CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Cerca nel blog

mercoledì 18 dicembre 2013

Kilometro solidale- un aiuto concreto per contrastare la povertà in Italia

KILOMETRO SOLIDALE – UN AIUTO CONCRETO

PER CONTRASTARE LA POVERTA' IN ITALIA

Pall-Ex Italia, network di trasporti e logistica, ha realizzato un progetto di beneficenza

in favore delle persone sotto lo stato di necessità di Milano e di Roma

 

Kilometro solidale, l'operazione di beneficenza sostenuta dal network di trasporti espressi Pall-Ex Italia e patrocinata dalla Provincia di Milano, si è conclusa con la distribuzione mensile dei pacchi-viveri alle famiglie bisognose di Milano di Fondazione Progetto Arca onlus e con un incontro di presentazione di tutte le tappe dell'iniziativa.

 

L'ultimo rapporto Istat registra che, nel 2012, un italiano su tre è a rischio povertà o esclusione sociale. È proprio in favore di questa fascia di popolazione, quella più colpita dalla crisi, che si è rivolto Kilometro solidale realizzando una donazione di generi di prima necessità alle persone bisognose di Milano e di Roma, attraverso Fondazione Progetto Arca onlus e la Comunità di Sant'Egidio.

 

I concessionari del network Pall-Ex, distribuiti su tutto il territorio nazionale, sono stati il vero motore propulsore dell'iniziativa andando a coinvolgere le aziende che si avvalgono dei loro servizi di trasporto e movimentando i pallet di prodotti alimentari e per la casa in maniera completamente gratuita.

 

Alessandro Zanni e Leonardo Ghiraldini, giocatori della Nazionale italiana di rugby e testimonial d'eccezione di Kilometro solidale, hanno contribuito alla consegna casa per casa dei pacchi con i prodotti donati dalle tante aziende clienti di Pall-Ex che hanno aderito al progetto. Ogni pacco conteneva pasta, passata di pomodoro, pane a fette, pane carasau dalla Sardegna, olio, miele, biscotti e un panettone per regalare anche un augurio di buone Feste.

Al termine della consegna dei pacchi-viveri, i rappresentanti delle diverse istituzioni coinvolte hanno presenziato all'incontro di presentazione di Kilometro solidale. Melissa Alberti, AD di Pall-Ex Italia, ha sottolineato come in un periodo di tempo molto breve il network sia riuscito a passare dall'idea all'azione coinvolgendo molti concessionari e ben 20 aziende da tutta Italia nel progetto. "Siamo orgogliosi dell'ottimo risultato ottenuto con Kilometro solidale e siamo grati al grande lavoro di squadra svolto dai nostri concessionari e alla disponibilità delle aziende" ha spiegato la responsabile del network –"Questo progetto di solidarietà ci ha portato a confrontarci con realtà molto diverse da quelle con cui siamo abituati a lavorare, permettendoci di toccare con mano i risultati concreti della nostra iniziativa".

 

Alberto Sinigallia, Presidente di Fondazione Progetto Arca onlus, e Ulderico Maggi, Direttore della Comunità di Sant'Egidio a Milano, hanno illustrato come progetti come questo aprano un mondo che non siamo abituati a vedere, quello delle persone cosiddette "invisibili" in parte perché si nascondono in parte perché siamo noi a non volerle vedere. Il dono e la gratuità, cifre dell'iniziativa promossa da Pall-Ex Italia, rappresentano un segnale importante inserendosi nel processo di costruzione di reti intorno ai poveri portato avanti dai due enti no profit.

Il network Pall-Ex, artefice dell'iniziativa benefica, ringrazia tutti coloro che hanno dato il proprio contributo per la realizzazione della donazione e si augura che questo sia solo l'inizio di un percorso che possa diventare un appuntamento annuale con la solidarietà.

 

Per maggiori informazioni: http://www.trasportisupallet.it/blog/

Sito Pall-Ex Italia: www.pallex.it

Facebook Pall-Ex Italia: www.facebook.it/pallexitalia

 


martedì 17 dicembre 2013

Cina, Amnesty: i campi della rieducazione attraverso il lavoro saranno sostituiti da un altro sistema repressivo?


