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venerdì 8 dicembre 2017

I nuovi consumatori digitali: dallo Sherlock Digitale al Tradizionalista e-Informato - Ricerca Netcomm e MagNews


"Il Consumatore Digitale allo Specchio": una nuova chiave di lettura sui consumatori digitali italiani e i loro percorsi di acquisto attraverso una ricerca di Netcomm in collaborazione con MagNews
Dal Tradizionalista e-Informato al Conservatore Irremovibile, passando per gli Influenzabili e gli Informivori, fino agli "Sherlock" Digitali, Fast Shopper, Look Maniac, Friend Follower: i diversi volti del consumatore digitale

Non esiste più un'unica tipologia di acquirente digitale o tradizionale; i consumatori di oggi hanno voglia di vivere esperienze di acquisto uniche e personalizzate dove online e offline si intrecciano.
Dall'unione di touchpoint, trigger e canali di acquisto emergono 8 profili di consumatori, ognuno con il proprio customer journey omnicanale. 
La comunicazione diretta tra gli strumenti più efficaci per creare relazioni uniche.
Milano, 8 dicembre 2017 – Come sono oggi i consumatori? Che percorsi di acquisto intraprendono? Come utilizzano gli strumenti online e offline messi a disposizione dalle aziende? 

Ha indagato queste tematiche la ricerca intitolata "Il consumatore digitale allo specchio", condotta da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, in collaborazione con Diennea MagNews, azienda socia del Consorzio e leader in Italia da oltre 15 anni nel digital direct marketing.

La ricerca si è posta l'obiettivo di individuare il profilo del nuovo consumatore digitale e di tracciare il suo customer journey in ottica omnicanale, attraverso un'analisi incrociata di caratteristiche socio-demografiche, comportamenti di acquisto e livello di interazione con i diversi strumenti di relazione tra l'azienda e l'acquirente, provenienti sia dal contesto digitale che da quello fisico.

La survey è stata condotta su un campione rappresentativo di 29,8 milioni di internauti italiani (uomini e donne di almeno 18 anni di età che risiedono su tutto il territorio nazionale) composto da circa 2.000  individui che hanno acquistato online o offline nei sei mesi precedenti al periodo di somministrazione della ricerca almeno una delle cinque categorie di prodotto oggetto dell'analisi: Abbigliamento, scarpe e accessori; Elettronica di consumo; Bellezza e cosmesi, Salute e benessere, Arredamento e Home Living.

Il 70% degli intervistati sono risultati essere e-shopper, mentre il restante 30% acquirenti "analogici".

Gli internauti italiani sono stati segmentati attraverso tre dimensioni relative al percorso di orientamento di acquisto: i touchpoint che hanno composto l'esperienza di shopping, gli eventi ('trigger') che hanno portato alla finalizzazione dell'acquisto, il canale in cui è stato effettuato l'acquisto (online e offline). 
Ogni consumatore, approcciando in maniera diversa queste tre variabili chiave, crea la sua personale esperienza di acquisto, dove il contesto online e offline si intrecciano sempre più.
Il processo di informazione prima dell'acquisto, i "touchpoint": motori di ricerca, comparatori, forum e social, amici, conoscenti e vetrine


Nel percorso d'acquisto il primo strumento d'informazione per i consumatori è il motore di ricerca seguito dai siti comparatori, dalle recensioni sui forum e social. Al di fuori dell'online, il processo di orientamento all'acquisto si avvale della raccolta delle opinioni di amici e conoscenti e viene influenzato delle vetrine dei negozi. Tutti questi elementi sono i cosiddetti punti di contatto, ovvero i "touchpoint" tra l'azienda e il consumatore.

I touchpoint attivati prima di procedere a un acquisto online sono superiori a quelli impiegati per l'offline, rispettivamente 1,6 contro 1,3.

Ogni categoria di prodotto ha un touchpoint elettivo, in grado di orientare lo shopping sia on che offline: le vetrine di negozi fisici o siti dei brand per l'Abbigliamento, accessori e scarpe; i motori di ricerca, i comparatori e le review online per l'Elettronica di consumo; i comparatori, i siti e-commerce e la pubblicità, tradizionale e online per l'Arredamento & Home Living; le newsletter, i cataloghi via email, le official brand page sui social, la pubblicità sia online che sui giornali, le riviste e i video dei prodotti sono particolarmente efficaci per gli acquisti di prodotti di Bellezza e cosmesi, mentre i motori di ricerca, le adv online e i pareri di amici lo sono per la Salute e il benessere.

