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sabato 25 aprile 2009

MONI OVADIA: Il Dovere di Ricordare. Didattica dell’Olocausto

MONI OVADIA ha ideato e narrato il DVD dal titolo "Il dovere di ricordare. Riflessioni sulla Shoah", curato da Elisa Savi, con la partecipazione di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, come Antonio Albanese, Nicoletta Braschi, Lorenzo Cherubini, Luciano Ligabue, Luciana Littizzetto, Shel Shapiro, per affrontare il tema della Shoah nelle scuole e non solo, ricostruendo, in chiave narrativa e documentaristica, il clima culturale e sociale da cui si è sviluppato lo sterminio, alimentato da atteggiamenti collettivi, come il razzismo e le discriminazioni, che esistono e si rafforzano ancora nelle società attuali...

Laura Tussi


IL DOVERE DI RICORDARE

La Didattica dell'Olocausto

di LAURA TUSSI

"Il dovere di ricordare. Riflessioni sulla Shoah" è il DVD ideato e narrato da Moni Ovadia e curato da Elisa Savi, con la partecipazione di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, come Antonio Albanese, Nicoletta Braschi, Lorenzo Cherubini, Luciano Ligabue, Luciana Littizzetto, Shel Shapiro, per affrontare il tema della Shoah, ricostruendo, in chiave narrativa e documentaristica, il clima culturale e sociale da cui si è sviluppato lo sterminio, alimentato da atteggiamenti collettivi, come il razzismo e le discriminazioni che esistono e si rafforzano ancora nelle società attuali.

"Il dovere di ricordare. Riflessioni sulla Shoah", prodotto da G. B. Palumbo editore, è allegato all'opera "Di fronte alla storia", manuale di storia per la scuola secondaria di secondo grado, perché la giornata della memoria, dedicata alla rievocazione critica dell'Olocausto, non si riduca ad un rituale celebrativo e vacuo, ma riesca a reagire a tutte le forme di revisionismo e negazionismo, in quanto oltre ad essere un dovere verso il passato, la memoria della Shoah deve sorvegliare i rischi presenti nelle nostre società.

Il totalitarismo nazifascista ha imposto la volontà di annientamento degli oppositori politici, dei comunisti, degli zingari, degli asociali, degli omosessuali, dei malati di mente, degli ebrei, colpevoli solo di esistere in quanto tali, perché portatori di una diversità, rispetto ai diabolici schemi omologanti, di annientamento delle differenze, imposti dal sistema nazifascista.

Insegnare Auschwitz, significa trasmettere consapevolezza alle giovani generazioni di quelle mostruosità che l'homo faber ha perpetrato, guidato da un potere diabolico, perché sappiamo che determinate situazioni possono ripetersi, forse non identiche, ma con esiti altrettanto devastanti, e per questo il sistema formativo, le comunità educanti, devono indurre i giovani a riflettere sul tema delle minoranze, sulla pericolosità delle estremizzazioni, mettendo a contatto tutte le generazioni con i testimoni e avviando un processo di trasmissione della memoria storica che abbia come base un insegnamento etico e civile e responsabile.

La scuola italiana si basa su un impianto organizzativo e didattico che risale ancora alla riforma Gentile.

Alcune innovazioni cominciarono a profilarsi dagli anni '60 con l'emanazione di nuovi programmi scolastici, ma la situazione non è mutata sostanzialmente, neppure dopo la transizione verso la democrazia e le lotte di rivendicazione studentesche per una scuola diversa, che scoppiarono in Italia e in tutto il mondo.

La didattica della storia, al contrario di altre discipline, non ha goduto dell'attenzione e del favore del ministero della pubblica istruzione nel corso del tempo: le tematiche dell'antifascismo, della resistenza e della costituzione sono rimaste ignorate.

Molti docenti ritengono che trattare di questi temi significhi fare politica, dedicando a questi argomenti, ambiti molto marginali.

