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martedì 17 aprile 2018

La tecnologia al servizio dell’inclusione, nasce PizzAut App: progetto di Samsung in collaborazione con FCB Milan

La tecnologia al servizio dell'inclusione, nasce PizzAut App: l'ultimo progetto di Samsung in tema di corporate social responsability in collaborazione con FCB Milan.


In Italia si registrano 500.000 casi di autismo, molti di questi sono giovani ragazzi a bassa funzionalità che hanno grandi difficoltà a comunicare e a relazionarsi. Tuttavia questo non significa che non hanno competenze che possono essere coltivate. 

Con questo presupposto è nata PizzAut, un'Associazione no-profit che si pone l'obiettivo di favorire l'inclusione dei ragazzi autistici nel mondo della ristorazione. Ragazzi che con il giusto insegnamento stanno imparando i mestieri di pizzaioli e camerieri, ma che ancora hanno bisogno di un affiancamento in alcune fasi delicate, come il momento dell'ordinazione. Qual è il loro sogno? Riuscire a gestire in completa autonomia una pizzeria.

Samsung ha messo insieme un team multidisciplinare composto da ingegneri, esperti di user interface e user experience, psicoterapisti ed esperti di linguaggio cognitivo, per la realizzazione di un'applicazione per tablet che permetta ai ragazzi autistici di realizzare questo sogno.

FCB Milan, Agenzia guidata da Fabio Bianchi e Francesco Bozza, rispettivamente Amministratore Delegato e Chief Creative Officer, ha lavorato a stretto contatto con il team per l'ottimizzazione grafica dell'applicazione e l'immagine coordinata dell'evento di lancio di questa tecnologia.  

Si chiama PizzAut App e semplifica l'intero processo di ordinazioni grazie ad un linguaggio visivo studiato appositamente per essere facilmente compreso dai ragazzi con autismo. Un'applicazione che permette ai ragazzi di seguire in autonomia i clienti dal momento in cui si siedono al tavolo fino alla cassa. Un'applicazione che dialoga con la cucina rendendo quindi più veloce e semplice il passaggio di informazioni tra sala e cucina.

"Lavorare a progetti di Corporate Social Responsibility è veramente stimolante per un creativo" – commenta Francesco Bozza – "e farlo con un'azienda come Samsung, che crede fermamente in queste tematiche, lo è ancora di più. Il mio auspicio è che tale collaborazione possa proseguire per veicolare, insieme, il valore aggiunto del brand". 

La video case del progetto è visibile sulla pagina YouTube Samsung: https://youtu.be/otFM6X_bDtI

Credits:
Agenzia: FCB Milan
Francesco Bozza – Chief Creative Officer
Fabio Teodori – Group Creative Director
Christian Leoni –Copywriter
Mattia Errico – Art Director
Paolo Costella – Strategic Planner
Tatiana Ravalli – Strategic Planner
Carlotta Piccaluga – Client Service Director
Antonella Romano – Account Executive
Michele Virgilio – Producer

Produzione:
Casa di produzione: D.E.A Production
Regia: Davide Agosta


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www.CorrieredelWeb.it

lunedì 19 febbraio 2018

McDonald’s annuncia un nuovo impegno a livello globale per le famiglie




Obiettivi ambiziosi nel miglioramento dell'offerta Happy Meal e rafforzamento della collaborazione con Alliance for a Healthier Generation al centro del nuovo piano strategico dell'azienda

Milano, 19 febbraio 2018 – McDonald's ha annunciato oggi un piano globale che mette le famiglie al centro.

Consapevole della sua presenza capillare e della sua capacità di raggiungere milioni di consumatori in tutto il mondo, McDonald's ha infatti sviluppato un piano di azioni di lungo termine che si propone di avere un impatto significativo nelle comunità di tutto il mondo. 

L'annuncio di oggi, con cui l'azienda si propone di avere un impatto sull'alimentazione dei bambini, fa parte di questo piano.

Entro il 2022 McDonald's si impegna a migliorare la sua offerta food per i bambini, ovvero l'Happy Meal, e contestualmente le sue azioni di comunicazione nei confronti di questo target in tutto il mondo. 

Nella pratica, McDonald's offrirà pasti basati su criteri nutrizionali misurabili, semplificherà gli ingredienti, aumenterà la trasparenza sulle informazioni nutrizionali, agirà come attore responsabile del mercato, aumenterà il consumo di cibi e bevande che contengono gruppi di alimenti raccomandati.

