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lunedì 8 febbraio 2016

Antonio Preziosi nuovo corrispondente da Bruxelles per la Rai

Antonio Preziosi, giornalista parlamentare per quasi 20 anni, è stato nominato nuovo corrispondente Rai da Bruxelles. Inoltre Preziosi, esperto vaticanista e consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali e giornalista Rai, ha pubblicato “Il Giubileo di Papa Francesco”, giunto ormai alla sua seconda edizione, sulle ragioni e sul significato dell’Anno Santo della Misericordia.
Rai  ntonio Preziosi nuovo corrispondente da Bruxelles_480

Nel dicembre scorso Antonio Preziosi è stato nominato nuovo corrispondente Rai da Bruxelles, una sede di prestigio ma anche di forte rilevanza politica e, nei fatti, ogni giorno d’attualità. Giornalista parlamentare per quasi 20 anni, Preziosi è stato direttore di Gr, Radio 1 e Gr Parlamento. Inviato speciale di politica interna, internazionale ed esperto di Vaticano, ha insegnato giornalismo alla Luiss e alla Pontificia Università Lateranense. In Rai è entrato con la selezione del primo Corso della Scuola di Perugia. E’ stato poi nominato sia Commendatore della Repubblica dall’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano sia consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni da Papa Benedetto XVI.
Recentemente Preziosi ha pubblicato “Il Giubileo di Papa Francesco”, giunto ormai alla sua seconda edizione, che è una guida, edita da Newton Compton, per capire le ragioni dell’Anno Santo della Misericordia indetto dal Santo Padre.
Secondo Antonio Preziosi esiste in filo conduttore riguardante il concetto di misericordia che parte dal Concilio Vaticano II e arriva a Papa Francesco: “Il concetto di misericordia è un concetto conciliare, è un concetto che parte da Giovanni XXIII, che si afferma in Paolo VI, che trova addirittura un radicamento nei 33 giorni di Giovanni Paolo I, che arriva poi a Giovanni Paolo II, che è stato in qualche modo il grande apostolo della misericordia, e quindi, attraverso Benedetto XVI, attraverso questo grande pontificato di Benedetto XVI, arriva a Papa Francesco, che lo porta a compimento e realizza questo Anno Santo che è appunto un Anno Santo straordinario”.
Per Antonio Preziosi siamo di fronte ad un Giubileo dunque davvero straordinario, per tre motivi: interrompe la scansione temporale dei 25 anni, è il rimo Giubileo a tema e, non ultimo, non è “romanocentrico” e va al di là delle tradizionali quattro porte sante:
“L’immagine di Francesco che spalanca la Porta Santa di Bangui è un’immagine che è destinata ad entrare nella storia della Chiesa. Per la prima volta, infatti, si apre una Porta Santa che non è a Roma e per la prima volta nella storia della Chiesa questa Porta Santa che si apre, si apre nel Sud del pianeta. Questo è un Giubileo che viene dal Sud ed è destinato a diffondersi in quello che è il mondo ricco, opulento, sviluppato, il mondo cosiddetto occidentale, con una capacità di penetrazione, di diffusione, che è sicuramente nelle intenzioni del Papa, ma che è nei fatti e nella sostanza di quello che andremo a vivere in questo anno”.
FonteAGI

lunedì 30 novembre 2015

Antonio Preziosi: In libreria Il Giubileo di papa Francesco, una guida da non perdere

