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sabato 26 settembre 2015

ACCOGLIENZA STRANIERI RICHIEDENTI ASILO: PREFETTURE E SINDACI INSIEME PER GOVERNARE EMERGENZA

A​nci Puglia ha partecipato ieri all'incontro convocato dal prefetto di Bari, Carmela Pagano, sulla questione accoglienza cittadini stranieri richiedenti asilo, presenti anche, la Città Metropolitana di Bari e i sindaci dell'area Metropolitana. Per Anci Puglia presente Massimo Mazzilli, sindaco di Corato.  

 

​Obiettivo dell'incontro condividere un modello di accoglienza diffusa sul territorio attraverso il fattivo coinvolgimento dei sindaci. L'Anci convocherà nei prossimi giorni i comuni dell'area Metropolitana per raccoglierne le proposte, per poi elaborare una piattaforma sui cui fare una intesa interistituzionale, definendo quindi su base negoziale condizioni di efficienza e sostenibilità per governare l'emergenza.

Il ruolo dei sindaci è stato molto apprezzato dal prefetto Pagano, che ha riscontrato ancora una volta il senso di responsabilità degli amministratori locali coinvolti in questa fase. 

 

"E' evidente che il piano di accoglienza necessita di aggiustamenti – ha sottolineato Massimo Mazzilli – il dialogo tra prefetture e sindaci è fondamentale per gestire l'accoglienza in modo sicuro e sostenibile con il piu' ampio coinvolgimento dei comuni. Questa ottima iniziativa della prefettura incontra il favore dei sindaci, i quali vogliono ovviamente svolgere appieno il proprio ruolo istituzionale ed essere parte attiva della questione, garantendo condizioni di sicurezza, sostenibilità e integrazione sociale. I sindaci intendono governare il processo ed evitare di subirlo, dovendo rispondere impreparati agli avvisi delle prefetture. Si potrebbero inoltre recuperare anche immobili comunali e assicurare il coinvolgimento di fornitori, di operatori locali, del terzo settore e delle diocesi. Insomma una accoglienza condivisa e perequata che attraverso lo SPRAR e altre forme di accoglienza già in essere, eviti sgraditi contraccolpi in quei comuni dove i privati allestiscono Centri temporanei di accoglienza."

 

Bari, 26 settembre 2015

 




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venerdì 25 settembre 2015

Giornata Mondiale del Cuore 2015 Danza e Tai Chi per “far star bene il tuo cuore”

Daiichi Sankyo partecipa alla Giornata Mondiale del Cuore con la campagna di sensibilizzazione “Make your heart feel good” (Fai star bene il tuo cuore), con una serie di video che mostrano al pubblico, anche meno giovane, come prendersi cura del proprio cuore in modo divertente e rilassante.
Giornata Mondiale del cuore 2015
Roma, 24 settembre 2015 – Le malattie cardiovascolari costituiscono la prima causa di morte nel mondo, causando 17,3 milioni di decessi prematuri ogni anno, eppure l’80 % di queste patologie potrebbe essere evitato o controllato modificando lo stile di vita e le cattive abitudini quali: fumo, dieta non sana e soprattutto inattività fisica e stress. Questi ultimi fattori sono determinanti nell’insorgenza dell’ipertensione, una patologia che colpisce un miliardo di persone nel mondo ed e è responsabile di circa 9,4 milioni di decessi ogni anno.
E sono proprio l’attività fisica e la gestione dello stress le parole d’ordine di “Make your heart feel good”, la campagna di sensibilizzazione promossa da Daiichi Sankyo in occasione della Giornata Mondiale del Cuore con i programmi educativi di danza e Tai Chi, che hanno ricevuto il sostegno dell’Atrial Fibrillation Association (AFA), della Società Italiana Per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) e dellaEuropean Heart Rhythm Association (EHRA), come metodi utili, piacevoli e accessibili a tutti, per prendersi cura della salute del proprio cuore. Da oggi è possibile vedere i video con sottotitoli in italiano direttamente online o ordinarli gratuitamente in formato DVD sul sito makeyourheartfeelgood.eu.
Il Programma di Danza
Ispirato al fenomeno televisivo Strictly Come Dancing, che nel 2011 ha conquistato i cuori dei telespettatori di tutto il mondo, il programma si avvale degli stessi protagonisti, la ballerina professionista Flavia Cacace e la celebrità britannica Russell Grant, per mostrare agli spettatori quanto sia facile e divertente ballare, con movimenti facili e multidirezionali che incrementano mobilità e flessibilità del corpo, a prescindere dall’età di chi li esegue.
A presentare e sostenere il programma di danza, con un breve video introduttivo, c’è anche il Prof. Massimo Volpe, primario di cardiologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università “La Sapienza” di Roma: “Le ricerche dimostrano come l’esercizio fisico regolare sia estremamente importante per tutti coloro che desiderano prevenire l’insorgenza di problemi cardiovascolari, e ballare è una forma di attività fisica benefica e divertente, anche quando si svolge da soli” .
Il video è fruibile con sottotitoli in italiano nella sezione Dance Programme Videos del sitomakeyourheartfeelgood.eu.
Il Programma Tai Chi di Rilassamento
Il Tai Chi è l’antica arte della meditazione in movimento, le cui origini risalgono alla Cina del XIII secolo. Questa pratica ha diversi benefici, tra i quali quello di essere accessibile praticamente a chiunque e quello di aiutare a calmare la mente e ridurre lo stress.
In nove video di pochi minuti ciascuno, l’istruttore senior di Tai Chi, Christopher Allen, mostra allo spettatore come rilassarsi attraverso una serie di movimenti gentili e a basso impatto su muscoli e articolazioni. Gli esercizi, eseguibili anche da seduti, sono utili anche per coloro che non possono alzarsi o stare in piedi per lunghi periodi di tempo.
A supportare il programma di Tai Chi è la Dott.ssa Sabine Ernst, membro della Società Europea di Cardiologia e cardiologa al Royal Brompton & Harefield NHS Trust del Regno Unito: “Quest’attività è praticata in tutto il mondo, a prescindere dall’ età, ma è di beneficio soprattutto alle persone in età avanzata grazie ai pochi limiti che essa pone. E’ ampiamente riconosciuto, inoltre, che in caso di ipertensione, oltre al trattamento farmacologico, bisogna intervenire a livello cognitivo-comportamentale per ridurre lo stress fisico e mentale, e tali modifiche risultano molto più efficaci se applicate con tecniche di rilassamento”.
Il programma è fruibile con sottotitoli in italiano nella sezione Relaxion Videos del sitomakeyourheartfeelgood.eu
Make your heart feel good
I programmi educativi creati da Daiichi Sankyo rispettano le raccomandazioni formulate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che suggeriscono agli adulti di età compresa tra i 18 e i 65 anni di svolgere fino a 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica tra moderata e vigorosa, mentre gli adulti over 65 dovrebbero prolungare la stessa attività fino a 300 minuti a settimana.
Ai pazienti si raccomanda comunque di consultare il proprio medico o specialista prima di intraprendere qualsiasi forma di esercizio fisico.