Nonostante quasi tutti i cluster di consumatori abbiano un approccio ominicanale al brand, se si analizza il canale di acquisto utilizzato, online o offline, risulta significativa la differenza tra i touchpoint, che sono più orientati verso il digital nel caso di acquisti online e verso l'offline invece per chi compra in store.

Quali elementi stimolano la finalizzazione l'acquisto? La comunicazione diretta è tra i trigger
più rilevanti

Ci sono dei fattori che spingono all'acquisto vero e proprio, ponendo così fine alla fase informativa pre-shopping. Il 70% degli acquisti online e offline analizzato viene innescato da un trigger, cioè un evento specifico che scatena la decisione di acquisto.

Nel complesso il trigger più rilevante è la comunicazione diretta da parte dei brand: il 27% degli acquisti è infatti stimolato da email, SMS, notifica push che informano di promozioni oppure della disponibilità di un prodotto di interesse. Questo strumento ha un peso molto rilevante in particolare negli acquisti di arredamento (30%), di abbigliamento (24%) e di prodotti di bellezza (24%).

La ricezione di un messaggio è il trigger più efficace per attivare gli acquisti online (29%) e il secondo per quelli offline (14%), mentre la visita in negozio è il primo per lo shopping offline. La comunicazione basata sugli interessi degli utenti, possibile attraverso la marketing automation, è il primo canale per il ri-acquisto.
Canale di acquisto, touchpoint e trigger: le 8 categorie di consumatori tra gli internauti italiani
Attraverso la ricerca, sono stati individuati 8 tipologie di consumatori, caratterizzate da specifici comportamenti di shopping e di relazione con il brand. La segmentazione è stata sviluppata sulla base di tre dimensioni: il canale utilizzato (online o offline), i touchpoint attivati e considerati rilevanti nella decisione di acquisto e gli eventi (trigger di attivazione) che hanno convinto il consumatore ad acquistare un determinato prodotto in un preciso momento.

3 cluster degli 8 identificati sono composti da acquirenti solo offline: il Tradizionalista e-Informato, il Conservatore Irremovibile e l'Influenzabile. Gli altri 5 invece acquistano online più o meno abitualmente e sono: l'Informivoro, lo "Sherlock" digitale (i due cluster con la frequenza di acquisto più elevata), il Fast Shopper, il Look Maniac e il Friend Follower.

Il segmento dei Fast Shopper è il più ampio (31,8%), ma si caratterizza per una spesa media semestrale inferiore agli altri cluster. Il Tradizionalista e-Informato, l'Informivoro e il Friend Follower rappresentano il 27% della popolazione, ma generano il 66% del valore degli acquisti. 

Il Tradizionalista e-Informato (9,9%)
Over 65, alto spendente, acquista offline ma si informa online, perché riconosce le fonti digitali come strumenti utili per reperire informazioni. Utilizza quindi con disinvoltura i touchpoint digitali per orientarsi nei suoi acquisti offline. Rappresenta il cluster con la spesa media più elevata (+130% rispetto alla media).

"L'online è fondamentale: mi serve per i miei acquisti, per lo più tradizionali"

Il Conservatore Irremovibile (12,7%)
Prevalentemente donna, over 55. È la categoria che ha meno confidenza con il digitale e si caratterizza per avere la spesa media più bassa (-72% rispetto alla media). Acquista solo in negozio, mai online. L'acquisto non è quasi mai preceduto da un processo di orientamento e informazione ed è immune agli stimoli "push"; considera rilevante solo il parere dei commessi in negozio.

"Quando mi serve qualcosa vado in negozio e l'acquisto"

L'Influenzabile (7,2%)
È un cluster variegato, con maggiore concentrazione di donne, sotto i 25 o sopra i 65 anni. Poco digital confident, ma con grande familiarità nell'uso del mobile. Meno fidelizzato a un brand o a un prodotto, compra prevalentemente offline, ma è "digitalizzabile". La spesa media è bassa (-47%).

