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sabato 26 ottobre 2019

INDAGINE INFOJOBS: LA DIVERSITY E' DONNA: SUL POSTO DI LAVORO E' ANCORA UNA QUESTIONE DI GENERE


INDAGINE INFOJOBS: LA DIVERSITY È DONNA.

LA DIVERSITÀ SUL POSTO DI LAVORO È ANCORA UNA QUESTIONE DI GENERE

 

  • Per il 71% dei candidati la diversità è una questione di genere, seguita a grande distanza dalla nazionalità (23%)
  • Oltre il 52% dei candidati rivela di essersi sentito diverso al lavoro almeno una volta, mentre il 33% ha assistito a episodi discriminatori
  • Nota positiva dalle aziende: oltre il 60% dichiara di valorizzare la diversità e 1 su quattro ha o avrà entro un anno una policy di diversity management

 

Milano, 25 ottobre 2019 - InfoJobs, la piattaforma numero 1 in Italia per la ricerca di lavoro online, presenta i risultati di un'indagine* condotta su aziende e candidati sul tema lavoro e diversity, realizzata in occasione di Jobbando, di cui InfoJobs è main sponsor e contributor, che dedica questa quinta edizione proprio alla riflessione sul tema dell'inclusione lavorativa.

 

InfoJobs, in qualità di osservatorio privilegiato sul mondo del lavoro con 5,4 milioni di utenti registrati, oltre 5.000 aziende attive nel 2018 e oltre 1.000 nuove offerte ogni giorno, ha chiesto ai candidati cosa sia per loro la diversity in azienda e come venga vissuta, mentre alle aziende e agli HR ha chiesto non solo che politiche vengano messe in atto, ma anche se e come la diversity venga considerata in fase di recruiting. E quello che emerge è un ritratto a tratti sorprendente.

 

Candidati: la diversity è donna

Il primo risultato sorprendente è che la diversità è ancora oggi legata al sesso: ben il 71% ha infatti dichiarato che la diversità è una questione di genere. Segue in seconda posizione ma a grande distanza la nazionalità (23%), e, decisamente meno rilevanti, l'orientamento sessuale (6%), il colore della pelle (4%) e il credo religioso (3%).

 

"Nonostante una popolazione lavorativa al 42,1% femminile** e un campione di oltre 1.300 rispondenti di età compresa tra i 26 e i 55 anni ed equamente diviso tra uomini e donne, per i candidati il tema più sentito è quello delle pari opportunità. La strada da fare è ancora lunga, per questo è importante per noi come osservatorio dare il nostro contributo per stimolare il dibattito e la riflessione su un tema chiave come questo", dichiara Filippo Saini, Head of Job di InfoJobs.

 

I candidati si sentono diversi al lavoro? Oltre il 52% dei candidati ha risposto affermativamente, anche se fortunatamente alla maggior parte è capitato saltuariamente, solo in alcuni contesti (34%). Solo il 16% ha dichiarato invece di non sentirsi diverso perché l'ambiente in cui lavora è inclusivo e valorizza la diversità. Andando più a fondo con una domanda esplicita legata a episodi discriminatori, ben il 33,5% ha dichiarato di avervi assistito, controbilanciato fortunatamente da un 60% cui non è mai capitato, ma che dichiara che interverrebbe qualora capitasse.

 

Come viene vissuta la diversità in azienda? Bene nel 30% dei casi, o perché ci sono politiche specifiche di inclusione (18%), oppure perché, anche in assenza di politiche specifiche, l'azienda valorizza la diversità (12%). Male per il 23%, perché ci sono politiche che vengono ignorate (12%) oppure per discriminazione vera e propria (11%). Il vero vincitore è però l'indifferenza, che può essere letta con accezione positiva di "guardare alle persone per quello che sono e per come lavorano" o negativa di "far finta di non vedere": per il 47% non ci si presta attenzione, nel bene e nel male.

 

Infine, l'88% dei candidati dichiara di sapere cosa sia il diversity management, ma per il 52% significa trattare tutti allo stesso modo, mentre solo per il 36% significa valorizzare le differenze. In parallelo, l'87% non ha una figura di diversity management specifica in azienda né qualcuno che se ne occupi, ma per il 49% ce ne sarebbe bisogno.

 

Aziende: il 27,5% ha o avrà a breve una policy di diversity management

Il primo dato che emerge dalle aziende rispondenti, per l'80% PMI sotto i 250 dipendenti, è sorprendente: il 20% dichiara di avere una politica di diversity management, mentre il 7,5% dichiara di essere al lavoro per averla entro 1 anno. Se a ciò si somma il 34% che dichiara di non avere politiche specifiche ma di promuovere e valorizzare la diversity, la percentuale di aziende attente alla diversità supera il 60%, mentre un 38% rimane indifferente e non ha in piano nessun tipo di attività.

