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mercoledì 15 luglio 2009

Orto-mania: gli italiani come la First Lady Michelle Obama E per conservare gli alimenti ci sono i vasi Quattro Stagioni

I contenitori in vetro di Bormioli Rocco uniscono la sicurezza e l'igienicità del vetro con le tecniche del moderno sottovuoto. Presentati in un kit con copri-capsula, in tessuto e nastrini coordinati, questi contenitori in vetro possono diventare anche un'originale idea-regalo completa di guida alla conservazione e ricette.

La decisione di Michelle Obama di coltivare un orto biologico alla Casa Bianca ha fatto il giro del mondo e seguendo il suo esempio
migliaia di americani stanno riscoprendo il piacere di preparare marmellate e conserve fatte in casa. In Italia l'abitudine di confezionare salse e sughi è tradizione sempre più vitale, proprio come dimostrano gli ultimi dati Istat secondo cui il 37% degli abitanti della Penisola passa il proprio tempo libero tra piantine e terriccio, specialmente in estate.

Per mantenere la genuinità dei cibi Bormioli Rocco propone i vasi e la capsule Quattro Stagioni che uniscono i pregi della conservazione tradizionale alla sicurezza del moderno sottovuoto.

Quest'anno l'azienda ha realizzato un kit composto da graziosi copri capsula e nastrini coordinati da abbinare ai vasi in vetro. Insieme possono diventare anche un'originale idea-regalo. L'offerta è completata da una guida con utili consigli su come conservare i cibi e tante ricette fantasiose per divertirsi dietro i fornelli.

Da oltre trent'anni questi contenitori in vetro per alimenti sono sinonimo di qualità. La perfetta unione di vaso e capsula garantisce una chiusura ermetica e sottovuoto ideale per conservare la bontà dei cibi. Appositamente studiata per offrire maggiore maneggevolezza, la capsula è alta sui bordi e bordata in mastice. Un elegante decoro in rilevo impreziosisce i contenitori in vetro. Spessi e resistenti i Vasi Quattro Stagioni sono prodotti dall'esperienza e il know how di Bormioli Rocco.

Per maggiori informazioni, su questi e gli altri prodotti della Divisione Casa, fra cui bicchieri in vetro e accessori per la tavola, visita il sito http://www.bormioliroccocasa.com

Contatti:
Layoutweb, Layout Advertisng Group
Pubblic Relation Department
Simona Bonati
e-mail: bonati@layoutweb.it
http://www.layoutweb.it

Il nuovo sistema di verniciatura a spruzzo progettato da Le Sas supera brillantemente il ”test” della galleria di Moena

Le Sas ha progettato e realizzato un innovativo sistema di verniciatura a spruzzo per gallerie, che riduce l'impatto ambientale e garantisce standard di produttività molto elevati.

Impiegato con successo a Moena, per portare a termine i lavori della circonvallazione, il sistema è dotato di un meccanismo di allineamento automatico degli ugelli vernicianti e può essere installato su un mezzo in movimento.

L'idea nasce da Claudio Cerati, titolare dell'azienda che da più di trent'anni si occupa di gestione dei fluidi: dalla progettazione di soluzioni all'avanguardia, alla vendita, al noleggio di macchine per lavorazioni edili e industriali.
Con il suo staff Cerati ha ideato un impianto di trasferimento, filtrazione e applicazione di pitture che è mobile e consente di utilizzare dodici pistoni che operano a 280 atmosfere.

Fino ad ora le pompe di verniciatura airless erano usate solo staticamente. Inoltre, l'impiego di pistoni a una pressione molto elevata rispetto ad altre situazioni analoghe permette di ottenere un duplice obiettivo: diminuire i tempi di lavoro e ridurre la dispersione nell'ambiente dei prodotti.

Con un camion attrezzato è possibile verniciare 7.500 metri quadrati in un'ora, vale a dire la superficie di un campo da calcio regolamentare coperta in 60 minuti. Inoltre, questo sistema ottimizza e riduce al minimo il tempo necessario per il lavaggio, la pulizia e la manutenzione. Infine, la spruzzatura di vernice senza aria ad altissima velocità e il posizionamento automatico delle pistole fanno sì che la vernice aderisca alla superficie e si elimini l'effetto di polverizzazione residua, dannoso per gli operatori e inquinante per l'ambiente.