Nell'insegnamento della resistenza ai giovani, risulta necessario evitare un approccio agiografico e celebrativo, ma occorre invece agevolare uno studio ed un'analisi critici, attivando predisposizioni mentali analitiche, aperte e critiche.

Troppo spesso i libri di testo trattano la storia della resistenza in maniera approssimativa e frettolosa, dove il processo storico si rivela in una successione di eventi, avvenimenti, guerre e paci, trattati, istituzioni e personaggi, in una concezione storica che a livello apprenditivo richiede soprattutto uno sforzo mnemonico, dove i canali tra storia e formazione civile sono esclusi.

I giovani che negli anni '60 si sono ribellati alla scuola autoritaria, reagiscono con stupore alla chiusura didattica, trasmissiva e dialogica, di testimonianza, di alcuni docenti che pure avevano partecipato agli eventi della resistenza.

Per questi motivi è necessario riprendere il dialogo con le giovani generazioni, cercando di ricomporre i tasselli della memoria storica che rischia di essere trascurata e dimenticata, a causa di un apporto scolastico impreciso e lacunoso.

Da un'indagine riguardante i bisogni formativi degli insegnanti di storia, compiuta dal Provveditorato agli studi di Milano nel 1997, emerge che la maggioranza degli insegnanti utilizza come strumento fondamentale la lezione frontale e il libro di testo e, inoltre, gli avvenimenti della storia contemporanea vengono trattati in modo limitato, compreso l'Olocausto.

Con il decreto Berlinguer, questa situazione cambia radicalmente.

Il decreto Berlinguer prevede lo studio del '900 durante l'ultimo anno di ogni segmento di scuola, ponendo le basi della didattica della storia e innescando una serie di riflessioni da parte di storici, docenti, associazioni professionali, anche attraverso gli istituti storici della resistenza che hanno avuto un ruolo significativo nel promuovere tali cambiamenti, con la ricerca di percorsi più significativi nell'ambito della storia del '900, che per la sua grande ricchezza e complessità si offre a una pluralità di interpretazioni e tematizzazioni ed è stata oggetto di un ampio e variegato dibattito che ha coinvolto insegnanti, associazioni professionali e disciplinari e riviste specializzate.

Nel corso degli anni '70, nelle scuole medie, gli insegnanti trattavano e spiegavano tematiche collegate alla deportazione e allo sterminio degli ebrei, con la lettura di testi canonici come Il diario di Anna Frank, Se questo è un uomo e La tregua di Primo Levi e collane di volumetti per la scuola media, dove sono commentate molte opere di scrittori del '900.

Tali collane di testi hanno avuto una grande diffusione che ha permesso alle tematiche storiche di entrare nella scuola.

Nel 1975, con la celebrazione del trentennale della resistenza, molti insegnanti trattarono in classe degli aspetti più cruenti della storia del '900 come l'Olocausto.

Lo sceneggiato televisivo dal titolo Olocausto, di produzione americana, racconta la storia di due famiglie tedesche, una ebraica che subisce le persecuzioni, mentre l'altra si nazifica.

Questo sceneggiato propone tutte le tappe dello sterminio ebraico in Europa, suscitando un ampio dibattito che ha attribuito nuovo impulso alla ricerca storica.

La regione Piemonte, in collaborazione con l'Aned e il comitato della regione Piemonte, hanno condotto esperienze durante gli anni '80 e '90, volte all'affermazione dei valori della resistenza e dei principi sanciti dalla carta costituzionale repubblicana e democratica, promuovendo visite di studio nei campi nazisti per le scuole superiori e proponendo tematiche sulle manovre concentrazionarie e sulla deportazione per motivi politici e razziali.

Con il decreto 681, conosciuto come decreto Berlinguer, cresce l'interesse per l'Olocausto e la storia resistenziale.

In questo contesto, le singole istituzioni scolastiche promossero studi e ricerche inerenti la promulgazione delle leggi razziali del 1938 e riguardanti l'espulsione di insegnanti e studenti di origine ebraica da ogni ordine di scuola.