 

Chi si occupa di diversity management in azienda? Il 20% ha una figura interna che si occupa di diversity management, specifica o delegata; il 13% sta lavorando per crearla, mentre il 24,5% dichiara di non averlo in piano ma che ce ne sarebbe bisogno. Rimane comunque un importante 43,5% che dichiara di non sentire il bisogno di una figura specifica che possa strutturare, garantire e presidiare la policy di diversity management.

 

Interrogando gli HR aziendali su esperienze concrete di gestione della diversity in azienda, il 64,5% dichiara di non aver mai dovuto gestire situazioni difficili, mentre la parte restante del campione si divide tra chi dice di averle risolte in modo costruttivo (23,5%) e chi invece dichiara che la diversity abbia generato un problema concreto come richiamo disciplinare, calo produttività o cambio di team (12%). Esperienze che sembrano mancare anche in positivo: il 68% degli HR non ha mai riscontrato situazioni in cui la diversity abbia rappresentato un plus: solo per il 22,5% ha portato a un miglioramento del clima aziendale, mentre per il 9,5% ha contribuito a migliorare produttività e risultati.

 

Infine, rispetto al delicato tema della valutazione della diversità in sede di colloquio, il 34% ha dichiarato di non valutarla perché non vi presta attenzione o comunque non si lascia influenzare, un altro 34% dice di valutarla come un plus o un minus a seconda della posizione ricercata, mentre per il 28% è un valore aggiunto sempre, purché a parità di competenze. La diversity resta un fattore negativo solo per il 3% degli intervistati.

 

*indagine condotta su 1.350 candidati ambosessi e 100 aziende di cui l'80% PMI con meno di 250 dipendenti

**ISTAT, Il Mercato del Lavoro 2018

 

InfoJobs è la piattaforma numero 1 in Italia per la ricerca di lavoro online, con oltre 5 milioni di utenti registrati, 5.000 aziende attive e 1.000 nuove offerte ogni giorno in 20 categorie diverse. Dal 2004, InfoJobs si propone di guidare l'evoluzione del tradizionale mercato del lavoro, abilitando in modo rapido e dinamico l'incontro tra aziende e candidati, utilizzando al meglio le potenzialità del digitale per offrire consulenza e soluzioni tailor-made centrate sull'utente.

InfoJobs, insieme a Subito, marketplace leader in Italia nella compravendita online, è parte di Adevinta, multinazionale che opera con successo in 16 Paesi nel mercato dei classified online e raggiunge ogni mese 1,5 miliardi di persone.



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Effetto Joker: lo psicoanalista spiega perché piace così tanto

Dalle sale cinematografiche a quello dello psicoterapeuta per rispondere a una domanda

Ma perchè attira così tanto Joker?

Una versione del personaggio del film di Batman mai raccontata che sta riscuotendo un successo inaspettato. Fa riflettere come una figura combattuta, instabile, triste e violenta nello stesso tempo, possa aver conquistato un pubblico così diverso. Lo psicoterapeuta Adriano Formoso spiega quali sono i meccanismi che fanno di Joker un nuovo eroe