"Dell'online non mi fido troppo, preferisco lo shopping alla vecchia maniera"

L'Informivoro (5,7%)
I più evoluti digitalmente, sono maggiormente uomini, under 30. Comprano online e spesso attraverso le App. Sono alto spendenti (+85% rispetto alla media) ma scarsamente fidelizzati ai brand e molto sensibili alle offerte e ai trigger di ogni genere. Hanno un percorso di acquisto molto lungo.

"Prima di fare un acquisto devo essere sicuro al 100% che sia il prodotto giusto per me"

Il Fast Shopper (31,8%)
Soprattutto donne, con un'età media compresa tra i 35 e 54 anni. Comprano online: per loro l'acquisto è la risposta a un bisogno e per questo sono poco influenzate dai trigger. Sono razionali e hanno un ricambio di prodotti elevato. Usano la tecnologia, ma non in modo avanzato. La spesa media è bassa (-44%).

"Quando mi serve qualcosa vado online e l'acquisto"

Lo "Sherlock" Digitale (11,7%)
Uomini, under 30, molto digital e social confident. Comprano online e via App. La loro categoria di prodotto preferita è l'Elettronica di consumo e difficilmente riacquistano lo stesso prodotto. Sono molto influenzati dai comparatori e dalle recensioni. La spesa è elevata (+25% rispetto alla media). Come per gli Informivori, il loro customer journey è molto articolato.

"Mi preparo all'acquisto studiando le informazioni che trovo in rete"

Il Look Maniac (9,4%)
Donne, under 24, con una buona confidenza con le tecnologie digitali e molto attive sui social (Snapchat, Youtube e Pinterest). Sono molto attente a quello che dicono i social e gli influencer, danno importanza ai consigli di amici e conoscenti, non trascurano le vetrine dei negozi: cercano ispirazione e sicurezza, vogliono acquistare i prodotti più cool secondo i trend del momento.
Comprano online, principalmente abbigliamento e arredamento. Sono abbastanza fedeli ai brand e la loro spesa è leggermente inferiore alla media (-20%).

"Prima di comprare devo essere certa che il prodotto soddisferà i miei gusti e quelli delle persone a cui tengo"

Il Friend Follower (11,6%)
Decidono cosa acquistare basandosi sui consigli di amici e conoscenti. Se vanno in negozio prestano molta attenzione alle opinioni degli addetti alle vendite. Sono principalmente uomini, tra i 55 e i 64 anni. Comprano online, non hanno un brand preferito e sono poco fedeli. La spesa è superiore alla media (+33%).

"Mi informo online, ma poi alla fine è decisivo il parere dei miei conoscenti" 

Il consumatore analogico: tra abitudini radicate e voglia di sperimentare

La ricerca evidenzia che i consumatori che non hanno mai acquistato online o non lo hanno fatto negli ultimi 6 mesi rappresentano il 30% del campione; tuttavia, anche se in modi differenti, utilizzano il digital nel percorso di orientamento all'acquisto.

Il motivo principale per chi non ha mai acquistato online, nel 27% dei casi, è l'impossibilità di vedere e toccare quello che stanno comprando; segue chi preferisce un'esperienza di acquisto tradizionale o non ne ha mai avuto occasione.

L'inibizione ad approcciarsi al digitale è dovuta anche ad altri fattori quali la fiducia nel comunicare i propri dati e la perplessità sui metodi di pagamento e consegna. Tuttavia, tra quelli che sono totalmente estranei all'e-commerce, emerge una propensione al contesto digitale. Il 36,6% di coloro non hanno mai acquistato online ha infatti delegato qualcuno a compiere un acquisto per conto proprio. Il 50,6% poi, se avesse la possibilità di pagare il prodotto acquistato online al momento della consegna o del ritiro, inizierebbe a comprare in rete. In questo caso, il 56,7% preferirebbe pagare in contanti, seguito da carta prepagata (44,6%).

"Il digitale sta giocando un ruolo determinante nell'evoluzione dei comportamenti di consumo evidenziati in questa ricerca" dichiara Roberto Liscia, Presidente Netcomm. "Crea nuove forme di interazione tra l'azienda e il brand, più immediate e ingaggianti attraverso strumenti sempre più efficaci, offrendo poi nuove modalità di shopping altamente funzionali ed esperienziali. Per i consumatori analogici, che vorrebbero avvicinarsi all'online ma non hanno padronanza di questo contesto, le aziende devono supportarli a migliorare le proprie competenze verso tutti gli strumenti digitali, dalle modalità di dialogo alle forme di pagamento."

"Se il 70% degli acquisti è guidato da un trigger, le aziende possono fare molto per supportare le scelte dei consumatori. 3 acquisti su 10 sono guidati da una comunicazione diretta, cioè una email o un sms inviati dall'azienda per comunicare una promozione o la disponibilità di un prodotto. In generale, questa ricerca permette a noi aziende di analizzare il consumatore da un punto di vista diverso e attuare strategie specifiche per relazionarci con lui" dichiara Florida Farruku, General Manager Diennea-MagNews.

In conclusione, il consumatore digitale allo specchio riflette un'immagine estremamente articolata di comportamenti e di approcci allo shopping. Non esiste né una tipologia di consumatore digitale, né di acquirente tradizionale ma una pluralità di profili fortemente differenziati accomunati dal desiderio di vivere esperienze di acquisto uniche e appaganti. 

I brand devono quindi utilizzare tutti i dati e le tecnologie a loro disposizione per comprendere i bisogni dei loro consumatori e fidelizzarli. L'omnicanalità deve diventare l'elemento centrale delle strategie di sviluppo: solo così le imprese potranno rispondere alle esigenze di ogni consumatore, dialogando con i giusti strumenti in ogni fase del processo di acquisto e creando quell'esperienza di shopping unica tanto cercata dal nuovo consumatore.



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venerdì 12 novembre 2010

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martedì 10 febbraio 2009

FACT-Finder Ricerca: La funzione di ricerca sui portali di viaggi Il risultato: la ricerca libera e del tutto superflua


FACT-Finder, azienda tedesca leader in Europa nella funzione di ricerca di prodotti nei negozi online si pone le seguenti domande: come valutano gli utenti la ricerca libera nei portali di viaggio? Come valutano gli utenti la usability dei portali di viaggio preferiti?
Dalla ricerca condotta da Fact-Finder emerge come una funzione di ricerca libera sia del tutto inutile e come i gestori dei portali di viaggio possono sfruttare al meglio il potenziale di ricerca.



Sempre più utenti prenotano i viaggi online


Dalla ricerca condotta su 600 utenti che abitualmente usano la rete emerge come piu di un quarto di essi non ha mai prenotato un viaggio online, ovvero non si sono neanche informati online sulle possibili mete turistiche presso i portali di viaggio. Appena la meta degli intervistati dichiara di averlo fatto da uno a quattro volte. Il restante altro quarto ha prenotato online o almeno si informato online dalle cinque alle dieci volte. Le cause dei „non utilizzatori“ e da ricercarsi, sempre secondo quanto dichiarato, o semplicemente per via di un mancato accesso continuativo ad Internet o per via della preferenza di un contatto personale con i tour operator. Altri intervistati invece segnalano la mancanza di poter personalizzare viaggi „complicati“, ovvero quelli con mete multiple e/o la possibilita di prenotare voli di ritorno da luoghi diverse.

La ricerca dai box di selezione contro la ricerca libera

Fino ad ora la ricerca online di viaggi avveniva ancora attraverso sotto-maschere con criteri prestabiliti. Le mete di destinazione, nonche i mezzi di trasporto e criteri di selezione, devono essere selezionati attraverso tendine prestabilite. Qualsiasi altra richiesta extra, come ad esempio „babysitter“, „campo da golf“ oppure „lezioni di immersione“ non e possibile ricercarla, obbligando gli utenti a visualizzare ogni singola offerta, nella speranza di leggere tali informazioni nelle note in piccolo. L'alternativa e rappresentata dalla „ricerca libera“ per parole chiavi, dando ampia liberta di ricerca (troppa!) agli utenti. Cosi se ad esempio un utente desidera fare un viaggio ad Ibiza con il proprio cane e soggiornare in una tipica hazenda spagnola con aria condizionata e con piscina puo inserire nel box di ricerca rispettivamente „animali domestici“, „hazenda“, „aria condizionata“, „piscina“, ottenendo quindi i relativi risultati della ricerca.