Queste ricerche si basano sull'analisi di documenti d'archivio, conservati nelle scuole stesse e aprono una stagione di rilancio delle tematiche riguardanti la resistenza e la deportazione per ragioni politiche e razziali.

Le ricerche, basate sull'analisi delle documentazioni degli archivi scolastici, hanno riscontrato notevole successo, contribuendo a suscitare un ampio e articolato dibattito storiografico.

A partire dal 1998, il Ministero della Pubblica Istruzione, ha promosso, a livello nazionale, il progetto I giovani, il Novecento e la Memoria e in tutto il territorio nazionale, insegnanti e studenti hanno iniziato un lavoro di notevoli dimensioni, raccogliendo gli esiti dei loro progetti in testi e dattiloscritti, con il supporto di varie agenzie educative presenti nell'ambito territoriale come il CDEC, l'ANED e l'INSMLI.

I percorsi elaborati si sviluppavano attraverso l'incontro con i testimoni delle deportazioni e dei lager.

In questo contesto di attenzione sull'insegnamento della Shoah, nasce la Task force for international cooperation on holocaust education, remembrance and research, un organismo internazionale costituito nel 1998, finalizzato ad istituire progetti di educazione all'Olocausto e alla memoria, anche nei paesi dell'est, che dopo il crollo delle ideologie, si trovano impegnati in un difficile processo di ricostruzione della storia.

La Task Force si prefigge come obiettivi principali la formazione degli insegnanti sul tema dell'Olocausto, la traduzione di testi scolastici inerenti tali tematiche, e il recupero e la conservazione dei luoghi della memoria.

La Task Force ha presenziato a livello internazionale al forum sull'Olocausto che si è tenuto a Stoccolma nel 2000, a cui hanno partecipato capi di governo e delegazioni da tutto il mondo, che hanno sottoscritto la dichiarazione di Stoccolma, tramite cui tutti i singoli paesi si sono impegnati a promuovere ed implementare l'educazione all'Olocausto, istituendo in ogni paese un giorno della memoria, per preservare e mantenere la memoria dell'Olocausto e promuovere l'apertura di tutti gli archivi storici.

In base a questi impegni, in Italia, è stato istituito, con una legge del 2000, il giorno della memoria, il 27 gennaio.

Bibliografia:

"Il dovere di ricordare. Riflessioni sulla Shoah"

DVD ideato e narrato da Moni Ovadia e curato da Elisa Savi, con la partecipazione di Antonio Albanese, Nicoletta Braschi, Lorenzo Cherubini, Luciano Ligabue, Luciana Littizzetto, Shel Shapiro.

Chiappano A., Minazzi F., Il presente ha un cuore antico. Atti del Seminario residenziale per insegnanti, Quaderno 1, MIUR 2002

giovedì 23 aprile 2009

Interpretando la mia Vita, Mario Scaccia racconta la sua carriera per Persiani Editore


INTERPRETANDO LA MIA VITA
MARIO SCACCIA RACCONTA LA SUA CARRIERA
in uscita ad aprile per Paolo Emilio Persiani Editore

Dopo il primo Premio CINES, conferito in occasione della presentazione del dvd La Mandragola, l'istrionico Mario Scaccia racconta per Persiani Editore la sua lunga carriera teatrale in "Interpretando la mia vita", in uscita ad aprile 2009. In concomitanza con questo libro biografico l'editore Paolo Emilio Persiani attiverà il primo sito dedicato completamente all'artista creando in questo modo uno strumento per approfondire la vita e l'opera di uno degli attori più significativi della scena teatrale italiana.