Milano, 25 ottobre 2019 – La domanda sorge spontanea soprattutto per chi non è ancora andato al cinema a vederlo: per quale motivo tutti parlano di Joker? Non c'è Batman, non è interpretato da Jack Nicholson, non si ride, eppure sta suscitando molte reazioni che di seguito trovano risposte da Adriano Formoso, psicologo e psicoterapeuta a Milano e ideatore del metodo terapeutico neuropsicofonia
  • D. Cosa attira di più del personaggio Joker-Arthur?
Formoso: La violenza di Joker attira. Joker è il protagonista di una triste storia esistenziale e spesso realistica nella società che non fa sconti a nessuno.
L'opera pone l'attenzione sul vissuto di un personaggio tale da giustificarne la sua personalità omicida in una prospettiva sociologica e psicosociale inquisitoria verso la società. Joker come creazione sociale, eroe contro la disuguaglianza, la discriminazione e l'abbandono. Colpisce nel film la sua richiesta di un briciolo d'amore dall'uomo ricco individuato come suo padre a cui si propone dicendo "non voglio niente da te, solo un abbraccio" e il rifiuto e l'angoscia dell'abbandono che aggrava la condizione psichica di Joker.
  • D. E' corretto pensare che Joker sia un malato di mente?
FormosoSono molti a pensarlo, aggiungendo che si tratta di una persona impossibile da curare e l'impossibile attrae sempre. Il fascino della paura che può generare uno psicopatico pericoloso o una mente molto disturbata è la chiave del successo di questo film soprattutto per i meno avvezzi ad accogliere il dolore umano. Ogni giorno mi confronto con la sofferenza psichica e guardato Joker con interesse come uno dei miei malati affetto da un grave disturbo della personalità che non gli consente di controllare l'agito
  • D. Perchè piace tanto agli adolescentI?
Formoso: Molti ragazzini sono attratti da situazioni per gli adulti sconcertanti, vivendo in piena euforia alcune scene terribili del film e immedesimandosi nel protagonista. La letteratura, il fumetto e il cinema horror hanno sempre più ascendenza per gli adolescenti. Questo dipende dall'evoluzione con cui le rappresentazioni e i pensieri degli adolescenti cambiano l'espressione di contenuti invarianti.
Il tema centrale della passione per i film horror o impressionanti come Joker è la corporeità con le sue inquietanti trasformazioni. La paura che alcuni film suscitano dipende dalla ferocia con la quale il corpo viene attaccato.
In Joker si assiste a un omicidio che inizia conficcando delle forbici negli occhi della vittima. Colpisce e interessa a un certo spazio mentale l'efferatezza che sconfina in imprevedibili trasformazioni alle quali si va incontro attraverso manipolazioni magiche e scientifiche.
Per comprendere i nostri ragazzi e i loro comportamenti non dobbiamo mai dimenticare che il tema della trasformazione del corpo li riguarda molto da vicino. La pubertà, lo sviluppo accelerato del fisico nei muscoli e nelle ossa, l'invasione degli ormoni e delle pulsioni che occupano le teneri menti spingendole verso desideri inconfessabili fanno si che i nostri ragazzi fantastichino abitualmente all'interno di mondi paralleli come quello costruito abilmente con il film Joker
  • D. Qual è il meccanismo per cui un film horror-thriller (se bene fatto) riesce a conquistare l'attEnzione?
Formoso: Molti dei miei pazienti mi spiegano con codici diversi ma riconducibili alla stessa azione, che la passione per i film che fanno paura nasce dalla possibilità di avvicinarsi a un'emozione artificiale.
E' piacevole provare paura in un contesto rassicurante dal fatto che sia solo un film: è un po' come pilotare un aereo in una cabina dove se precipiti non morirai veramente. Trovo questo persino educativo per i nostri ragazzi, ovvero la possibilità di comprendere la differenza tra l'immaginario e il reale per sfruttare al meglio il pensiero, la riflessione e il profondo significato di dare un valore prioritario all'opportunità di esistere nel mondo.


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venerdì 25 ottobre 2019

Jetcost.it: in vacanza un italiano su due non sopporta le "coppie sdolcinate"

Più della metà degli italiani in vacanza non sopporta le "coppie sdolcinate" 

Preferiscono evitare anche fumatori, gruppi di addio al celibato, bambini piccoli indisciplinati e gruppi di persone anziane
Si avvicinano i ponti di novembre e dicembre e molti italiani stanno pianificando una breve fuga di qualche giorno, chi con il proprio partner, chi in famiglia con i propri figli, chi con gli amici o anche da soli. Una volta chiarita la meta e la compagnia, a meno che non si sia scelta una destinazione "sperduta", capiterà per forza di imbattersi in altri vacanzieri, o in albergo o durante qualche gita o tour di gruppo, e non potendo scegliere chi incontrare a molti capiterà anche di avere esperienze poco piacevoli con qualcuno con cui non vorrebbero mai aver a che fare nella vita. Ma cosa disturba di più i turisti italiani?

Secondo il potente motore di ricerca di voli e hotel jetcost.it più della metà (54%) non sopporta le coppie troppo "sdolcinate". Altre tipologie di vacanzieri poco graditi che si vorrebbero evitare sono le persone che non smettono mai di parlare e le famiglie con bambini indisciplinati.

Il team di Jetcost ha condotto un sondaggio nell'ambito di uno studio sulle esperienze di vacanza degli europei realizzato su 3.500 persone di età superiore ai 18 anni, andate in vacanza almeno due volte negli ultimi tre anni.

Inizialmente a tutti gli intervistati è stato chiesto con chi preferivano andare in vacanza e la maggior parte (37%) ha risposto di preferire le partenze in famiglia (coppia e figli); il 23% ha ammesso di amare i viaggi in coppia senza figli, il 19% con un gruppo di amici, il 15% con il maggior numero di parenti possibile e infine il 9% ha detto di voler andare in vacanza da solo.
A tutti è stato poi domandato se gli faceva piacere incontrare altre persone quando erano in vacanza o preferivano restare soli con i compagni di viaggio, e la stragrande maggioranza, il 68%, ha dichiarato di voler incontrare altre persone, siano essi connazionali o stranieri, solo il 19% ha risposto di non voler incontrare nessuno; non solo, il 12% ha ammesso che questo dipendeva dal tipo di persone che avrebbero potuto incontrare.

Andando ad approfondire, la domanda successiva è stata quali fossero le tipologie di persone o i gruppi che avrebbero preferito non incontrare durante le vacanze, e queste sono state le risposte più comuni:

1. Coppie sdolcinate - 54%.
3. Fumatori - 42%.
4. Persone "pesanti" che non smettono mai di parlare - 34%.
5. Donnaioli -32%.
6. Bambini indisciplinati - 27%.
7. Gruppi di addii al celibato - 20%.
8. Gruppi di anziani - 13%.

La maggioranza degli intervistati (54%) che ha dichiarato di considerare le "coppie sdolcinate" come la tipologia peggiore da incontrare, ha giustificato la risposta dicendo di "essere in vacanza per rilassarsi e stare in pace e di non voler avere intorno una coppia stucchevole", mentre un altro 28% ha dichiarato di trovare molto fastidiose le effusioni pubbliche troppo sfacciate. Infine, più di un terzo, il 33%, ha ammesso di aver inventato scuse per non trascorrere del tempo con quella coppia.

Un rappresentante di Jetcost ha dichiarato"Abbiamo tutti aspettative diverse per le vacanze e le brevi fughe. Alcuni di noi amano rilassarsi e riposare, altri, invece, vogliono visitare e scoprire il più possibile dei posti in cui si trovano. Ci sono quelli che partono da soli, quelli che partono con amici o in famiglia, quelli che vanno da soli, ma quando ci si trova in vacanza ognuno si comporta in modo diverso: qualcuno ama stare in compagnia e stringere amicizia, qualcuno spera di non dover incontrare un tipo di persone che non ama frequentare in assoluto e vorrebbe interagire il meno possibile con altri, ma la cosa più interessante emersa dal sondaggio è stata sapere che per gli italiani le coppie eccessivamente affettuose sono considerate molto peggio di fumatori, persone logorroiche o rumorosi gruppi di ragazzi in viaggio per addii al celibato e perfino di bambini indisciplinati".

Su Jetcost:
Jetcost è un motore di ricerca per tariffe aeree, hotel e autonoleggi. Questo significa che confronta i prezzi offerti da oltre 250 agenzie di viaggio e compagnie aeree per trovare il miglior prezzo per ogni tipo di viaggio. Una volta che l'utente ha deciso su Jetcost il viaggio che vuole fare, basta cliccare sul prezzo prescelto e si viene reindirizzati direttamente alla pagina dell'agenzia di viaggi che offre la prenotazione del volo, dell'hotel o del noleggio auto.


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Il Marketing Data-Driven basato sui Dati Comportamentali è alla Portata di Tutte le Aziende?

