Stampa.

 

"Siamo testimoni. Che vanno a cercare per gli altri, e raccolgono, e trasferiscono la Memoria. Noi abbiamo il dovere della Memoria. Ed è faticoso. Occorre informarsi, sapere di cosa si parla. Devi farti tu stesso memoria. Lo devi fare soprattutto per le nuove generazioni."

Massimo Del Papa, Mucchio.

 

"In teatro il dolore privato diventa dolore pubblico. Questa si può definire un'operazione politica."

Laura Landolfi, Il Riformista.

 

"Non è normale il paese che consegna ai narratori il peso della sua memoria nazionale, che dovrebbe essere di tutti, perciò collettiva."

Mattia Eccheli, L'Adige.

 

"Realizzare una messa laica, raccontando storie che avranno gambe per poter camminare fino a che qualcuno continuerà a tramandarle. E contemporaneamente smuovere le coscienze."

Carla Cotterli, Il Salvagente.

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"Ponti di memoria" ha lanciato un grande progetto di democrazia partecipata per diffondere e promuovere la cultura della memoria italiana attraverso festival di musica, cinema, teatro, arti visive, workshop didattici, rassegne letterarie, iniziative editoriali (libri, cd, dvd).

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"PER NON DIMENTICARE": La Memoria per un futuro di PACE

Presentazione dei libri di Daniele Biacchessi, Fabrizio Cracolici, Laura Tussi.
Con la partecipazione di Alfonso Navarra

 




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mercoledì 14 novembre 2012

“Synapsis Under Glass”, inquinamento visivo per godere l’istante

Un maggiore livello di attenzione richiama l’immaginario, l’interpretazione e il dialogo con l’invisibile, per condurre a un dolce stato di abbandono. Una lettura profonda, attenta ai dettagli perduti, rende valore alle persone e alle cose che ci circondano, contrapponendosi a una realtà fatta di genericità, velocità e caos. E’ questo il senso di “Synapsis Under Glass”, la personale fotografica di Ivan Ingletto che sarà presentata sabato 17 novembre presso la Libreria Einaudi di via Labicana: una critica schietta e ironica all’apparenza e all’astrazione. Le immagini compongono un racconto, rivolgendosi a un’emotività immediata e l’accostamento di fotografie formato 10x10 incollate a vetro e montate su pannelli di legno, i fotogrammi di un film, le foto ispirate a oggetti d’uso quotidiano,restituiscono l’istante di un atto semplice. E, come piccole tessere di un grande mosaico, dirigono l’osservatore a contemplare anche su un singolo frammento e riflettere sul proprio esistere. Una sorta “d’inquinamento ottico” dove cinema,computer, cartellonistiche stradali e riviste si fondono in immagini emozionanti e penetranti che, investendo lo spettatore con una moltitudine caotica di informazioni visive, invitano a respirare e a godersi un istante. D.M

mercoledì 7 novembre 2012

Consorzio PNI a Faenza per l'industria di processo

Una vera incursione tra le ultime novità del settore del processo ricca di spunti, argomentazioni e casi reali spiegati dai più grandi esperti delle tecnologie di comunicazione dell’industria di trasformazione. Tra gli ospiti: Steffen Ochsenreither, responsabile Marketing del Gruppo di Sviluppo PROFIBUS PA Paolo Pinceti, professore dell'Università di Genova, Maurizio Brancaleoni, vice presidente di ANIMA - Confindustria e presidente di UNI Valvole Industriali, Davide Lolli, responsabile Servizi Automazione e Processo di Romagna Acque e Claudio Locatelli, voce autorevole di Italcementi Group e socio di Clui-Exera.

I Centri di Competenza, con la collaborazione delle Università di Brescia e di Genova, evidenzieranno gli sviluppi di PROFINET, in piena evoluzione anche in ambito di processo.

L’insolita cornice del Museo Internazionale delle Ceramiche, riconosciuto come “Monumento testimone di una cultura di Pace”, secondo il programma lanciato dall’UNESCO nell’anno 2000 sarà occasione per una visita gratuita, al termine dell’evento, alle opere d’arte provenienti da tutto il mondo e di ogni epoca, incluse realizzazioni di artisti come Matisse, Chagall, Léger e Picasso.

La partecipazione all'evento è gratuita, previa registrazione, ed aperta a tutti gli interessati
fino ad esaurimento posti.

Per ulteriori informazioni e per iscriversi cliccare qui




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