In un documento reso pubblico oggi, Amnesty International ha dichiarato che l'abolizione del sistema della rieducazione attraverso il lavoro rischia di essere una modifica di facciata, poiche' le autorita' cinesi stanno gia' mettendo in opera altre forme di persecuzione.

Secondo Amnesty International, mentre i campi della rieducazione attraverso il lavoro vengono chiusi, le autorita' cinesi ricorrono sempre di piu' alle cosiddette 'celle nere', dei centri per la riabilitazione obbligatoria dei tossicodipendenti e dei 'centri per il lavaggio del cervello'.

'Abolire il sistema della rieducazione attraverso il lavoro e' stato un passo nella giusta direzione. Tuttavia, pare trattarsi di una mera modifica di facciata per evitare la condanna dell'opinione pubblica nei confronti di un sistema in cui la tortura era la norma' – ha dichiarato Corinna-Barbara Francis, ricercatrice di Amnesty International sulla Cina. 'E' evidente che la politica di fondo di punire le persone per le loro attivita' politiche o per la loro fede religiosa, non e' mutata. Gli abusi e le torture continuano, solo in modo diverso'.

Il 15 novembre 2013 la Cina ha annunciato l'abolizione del longevo sistema della rieducazione attraverso il lavoro, che per decenni era stato usato per trattenere arbitrariamente centinaia di migliaia di persone senza accusa ne' processo.

Il percorso 'rieducativo' prevedeva spesso la tortura affinche' gli attivisti rinunciassero alle loro idee politiche o religiose e alle loro opinioni personali e per farli desistere dal portare avanti le loro azioni.

Le ricerche di Amnesty International dimostrano che le autorita' stanno incrementando l'uso di altri sistemi per punire le stesse categorie di persone.
Spesso, i vecchi campi per la rieducazione attraverso il lavoro vengono ristrutturati o viene loro semplicemente cambiato nome. Alcuni hanno riaperto o sono stati meramente chiamati centri per la riabilitazione dei tossicodipendenti: la maggior parte di questi offre ben poco trattamento e opera in modo praticamente identico ai campi per la rieducazione attraverso il lavoro, in cui i detenuti possono rimanere per anni, sottoposti a duro lavoro forzato e a maltrattamenti.

Le autorita' hanno inoltre aumentato l'uso dei 'centri per il lavaggio del cervello', talvolta denominati ufficialmente 'classi per l'educazione legale', destinati prevalentemente ai praticanti del Falun Gong con l'obiettivo che, attraverso i maltrattamenti e la tortura, rinuncino alla loro fede.

Risulta in aumento anche l'uso delle cosiddette 'celle nere', strutture detentive non ufficiali, spesso allestite casualmente in alberghi o edifici abbandonati, per imprigionare i promotori delle petizioni di protesta.

Queste carceri non hanno alcuna base legale nella legge cinese e le autorita' continuano a negarne l'esistenza, lasciando i detenuti potenzialmente ancora piu' a rischio di subire violazioni dei diritti umani che nei campi per la rieducazione attraverso il lavoro.

'Molti detenuti, dopo aver trascorso anni nei campi per la rieducazione attraverso il lavoro, ora vengono trasferiti nelle 'celle nere', nei 'centri per il lavaggio del cervello' o nei centri per la riabilitazione dei tossicodipendenti, poiche' si ostinano a non rinunciare ai loro diritti e alle loro idee' – ha denunciato Francis.
'Le autorita' cinesi devono porre immediatamente fine a ogni forma di detenzione arbitraria e assicurare che le leggi a tutela dei detenuti siano in linea con gli standard internazionali sui diritti umani. Occorre un cambiamento profondo nelle politiche cinesi che sono alla base della repressione e che privano i detenuti dei loro diritti piu' elementari. Fino a quando queste politiche saranno in vigore, le autorita' cinesi si limiteranno a trovare una forma al posto di un'altra per punire le persone che considerano una minaccia'.


Il documento 'Changing the soup but not the medicine? Abolishing re-education through labour in China' e' disponibile in lingua inglese all'indirizzo:
http://www.amnesty.it/Cina-campi-rieducazione-attraverso-lavoro-rischiano-essere-sostituiti-da-altro-sistema-repressivo
e presso l'Ufficio Stampa di Amnesty International.



