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mercoledì 18 novembre 2015

Infanzia, Italia: Save the Children,1 bambino su 20 non può permettersi due paia di scarpe l’anno e un pasto proteico al giorno; documenta il 6° Atlante dell’Infanzia “Bambini Senza”

1 bambino su 6 non può permettersi attività extra-scolastiche; tempo pieno a scuola per 3 alunni su 10; migliaia di minori vittime dell'illegalità e decine di migliaia i giovani in fuga dal Sud al Nord, documenta il 6° Atlante dell'Infanzia "Bambini senza". 

Oltre 4.500 bambini nei 13 Punti Luce di Save the Children e apertura il 20/11 di 3 nuovi Punti Luce a Milano, Napoli, Sassari. 

Al via il Movimento delle ragazze e dei ragazzi per Save the Children "per cambiare le cose"

Deprivati di una vita dignitosa e delle opportunità per sviluppare i propri talenti, anche a causa della crescente illegalità di cui sono vittime dirette e indirette. è la condizione sperimentata da centinaia di migliaia di minori in Italia, documenta il 6° Atlante dell'Infanzia (a rischio) "Bambini senza. Origini e coordinate delle povertà minorili", di Save the Children - l'organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini e difenderne i diritti.

200 pagine di analisi e dati geolocalizzati in 62 originali mappe, l'Atlante è a cura di Giulio Cederna, corredato dalle foto di Riccardo Venturi ed è disponibile anche online, con una piattaforma multimediale interattiva (www.atlante.savethechildren.it  #bambinisenza).

Viene diffuso oggi, a Roma, alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso e alla vigilia della Giornata Mondiale dell'Infanzia (20 novembre p.v.), nell'ambito della campagna "Illuminiamo il Futuro", avviata da Save the Children con l'obiettivo di debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030.

Come racconta la mappa dei bambini senza, nel nostro paese circa 1 bambino su 20 non può contare su due paia di scarpe l'anno (di cui almeno uno utilizzabile in ogni stagione)e non riceve un pasto proteico al giorno. Quasi 1 su 10 vive in famiglie che non possono permettersi di invitare a casa i suoi amici, festeggiare il suo compleanno, comprargli  abiti nuovi, libri non scolastici, mandarlo in gita con la sua classe. 1 su 6 non ha la possibilità di frequentare corsi extrascolastici (musica, sport, ecc),  quasi 1 su 3 di trascorrere almeno una settimana di vacanza lontano da casa.

Solo 3 bambini su 10
, che frequentano la scuola primaria, hanno il tempo pieno a scuola e nel 40% degli istituti scolastici principali non c'è il servizio mensa[1].

Migliaia di minori pagano un prezzo altissimo all'illegalità e corruzione che pervade i territori in cui vivono: almeno 85 i bambini e adolescenti incolpevoli uccisi dalle mafie  dal 1896 ad oggi  - come racconta la prima mappa realizzata in base ai dati forniti dall'associazione Libera - e molti di più coloro che hanno assistito all'uccisione di familiari, ritrovatisi orfani o adescati e arruolati giovanissimi nelle file della criminalità organizzata. 546.000 gli under 18 – il 5,4% della popolazione 0-17 anni – nati e cresciuti in uno dei 153 comuni sciolti per mafia negli ultimi 17 anni (mappa dei Minori senza Consigli e Nascere nella Locride), soprattutto al Sud ma anche al Centro e Nord Italia.

Una deprivazione di possibilità, stimoli e opportunità che si riflette anche nelle scarse performance scolastiche: 1 alunno  di quindici anni su 4 non raggiunge il livello minimo di competenze in matematica e 1 su 5  in lettura (mappa sul deficit di competenze).


Sono poi oltre 500.000  i giovani (15-29 anni) che, negli anni, hanno deciso di trasferirsi al Nord per trovare lavoro e condizioni di vita migliori. Per la gran parte laureati (mappa Se ti laurei ti cancelli).