Riccardo Franceschetti, sindaco di Moena, commenta: “Il livello tecnologico dell'intervento rientra pienamente nei parametri che hanno consentito a Moena di ottenere la registrazione Emas, il sistema
europeo di certificazione che attesta l'alta qualità dell'ambiente. Moena è all'avanguardia in questo settore e il nostro impegno è di affidare i lavori ad aziende che oltre al risparmio economico ci consentano di mantenere questi livelli”.

Per vedere all'opera il sistema di Lessa nella galleria della nuova tangenziale guarda il video sul sito di http://www.lesas.it . Inoltre sul sito è possibile trovare informazioni sugli altri prodotti dell'azienda fra cui idropulitrici, pistole a spruzzo, traccialinee. Di seguito al comunicato una scheda tecnica sul funzionamento del sistema.

Contatti:
Layoutweb, Layout Advertsing Group
Public Relation Department
Simona Bonati
E-mail: bonati@layoutweb.it
http://www.layoutweb.it


Il Funzionamento del sistema

Il camion è dotato di una cisterna da 5000 litri di vernice e di una serie di apparecchiature automatiche. Il prodotto verniciante, prelevato dalla cisterna, viene compresso dalla pompa di spruzzatura e inviato fino a 280 atmosfere a tutti gli apparati distributivi quali tubi, collettori, filtri, pistole
ed ugelli di nebulizzazione per essere così applicato perfettamente alla superficie senza il ritorno della classica nebbia di vernice tipica delle applicazioni a spruzzo tradizionali.

Gli automatismi

Automatismo di posizionamento del “braccio” idraulico di spruzzatura a mezzo di un lettore laser computerizzato:
−estensione telescopica laterale e superiore atta a coprire la posizione ideale di spruzzatura.
−ribaltamento verso il retrotreno, nella posizione per le manutenzioni.

Automatismo di regolazione della distanza

Automatismo d’apertura delle pistole. Le pistole sono dotate d’automatismi autonomi comandate da una apposita centralina pneumatica, attivabile da cabina di guida del camion

Dati

Velocità di applicazione minima garantita 3Km/h
Ampiezza della superficie verniciata al passaggio 2,50 mt

martedì 14 luglio 2009

Consorzio Ecolamp: è Gandino (Bg) il Comune Riciclone di lampade esauste

Ecolamp premia la raccolta delle sorgenti luminose ai Comuni Ricicloni

14 luglio 2009. Nel corso della cerimonia tenutasi oggi a Roma, anche quest'anno oltre mille Comuni hanno ricevuto da Legambiente l'attestato di "Comuni Ricicloni" per aver raggiunto e superato gli obiettivi di raccolta differenziata, dimostrando esperienze sempre più mature ed orientate ad una gestione integrata dei rifiuti.

Per il terzo anno consecutivo Ecolamp, Consorzio per il Recupero e lo Smaltimento di Apparecchiature di Illuminazione, partecipa alla giuria del premio assegnando lo speciale riconoscimento di Comune Riciclone di sorgenti luminose all'Amministrazione Comunale che ha realizzato il miglior risultato nella raccolta delle lampade esauste.

Quest'anno il "trofeo Ecolamp" è stato consegnato al Comune di Gandino (Bg) che ha raccolto un totale di 1.370 kg di sorgenti luminose a fine vita. Un risultato lodevole per le caratteristiche peculiari di questi rifiuti: a motivo della loro leggerezza e fragilità, e per la componente di pericolosità data dal mercurio in esse contenuto, richiedono particolare attenzione da parte di chi le raccoglie e le custodisce, per evitare che un prodotto moderno e che fa risparmiare energia non si trasformi a fine vita in un potenziale pericolo per l'uomo e per l'ambiente.
Il Comune di Gandino, 5.720 abitanti, situato nella provincia di Bergamo ha realizzato una raccolta procapite di 0,24 kg di lampade. La provincia di Bergamo, già premiata l'anno scorso per la raccolta delle sorgenti luminose esauste con il Comune di Calusco D'Adda, si conferma, dunque, un'area particolarmente attenta alle problematiche di salvaguardia ambientale.

"Il "trofeo Ecolamp" rappresenta per il Consorzio un segnale di attenzione e di riconoscimento verso i Comuni che dimostrano una profonda sensibilità per questa tematica" afferma Fabrizio D'Amico, Direttore Generale di Ecolamp. "Nella gestione dei RAEE di categoria R5 - sorgenti luminose esauste - le Amministrazioni Comunali costituiscono infatti i catalizzatori fondamentali affinché la differenziazione di questi rifiuti diventi un comportamento abituale come avviene per la raccolta di carta, plastica, pile, ... ed è per questo che vogliamo sostenere e premiare le più virtuose."