Ardua impresa anche se oltremodo affascinante quella di ripercorrere la lunghissima e clamorosa carriera di Mario Scaccia, come rivela Leonardo Bragaglia nella prefazione del libro. Scaccia stesso conduce il lettore in un lungo viaggio fatto di personaggi e ruoli interpretati, di "dietro le quinte" e di parti recitate, ma anche di straordinarie personalità incontrate sul palco.
In "Interpretando la mia vita" Scaccia racconta come il suo corpo, la sua voce e i suoi gesti sono stati di volta in volta modellati attraverso un attento studio attoriale per dare vita a figure immaginarie, ma rese imperiture dall'arte recitativa. Da Plauto a Petrolini, passando per Shakespeare e Molière fino a giungere al teatro contemporaneo e moderno di Ionesco, Dürrenmatt e Beckett, ma la cavalcata potrebbe continuare all'infinito toccando mezzo secolo storia del "teatro rappresentato".

Tutte le novità sulla vita e sugli spettacoli, nonché le ultime pubblicazioni della Persiani Editore dedicate a Scaccia fanno del sito-tributo www.marioscaccia.it una fonte primaria per conoscere meglio il mondo dell'attore romano. Una dettagliata biografia raccontata attraverso i personaggi rappresentati, una carrellata di preziose immagini di repertorio, alcuni spezzoni di inediti spettacoli teatrali, una blog con segnalazioni, curiosità e notizie sull'artista sono gli elementi che arricchiscono il sito dedicato a Scaccia, rivelandone l'eccezionale bravura testimoniata dalla brillante attività artistica.

Con questi due omaggi la Persiani ancora una volta ricorda le doti di singolare "caratterista" nonché la grande passione per il Teatro che rendono Mario Scaccia, Genio nascitur, un autentico animale da palcoscenico. Infatti, con la stessa forza e lo stesso impatto scenico degli esordi, ancora oggi Scaccia sostiene il peso di un'intera rappresentazione, portando sempre in primo piano il ruolo da lui sostenuto, qualunque esso sia.



SCHEDA INFORMATIVA LIBRO
• Autore: Mario Scaccia
• Titolo: Interpretando la mia vita. Il mio teatro, i miei personaggi, la mia storia
• Collana: Teatro
• ISBN: 978-88-96013-03-8
• Prezzo: € 14,90
• Pag: 144
• Uscita prevista: aprile 2009

PAOLO EMILIO PERSIANI EDITORE
Piazza San Martino 9c - 40126 Bologna
Tel : (+39) 051 9913920 Fax: (+39) 051 19901229
info@persianieditore.com - www.persianieditore.com

Culturalia di Norma Waltmann
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
fax: +39-051-2914955
mob: +39-392-2527126
email: info@culturaliart.com
web: www.culturaliart.com

lunedì 12 gennaio 2009

Giallo e Mistero. Sceneggiati Rai nella collana Rai Trade-Fabbri Editori

Si è svolta oggi la conferenza stampa di presentazione della collana in Dvd "Sceneggiati Rai - Giallo&Mistero" realizzata da Rai Trade e Fabbri Editori.

Hanno partecipato i vertici di Rai Trade, lo scrittore sceneggiatore
Giancarlo De Cataldo ("Romanzo criminale") e molti protagonisti degli storici sceneggiati.


"Sceneggiati Rai - Giallo&Mistero"
Una collana 'cult' firmata da Rai Trade e Fabbri Editor
i



Thriller, suspense, personaggi ambigui, scenari imprevedibili: questi gli ingredienti che hanno decretato il successo degli sceneggiati Rai degli anni '70, titoli e vicende rimaste impresse nell'immaginario collettivo degli italiani e riproposti nella collana "Sceneggiati Rai Giallo&Mistero" realizzata da Rai Trade in collaborazione con Fabbri Editori. Un' iniziativa editoriale da tempo attesa dagli appassionati del genere, una raccolta di produzioni televisive di grande qualità che spaziano dalla fantascienza al poliziesco, mai ritrasmesse in tv e oggi proposte in dvd.

"Una delle chiavi del successo degli sceneggiati gialli degli anni '70 - dice Alba Calia, Vice Presidente Rai Trade - è stata la presenza di interpreti d'eccezione, come per le fiction gialle di oggi, attori come Ugo Pagliai, Delia Boccardo, Enrica Bonaccorti, Nino Castelnuovo, Renato De Carmine, Orso Maria Guerrini, Mita Medici, Mariano Rigillo, che sono qui con noi a presentare quest'iniziativa, sono stati e continuano ad essere artisti di riferimento per il teatro, il cinema e la televisione italiana."