E tra le numerose ferite che affliggono l'infanzia in Italia, l'Atlante documenta il clima di violenza nel quale crescono troppi bambini, che segna il loro rapporto con la città e il quartiere, la relazione con i coetanei (per i fenomeni di bullismo e di discriminazione), la vita in casa: si stimano in circa 400 mila i minori vittime di violenza assistita dentro le pareti domestiche. Non possiamo infine non ricordare la condizione dei minori stranieri che arrivano in Italia da soli (nell'ultimo anno più di 11 mila - mappa Arrivati via mare) che, dopo un viaggio spesso drammatico, anche in Europa sono a rischio di cadere in circuiti criminali di sfruttamento, se non si attiva una adeguata rete di protezione.

"La sesta edizione dell'Atlante documenta le deprivazioni più gravi che colpiscono i bambini  in Italia, portando alla luce l'impatto devastante dell'illegalità nelle loro vite", spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. "Le mafie e i fenomeni corruttivi esercitano una violenza diretta e indiretta sui minori. Possono causarne la morte ma anche bloccare il loro sano sviluppo coinvolgendoli precocemente in attività criminose e allontanandoli da scuola. Distorcono le economie e il mercato del lavoro, rendendoli accessibili solo a chi accetta le logiche dell'illegalità.  Sperperano i soldi pubblici anziché impiegarli in servizi sociali, spazi pubblici e scuole", spiega ancora Valerio Neri.
"Illegalità e  povertà educativa si alimentano a vicenda", sottolinea Raffaela Milano Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia. Vivere in un ambiente deprivato dal punto di vista sociale ed educativo per un bambino significa non avere l'opportunità di scoprire le proprie capacità e i propri talenti e non poter costruire liberamente il proprio futuro. E' questo che intendiamo quando parliamo di povertà educativa, una piaga drammatica nel nostro paese."

Per questo, nell'ambito della campagna "Illuminiamo il Futuro" - che ha l'obiettivo di debellare la povertà educativa entro il 2030 - , Save the Children ha aperto in 8 regioni 13 Punti Luce e altri 3 saranno inaugurati il 20 novembre a Milano-Quarto Oggiaro, in collaborazione con Acli Lombardia[2], a Napoli-Chiaiano, in collaborazione con l' A.P.S. Coordinamento Genitori Democratici Napoli[3], a Sassari-Latte Dolce, in collaborazione con l'UISP, Comitato Provinciale di Sassari[4].


Si tratta di centri socio-educativi in aree urbane svantaggiate che, con l'aiuto di associazioni partner, danno la possibilità a bambini e adolescenti di sviluppare il loro potenziale, grazie ad attività ricreative, sportive, espressive e di sostegno allo studio. Sono più di 4.500 i  minorenni che li frequentano o vi sono entrati in contatto in un solo anno, dall'avvio delle attività.

"I Punti Luce così come altri coraggiosi progetti a cui diamo voce nell'Atlante, dimostrano che c'è un'alternativa alla povertà e all'illegalità e che un cambiamento è possibile", aggiunge Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children. "è cruciale pertanto che il governo confermi il suo impegno in questa direzione approvando le misure di contrasto alla povertà minorile per la prima volta inserite nella legge di stabilità, che introduce anche, in via sperimentale, un fondo triennale finalizzato espressamente a contrastare la povertà educativa", spiega.

Bambini senza Stato: le povertà minorili e le briciole della spesa sociale per l'infanzia
L'incidenza della povertà assoluta nelle famiglie con almeno un minore è triplicata tra il 2005 e il 2014, passando dal 2,8% all'8,5%, per un totale di oltre 1 milione di bambini colpiti, racconta l'infografica. Nel Mezzogiorno la povertà assoluta è più estesa – pari al 9,3% contro l'8,3% di famiglie povere assolute al Nord – e riguarda soprattutto famiglie italiane a differenza della povertà al Nord, in crescita nell'ultimo anno, alla quale contribuisce in gran parte il fenomeno migratorio.