"La nostra piattaforma ecologica raccoglie più di 12 tipologie di rifiuto urbano differenziato, oltre ai numerosi prodotti della categoria RAEE recuperati dai grandi Consorzi autorizzati" afferma Gustavo Maccari, Sindaco della cittadina. "Ringrazio il Consorzio Ecolamp per l'ambito riconoscimento, che premia la cittadinanza tutta e la campagna informativa promossa dall'Amministrazione."

lunedì 13 luglio 2009

PRODEA AI MONDIALI DI NUOTO DI ROMA

Prodea SpA  vince il bando di gara relativo alla progettazione e realizzazione delle Sport Production dei Mondiali di Nuoto che si terranno a Roma dal 17 luglio al 2 agosto (www.roma09.it).

 

Si tratta dell'evento più importante, dopo le Olimpiadi di Pechino, per quanto riguarda le discipline natatorie. Vi parteciperanno atleti da tutto il mondo, all’evento sono attese più di mezzo milione di persone tra Foro Italico e Lido di Ostia.

 

Un impegno importante per Prodea SpA ed una conferma sulla capacità di progettare e gestire eventi complessi di taratura internazionale, soprattutto in ambito sportivo.

Un altro successo e una importante conferma dopo l’Universiade di Torino 2007.

 

Tra i punti di forza del progetto di Prodea  c’è quello di trasformare le attività di Sport Production per i Campionati Mondiali di Nuoto di Roma 09 in un vero e proprio evento pluralista, partecipativo e collettivo, dove ogni spettatore diventa protagonista dell'evento nelle locations di gara grazie all'uso di video in motion graphics, musiche selezionate, animazione e cheerleaders.

 

Le Sport Production di Prodea coinvolgeranno il pubblico e gli atleti creando la giusta atmosfera e spettacolarizzando l’evento che avrà visibilità mondiale.

 

 

Prodea SpA è un’agenzia di Eventi e Promozioni nata nel 1996.

L’agenzia, che  ha 3 sedi in Italia Torino, Milano, Roma, è partner del Gruppo Moltiplica, e nel 2008 ha sviluppato in fatturato di circa 13 Mil di Euro.

Prodea SpA lavora con: Birra Ceres, Telecom Italia, Samsung, Gruppo Fiat, Poste Italiane, Martini&Rossi, Mercedes Benz, Deborah Italia, Adidas, Tupperware, Mc Arthur Glen Designer Outlet, Kia Motors, Regione Piemonte, Lindt, Hp, Sanyo, Subaru, Total, Match Point.

 

Per informazioni

PRODEA SPA
Paolo Cucco

011 347 03 38

 

DIAVOLO DI UN MISTERO


domenica 12 luglio 2009



Il Male, Leopardi e lo Scorpione
Astrologia, il Diavolo svela oltre 25000 anni di Storia del Male

Ci sono una serie di donne nella vita di un uomo, ma si ama sempre una sola donna, probabilmente la propria madre, e poi la si cerca, tra alterne fortune, in altre anime ed in altri corpi, sotto cieli e in tempi diversi. Infatti è stata mia madre, abituale lettrice di libri seri di astrologia, la causa diretta ed indiretta del mio interesse nell’argomento in quanto lei stessa era appassionata, insieme alla musica e alla poesia, sin da ragazza. .. e io la amo per questo. In seguito nel corso degli anni il suo ricordo è stato lo stimolo a farmi una collezione di libri di astrologia. Ma non sono certo un credente, non è un atto di fede, solo una buona abitudine rispetto a tante altre che lo sono meno. Sono sicuro che nelle stelle non si devono cercare relazioni con la religione, l’ astronomia e la fisica, ma solo con la matematica e la musica.
Jung diceva che non può essere provata. Ma funziona, e che comunque ha un fascino unico. Quante volte nel corso della storia gli uomini hanno visto, in fasi alterne, qualcosa di diabolico o divino nell’Astrologia. Perché questo? E’ solo un modo di affrontare problema del Bene e del Male. Sul bene c’è poco da dilungarsi, perché ciò che è bene è bene. Il Diavolo invece, come in musica, c’è anche in astrologia, e si cela nascosto nel Segno dello Scorpione, l’VIII casa, il pianeta Marte, Plutone e Saturno, a cui si contrappone il segno del Toro, Venere, la Luna e la II casa. Concetto di una semplicità che ha dell’incredibile, il bene è nella Natura, nella donna e nell’amore, il Male è nella guerra, nelle catastrofi, nell’odio, nella distruzione. . Più semplice di così…
In realtà il Diavolo è anche un’invenzione letteraria. Per Giosuè Carducci: in un articolo del 28 dicembre 1869 su “Il Popolo” espresse il suo concetto del demonio:

