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lunedì 15 dicembre 2014

Due anni di silenzio sul conflitto in Repubblica Centrafricana



Un conflitto irrisolto e la crisi umanitaria che colpisce il paese.
INTERSOS assiste 30.000 sfollati che vivono in condizioni disperate.
Sono passati esattamente due anni dalla genesi dell'attuale conflitto interno che sta dilaniando la Repubblica Centrafricana, con conseguenze umanitarie gravissime che compromettono la sopravvivenza di 2,5 milioni di persone.

In uno dei paesi più poveri del mondo, le violenze, esacerbate dagli scontri tra il gruppo armato degli ex Séléka (ex Alleanza) e le milizie anti Balaka (anti machete), hanno causato centinaia di vittime civili, hanno costretto alla fuga nei paesi limitrofi oltre 420.000 persone; 430.000 sono invece gli sfollati interni che vivono in stato di estremo bisogno.

La violenza non lascia tregua. Lo scorso ottobre, scontri tra i gruppi armati hanno nuovamente insanguinato le strade della capitale Bangui: civili inermi sono caduti vittime della violenza settaria che non ha risparmiato scuole, ospedali e luoghi di culto. La situazione rimane estremamente tesa, l'insicurezza elevata e si ripetono minacce e purtroppo anche attacchi contro la popolazione civile e gli operatori umanitari.

Il conflitto e la violenza dilagante hanno compromesso le già limitate capacità produttive del paese, in cui l'agricoltura rappresenta la maggiore seppur insufficiente risorsa. A causa degli scontri, il raccolto nel 2014 si è dimezzato rispetto all'anno precedente, portando centinaia di migliaia di persone ad affrontare pesanti carenze alimentari. La condizione più drammatica coinvolge gli oltre 430.000 sfollati, che costretti ad abbandonare le loro case e le loro terre per mettersi in salvo dalle violenze, hanno perso ogni fonte di sostentamento e di reddito.
La squadra di INTERSOS operativa in Repubblica Centrafricana, sta distribuendo razioni alimentari a oltre 30.000 persone che vivono nei campi sfollati nella Prefettura di Ouham, nel nord est del paese.
"È impossibile non vedere la fame qui in Repubblica Centrafricana: nei campi sfollati, dove stiamo lavorando, è una costante a cui i nostri occhi non riescono ad abituarsi," racconta Giuseppe Linardi, operatore INTERSOS impegnato nelle distribuzioni alimentari. "Stiamo distribuendo alle famiglie razioni alimentari con riso, fagioli, farina e olio sufficienti per i prossimi mesi, per garantire la sopravvivenza di queste famiglie, ma la situazione rimane drammatica".

INTERSOS chiede a tutti gli attori coinvolti di rispettare i civili e le organizzazioni umanitarie che stanno portando aiuto, e sollecita i media italiani a non trascurare una crisi così grave: mantenere alta l'attenzione pubblica alimenta la speranza di una risoluzione del conflitto.

Si può sostenere l'intervento di INTERSOS in Repubblica Centrafricana, donando:
- con bonifico bancario alla Banca Popolare Etica con le coordinate bancarie
Codice IBAN: IT 07 U 05018 03200 000000 555000.
- Con conto corrente postale N: 87702007 intestato a INTERSOS, via Aniene 26/A, Roma.
- Con carta di credito, on line http://intersos.org/sostienici/dona-ora
INTERSOS è un'organizzazione umanitaria che opera in contesti di crisi a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di conflitti armati e calamità naturali. In 18 paesi nel mondo, INTERSOS porta primo soccorso per salvare vite umane e assistere i più vulnerabili: donne, bambini, anziani e disabili. Organizza distribuzioni di alimenti e generi di prima necessità, riabilita e costruisce strutture scolastiche per garantire l'istruzione nei contesti d'emergenza, coordina e gestisce campi rifugiati e sfollati e centri d'accoglienza, soccorrendo le persone meno protette e più deboli.


Repubblica Centrafricana: la crisi silenziosa a due anni dall'inizio del conflitto
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