A fronte di ciò, in presenza di forti difficoltà economiche, colpisce l'esiguità delle risorse stanziate per l'infanzia: la spesa sociale nell'area famiglia e minori è molto più bassa della media europea, con 313 euro pro-capite, a fronte di 506 euro in media in Europa e dei 952 euro pro-capite della Germania. Se poi si considera l'investimento nei servizi erogati dai comuni, emergono allarmanti differenze, come racconta la mappa su I baratri della spesa sociale: si va dai 242 euro pro-capite di spesa per l'area famiglia e minori in Trentino ai 20 euro pro-capite della Calabria, a fronte di una media nazionale di 113 euro[5]. A livello provinciale, colpiscono le disparità tra i 393 euro pro-capite di Trieste e i 350 di Bologna[6] e gli 8 euro a testa di Vibo Valentia, i 18 di Crotone, i 20 di Cosenza e Avellino.

Rimandati in istruzione
La fotografia del sistema scuola presenta molte criticità, a partire dalla penuria del tempo pieno (si veda mappa Alla ricerca del tempo pieno),  garantito, in media, solo nel 31,6% delle classi della scuola primaria (ma in Molise, Sicilia, Campania, Abruzzo e Puglia si scende sotto il 20%), e nel 20% di quelle della scuola secondaria di primo grado, dove peraltro in molti casi le attività pomeridiane sono a pagamento. "A macchia di leopardo" anche la presenza del servizio di mensa scolastica, un bene raro soprattutto negli istituti principali delle regioni del Mezzogiorno - Sicilia (49%), Campania (51%) e Puglia (53%).

Un cambiamento possibile
 

"Le carenze dell'offerta educativa emerse dall'Atlante mostrano come il nostro paese abbia creduto in questi anni troppo poco al ruolo strategico della formazione ma è dallo sviluppo del <capitale umano>> che bisogna partire per dare un futuro a milioni di bambini e strapparli alla violenza e arroganza criminale", commenta Valerio Neri.

"Con la legge di stabilità per la prima volta, seppure con un budget ancora non adeguato, il tema della povertà minorile entra nell'agenda di governo e è di particolare rilievo la costituzione di un fondo ad hoc sulla povertà educativa", aggiunge Raffaela Milano. "Speriamo che si garantisca, alla prova dei fatti, un vero rigore nella attuazione di queste misure, con adeguati strumenti di monitoraggio e valutazione di impatto. Occorre mobilitare su obiettivi comuni il grande patrimonio educativo che comunque fortunatamente c'è nel nostro paese. Allo stesso tempo, occorre dare spazio e fiducia ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze, affinché possano essere non i fruitori, ma i protagonisti di questo impegno", conclude.


E un importante segnale positivo proprio su questo fronte viene oggi dal lancio del Movimento delle ragazze e dei ragazzi per Save the Children, che vogliono essere attori e voce del cambiamento. In particolare, attraverso la campagna virale "o sottovoce o SottoSopra",  online da oggi, il gruppo di giovanissimi - già attivi in nove città italiane - invita i coetanei a prendere coscienza di ciò che non va nei loro territori e ad impegnarsi in prima persona per cambiare le cose.




[1]Per istituzioni scolastiche principali si intendono gruppi di scuole, quali Istituti Comprensivi (Primaria e Secondaria di I Grado) ed Istituti di Istruzione Superiore (Secondari di Secondo Grado) (MIUR, 2014).
[2] presso Spazio Agorà, in piazza Capuana, Milano.
[3] all'interno dello spazio Polifunzionale I.C. Giovanni XXIII Aliotta, sito a Napoli in via Nuova Toscanella 235.
[4] in Via Martin Luther King, Sassari.
[5] Fonte: Istat, Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei comuni, 2012.
[6] Fonte: ibidem, 2011.



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lunedì 9 novembre 2015

Al via The Anniversary Artwork Exhibition: l’iniziativa charity di How to Spend It e Save the Children con le grandi aziende del lusso impegnate a favore del talento dei giovani

Per festeggiare il primo anno di pubblicazione, il magazine del Sole 24 Ore How to Spend it compie un viaggio nel meglio delle capacità produttive e artigianali - dalla moda al design, dalla tecnologia all'alta gioielleria - con un obiettivo charity: sostenere Save the Children, l'organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, e il progetto "Illuminiamo il futuro" con i suoi Punti Luce.

Un Paese come l'Italia, che su bellezza e qualità della vita fonda la sua fortuna internazionale, ha uno dei tassi di dispersione scolastica più alti d'Europa (il 15 per cento), un ragazzo su quattro è sotto il livello minimo di competenze in matematica e 1 su 5 non supera il livello minimo in lettura. 

I 13 Punti Luce che Save the Children ha aperto finora nelle aree più deprivate del paese, dove maggiore è il tasso di povertà educativa, sono centri in cui i bambini possono apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti e aspirazioni: l'obiettivo di The Anniversary Artwork Exhibition di How to Spend It è di aiutare l'organizzazione ad aprirne il maggior numero possibile.

Ne è nata una vera e propria gara di solidarietà fra le maggiori aziende del lusso italiane e internazionali. Ciascuna ha aderito all'iniziativa dedicando quello che più e meglio sa fare: tempo e lavoro, know-how e manifattura, realizzando un'opera originale e fatta a mano, in un solo esemplare. Gli artwork verranno presentati, per la prima volta, la sera del 10 novembre, nel suggestivo spazio della "nuvola" del Mudec, il nuovo Museo delle Culture di Milano

Una mostra che propone il meglio delle capacità produttive e artigianali attraverso la realizzazione di vere opere d'arte collettive, ideate, realizzate e donate appositamente per essere battute in un'asta on line curata dalla piattaforma CharityStars e aperta a tutti per un mese, i cui proventi saranno interamente devoluti a Save the Children. 

Anche Sandro Chia, artista toscano fra i più noti e quotati nel mondo e protagonista della copertina di novembre di How to Spend It, ha voluto sostenere l'Anniversary Artwork Exhibition del magazine del Sole 24 Ore con un'opera realizzata appositamente, "Il dono", che sarà oggetto di un'asta dedicata a cura di Christie's.

"Ci sono progetti che nascono da uno slancio del cuore. Ma poi, per prendere forma, hanno bisogno di persone, forze e lavoro, che gli diano concretezza. The Artwork Anniversary è un progetto reso possibile da un grande gruppo editoriale, dalla lungimiranza e il sostegno di una struttura che, proprio mentre festeggia 150 anni di storia, ha scelto di celebrare, con un'operazione inedita e interamente charity, la sua ultima creatura nata, How to Spend it e il suo primo compleanno. 

Il grande entusiasmo con cui i brand del lusso hanno aderito al progetto, creando un artwork unico, fatto a mano, che reinterpreta la copertina del magazine con tessuti, metalli preziosi, pietre, è stato un vero regalo di ottimismo e di forza. E' la prova che il talento e le belle storie d'impresa possono davvero 'illuminare il futuro' dei giovani e dell'Italia.

 Se riusciremo con Save the Children e i Punti Luce a sostenere il talento di tanti bambini, il merito è di tutte quelle persone che hanno investito tempo, creatività, energia e tanto lavoro per accompagnarli e mandare un messaggio di speranza", ha commentato Nicoletta Polla Mattiot, Direttore di How to Spend it.

"L'iniziativa di How to Spend It è particolarmente significativa perché mette in relazione due mondi, quello del lusso e quello di tanti bambini per i quali è un lusso riuscire a fare cose normali, come coltivare un talento", ha rilevato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children

"Questo progetto crea un ponte, affinché alla generosità di alcune tra le aziende più rilevanti del panorama italiano e un artista internazionale, corrisponda la speranza di un futuro migliore per centinaia di ragazzi che potranno frequentare i nostri Punti Luce. Il tutto grazie all'idea innovativa di How to Spend It, che siamo lieti di avere al nostro fianco".

Dall'11 novembre e sino al 15 dicembre si accende la luce su: www.charitystars.com/howtospendit

CharityStars è la prima piattaforma digitale che mette all'incanto oggetti, esperienze e incontri esclusivi con personaggi famosi e aziende, devolvendo in beneficenza i proventi raccolti. Un'idea di finanziamento del terzo settore unica nel suo genere, che a 24 mesi dal lancio ha già raccolto 2 milioni di euro a favore di 250 organizzazioni non profit, grazie al coinvolgimento di oltre 300 celebrities e 250 aziende. Unendo una piattaforma tecnologica funzionale alla velocità del web, CharityStars vuole essere un facilitatore di relazioni, andando a chiudere un triangolo virtuoso che unisce idealmente il mondo delle imprese, quello dei vip e le onp.


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lunedì 2 novembre 2015

Save the Children: un video virale e la campagna #‎VorreiEssereRicordatoPer per promuovere i lasciti testamentari

Decine di migliaia di bambini aiutati in Italia e nel mondo anche grazie a coloro che hanno scelto di fare un dono a Save the Children nel proprio testamento

La pagina di un social su cui scorrono le immagini del profilo di Marco Ferrari con le sue foto da piccolo, quelle da ragazzo, poi quelle della fidanzata e le immancabili immagini del matrimonio, quindi della nascita del figlio Andrea, di lui che cresce, delle vacanze tutti insieme. Ed ecco la foto più recente di Marco, ancora un bello sguardo, capelli brizzolati, gli occhiali e un post del figlio Andrea: "Ci mancherai papà".

Ma la "pagina" non finisce così:  ancora immagini - stavolta in movimento -  di bambini di un lontano villaggio che corrono sorridenti e l'ultimo post di un operatore dal campo: "Tutto questo è stato possibile grazie a te".

E' commovente il video di Save the Children - realizzato da Publicis Italia - "L'ultima cosa che fai è la prima per cui sarai ricordato" - da oggi online, sul valore di un lascito testamentario. 

Un prodotto frutto di una bella avventura creativa: gli autori del concept  - Simone Di Laus e Giovanni Greco, creativi di Publicis Italia - con questo video hanno infatti preso parte alla sezione italiana del concorso per creativi "I Giovani Leoni di Cannes 2015", arrivando secondi nella divisione "film".

"Il video racconta in modo fresco, emozionante e innovativo una tematica delicata e ancora poco approfondita, che è quella del lascito testamentario", spiega Filippo Ungaro Direttore Comunicazione Save the Children. 

"Nel video emerge forte il valore della famiglia e il senso della vita che si tramanda di padre in figlio. Il lascito testamentario è questo: un passaggio di amore e generosità da un individuo ad altri, con benefici per chi lo compie, il cui valore sopravvivrà alla sua morte, e per chi lo riceve: decine di migliaia di bambini che grazie a questo gesto vedranno migliorare le loro condizioni di vita. Nel 2014, con i fondi raccolti attraverso i lasciti, sono stati aiutati molti bambini e adolescenti e realizzati, in particolare, progetti di educazione e nutrizione in Tigray, regione dell'Etiopia caratterizzata da una situazione di insicurezza alimentare cronica", prosegue Filippo Ungaro.

Fare un lascito a Save the Children
Fare un lascito è semplice: nello scrivere le proprie volontà è possibile ricordare le persone che più amiamo e allo stesso tempo destinare a Save the Children un bene mobile o immobile, somme di denaro, titoli o fondi di investimento, una polizza vita o l'intero patrimonio.


"Grande o piccolo che sia, questo dono potrà dare speranza ai bambini più vulnerabili e chi lo farà <<rinascerà>> in aule di scuola, acqua pulita, vaccini e cure mediche che noi garantiremo con il nostro lavoro", spiega ancora Filippo Ungaro.

Più giovani e più altruisti
Secondo recenti ricerche, la disponibilità a fare un lascito solidale è presente anche tra i più giovani: oltre 1/4  di under 35enni si dichiara altruista e ha già deciso di fare un lascito nel futuro[1]; più della metà  è curioso, aperto e interessato a donare agli altri attraverso le ultime volontà.


In generale, negli ultimi 10 anni, si registra una crescita del 10% del numero di italiani che inseriscono un lascito nelle loro ultime volontà, con una prevalenza di donne (60%)[2].

La campagna teaser di Save the Children per i lasciti
Il video di Save the Children, da oggi online, è stato preceduto, nei giorni scorsi, da una campagna teaser sui social media dell'organizzazione, con dei post e hastag basati sulla domanda "Per che cosa vuoi essere ricordato?" 


#VorreiEssereRicordatoPer. Oltre agli spunti di risposta, forniti dalla stessa organizzazione per stimolare in modo leggero il pubblico dei social a dire la sua (per esempio "Fonzie ricordato per il suo hey", "Pavarotti per il suo Vincerooò", "Battisti per Le bionde trecce e gli occhi azzurri"), molte le risposte postate, sia serie che spiritose: "per l'amore che ho dato", si legge sulla pagina Facebook di Save the Children, "per la mia disponibilità verso gli altri", "per la mia torta di arancia".

E da oggi ci sarà un ulteriore post di Save the Children di lancio del video con la domanda: E se fossi ricordato per una buona azione?  

Il video "L'ultima cosa che fai è la prima per cui sarai ricordato" è condivisibile al link: https://youtu.be/QQXMTAHWNsQ





[1] La fonte è un'indagine DOXA realizzata per il Comitato Testamento Solidale nel 2015.
[2] Il dato è il risultato di un sondaggio su un campione di 700 notai del Comitato Testamento Solidale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato.





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sabato 17 ottobre 2015

La Serie A con Save the Children: Allegri, Garcia, Mancini, Mihajlovic, Pioli, Sousa, Insigne e Quagliarella testimonial della campagna Every One contro la mortalità infantile

Sabato 17 e Domenica 18 ottobre 2015, in occasione dell'8a giornata, torna sui campi della Serie A TIM l'iniziativa "Un calcio alla mortalità infantile" in collaborazione con Lega Serie A, FIGC e A.I.A., nell'ambito della campagna di raccolta fondi di Save the Children Italia Every One.

Ogni anno nel mondo, 5,9 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono per cause banali e curabili: 1 milione di loro perde la vita nelle prime 24 ore, 16.000 ogni giorno. Dal 2000 ad oggi, anche grazie agli interventi di Save the Children - la più importante organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini e a promuovere i loro diritti -  è stato dimezzato il numero di morti infantili  per cause prevenibili, come diarrea o polmonite: 50 milioni di vite sono state salvate, ma ancora molto resta da fare.
Per questo il mondo del calcio scende in campo compatto con l'iniziativa "Un calcio alla mortalità infantile" invitando tutti i tifosi e simpatizzanti a sostenere Save the Children con una semplice donazione attraverso un SMS al 45505.
I primi sono stati i giocatori della Nazionale, il 13 ottobre, nella partita di qualificazione ai Campionati Europei 2016, Italia-Norvegia.
Il 18 ottobre, nell'ottava giornata di campionato, con anticipi e postici, saranno tutte le squadre della Serie A Tim, arbitri compresi, a schierarsi con Save the Children contro la mortalità infantile.
Protagonisti della campagna di comunicazione sono gli allenatori Allegri, Garcia, Mancini, Mihajlovic, Pioli, Sousa insieme ai calciatori Lorenzo Insigne e Fabio Quagliarella.
Con loro, come sempre, l' ACF Fiorentina, che dal 2010 è partner di Save the Children e ne porta il logo  sulle maglie, e sostiene un importante progetto di salute materno-infantile e nutrizione in Etiopia.
Save the Children – Every One
Dai un calcio alla mortalità infantile. Salva la vita a un bambino. Dona adesso al 45505
SMS 45505
#savethechildren 
Come donare
Dall' 8 ottobre al 1° novembre è possibile donare tramite il numero 45505:
  • 2 euro per ciascun  sms inviato dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali
  • 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta dallo  stesso numero da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali.
Save the Children Italia
Save the Children è la più importante organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti, subito e ovunque, con coraggio, passione, efficacia e competenza. Oggi opera in 119 paesi con una rete di 30 organizzazioni nazionali e una struttura internazionale (Save the Children International).

Il profilo ufficiale di Save the Children Italia è www.facebook.com/savethechildrenitalia
Il canale ufficiale di Save the Children Italia è www.youtube.com/savethechildrenIT

@SaveChildrenIt
#savethechildren
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