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giovedì 27 febbraio 2020

WINE TRADE MONITOR 2019: l’Italia si mantiene in crescita e conquista l’ambito mercato dei giovani


WINE TRADE MONITOR 2019: l'Italia si mantiene in crescita e conquista l'ambito mercato dei giovani
Pubblicata l'indagine internazionale sul mercato vinicolo condotta dal Gruppo Sopexa

Sopexa, agenzia specializzata nel Food &  Drink a livello internazionale, presenta i risultati del Wine Trade Monitor 2019. Lo studio, condotto a livello internazionale in collaborazione con Wine in Paris offre un'esclusiva panoramica sui trend globali e le prospettive commerciali dei vini(1) per i prossimi anni.

"Siamo molto orgogliosi di presentare questi risultati", spiega Matteo Lefebvre, Direttore Sopexa Italia. "Oltre ad essere riconosciuto come uno dei paesi con maggiore prospettiva di crescita nei mercati intervistati, l'Italia vanta anche il riconoscimento di produttore di vini di grande interesse per le giovani generazioni. Questo rafforza la percezione della qualità della produzione vinicola italiana che si accompagna alla volontà di evolvere e di rimanere in ascolto dei trend e delle esigenze di tutte tipologie di consumatori", conclude Lefebvre.

Sopexa ha intervistato e raccolto le percezioni e previsioni di 984 operatori del settore tra importatori, distributori, grossisti e retailers.
Quest'anno, l'indagine comprende anche il Regno Unito e la Germania, i principali mercati mondiali per le importazioni di vino in volume, portando il numero totale dei mercati esaminati a sette: Belgio, Cina, Hong Kong, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Di seguito le principali conclusioni dello studio:

Referenze: quali vini troviamo in quali paesi?
Francia, Italia e Spagna rimangono in testa
Per gli intervistati, questi 3 paesi sono i più importanti nelle gamme di vini in tutti i sette mercati presi in esame. La Francia perde 17 punti percentuali rispetto al 2018.

Evoluzione del mercato: i professionisti del settore sono relativamente ottimisti
La maggior parte degli intervistati di Stati Uniti, Germania e Giappone prevede una crescita del mercato nei prossimi due anni mentre più pessimisti sono gli operatori UK intervistati, il cui 44% prevede un calo del mercato. Per i professionisti dei rimanenti paesi presi in esame, il mercato si stabilizzerà.

Evoluzione delle vendite per il 2021
Italia e Francia si contendono ancora il primo posto in termini di potenziale di crescita, con la Francia che perde posizioni per gli intervistati di Cina, Belgio Hong Kong e Stati Uniti.
  • Secondo i professionisti della Cina i vini australiani hanno delle ottime prospettive di crescita, seguiti dai vini cileni e dai vini italiani
  • In Giappone, per la prima volta, i vini locali sono destinati a vedere la maggiore crescita delle vendite. Collocati davanti ai vini francesi (36%) e ai vini italiani (24%).
  • Secondo i professionisti del commercio del vino del Regno Unito, la Brexit andrà a beneficio soprattutto dei paesi produttori di vino al di fuori dell'Europa: il 53% degli intervistati prevede una crescita per i vini cileni, il 45% per i vini australiani e il 40% per i vini argentini.
  • Negli Stati Uniti, i vini italiani stanno beneficiando dell'impatto psicologico dell'aumento dei dazi doganali sui vini francesi dello scorso ottobre. La situazione potrebbe tuttavia cambiare rapidamente.
Immagine & reputazione dei vini in base alla loro origine
  • In generale, e per il 59% dei partecipanti all'indagine, è ancora l'origine Francia che riporta la migliore performance, distanziandosi nettamente dai suoi concorrenti. Si rileva però una perdita di valore dell'immagine francese in Belgio e la sua totale assenza nel comparto dei vini considerati attraenti per i giovani.
  • L'Italia arriva al secondo posto, citata dall'11% degli intervistati. Alla produzione vinicola del Belpaese, assieme a quella dei vini australiani, si associano le migliori performance per quanto riguarda i criteri di "innovazione" e "attraenti per i giovani".
  • Entrando nel dettaglio dell'ambita fetta di mercato che riguarda le giovani generazioni, gli intervistati collocano Italia e Australia in testa (16%), seguite da Spagna (13%), Cile e USA (entrambe 10%).
Dinamica delle categorie di vini
  • I vini biologici e biodinamici lasciano il segno
Per il 42% degli intervistati, i vini biologici e biodinamici sono la categoria di punta per i prossimi due anni, collocandosi anche davanti ai vini regionali (28%) in particolare per UK e Stati Uniti. Solo la Cina è contraria a questo trend.
  • I vini a basso tenore alcolico emergono nei due principali mercati europei
Il 35% degli intervistati in Germania e il 24% nel Regno Unito vedono un potenziale in questa categoria, che si prevede vedrà la seconda crescita più alta nei prossimi due anni.
  • Il fascino dei vini rosati si affievolisce negli USA
Dopo diversi anni di popolarità sostenuta, solo il 13% degli intervistati statunitensi si aspetta un'ulteriore crescita per la categoria.