"Siamo uno dei brand di ristorazione più frequentati al mondo e in virtù di questo sappiamo di avere una grossa opportunità per supportare le famiglie, nei confronti delle quali il nostro impegno è triplice: migliorare la nostra offerta di cibo, celebrare il piacere della lettura e aiutare coloro che ne hanno bisogno grazie alla Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald", ha commentato Steve Easterbrook, Presidente e CEO di McDonald's. "In considerazione della nostra capillarità, speriamo che queste azioni diano più scelta ai nostri clienti e che portino dei benefici a milioni di famiglie, con l'obiettivo di costruire un McDonald's migliore."

Dal 2013 McDonald's già lavora con Alliance for a Healthier Generation, un'organizzazione fondata dalla Fondazione Clinton, per sviluppare nei suoi 20 mercati più importanti* un piano concreto per aumentare il consumo di frutta, verdura, latticini magri e acqua; grazie al proprio impegno, molti di questi Paesi stanno per raggiungere con anticipo gli obiettivi posti in questo senso.

Oggi McDonald's rafforza la partnership con Alliance for a Healthier Generation e si pone per il 2022 cinque nuovi obiettivi che riguardano l'Happy Meal:

1) Offrire pasti basati su criteri nutrizionali misurabili
Utilizzando rigorosi criteri con basi scientifiche e nutrizionali l'obiettivo è assicurare, entro il 2022, che almeno il 50% degli Happy Meal rispetti i Criteri Nutrizionali Globali McDonald's per l'Happy Meal, ovvero che il menu dedicato ai bambini contenga al massimo: 600 calorie; 10% di calorie (o kilo joule) da grassi saturi; 650mg di sodio; 10% di calorie (o kilo joule) da zuccheri aggiunti.

Attualmente, il 28% degli Happy Meal venduti in 20 Paesi al mondo rispetta già questi criteri. Per raggiungere l'obiettivo del 50% o più, i mercati amplieranno la propria offerta e riformuleranno o rimuoveranno alcune referenze dai nu Happy Meal. 

L'Italia, per esempio, ha introdotto lo scorso mese il nuovo Junior Chicken, un burger a base di una proteina magra (100% petto di pollo italiano cotto alla piastra). McDonald's Australia sta attualmente studiando nuove opzioni a base di verdure e proteine magre e anche McDonald's Francia sta valutando l'inserimento di opzioni di verdure.

2) Semplificare gli ingredienti
McDonald's si impegna a semplificare e ridurre gli ingredienti dei prodotti che fanno parte dell'Happy Meal.

3) Aumentare la trasparenza sulle informazioni nutrizionali
L'azienda compie continui sforzi per soddisfare il bisogno dei clienti di accedere in maniera più immediata alle informazioni nutrizionali dei propri prodotti e si impegna affinché le informazioni che riguardano l'Happy Meal siano disponibili su tutti i siti e le app McDonald's.

4) Agire come un attore responsabile nel proprio mercato
In virtù dei nuovi obiettivi, tutti gli Happy Meal oggetto di pubblicità rivolta ai bambini soddisferanno i nuovi criteri nutrizionali e continueranno a rispettare i requisiti locali già esistenti in materia di marketing per i bambini.

L'Italia già da anni aderisce a EU Pledge, una iniziativa su base volontaria che riunisce le principali aziende nell'impegno a seguire precisi requisiti nella comunicazione rivolta ai bambini sotto i 12 anni di età. In particolare, le aziende aderenti si impegnano a non pubblicizzare su stampa, TV e web cibi e bevande rivolti ai bambini, o a pubblicizzare solo quelli che rispondono a specifici criteri nutrizionali.

5) Aumentare il consumo di cibi e bevande che contengono gruppi di alimenti raccomandati
McDonald's sa bene che la propria presenza capillare nel mondo può avere un impatto positivo; farà quindi leva su strategie di marketing innovative, tra cui l'utilizzo del packaging, le promozioni, l'utilizzo di nuove tecnologie come i totem e le app per smartphone, per aumentare il consumo di frutta, verdura, latticini magri, acqua e proteine magre. 

L'obiettivo è quello di portare queste azioni a un livello successivo, includendo una misurazione del risultato, una condivisione delle best practice e degli effetti prodotti, il tutto in maniera trasparente.

L'Happy Meal negli USA
In linea con questi obiettivi, già entro giugno 2018 il 100% delle combinazioni di Happy Meal McDonald's negli USA non supererà le 600 calorie; risponderanno ai requisiti nutrizionali previsti anche in termini di zuccheri aggiunti e grassi saturi; e rispetteranno il 78% dei requisiti che riguardano il sodio. 

Se da un lato molte delle combinazioni di Happy Meal possibili oggi negli Stati Uniti rispettano già i requisiti nutrizionali richiesti e non cambieranno, queste modifiche del menu, dall'altra parte, porteranno una riduzione complessiva delle calorie pari al 20%, degli zuccheri aggiunti pari al 50%, dei grassi saturi pari al 13% e/o di sodio pari al 17%.