Alba Calia inoltre sottolinea l'importanza della scrittura: "Solo una visione terribilmente miope può pensare a questa come una nuova operazione nostalgia, infatti, il filo che lega la scrittura dei gialli d'epoca alle proposte odierne è evidente, pensiamo a Hawtorne e Durbridge e agli odierni Camilleri e Giancarlo De Cataldo, curatore della serie Crimini trasmessa da Rai Due, nata proprio dalla volontà della Rai di esplorare il territorio italiano attraverso la penna dei più importanti autori noir di oggi".

Plauso all'iniziativa anche nelle parole dell'Amministratore Delegato di Rai Trade Carlo Nardello: "I gialli di ieri hanno raccontato la nostra storia così come oggi la raccontano le fiction. Attraverso queste produzioni, è possibile raccontare il modello di vita e la tradizione italiana riconosciuta in tutto il mondo. Un caso esemplare è quello delle fiction dedicate ad istituzioni come i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia che hanno veicolato al Paese i valori che animano il loro operato."
"La crisi economica - ha poi concluso Carlo Nardello - è per Rai Trade un'opportunità, grazie all'immenso patrimonio che l'azienda custodisce nel proprio archivio e che appartiene a tutti gli italiani".

Giulio Lattanzi, Amministratore Delegato di RCS Libri ha ricordato come: "la collaborazione tra Rai Trade ed RCS è ormai una realtà consolidata nel panorama editoriale italiano, segnando con successo una proficua sinergia fra le due aziende."

Ha partecipato alla presentazione anche Giancarlo De Cataldo, scrittore e sceneggiatore nonché curatore della serie RAI Crimini: "Da ragazzo ho seguito appassionatamente tutti gli sceneggiati gialli della RAI, ricordo in particolare Il segno del Comando. Questi sceneggiati attingono alla grande letteratura di genere e sono la testimonianza di un grande coraggio da parte della RAI che realizzò delle opere di altissimo valore artistico e professionalità."

Presenti alcuni dei protagonisti degli sceneggiati che hanno ricordato il lavoro di quegli anni: Ugo Pagliai, Mita Medici, Orso Maria Guerrini, Enrica Bonaccorti, Nino Castelnuovo, Delia Boccardo, Mariano Rigillo, Renato De Carmine. Pagliai commentando alcune delle immagini tratte degli sceneggiati ha dichiarato: "Questa mattinata me la ricorderò a lungo: è stata l'occasione per rivedere tanti straordinari colleghi. Lavorare negli sceneggiati era per l'attore una grande palestra: si studiava molto e - anche per necessità tecniche - all'attore era affidata la responsabilità di mantenere alta la tensione anche attraverso l'espressività mimica". Un ricordo felice anche per Enrica Bonaccorti: "Credo che gli sceneggiati di quegli anni siano un prodotto valido anche oggi e lo saranno fra cento anni, il merito va agli attori che rappresentavano il meglio del panorama interpretativo italiano di quegli anni".

Avvalendosi dell'intensa interpretazione di grandi attori come Ugo Pagliai, Delia Boccardo, Renato De Carmine, Mita Medici, Orso Maria Guerrini, Enrica Bonaccorti, Nino Castelnuovo, Giuliana Lojodice, Rossella Falk, Paolo Stoppa, Alberto Lupo, Carla Gravina, Giulio Brogi, Paola Pitagora, Adolfo Celi, Glauco Mauri, Tino Carraro, Corrado Pani, Massimo Girotti, Adriana Asti, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Enzo Garinei solo per citarne alcuni, e della maestrìa di registi come Daniele D'Anza, Silverio Blasi, Salvatore Nocita, Vittorio Cottafavi gli sceneggiati gialli degli anni '70 riuscirono ad ammaliare i telespettatori che seguivano fedelmente ogni puntata, ansiosi di scoprire il colpevole o di svelare il mistero insieme ai protagonisti.