Regioni: la gamma delle performance future
  • 4 regioni francesi leader per il vino rosso: Bordeaux, Linguadoca, Côtes du Rhône e Borgogna. Nel Regno Unito, invece, il Beaujolais è l'unica regione francese a far parte della Top 4, dove invece Mendoza in Argentina è considerata la regione da tenere d'occhio.
  • Vini bianchi: negli ultimi due anni la top 4 è rimasta invariata e dominata dai vini di Marlborough (Nuova Zelanda) e dalla Loira. Queste due regioni sono seguite da vicino, se non eguagliate (secondo il 23% degli intervistati) dalla Linguadoca, che è destinata a registrare buone performance in Belgio e Giappone, e anche dai vini della Borgogna, che sono in testa in Asia.
  • Ottime prospettive per i vini rosé della Provenza, indicata tra le prime tre regioni produttrici di rosé dal 67% degli intervistati. A seguire i rosé della Linguadoca e i vini rosati italiani.
  • Spumanti: il Prosecco domina la Top 3 in tutti i mercati presi in esame, guadagna posizioni il Cava in Giappone e Stati uniti mentre per la maggior parte degli intervistati di Germania e Regno Unito la crescerà la categoria Cremant.
Dinamica dei vitigni
A livello globale la classifica dei i 4 vitigni classici (Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, chardonnay e Merlot) rimane stabile. Leader assoluto in tutti i mercati presi in esame, il Cabernet Sauvignon è destinato ad avere una performance particolarmente buona al di fuori dell'Europa, in particolare in Cina mentre le previsioni di crescita in Europa sono meno ambiziose.



(1) Vini fermi e frizzanti - esclusi distillati e vini con una gradazione superiore ai 16°



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venerdì 17 agosto 2012

Pugnitello an ancient Tuscan grape with a great future

Pugnitello an ancient Tuscan grape with a great future.
Pugnitello is an indigenous or authoctonous grape variety from Tuscany, Italy. In ancient times, the Etruscans were the inhabitants of this area, before they were overrun by the Romans a couple of centuries BC. They were early cultivars of the vine – though they usually let the vines climb along trees in trails the vines set themselves.
In recent years, scientists, winemakers and vignerons have been concerned by the attrition of grape vine varieties – in what they call the “genetic erosion” of Vitis vinifera – due to, among other reasons, the phylloxera blight and selection of specific varieties to the exclusion of others. In response to this, the University of Florence in conjunction with the some Farm and winery sought to rediscover and cultivate authoctonous vines. In what has been a mammoth project, all the existing vines in Tuscany have been attempted to be represented. These have been verified genetically as distinct varieties, and in all, about 230 were grafted on rootstocks and cultivated. Of these, only about 30 bore grapes suitable for wine (by a process called “microvinification”, simply meaning small quantities of wine were produced from each plant).
Pugnitello vinification

Early vinification in 2003 showed the Pugnitello qualities. It gets its name from the shape of the bunches, which is said to look like a closed fist – in Italian lang. “pugno” - , or from the ancient Roman tradition to give wine to the souldier before the battle in latin named “pugna” meaning that probably the Pugnitello was a perfect grape to make strong wines. Being a new variety, oenologists are still learning about its qualities and characteristics, and which winemaking techniques best suit it. For this reason our farm spent the latest years in different kind of sperimentation in cooperation with the vines research center CRA of Arezzo. Last year the object of the sperimentation was the harvest time and this year the sperimentation we're doing is the rosé wine using several autoctone vines such as, Pugnitello, Canaiolo red and Canaiolo pink, Mammolo, Orpicchio, Foglia tonda.

During my Tuscan trip I found the best Pugnitello wine in Fattoria Santa Vittoria fattoriasantavittoria.com
Leopoldo 2009 100% Pugnitello
We did the harvest by hand on the first week of October. Grapes are softly destemmed and after we proceed with a 20 days fermentation at 28 °C with maceration, pumping over and délastage. The wine matures 12 months in 225 lt in french oak barriques and 12 months in bottle. Pugnitello grape translates into wines of a deep purple-hued red with pronounced blackberry, black cherry and floral aromas follow through to a full body, w good acidity and tannins of high finesse and a warm, rich finish, suitable for the medium and long aging. 2009 harvest best after 2014
Alcool : 14 – 14,5%
Tot Ac : 5 – 5,3 gl
Ph : 3,5 – 3,65
Ext : 33 – 35 gr

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