CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta agorafobia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta agorafobia. Mostra tutti i post

mercoledì 20 maggio 2015

Panico: ne soffre il 3,5 della popolazione mondiale


Chi soffre di questo noto disturbo d'ansia, vive costantemente uno stato psichico cosciente caratterizzato da un sentimento di angoscia e apprensione. Il panico (questo il suo nome) consiste in una forte paura senza nome, slegata dalla riflessione, che scatta di fronte ad un pericolo (reale o presunto che sia) e che porta il soggetto a compiere atti avventati ed inconsulti.
Il termine deriva dal greco πανικός, cioè “che si riferisce al Dio Pan”, simbolo della natura e dell'universo e rappresenta una condizione psicopatologica che colpisce oltre 10 milioni di persone in Italia.

Il panico e i sintomi più comuni
Secondo recenti statistiche a soffrire di panico sarebbe quasi il 3,5% della popolazione mondiale. Il disturbo esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e si caratterizza soprattutto per l'insorgenza improvvisa di svariati sintomi, come: batticuore, difficoltà a respirare, vertigini, senso di estrema debolezza, tremori, sudorazione, formicolii, dolori al petto, tachicardia, ipertensione (o ipotensione), respiro corto, vampate, nausea, derealizzazione, depersonalizzazione, disturbi addominali e un’incontrollabile paura di morire. I sintomi appena menzionati raggiungono il culmine nell'arco di circa 10 minuti, per poi sparire del tutto, senza lasciare tracce.
Chiunque soffra di panico, vive nella continua preoccupazione di subire nuovi attacchi, nel terrore di perdere il controllo e tende ad evitare luoghi potenzialmente “pericolosi”; sebbene spiacevole, non si tratta di un disturbo dannoso.

Quando si diagnostica il disturbo del panico?
Prima di proseguire con l'approfondimento sul panico, va puntualizzato che chiunque in situazione di pericolo può subire un attacco, ma ciò non significa che sia necessario fare diagnosi del genere. E a tal proposito, per poter diagnosticare il disturbo in questione è necessario che si soddisfino i seguenti criteri: presenza o assenza di agorafobia, nel senso che il panico può manifestarsi anche in assenza di timori tipicamente agorafobici; gli eventuali attacchi non devono essere causati dagli effetti fisiologici diretti di una sostanza (si pensi ad esempio agli effetti della droga) o di una condizione medica generale (ipertiroidismo); gli attacchi di panico non vanno giustificati da ulteriori disturbi, come la fobia sociale; un solo attacco non basta per poter fare diagnosi di disturbo di panico.

La condizione psicopatologica dell'agorafobia
Non a caso, abbiamo pocanzi menzionato l'agorafobia. É vero che il disturbo di panico può manifestarsi in presenza o assenza di quest'ultima, ma è pur vero che non di rado il panico viene associato alla condizione psicopatologica dell'agorafobia stessa.
Anche in questo caso parliamo di un disturbo d'ansia che consiste nella sensazione di paura o grave disagio provato dal soggetto quando si ritrova in ambienti non familiari o contesti restrittivi, da cui risulterebbe difficile (per non dire imbarazzante) allontanarsi. Rispetto al panico, quello dell'agorafobia è un fenomeno psichico più invalidante, dal momento che chi ne soffre diventa letteralmente dipendente dalle mura domestiche, o è costretto ad uscire di casa solo se in compagnia di una persona fidata.

Come curare il panico?
Che il panico risulti essere un disturbo sintomatologico tanto complesso, quanto diffuso, è quindi abbastanza chiaro. Nonostante non sia pericoloso, è comunque importante non sottovalutarlo e rivolgersi ad un medico specializzato. La forma di psicoterapia che la ricerca scientifica ha dimostrato essere più efficace è quella cognitivo-comportamentale: essa consiste in una terapia dove il paziente, assieme allo psicoterapeuta, si impegna attivamente nella soluzione del problema, si concentra sull'acquisizione di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali alla cura del panico, al fine di spezzare i circoli viziosi che lo alimentano.

Agorafobia: non solo fobia degli spazi aperti

Poniamo il caso vi troviate a teatro, lungo un ponte, tunnel, in un negozio pubblico, luoghi affollati, in coda al supermercato, in aereo, in treno o in autobus. Apparentemente sono tutte situazioni ordinarie e che non prevedono rischi o pericoli. Eppure, ci sono persone che vivono la loro vita evitando categoricamente i contesti appena accennati; senza voler etichettare nessuno, ci riferiamo a tutti coloro che soffrono di agorafobia, una condizione psicopatolgica tanto disffusa, quanto confusa con altri disturbi. Ma procediamo con ordine.