Verso un’Europa senza barriere. Linguistiche

La ricchezza costituita dalla diversità e varietà linguistica dell'Europa rischia di trasformarsi in un ostacolo ai rapporti tra amministrazioni, cittadini e imprese. La Giornata europea delle lingue (26 settembre) del 2015 registra uno sforzo senza precedenti in tutti i Paesi europei con l'intento di abbattere i confini linguistici; il punto di riferimento italiano è l'Istituto di linguistica computazionale del Cnr. Obiettivo, un Mercato unico digitale effettivo per cui si stima una crescita di 340 miliardi di euro e contrastare il rischio di estinzione digitale per le lingue europee

In occasione della Giornata europea delle lingue, che si terrà come ogni anno domani 26 settembre, la Commissione Europea compie un passo fondamentale verso un Mercato unico digitale multilingue, creando i presupposti per l'erogazione di servizi per i cittadini, le amministrazioni e le imprese d'Europa in grado di operare liberamente attraverso i confini e le barriere linguistiche. 

"In occasione della Giornata di due anni fa, uno studio condotto da Meta-Net, una rete che riunisce i maggiori esperti di tecnologie linguistiche da 30 centri di ricerca in 34 Paesi europei, aveva diffuso l'allarme: la maggior parte delle lingue europee è a rischio di estinzione digitale", ricorda Simonetta Montemagni, direttore dell'Istituto di linguistica computazionale 'Antonio Zampolli' del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ilc-Cnr), membro di Meta-Net. "Ad oggi, la situazione non è cambiata significativamente, con conseguenze negative per il Mercato unico digitale che rappresenta un obiettivo chiave della Commissione Europea per il 2020. Se da un lato questo Mercato è fondamentalmente multilingue, dall'altro la maggior parte delle lingue europee non ha un sufficiente supporto tecnologico, vanificando l'obiettivo di un lavoro, un commercio e una vita realmente senza frontiere". 

In effetti, la ricchezza costituita dalla diversità e varietà linguistica dell'Europa si trasforma in un ostacolo, impedendo l'accesso imparziale ai servizi pubblici, alle opportunità commerciali, di lavoro e di sostegno. "Stando alla lettera aperta alla Commissione Europea firmata da 3.629 addetti ai lavori di tutta Europa provenienti dal mondo accademico e industriale (http://www.multilingualeurope.eu/), il 99% delle imprese europee è costituito da piccole e medie imprese, di cui solo il 7% riesce a vendere a consumatori che parlano una lingua diversa. Analogamente, il 90% dei clienti europei preferisce navigare all'interno di siti web nella propria lingua", prosegue Montemagni. "Un supporto tecnologico adeguato che garantisca il multilinguismo e un Mercato unico digitale effettivo si stima potrebbe creare una crescita fino a 340 miliardi di euro, centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e una società realmente basata sulla conoscenza". 

L'azione in corso riguarda la piattaforma di traduzione automatica all'interno del programma europeo 'Connecting Europe Facility' (Cef.at), sviluppata per facilitare la comunicazione multilingue e disponibile gratuitamente per tutti i servizi pubblici europei. La tecnologia alla base di (Cef.at) è rappresentata da un sistema di traduzione automatica di tipo statistico che 'impara' come tradurre un testo a partire da vaste collezioni di traduzioni esistenti. "Il sistema è stato addestrato primariamente sulle traduzioni della legislazione europea. Ciò lo rende non sempre in grado di soddisfare le esigenze dei servizi pubblici nazionali, e pertanto oggi la sfida consiste nella sua specializzazione in funzione delle peculiarità del linguaggio delle pubbliche amministrazioni nazionali ed europee" afferma Montemagni. 

"Tale obiettivo è perseguito nell'ambito dell'azione European Language Resources Coordination (Elrc, www.lr-coordination.eu) all'interno del programma 'Connecting Europe Facility': uno sforzo di raccolta dati testuali e linguistici (mono- e bilingui) senza precedenti raccolti da istituzioni nazionali come ministeri, governi, amministrazioni pubbliche e organizzazioni non governative. In questo modo, Elrc contribuirà non solo a colmare il divario tra i servizi di traduzione automatica attualmente offerti dalla Commissione Europea e le esigenze dei servizi pubblici di tutta Europa, ma anche alla sopravvivenza delle lingue nazionali europee".

Elrc sta organizzando una serie di seminari nei Paesi partecipanti per comprendere le esigenze delle amministrazioni in materia di traduzione automatica, effettuare una ricognizione e raccolta di dati relativi alla lingua italiana e discutere di eventuali problemi tecnici e giuridici. L'evento italiano si terrà a Roma a inizio 2016 a cura dell'Ilc-Cnr, che opera nel settore della linguistica computazionale dal 1967.

Roma, 25 settembre 2015


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Progetto Etiopia Carbon Sink

CARBON SINK: 6000 CUCINE ECOLOGICHE ITALIANE IN ETIOPIA PER RIDURRE LA MORTALITA' DA COMBUSTIBILI INQUINANTI E RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2 LA LOTTA AL CAMBIAMENTO CLIMATICO È UN'OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO E DI RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESA


È appena iniziato un nuovo progetto di Carbon Sink in Etiopia, la startup innovativa italiana attiva nel settore della mitigazione del cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni di carbonio.

Il progetto, sviluppato con COOPI (Cooperazione Internazionale Fondazione), prevede la distribuzione ed installazione di 6000 cucine ecologiche ad altrettante famiglie di 5 comunità rurali dell'Etiopia del sud. Il fine del progetto è quello di migliorare i livelli di vita e di salute della popolazione locale; e allo stesso tempo, di ridurre le emissioni di CO2 (il principale gas responsabile dell'effetto serra e, quindi, del cambiamento climatico) riducendo e cambiando l'uso dei combustibili per cucinare. Se certificate attraverso rigorosi standard internazionali prescritti da agenzie delle Nazioni Unite (processo in cui Carbon Sink è specialista riconosciuto), le riduzioni di emissioni ottenute grazie al progetto possono essere convertite in Carbon Credits. Venduti su un apposito mercato globale, i Carbon Credits, generano importanti ritorni di investimento.

Carbon Sink in questo progetto supporterà COOPI per raggiungere ed ottenere la certificazione "Gold Standard", la più severa, trasparente e prestigiosa.

Il progetto in Etiopia ne segue uno analogo, di dimensioni maggiori, in pieno svolgimento in Mozambico; Carbon Sink, in collaborazione con Cloros S.r.l. (l'investitore privato) e AVSI (la ONG italiana localmente attiva da anni) distribuirà un totale di 15.000 cucine, di cui oltre 8.000 già installate.

Il problema del «clean cooking» che, a prima vista può sembrare secondario ad un osservatore occidentale, concerne, in realtà quotidianamente tre miliardi di persone sul pianeta, prevalentemente nei Paesi «in via di sviluppo», che cucinano (e spesso si riscaldano) utilizzando in modo inefficiente legna, carbonella, carbone o addirittura letame essiccato. L'inquinamento dell'aria in ambiente familiare causato da metodi di cottura o riscaldamento primitivi contribuisce, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità alla morte prematura di almeno 4,3 milioni di individui ogni anno, e a oltre 110 milioni di malati cronici. Questo rappresenta il primo fattore di rischio di morte nell'Asia meridionale e il secondo nell'Africa sub-sahariana, superando di molto HIV-AIDS, malaria e tubercolosi.

Oltre a minimizzare i rischi per la salute, la distribuzione di stufe efficienti riduce significativamente le emissioni di CO2 responsabili del cambiamento climatico; a tal proposito si stima che il «clean cooking» valga tra l'1,5% e il 3% delle emissioni globali di CO2, più o meno, la stessa quantità emessa da Gran Bretagna o Giappone.

È questo il modello di business innovativo introdotto e sviluppato da Carbon Sink, nel quale un investitore privato in cerca di profitti etici e ritorno di immagine collabora con il Terzo Settore (tradizionalmente attivo nella cooperazione internazionale) in un raro e proficuo esempio di sinergie tra profit e no-profit.



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Michele Miglionico a sostegno dell'UNICEF

MICHELE MIGLIONICO PER L'UNICEF

La Pigotta di Michele Miglionico a sostegno dei bambini colpiti dal terremoto del Nepal


Sabato 26 settembre 2015 alle ore 19.30, nella prestigiosa Cappella Palatina della Reggia di Caserta, Michele Miglionico, Carlo Alberto Terranova e lo stilista partenopeo Nunzio Russo sfileranno le loro creazioni di Alta Moda durante il "Gran Galà della Moda con gli Amici Unicef per i Bambini del Nepal", un appuntamento solidale tra moda e beneficenza, presentato da Veronica Maya, conduttrice televisiva e ambasciatrice Unicef ed impreziosito dalle musiche dell'orchestra diretta dal Maestro Leonardo Quadrini. 