“Il mio Satana è una specie di ebreo errante che per panteistica trasformazione passa di fenomeno in fenomeno, di mito in mito, di uomo in uomo. E così segue da molti secoli. Se una forma propria volessi dargli, lo rappresenterei giovin di verde e immortale gioventù, come gli dèi della Grecia, ma severo e mesto a un tempo nella sua raggiante bellezza. Con la spada nell’una mano e nell’altra una fiaccola, egli salirebbe di monte in monte guardando all’alto. Excelsior è il suo motto, come quello dell’ignoto peregrino americano del Longfellow. E nella immaginazione mia, egli non può sostare che sulla cupola di Michelangelo, in vetta al San Pietro. Quando egli sarà colassù, noi suoi fedeli sotterreremo finalmente Geova. Perocché cotesto vecchietto Dio è vivace: altri si è affaticato finora a seppellirlo, ed egli fa mostra di rassegnarsi; ma a un tratto scoverchia la tomba e salta fuori. Ma noi lo sotterreremo profondo, più profondo che i cretesi non facessero con Giove, perocché gli accatesteremo a dosso la -grave mora - del cattolicesimo romano. Questo è l’officio degli italiani”.
Nel suo Inno a Satana, composto nel 1869, Carducci declama: “A te disfrenasi / il verso ardito, / te invoco, Satana, / Re del convito. / Via l’aspersorio, / Prete, e il tuo metro! / No, prete, Satana / non torna indietro! / (...)”. Il diavolo di Carducci, ad ogni modo, simboleggia la trasgressione, il rifiuto della morale corrente, l’anticlericalismo, lo scetticismo e altro ancora.

Per Baudelaire, poeta maledetto, (1821-1867), del demonio, nelle Litanie di Satana, scrive: “Tu, tra gli angeli tutti il più bello e dotato, / Dio tradito dal caso e di lodi privato, / o Satana, pietà del mio lungo patire! / Principe dell’esilio, stretto da ingiusta sorte, / e che ti risollevi, vinto, sempre più forte, / o Satana, pietà del mio lungo patire! / (...)”. Nella Preghiera così declama: “Sia gloria e lode a te, Satana, nel più alto / dei cieli dove un tempo regnasti e nel profondo Inferno / dove in silenzio, vinto, sogni! / Possa la mia anima un giorno riposarti accanto / sotto l’albero della scienza nell’ora che i suoi rami / si intrecciano, tempo novello, più su della tua fronte”(C. Baudelaire, I fiori del male, in Poesie e prose, Milano 1977).

Anche Crowley scrisse un Inno a Lucifero: “Hymn to Lucifer”, (vedi “The Equinox”in francese, che ovviamente deriva dalla lirica di Baudelaire.
Satana e Lucifero sono stati evocati da un’ampia letteratura. De Sade affermò che “Tutto è male, tutto è opera di Satana”. William Blake (1757-1827), nel “Matrimonio del Cielo e dell’Inferno” (1790), esaltò la ribellione dell’uomo contro Dio. In Milton (1608-1674) il fascino del personaggio di Satana nel Paradiso perduto viene apprezzato per le sue qualità ed diventa una figura positiva, un oggetto di culto – anche se solo letterarioIl poeta inglese Byron (1788-1824), in Manfredi (1817) e Caino (1821), descrive il fratricida come una sorta di super uomo. La lista è ancora molto lunga. Questi e tanti altri letterati ebbero molto a cuore gli aspetti selvaggi, oscuri e luciferini della vita. Pochi sanno che anche Giacomo Leopardi (1798-1837) fu un cantore di Satana; anticipò pure Baudelaire e, a parere di Papini, egli è “nella letteratura italiana, l’unica testimonianza di una teoria teologica del male assoluto, cioè del diavolo”
Leopardi, nel suo canto ad Arimane, che è il diavolo nella religione dei persiani, dice: “Re delle cose autor del mondo, arcana / malvagità, sommo potere e somma intelligenza, / eterno dator dei mali e reggitor del moto”. Non sfuggono neppure le diverse affinità tra Leopardi e De Sade. La conoscenza, anche non approfondita delle loro opere, pone subito in luce, scrive Mario Andrea Rigoni, alcune indicative analogie e cioè “che la convinzione della nullità dell’uomo nell’universo e, per conseguenza, la denuncia dell’insensato orgoglio antropocentrico, la visione di una natura indifferente e crudele nei confronti delle proprie creature, l’idea della divorante infinità del <> ecc. sono temi assolutamente comuni”
Nello Zibaldone Leopardi scrive, nelle pagine redatte in data 19-22 Aprile 1826: “Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l’esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell’universo è il male; l’ordine e lo stato, le leggi, l’andamento naturale dell’universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male” (Zib., 4174). Il poeta vede la vita come la manifestazione dell’essenza del male.

