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lunedì 30 settembre 2013

IMU: ai Comuni mancano i soldi ed a dicembre si paga?

L’anno terribile dell’Economia Italiana sarebbe dovuto essere il 2012. Nel 2013 tutti hanno iniziato a parlare di ripresine, luci in fondo al tunnel, e speranze di tornare “a traino” dell’Eurozona. Niente di più vero, perché il 2013 è stato un anno di grandi speranze, grandi promesse, grandi progetti ma soprattutto rinvii.

Il Governo di coalizione infatti, si è trovato costantemente dilaniato dalla lotta tra mantenere la maggioranza ed allo stesso tempo guadagnare consensi nei rispettivi elettorati, senza per questo fare scelte veramente coraggiose e necessarie. È così che la fine dell’estate ha portato tante belle bacchettate da parte dall’Europa che ci rimprovera un deficit superiore al 3% e che addirittura si arrabbia perché il Governo ha rinviato l'aumento IVA e rata dell’IMU. La stessa Europa che però permette ad altri Paesi di avere deficit superiori a quel 3% che l’Italia supera, per inciso, di qualche punto percentuale, mentre la Spagna va sul 7% del deficit.

Non che i Governi italiani abbiano fatto bene, ma il fatto di trovarci con l’acqua alla gola anche a causa delle pressioni europee a questo punto, ingiustificate che si appoggiano solo sull’instabilità politica, tralasciando quella economica che è di gran lunga superiore ad una economia giovane come quella Spagnola.

Intanto la sospensione o forse rinvio, in attesa di una decisione o di una tanto promessa “rimodulazione” lascia le casse dei Comuni vuote e senza fondi per pagare i dipendenti…cosa accadrà quindi adesso?

Probabilmente la rata di dicembre della tassa che ha contribuito alla riduzione nella vendita di abitazioni e seconde case dovrà essere pagata. Non da tutti, ma sicuramente da proprietari facoltosi, in possesso di abitazioni di lusso e forse anche da chi possiede capannoni inutilizzati e terreni agricoli incolti. Probabilmente verrà anche ampliata la categorie delle case di lusso, in modo da aumentare il numero di chi paghi, tutto questo per incassare un miliardo necessario a coprire il mancato aumento IVA. Sicuramente il tutto sarà accompagnato da promesse di tagli ai ministeri, auto blu e così via. Tagli che si spera non finiscano ad essere “virtuali” come accaduto già troppe volte. La spesa pubblica italiana è di 800 miliardi all’anno: in quegli 800 miliardi ci sono moltissimi miliardi di sprechi e di servizi che pur essendo costosissimi sono inefficienti.

È d’obbligo quindi razionalizzare non solo le spese “dirette” ma il funzionamento di apparati pubblici, burocratici ed i famosi privilegi della Casta. Ci vorrebbe anche un discorso culturale: manca del tutto infatti il culto alla cosa pubblica che hanno invece i nostri cugini europei. L’attaccamento al (loro) Stato ed ai concittadini è quanto permette a tutti di fare la propria parte, senza assistere ad eclatanti abusi, clientelarismi, favoritismi e corruzione che vediamo in Italia. Se un Governo procedesse in questo senso probabilmente potrebbe ricavare molti più risparmi e paradossalmente maggiore efficienza dei servizi ai cittadini, piuttosto che dover ricevere le bacchettate europee per un mancato aumento dell’IVA che potrebbe essere una catastrofe per il Paese.

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