Per questa occasione Michele Miglionico ha realizzato a sostegno dell'Unicef una Pigotta in versione Couture.  Non si tratta della classica Pigotta natalizia ma di una bambola unica e preziosa.

La Pigotta, che verrà messa all'asta durante il "Gran Galà della Moda con gli Amici Unicef per i Bambini del Nepal", è ispirata alla collezione dedicata alle "Madonne Lucane"  presentata durante la settimana dell'Alta Moda romana.

L'abito fedele all'originale è interamente in pizzo valencienne poggiato su gonne di organdis point d'esprit  e sostenuto da un sottogonna di tulle nero. 

Lo stilista, attento ai dettagli come sempre, non ha fatto mancare il velo nero, accessorio tipico delle donne del sud usato durante le processioni religiose. 

Michele Miglionico reinterpretando la Pigotta ha voluto sostenere il sogno che ogni bambino dovrebbe avere cioè quello di vedere tutelati i loro diritti alla vita ed avere la possibilità di vivere in un mondo migliore.


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giovedì 24 settembre 2015

Grana Padano e Fondazione Rava insieme per i bambini di Haiti

Il Consorzio Tutela Grana Padano e Fondazione Francesca Rava NPH Italia ONLUS: una storia di bontà
Il libro " 'Round the World" di Grana Padano e le forme prodotte ad EXPO 2015 in aiuto a migliaia di bambini


24 Settembre 2015 - Grana Padano e Fondazione Rava ancora insieme per continuare una storia di solidarietà e impegno concreto nei confronti della popolazione di Haiti.

A sostenere i progetti della Fondazione, il ricavato del libro " 'Round the world. Grana Padano e il sapore del viaggio", un tour del formaggio DOP più consumato al mondo attraverso quaranta paesi, per conoscere mondi differenti. Un percorso umano, culturale, turistico e culinario durante il quale Grana Padano incontra sapori e tradizioni unici. Accostamenti insoliti e sorprendenti che vedono sempre protagonisti il Grana Padano e il riso, "il cibo dei popoli".

A questa iniziativa, si aggiunge l'impegno di Grana Padano, nel devolvere il ricavato delle forme prodotte nel caseificio del Consorzio in Cascina Triulza, all'interno di Expo, all'ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Haiti. Ogni giorno, due forme di Grana Padano che riportano la matricola ufficiale MI2015 saranno destinate a sostenere questo importante progetto, luogo di salvezza per migliaia di bambini in Haiti ove la malnutrizione è la prima causa di mortalità infantile.

Grana Padano e la Fondazione Francesca Rava sono da sempre attenti alla formazione delle nuove generazioni ed è grazie al progetto della Fondazione "Nutriamo le menti per alimentare il pianeta", in partnership con Fondazione Bracco e l'Ambasciata di Haiti in Italia, che si sono rincontrati.

Lo scorso gennaio il Consorzio ha permesso ad una delegazione di ragazzi haitiani di vedere come nasce un prodotto dell'eccellenza italiana. Da qui il desiderio di Grana Padano di sostenere ancora la Fondazione con le forme prodotte in EXPO e attraverso la pubblicazione delle ricette realizzate da Stefano Cerveni, Fabrizio Ferrari e Danilo Angè insieme agli studenti di 40 istituiti alberghieri italiani, protagonisti della decima edizione del progetto didattico ideato dal Consorzio.

" 'Round the world. Grana Padano e il sapore del viaggio – afferma Nicola Cesare Baldrighi presidente del Consorzio Grana Padano – è nato da un nostro progetto dedicato ai giovani degli istituti alberghieri e si è trasformato in un bellissimo libro per sostenere la Fondazione Rava, impegnata ad aiutare l'infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo. Un'ulteriore conferma di come il Consorzio e i 200 caseifici che producono il formaggio italiano DOP più consumato nel mondo, abbiano a cuore i giovani e portino avanti una tradizione di sostegno concreto alla solidarietà."

Il libro " 'Round the World" è disponibile con una donazione minima di 50 euro chiamando la Fondazione Francesca Rava allo 0254122917, eventi@nph-italia.org o sul sito www.nph-italia.org; è inoltre anche una divertente APP, scaricabile dagli store Apple e Google Play.


Rifugiati, la posizione del Commercio Equo e Solidale italiano

"TROPPI MIGRANTI E PROFUGHI? TROPPE GUERRE E POVERTÀ!"
AL VIA LA NUOVA CAMPAGNA
DI AGICES – EQUO GARANTITO E ALTRECONOMIA


"Nessun genitore metterebbe suo figlio in mare, se la terra fosse più sicura"
madre siriana, Budapest, Europa, 2015.


Roma, 24 settembre 2015 - L'Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale (AGICES – Equo Garantito) e la rivista Altreconomia lanciano un appello a nome di tutto il movimento del fair trade italiano per chiedere l'adozione di provvedimenti volti ad affrontare l'emergenza della gestione dei flussi migratori e dell'accoglienza dei profughi.


