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Visualizzazione post con etichetta attacchi di agorafobia. Mostra tutti i post
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mercoledì 20 maggio 2015

Agorafobia: non solo fobia degli spazi aperti

Poniamo il caso vi troviate a teatro, lungo un ponte, tunnel, in un negozio pubblico, luoghi affollati, in coda al supermercato, in aereo, in treno o in autobus. Apparentemente sono tutte situazioni ordinarie e che non prevedono rischi o pericoli. Eppure, ci sono persone che vivono la loro vita evitando categoricamente i contesti appena accennati; senza voler etichettare nessuno, ci riferiamo a tutti coloro che soffrono di agorafobia, una condizione psicopatolgica tanto disffusa, quanto confusa con altri disturbi. Ma procediamo con ordine.

In cosa consiste realmente l'agorafobia?
L'agorafobia, consiste letteralmente nella paura della piazza, o più precisametne è il timore (o forte disagio) che un soggetto prova quando si ritrova in ambienti familiari o costrittivi, da cui risulterebbe difficile allontanarsi o ricevere aiuto in caso di un attacco di panico. Dato il forte disagio, l'agorafobico ha grosse difficoltà ad uscire di casa e viaggiare; non c'è da stupirsi infatti se questo disturbo è una delle manifestazioni ansiose più invalidanti in assoluto, dal momento che chiunque ne soffre, spesso, diventa completamente dipendente dalle mura domestiche, oppure è costretto ad uscire di casa solo se in compagnia di una persona fidata.
Inoltre, il timore delle conseguenze sociali di una crisi di panico dettata dall'agorafobia, è esso stesso ulteriore causa di difficoltà emotiva.

A proposito di crisi di panico...
Come pocanzi accennato, l'agorafobia viene spesso vista come una condizione psicopatologica che va di pari di passo con il disturbo di attacchi di panico. Non è propriamente corretto.

È vero che molto spesso il panico si manifesta in presenza di agorafobia (e viceversa), ma ciò non le rende due psicopatologie vincolate tra esse. In particolare, nel caso del panico, ci riferiamo ad una sensazione di paura (o terrore) improvvisa, non soggiogato dalla riflessione, che scatta di fronte ad un pericolo presunto e che comporta atti avventati o inconsulti da parte del soggetto. Ansia a parte, il disturbo si caratterizza soprattutto per l'insorgenza improvvisa di numerosi sintomi, come: tachicardia, nausea, asfissia, sensazione di soffocamento, sensazione di sbandamento, paura di impazzire, disturbi addominali, fastidio al petto, ipertensione (o ipotensione, a seconda dei casi), sensazione di formicolio alle mani e tanti altri sintomi ancora.
Il tutto raggiungerà il suo culmine nell'arco di dieci minuti massimo, senza lasciare alcuna traccia dietro di sé, se non l'inifinita paura di rivivere un'ulteriore attacco di panico.

Agorafobia: è importante non trascuerarla

L'agorafobia (così come il panico), sebbene molto spiacevole, non è pericolosa, ma inevitabilmente compromette la qualità di vita. È piuttosto diffuso un altro luogo comune, ovvero quello di associare il nostro disturbo d'ansia con la fobia sociale. Quest'ultima consiste in una intensa paura di trovarsi in una particolare situazione sociale o di eseguire un tipo di prestazione da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio esterno. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un disturbo d'ansia, ma è bene non considerarlo strettamente connesso all'agorafobia.
Nonostante la non “gravità” di questa condizione psicopatologica, è importante non trascurarla per alcun motivo e rivolgersi ad un medico specializzato. Un qualsiasi psichiatra che si rispetti saprà quindi consigliare opportuni farmaci (antidepressivi o ansiolitici ad esempio) e suggerirà una terapia cognitivo-comportamentale, mirata ad aiutare il soggetto ad affrontare la sua “condizione”.

Approfondimenti sul tema Agorafobia

lunedì 24 novembre 2014

Niente panico: è solo agorafobia


Immaginate posti simili:
- Siete fuori casa da soli
- Vi trovate in mezzo ad una folla di persone
- State viaggiando su un treno o aereo
- Passeggiate per un ponte
Quelli appena elencati sono i contesti più probabili in cui avere attacchi di agorafobia, che si traduce in paura puramente irrazionale e involontaria nei confronti di situazioni e cose ordinarie, da cui si desidera una fuga immediata. In assenza di una terapia, è un disturbo che tende a cronicizzarsi, sebbene con fasi altalenanti.

Quali sono i sintomi più comuni dell’Agorafobia?
L’agorafobia è classificabile come un disturbo d’ansia, caratterizzato dal timore di trovarsi “intrappolati” in luoghi o situazioni da cui risulta difficile o imbarazzante fuggire, qualora si verifichi un attacco di panico o sintomi simili. Ma a proposito di sintomi, quali sono i più comuni? E’ tipico:
- La sensazione di sentirsi staccati
- Agitazione o irascibilità
- Stato confusionale
- Sensazione di irrealtà
- Tachicardia
- Sudorazione eccessiva
- Attacchi di panico
- Problemi respiratori
- Dolore toracico o addominale
- Capogiri
- Nausea
- Spasmi muscolari

Agorafobia: esiste una cura?
Chiunque soffra di agorafobia, tende ad evitare luoghi pubblici o non familiari e ha grosse difficoltà di uscire di casa o viaggiare. Esordisce tipicamente tra la tarda adolescenza ed i 35 anni ed è più frequente nelle donne. Il disturbo può addirittura essere invalidante, poiché si rischia di diventare totalmente dipendenti dalle mura domestiche. Spetterà allo psicoterapeuta valutare il tipo di cura da intraprendere. Difficile guarire da questa “patologia”. Tuttavia, la terapia cognitivo- comportamentale risulta essere la più efficace nel suo trattamento: il soggetto in questione impara ad identificare e (successivamente) modificare i pensieri negativi e le proprie convinzioni, ad affrontare i sintomi solitamente provati durante un attacco e, gradualmente, si esporrà alle situazioni tanto temute.

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