IL MARKETING DATA-DRIVEN BASATO SUI DATI COMPORTAMENTALI È ALLA PORTATA DI TUTTE LE AZIENDE?
Molte aziende ritengono che accedere a strumenti tecnologici avanzati abbia costi elevati e insostenibili, ma l'idea si è diffusa a causa del fatto che quando si parla di marketing comportamentale, normalmente si citano strumenti che sicuramente sono ad alta capacità di targetizzazione, ma che non sono necessari se l'azienda non ha database con migliaia se non milioni di utenti registrati o quantomeno se non ha campagne con investimenti molte elevati.
La chiave è non partire dagli strumenti, ma dalla strategia.
Il Marketing Data-Driven basato sui dati comportamentali è definito come il processo e il quadro di raccolta, gestione e analisi dei dati dei clienti da diverse fonti per formare una visione unificata di ogni cliente.
In questo articolo, parliamo del perché i professionisti del marketing devono dare la priorità a questa metodologia di lavoro, ai suoi componenti chiave, alle best practice e alle piattaforme tecnologiche più diffuse che consentono una solida gestione dei dati dei clienti.
Che cos'è la gestione dei dati dei clienti?
Oggi, i consumatori possono interagire con i prodotti di una azienda provenendo da canali diversi. Questo dà alle aziende una moltitudine di opportunità per raccogliere più dati dei clienti e utilizzarli per migliorare l'esperienza dei clienti.
Sfortunatamente, questi dati, spesso e volentieri, vengono memorizzati in silos dipartimentali e funzionali (ad esempio il reparto commerciale non interagisce con il reparto marketing ritenendo che siano due attività che agiscono indipendentemente l'una dall'altra), e le aziende raramente utilizzano questi dati al loro massimo potenziale.
La gestione dei dati dei clienti consente alle aziende di affrontare il nuovo "paradigma della personalizzazione" per ottenere risultati di business reali.
L'attenzione si è spostata dalla personalizzazione anonima basata sulla persona, alla personalizzazione basata su informazioni personali identificabili (PII), in particolare con la tecnologia AIdriven in grado di personalizzare in tempo reale.
Pensate a un ecommerce in grado di cambiare i prodotti presenti nella home del sito, dove al posto di una selezione uguale per tutti, l'utente vedrà quelli che vuole comprare, basterebbe questo per alzare la conversione del 30%.
TROVA I CLIENTI GIUSTI
Trova i migliori clienti e contatta le persone che hanno caratteristiche simili.
Con il marketing data-driven personalizzato puoi aiutare le aziende ad identificare il pubblico in base al suo comportamento passato e presente.
Grazie alla capacità unica di tenere traccia e analizzare sia i clienti che i visitatori anonimi, è possibile concentrarsi sul raggiungimento del miglior profilo possibile per la vostra attività e convertire i prospect in clienti profittevoli.
RISPONDI ALLE ASPETTATIVE
Il vostro cliente vuole vivere un'esperienza unica in linea con i suoi bisogni del momento.
Offrire una chat in tempo reale, sia sul cellulare che sul web, o suoi social, implica essere disponibili nel momento in cui il cliente è attivo e coinvolto. Le funzioni di personalizzazione automatica dei messaggi aiutano le aziende ad associare il messaggio al momento.
DA MOBILE
Lo shopping e gli acquisti da mobile sono diventati la nuova norma. Puoi incorporare notifiche push e SMS nei tuoi customer journey.
CLIENTI FELICI VI FARANNO PUBBLICITÀ
Appoggia ed incentiva i tuoi clienti a parlare del brand con gli amici e i conoscenti.
Attraverso funzionalità social si può sviluppare campagne di passaparola che incoraggiano recensioni positive da parte dell'utente.
CROSS SELLING E UP SELLING DINAMICO
Hai comprato una crema anti age? Ci sono molti prodotti correlati e acquistati in abbinamento da altri utenti, perché non proporli?
Le attività di Cross selling e upselling sono fondamentali se vuoi aumentare il tuo scontrino medio e il ciclo di vita di acquisto dell'utente.
MAIL MARKETING CON CONTENUTI PERSONALIZZATI
Spedire la stessa mail a tutti gli utenti non funziona, in quanto gli utenti hanno diversi interessi e molti non saranno in target con quello che gli stai offrendo.
Puoi spedire mail con contenuti, grafiche ed offerte personalizzate sui segmenti e sui vari tipi di utenti aumentando la rilevanza ed i tassi di conversione.
GEOLOCALIZZAZIONE E MARKETING DI PROSSIMITÀ
Con il riconoscimento geo localizzato della posizione si possono fare tantissime cose, che funzionano molto bene per attività multicanali con punti vendita per offerte dedicate e comunicazioni sui servizi.
CAMPAGNE INTEGRATE SU TUTTI I CANALI
Come fate le campagne?
Google Ads vi produce un report sulle sue attività, i social sulle sue e così via, mai una visione di insieme, non siete neanche in grado di dire se una campagna fatta su un canale, magari cartaceo ha spinto le vendite sull'e-commerce o viceversa, o se la campagna online ha generato vendite nei negozi fisici.
OPPURE ANCORA…
Imparare la teoria degli acquisti dei consumatori con il funnel di vendita basato sulla "Scala della lealtà"
Questi sono solo alcuni esempi delle opportunità a cui qualunque azienda può accedere, basta chiedere!!!
Allora cosa vi manca per essere marketing oriented? Contattarci è ovvio, per i nostri corsi di formazione o per la nostra consulenza.
Kahuna è l'unica agenzia indipendente in Italia specializzata nell'uso dei dati per marketing e advertising, con un team manageriale e di consulenza con oltre 30 anni di esperienza cumulata nel Digital. Si stima che entro 3 anni oltre il 90% del digital advertising globale sarà erogato tramite nuove tecnologie: in Italia questa percentuale oggi è del 50% in crescita.
KAHUNA DOCENTE ALLA CA' FOSCARI CHALLENGE SCHOOL – MASTER & ALTA FORMAZIONE

Potenziare il marketing strategico attraverso il power analitics, data science e il programmatic advertising

Un percorso completo per imparare fino a dove le nuove tecnologie hanno spinto la capacità di sviluppare strategie di marketing. Una guida di docenti esperti per sviluppare competenze utili in Italia e all'Estero. I dati sono ovunque; la sfida principale è sapere come raccoglierli e sfruttarli correttamente. Si potrà apprendere come migliorare le performance delle proprie azioni comunicative sul web, partendo da una visione data centrica. Un'esperienza diversa per entrare in contatto con nuove processi, pensata, inoltre, per apprendere le tecniche di utilizzo delle piattaforme MarTech e AdTech. Si introdurranno metodologie di testing, raccolta e analisi dati quantitativa e qualitativa di campagne di marketing online, con casi reali.

Obiettivi
I CMO, Chief Marketing Officer, si trasformeranno presto in CMTO, Chief Marketing Technology Officer, poiché il marketing sta rapidamente diventando una delle funzioni più dipendenti dalla tecnologia nel mondo degli affari. Oggi, i clienti si aspettano e richiedono un'esperienza d'acquisto rilevante e scorrevole. Sono abituati a campagne di marketing basate sui loro gusti, in grado di anticipare le loro necessità. I partecipanti acquisiranno competenza nell'uso della tecnologia legata al mondo del marketing e dell'advertising: dall'evoluzione del media planning alla luce della rivoluzione programmatic, alla comprensione delle dinamiche di automazione negli investimenti in campagne.