Giacomo Leopardi nacque a Recanati, una piccola città di provincia dell’entroterra marchigiano il 29 giugno 1798 alle 18, Sole in Cancro congiunto Saturno in VI casa (la salute) Luna e Ascendente in Capricorno, nel Medio Cielo campeggia Nettuno in Scorpione. Nella sua Logica degli Astri, con il Segno dello Scorpione come punto più alto delle energie planetarie, tutto è male. Ma solo al livello letterario. Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi, Conte Leopardi, aveva un bel Giove e Venere in Toro in V casa, siamo convinti che abbia vissuto una vita agiata del nullafacente nel lusso e nel benessere di una famiglia agiata. La natura tende sempre a riequilibrare, avendogli levato bellezza salute longevità ottimismo ed amore, gli ha sicuramente concesso tante altre cose, tra cui l’intelligenza poetica.
Per Leopardi comunque l’infinito, la stessa divinità sono il nulla: “In somma il principio delle cose, e il Dio stesso, è il nulla” e scrive ancora: “Pare che solamente quello che non esiste, la negazione dell’essere, il niente, possa essere senza limiti, e che l’infinito venga in sostanza a esser lo stesso che il nulla. Pare soprattutto che l’individualità dell’esistenza importi naturalmente una qualsivoglia circoscrizione, di modo che l’infinito non ammetta individualità e questi due termini sieno contraddittorii; quindi non si possa supporre un ente individuo che non abbia limiti”

Diavolo di una donna e PSICOLOGIA DEL PROFONDO
Oggi viviamo ancora una conflittualità estrema tra il desiderio, l’ansia e la paura del rapporto uomo-donna, donna-uomo, e una solitudine insopportabile, sola via di scampo allo stress metropolitano e ai pericoli, che si celano nell’oscurità di una società disumanizzata. L’uomo e la donna vivono la tragedia della perdita della loro umanità isolandosi, sempre di più, in paradigmi di teoremi senza soluzione. La famiglia tende alla polverizzazione e la coppia, intesa come istituzione, si sfalda lungo il percorso.
Sulla donna, tra l’altro, pesa una lunga catena di secoli d’oppressione. Le Sacre Scritture sanciscono la sua inferiorità come persona e affermano in molti testi la mentalità patriarcale e sostanzialmente antifemminista di tutto il mondo orientale. “Nella vita sociale (ma anche in quella familiare la donna israelita è in genere una sottomessa: prima delle nozze è subordinata al padre, dopo il matrimonio chiama il marito suo bà al, cioè padrone...”(). La donna è stata sempre vista come inferiore all’uomo, quasi creatura malefica o, al meglio, di scarto o mal riuscita.
Figura di secondaria importanza, bestia o oggetto più che persona, così era considerata dalla Legge di Israele, a tal punto che l’Esodo sentenziava: “Non desidererai la casa del tuo prossimo, non desidererai la donna del tuo prossimo, il suo schiavo, la sua schiava, il suo bue, il suo asino e tutto ciò che è del tuo prossimo”. La donna è, dunque, trattata da essere inferiore, bestia o, addirittura, cosa. San Tommaso affermò che: “La donna, sottomessa all’uomo come suo capo, non ha il diritto di sottrarsi alla sua autorità”. Per Tertulliano la donna era la “porta dell’inferno” e Clemente d’Alessandria ammoniva: “Ogni donna dovrebbe essere oppressa dalla vergogna al solo pensiero di essere donna”.
Nel medioevo “streghe ed eretici furono il capro espiatorio di una umanità irrequieta e instabile... gli uomini si accanivano contro la realtà dell’incubo per dimenticare l’incubo della realtà. In fondo quella fu un’epoca con forti coloriture misogine. Si coglie, di quei secoli inquieti, un messaggio: “La donna è un pericolo... La donna riscoperta dall’amor cortese è il simbolo dell’instabilità, della vana curiosità, della sensualità, del disordine. La donna, che si ribella alle norme e alle consuetudini, che cessa di essere donna angelicata, a vantaggio di una sessualità troppo libera, fece paura all’uomo, che scaricò sulla figura femminile pulsioni distorte di attrazione e repulsione, amore e odio, attrazione e repulsione-timore e, finalmente, un antifemminismo esacerbato e infarcito di un misticismo malato.
Oggi siamo progrediti ma la società umana si è solo in parte liberata dai vincoli delle idee ereditate dalle ore selvagge, speriamo che l’uomo e la donna non si calunnieranno più a vicenda, non si tormenteranno come nemici, non avveleneranno il loro cuore per il possesso e la gioia di vivere, con la ignoranza dei valori liberi della loro coscienza.