Minori migranti: Save the Children, nel 2013 un migrante su 5 bambino o adolescente, dieci volte superiore al 2012 il numero dei più piccoli, per la maggior parte siriani in fuga dal conflitto. Con gli ultimi arrivi a Lampedusa, CPSA di nuovo in condizioni inaccettabili



Minori migranti: Save the Children, nel 2013 un migrante su 5 bambino o adolescente, dieci volte superiore al 2012 il numero dei più piccoli, per la maggior parte siriani in fuga dal conflitto. Con gli ultimi arrivi a Lampedusa, CPSA di nuovo in condizioni inaccettabili

Pubblicato oggi alla vigilia della Giornata Internazionale del Migrante il dossier "Minori Migranti in Arrivo Via Mare – 2013" dell'Organizzazione


Sono 40.244 i migranti arrivati in Italia via mare tra il 1 gennaio e il 30 novembre 2013, di cui 5.273 sono donne e 7.928 minori, 1 su 5. Se Lampedusa è stato il punto di approdo per il maggior numero di migranti (14.088), è la provincia di Siracusa l'area che ha accolto il maggior numero di bambini e adolescenti (3.599). Dieci volte superiore allo stesso periodo dello scorso anno il numero di bambini accompagnati, anche piccolissimi, arrivati via mare in Italia con almeno un genitore, 2.974 nel 2013 rispetto ai 282 del 2012. Sono in gran parte siriani (2.331), in fuga dopo aver perso la casa e il lavoro, spesso anche la vita di familiari e amici, a causa di un conflitto che dura da quasi 3 anni e nel 2013 ha generato 2.500 bambini profughi al giorno. E' cresciuto di molto nel 2013 anche il numero dei minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste del sud, da 1.841 a 4.954. Hanno tra i 13 e 17 anni, sono in maggioranza maschi e originari di Egitto (1.099), Somalia (816) ed Eritrea (611), ma anche tra loro il gruppo più numeroso è quello degli adolescenti siriani, che hanno affrontato la fuga o il viaggio da soli (1.192).

Per la maggior parte il vero obiettivo è raggiungere altri paesi europei, come Svezia, Norvegia, Germania e Svizzera. Al 30 novembre 2013, su 8.665 minori non accompagnati collocati in comunità 2.118 si sono resi irreperibili, con un punta del 50% per afghani ed eritrei.

Questi alcuni dei dati del dossier "Minori Migranti in Arrivo Via Mare – 2013", pubblicato oggi da Save the Children alla vigilia della Giornata Internazionale del Migrante 2013, mentre sono ripresi negli ultimi giorni gli arrivi anche a Lampedusa. Con i 334 migranti arrivati domenica, il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA) dell'Isola ha superato la capienza massima, con condizioni di accoglienza e trattamenti assolutamente inaccettabili. In questo momento sono presenti nel Centro 497 migranti, di cui 79 donne e 2 minori eritrei accompagnati di 1 e 5 anni, e 36 minori soli non accompagnati, dai 15 ai 17 anni, in maggioranza eritrei e siriani.

Tra i bambini e gli adolescenti arrivati nel 2013 ci sono anche i superstiti dei terribili naufragi avvenuti tra agosto e ottobre sulle coste siciliane, a Lampedusa e in mare aperto tra le Pelagie e Malta, dove hanno perso la vita anche i bambini. Se sono 17 i minori vittime a Lampedusa e in Sicilia, il numero assume altre proporzioni secondo le testimonianze raccolte tra i superstiti del naufragio dell'11 ottobre, che ricordano la presenza di almeno 100 bambini a bordo dell'imbarcazione, affondata dopo aver  atteso per ore il soccorso in mare, mentre si contano solo 33 minori sopravissuti.

Nonostante l'operazione militare Mare Nostrum avviata dal Governo Italiano il 18 ottobre scorso abbia probabilmente evitato altri naufragi, portando in salvo più di 3.000 migranti, va considerato che la decisione di svolgere immediatamente e sulle stesse navi le procedure di identificazione dei migranti e di accertamento dell'età dei minori può non garantire pienamente la tutela dei diritti dei migranti, a partire da una corretta informazione legale.