Programma

Giornata 1:
Branding, numeri e profilazione strategica
Guerrilla Marketing e funnel come sorgenti di traffico Best practice

Giornata 2:
I dati estratti dai social network
Teoria e approccio strategico all'advertising su Facebook
Concetti teorici di base:Buyer personas, Customer Journey, Aste, Advertising su social, Social selling
Come creare una campagna profittevole su Facebook
Esempi pratici di campagne efficaci di social advertising

Giornata 3:
Creazione di Funnel di vendita e concetto di LifeCycle marketing basato sui dati
Ruolo delle landing page e delle schede prodotto nel marketing online
Panoramica su Google Ads come piattaforma di marketing online
Creazione e gestione di una campagna: lancio, verifica
Ottimizzazioni statistiche e demografiche

Giornata 4 :
Programmatic Buying, Adv e Rtb
Attribution Modeling –
Big data e Deep Data
frammentazione Audience
Inbound Marketing 3.0
Silos di dati vs. Tipologia di dati
Programmatic in OOH e traditional media
RTB, DSP, SSP, PMP

Giornata 5 :
Scelta ed utilizzo delle DMP, feature e parametri
Piattaforme MarTech e AdTech
Tecniche avanzate di utilizzo
Data, channel e misurazione
Ad Fraud e traffico non umano
Agility Marketing e Data Layers
Marketing Cloud e Strategie

Destinatari
I destinatari privilegiati sono la direzione marketing, i digital strategist, i social media manager, e-commerce manager, retail manager, digital marketing manager, Dirigenti, CMO, CEO e parte decisionale e strategica delle società.

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mercoledì 23 ottobre 2019

Lorenzo Pireddu nuovo Country Manager Uber Italia

Lorenzo Pireddu nuovo Country Manager Uber Italia

Pireddu guiderà il rinnovato team Italiano per sostenere la crescita del business nel nostro Paese


Milano, 23 ottobre 2019 –  A sei anni dal lancio in Italia, Uber inaugura un nuovo capitolo della sua storia e nomina Lorenzo Pireddu a Country Manager per l'Italia.

 

La nomina si inquadra nella rinnovata strategia di Uber che vede mettere in campo nuovi servizi e implementare quelli già esistenti, per contribuire a promuovere una nuova e integrata forma di mobilità, nel pieno rispetto delle normative vigenti nel nostro Paese.

 

La missione di Uber è, infatti, rendere il trasporto disponibile ovunque e per chiunque, con l'obiettivo di diventare una piattaforma multimodale per la vita di tutti i giorni capace di offrire le più diverse soluzioni di trasporto: dalle auto alle bici, fino alla possibilità di accedere al servizio di trasporto pubblico di linea – come succede in altri Paesi.

 

Pireddu, 36 anni, arriva in Uber dopo un'esperienza di oltre 4 anni in GotU.io, dove ha ricoperto il ruolo di Direttore Commerciale prima e Country Manager della sede di Los Angeles dal 2016 in poi. Dopo aver conseguito la laurea presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi ha iniziato la sua carriera presso 77Agency, realtà che propone soluzioni e strategie integrate di digital marketing. Nel 2008 si è trasferito ad Amsterdam dove ha aperto e diretto la sede di 77Agency di Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

 

"Come sottolineato di recente in occasione dello sbarco a Roma di Jump, il nostro servizio di bike-sharing elettrico, vogliamo essere un partner di lungo periodo dell'Italia e degli italiani. Continueremo a lavorare al fianco delle pubbliche amministrazioni per contribuire a costruire insieme un contesto equo per tutti e portare servizi sempre innovativi a disposizione di un numero sempre crescente di città e utenti", afferma Lorenzo Pireddu, commentando la sua nomina.

 

Oltre alla nomina di Pireddu, Uber ha rinnovato anche le prime linee dei dipartimenti di policy e comunicazione della sede italiana, con l'obiettivo di sostenere la crescita del brand e del business su tutto il territorio.

 

 

Informazioni su Uber

La missione di Uber è rendere il trasporto disponibile come l'acqua corrente - ovunque e per chiunque. Abbiamo iniziato nel 2009 risolvendo un problema: come spostarsi premendo semplicemente un pulsante? Oltre due miliardi di corse dopo, stiamo iniziando ad affrontare una sfida ancora più importante: ridurre il traffico e l'inquinamento nelle nostre città mettendo sempre più persone in meno macchine.



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Lo sport in azienda, il migliore strumento a disposizione delle imprese per creare condivisione sociale


LO SPORT IN AZIENDA, IL MIGLIORE STRUMENTO
A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE PER CREARE CONDIVISIONE SOCIALE


Il forum, organizzato da RCS Active Team e dedicato ai manager delle imprese,
ha esplorato le potenzialità delle attività sportive all'interno dei contesti aziendali

Da sx a dx Lucilla Andreucci, Ippolito Alfieri, Chiara Bisconti e Andrea Trabuio

Milano, 23 ottobre 2019 – Si è svolto ieri sera, presso la Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, il forum "Lo Sport in azienda: farlo bene e far del bene". 
L'appuntamento, dedicato al top management e ai responsabili risorse umane, comunicazione e CSR, Health e Finance delle maggiori realtà italiane, ha proposto una visione completa dello sport, della sua filosofia e dei migliori strumenti per portarlo in azienda. Inoltre, i più noti esperti del settore si sono confrontati in merito al legame tra sport e solidarietà, una strategia vincente a sostegno della CSR (Corporate Social Responsibility).
 
La serata è stata ideata e organizzata da RCS Active Team in collaborazione con almostthere – società sportiva che fornisce servizi di marketing, di consulenza e di coaching sportivo – e Rete del Dono, piattaforma di crowdfunding e personal fundraising che raccoglie donazioni online a favore di progetti di utilità sociale gestiti da Organizzazioni No Profit (ONP), già partner di lunga data della Generali Milano Marathon, in programma il prossimo 5 aprile a Milano.
L'incontro ha preso in esame nove temi di dialogo: attività sportive, sport e solidarietà, benessere in azienda, team building, welfare aziendale, corporate match giving, alimentazione, digital transformation e coaching, per un appuntamento ricco di spunti sul valore delle attività sportive in quanto fenomeno di sana aggregazione sociale all'interno del contesto lavorativo.

Lucilla Andreucci, campionessa di maratona e moderatrice, ha passato subito la parola ad Andrea Trabuio, Head of Mass Events RCS Sports & Events: "Organizzare eventi significa creare un'opportunità per settare degli obiettivi sfidanti insieme ai propri dipendenti: praticare attività fisica insieme e correre in team permette di vivere un'esperienza. Grazie al Charity Program e al Corporate Program legati alla Europ Assistance Relay Marathon i lavoratori hanno la possibilità non solo di farsi del bene, ma anche di fare del bene: lo dimostra la cifra record di 1 milione di euro destinata alle organizzazioni solidali raccolta solo nel 2019".
 
Ippolito Alfieri, Presidente di almostthere, ha raccontato le sfide e le prospettive legate alla dimensione sportiva in azienda, sottolineando l'importanza delle finalità e dei percorsi da sviluppare per coinvolgere al meglio i dipendenti: "La nostra mission è quella di progettare nuovi modi e nuovi mondi per fare sport: praticare attività fisica può diventare uno strumento importante per coinvolgere le persone e, di conseguenza, creare sempre più engagement con le aziende".

Alcuni momenti del forum: "Lo sport in azienda"
Tra le tematiche emerse durante il forum vi è sicuramente l'esigenza di supportare progetti di solidarietà: "Sempre di più l'attività sportiva promuove azioni di inclusione sociale, come dimostrato dal gran numero di eventi sportivi collegati a progetti solidali e supportati dalla nostra piattaforma di crowdfunding.", ha affermato Valeria Vitali, founder di Rete del Dono.
 
Invitare i propri colleghi a praticare sport, dunque, può diventare un valido strumento a disposizione delle imprese per valorizzare ancora di più l'impegno dei dipendenti, creando un vero e proprio programma di corporate wellness. Ne è convinto Andrea Bandini, CEO di Gympass: "La sedentarietà è la grande emergenza del nostro tempo, e questo impatta fortemente anche sulle performance dei lavoratori in azienda. Il nostro obiettivo è quello di studiare e creare dei programmi di incentivazione e coinvolgimento all'attività fisica. Attraverso questi progetti è possibile creare un sistema win-win-win, per le aziende, per i dipendenti e anche per le strutture sportive".
 
Non poteva mancare un accenno alle nuove tecnologie, ormai punto di riferimento imprescindibile anche nel settore sportivo. I social media sono diventati un tool estremamente importante, soprattutto per quanto riguarda le attività di ingaggio e recruiting, senza dimenticare la gestione dei servizi, a tutti i livelli, sportivo e professionale.
 
Tra gli esperti del settore che hanno preso parte alla serata si segnalano Chiara Bisconti, Presidente di MilanoSport, Alessandra Borgo, biologa nutrizionista LILT, Carlo Rolandi, Direttore Tax & Legal Deloitte, Livio Sgarbi, noto Mental Coach, Fondatore e Presidente di Ekis
, e Matteo Piselli, Senior Advisor di HRCiGroup. Degne di nota anche le testimonianze di Italo Martini, HR Director di Pfizer, di Giancarlo Papetti di Amundi, di Riccardo Rossini di Egon Zehnder e di Giovanni Bandera, Pedersoli Studio Legale.
 
Il forum "Lo sport in azienda: farlo bene e far del bene" ha rappresentato dunque un importante momento di approfondimento per tutte le aziende che desiderano avvicinare i propri dipendenti allo sport, non solo per dedicare più attenzione alla loro salute, ma anche per spingerli ad affrontare la vita professionale con un vero e proprio "spirito di squadra".




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WORLD PASTA DAY: LA NUOVA TENDENZA E’ MANGIARLA COME CONTORNO

WORLD PASTA DAY: LA NUOVA TENDENZA E' MANGIARLA COME CONTORNO

Ritorno al passato per il piatto simbolo della cucina italiana, solo nel 1800 divenne un primo piatto.


Milano, 23 ottobre 2019 – Gli italiani non rinunciano alla pasta. Piuttosto la mangiano come contorno, soprattutto la sera. Secondo gli ultimi dati dell'Unione Italiana Food, 9 italiani su 10 la mangiano regolarmente, 1 su 3 addirittura ogni giorno. Ma stanno cambiando le modalità di consumo.

 

Secondo un'indagine di WMF, brand tedesco specializzato nella produzione di pentolame, strumenti e elettrodomestici per la tavola e la cucina condotto tra 1200 italiani, realizzato in occasione della Giornata Mondiale della Pasta che si terrà il prossimo 25 ottobre, infatti, ben un italiano su 3 dichiara di averla consumata come contorno. Nel dettaglio, la pasta come contorno è preferita nel 60% dei casi per la cena. Tra i motivi principali della nuova tendenza primeggia la volontà di non rinunciare a questo ingrediente (44%), seguito dall'idea che il consumo come contorno ne permette un maggior controllo dei quantitativi (30%), infine, per una scelta di gusto e la volontà di sperimentare nuove ricette in cucina (21%).  

 

Una nuova modalità, questa di consumare la pasta come contorno, che ha radici storiche ben salde. Infatti, è solo nel 1800, grazie a Pellegrino Artusi, primo chef della penisola, che la pasta diventa un primo della cucina italiana. In principio, ai tempi dei Romani, come ricordano numerosi scritti di Cicerone, Orazio, Aristofane e Apicio, la pasta era nota come lagana e veniva consumata come accompagnamento ad altre pietanze più comuni, quali carne, pesce, uova, verdure. Ma a generare la tendenza è anche l'influenza internazionale, in Paesi come Francia e Stati Uniti, infatti, la pasta è utilizzata da sempre per lo più come contorno.

 

Per questo,  WMF ha deciso di ideare, in occasione del World Pasta Day, con lo chef Valerio Braschi, il più giovane vincitore di Masterchef Italia, la ricetta: Astice al burro glassato con contorno di spaghettoni mantecati in bisque. La ricetta di Valerio Braschi sarà disponibile per tutti sui canali social WMF dal 23 ottobre.

 

WMF da sempre votata all'innovazione e attenta ai nuovi stili di vita che influiscono anche sulle abitudini di preparazione di ingredienti simbolo, come la pasta, ha ideato una serie di strumenti per soddisfare le esigenze dei consumatori. In particolare, per la pasta ma non solo, ha creato Function Four, una speciale pentola con coperchio con 4 funzioni per cuocere in poca acqua e scolare con precisione (per chi non sa rinunciare alla pasta asciutta), beccuccio e bordo per versare e evitare lo spargimento di gocce, una scala interna per un facile dosaggio di tutti gli ingredienti e fondo universale per tutti i piani di cottura, anche a induzione. Inoltre, in occasione della World Pasta Day, presso i rivenditori WMF sarà possibile trovare un'ampia selezione di prodotti dedicati al mondo della pasta in promozione.   

 

Ricetta: Astice al burro glassato con contorno di spaghettoni mantecati in bisque

 

Ingredienti:

  • 200gr di spaghetti
  • 1 astice
  • 10 gamberi rossi
  • Basilico fresco qb
  • Burro 100gr
  • Timo fresco qb
  • Maggiorana  fresca qb
  • Olio extravergine d'oliva qb
  • Sale qb
  • Pepe qb

 

Preparazione:

 

  • Cuocere l'astice in acqua bollente per circa 2 minuti.
  • Raffreddare subito l'astice in abbondante acqua e ghiaccio.
  • Pulire l'astice eliminando la testa, e lasciare intatta la coda.
  • Pulire i gamberi.
  • Preparare un fondo mettendo in una pentola le teste dei gamberi e quella dell'astice, aggiungere ghiaccio e lasciar cuocere a fiamma bassissima per circa 1 ora.
  • Mettere gli spaghetti in padella e cuocerli come un risotto utilizzando il fondo di crostacei come brodo.
  • Mantecare la pasta con del burro ghiacciato e qualche foglia di basilico fresco.
  • Pulire la coda dell'astice e arrostirla in padella per qualche minuto aggiungendo burro, pochissimo olio, sale, pepe, timo e maggiorana fresca.
  • Impiattare l'astice cotto al burro ed erbe con al fianco gli spaghetti.

 



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