Nel 2013, l'ultima volta che McDonald's USA ha apportato cambiamenti di questa portata - quando le bibite gassate furono eliminate dai cartelloni in cui si comunicano le opzioni di scelta per l'Happy Meal nei ristoranti - venne registrato un aumento del 14% di acquisti di bevande come acqua, latte o succo di frutta. A dicembre 2013 i clienti hanno scelto acqua, latte o succo nel 38% degli Happy Meal acquistati, percentuale salita fino al 52% a dicembre 2017. 

Nello stesso periodo, il numero di Happy Meal che includevano bevande zuccherate è sceso dal 62% al 48%. Per la prima volta più della metà dei clienti che hanno acquistato un Happy Meal in America hanno scelto acqua, latte o succo come bevanda.

"Dall'inizio della nostra collaborazione sapevamo che il nostro lavoro con McDonald's avrebbe potuto portare un'ampia gamma di cambiamenti alla proposta di cibi per bambini ovunque nel mondo," ha detto Dr. Howell Wechsler, CEO di Alliance for a Healthier Generation. "L'annuncio di oggi rappresenta un ulteriore avanzamento di quel percorso che avrà un impatto sulle calorie, i grassi saturi, il sodio e gli zuccheri aggiunti in tutti gli Happy Meal offerti ai bambini – e promuoverà un maggiore consumo di acqua. In questo modo alziamo gli standard, e speriamo che presto altri leader di mercato seguano questa linea."

"Da nutrizionista e da mamma posso dire che si tratta di un momento cruciale e che speriamo che i nuovi e ambiziosi obiettivi annunciati in collaborazione con Healthier Generation abbiano un impatto positivo sulle famiglie di tutto il mondo," commenta Julia Braun, MPH, Dietista e Head of Global Nutrition di McDonald's
"I nostri sforzi hanno portato grandi cambiamenti e progressi come parte del nostro impegno in questo settore, e vogliamo che per i nostri clienti diventi naturale fare scelte che possono concretamente fare la differenza."

Questi obiettivi si applicano a tutti i Paesi in cui McDonald's è presente, con la richiesta di misurare e registrare i risultati nei 20 più importanti di questi, che rappresentano l'85% delle vendite globali dell'azienda.

McDonald's lavorerà fianco a fianco con Alliance for a Healthier Generation e una terza parte indipendente per sviluppare un approccio chiaro e trasparente nella misurazione dei progressi, su base biennale. 

"Happy Meal Readers"
McDonald's sta sfruttando la sua presenza su scala globale per stimolare la passione per la lettura. Dal 2001 l'azienda e i suoi licenziatari hanno distribuito oltre 370 milioni di libri insieme all'Happy Meal. 

Il progetto "Happy Meal Readers" continuerà a crescere e entro il 2019 i nostri clienti in più di 100 Paesi potranno scegliere un libro in alternativa al giocattolo nel loro Happy Meal.
Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald
Centrale per McDonald's quando si parla di famiglie è la Fondazione Ronald McDonald, che da oltre 40 anni lavora per garantire alle famiglie di poter restare unite anche in situazioni complesse e dolorose come le malattie infantili. 

McDonald's è stato uno dei partner fondatori di questa realtà e oggi Fondazione continua a tenere le famiglie unite e vicine alle cure di cui hanno bisogno attraverso oltre 364 Case Ronald, 227 Family Room, 49 Ronald McDonald Care Mobile in oltre 64 Paesi in tutto il mondo. Solo lo scorso anno, Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald ha garantito assistenza a oltre 5,5 milioni di famiglie.

Healthier Generation
Alliance for a Healthier Generation supporta i bambini nello sviluppare abitudini e stili di vita sani, assicurando che l'ambiente che li circonda promuova la buona salute. 

Sono oltre 25 milioni i bambini che sono stati aiutati da Healthier Generation grazie al suo lavoro con le scuole, le comunità e le aziende in tutto il Paese. Per maggiori informazioni visitare HealthierGeneration.org e i relativi canali Facebook e Twitter.

McDonald's
McDonald's è leader globale nella ristorazione al dettaglio con oltre 37.000 ristoranti in oltre 100 Paesi. Circa il 90% dei ristoranti è gestito da imprenditori e imprenditrici locali indipendenti.


* I 20 Paesi sono: Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Spagna, Olanda, Italia, Polonia, Svezia, Svizzera, Russia, Hong Kong, Cina, Giappone, Taiwan e Australia.


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martedì 13 gennaio 2015

Pietro Lucchese Comunicazione Aziendale Del Futuro Dal Green Marketing Al Brand Ecologico

La Responsabilità sociale d’impresa, grandi, piccole e medie imprese, oggi, cercano di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno. Pietro Lucchese, CEO del Gruppo REM, agenzia di comunicazione specializzata nella green communication: “In una società di consumatori consapevoli, quel che conta è il progetto di senso che la marca supporta, la sua capacità di generare mondi possibili che abbiano un senso per gli individui, il prendere posizione, decidendo quali progetti di senso supportare attraverso le proprie politiche di marketing. Diventa assolutamente necessario introdurre e sviluppare i concetti di ecologia e di responsabilità sociale, etica e simbolica della marca”.
Un numero crescente di persone è sempre più attento ai risvolti ambientali delle politiche e delle attività delle imprese; i parametri di qualità e sicurezza dei prodotti e qualità della vita si innalzano, e le attese in questo campo sono crescenti.
I consumatori sono sempre più critici, più informati e più in grado di influenzare le marche e guidarne l’offerta. Raccolgono informazioni sul comportamento delle aziende e agiscono di conseguenza, premiando o punendo un’impresa per mezzo delle proprie scelte di consumo. Utilizzando il loro potere, possono orientare il mercato verso produzioni più rispettose delle condizioni di lavoro, dell’ambiente e della salute.
In un’epoca nella quale i bisogni degli individui e le coesioni fra gruppi sociali non si basano più soltanto sui bisogni di risorse materiali, bensì sul loro grado di autonomia nella definizione delle identità personali e collettive, e sul grado di legittimazione dei loro stili di vita e dei loro sistemi di valori, il movimento del consumo critico, consapevole, attento alla difesa dell’ambiente e delle risorse naturali, diventa sempre di più un criterio di valutazione delle marche.
Negli ultimi anni le marche hanno lentamente visto cadere la loro credibilità e reputazione che le aveva fatte crescere e prosperare in passato. La fedeltà alla marca è in diminuzione e anche i brand leader devono conquistarsi ogni giorno la fiducia del consumatore. In questo contesto, il tema dell’ambiente, e più in generale della sostenibilità, sta assumendo un ruolo di rilevanza strategica nelle attività delle imprese, che continuano a cercare nuove occasioni di crescita, nuovi elementi di differenziazione e nuove aree di vantaggi competitivi.
Già in una ricerca di Sda Bocconi del 2012 emergeva la cautela dei consumatori nello scegliere prodotti di imprese non corrette dal punto di vista etico: il 21% dei consumatori non acquista i loro prodotti. Dalla stessa indagine emerge, inoltre, una maggiore richiesta di notizie, da parte dei clienti, sulle attività svolte dalle imprese: per il 44% degli italiani e per il 51% dei consumatori degli Stati Uniti, le aziende dovrebbero rendere note le iniziative condotte a favore della società attraverso campagne pubblicitarie e comunicati.
“Oggi, nello scenario non ci sono più solo il mercato e il target, ma la società e i suoi problemi. Problemi di globalizzazione, di riscaldamento della terra, inquinamento, depauperamento delle risorse, cibi velenosi, insicurezza, miseria, fondamentalismi” affermaPietro Lucchese, CEO del Gruppo REM, agenzia di comunicazione specializzata nella green communication “In una società di consumatori consapevoli, le tradizionali tecniche di posizionamento, differenziazione e segmentazione del mercato potrebbero rivelarsi fallimentari. Quel che conta, al di là della materialità del prodotto e della sua apparenza e sostanza, è il progetto di senso che la marca supporta, la sua capacità di generare mondi possibili che abbiano un senso per gli individui, il prendere posizione, decidendo quali progetti di senso supportare attraverso le proprie politiche di marketing. Le qualità etiche e culturali delle imprese e delle marche diventano sempre più importanti e le imprese devono trasformarsi in una vera e propria risorsa culturale in grado di ispirare e stimolare i consumatori, di rispondere ai loro crescenti bisogni sociali e culturali. In tale contesto, diventa assolutamente necessario introdurre e sviluppare i concetti di ecologia e di responsabilità sociale, etica e simbolica della marca”.
“Il green marketing del futuro” aggiunge Lucchese “dovrebbe prevedere azioni sinergiche in scuole, mass e social media. Affidando a ciascun momento della comunicazione la sua giusta funzione e stando attenti, ancora una volta, alla moda del greenwashing, l’atteggiamento green di chi tenta di ripulire l’immagine di un brand o azienda senza sostanziali cambiamenti in termini di approccio all’ambiente. Un numero sempre maggiore di aziende si sta muovendo nella direzione del green marketing e sempre più brand diventano ecologici. La Comunicazione aziendale non è più orientata solo alle promesse di prodotto o a messaggi genericamente istituzionali, ma fortemente centrata sulle performance dell’azienda legate all’ambiente, all’impegno green nella riduzione dell’impatto ambientale, nel migliore utilizzo delle risorse, nella gestione delle emissioni e degli scarti, e così via”.

FONTE: Gruppo Rem

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