FREUD
“Solo il rapporto con il figlio dà alla madre una soddisfazione illimitata...”. Assolutamente antifemminista Freud riduce la donna ad uno scherzo della natura, sottomessa in tutto e per tutto all’uomo, detentore del potere fallico. Nei Tre saggi sulla teoria della sessualità il medico sottolinea la “natura maschile” della libido. La dottrina pansessualistica e fallocratica di Sigmund Freud ignorava una sessualità femminile.
Ignorava, ancora, il fondatore della psicoanalisi che la donna non è un uomo che è stato evirato, ella è il complemento dell’uomo. Anche sul piano fisico c’è una situazione analoga, perché fisicamente ciascun sesso sembra essere il complemento dell’altro. E’ da osservare, ancora, che “come nel mondo visibile, cioè il mondo esteriore delle umane imperfezioni, così in ognuno di noi il corpo lunare fa la parte della femmina - ricettacolo di tutte le impressioni e di tutte le sensibilità che ci colpiscono, ci tormentano, ci conturbano, e viceversa nella donna. L’istinto sessuale è, principalmente, il desiderio di fusione col polo sessuale opposto (un tentativo di “coniuncto oppositorum” proiettata all’esterno), e solo in parte l’urgenza di ridurre una tensione.
Il rapporto sessuale tra due persone è un linguaggio per comunicare cose, che non si possono dire altrimenti.Il linguaggio dell’amore, metafisico, è l’unico linguaggio che vale la pensa di imparare. Ecco che una carezza, un abbraccio, lo stesso rapporto sessuale, assumono un’importanza straordinaria. E’ stato detto, del resto, che ogni tragedia, in ultima analisi, non è altro che un fallimento della comunicazione. La sessualità, in fondo, è un atto di comunicazione, pieno di significato, in una relazione umana profondamente complessa. In questo contesto la donna non può più essere considerata un aborto di uomo o un oggetto, ella è uguale e complementare all’uomo. Per cui il Segno delllo Scorpione, maestro della sessualità, sarà anche il Diavolo, ma va affrontato.

SIMBOLISMO E REALTA’ DELLO SCORPIONE
“L’autunno e la sua pioggia soffiano sulle terre oscure: grandi e senza scampo le solitudini della morte si allacciano”
A. R. Holst“Ormai tu non sei più, o materia vivente!”(Charles Baudelaire, quattro pianeti in casa 8, settore analogico dello Scorpione)