Ricerca libera: più è adattata alle esigenze, più alta è la soddisfazione dei clienti

Il risultato della ricerca dimostra chiaramente che la ricerca libera e di fatto per oltre la meta degli intervistati (56,8%) una „funzione positiva“. La riflessione logica e la seguente: piu la ricerca libera e funzionale, piu e efficace, piu i clienti trovano esattamente e pi velocemente quello che cercano e quindi procedono all'acquisto.
Sempre dalla ricerca emerge che per il 22,8% degli intervistati tale ricerca libera e addirittura considerata una „funzione entusiasmante“ e che non ci si aspetta di trovare nei portali di viaggio, ma qualora ci sia l'utente dichiara di essere contento. Per l'11,2% e invece considerato una prerogativa indispensabile, una „funzione base“, per proseguire nella ricerca nei portali di viaggio. Infine il 7,9% considera tale funzione non importante e l'1,3% non la desiderano affatto.

Lo studio dimostra che i portali di viaggio devono modernizzarsi

La ricerca dimostra chiaramente che i portali di viaggio debbono offrire, qualora presente, una ricerca libera maggiormente user-oriented. Secondo l'esperto in e-commercio il Prof. Mario Fischer, Direttore dell'Istituto TMS, questi risultati non sono affatto sorprendenti: „Sono finiti i tempi i cui agli utenti si offrivano strumenti come il drop-down-box per la ricerca o, peggio ancora, quando si limitava la ricerca a poche parole chiavi. Anche i tanti test sulla usability condotti – prosegue Fischer – dimostrano come la ricerca interna sia non funzionale anche in importanti portali. Chi desidera essere vincente oggi giorno nel commercio elettronico – conclude il Direttore dell'Istituto TMS – necessita di una funzione di ricerca efficiente e senza errori, che non sia semplicemente integrata da qualche parte all'interno del sito“.

Gli utenti desiderano più comfort

Anche il settore delle prenotazioni complesse e da rivedere ed integrare, dato che fattori come ad esempio gite turistiche, sconti e suggerimenti personali e consigli non sono (ancora) cosi efficienti come nelle tradizionali agenzie di viaggio. Non di meno pero tre quarti degli intervistati dichiara „buono“ il comfort di navigazione all'interno dei portali di viaggio (54,9%), ovvero „ottimo“ secondo il 20,6%. Questo non vuol dire che i portali di viaggio debbano adagiarsi sugli allori, visto che il 19% degli intervistati dichiara che la usability dei siti di viaggio e „soddisfacente“ (15,2%), „sufficiente“ (2,1%), „insufficiente“ o addirittura „scadente“ (entrambi 0,7% - il 5,8% non esprime giudizi).

La ricerca completa e scaricabile al seguente indirizzo:
http://www.fact-finder.de/pdf/FACT-Finder_Reiseportalstudie.pdf


Chi siamo:

FACT-Finder e leader europeo nella ricerca di parole chiavi e navigazione nei negozi online. La soluzione „tolleranza errore“ sviluppata dalla societa madre Omikron lavoro in modo indipendente dalla lingua in cui sono scritte le parole ricercate dagli utenti. Per questo motivo il software Fact-Finder viene usato sempre piu anche in ambito internazionale.
Fact-Finder e facilmente integrabile e customizzabile e gira senza alcun problema sui siti dei negozi online. Tutte le impostazioni e gli update dei prodotti offerti in un negozio online possono essere ricaricate (refresh) dal sistema, senza dover andare offline. Subito dopo l'implementazione, il software Fact-Finder aumenta il tasso di conversione fra richiesta ed acquisto dell'utente: un ulteriore 10% e ottenibile mediante successivi aggiustamenti.
Fact-Finder e disponibile anche con soluzione ASP ed offre la possibilita di accedere attraverso le interfacce piu diffuso, come Java, C, .NET und PHP.

Contatti: Omikron Data Quality GmbH Direzione Commerciale Italia - FACT-Finder
Via Kravogl, 32-34
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Tel: +39 0473247179
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