In cosa consiste realmente l'agorafobia?
L'agorafobia, consiste letteralmente nella paura della piazza, o più precisametne è il timore (o forte disagio) che un soggetto prova quando si ritrova in ambienti familiari o costrittivi, da cui risulterebbe difficile allontanarsi o ricevere aiuto in caso di un attacco di panico. Dato il forte disagio, l'agorafobico ha grosse difficoltà ad uscire di casa e viaggiare; non c'è da stupirsi infatti se questo disturbo è una delle manifestazioni ansiose più invalidanti in assoluto, dal momento che chiunque ne soffre, spesso, diventa completamente dipendente dalle mura domestiche, oppure è costretto ad uscire di casa solo se in compagnia di una persona fidata.
Inoltre, il timore delle conseguenze sociali di una crisi di panico dettata dall'agorafobia, è esso stesso ulteriore causa di difficoltà emotiva.

A proposito di crisi di panico...
Come pocanzi accennato, l'agorafobia viene spesso vista come una condizione psicopatologica che va di pari di passo con il disturbo di attacchi di panico. Non è propriamente corretto.

È vero che molto spesso il panico si manifesta in presenza di agorafobia (e viceversa), ma ciò non le rende due psicopatologie vincolate tra esse. In particolare, nel caso del panico, ci riferiamo ad una sensazione di paura (o terrore) improvvisa, non soggiogato dalla riflessione, che scatta di fronte ad un pericolo presunto e che comporta atti avventati o inconsulti da parte del soggetto. Ansia a parte, il disturbo si caratterizza soprattutto per l'insorgenza improvvisa di numerosi sintomi, come: tachicardia, nausea, asfissia, sensazione di soffocamento, sensazione di sbandamento, paura di impazzire, disturbi addominali, fastidio al petto, ipertensione (o ipotensione, a seconda dei casi), sensazione di formicolio alle mani e tanti altri sintomi ancora.
Il tutto raggiungerà il suo culmine nell'arco di dieci minuti massimo, senza lasciare alcuna traccia dietro di sé, se non l'inifinita paura di rivivere un'ulteriore attacco di panico.

Agorafobia: è importante non trascuerarla

L'agorafobia (così come il panico), sebbene molto spiacevole, non è pericolosa, ma inevitabilmente compromette la qualità di vita. È piuttosto diffuso un altro luogo comune, ovvero quello di associare il nostro disturbo d'ansia con la fobia sociale. Quest'ultima consiste in una intensa paura di trovarsi in una particolare situazione sociale o di eseguire un tipo di prestazione da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio esterno. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un disturbo d'ansia, ma è bene non considerarlo strettamente connesso all'agorafobia.
Nonostante la non “gravità” di questa condizione psicopatologica, è importante non trascurarla per alcun motivo e rivolgersi ad un medico specializzato. Un qualsiasi psichiatra che si rispetti saprà quindi consigliare opportuni farmaci (antidepressivi o ansiolitici ad esempio) e suggerirà una terapia cognitivo-comportamentale, mirata ad aiutare il soggetto ad affrontare la sua “condizione”.

Approfondimenti sul tema Agorafobia

lunedì 24 novembre 2014

Niente panico: è solo agorafobia


Immaginate posti simili:
- Siete fuori casa da soli
- Vi trovate in mezzo ad una folla di persone
- State viaggiando su un treno o aereo
- Passeggiate per un ponte
Quelli appena elencati sono i contesti più probabili in cui avere attacchi di agorafobia, che si traduce in paura puramente irrazionale e involontaria nei confronti di situazioni e cose ordinarie, da cui si desidera una fuga immediata. In assenza di una terapia, è un disturbo che tende a cronicizzarsi, sebbene con fasi altalenanti.

Quali sono i sintomi più comuni dell’Agorafobia?
L’agorafobia è classificabile come un disturbo d’ansia, caratterizzato dal timore di trovarsi “intrappolati” in luoghi o situazioni da cui risulta difficile o imbarazzante fuggire, qualora si verifichi un attacco di panico o sintomi simili. Ma a proposito di sintomi, quali sono i più comuni? E’ tipico:
- La sensazione di sentirsi staccati
- Agitazione o irascibilità
- Stato confusionale
- Sensazione di irrealtà
- Tachicardia
- Sudorazione eccessiva
- Attacchi di panico
- Problemi respiratori
- Dolore toracico o addominale
- Capogiri
- Nausea
- Spasmi muscolari

Agorafobia: esiste una cura?
Chiunque soffra di agorafobia, tende ad evitare luoghi pubblici o non familiari e ha grosse difficoltà di uscire di casa o viaggiare. Esordisce tipicamente tra la tarda adolescenza ed i 35 anni ed è più frequente nelle donne. Il disturbo può addirittura essere invalidante, poiché si rischia di diventare totalmente dipendenti dalle mura domestiche. Spetterà allo psicoterapeuta valutare il tipo di cura da intraprendere. Difficile guarire da questa “patologia”. Tuttavia, la terapia cognitivo- comportamentale risulta essere la più efficace nel suo trattamento: il soggetto in questione impara ad identificare e (successivamente) modificare i pensieri negativi e le proprie convinzioni, ad affrontare i sintomi solitamente provati durante un attacco e, gradualmente, si esporrà alle situazioni tanto temute.

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *