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Milano, 11 settembre 2019 – Carrefour Italia e Coldiretti annunciano l'arrivo nei punti vendita Carrefour Italia di un primo paniere di prodotti a marchio Terre d'Italia realizzato con i prodotti della Filiera Agricola Italiana che, con il label FDAI (Firmato dagli agricoltori italiani), garantiscono l'utilizzo della materia prima nazionale.
L'iniziativa è stata annunciata al Salone Carrefour 2019, alla presenza del Presidente di Carrefour Italia Gérard Lavinay e di Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti e trova il suo fondamento nella condivisione dell'obiettivo di tracciare i prodotti alimentari lungo tutta la filiera, tutelare i diritti di chi lavora lungo la filiera e di chi ne consuma i prodotti e sostenere l'identità territoriale e lo sviluppo della biodiversità.
L'accordo prevede l'arrivo sul mercato di un primo paniere di prodotti come pasta, olio, ortaggi, verdure, salumi e succhi di frutta a partire dal 2020, per rispondere alla domanda crescente dei consumatori italiani che chiedono garanzie sull'origine dei prodotti.
Carrefour Italia e Coldiretti, attraverso FDAI, con questa partnership d'eccellenza, rafforzano l'impegno a valorizzare la filiera agroalimentare italiana, tutelando l'ambiente, l'economia e l'occupazione sul territorio nazionale.
Grazie all'accordo, le specialità del vero Made in Italy troveranno spazio sugli scaffali del Gruppo Carrefour, che opera in Italia con otre 1.000 punti vendita e in 18 regioni.
Gérard Lavinay, Presidente di Carrefour Italia, dichiara: "Siamo orgogliosi di confermare ancora una volta il nostro impegno verso tutti gli attori della filiera agricola italiana e verso i nostri clienti attraverso questa partnership con Coldiretti, uno stakeholder d'eccellenza, impegnato come noi, nella valorizzazione della tracciabilità dei prodotti italiani. Sono certo che questo accordo potrà suscitare un forte apprezzamento nei consumatori, sempre più attenti alla provenienza dei prodotti e della filiera di produzione. Siamo, inoltre, convinti - conclude Lavinay - che il label FDAI rappresenterà un segno distintivo ed un valore aggiunto anche per i nostri produttori di Terre d'Italia, marchio nel quale crediamo fortemente e che già oggi valorizza la nostra identità italiana anche all'estero, rappresentando un importante veicolo per l'export di prodotti Made in Italy di qualità."
"In un Paese come l'Italia, che ha il primato europeo nella qualità e nella sicurezza alimentare, è necessario garantire una presenza sempre più capillare del prodotto 100% italiano sugli scaffali, che va sostenuta con la trasparenza dell'informazione ai consumatori sulla reale origine degli alimenti che acquistano, e attraverso la collaborazione dei protagonisti più attenti della distribuzione commerciale" ha affermato il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare anche "l'importanza dell'obiettivo fissato da Carrefour Italia di portare in futuro prodotti italiani all'estero, dove troppo spesso alimenti stranieri vengono spacciati come nazionali facendo perdere valore al vero Made in Italy".
Ad oggi Carrefour Italia, infatti, esporta oltre 570 prodotti a marchio proprio, per un totale di 180 milioni di Euro l'anno di export. Di questi, 5 milioni e mezzo di Euro sono relativi a 50 prodotti a marchio Terre d'Italia.
Milano, 11 settembre 2019 – Televisione, web ed eventi live: ecco tutte le modalità con cui sarà possibile seguire le avventure di Rexy, il mitico dinosauro mascotte di Fratelli Beretta! Il simpatico T-Rex ha in serbo tante sorprese…a partire da uno spot che lo vede protagonista insieme all'adorabile Luca Morello. I due piccoli amici si trovano ad affrontare insieme il ritorno a scuola e il momento più atteso di tutti: quello della merenda. A renderlo ancora più piacevole il nuovo Merendino Beretta, un panino al latte farcito, in quattro varianti, con cotto, salame, crudo e mortadella e accompagnato da un frullato di frutta. Lo spot andrà in onda con Cairo Editore (La7 e La7D) dall'8 al 28/09. Nella settimana dall'8 al 14, inoltre, i piccoli potranno osservare le avventure di Rexy sui canali a loro dedicati: Cartoon Network, Boing, Cartoonito, Rai Gulp, K2, Frisbee e Viacom. Una campagna a 360° che comprenderà anche il web con YouTube, Google e i canali social.
Un rientro tra i banchi quindi più piacevole per i piccoli amici di Rexy: in tutte le confezioni del Merendino Beretta ci sarà in regalo una gomma della Rexy Sport collection (la collezione é composta da 12 gomme, cioé 12 sport).
Ma non è finita qui. Rexyworld – il giocoso mondo del famoso T-Rex – sarà alla portata di tutti anche "dal vivo". Lettura, divertimento e buon cibo saranno i comuni denominatori di una domenica da passare in famiglia. Dopo il successo ad Acquaworld di Concorezzo, infatti, Rexy torna alla carica con tante idee e attività! Il 15, il 22 e il 29 settembre, infatti, i Red Bistrot Libreria di Gae Aulenti e City Life verranno "invase" dal dinosauro e dal Team Beretta, che, a partire dalle ore 13, organizzeranno un invitantissimo "Brunch Rexy Kidz Beretta", adatto a grandi e piccini. Lo spazio bimbi, infatti, verrà animato con una serie di giochi e laboratori per intrattenere i piccoli lettori…mentre i genitori potranno gustarsi comodamente un ottimo brunch anche con i prodotti Beretta!
Fondazione ISMU rende noto che, secondo gli ultimi dati della World Bank, durante il 2017, l'Italia ha ricevuto 9,8 milioni di dollari in rimesse dall'estero e – a sorpresa – ne ha inviate verso l'estero di meno: 9,3 milioni. È chiaro che non si tratti solamente di rimesse di migranti e che i dati includano anche gli italiani temporaneamente all'estero (e gli stranieri temporaneamente in Italia); è tuttavia interessante notare come dal punto di vista degli scambi monetari tramite le rimesse, per l'Italia si sia registrato un guadagno. Tale trend a vantaggio dell'Italia in realtà dura da un triennio: nel 2016 infatti furono contabilizzate in 9,5 milioni di dollari le rimesse percepite dall'Italia e in 9,2 milioni quelle inviate, nel 2015 rispettivamente in 9,6 e 9,4 milioni. Tale cambiamento è dovuto probabilmente sia a una minore disponibilità economica della popolazione immigrata a causa della crisi, sia al fatto che gli immigrati con maggiore anzianità migratoria hanno spostato il centro dei loro interessi, anche affettivi, dal Paese d'origine all'Italia, dove spendono e fanno investimenti economici. Inoltre non bisogna sottovalutare le maggiori recenti emigrazioni dall'Italia sia di italiani sia di stranieri con cittadinanza italiana, che hanno senz'altro contribuito ad aumentare il flusso di rimesse verso il territorio nazionale.
Dal 2008 al 2017 in Italia il saldo netto delle rimesse rimane comunque negativo. Ma nonostante l'inversione di tendenza degli ultimi tre anni, in cui le rimesse ricevute hanno sempre superato quelle inviate per un totale di un milione di dollari, nell'ultimo decennio il saldo netto delle rimesse per l'Italia è stato comunque negativo per 30 milioni di dollari. Infatti nei sette anni precedenti ‒ 2008-2014 ‒ le uscite dall'Italia sono state sempre superiori alle entrate, per un totale di 31 milioni di dollari. Si segnala che la maggior quantità di rimesse realizzate dagli immigrati dall'Italia verso l'estero si è registrata tra il 2008 e il 2011.
L'Italia è al 15° posto nella classifica mondiale per rimesse percepite e al 17° per quelle inviate. Sempre secondo i più recenti dati della World Bank (2017), sebbene in termini assoluti l'Italia sia al 15° posto nel mondo per rimesse percepite e al 17° per rimesse inviate, in termini relativi scende al 133° posto per incidenza delle rimesse percepite sul totale del prodotto interno lordo (0,5%), mentre è al 104° per quelle inviate. In base ai dati del 2017 all'incirca un duecentesimo del prodotto interno lordo italiano viene oggi annualmente inviato all'estero. Chi "perde" di più secondo i dati del 2017, sotto il profilo delle rimesse inviate, sono invece il Lussemburgo (il 20,3%, ovvero più di un quinto del proprio prodotto interno lordo viene inviato all'estero dai migranti) e poi i tre Paesi del golfo persico: Oman (13,9%), Emirati Arabi Uniti (11,6%) e Kuwait (11,4%).
Chi guadagna invece di più dalle rimesse – prescindendo da alcuni Paesi più piccoli – sono l'Egitto (il cui 11,6% del pil deriva dalle rimesse dei migranti), l'Ucraina (11,4%), le Filippine (10,2%) e più a distanza il Pakistan (6,8%). Mentre in termini assoluti i Paesi da cui sono partite più rimesse nel 2017 sono stati ‒ nell'ordine ‒ Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Svizzera e Germania.
La maggior parte delle rimesse che giunge in Italia arriva dagli Stati Uniti. In base alle stime della World Bank risulta che lo stato da cui partono più rimesse per l'Italia sono gli Stati Uniti, seguiti da Germania, Francia e Canada. Per quanto riguarda le rimesse in uscita dall'Italia, i dati della World Bank pongono al primo posto a sorpresa la Francia davanti alla Romania e alla Cina, a cui seguono Nigeria e Marocco.
Rimesse dall'Italia verso l'estero: nel 2017 il primato va ai nigeriani. Nel 2017, tra i 25 Paesi con maggiore numero di residenti in Italia, al primo posto per invio di rimesse dall'Italia verso l'estero si colloca la Nigeria con il valore quasi inspiegabile – se non con il sommarsi di forti flussi finanziari a quelli di pure rimesse dei migranti – di ben 478 dollari medi mensili procapite, davanti all'Egitto (219), alla Serbia (190), alla Cina e al Senegal (182 entrambi); e con in coda Macedonia (23), Albania (50), Bangladesh e Romania (54), Ucraina (61), Bulgaria (69), Russia (75) e Kosovo (94).
Oltre all'inaspettato dato attribuibile ai nigeriani – e parzialmente anche a quello relativo agli egiziani –, stupisce il basso valore relativo ai cittadini ucraini, prevalentemente donne con obiettivi migratori fortemente legati al lavoro d'assistenza domiciliare e di risparmio e rimesse verso il Paese d'origine. Sicuramente in quest'ultimo caso l'invio delle rimesse avviene tramite canali informali, o sotto forma di beni, spesso inviati tramite pullman, furgoncini o corrieri che fanno la spola tra l'Italia e il Paese d'origine. Se il dato sui nigeriani è sicuramente fortemente incrementato da transazioni economiche[1], al contrario quello ucraino è sottostimato in assenza di contabilizzazione delle rimesse di tipo informale.
[1] Allo stesso modo è comprensibile l'elevato valore (347 dollari di rimesse medie procapite al mese) attribuito all'insieme delle nazionalità minori in Italia, composte anche da cittadini di Paesi a sviluppo avanzato le cui rimesse sono in realtà probabilmente spesso redditi d'impresa o finanziari.
Milano, 9 settembre 2019
NASCE "MIRTA", LA PRIMA PIATTAFORMA ONLINE DEDICATA AGLI ARTIGIANI DELLA PELLE MADE IN ITALY
La rivoluzionaria start-up permette ai migliori pellettieri italiani di aprire le porte delle proprie botteghe da qualsiasi angolo del mondo
Uno spazio online dedicato alle migliori botteghe italiane della pelle, per dare voce a tutte le realtà ambasciatrici dello stile e dei valori che hanno fatto la fortuna del nostro Paese nel mondo. Nasce da questa idea Mirta .com, la prima piattaforma online dedicata agli artigiani della pelle Made in Italy. Con l'obiettivo di supportare gli artigiani del lusso pelle ad arrivare lontano grazie al digitale, Martina Capriotti e Ciro Di Lanno, due giovani cresciuti a stretto contatto con i makers italiani, hanno voluto trasformare la propria passione per l'Italia e l'artigianalità in un progetto al servizio dei produttori italiani, coniugando innovazione tecnologica e tradizione.
La start-up Mirta vuole aprire le porte delle botteghe artigiane italiane ai consumatori di tutto il mondo, creando un collegamento diretto tra produttore e consumatore finale, senza alcun intermediario, mettendo al centro le creazioni, il valore e la firma di ciascun artigiano. Mirta non è una semplice vetrina di prodotti come tutti gli altri e-commerce: la piattaforma consente infatti di acquistare le creazioni 100% Made in Italy e fatte a mano, ma anche di conoscere l'artigiano che crea il prodotto, la sua storia e quella della sua bottega attraverso pagine profilo dedicate con video, storie e foto. Così Mirta intende portare aprire nuovi orizzonti al servizio degli artigiani italiani, aiutandoli a conquistare nuovi mercati grazie alla digitalizzazione, l'innovazione tecnologica e le competenze dei due giovani fondatori maturate all'estero, tra gli USA, la Corea del Sud e il Giappone e messe a disposizione del loro paese d'origine.
"Stiamo già costruendo un network di artigiani che è in continua crescita: nei prossimi 3 mesi abbiamo l'obiettivo di stringere nuove partnership con pelletterie attentamente selezionate, con lo scopo di presentarne i prodotti iconici e le rispettive storie. – afferma Martina Capriotti, Co-founder di Mirta – Gli artigiani da noi scelti sono maestri di tradizione, lavorazione della pelle e qualità della manifattura. Grazie a loro andiamo alla riscoperta di tutti quei principi che hanno dato prestigio all'Italia nel mondo del lusso, puntando su artigianalità, stile e ricercatezza, valori che tutto il mondo ci invidia e che troppo spesso non vengono apprezzati all'interno del nostro Paese."
Mirta intende elevare e celebrare i migliori pellettieri italiani che da anni con la loro passione e la loro arte realizzano prodotti ed accessori raffinati e di pregio con lo stesso amore e dedizione dei maestri che li hanno preceduti, in controtendenza alla produzione di massa che prende sempre più piede in questo settore. Il materiale utilizzato nei prodotti è principalmente pelle conciata al vegetale, a cui viene riposta una grande cura durante le fasi della lavorazione, per un catalogo incentrato sulla qualità e interamente "handmade", con prodotti realizzati accuratamente a mano. Il piano di sviluppo del catalogo di Mirta è ambizioso ed audace: alle borse in pelle si affiancherà nel tempo la piccola pelletteria, prodotti realizzati in seta, gioielleria e cosi' via.
"Mirta è il primo aggregatore di artigiani italiani nel mondo del lusso – afferma Ciro Di Lanno, Co-founder di Mirta – con l'obiettivo di dare loro quella scala necessaria a competere sul mercato globale. Mirta è il partner per il marketing e la logistica, che lascia all'artigiano la possibilità di concentrarsi esclusivamente su ciò che più ama: creare il prodotto."
Il nome del progetto Mirta intende essere un omaggio all'energia ed alla vitalità. Sin dall'antichità la pianta del Mirto è accompagnata da una simbologia vitale e positiva che convinse i Romani ad abbellire i loro giardini con questo arbusto, nella convinzione che all'interno del suo tronco e dei suoi rami scorresse la gioia. Quando i soldati partivano per fondare una nuova colonia si cingevano il capo con una corona di Mirto come augurio di energia e vigore. Non a caso era la pianta prediletta dagli atleti e dai grandi guerrieri Romani.
Mirta è soprattutto amore e bellezza: secondo il mito greco Venere, la dea dell'amore, quando emerse dalla spuma del mare si nascose dietro un cespuglio di Mirto. La piattaforma è quindi un omaggio alla bellezza del Made in Italy, di cui vuole farsi ambasciatrice.
Il progetto nasce dalla lungimirante idea di Martina Capriotti e Ciro Di Lanno, due giovani che dopo essersi formati tra le fila di Boston Consulting Group, hanno voluto trasformare la propria passione e l'esperienza accumulata negli anni in una realtà al servizio del meglio dell'artigianato italiano. Martina, cresciuta a stretto contatto con il turismo, ha da sempre voluto portare il bello dell'Italia nel mondo. Specializzata in ambito luxury e fashion, dopo anni in consulenza strategica tra Milano, Seoul e Tokyo, è rientrata in Italia per far decollare insieme a Ciro il progetto Mirta. Nato in una famiglia di artigiani, Ciro si è trasferito negli Stati Uniti per un Master in Business a Stanford dove ha studiato da vicino i modelli vincenti della Silicon Valley, per poi tornare in Italia per dar vita al progetto Mirta.
Una via preferenziale verso i Paesi del Golfo, un canale privilegiato per introdurre le aziende del Made in Italy nel mercato degli Emirati Arabi. Ecco che cosa rappresenta per gli imprenditori italiani il Private Office of Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum Italy: una nuova opportunità di business. E allora non poteva esserci palcoscenico migliore di Farete, manifestazione organizzata da Confindustria Emilia che da otto anni raduna imprese e professionisti attorno a un unico tavolo per parlare di nuovi mercati da esplorare e nuove opportunità di crescita, per presentarsi al pubblico e illustrare il proprio progetto. La propria realtà. Una presentazione avvenuta in grande stile, sul Palco principale del Padiglione 16 di BolognaFiere, attraverso l'incontro "Gli Emirati amano il made in Italy: formule vincenti per business di successo", promosso dal Private Office of Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum Italy e organizzato in collaborazione con il Coordinamento territoriale degli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili dell'Emilia-Romagna (Coder), che lo scorso 12 luglio ha firmato un accordo con il Private Office per attivare un Desk di consulenza altamente specializzata.
Il primo a prendere parola durante l'incontro moderato da Giorgio Nadali, giornalista esperto di economia e intercultura mediorientale, è stato Paolo Glisenti, Commissario generale per l'Italia dell'Expo 2020 Dubai: "Abbiamo ufficializzato la collaborazione con il Private Office di Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum che garantirà la presenza del Desk EAU all'Expo 2020, così da facilitare l'efficacia dell'ingresso nel mercato mediorientale delle aziende italiane che parteciperanno all'evento. Obiettivo della partecipazione italiana a Expo 2020 Dubai è anche quello di presentare opportunità per l'attrazione di investimenti in Italia e verso le imprese italiane, soprattutto le piccole e medie imprese innovative che potranno presentarsi con noi sui mercati del Medio Oriente e della Penisola araba con le loro competenze. Gli investimenti esteri in Italia superano di poco i 320 miliardi di euro, una quota ancora troppo bassa se paragonata agli altri Paesi industriali. Expo 2020 Dubai rappresenta in questo senso una straordinaria occasione non soltanto per il Made in Italy, che cerca occasione di promozione dell'export, ma anche del Made with Italy, che mira a trovare partnership e collaborazioni. 'La bellezza che unisce le persone' sarà il tema dell'Italia all'Expo di Dubai che, lo ricordo, sarà incentrato sulla connessione degli elementi e dei saperi che generano futuro tra sviluppo sociale, economico e culturale. L'Emilia Romagna, che oggi ci ospita qui a Bologna nell'ambito di Farete, è un modello dell'integrazione tra competenze formative, educative, produttive e tecnologiche in Italia. Il nostro Padiglione sarà realizzato con il contributo di grandi, piccole e medie imprese che forniranno componenti edilizie e architettoniche, manufatti e sistemi di digitalizzazione. Prodotti innovativi ma ancora a livello sperimentale che, partecipando a Expo 2020, saranno poi brevettati. Pensiamo sia un modo per far parlare delle grandi capacità produttive che caratterizzano le imprese italiane".
IL PRIVATE OFFICE E LE AZIENDE
Ma che cosa fa esattamente il Private Office of Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum Italy per facilitare l'ingresso e lo sviluppo di aziende straniere nel mercato degli Emirati Arabi Uniti? Innanzitutto verifica, di concerto con l'imprenditore, le opportunità di costruire un business case appetibile e concreto. Poi accompagna l'impresa nella valutazione del progetto. Valutazione che viene completata dal Comitato Esecutivo del Private Office sulla base di un dossier aziendale necessario a entrambe le parti per sottoscrivere un eventuale accordo preliminare alla base del piano operativo di sviluppo del business negli Emirati Arabi.
Per rendere possibile tutto questo il Private Office si avvale di un pool di professionisti specializzati in internazionalizzazione che, basandosi su competenze specifiche, illustra alle aziende le possibilità di business e l'iter procedurale, garantendo loro l'accesso alle principali opportunità pubbliche e private e fornendo un supporto specifico di Business Development. Ed è qui che diventa determinante il ruolo di R&P Consulting, studio di consulenza aziendale con sede a Modena che dal 1979 lavora per supportare le imprese nella crescita, migliorandone le performance, la redditività e la competitività. La realtà emiliana si pone come garante e "intermediario culturale" per consentire alle parti di conoscersi e apprezzarsi in modo da rendere produttiva ed efficace la relazione professionale. Una delle sfide da vincere per fare business negli Emirati Arabi, infatti, è quella culturale: molte barriere sono date dalla mancanza di fiducia fra le parti in gioco, spesso basata su pregiudizi e su incomprensioni dovute a differenze culturali, non solo linguistiche.
L'incontro si è concluso con l'intervento di alcuni relatori tecnici che hanno illustrato i punti chiave per sviluppare il proprio business negli Emirati Arabi: Gianni Basile (Teikos - consulente aziendale), Martin De Bonis (Startupper e business developer UAE), Basma Eissa (UAE Executive Director - R&P Consulting), Marco Pelizzari (International Business Develpoment Manager - Vigilance Group) e Andrea Raimondi (The Private Office of Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum - Executive Director Italy). "Il Private Office, arrivato in Italia a gennaio 2019, ha l'obiettivo di selezionare le eccellenze italiane che sono pronte e desiderano entrare nel mercato mediorientale - ha dichiarato Raimondi -. Ma non solo: accompagna le imprese italiane nel percorso che conduce al successo negli Emirati, aiutandole nella comprensione delle differenze culturali fino alla creazione di un rapporto di fiducia con le istituzioni locali. La prima sfida è colmare il gap culturale. Bisogna avere un approccio strutturato verso il mercato emiratino: non occorre essere grandi aziende, ciò che ci rende appetibili è la distintività del prodotto, ma non basta. Non si può avere un approccio mordi e fuggi, è necessario entrare nel mercato con un piano di medio lungo termine per crescere con il mercato. Costruire relazioni di fiducia rappresenta un fattore critico di successo".
LE DICHIARAZIONI DEI RELATORI
Hisham Al Gurg (CEO Private Office of Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum Italy):
"Avere un partner forte negli Emirati Arabi aiuta le aziende straniere, e quindi anche italiane, ad accelerare lo sviluppo del business nel territorio emiratino. Gli Emirati considerano molto affidabile il Made in Italy. Aprire un dialogo con il Private Office consente a un'azienda italiana eccellente di comprendere il contesto culturale e avere successo nel processo di internazionalizzazione verso gli Emirati".
Liborio Stellino (Ambasciatore Italiano ad Abu Dhabi):
"L'ambiente economico emiratino ha mantenuto grande interesse per tutti i tipi di impresa italiani, dimostrandosi altamente resiliente. L'economia del nostro Paese ha apprezzato la capacità di riforma che ha dimostrato questo mercato, specialmente per quanto concerne la possibilità degli stranieri di mantenere fino al 100% del proprio investimento. Un fattore negativo, al contrario, sono le tensioni geo-politiche di questo territorio. Il futuro, in ogni caso, mi pare positivo: le prospettive di investimento sono rosee sia nei settori tradizionali come quello energetico, sia in settori nuovi come quello dell'innovazione tecnologica, dal bio-medicale fino alla logistica".
Palma Costi (Assessore alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma della Regione Emilia Romagna):
"L'esperienza che questa regione ha vissuto con l'Expo di Milano ha rappresentato per un territorio come il nostro, basato sull'intreccio scuola-formazione-ricerca, una grande opportunità di crescita. L'Emilia Romagna, nel 2018, ha esportato più di 63 miliardi di euro, quindi per noi le esposizioni universali rappresentano una grande occasione. E siamo la seconda regione in Italia per capacità di attrazione verso i mercati esteri. Non a caso abbiamo organizzato una missione di sistema che ha coinvolto quattro Università, imprese, associazioni di categoria e liberi professionisti per capire come partecipare all'Expo 2020, un'iniziativa che rappresenta una vetrina di sbocco non solo per i nostri prodotti. In questi anni abbiamo fatto sistema anche per aiutare le piccole-medie imprese che faticano a lavorare con il mercato estero così da favorire la loro internazionalizzazione. Il nostro tema a Expo 2020 sarà il benessere, cercheremo di essere presenti coprendo tutti gli spazi che ci verranno assegnati. Di certo saremo presenti con le Fiere di Bologna e di Parma".
Mirko Degli Esposti (Prorettore Vicario dell'Università di Bologna):
"Siamo tra le prime Università internazionali d'Europa, Bologna è la prima in assoluto. La nostra capacità di fare incontrare culture diverse non è una novità per questa città, per questa regione".
Gianpaolo Bruno (Direttore a Dubai della Italian Trade Agency):
"La nostra è un'agenzia specializzata nel fornire elementi informativi per orientarsi nei nuovi mercati, quale può essere quello degli Emirati Arabi. Vogliamo ridurre le barriere esistenti tra l'Italia e il Medio Oriente arabo. E per farlo abbiamo allestito 30 iniziative per un investimento complessivo di 3 milioni di euro che si svilupperà nell'arco dei sei mesi dell'Expo 2020".
Donatella Vitanza (Coordinatrice sezione internazionale del Coordinamento degli Ordini territoriali dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili dell'Emilia Romagna CODER):
"Abbiamo istituito delle commissioni di studio che coinvolgono imprenditori, liberi professionisti e istituzioni per fare formazione e favorire l'internazionalizzazione. Interloquire in modo univoco con la Regione Emilia-Romagna è un passo importante per riuscire a crescere sul fronte del mercato estero. E in questo senso l'Expo 2020 rappresenta una grandissima opportunità per tutti, imprese e professionisti".
IL PROGETTO "CODER DESK EAU"
L'accordo per la nascita del Coder Desk EAU è stato firmato il 12 luglio 2019 da Alessandro Bonazzi, Presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna e Presidente pro tempore Coordinamento territoriale degli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili dell'Emilia-Romagna (Coder) e Andrea Raimondi, partner di R&P Consulting ed Executive Director di Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum Private Office Italy Srl.
Il Coder Desk EAU mira a diventare un punto di riferimento per le aziende e i professionisti interessati a conoscere le opportunità del mercato degli Emirati Arabi Uniti e più in generale dei Paesi del Golfo. Tramite il Coder Desk EAU, imprese, Istituzioni e associazioni potranno usufruire di una consulenza altamente specializzata per individuare i fattori di successo per il mercato degli Emirati Arabi Uniti.
Da un lato, infatti, gli imprenditori interessati conteranno sull'appoggio del Private Office of Sheikh Saeed Bin Ahmed Al Maktoum Italy, realtà che fa riferimento a uno dei rami della famiglia reale di Dubai e opera attivamente per facilitare l'ingresso e lo sviluppo di aziende straniere nel mercato degli Emirati Arabi Uniti, offrendo loro relazioni di eccellenza oltre che una gestione efficace delle differenze culturali. Dall'altro lato Coder si impegnerà a segnalare al Private Office i professionisti iscritti all'Albo con interesse ai processi di internazionalizzazione e ad attivare un flusso di informazioni costante sul sito web degli Ordini aderenti attraverso un interscambio di notizie con il Private Office che, a sua volta, parteciperà a convegni di presentazione del progetto Coder Desk EAU e fornirà attività formativa a favore dei professionisti iscritti all'Albo.
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Roma, 2 settembre 2019 - Il brand Wind torna in TV con una nuova campagna dedicata alla Super Fibra.
Il 'detective' Rosario Fiorello, determinato e instancabile, è sulle tracce di un 'fuggitivo molto astuto', Fabio Rovazzi, a cui dà la caccia da mesi. Grazie al super Wi-Fi di Wind e all'insistenza di una 'bambina indomita', Fiorello riuscirà finalmente a trovare Rovazzi.
Al centro della comunicazione, la nuova offerta Super Fibra a 25,99 euro al mese con il 'Super Wi-Fi' a casa e 100 Giga in mobilità per la famiglia, per essere sempre 'super connessi' sia in casa che fuori, in linea con il posizionamento di Wind come 'scelta solida' per le famiglie.
Il nuovo spot Wind è programmato, nei formati da 30 e 20 secondi, sulle maggiori reti TV nazionali ed è disponibile sul canale Youtube di Wind.
Credits
Regia: Senegal
Casa di produzione: Alto Verbano
La musica è We Are Family delle Sister Sledge
Il gruppo Vodafone sarà l'Official Communication Partner di Porsche Motorsport al debutto del produttore automobilistico nell'ABB FIA Formula E Championship 2019/2020.
La Formula E è la prima serie automobilistica internazionale di vetture monoposto completamente elettriche, in cui le auto corrono a una velocità di oltre 200 km / h – a emissioni zero – lungo le strade di 12 grandi città, in quattro continenti.
A partire dal debutto del team, nel mese di novembre 2019, il marchio Vodafone sarà visibile sulle prime auto da corsa completamente elettriche della storia di Porsche e sulle divise dei suoi piloti.
La nuova sponsorizzazione quinquennale di Vodafone per il Porsche Formula E Works Programme comprende inoltre la fornitura di attrezzature di comunicazione e supporto tecnico.
Ahmed Essam, Chief Commercial Officer di Vodafone Group, ha dichiarato: "Esiste un naturale allineamento di Vodafone con la Formula E, uno sport di nuova generazione e di alta tecnologia che fa appello a un pubblico vasto e in continua crescita, e che ha a cuore il pianeta. Abbiamo un rapporto molto positivo con Porsche e insieme cercheremo di superare i confini della tecnologia dei veicoli".
Fritz Enzinger, vicepresidente Porsche Motorsport, ha dichiarato: "Vodafone è un partner di lunga data di Porsche Motorsport e ci sta aiutando a sviluppare la tecnologia dei veicoli, sia da corsa che da strada. Sappiamo che Vodafone crede fermamente nella missione innovativa della Formula E e siamo entusiasti di averli al nostro fianco mentre Porsche Motorsport entra in questa nuova categoria di corse".
Oltre alla partnership in Formula E, nel prossimo futuro ci sarà una collaborazione tra Porsche Motorsport e Vodafone anche nel mondo degli eSports.
Formula E: sviluppo di nuove tecnologie per promuovere la mobilità elettrica
La Formula E è stata creata nel 2014 per sviluppare e promuovere concetti di mobilità elettrica in tutto il mondo. La Formula E è attualmente l'ambiente più competitivo per promuovere lo sviluppo di auto ad alte prestazioni in termini di eco-compatibilità, efficienza, consumo energetico e sostenibilità.
Partecipare alla Formula E consente alle case automobilistiche e ai fornitori di tecnologia, come Porsche e Vodafone, di testare e sviluppare tecnologie road-relevant nelle strade della città, fungendo così da catalizzatore per perfezionare il design dei veicoli elettrici e migliorare l'esperienza di guida degli automobilisti di vettura da strada nella vita di tutti i giorni.
Vodafone Business ha già una lunga storia di sviluppo tecnologico con il Gruppo Volkswagen, casa madre di Porsche, che è uno dei suoi maggiori clienti global. In più Vodafone è uno dei partner del programma FAST (Future Automotive Supply Tracks) del Gruppo Volkswagen, un piccolo gruppo impegnato nella ricerca e sviluppo nei settori automotive e trasporti.
Porsche è stato il primo cliente di auto connesse di Vodafone e le aziende hanno lavorato insieme negli ultimi anni per aggiungere una serie di funzionalità ai modelli di fascia alta, tra cui: blocco e sblocco tramite app per telefono cellulare; localizzazione del veicolo come servizio antifurto; manutenzione preventiva proattiva attraverso il monitoraggio delle funzioni della vettura come carburante, pressione dell'olio e pressione dei pneumatici.
La sponsorizzazione del Porsche Formula E Team da parte di Vodafone si basa anche su una proficua partnership di sei anni tra i due brands nelle gare di vetture prototipo, che ha portato a tre vittorie complessive nella 24 ore di Le Mans e tre titoli mondiali nei campionati del mondo Endurance.
Vodafone
Il Gruppo Vodafone è uno dei maggiori gruppi di telecomunicazioni al mondo, leader in connettività, convergenza e Internet of Things. Il Gruppo opera nel mercato della rete mobile in 24 paesi, è presente con accordi di partnership in altri 42 ed è attivo in 18 mercati con i propri servizi di rete fissa. Al 30 giugno 2019, il Gruppo Vodafone conta 640 milioni di clienti di rete mobile, 21 milioni di rete fissa e 14 milioni di clienti TV.
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