In libreria Il Giubileo di papa Francesco di Antonio Preziosi, una guida da non perdere, pubblicata da Newton Compton, per capire le ragioni dell’Anno Santo della Misericordia indetto dal Santo Padre.
Presentazione del libro
Il Giubileo di Papa Francesco
di Antonio Preziosi
Interviene S.E. monsignor Rino Fisichella
Coordina Marcello Masi
Lunedì 30 Novembre 2015 – ore 17,00
Sala Marconi – presso Radio Vaticana – Piazza Pia, 3
Cos’è un Giubileo? Come si svolge? Quali conseguenze ha dal punto di vista religioso, sociale e politico? Ce lo spiega l’editorialista del Tg2 Antonio Preziosi nel il libro appena pubblicato da Newton Compton Il Giubileo di papa FrancescoVivere e capire lo straordinario Anno Santo della Misericordia (192 pagine, 10 euro). Già direttore del Giornale Radio, di Radio1 e del Gr Parlamento, Antonio Preziosi, oggi consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ci parla della misericordia, del suo significato nel Cristianesimo e di come Papa Francesco ne abbia fatto il cuore del suo messaggio pastorale.
Il Giubileo di papa Francesco di Antonio Preziosi
Nel libro, con la prefazione di S.E. monsignor Rino Fisichella, e arricchito da alcune voci autorevoli dell’episcopato come quella di monsignor Enrico Dal Covolo, si illustra anche il legame tra i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Infine Il Giubileo di papa Francesco racconta quale sia stato l’intervento della divina misericordia in fatti storici come l’attentato a Papa Woytjla o la canonizzazione di Santa Faustyna Kowalska.
La presentazione a Roma lunedì 30 novembre alle ore 17, presso la Sala Marconi di Radio Vaticana, con S.E. monsignor Rino Fisichella e il direttore del Tg2 Marcello Masi.
Ufficio stampa Newton Compton
antonella.sarandrea@newtoncompton.com
Tel. 06 65002553 – Cell. 338 6598718

sabato 18 luglio 2015

Preziosi Libro Immortale una mostra sulla vita di Papa Giovanni Paolo II

A distanza di dieci anni dalla morte del Papa polacco, il racconto della sua vita offre ancora una moltitudine di particolari storici inediti: dall’attentato del 1981 al caso Pinochet. Li ha raccontati Antonio Preziosi alla presentazione a Roma del libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano”, libro dal quale la mostra allestita a Torino trae ispirazione.
Immortale dal libro di Antonio Preziosi
Al risveglio dall’anestesia dopo l’intervento chirurgico, Wojtyla commentò «mi hanno fatto come a Bachelet…», intendendo probabilmente di esser stato vittima di un attentato come il suo amico professore o che la matrice dell’attentato fosse un gruppo terroristico. Questo e molti altri i dettagli storici inediti raccolti da Antonio Preziosi nel libro “Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo II, la grande storia di un uomo venuto da lontano”, presentato pochi giorni fa nella Sala delle Bandiere della Rappresentanza italiana del Parlamento Europeo a Roma.
Antonio Preziosi
Sono intervenuti alla presentazione del libro la cui prefazione è stata curata dal cardinale Stanislao Dziwisz, Monsignor Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio della Nuova evangelizzazione e allora cappellano di Montecitorio, e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Monsignor Fisichella ha raccontato che Giovanni Paolo II scrisse una lettera da consegnare tramite un politico italiano all’allora presidente della Convenzione europea Valery Giscard d’Estaing, per chiedere il riferimento alle radici giudaico-cristiane nella Costituzione europea. Ma lo stesso Giscard D’Estaing rifiutò la consegna della lettera rispondendo che “se la poteva tenere in tasca”. “Disse che ‘altri’ non avevano voluto accettare quel riferimento ma da mie fonti – ha sottolineato il monsignore – so che lui stesso non volle”.
Entrando come primo Papa nella storia nella Sinagoga di Roma nel 1986 “ha avuto -racconta invece Di Segni- l’intuizione geniale di trasformare una teologia in gesti concreti. L’intuizione è stata quella di dimostrare con un gesto clamoroso che certe barriere andavano abbattute, è stato un gesto che ha dimostrato che nei posti ci si va, non solo si studia e se ne parla. Questa è stata una grande rivoluzione“.
Ma le rivoluzioni messe in atto da Papa Giovanni Paolo II sono state tante, le racconta Antonio Preziosi grazie a un certosino lavoro di acquisizione di notizie e documentazione sulla incredibile vita del Papa polacco, tra fatti, luoghi e testimoni storici. Il frutto di queste ricerche ha dato luogo a un libro -molto più vicino a un romanzo che a una biografia- e a una mostra, inaugurata il 27 maggio all’Archivio di Stato a Torino dall’Arcivescovo mons. Nosiglia con il sindaco Fassino, con Antonio Preziosi e il curatore Fabio di Gioia.
FonteRepubblica

martedì 18 novembre 2014

Antonio Preziosi Rai (Diocesi Melfi): “Insieme per educare alla comunicazione"

La diocesi di Melfi guarda ai giovani per educare alla comunicazione. Antonio Preziosi, giornalista Rai, sottolinea come nell’epoca della digitalizzazione, le tecniche della comunicazione non possano essere più soltanto appannaggio di pochi eletti, ma debbano essere patrimonio comune. “Dal punto di vista dell’insegnante – commenta Preziosi alla presenza del vescovo di Melfi Gianfranco Todisco –, educare alla comunicazione e non conoscere il linguaggio dei nuovi media e dei social network significa imbarcarsi in un progetto fallimentare”. “Perché – ha concluso Preziosi – sia l’uomo a gestire il mondo digitale e non il digitale a gestire lui”.
Antonio Preziosi Insieme Per Educare Alla Comunicazione Pensare Digitale Per Essere Moderni
Antonio Preziosi, giornalista Rai
In attesa che arrivi un Papa nativo digitale, servirà ancora qualche decennio: nel palazzo vescovile di Melfi si pensa a come educare i giovani alla comunicazione, ai pro e ai contro di una società digitalizzata nella quale non è sufficiente esserci: “Bisogna comunicare di esserci”, chiarisce nella sua relazione Antonio Preziosi, giornalista Rai, già direttore di Radio1 e del Giornale Radio Rai. Preziosi sottolinea come nell’epoca della digitalizzazione, le tecniche della comunicazione non possano essere più soltanto appannaggio di pochi eletti, di pochi “professionisti”, ma debbano essere patrimonio comune. Da qui il bisogno di educare alla comunicazione.
“Dal punto di vista dell’insegnante – commenta Preziosi alla presenza del vescovo di Melfi Gianfranco Todisco –, educare alla comunicazione e non conoscere il linguaggio dei nuovi media e dei social network significa imbarcarsi in un progetto fallimentare”. Una piccola provocazione per spiegare come per educare alla comunicazione sia necessario entrare nella testa dei giovani, capire che cosa significhi “pensare in digitale”.
Un’impresa certamente complicata, che richiede studio, capacità di mettersi in sintonia con i giovani ma che si rivela essenziale se si pensa che la maggior parte delle persone è nata quando internet non c’era. Si tratta allora di colmare un gap, pensando che un giorno l’annuncio dell’“habemus papam” potrà essere dato addirittura con un tweet e che per le nuove generazioni questo non rappresenterà nulla di straordinario.
Il giornalista Rai ha continuato la sua relazione sottolineando l’importanza di capire che i “nostri giovani pensano in digitale. E che questa debba essere la nostra sfida comunicativa di oggi. Consapevole dei rischi e dei pericoli che si annidano in questo genere di passaggi”.  “Perché – ha concluso Preziosi – sia l’uomo a gestire il mondo digitale e non il digitale a gestire lui”.

FONTE: Daily Focus

mercoledì 29 ottobre 2014

Antonio Preziosi Rai, stati generali informazione a Matera

Montecassino, si è svolto, alla presenza del segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, del vicepresidente vicario al Parlamento europeo Antonio Tajani, del presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo Gianni Pittella, del Sottosegretario agli Affari Esteri Mario Giro e del rettore della Pontificia Università Lateranense mons. Enrico Dal Covolo, il convegno “Identità Europea e radici cristiane dell’Europa”. Nel corso del convegno, il moderatore, il giornalista Rai Antonio Preziosi ha proposto la città di Matera per ospitare il laboratorio dell’informazione europea, idea accolta con favore dal sindaco della città Salvatore Adduce.
Antonio Preziosi Stati generali dell'informazione europea a Matera_480
Il giornalista Rai Antonio Preziosi, moderatore del convegno “Identità europea e radici cristiane dell’Europa” che si è tenuto sabato a Montecassino, ha ribadito la necessità di un servizio pubblico radiotelevisivo europeo.
montecassino Parolin, Preziosi, Tajani_480
Da sinistra: card. Pietro Parolin, Antonio Preziosi, on. Antonio Tajani
“La radio che ha appena compiuto 90 anni – ha detto – è pronta ad accogliere questa sfida, dimostrando la sua eterna giovinezza. L’Europa, che non è un medico di famiglia che prescrive ricette economiche, ma è la famiglia di tutti gli europei, va comunicata – ha aggiunto Preziosi – e per questo dobbiamo creare degli stati generali dell’informazione europea”.
Il sindaco di Matera, Salvatore Adduce, presente al convegno, ha subito accolto l’idea dando il suo ok perché sia Matera, capitale europea della cultura per il 2019, ad ospitare il laboratorio dell’informazione europea”.
FONTE: Il Velino

venerdì 24 ottobre 2014

Preziosi Antonio Sabato a Montecassino convegno sull'Europa

Abbazia di Montecassino, sabato 25 ottobre, ambasciatori europei e molte personalità, alla presenza del segretario di Stato Vaticano il card. Pietro Parolin, ricorderanno il 50esimo anniversario dalla proclamazione di San Benedetto a Patrono d’Europa. Al convegno dedicato ad “Identità europea e radici cristiane dell’Europa”, parteciperanno, tra gli altri, mons. Enrico Dal Covolo, Antonio Tajani, Gianni Pittella, Salvatore Adduce. Modererà l’incontro il giornalista RaiAntonio Preziosi.
Antonio Preziosi giornalista Rai Montecassino convegno sull'Europa_480
Sabato prossimo alle 17 presso l’Abbazia di Montecassino si terrà, in occasione del 50esimo anniversario dalla proclamazione di San Benedetto a Patrono d’Europa, il convegno “Identità europea e radici cristiane dell’Europa“.
Antonio Preziosi giornalista Rai Identità europea e radici cristiane dell'Europa_480
Modererà l’incontro Antonio Preziosi, giornalista Rai. Interverranno il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, Mariano Dell’Omo, archivista di Montecassino, docente nel Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma e nella Pontificia Università Gregoriana, Salvatore Adduce, sindaco di Matera, capitale europea della cultura 2019, Gianni Pittella, presidente del gruppo S&D al Parlamento europeo, Antonio Tajani, vicepresidente vicario al Parlamento Europeo, Joaquin Navarro-Valls, presidente dell’Advisory Board della Università Campus Bio-Medico di Roma ed ex portavoce di Papa Giovanni Paolo II, Mario Giro, Sottosegretario Ministero Affari Esteri, mons. Enrico dal Covolo, Magnifico rettore Pontificia Università Lateranense.
FONTE: Asca

martedì 21 ottobre 2014

Antonio Preziosi, Matera vince ed esulta

Sette voti su tredici, così Matera supera in finale Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena e viene designata Capitale Europea della Cultura 2019. Questa iniziativa è nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Unione Europea. Alcuni osservatori prevedono un impatto economico sul territorio di circa 30 milioni di euro.
Matera
Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Il verdetto, che ha scalzato le altre città finaliste Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena, è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta in totale da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini. Con 7 voti su 13, Matera ha superato le altre città e vinto il titolo che, oltre all’Italia, è stato assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria.
Alla cocente delusione dei sostenitori delle città perdenti si è alternato l’entusiasmo incontenibile dei lucani e di chi ha sempre sostenuto questa designazione. Tra questi personaggi legati al mondo della cultura, della politica e dello spettacolo, c’è anche il giornalista lucano Antonio Preziosi, già direttore del GR Rai e di Radio1, che ha sostenuto da sempre la bellezza e la singolarità di Matera nel mondo.
Sostenitore anche Marino Sinibaldi, direttore Radio3, che definì Matera la città della sfida e, in prima linea, il sindaco Salvatore Adduce, visibilmente commosso dalla notizia della vittoria che riscatta la città.
Open Future” è lo slogan scelto dalla Città dei Sassi per la sua candidatura perché “tutti siamo ossessionati dall’eterno presente in cui siamo immersi, come se fosse impossibile guardare lontano ed impegnarsi per le generazioni future. Ma proprio una città antica come Matera può senza timore pensare ai tempi che verranno, tante le volte in cui si è riprogettata ed è uscita vincente dalla sfida con il tempo”.
Matera città cultura
Una buona governance, la partecipazione attiva dei cittadini, una spiccata creatività delle iniziative in programma, la dimensione europea e duratura del progetto, la valorizzazione della diversità culturale dei Paesi membri ma anche l’esaltazione degli aspetti comuni: questi sono i criteri che Matera è riuscita a soddisfare incarnando pienamente il senso di questa nomina.
L’iniziativa “Capitale Europea della Cultura” è nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell’Unione Europea. Ogni anno il titolo viene trasferito a due città di due Stati membri. Il progetto contribuisce a favorire non solo la cultura ma anche la consapevolezza nei cittadini europei di far parte di un unico, grande patrimonio culturale.
La prima città designata è stata la capitale greca Atene, mentre l’Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. Quest’anno, la scelta è caduta su Umea (Svezia) e Riga (Lettonia), mentre nel 2015 sarà invece la volta di Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca), nel 2016 di San Sebastian (Spagna) e Breslavia (Polonia), nel 2017 di Aarhus (Danimarca) e Pafo (Cipro), mentre nel 2018 di Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta).
FONTE: Daily Focus

venerdì 17 ottobre 2014

Antonio Preziosi: La Radio fa 90, un mito senza tempo al novantesimo compleanno

La radio ancora una volta protagonista assoluta. Uno strumento di comunicazione di massa che ha fatto epoca e che celebra in modo estremamente attuale i suoi primi novanta anni. Mezzo di informazione unico, che ha raccontato i più importanti episodi della storia recente, oggi grazie a un’idea di Antonio Preziosi, pronta lanciarsi in un’avventura paneuropea.
Antonio Preziosi La radio italiana compie 90 anni
La radio italiana compie novant’anni. La Rai, per celebrare lo storico compleanno, ha spento più volte, durante la giornata, gli schermi televisivi, per parlare a tutti con le sole immagini evocate dalla voce “radio” e per far rivivere il racconto di alcuni dei momenti più significativi della nostra vita e della nostra storia.
Dalla morte di Kennedy al ‘discorso alla luna’ di Papa Giovanni XXIII, dalla strage di via D’Amelio alla ‘Vita Spericolata’ di Vasco Rossi raccontata a Radio2 negli anni ’80, da Mike Bongiorno al Festival di Sanremo, al grande sport delle Olimpiadi di Mosca.
In totale sono state oltre 150 le “interruzioni” su undici canali tv (3 generalisti e 8 specializzati) per una modalità comunicativa mai sperimentata in Italia e in Europa.
Sul web l’evento è stato condiviso su tutti i social network. Su Twitter per i 90 anni di RadioRai sono stati lanciati tre hashtag #radioemozioni, #radiorai90 #laradiofa90, che hanno totalizzato oltre 7 milioni di impression.
Antonio Preziosi La Radio fa 90 un mito senza tempo
La radio rappresenta il più antico mezzo di comunicazione di massa, uno strumento tecnologicamente antico, ma incredibilmente moderno che non teme la concorrenza delle nuove tecnologie. Il futuro della radio? Renzo Arbore ha cercato di sfruttare appieno le potenzialità della Rete aprendo il Renzo Arbore Channel, la web tv in streaming con cui ha intenzione di compiere nuovi esperimenti. Secondo Arbore: «La radio ha avuto tre epoche, con due momenti di svolta: finché non è stata inventata la televisione, la radio è stato l’unico mezzo di comunicazione straordinario, era ascoltatissima e amatissima». Fiorello, la cui carriera iniziò proprio in radio, vede grandi potenzialità nel collegamento con i social network: “In questo mestiere se vuoi stare al passo con i tempi devi sempre avere un occhio per tutto ciò che è nuovo. I “social” si sono prepotentemente affacciati in tutti i campi: dallo sport allo spettacolo, ovunque. Non potevo non cedere anche io al fascino di questa nuova forma di comunicazione”. E poi c’è anche chi scommette sulla radio come mezzo privilegiato di un servizio pubblico europeo. E’ il caso diAntonio Preziosi, già direttore per cinque anni di Rai Radio1 e del Giornale Radio Rai, che in più occasioni ha lanciato l’idea di una “radio europea”, capace di “cementare l’identità del vecchio continente”.
FONTE: Daily Focus

mercoledì 8 ottobre 2014

Antonio Preziosi, "Radiocronaca di una crisi”, vizi e virtù di una professione

L’informazione, uno strumento sempre più importante, in modo particolare per raccontare l’Italia e l’Europa della crisi. Un’analisi per capire il peso dei media in campo economico e per fornire gli strumenti utili a superare la crisi. In “Radiocronaca di una crisi”, di Antonio Preziosi, vizi e virtù di una professione che si propone di raccontare i fatti in modo chiaro e completo, in grado di condizionare i comportamenti sociali.
Antonio Preziosi Radiocronaca di una crisi
Qual è il ruolo giocato dall’informazione negli ultimi anni? È questa la domanda da cui si parte per capire il peso dei media in campo economico. Vizi e virtù di una professione che si propone di raccontare i fatti in modo chiaro e completo, in grado di condizionare i comportamenti sociali.
Se l’occhio di bue dell’informazione non avesse illuminato la crisi e non l’avesse spiegata ad ogni cittadino, questa sarebbe finita nell’oblio e diventata ancora più drammatica e pericolosa. L’informazione è dunque anche e soprattutto uno strumento di alfabetizzazione per rendere consapevoli i cittadini e i loro comportamenti.
Offrire la “cassetta degli attrezzi” per comprendere e utilizzare le misure che possono aiutare a superare la crisi significa incidere sulla realtà, sul passaggio dalla crisi finanziaria alla ripresa economica. Un’analisi che ci porta verso una nuova Europa: riorganizzazione della politica, della pubblica amministrazione, del bilancio dello Stato, delle attività produttive pubbliche e private e soprattutto di un sistema di Welfare “europeo” che non viva l’interesse nazionale come un limite.
Un’agenda politica che supera i confini nazionali e che scavalcando le barriere delle ideologie guarda davvero al bene comune di tutti. “Radiocronaca di un crisi”, di Antonio Preziosi, con la premessa di Antonio Catricalà e la prefazione di Alberto Quadrio Curzio.
Il ruolo dell’informazione negli anni della crisi_480
Antonio Preziosi è un giornalista italiano. E’ stato direttore di Rai Radio Uno e del GR Rai.
FONTEEri Rai

venerdì 3 ottobre 2014

Preziosi direttore Rai: nel terzo millennio chi non comunica è fuori gioco

L’arte del comunicare, un must per chiunque si trovi a vivere nel terzo millennio, sia che comunichi per professione, sia che comunichi la propria professione. Ma quali sono le “regole” delle principali tecniche di comunicazione? Quali i segreti e i mezzi da utilizzare per comunicare? Una nuova visione della comunicazione, non solo per gli addetti ai lavori.
Antonio Preziosi Comunicare nel terzo millennio_480
Nel terzo millennio, l’era di internet, dove tutto è veloce, istantaneo, accessibile e condivisibile,“comunicare” è un must, chi non comunica è fuori gioco.
La “capacità di comunicare” non è soltanto una qualità di chi “comunica per professione“. Oggi siamo tutti chiamati a comunicare, seppure con mezzi e conoscenze diverse.
L’arte del comunicare, quindi, appartiene sia ai giornalisti, coloro che “comunicano per professione”, sia a coloro che “comunicano la professione”, per i quali la comunicazione rappresenta un plus valore. Questa nuova visione della comunicazione è argomento del libro “Comunicare la professione” di Antonio Preziosi.
Il libro di Preziosi ha un duplice scopo: da un lato mettere in luce un aspetto poco conosciuto delle professioni giuridiche, economiche e contabili. Dall’altro proporre ai professionisti i segreti delle principali tecniche di comunicazione: ad esempio, come scrivere un comunicato stampa e come concedere un’intervista, come parlare in pubblico, come affrontare in modo efficace la comunicazione in rete. Tutti aspetti che arricchiscono il bagaglio dei professionisti e danno loro un’opportunità in più nel mercato globale.
Antonio Preziosi Internet e la comunicazione nel terzo millennio
Antonio Preziosi è un giornalista italiano. E’ stato direttore di Rai Radio Uno e del GR Rai.
FONTE: DailyFocus

giovedì 25 settembre 2014

Antonio Preziosi giornalista Rai, ”Radiocronaca di una crisi”

Negli ultimi anni l’informazione svolge un ruolo fondamentale perché si trova a operare in un contesto di crisi economica, sociale ed istituzionale che presta il fianco a fin troppo facili speculazioni. Con ”Radiocronaca di una crisi”, l’autore, il giornalista e direttore Rai Antonio Preziosi, oltre a spiegare le dinamiche dell’informazione, analizza la riorganizzazione della politica, della pubblica amministrazione, del bilancio dello Stato, delle attività produttive pubbliche e private e soprattutto di un sistema di Welfare ”europeo” che non viva l’interesse nazionale come un limite. Un’agenda politica che supera i confini nazionali e che scavalcando le barriere delle ideologie guarda davvero al bene comune di tutti.
Antonio Preziosi Radiocronaca di una crisi
Testo integrale dell’articolo apparso su Ansa il 23 luglio 2013
Antonio Preziosi Rai Radiouno
Il giornalista Antonio Preziosi, direttore RAI
Qual è il ruolo giocato dall’informazione negli ultimi anni? E’ la domanda da cui si parte per capire il peso dei media in campo economico. Vizi e virtù di una professione, quella del giornalista, che si propone di raccontare i fatti in modo chiaro, completo e verificato. Ma che è soprattutto in grado di condizionare i comportamenti sociali, orientare l’opinione pubblica e incidere sulla popolarità o meno di questo o quel provvedimento. E’ questo il perno su cui ruota ”Radiocronaca di una crisi”: non una cronistoria degli ultimi anni, ma un’analisi degli ostacoli che il cronista deve superare per essere ”vettore tra la notizia ed il cittadino”.
Il libro del direttore del Gr1 e di Radio1 Rai parte dall’assioma che l’informazione svolga un ruolo fondamentale perché si trova a operare in un contesto di crisi economica, sociale ed istituzionale che presta il fianco a fin troppo facili speculazioni. La professionalità, un mix di preparazione tecnica e di profondo senso dell’etica, rappresenta l’unica chiave che il giornalista ha a disposizione per svolgere al meglio la propria missione: quella di informare i cittadini.
Se i mezzi di informazione non avessero sviscerato la crisi spiegandola, questa sarebbe finita nell’oblio e diventata ancora più drammatica e pericolosa. E allora, l’informazione è anche e soprattutto uno strumento di alfabetizzazione per rendere consapevoli i cittadini e i loro comportamenti.
Perché offrire all’opinione pubblica quella ”cassetta degli attrezzi” necessaria a comprendere e utilizzare le misure che possono aiutare a superare la crisi significa influire sulla realtà, sul passaggio dalla crisi finanziaria alla ripresa economica. Soprattutto partendo dalla radio, che è il mezzo immediato per eccellenza di informazione: lo strumento di comunicazione fruibile sempre ed ovunque da chiunque in qualsiasi momento: anche nelle condizioni più difficili ed improbabili.
Con ”Radiocronaca di una crisi”, oltre a spiegare le dinamiche dell’informazione, l’autore si addentra in un’analisi che traghetta il lettore verso una nuova Europa: soffermandosi sulla riorganizzazione della politica, della pubblica amministrazione, del bilancio dello Stato, delle attività produttive pubbliche e private e soprattutto di un sistema di Welfare ”europeo” che non viva l’interesse nazionale come un limite. Un’agenda politica che supera i confini nazionali e che scavalcando le barriere delle ideologie guarda davvero al bene comune di tutti.

FONTEAnsa

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