Rispetto alle modalità di accoglienza e di protezione dei minori messe in atto nel corso dell'anno, il dossier di Save the Children evidenzia come anche nel 2013 si sia registrata la cronica e ancor più grave assenza di un sistema nazionale integrato specifico per i minori soli non accompagnati, che sono i più vulnerabili ed esposti al rischio di sfruttamento.

"La costante difficoltà nel reperimento dei posti disponibili nelle comunità per minori, insieme alla mancata garanzia di copertura finanziaria da parte del Governo, che solo dopo la visita del Primo Ministro Letta a Lampedusa ha stanziato 20 milioni di euro per le spese pregresse, ha ripetutamente causato la permanenza prolungata dei minori in condizioni ambientali inaccettabili in particolare nel CPSA di Lampedusa e nell'ex ospedale Umberto I a Siracusa, utilizzato impropriamente a questo scopo non avendo le caratteristiche idonee" ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

Proprio in considerazione delle condizioni particolarmente difficili nel CPSA di Lampedusa, in particolare a seguito dei naufragi avvenuti il 3 e l'11 ottobre, Save the Children ha avviato, in collaborazione con Caritas e con il sostegno di Bulgari, un'iniziativa senza precedenti sull'Isola, con la creazione due Spazi a Misura di Bambino ospitati in 2 grandi tende presso la Casa della Fraternità della Parrocchia di San Gerlando, dove più di 300 bambini, in maggioranza siriani, hanno potuto partecipare ad attività ludico ricreative organizzate da educatori professionali esperti di interventi in condizioni post-traumatiche.

Nello stesso tempo, l'Organizzazione ha predisposto un intervento specifico di sostegno psico-sociale e supporto legale per i 38 minori soli non accompagnati eritrei superstiti del naufragio del 3 ottobre presso la struttura di Caltagirone dove erano stati trasferiti. La maggior parte di loro aveva indicato la volontà di raggiungere un familiare di riferimento in un altro paese, prevalentemente del Nord Europa, vero obiettivo del percorso migratorio, e nonostante l'avvio di procedure di facilitazione della domanda di ricongiungimento internazionale tutti i minori presenti si sono progressivamente allontanati, nella convinzione che i tempi della burocrazia avrebbero messo a rischio la loro unica chance di futuro.

Secondo informazioni raccolte da Save the Children, per raggiungere il nord Europa, i minori, pagano fino ad un massimo di circa 1.200 euro per l'organizzazione del viaggio. Dalla frontiera sud, principalmente dalla Sicilia, si dirigono verso Milano o Roma, dove rimangono qualche giorno, spesso ottenendo supporto dalla comunità di origine, e prendono poi diverse direzioni. Alcuni ripartono verso la Germania, a bordo di mezzi privati, come la macchina, oppure – anche se raramente- con il treno, per proseguire il viaggio verso il nord – principalmente verso la Svezia o Norvegia – in treno. Una percorso alternativo è quello di Parigi, da dove il viaggio prosegue verso l'Olanda o la Gran Bretagna. I trafficanti che organizzano gli spostamenti sono spesso connazionali, definiti "delalai", ossia "facilitatori".

 "L'Europa tutta è chiamata ad un forte sforzo comune per garantire che il miglior interesse di tutti minori migranti possa essere considerato prioritario per favorire soluzioni di lungo periodo. Si devono facilitare i ricongiungimenti familiari e si deve procedere alla più piena applicazione del nuovo regolamento Dublino III che entra in vigore il 1 gennaio 2014 e può superare il vincolo che lega il minore richiedente asilo al Paese di ingresso nell'UE,  a causa del quale la maggior parte dei minori rifiuta il foto segnalamento rendendosi invisibile, esposto a gravi rischi sul nostro territorio e su quello dei Paesi attraversati successivamente. Per quanto riguarda l'Italia, chiediamo al Presidente della Camera dei Deputati e alla Conferenza dei capigruppo di mettere urgentemente all'ordine dei lavori l'esame della Proposta di Legge in materia di tutela e protezione dei minori stranieri non accompagnati che Save the Children ha elaborato sulla base della propria esperienza diretta, e che è stata condivisa e presentata lo scorso 4 ottobre da rappresentanti di primo piano di quasi tutti i partiti."