Il ciclo di esteriorizzazione è finito: dopo il regno della luce viene quello delle tenebre.Tutto il simbolismo dello Scorpione si ritrova in questa immagine: l’attenuazione della materialità. Dopo il suo viaggio nel mondo esterno per perfezionare la sua evoluzione, l’uomo deve affrontare la sua notte interiore. Secondo il mito dei Sumeri, il sole entrava in autunno nel regno degli inferi, le cui porte erano custodite da uomini Scorpioni, la cui testa raggiungeva la base del cielo mentre il torace reggeva gli inferi. Plutone (in greco Hades), ultimo pianeta scoperto, si è aggiunto a Marte come signore dello Scorpione. L’attribuzione di Plutone allo Scorpione sembra coerente: nella mitologia Plutone era infatti il dio degli inferi. Aveva ottenuto questo titolo quando, assieme ai suoi fratelli Giove e Nettuno, si era giocato la spartizione del mondo. Nel suo regno sotterraneo, lo sfortunato giocatore soffriva di solitudine: così prese Persefone, figlia di Demetra, la dea delle messi, per ferne la sua sposa. Mosso dalle lagnanze di Demetra, Giove dispose che Persefone avrebbe passato la metà dell’anno con la madre sulla terra e l’altra metà nella oscura dimora dello sposo. Ritroviamo qui il simbolisimo del ciclo stagionale fra la vita terrestre, rappresentata da Demetra, e la vita sotterranea rappresentata da Plutone, l’alternanza del giorno e della notte, della vita e della morte. Etimologicamente, Hades viene dal greco Haito: il bruciare, il tramutarsi col fuoco. In tutti i miti collegati al segno dello Scorpione predomina l’idea della trasformazione. L’animale raffigurato nel simbolo, quando è prigioniero di un cerchio di fuoco, pianta il proprio aculeo nel suo corpo e si dà la morte. Non si tratta di un suicidio ma di un riflesso che corrisponde a un massimo di eccitazione.
“Io sono il serpente Sata che sta nelle parti più lontane della terra. Io muoio, io mi rinnovo e io ritorno giovane ogni giorno”
(Libro dei morti)


Per comprendere il valore del segno Scorpione bisogna però tenere conto di un aspetto meno palese ma altrettanto importante: quello della rinascita, dell’elevazione spirituale. In questo senso il simbolo dello Scorpione rappresenta la trasformazione, come passaggio da uno stato ad uno superiore. Pe rla religione egiziana, la giornata terrena dell’uomo corrisponde al viaggio del defunto nel mondo dell’oltre tomba. Durante quest’ultimo viaggio egli risponderà degli atti commessi durante la sua vita, davanti al tribunale di Dio, e dovrà affrontare alcune prove iniziatiche al fine d’acquistare il diritto di sedere tra gli eletti. Nel cammino, egli sarà assalito da mostri spaventosi e pronti a divorarlo, impedendogli così l’accesso alla luce. Il sacerdote che gli serve da guida lo esorta con queste parole:”La verità uscirà dal tuo cervello e s’imporrà con la forza. Non temere nulla, non spaventarti, sappi che la personificazione sta nel tuo intelletto perchè esso è la divinità tutelare; da che l’avrai riconosciuta sarai liberato” Se il defunto riesce a dominare la sua istintiva paura, dominerà anche i mostri che raffigurano il suo dubbio interiore. In questo caso sarà degno della reincarnazione. Le parole che seguon gli sono indirizzate:”Tu sei simile a Dio, e sei stato generato in vista della trasformazione. Sorgi, avanza e contempla le cose che sono in te e nella matrice eterna”. Questo frammento del libro dei morti egiziano ci conduce ad un’altra conclusione che concerne la possibilità di evoluzione dello Scorpione: è al prezzo di una presa di coscienza, confrontandosi con se stesso, (i mostri sono l’immagine del confronto fra il conscio e l’inconscio) che lo Scorpione può accedere alla “luce della realtà, alla lucidità”. “Io corro e avanzo a grandi passi nella mia forza spirituale fatta di qualità nascoste, e le mie trasformazioni sono quelle di Horus, il dio dalle due facce” dice il defunto che ha vinto le ombre. Nella mitologia greco-latina, una leggenda che riguarda lo Scorpione sembra particolarmente significativa. Si tratta del mito d’Orione e dello Scorpione di bronzo. Orione era irriducibile cacciatore ed aveva grande fama. Nessun animale gli sfuggiva: giorno e notte egli inseguiva la cacciagione attraverso boschi e pianure. La sua intelligenza non uguagliava però la sua destrezza. Egli era un primitivo dedito a soddisfare i suoi bisogni più elementari. Durante una caccia egli incontrò un giorno la dea Artemide (Dea Venusiana, che regge il segno del Toro) ne fu affascinato: senza rendersi conto della gravità del suo atto, egli si gettò su di lei strappandole il velo. Corrucciati per questo sacrilegio, gli dei fecero uscire dalla montagna uno scorpione dai dardi di bronzo. Spaventato, Orione tentò di fuggire, ma fu raggiunto dall’aculeo del mostruoso animale e morì. La leggenda rappresenta simbolicamente il destino di ci, per imprudenza, suscita la collera dello Scorpione senza essere in grado di affrontarla. Per aver voluto troppo presto strappare il velo della conoscenza, egli soccombe. L’autodistruzione è un “leitmotiv” del tipo Scorpione al suo stadio primitivo. La leggenda ci propone una soluzione consolatoria: Artemide, presa da pietà, trasporta nei cieli Orione e lo Scorpione, ove essi figurano come brillanti stelle.

sabato 11 luglio 2009

PHISICAL CONDITIONS

Donato Piccolo è un'artista che in pochissimi anni si è fatto un nome nel mondo dell'arte: presentando ed esponendo via via personalisime opere-macchinari ovvero delle protosculture concettuali contemporanea.
Un gusto personalissimo ed allo stesso tempo invincibile, raffinato dove l'unico fine, non è tanto quello di dover per forza piacere, od essere apprezzati, ma quanto creare opere che nei loro movimenti nelle loro rese anche imprevedibili, lascino i fruitori quasi estasiati o increduli di quello che hanno appena visto ed udito. Ovvero opere d'arte costituite. pensate, ealizzate per toccare l'inconscio di ciascuno, magari in una sensazione piacevole o no di un suono emesso dalle opere di Donato Piccolo.
Senza dubbio questo artista crea opere contemporanee che rispecchiano maggiormente correnti artistiche d'oltroceano, qui in Europa l'artista spesso e volentieri è ancora troppo ancorato al dato pittura e se proprio spazia si inerpica in ardite istallazioni.
Donato Piccolo già presente alla 52°Biennale Venezia, si pone oggi con un suo nuovo oggetto d'arte che si chiama "Hurricane" e che farà parte di una piccola mostra collettiva presso la Wood Street Galleries a Pittsburgh(Pennsylvania) U.S.A, daltitolo "Physical Conditions" dal 17 luglio-25 settembre 2009 assieme ad altri tre artisti ovvero: Henrik Menn, Marnix de Nijs ed Edwin van de Heide.
Senz'altro una mostra da vedere, da non perdere, ache perchè proprio a Pittsburgh si terrà a settembre il prossimo G8.

Dott.ssa Valeria s.Lmbardi

venerdì 10 luglio 2009

Grand Hotel Terme Astro: la meta dell'estate 2009

Coachsurfing, housesitting, roadsharing e hotel spa: idee e proposte per le prossime vacanze fra relax, sport, buona cucina e un occhio al portafoglio.

Si moltiplicano i sistemi per andare in vacanza senza spendere cifre folli: c'è chi punta sul coachsurfing e salta da un divano all'atro messo a disposizione da privati che amano avere ospiti; c'è chi prova l'house sitting e, in cambio dell'alloggio in ville da sogno quando i proprietari sono assenti, innaffia il giardino o cura gli animali domestici. Torna in auge anche il vecchio autostop, che oggi si chiama roadsharing e sfrutta sia la strada che il web.

Una villa a Miami, un passaggio in auto a Berlino, tutto o quasi è possibile, basta avere un po' di pazienza e scovare sul web gli indirizzi giusti, come quello del Grand Hotel Terme Astro.

Situato sulle colline di Tabiano, è il punto di partenza ideale per escursioni in bicicletta oppure a piedi, visite nelle città d'arte emiliane, alle rocche e ai castelli della zona senza dimenticare mercatini e golose tappe enogastronomiche per assaggiare il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, il Parmigiano e molto altro ancora.

Tante anche le possibilità di fare sport e vita all'aria aperta: golf, equitazione, trekking sulle colline dell'Appennino oppure sperimentare la navigazione sul Po, senza contare il solarium e la piscina.

Per i più piccoli c'è il club Asterland, il servizio di animazione dell'hotel che dalle 9 alle 19 organizza giochi, visite guidate, laboratori creativi insieme ad animatori professionali. Anche il pranzo e la cena sono uno spasso al RistoAster, grazie ai menu appositamente studiati e presentati in modo simpatico.

Dulcis in fundo la Beauty Farm Alhamabra, il centro benessere inserito nel complesso dell'hotel che invita a rilassarsi e a ritrovare una nuova armonia grazie a massaggi, l'hammam e trattamenti specifici per coccolare il corpo e la mente, come la vasca dei suoni sommersi dove genitori e figli possono entrare insieme per sperimentare gli effetti benefici dell'acqua tiepida, dell'alternarsi delle luci e della musica sulla fantasia e la creatività.

Per maggiori informazioni sui servizi e le offerte del Grand Hotel Terme Astro, visita il sito http://www.grandhoteltermeastro.it

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