Già disponibile in edicola il primo dei titoli in collana: "Il segno del comando" diretto da Daniele D'Anza, con Ugo Pagliai, Rossella Falk e Carla Gravina. Lo sceneggiato, che ruota attorno all'identità di una misteriosa signora, venne mandato in onda nel 1971 ed ebbe uno straordinario successo di pubblico tenendo incollati allo schermo oltre 15 milioni di telespettatori.

Dal 30 gennaio gli amanti di fantascienza potranno rivedere "A come Andromeda" diretto da Vittorio Cottafavi e tratto da un racconto di Fred Hoyle, romanziere ed astronomo, con John Elliot. "L'anno prossimo in Inghilterra" - come recita l'incipit della storia - viene captato un misterioso messaggio trasmesso dalla galassia di Andromeda: spetterà a un gruppo di scienziati, interpretati da Tino Carraro, Paola Pitagora, Luigi Vannucchi, decifrarne l'oscuro significato.

Una vera chicca per amatori è "Coralba" scritto da Biagio Proietti, diretto da Daniele D'Anza e messo in onda nel 1970, con Rossano Brazzi, Mita Medici e Glauco Mauri e, nella sigla, la voce inconfondibile di Frank Sinatra.

Gli altri titoli in collana sono un'antologia degli sceneggiati divenuti veri e propri "cult" che hanno saputo affrontare temi diversi con suggestioni tecnologiche ed esoteriche: dal trapianto di cervello raccontato in "Gamma" diretto da Salvatore Nocita con Giulio Brogi e Laura Belli, alla macchina della verità in grado di comunicare con le piante ne "La Traccia Verde" (con Paola Pitagora, Sergio Fantoni, Marco Bonetti, Sergio Rossi per la regia di Silvio Maestranzi); dal misterioso spirito che perseguita Orso Maria Guerrini e Marina Malfatti ne "Il Fauno di marmo" (tratto dall'omonima opera di Nathaniel Hawthorne, per la regia Silverio Blasi ) al fantasma femminile che anima il "Ritratto di donna velata" diretto da Flaminio Bollini e interpretato da Nino Castelnuovo, Daria Nicolodi, Luciana Negrin, o all'apparizione che perseguita un bambino in "Albert e l'uomo nero" (con Nando Gazzolo, Ivana Monti e Franco Graziosi, regia Dino Partesano) fino all'angosciante presenza di "Ho incontrato un'ombra" con Giancarlo Zanetti, Tina Lattanzi, Renato De Carmine, Corrado Gaipa diretto da Daniele D'Anza.

Non potevano mancare i polizieschi come "Giocando a golf una mattina" (con Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Mario Carotenuto e Luigi Vannucchi, diretto da Daniele D'Anza), "Come un uragano" (con Delia Boccardo, Corrado Pani, Adriana Asti, Renzo Montagnani e Renato De Carmine diretti da Silverio Blasi), "Un certo Harry Brent" (con Alberto Lupo, Roberto Herlitzka, Enzo Garinei, Ferruccio De Ceresa per la regia di Leonardo Cortese) e "Lungo il fiume e sull'acqua" interpretato da Sergio Fantoni, Daniele Formica, Laura Belli, Renato De Carmine per la regia di Alberto Negrin.
La tensione psicologica raggiunge il massimo in "Dov'è Anna?" con Mariano Rigillo, Scilla Gabel, Giorgio Bonora, Teresa Ricci diretti da Piero Schivazappa e ne "L'amaro caso della baronessa di Carini", ambientato nella Sicilia ottocentesca (soggetto di Lucio Mandarà e Daniele D'Anza) con Enrica Bonaccorti, Ugo Pagliai, Paolo Stoppa, Vittorio Mezzogiorno, Adolfo Celi.

Ogni sceneggiato verrà proposto in due uscite, ognuna composta da un Dvd e un fascicolo
.

Milano, 12/1/09

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