Tale Proposta di Legge vuole definire un sistema stabile di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, con regole certe, volto a garantire pari condizioni di accesso a tutte le persone di minore età, maggiore stabilità e dunque qualità nella rete di accoglienza, ottimizzazione delle risorse pubbliche, visto che, com'è noto, nelle fasi di emergenza, cresce anche la spesa, e diviene più difficile garantire efficienza e trasparenza.

Save the Children è presente dal 2008 a Lampedusa e nelle altre aree di sbarco con mediatori culturali e operatori legali nell'ambito del progetto Praesidium del Ministero dell'Interno, insieme all'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, l'OIM e la Croce Rossa Italiana.

Il dossier "Minori Migranti in Arrivo Via Mare – 2013" è scaricabile al link:
http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/Ufficio%20Stampa/I%20MINORI%20IN%20ARRIVO%20VIA%20MARE_2013.pdf




--
Redazione del CorrieredelWeb.it


Concorsi a premi: la figura del Rappresentante Fiscale per le imprese straniere


Concorsi a premi: uno strumento per far crescere il tuo business

I Concorsi a premi sono un efficace strumento di promozione e di marketing relazionale. Vi siete mai chiesti perché un numero crescente di aziende sceglie realizzare concorsi a premi per i propri clienti? Il Concorso a premi è una forma di attività promozionale non invasiva – è infatti il cliente a scegliere di relazionarsi con l’Azienda - di grande impatto emozionale (i “premi” hanno un sempre notevole appeal), che permette di ricevere utili feedback. E’ indubbio quindi che il Concorso a premi porti molti vantaggi all'azienda, traducendosi in un reale valore aggiunto, e che non si tratti solo di una “trovata” per far felice qualche cliente affezionato.

Qualsiasi imprenditore, marketer o blogger che stia cercando di far crescere il proprio business attraverso Concorsi a premi dovrebbe sapere che:

-          sono un incentivo all'acquisto

-          rappresentano un’ottima opportunità attraverso cui migliorare l’immagine dell’Azienda, che ne guadagna in prestigio, autorevolezza e simpatia

-          sono un efficace strumento di fidelizzazione del cliente

-          permettono la raccolta di dati dei clienti

-          sono sempre più strumenti di social engagement libero

 
Il Concorso a premi può rivelarsi un valido investimento dal punto di vista aziendale, purché non ci si abbandoni all’improvvisazione! Questa importante leva di marketing deve essere gestita al meglio e, soprattutto, nel rispetto delle rigorose norme vigenti.

Le imprese straniere possono indire manifestazioni a premio in Italia?

Si. Come disciplinato dall’art. 17 del DPR n. 633/1972 e successive modificazioni, anche le imprese straniere che non hanno sede stabile in Italia possono indire concorsi e operazioni a premi in Italia purché si avvalgano di un Rappresentante Fiscale. Il Rappresentante Fiscale può essere una persona fisica o una persona giuridica residente nel territorio dello Stato e deve risultare da atto pubblico, da scrittura privata registrata o da lettera annotata, in data anteriore alla prima operazione, in apposito registro presso l'Ufficio delle Entrate competente in relazione al domicilio fiscale del rappresentante stesso.

 
Concorsi a premi su Facebook e social media: cosa bisogna sapere

Tutto quanto concerne i Concorsi a premi sui social network ( i cosiddetti social contest) e le dinamiche dei contest si ricollega inevitabilmente alla normativa italiana anche se, per le caratteristiche del media, travalica le frontiere. Il vincolo della territorialità impone che, nel caso in cui l’azienda straniera promuova manifestazioni a premio in Italia mediante siti internet, social network (ad es. Facebook) o applicazioni operanti da server ubicati all’estero, si abbini al sito/applicazione un sistema cosiddetto “/mirror/”, che possa replicare, in tempo reale, le informazioni e le partecipazioni inviate dal server straniero ad un server ubicato in Italia, deputato alla gestione dell’intero flusso di dati e delle attività coinvolte nelle varie fasi della manifestazione a premi. Il soggetto promotore è inoltre obbligato a fornire agli enti di vigilanza il database relativo alla manifestazione a premio dietro semplice richiesta fatta anche al Rappresentate Fiscale dell’impresa.