Nello specifico le richieste riguardano:

  • l'adozione di una organica normativa europea sul diritto di asilo, che superi il regolamento di Dublino, e che includa l'istituzione di corridoi umanitari che permettano a quote di migranti di accedere alle nazioni europee in tutta sicurezza
  • l'adozione un piano strutturale per l'accoglienza dei profughi nei prossimi anni, cui vengano assegnate adeguate risorse economiche (attualmente in Europa ed in Italia sono la metà di quelle stanziate per i controlli delle frontiere ed i respingimenti)
  • la chiusura dei centri di detenzione per come sono oggi strutturati e gestiti
  • il finanziamento di solidi e strutturali piani per l'integrazione degli stranieri, che includa l'introdurre del diritto di voto alle elezioni amministrative per i migranti residenti, ed un impegno straordinario al contrasto a qualsiasi forma di xenofobia e razzismo.
L'appello è stato lanciato in questi giorni da AGICES – Equo Garantito (L'Associazione di categoria del commercio equo e solidale italiano) e Altreconomia (mensile economico di informazione indipendente) attraverso tutti i canali di comunicazione e anche grazie al supporto dei 90 Soci dell'Associazione, attivi sul territorio grazie alla presenza di oltre 250 botteghe del mondo.

Perché il nostro movimento si è attivato? Perché pensiamo – spiega Alessandro Franceschini, Presidente di AGICES Equo Garantito - che l'unico modo per ridurre i flussi migratori cui stiamo assistendo sia lavorare per far cessare le guerre in corso e dotarsi di una politica di redistribuzione delle risorse e degli squilibri internazionali. Il commercio equo da sempre lavora per questo: accoglienza, lavoro sostenibile, redistribuzione delle risorse, economie di giustizia e stabil ità sociale.

Tante sono state le reazioni di fronte all'imponente flusso migratorio che ha coinvolto l'Europa: chi festeggia naufragi ed annegamenti perché riducono gli arrivi, chi si sente invaso e minacciato nella propria identità, chi urla contro gli immigrati, chi chiedendo voti per difendere i nostri confini. Chi osserva sgomento, chi chiede protezione per chi fugge da guerre e miseria. E chi è andato sulle coste o ai confini per offrire aiuto e conforto a chi è riuscito ad arrivare. Comunque la si pensi, siamo di fronte ad un processo epocale, destinato a durare, ed a sfidarci tutti, istituzioni e cittadini.

Con questo appello noi vogliamo innanzitutto dire da che parte stiamo e invitare i singoli a fare lo stesso – continua Franceschini. Noi stiamo da quella parte dove Cuore e Ragione collaborano
per affrontare seriamente un problema rispetto al quale la politica dell'Unione Europea si è limitata ad osservare la crescita di un fenomeno drammatico, contribuendo anzi alle sue cause.
Indifferente alle tragedie vissute da centinaia di migliaia di migranti,
ai 25.000 morti per naufragio (dal 1988) e ai fallimenti della propria politica internazionale,
che hanno fortemente alimentato i flussi migratori. All'incapacità di darsi una politica adeguata al dramma che stiamo vivendo, corrisponde infatti l'infinita ipocrisia dimostrata da chi ha contribuito direttamente (Libia) o tramite complicità politica, militare ed economica (Siria), a creare le cause drammatiche delle migrazioni di quelle popolazioni che dichiaravamo di aiutare con i nostri interventi. Salvo poi ributtarle in mare quando effettivamente ci hanno chiesto aiuto.
Paesi come la Germania e l'Austria hanno cambiato il proprio approccio, aprendosi in parte all'accoglienza. Sono novità positive, che non devono però farci pensare che tutto è risolto. Irrisolte permangono le cause delle migrazioni verso l'Europa. Esse sono note, chiare, lampanti davanti a noi: guerre, miseria ed impoverimento, mancanza di diritti umani, desertificazione e siccità dovute ai cambiamenti climatici (che causeranno al tri milioni di migranti). E' razionale pensare che tutto ciò possa essere affrontato da quella politica che ha dimostrato il suo fallimento? Anni di chiusura delle frontiere, di controllo dei mari, di detenzioni arbitrarie, di violazioni dei diritti umani, di investimenti di grandi risorse economiche nella "detenzione" e nei respingimenti (25 miliardi di € dal 2000 ad oggi) non hanno fermato gli arrivi dei migranti. Né potrebbe essere altrimenti, e dovremmo ben saperlo noi italiani che abbiamo il record mondiale di emigranti (e tuttora continuiamo ad emigrare).
Lo squilibrio tra le condizioni di vita esistenti tra i paesi di partenza e quelli di destinazione, la sempre maggiore concentrazione del potere economico e finanziario nel "Nord", la rilevanza (specie in paesi come l'Italia) del lavoro sommerso ove gli immigrati lavorano senza d ocumenti, la permanenza di guerre vicine ai nostri confini, continueranno a spingere un elevato numero di persone a cercare protezione da noi. E non li fermeranno gli ottusi egoismi nazionali, il vergognoso rimpallo di responsabilità tra i paesi europei, e la crescita di movimenti nazionalisti e xenofobi che utilizzano il tema delle migrazioni per accrescere il proprio consenso. O il degrado di un'Unione Europea che pochi mesi fa non è riuscita a mettersi d'accordo per redistribuire nei 28 paesi membri 40.000 rifugiati in due anni. 40mila! Nel 2013, Pakistan, Iran, Libano, Giordania, Turchia, Kenya, Ciad, Etiopia, da soli, ne hanno accolti circa 5 milioni e mezzo…
Mentre la maggioranza dei politici si limitava a parlare o a guardare da un'altra parte, da decenni il Commercio Equo e Solidale si muove concretamente con l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze, di distribuire il reddito su tutta la filiera produttiva (e non concentrarlo nelle mani di pochi), di portare benefici alle comunità locali, di una riconversione ecologica dell'economia che favorisca pace e giustizia sociale, e per una finanza che promuova i beni comuni, produzione e lavoro (e non la speculazione). Da sempre il Fair Trade combatte quegli squilibri che alimentano le migrazioni, e denuncia l'insostenibilità di un modello economico globale ove oltre 842 milioni di affamati convivono con 600 milioni di persone sovralimentate, e che nel 2016 produrrà il record della disuguaglianza economica mondiale, con l'1% della popolazione più ricca dell'altro 99%, mentre già nel 2012 la FAO ha stimato che entro il 2050 il cambiamento climatico causerà un aumento tra il 10% ed il 20% del numero di persone a rischio di fame, e del 21% del numero di bambini a rischio di malnutrizione.
I migranti che ci osservano, chi è già partito e chi si prepara a partire, sono solo l'annuncio di un futuro nel quale la redistribuzione delle risorse ed una maggiore giustizia sociale globale (temi oggi estranei all'agenda dell'Unione Europea e della politica internazionale) potrebbero essere perseguite in modo violento, come prima o poi accade laddove il filo spinato prende il posto di politiche capaci di incidere sui problemi. "Aiutiamoli a casa loro"? Ora si tratta di aiutarci tutti insieme nella nostra unica "casa comune" questa Terra, che è di tutti.
Per informazioni sulla campagna
http://www.equogarantito.org/
https://facebook.com/agices


AGICES è l'associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane. Rappresenta nel Paese, nella società civile, con i media e le istituzioni locali e nazionali le esperienze e la cultura dei suoi Soci: organizzazioni non profit e Botteghe del Mondo che promuovono i prodotti e i principi di un'economia di giustizia. Nel 1999, co n la stesura della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è cominciato un percorso che ha portato AGICES, che ne è oggi depositaria, a definire i propri valori e principi. Costituitasi formalmente come Associazione nel maggio 2003 AGICES "nasce dalla volontà di cooperazione delle organizzazioni italiane no-profit" impegnate nel commercio equo e solidale ed ha come obiettivi la promozione e la tutela del commercio equo come definito e descritto dalla Carta Italiana dei Criteri. AGICES ha fra i suoi scopi quello di gestire il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso l'individuazione di standard ed indicatori oggettivi, concreti e verificabili, che rappresentano la trasposizione operativa dei principi generali contenuti nella Carta dei Criteri. Le organizzazioni iscritte al Registro vengono monitorate in base a un sistema articolato e complesso che nel 2009 ha ricevuto la certificazione dall'autorevole ente ICEA di Bologna (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale). www.agices.org

9 ottobre: Forum Internazionale Educazione Cittadinanza Mondiale


Progetto "Parlez-vous Global?": cittadini del mondo tra i banchi di scuola
Forum internazionale in occasione dell'Anno Europeo per lo sviluppo 2015
 9 ottobre, Cascina Triulza (Expo Milano)


Milano, 24 settembre – Ripensare la scuola, attraverso la cittadinanza globale, per affrontare le grandi sfide dei nostri giorni: migrazioni, diritti umani, sviluppo sostenibile. È questa l'idea che il 9 ottobre ad Expo-Milano 150 professori da 7 paesi dell'Europa e dell'Africa condivideranno al Forum internazionale del progetto "Parlez-vous global?", finanziato dall'Unione europea, Fondazioni4Africa, Compagnia di San Paolo e Fondazione De Agostini, in programma dalle ore 10.30 alle 18.00, presso Cascina Triulza.

La  delegazione degli oltre 12.000 insegnanti protagonisti di "Parlez-vous Global", arrivato al suo terzo anno e realizzato da varie Ong internazionali capitanate dal CISV, espone l'opportunità di un'istruzione che renda più consapevoli le nuove generazioni riguardo ai temi globali, troppo spesso lasciati in disparte dalla scuola.

Ad aprire i lavori:
·         Vinicio Ongini, rappresentante dell'Osservatorio nazionale Intercultura del MIUR;
·         Monica Cerutti, Assessora alla Cooperazione decentrata internazionale e dell'immigrazione della Regione Piemonte;
·         Marco Grandi, Responsabile Ufficio cooperazione e solidarietà internazionale del Comune di Milano
·         Luca Remmert, Presidente della Compagnia di San Paolo.
A seguire, il contributo di Daniele Biella, giornalista e scrittore, sul "Parlare di migrazioni a scuola"; la presentazione di 7 best practice scolastiche; ed infine le raccomandazioni alle Autorità Educative Nazionali e alle scuole per una Educazione alla Cittadinanza mondiale, da parte delle ong partner del progetto (ACRA, APDD-Agenda 21, CISV, COSPE, COOPI, Sudwind Agentur, Stretta di Mano, UNMFREO).

Il Forum Internazionale, che rientra tra le iniziative dell'Anno Europeo per lo sviluppo, è l'occasione per presentare metodi didattici innovativi, testimonianze di scambi culturali e idee maturate dall'incontro di realtà diverse, che hanno come protagonisti 35 mila studenti delle scuole secondarie dei Paesi coinvolti (Italia; Francia; Austria; Romania; Senegal; Burkina Faso; Benin). 

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"Parlez-vous global?" è un progetto di educazione alla cittadinanza mondiale rivolto alle scuole secondarie di 1° e 2° grado, finanziato dall'Unione europea, Fondazioni4Africa, Compagnia di San Paolo e Fondazione De Agostini.
Il progetto mira ad accrescere le competenze di insegnanti e studenti riguardo alle problematiche dello sviluppo globale, attraverso l'integrazione delle tematiche della migrazione e della cittadinanza mondiale nei curricola scolastici, utilizzando metodologie partecipative come il citizen journalism e favorendo gli scambi culturali tra paesi europei ed africani.
"Parlez-vous global?" si svolge in Europa (Austria, Francia, Italia, Romania) ed Africa (Burkina Faso, Senegal e Benin) e dura 3 anni (dal 2013 al 2015). È promosso dalle ong CISV, ACRA-CCS, COSPE, COOPI, dall'Associazione Stretta di Mano e dalla Compagnia di San Paolo, in collaborazione con altre ong europee.
La partecipazione delle scuole è gratuita; si può aderire anche ad una sola delle iniziative proposte nel triennio.

Rifugiati, vertice Ue; Amnesty: continuazione di una strategia fallimentare


VERTICE UE, AMNESTY INTERNATIONAL: CONTINUAZIONE DI UNA STRATEGIA FALLIMENTARE PER AFFRONTARE LA CRISI DEI RIFUGIATI
 
Non c'è nulla di rivoluzionario in ciò che i leader dell'Ue hanno convenuto oggi, ha dichiarato Amnesty International dopo il vertice dei leader dell'Ue in materia di migrazione.

"Quello che serviva era un coraggioso, ambizioso, nuovo approccio. Ma quello che abbiamo ottenuto è la continuazione di una strategia fallimentare", ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa di Amnesty International.

"La proposta di un miliardo di euro per i paesi che ospitano i rifugiati è positiva, ma al di là di questo, gli impegni deludono. I leader europei avrebbero dovuto concordare su come garantire percorsi sicuri e legali per i rifugiati in Europa e correggere il debole sistema di asilo dell'Europa".

"Invece, centrare le proposte su come mantenere fuori i rifugiati ignora le realtà di una crisi globale dei rifugiati e degli obblighi degli stati di fornire protezione a coloro che non possono trovarla altrove.

"Le cifre di ricollocamento concordate martedì non allevieranno in modo significativo la pressione sugli stati in prima linea e senza un'assistenza molto più concreta e immediata a questi paesi le caotiche scene tragiche cui abbiamo assistito nelle ultime settimane potranno solo che continuare e probabilmente peggiorare.

"In questo scenario, l'impegno a sostenere il sistema Dublino sembra più una pia illusione che una decisione di politica consapevole." - ha concluso Dalhuisen.
                                               
Roma, 24 settembre 2015

Un'Unione di protezione: l'Agenda di Amnesty International per la protezione dei rifugiati in Europa
http://www.amnestysolidale.it/download/agenda.pdf

Appello "Canali di accesso sicuri all'Unione europea"
http://appelli.amnesty.it/rifugiati-canali-sicuri/

mercoledì 23 settembre 2015

Alla vigilia del lancio dei Global Goals, in un villaggio dell'Himalaya il WFP fa sventolare la bandiera di Zero Hunger

KATHMANDU – Una squadra del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) si è recata tra le montagne dell'Himalaya per issare la bandiera simbolo dell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile per "Zero Hunger" nel quadro di un'iniziativa internazionale tesa a portare i 'global goals' – obiettivi globali – all'attenzione del mondo. L'alzabandiera precede il summit sullo Sviluppo Sostenibile di questa settimana a New York, dove gli obiettivi verrano formalmente adottati dai leader mondiali.

 

La portabandiera del WFP Nimdoma Sherpa ha scalato 2.000 metri e affrontato pioggia, nebbia, sentieri accidentati e ripide salite per raggiungere il villaggio di Kerauja, nel distretto di Gorkha, dove è stata accolta dai membri della comunità che hanno preso parte alla cerimonia di alzabandiera. Solo cinque mesi prima, gli abitanti del villaggio erano in lutto per quanti erano deceduti, cercando di salvare il salvabile tra le macerie delle loro case a seguito del forte terremoto che il 25 aprile ha colpito la regione.

 

"I lunghi e difficili sentieri che abbiamo percorso rappresentano il non facile compito che abbiamo nel raggiungimento dell'obiettivo 'zero hunger'. Ma quando le persone lavorano assieme, realizzare 'zero hunger' diventa possibile", ha detto Nimdoma. "Ho issato questa bandiera qui sulle vette dell'Himalaya per il Nepal, per il WFP e per il mondo intero".

 

Da bambina, Nimdoma riceveva pasti scolastici del WFP e, all'età di 17 anni, nel 2008, è diventata la donna più giovane a scalare l'Everest. Ora Nimdoma mette a disposizione la propria esperienza per aiutare il WFP a raggiungere i villaggi colpiti dal terremoto di aprile. Ad accompagnarla nel suo percorso, c'era una fila di muli che trasportavano riso nel quadro delle operazioni di soccorso.

 

Chandra Bahadur Gurung è uno degli abitanti del villaggio di Kerauja che ha assistito all'alzabandiera. "Dopo tutte le difficoltà che il nostro villaggio ha attraversato a seguito del terremoto, siamo orgogliosi di essere stati scelti per portare questo messaggio al mondo", ha detto Gurung.

 

In tutto il mondo, sono 17 gli alzabandiera -  uno per ciascun 'global goal'- e si inscrivono nel progetto collettivo, chiamato Project Everyone, che vuole diffondere gli  obiettivi ai sette miliardi di persone che vivono sul pianeta.

 

Tutti insieme, gli obiettivi si propongono di eliminare fame e povertà estrema, superare ingiustizie e disuguaglianze e combattere il cambiamento climatico entro il 2030. Essi rappresentano un'opportunità storica per il progresso del mondo. Sono obiettivi ambiziosi, ma con impegno, duro lavoro e cooperazione, possono essere realizzati.

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Immagini video dell'alzabandiera:

https://www.hightail.com/download/bXBhYnUzcHY1R05WeHNUQw

 

Foto ad alta risoluzione:

https://www.hightail.com/download/bXBhYnU2a0R5UkVkVU1UQw

 

 

Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.


ONU: il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando eletto Presidente del programma "Città sicure" di UN Habitat

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è stato eletto ieri sera a Bogotà in Colombia, Co-chairperson, responsabile per l'Europa e l'Africa del Programma delle Nazioni Unite "Città sicure" realizzato dall'Agenzia UN Habitat.

Orlando sarà affiancato dai Sindaci di Bogotà Gustavo Petro (responsabile per le Americhe) e di San Fernando nelle Filippine, Mary Jane Ortega (responsabile per l'Asia e l'Oceania) e coordinerà un consiglio direttivo di cui fanno parte i sindaci di Joannesburg, Durban, Rosario, Quito, Guadalajara, Abidjan, Nairobi, Seoul e Quezon.

Il Programma Safer Cities delle Nazioni Unite è stato lanciato nel 1996 su richiesta dei sindaci di alcuni grandi centri urbani impegnati a contrastare la criminalità urbana e la violenza nelle loro città. Ad oggi UN-Habitat ha sostenuto iniziative in 77 città in 24 paesi nel mondo.

Il programma affronta il tema della sicurezza in chiave olistica, collegando i temi della pianificazione urbana, della vivibilità, dei servizi per i cittadini, del cambiamento climatico, della mobilità sostenibile.

"La mia elezione alla carica di Co-Presidente di questo importante organismo internazionale - ha detto Orlando - è un riconoscimento non solo per l'attività svolta nella mia città, ma lo è anche per tutti quei sindaci che in Italia affrontano quotidianamente la sfida di uno sviluppo sostenibile delle proprie comunità, nelle quali è sempre più crescente la conflittualità dovuta alla crisi economica e al taglio delle risorse.
Le nostre città - conclude Orlando - e l'esperienza maturata in tantissimi anni di impegno trasversale contro il crimine e la corruzione ma anche e sopratutto per migliorare la qualità della vita dei cittadini, rappresentano un modello, in grado di dialogare con altre realtà del mondo in ottica di collaborazione e scambio di buone prassi."


Banca Etica: crescono raccolta, impieghi e capitale sociale - Tutti i numeri della semestrale

23 settembre 2015_ Anche nel primo semestre del 2015 Banca Etica ha dimostrato la sua unicità nel panorama bancario, continuando a usare i risparmi che cittadini e organizzazioni le affidano per sostenere i migliori progetti di imprenditoria sociale, di tutela dell'ambiente e di promozione della cultura.

Ecco i numeri registrati in questo primo semestre dalla prima e tutt'ora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica:  
 
·        Raccolta - La raccolta di risparmio è aumentata di circa il 5% rispetto alla fine del 2014, raggiungendo quota 1 miliardo e 33 milioni di euro. Nello stesso periodo il sistema bancario italiano nel suo complesso* ha registrato invece un calo del 1,17% nella raccolta diretta. La raccolta indiretta – vale a dire le sottoscrizioni dei fondi comuni di investimento etici promossi da Etica sgr - è cresciuta del 16% raggiungendo i 425 milioni di euro.
·        Impieghi - I crediti erogati da Banca Etica a favore di famiglie e imprese sociali sono cresciuti del 4% nei primi sei mesi del 2015, con una crescita maggiore nelle Regioni del Mezzogiorno dove si è registrato un +7 per cento. Nello stesso periodo il sistema bancario italiano nel suo insieme ha conseguito una crescita di appena lo 0,53%.
·        Sofferenze -Banca Etica è riuscita mantenere molto basso il tasso di sofferenze (vale a dire i crediti non rimborsati), che si sono fermati allo 2,9%, contro il 10,12% del sistema bancario italiano.
·        Capitale sociale - Anche il capitale sociale è cresciuto del 5% nei primi sei mesi del 2015 raggiungendo quota 52,4 milioni di euro.
·        Utile – L'utile di Banca Etica nel semestre è stato di 974 mila euro.
"Siamo orgogliosi di questi risultati che ci incoraggiano nella nostra determinazione a coniugare sempre meglio efficienza e solidità, innovazione e solidarietà", dice Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica.

*Dati ABI Monthly Outlook su giugno 2015



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