Max Marketing, il tuo Rappresentante Fiscale in Italia

Max Marketing è da più di 6 anni il Rappresentante Fiscale in Italia di diverse aziende straniere e multinazionali. Ecco alcuni delle società che hanno deciso di rivolgersi a Max Marketing per lo sviluppo della propria attività promozionale:

-          Rain Bird Europe (campagne incentive dal 2008 al 2014)

-          The Optin Machine (concorsi a premi 2012 e 2013)

-          Nozzeclick.com (Concorso a Premi “Vinci un abito da sposa Domo Adami”)

Max Marketing attiva per i propri clienti efficaci sistemi di mirroring, avvalendosi dei migliori sistemi di sicurezza ed anti-intrusione e provvedendo alla realizzazione di sistemi software per l’estrazione a sorte informatica dei vincitori, con l’obiettivo di offrire un servizio professionale, puntuale e rispettose delle normative nazionali.

Fare squadra per vincere! In tutti i punti Sisal le tue donazioni libere per Telethon



“Per chi è affetto dalle patologie più rare, il tempo conta moltissimo. Per questo è necessaria un’informazione tempestiva sugli strumenti adatti a sostenere la ricerca, in modo da consentire a tutti coloro che vogliono dare il loro contributo di poter scegliere le modalità con cui farlo” – queste le parole di Emilio Petrone, amministratore delegato di Sisal, nel commentare gli 8 anni di collaborazione tra il Gruppo Sisal e la Fondazione Telethon.

E allora non c’è da meravigliarsi se a dicembre di quest’anno Sisal siede ancora al fianco di Telethon per proseguire, nel nono anno consecutivo, un progetto doveroso di crescita per la ricerca contro le malattie genetiche. 

“Fare squadra per vincere” è la sfida dell’anno, con l’obiettivo di superare l’importo delle donazioni della precedente edizione. E per raggiungere l’obiettivo, Sisal metterà a disposizione della raccolta oltre al sito www.sisal.it, tutti i suoi Punti di vendita, le Agenzie ed i Corner presenti sul territorio di Pesaro ed Urbino dove sarà possibile effettuare una donazione libera. La comunicazione per sostenere la campagna sarà veicolata anche mediante i principali canali di comunicazione, di cui il Gruppo dispone, online, sul profilo social Sisal Matchpoint su Facebook, ma anche su Twitter e Linkedln, e offline all’interno degli stadi di Serie A protagonisti della maratona per la ricerca dove Sisal Matchpoint sarà presente con i suoi bordo campo. I bordo campo serviranno a ricordare qual è il modo più semplice per contribuire alla ricerca, e cioè inviando un SMS del costo di 2 euro al 45506.

Quest’anno, inoltre, la partnership Sisal-Telethon guadagna ulteriore valore con l’ingresso di CharityStars, una piattaforma di aste online che provvederà alla vendita all’asta delle maglie dei giocatori di calcio che vorranno contribuire alla ricerca; il ricavato delle vendite online sarà, infatti, devoluto in favore di Telethon.

La campagna iniziata nei primi di dicembre proseguirà fino al prossimo 27 gennaio; maggiori informazioni sulla raccolta fondi sono reperibili sui siti istituzionali del Gruppo Sisal e della Fondazione Telethon.

Le biblioteche sono anche nostre








E’ uscito il primo Manuale di fundraising che insegnerà alle biblioteche ad affrontare la crisi economica.


Roma 16 dicembre 2013- In Italia sono 12.917 le biblioteche di cui 6787 comunali. 6,200.000 i frequentatori abituali e 4.000.000 i frequentatori occasionali. Attorno a loro gravitano 900 gruppi di lettura e 200 presìdi del libro. Per renderci conto di quanto siano gravi le conseguenze della crisi economica su questi enti basti pensare che le 46 biblioteche statali hanno visto dimezzarsi il loro budget da 30 a 17 milioni annui in cinque anni. E solo a Roma nell’ultimo anno il finanziamento alle biblioteche comunali è diminuito del 30%.

Le biblioteche, come altri servizi pubblici di welfare, oggi sono chiamate ad affrontare la crisi economica e il fundraising è una delle strade possibili per garantire loro una maggiore sostenibilità. Ma fare fundraising non significa chiedere un aiuto per colmare il minor afflusso di risorse pubbliche, ma riscoprire e ripensare quel forte legame tra la biblioteca e la comunità che la rende un bene comune degno di una partecipazione attiva. Significa quindi crescere insieme alla comunità.

Per dare risposte concrete a questa grave situazione il 12 dicembre è uscito  in tutte le librerie off line e online il primo manuale di fundraising per le biblioteche dal titolo “Fare fundraising in biblioteca” scritto da Massimo Coen Cagli e pubblicato dalla Editrice Bibliografica

“Questo manuale – afferma l’autore- è utile alle biblioteche per rispondere professionalmente e non in modo spontaneistico alla grave crisi economica. Leggendo questo libro infatti, potranno concretamente iniziare le attività di raccolta fondi da subito perché, grazie anche alla nostra esperienza di accompagnamento allo sviluppo del fundraising delle biblioteche, troveranno molti spunti operativi che tengono conto delle loro peculiarità. Il manuale offre anche una nuova visione del fundraising nell’ottica della crisi delle politiche e dei servizi sociali che lo rende utile anche per tutti quei soggetti pubblici  impegnati a fare della raccolta fondi, non un mero atto di generosità ma un investimento sociale per il rilancio di un nuovo welfare di comunità.

Massimo Coen Cagli, è il direttore Scientifico della Scuola di Roma Fund-raising.it. E’ uno dei maggiori esperti di fundraising in Italia e per primo si è occupato del problema della sostenibilità delle biblioteche. E’ promotore di un approccio sociologico al fundraising secondo il quale la raccolta di fondi è legata alla costruzione e al rafforzamento della comunità civile e alla creazione di forme innovative di welfare sociale.



La Scuola di Roma Fund-raising.it ha ideato inoltre un percorso formativo e consulenziale specifico per le biblioteche. Dal 2005, la Scuola ha erogato più di 250 corsi, formato 4000 persone e realizzato decine e decine di consulenze. La direzione scientifica di Massimo Coen Cagli e un corpo di docenti e consulenti da sempre impegnati nel terzo settore, hanno fatto definire questa Scuola come “il non profit per il non profit”.

Per informazioni e iscrizioni: www.scuolafundraising.it
                                               info@scuolafundraising.it

Porte aperte alle nuove generazioni



Nuovo appuntamento con il mondo dell’istruzione per Rittal. Dopo i convegni dedicati ai giovani laureandi o neolaureati, lo scorso 2 dicembre l’azienda ha infatti aperto le porte della sua sede produttiva di Valeggio sul Mincio a giovani studenti del territorio locale.

La scolaresca ha potuto visitare il nuovissimo stabilimento produttivo dell’azienda situato a Valeggio sul Mincio, frutto di un importante investimento voluto dal gruppo in virtù della riconosciuta eccellenza tecnologica e dell’importante know-how produttivo presente in tale sede. Qui gli studenti hanno incontrato gli operatori e visitato le linee di lavorazione dedicate all’innovativa famiglia TopTherm Blue “e” - la gamma di soluzioni per la climatizzazione industriale estremamente efficienti, performanti ed eco-compatibili.
Gli studenti hanno quindi potuto giovarsi di questa esperienza per comprendere meglio il panorama del mondo industriale e lavorativo in un momento particolarmente importante della loro vita, quello della scelta del percorso formativo da intraprendere.
Questa attività è solo l’ennesima di una lunga serie di iniziative che l’azienda dedica alle generazioni future. Rittal è infatti da tempo attiva nella promozione di diversi progetti di formazione e collaborazione tra  mondo dell’istruzione – a tutti i suoi livelli - e industria, ritenendoli fondamentali per creare i professionisti di domani.
 

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *